Armi usate con storie fatali: uno shop di NY le "vende" per buoni motivi

armi usate

Quello del possesso domestico di armi da fuoco negli Stati Uniti è un argomento particolarmente spinoso che l’associazione non profit SUPGV (States United to Prevent Gun Violence) ha scelto affrontare con una campagna particolare, “Guns With History“: essa ha avuto il merito di attirare l’attenzione dei cittadini grazie alla capacità di comunicare il suo insight, ovvero la pericolosità del possesso di armi, in maniera non retorica.

Molto di frequente finiscono sulle pagine di cronaca nera tragici episodi legati all’utilizzo inconsapevole di armi, spesso pistole di piccolo calibro, acquistate per legittima difesa e finite per essere veicoli di morti accidentali. Il messaggio su cui poggia la campagna è già noto, è quello su cui da sempre si costruisce la comunicazione delle associazioni come la SUPGV: possedere un’arma da fuoco espone i comuni cittadini a grandi rischi, e mette in pericolo le loro famiglie. Per superare il rumore di un discorso pubblico e mediatico forte e complesso, l’associazione ha aperto a New York un negozio che vende armi con una storia tragica, poiché coinvolte in alcuni dei casi di omicidio accidentale di cui più si è parlato negli USA per via della loro drammatica portata.

Nel video a corredo della campagna vediamo i primi acquirenti che, interessati ad acquistare un’arma, chiedono informazioni al finto proprietario del negozio, che senza apparenti tentennamenti o difficoltà racconta loro la violenta storia si ognuna di quelle armi usate. Le reazioni delle persone sono molto eloquenti e bastano da sole a chiarire la posizione e il messaggio della SUPGV.

Cosa pensate di questo approccio? Lo ritenete efficace?

Periscope: la live streaming app per esplorare il mondo attraverso gli occhi di qualcun altro

È passata solo qualche settimana dall’uscita di Meerkat, la live streaming app che ti permette di condividere video in streaming su Twitter, e oggi vogliamo parlarvi di un’altra app che segue il trend “voglio vedere cosa stai facendo in questo momento“.

Si tratta di Periscope, che si presenta come l’app che ti permette di “esplorara il mondo attraverso gli occhi di qualcun altro”. Il team, affascinato dell’idea di poter vedere attraverso gli occhi di un manifestante in Ucraina o guardare l’alba da una mongolfiera in Cappadocia, un anno fa ha cominciato a lavorare ad un modo che permettesse di vivere un luogo in un dato momento.

Per chi trasmette, Periscope consente di condividere un’esperienza con gli altri, che siano i primi passi del primogenito o una manifestazione politica. Basta premere un pulsante per avvisare i propri seguaci che si è in diretta. Le “emittenti” su Periscope sono direttamente collegate al loro pubblico, in grado di sentire la loro presenza e interagire.

Agli spettatori, Periscope offre occhi e orecchie. Attraverso l’app è possibile viaggiare per il mondo e vedere ciò che chi trasmette vede e sentire ciò che sente. Ma non si tratta di un’esperienza passiva come quella televisiva: gli spettatori possono interagire con l’emittente inviando messaggi ed esprimere il loro supporto toccando lo schermo per inviare “cuori”.

Vi avevamo detto che Meerkat è una minaccia per Twitter perché Periscope è stata acquisita da Twitter proprio a gennaio. Che la guerra del live streaming abbia inizio!

TIM WCAP Accelerator, un milione di euro per i talenti innovativi [CALL FOR IDEAS]

Ha preso il via il 4 marzo la Call for Ideas 2015 di TIM #WCAP Accelerator, il programma di open innovation di Telecom Italia che accelera startup con idee disruptive in ambito digitale.

Un milione di euro da TIM #WCAP Accelerator

Un Grant di impresa del valore di 25.000 euro e un programma di  accelerazione con la supervisione di mentor qualificati e del supporto di tutor dedicati.

Tutto questo per sostenere 40 progetti in vari settori dell’economia digitale, tra cui mobile, smart cities, smart home, automotive, gaming, health&wellness, data analysis, green solutions, social impact, digital payments, it security, social network e wearable.

Entrare nella filiera dell’economia digitale con TIM #WCAP Accelerator

Il contributo del programma TIM #WCAP all’intera filiera dell’economia digitale è davvero forte: le startup accelerate stabiliranno immediatamente un rapporto con il gruppo Telecom Italia. Attraverso una procedura agevolata,verranno iscritte all’Albo Veloce che le certifica per diventare fornitori di Telecom italia e beneficeranno del Basket Innovazione, un budget a disposzione delle business unit di Telecom Italia per l’acquisto dei servizi e delle soluzioni prodotti dagli startupper potranno essere acquistati più agevolmente.

Dal 2009, TIM #WCAP ha supportato 220 progetti di business, selezionandoli tra circa 7.000 idee, e ha inserito tra i fornitori delle business unit oltre 20 startup tra quelle accelerate.

TIM Ventures, un’ulteriore opportunità di crescita

Il programma inoltre è forte di un nuovo strumento a supporto della sua mission. Le startup TIM #WCAP godranno di una speciale visibilità da parte di TIM Ventures, la nuova società del Gruppo Telecom Italia nata per effettuare seedinvestment in startup innovative per 4,5 milioni di euro e che, al tempo stesso, si propone di stimolare l’intervento di altri investitori, nazionali e internazionali.

Come partecipare alla Call for Ideas 2015

Fino all’11 maggio sarà possibile presentare la propria idea sul sito di TIM #WCAP Accelerator e partecipare alla selezione per l’ingresso in uno dei quattro acceleratori sparsi sul territorio nazionale: potrai scegliere di innovare nella tua terra d’origine o di vivere una esperienza lontano da casa, sperimentando nuove connessioni e creando nuovi network fuori dal tuo territorio.

Per conoscere meglio il mondo di TIM #Wcap Accelerator, leggi le interviste dei responsabili degli acceleratori di Milano, Roma, Catania.

Ceres: tutto quello che avreste voluto chiedere ai loro Social Media Manager [INTERVISTA]

Quando noi ninja intervistiamo qualcuno, chiediamo una foto dell’intervistato. Per farvi capire con chi stiamo avendo a che fare, ecco cosa ci hanno risposto i responsabili dei social media di Ceres:

“Per la foto… siamo troppo belli, o forse troppo brutti. Preferiamo lasciarvi nel dubbio. Questo è il nostro capo.”

Definire perché una strategia digitale ha avuto un certo successo è sempre difficile. Potremmo dire che è merito del newsjacking, potremmo parlare di straordinaria ironia del brand o di perfetta sintonia di prodotto e brand personality. Per quanto riguarda Cerès però una cosa è certa: , dalla campagna “prima si beve e poi si vota” alla foto delle rovine della barcaccia di Roma, non hanno sbagliato un colpo.

La comunicazione portata avanti da BCube Italy, agenzia digitale milanese che si occupa della digital strategy di Ceres, è decisa, ironica, dissacrante poichè riesce a prendere in giro aspetti della realtà e ad inserirci il prodotto Ceres. Siamo riusciti a rintracciare il team creativo di BCube, guidato dall’executive creative director Sergio Spaccavento, composto da Andrea Stanich, Federica Nanni, Silvia Savoia e dal social media strategist Alessandro Sciarpelletti.

 

Proviamo a fare due sobrie chiacchiere insieme:

1. Quanto è difficile portare avanti una temibile strategia editoriale quando si è in hangover?

Siamo un team, sappiamo sostenerci a vicenda nei momenti più temibili. Poi la corretta educazione alcoolica ci aiuta, soprattutto nel non limitarci e censurarci nei momenti più “audaci” da cavalcare.

2. Alcuni pensano che siete coraggiosi e geniali. Noi pensiamo semplicemente che siete solo coerenti con il linguaggio del brand. Qual è il vostro segreto?

Giochiamo semplice, cerchiamo di tenere bene a mente cosa interessa al nostro pubblico, e quando nei suoi interessi troviamo un twist coerente con il brand ci buttiamo a capofitto. Ma soprattutto Ceres è un brand che rende tutto più semplice, perché ha un carattere definito e poco disposto a scendere a compromessi, capace di osare e non limitarsi mai.

Poi abbiamo anche tanti segreti, scheletri nell’armadio, pozioni magiche e casse di Ceres nel frigo.

A proposito di assoluzioni.

Posted by Ceres on Giovedì 12 marzo 2015

3. In quanto tempo è stato concepito, approvato e realizzato il lancio “E allora la Ceres è analcolica”?

Beh, abbiamo iniziato a prepararci nel 2013, quando abbiamo saputo della vicenda, era abbastanza prevedibile come sarebbe andata a finire, poi dopo 2 anni di rework, ricorsi e appelli, le spese legali erano così alte che abbiamo deciso di uscire con il post. No dai, in realtà l’abbiamo concepito in davvero poco tempo. Ci prepariamo prima in base ai possibili temi da trattare, ma poi osserviamo fino all’ultimo le conversazioni e il mood sull’argomento.

Nel caso specifico il post “E allora la Ceres è analcolica” è stato concepito e approvato nel giro di 2 ore. In tutto questo fondamentale è la grande reattività del nostro cliente, capace di cogliere al volo ogni opportunità proposta e spingerla nel momento più opportuno.

4. Ceres Soft Ale al lampone e zenzero, il primo aprile si avvicina: mica ci riproverete?

Noi ci riproviamo solo se voi ci cascate. Deal?

Soft Ale: un pesce d’aprile che rimarrà nella storia di Ceres.

Posted by Ceres on Mercoledì 2 aprile 2014

5. Che a Ceres non piacessero troppo i gattini si era capito. Ora però, su che base decidete la vostra strategia di real time marketing? Come decidete su quali argomenti vale la pena cavalcare l’onda?

Siamo una birra che si beve in strada, siamo una birra da compagnia, da serate all’aperto, da condivisione e votata al divertimento, cerchiamo quindi solo di essere coerenti con noi stessi. Crediamo che specialmente nei canali social le persone cerchino con i brand un rapporto meno istituzionale.

Va tanto di moda dire “non più BtoB o BtoC ma HtoH” beh, noi ci crediamo e per questo abbiamo scelto di parlare come parla chi ci ama e beve ogni giorno.

6. Quanti copy e quanti art sono necessari per portare Ceres sulla cresta dell’onda social?

Alla quantità preferiamo la qualità e comunque noi abbiamo Chuck Norris che vale per 20. A parte gli scherzi, la cosa più importante per noi è raccontare storie che interessino e per farlo la nostra organizzazione è più simile a quella di una piccola redazione piuttosto che a un reparto creativo di un’agenzia.

7. Per la campagna #civuoleuneroe eravate su Facebook, Flickr e YouTube, assenti su Twitter ed Instagram. Come scegliete i canali sui quali agire?

Se qualcuno ti dice che conosce esattamente il panorama offerto dai nuovi media ti sta raccontando una cazzata. Una volta cambiano le metriche di Facebook, il giorno dopo Twitter embedda i video e nel frattempo ecco la possibilità di paid media su Instagram.

Evolve tutto talmente rapidamente che la presenza digital di un brand per noi è per sempre Beta. In parole povere, stiamo tutti cercando di capirci qualcosa. Cerchiamo quindi di scegliere a seconda dell’obiettivo che ci siamo proposti di raggiungere per quell’attività e cerchiamo di creare contenuti che vivano in armonia nei canali scelti.

A volte ci riusciamo e siamo contenti, altre ci riusciamo meno e cerchiamo di imparare qualcosa. Ceres oltre a essere un’ottima birra, è un’azienda che non smette mai di cercare l’innovazione e il miglioramento, l’asticella è sempre molto alta e noi cerchiamo in tutti i modi di superarla, anche quando siamo in hangover.

Ringrazio Nicoletta Crisponi ed Emanuela Goldoni per aver collaborato nella stesura di questo articolo.

I migliori tool per gestire i contenuti digitali del tuo brand [INFOGRAFICA]

Tool per gestire i contenuti digitali

Creare, curare e pubblicare contenuti rilevanti per la propria audience è l’obiettivo di ogni marketer che voglia mettere in piedi una content strategy efficace. Molto spesso, oltre ad una buona dose di idee, necessitiamo di tool in grado di assicurarci una certa utilità per aiutarci in questo lavoro.

Il contenuto può essere di vario tipo, un testo, un video o uno storify. L’obiettivo da centrare però, è sempre la connessione tra storia del brand da raccontare e utilità per il lettore. Come dice la Ninja Miko Rei:

Elaborare e pianificare una strategia mirata alla creazione di contenti di qualità è funzionale a generare traffico e interazione con i clienti. In termini di tempo e risorse, le aziende hanno il dovere di percorrere la strada giusta.

Un’infografica, 25 tool

Da digital marketer tutte queste cose però le sappiamo. Ogni giorno ci capita di confrontarci con la storia del nostro brand, il raggiungimento dei potenziali clienti e la messa in ordine dei contenuti. Ma esiste qualcosa in grado di facilitarci il lavoro? Esistono degli strumenti per misurare l’engagement degli utenti? E un tool che mi aiuti a creare ex novo dei contenuti quando non so proprio cosa dire?!

Date un’occhiata a quest’infografica prodotta da business2community.com

App of the Week: Pixelmator trasforma il tuo iPad in una tela d'artista

Gli amanti del photo editing da Mac la conosceranno già: Pixelmator è uno dei software più apprezzati dagli Apple users, per alcuni un valido sostituto di Photoshop e molto più intuitivo. Per quelli che poi amano lavorare sulle immagini anche on the go, esiste una validissima versione per iPad che rende la modifica di immagini con touch molto simile a quella da desktop.

LEGGI ANCHE: Instagram lancia Layout, l’app per creare collage di foto

Ed ecco una novità dell’app che la rende ancora più originale e interessante: il team di Pixelmator, nel suo aggiornamento 1.1 dell’app per iPad, ha lanciato una nuova tecnologia di pittura ad acquarello caratterizzata da un assortimento di pennelli nuovi di zecca e una potenziata cattura dei colori.

Il nuovo prodotto presenta numerose tipologie di pittura come per esempio la Matita, il Pastello, l’Evidenziatore, l’Inchiostro, il Pennello, lo Spray, l’Acquerello e la Macchia, e all’interno di ogni categoria si possono avere nove scelte di base.

 

Nuova tecnologia Aquarelle

Una volta scelto il pennello, ci sono varietà infinite di utilizzo. Potrete applicare dimensioni piccolissime e aggiustamenti di opacità per ogni pennello e rendervi conto di come i colori si mescolano sulla tela.

Proprio la nuova tecnologia per il pennello da acquerello, Aquarelle appunto, è la feature di questa nuova versione su cui Pixelmator ripone molto entusiasmo. E dal video qui sotto si può facilmente intuire perché…

Pixelmator 1.1 Aquarelle – Watercolor Painting from Pixelmator Team on Vimeo.

Questo aggiornamento è caratterizzato inoltre da un potenziamento nel catturare i colori. La barra di cattura sulla palette campione permette di alternare tra i colori attuali e quelli precedenti, mentre un colpetto rivela una griglia con una gamma di tonalità e la sua combinazione a 6 numeri. Un’icona quadrata fornisce l’esatta combinazione per i colori sotto di essa, e cambia a seconda di come ci si muove all’interno della tela con le nostra dita.

L’interfaccia di Pixelmator non modifica l’immagine danneggiandola, bensì permette di agire sui livelli delle pennellate e di cambiare la loro posizione, proprio come in Photoshop, per mostrare o nascondere altri livelli sulla tela.

Ideale anche per modificare file in formato Photoshop

In aggiunta, la nuova versione può adesso aprire file da 16 bit-RGBCMYK, e la scala di grigi delle immagini di Photoshop, come anche le immagini di Photoshop che contengono maschere di livello. Pixelmator 1.1 permette di inserire una foto dal proprio drive iCloud come nuovo livello e di poter aprire anteprime in formato Raw. Questa nuova versione lanciata sul mercato delle app è arricchita dallo strumento contagocce in una versione aggiornata, dalle anteprime delle pennellate in diretta, e dal supporto aggiornato dello stilo.

 

 

Pixelmator 1.1 è disponibile solo per iPad e richiede iOS 8.1 al costo di 9.99 euro.

 

Sedotti e imbrogliati da Game of Thrones

#GoT

Ancora in pochi leggerebbero le tre lettere qui sopra, intendendole come il rafforzativo del verbo avere della lingua inglese.

Per la quasi totalità del mondo, GoT sta per Game of Thrones, la serie fantasy del canale via cavo HBO che ha fatto impazzire milioni di amanti di serie TV- e non solo – in tutto il mondo, registrando ascolti record con più di 6 milioni di spettatori a episodio!

Perché ne parliamo qui?

Ovviamente perché siamo super fan della trasposizione dei romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin, ma non solo.

Quei geniacci dei produttori della serie, in collaborazione con l’agenzia Elastic, si sono inventati un modo originale e allo stesso tempo diabolico per colmare la lunga pausa di un anno che ha separato la fine della quarta stagione dall’inizio della quinta, che si svelerà in tutta la sua magnificenza il 12 aprile prossimo.

Lo scorso dicembre su Twitter è comparso un messaggio misterioso che invitava i fan della serie a registrarsi sul sito ThreeEyedRaven.com.

Nelle prime 24 ore, limite di tempo imposto da Elastic, oltre 1 milione e 300 mila appassionati si sono registrati senza aver la minima idea di cosa avrebbero potuto trovare.

Tutti speravano, ovviamente, nel trailer della nuova stagione o in qualche scena tagliata della quarta, o ancora in qualche contenuto piccante riservato solo ai fan più accaniti.

Quello che hanno trovato però, ha lasciato l’amaro in bocca a molti.

Prendendo spunto da Snapchat – e quindi, alla fonte, dai mitici messaggi che si auto distruggevano di Mission Impossible – i creativi dietro la serie TV hanno creato e inviato a ciascun utente iscritto al sito un SMS contenente una serie di immagini di GoT, che dopo la prima visione si sono cancellate.

Le immagini scaricate erano prese da episodi già visti, con una bassissima aggiunta di scene nuove (e per nulla memorabili).

Inoltre, ogni utente ha ricevuto – così si dice, ma ci permettiamo di metterlo in dubbio – immagini diverse da quelle degli altri amanti della saga, creando così molta discussione nei giorni successivi a questa iniziativa.

Interrogata dai fan su questa strategia al South by Southwest (SXSW) in Austin – Texas, Melissa Eccles, Direttore Creativo di Elastic, ha ammesso tranquillamente

“Vi abbiamo semplicemente manipolato. Ed è anche stato divertente! Ho un che di meschino dentro di me. Non posso farci niente.”

E ancora, come riporta Mashable:

“Vi abbiamo tolto l’unica cosa che volevate, la possibilità cioè di guardare di nuovo. Difficilmente abbiamo l’occasione di fare arrabbiare così tanto il nostro pubblico. Sapevamo che vi sareste incavolati parecchio, ma la rabbia era la cosa migliore in cui potessimo sperare. Eravate arrabbiati; siete stati manipolati; volevate che accadesse di nuovo.”

E infatti anche al secondo lancio di esca, tantissimi fedeli si sono lasciati agganciare, questa volta però avendo imparato la lezione precedente ed essendosi preparati a registrare il video, prima di dare play.

Anche il secondo rilascio di video non ha saziato la curiosità degli utenti, ma ha contribuito a far crescere ancora di più la discussione.

Il premio vero e proprio è arrivato in terza battuta, con i primi trailer ufficiali della stagione numero 5.


Interrogato su questa operazione, Jim Marsh, il proprietario di HBO, ha risposto:

“La gente ha manifestato molto odio, ma ciò significa che ama ancora di più lo show!”

Si può dire che questo sia il futuro del marketing?

Anche in Italia, qualche settimana fa, Alta Infedeltà, una nuova trasmissione TV in onda su Real Time ha cercato di ingannare i lettori del Corriere della Sera con la pubblicazione di due lettere, una del tradito e una della traditrice (riuscendo però a far cascare nel tranello solo i più sprovveduti).

Dobbiamo aspettarci di essere sempre presi in giro e, quindi, non credere più a nulla di ciò che vediamo?

Difficile a dirsi… di certo vale sempre la regola che sta dietro a tutte le forme di intrattenimento e che è la linea guida del film The Prestige e di tutto il cinema di Christopher Nolan: la gente vuole essere ingannata.

Digital Marketing ROI: e se non riguardasse solo il marketing?

digital marketing ROI Davide Zane

Davide Zane è un consulente di marketing, che si occupa di marketing e comunicazione da 16 anni. Ha affiancato aziende come Fastweb, Edison e Caterpillar nei loro progetti di crescita. Ha conseguito un Executive MBA alla SDA Bocconi nel 2011.

Oggi, come consulente, aiuta le aziende a chiarire e realizzare la propria strategia e a stimare il ROI delle attività di marketing. Collabora con il team di professionisti e di docenti di Target Research per il modello di “Full Market Mix Modeling” di cui parla nel post.

Segni particolari: è un runner appassionato.

digital marketing ROI

ROI: è ora di mettere il puntino sulla “i”

Diciamolo. Forse si tratta della domanda più ricorrente che un cliente ti possa rivolgere: “E io che cosa ci guadagno?”. Oggi, come non mai, si sta veramente attenti al portafogli. Le prime risorse ad essere tagliate sono proprio quelle del marketing, perché ancora si fa fatica, soprattutto nell’ambito di quello digitale a comprenderne l’impatto generato in termini economici. E pensare che quello online, proprio perché digitale, è facilmente misurabile. Da qui nasce l’esigenza e la curiosità di saperne di più, ecco perché abbiamo coinvolto un esperto, che ci dedicasse un po’ del suo tempo, per per raccontarci che cosa significhi davvero calcolare il ROI delle attività di marketing, tutte. Digital comprese.

La parola a un professionista del mestiere: Davide Zane

Il ritorno sugli investimenti di marketing è sempre più un tema caldo all’interno delle aziende di ogni dimensione, sia per la costante attenzione alle spese sia per l’apparente semplicità di misurazione delle attività digital. Proprio queste ultime, infatti, stanno finalmente trasferendo l’idea che il marketing si valuta dalla sua capacità di attrarre nuovi clienti e far crescere quelli attuali. Sì, insomma, vendere.
Questa realtà non sempre è accettata da noi professionisti del settore, in genere pronti a sostenere che “l’efficacia delle campagne non è semplice da misurare”, “e poi vuoi mettere il brand”?

La mia convinzione è che tutto si possa misurare, l’importante è intendersi prima su cosa e come si misura. La domanda che l’azienda oggi deve farsi, quindi, è: qual è l’impatto delle mie attività di marketing sulle performance commerciali? Le metodologie per rispondere sono tante, ma una in particolari modo, mi sembra quella più completa: la “Full Market Mix Modeling”.

digital marketing ROI

Il Full Market Mix Modeling: un approccio concreto

In sostanza, l’approccio mostra l’impatto di diverse leve a disposizione dell’azienda (non solo necessariamente di marketing) sui risultati commerciali utilizzando tecniche statistiche come l’analisi di correlazione e di regressione che spiegano quali variabili hanno effetto su altre evidenziandone il rapporto di causa/effetto. Il punto veramente qualificante dell’approccio è il passaggio da una logica di “backcasting” (ad esempio analizzo l’attività passata) verso una visione di “forecasting” (ad esempio cosa posso prevedere per una futura campagna?).

Facciamo un esempio. Un’azienda, che produce e vende direttamente macchinari per l’agricoltura, deve introdurre sul mercato un nuovo trattore, un modello che da solo potrebbe generare il 60% di tutti i volumi. Decide quindi di costruire una campagna importante basata su diverse attività che accompagneranno il lancio per un periodo di sei mesi:

  • Un piano sulle tv locali per generare interesse sul prodotto e spingere il target alle filiali regionali
  • Un minisito con un virtual tour del prodotto con l’obiettivo di attivare lead da trasferire alla forza vendita
  • Un piano di DEM a diversi target per stimolare il traffico sul minisito
  • Una campagna con parole chiave e retargeting per sostenere il minisito
  • Un concorso Facebook per invitare gli operatori alla prova
  • Un’attività di telemarketing outbound per qualificare i clienti potenziali e proporre la prova del trattore
  • Un calendario di porte aperte delle diverse filiali per presentare e far provare il prodotto
  • La partecipazione a due delle maggiori fiere di settore
  • Un piano promozionale che regala la manutenzione per i primi tre anni a chi acquista il trattore durante la fase di lancio

digital marketing roi bilancia

Quali sono le attività di marketing che mi fanno vendere?

Dato che queste attività sono tante e contemporanee, la misurazione del ROI rischia di essere un compito arduo. Quali sono le attività veramente importanti? Qual è l’impatto della tv sulla decisione del cliente potenziale di contattare le filiali? Si può fare a meno delle fiere? Regalare la manutenzione è uno sforzo eccessivo?

L’approccio di “Full Market Mix Modeling” cerca di dare una risposta proprio all’esigenza di comprendere quali attività generano davvero vendite, guidando alla configurazione di future campagne ottimizzate. Cosa fa, dunque, in questo caso il modello statistico?

  • Evidenzia le attività che più di altre hanno un impatto sulle performance commerciali e, viceversa, esclude quelle inutili. Il che, per esempio, permetterebbe di eliminare la campagna tv, costosa ed inefficace nel generare risultati.
  • Amplia il perimetro di analisi a tutte le leve a disposizione dell’azienda. Ad esempio, comprende se il posizionamento di prezzo del trattore è coerente e qual è il suo impatto sui risultati di vendita. O evidenzia se la focalizzazione della forza vendita è di successo.
  • Fa previsioni. Dovendo ripianificare una campagna simile nel futuro, l’azienda ha a disposizione uno strumento che consente di simulare l’attivazione di diverse leve e di stimarne l’impatto sulle vendite. Programmando, quindi, in anticipo budget e strumenti.

Grazie a questa visione sistemica, una futura campagna potrebbe sia concentrarsi sulle attività veramente indispensabili (ad esempio: minisito e altre azioni digital, porte aperte e piano promozione “manutenzione gratuita per 3 anni”), eliminando tutte le altre, sia misurare in modo accurato quante vendite porta ogni euro speso nei singoli strumenti.

Questo approccio al ROI del marketing è, quindi, molto completo e, basandosi su software di data mining sofisticati, può anche essere visualizzato in una semplice dashboard che consente di configurare future campagne, stimando in anticipo l‘output atteso.

Et voilà, il ROI è servito.

Metti in pratica la tua creatività con Bruno Bertelli al Digital Content Lab

corso copywriter milano

Pensa alle più creative campagne di marketing degli ultimi anni. Quali ti vengono in mente? In questo momento nella tua testa staranno scorrendo decine di annunci stampa, spot, iniziative online di brand global che sono entrati nella storia dell’advertising.

Tra queste ci saranno anche le campagne, premiate da molti festival internazionali e ormai entrate nella memoria di tutti noi wannabe mad men di Heineken: “Auditorium”, “The Candidate“, “Sunrise”.

Sai cosa hanno in comune questi straordinari esempi di creatività? Dietro c’era lo zampino di Bruno Bertelli, Creative Director di JWT e poi Executive Creative Director di Publicis Italia. Un pilastro dell’advertising italiano, insomma.

E se ti dicessi che puoi conoscerlo? E che addirittura puoi passare 16 ore spalla a spalla con lui per carpire i segreti del Web Copywriting e del Visual Storytelling?

Il 10 e l’11 aprile a Milano, Ninja Academy organizza il Digital Content Lab, il percorso premium in aula che nasce per farti mettere immediatamente in pratica delle nozioni che altrimenti resterebbero solo teoriche. Esercitazioni, simulazioni e project work da inserire direttamente nel tuo CV per arricchire le tue competenze.

Iscriviti entro il 31 marzo per approfittare dello sconto early booking

Il Digital Content Lab è un percorso premium opzionale che può essere intrapreso in congiunzione al Corso Online in Content Marketing oppure singolarmente, lasciando ai partecipanti la possibilità di scegliere se unire la teoria alla pratica.

Il prezzo in Early Booking del Ninja Lab – entro il 31 marzo – è di 699€. Per le iscrizioni successive al 31 marzo il prezzo è di 899 €.  L’acquisto congiunto di corso e Lab comporta uno sconto sull’esperienza complessiva di apprendimento.

Qual è il programma delle esercitazioni?

Il corso prevede dei focus sul web copywriting e sul visual storytelling, con poca teoria per lasciare ampio spazio a case study ed esercitazioni, permettendo ai partecipanti di migliorare la propria padronanza sulle tecniche creative di scrittura e narrazione visiva per gli strumenti digitali: l’aula sarà popolata da carta e penne ma anche da tablet, email e social media!

corso web copywriting

Day 1

Il primo giorno cominceremo con un focus sulla scrittura creativa e impareremo come raccontare una storia – magari ispirandoci ai film hollywoodiani 😉 – e come costruire i personaggi e la narrazione. Testeremo le nostre competenze con l’esercitazione Comedic: come scriveresti 10 cartelli per gli homeless? Quanto si può essere persuasivi grazie allo humor?
Ci dedicheremo, poi, al web copywriting: Bruno ci spiegherà cosa comporta scrivere per il web e come ideare contenuti engaging. Seguiranno le esercitazioni in web copywriting, instant advertising e marketing conversazionale.

Dopo aver imparato i segreti della scrittura possiamo passare al visual storytelling, imparando dai più interessanti case study italiani e internazionali.

corso in web copywriting

Day 2

Il secondo giorno sarà interamente dedicato a esercitazioni e case study sull’uso dei canali Digital: ti chiederemo di mostrare le tue doti creative e declinarle sui diversi canali (Facebook, Twitter, YouTube, Vine…). Chiuderemo con un’esercitazione di gruppo su una campagna integrata e sulla presentazione in team del project work da parte dei partecipanti.

corso content marketing

Ricapitoliamo

Al Digital Content Lab potrai mettere alla prova le tue doti creative e sottoporre le tue idee ad un pilastro dell’advertising italiano. Non sei curioso di avere il feedback di Bruno Bertelli sulle tue skill?

Iscriviti subito, approfitta dell’early booking. Are you still with us? 😉

Ninja Social Oroscopo dal 26 marzo al 1 aprile

Questa settimana tutti i segni che non siano i tre segni di Fuoco si domanderanno se questi tre non siano dotati di super poteri! E se siete tra questi svelate il segreto!!!

Il Leone andrà così veloce che rischia di non essere raggiunto da nessuno, meglio condividere una buona idea prima di pensare ad eventuali applicazioni su Apple Watch! Ariete ugualmente in vetta, ma occirrerà tenere a bada l’arroganza e il Sagittario finalmente tira un sospiro di sollievo e si sente l’unico vero copywriter della propria vita.

Se Cecilia Azcarate dovesse paragonare il Toro a un’antica opera d’arte ora probabilmente  lo accosterebbe a un esponente romantico,perché  Venere addolcirà decisamente il suo carattere rude, mentre per la Vergine torna la voglia di fare pace con il partner dopo un periodo di litigi.

Il Capricorno tenderà a fare il CEO anche nella vita privata qui si occhio a disobbedirgli, l’Acquario invece continuerà serenamente a farsi i fatti suoi ma cercherà alla fine sempre l’appoggio di cari ed amici (toglietegli il tasto di chiamata da whatsapp se gli amici siete voi!). I Gemelli vorranno le coccole del partner e sapranno conquistarsele, la Bilancia non riesce a trovare una sosta dagli impegni ma alla fine arriverà il tanto atteso successo!

Lo Scorpione vincerebbe il premio per la pubblicità migliore di  se stesso se esistesse un festival ad hoc come per il comune advertising, ma anche i Pesci non scherzano questa settimana e riuscirebbero persino a usare come tornaconto l’eclissi di sole!

E il Cancro?? Se non vi pizzicherà con le chele sarà tutto da baciare!

Have a nice astro social week!