Quali sono i contenuti digitali più in linea con il tuo business? E quali rispondono maggiormente alle esigenze del tuo target? Designbysoap Ltd ha realizzato una chiara infografica dove racconta i passaggi da eseguire per creare la migliore strategia di content creation. I passaggi sono sei: ricerca, ideazione, posizionamento, creazione, pubblicazione e promozione.
Content creation: i passaggi chiave
L’infografica suggerisce di configurare un piano strutturato per la strategia di content marketing. Vediamo con quali passaggi:
RICERCA: tieni d’occhio il core business del brand, produci i “relevant content” cioè quelli importanti per l’utente, usa tool online per massimizzare i tuoi sforzi trova il content giusto per ciò che comunicherai.
IDEAZIONE: produci qualcosa di unico, presenta i dati nel miglior modo possibile ed utilizza i post del blog, video o infografiche.
POSIZIONAMENTO: crea una lista di possibili siti dove inserire il tuo contenuto, cerca dov’è il tuo target ed espandi il tuo raggio d’azione.
CONTENT CREATION: non precipitarti a finire il tuo contenuto, leggilo come fossi un lettore, includi fonti esterne e spiega tutte le cose nel modo più semplice possibile.
PUBBLICAZIONE: crea un piano editoriale, sii attento a non dimenticare nessun dettaglio e coinvolgi il lettore in una follow up.
COMUNICAZIONE: non ignorare il contenuto una volta pubblicato, segui i feedback ricevuti e mettiti in comunicazione con gli influencer del tuo settore.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Eugenio Pezonehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngEugenio Pezone2015-03-31 13:00:472015-03-31 13:00:47Content creation efficace: ecco come [INFOGRAFICA]
Benvenuti nella Golden Age delle aspettative online: The Lovie Awards 2015. Dalla lavanderia al cibo, dai taxi agli idraulici o al personal trainer, grazie ad uno smartphone possiamo ottenere tutto ciò che vogliamo, quando lo vogliamo, da e dove lo vogliamo.
Ergo il nostro periodo storico determina aspettative molto più elevate rispetto al passato; aspettative in perenne crescita, che fomentano i risultati eccezionali raggiunti dalla tecnologia informatica.
Risultati giudicati e premiati durante i Lovie Awards, concorso – riconosciuto tra i 5 premi più importanti a livello mondiale – che dal 2011 premia l’eccellenza del web in Europa, considerando ogni tipo di di contenuto digitale.
Iscrivi il tuo lavoro entro il 17 aprile
L’evento, giunto alla sua 5° edizione, si svolgerà a Londra; tuttavia la data per l’Internet Week Europe, non è stata ancora annunciata. Un festival di 5 giorni volto a celebrare le storie più risonanti e pertinenti in Europa. Il tutto condito da feste, oratori, conferenze, colazioni creative, sessioni di hack, mostre e meet-up.
Il concorso è aperto a tutte le organizzazioni europee e gli individui coinvolti nella progettazione, costruzione, gestione, manutenzione, commercializzazione o la promozione di siti web; pubblicità interattiva, media, film online e video; contenuti mobile o app per le imprese, i consumatori o per il pubblico in generale.
Le categorie
Le categorie definite per il concorso del 2015 spaziano tra innovazioni tecnologiche, creatività e utilità; ingredienti basilari di siti, campagne digital, app mobile e social media marketing.
I Lovie Awards le riassumono in 5 sezioni ben distinte:
– Siti Web;
– Pubblicità online banner, viral, branded content e più;
– Internet Video commedia, eventi live, musica e altro ancora (in anteprima sul web);
– Mobile e applicazioni che riconosce la categoria emergente di siti web per mobile e social; tra le nuove sezioni introdotte: Best User Interface, Best Practices, Connected Products + Wearables;
– Social che sottolinea il valore dei Social Media. Una nuova sezione è stata introdotta in questa categoria: “Animals”.
Parametri di giudizio
L’International Academy of Digital Arts and Sciences (nota organizzazione che aiuta a guidare il progresso di Internet a livello mondiale), mette a disposizione una squadra di esperti, imprenditori, luminari e professionisti di internet, ai fini di valutare le candidature usando criteri differenti per ogni categoria.
Non vi è alcun limite al numero di candidature che possono essere presentate da ogni concorrente, né esiste un limite alle categorie che si possono attribuire ai progetti. Un modulo online compilato e la quota di iscrizione devono accompagnare ogni voce.
Ma la cosa decisamente più innovativa è che il lavoro può essere inserito, non più in 5 lingue, ma ben in 7 lingue, oltre a: Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo e Tedesco, ci sono due new entry lo Svedese e l’Olandese.
La storia dei Lovie Awards
Non tutto ciò che è innovativo è privo di storicità, il nome difatti è un chiaro tributo a Ada Lovelace (classe 1800), la prima programmatrice informatica della storia, nonché simbolo duraturo di innovazione. Il cuore, rappresenta la passione evocata dalla suggestione di Internet; è difatti indiscutibile che pochi “mezzi” nella storia, sono stati capaci di creare tali eccellenze creative e di comunicazione, come il Web!
“The mission of the Lovie Awards is to recognise the unique and resonant nature of the European internet community – from Europe’s top web and creative networks and content publishers to cultural and political organisations and bedroom bloggers“.
Are you the next big thing? Partecipa e lo scoprirai!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Maria Luisa Miraldihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMaria Luisa Miraldi2015-03-31 11:32:092015-03-31 11:32:09Are you the next big thing? Iscrivi il tuo lavoro ai Lovie Awards
Ogni giorno i media continuano a ricordarci che gli animali hanno bisogno di aiuto. Molte sono le storie che saltano fuori, anche dai social network, riguardanti i nostri amici a quattro zampe. Storie queste che non sempre sono positive: cani abbandonati, rifugi in cui troviamo animali maltrattati, malnutriti e molto altro ancora.
È da questo incipit che nasce PetITfriend, una piattaforma web che ha l’obiettivo di accompagnare le amministrazioni e i volontari nella gestione dei canili, garantendo così, non solo una migliore condizione di vita per i nostri cuccioli ma anche una maggiore chiarezza a riguardo per tutti i cittadini.
I creatori di questo progetto sono un gruppo di giovani appassionati di tecnologia, che cercano di sfruttare la loro passione per portare qualcosa di nuovo nel cuore dei nostri amati animali. Gli ideatori sono per la precisione leccesi e il loro prodotto rappresenta un living lab: uno spazio fisico e virtuale che si pone l’obiettivo di collegare pubbliche amministrazioni, privati e cittadini per il bene dei nostri amici animali.
È per questa ragione che il progetto ha come base centrale quella del comune di Lecce. La città ha dimostrato fin da subito un grandissimo interesse ed entusiasmo per il progetto in questione, garantendo una piena disponibilità nella sua realizzazione.
Una realizzazione cui ha contribuito anche Nuova Lara, lavorando fin da subito con il team di giovani nella definizione delle funzionalità di PetITfriend, per fare in modo che la piattaforma finale fosse in grado di accogliere le esigenze e le richieste di tutti gli operatori e i partecipanti.
PetITfriend, come funziona
PetITfriend aiuterà i gestori dei canili a sveltire il proprio lavoro rendendo il più sereno possibile il processo di adozione di ogni animale. Il tutto sarà reso semplice dalla gestione dei canali interattivi: attraverso la pubblicazione online di tutti gli animali presenti nei rifugi, ogni cane, potrà usufruire di una scheda personalizzata in cui vi saranno tutte le informazioni principali come razza, storia, caratteristiche, eventuali patologie e molto altro ancora. In questo modo ogni animale avrà una propria biografia personale.
All’interno di queste schede potranno essere inserite inoltre foto e video, con lo scopo di creare maggior interesse per chiunque abbia intenzione di adottare un cane o semplicemente dare un aiuto.
Come ogni piattaforma online che si rispetti, tutte le attività si avviano attraverso internet, anche le pratiche di adozione che un tempo erano molto lente e complicate, grazie a questa nuova organizzazione promettono di essere molto più rapide e allo stesso tempo sicure al 100%. L’adozione può essere iniziata online, per poi essere completata di persona.
Tutto questo porterà dei grandi vantaggi sia per i nostri amici a quattro zampe che per i canili. Maggiore sarà la qualità di vita degli animali nei rifugi, e molto più semplice diverrà il loro processo di adozione.
PetITfriend, il crowdfunding per diventare grandi
La piattaforma ha come obiettivo principale quello di essere chiara e trasparente. Grazie agli accordi presi con comuni e gestori, il servizio sarà sempre visibile a tutti. Tutti gli animali ospitati dai rifugi e i vari affidi, cure e adozioni saranno sempre pubblicati sul web, in maniera da rendere PetITfriend il migliore amico dei nostri amati cuccioli.
L’idea che rende questo prodotto ancora più interessante è quella del sistema di donazioni dei privati. Un sistema che ha l’obiettivo di far crescere ancora le potenzialità della piattaforma.
Ognuno di voi potrà sin da ora contribuire a far crescere PetITfriend, anche attraverso una donazione minima non necessariamente economica, ma anche di prodotti mirati secondo le specifiche esigenze di ogni singolo ospite del canile. Tutto questo sarà possibile sostenendo la campagna di crowdfunding TIM#WCAP.
In questo modo il Team di PetITfriend ha messo a disposizione di tutti gli strumenti necessari per avviare un servizio, che potremmo definire, eccezionale. Ma come sappiamo bene le imprese eccezionali non avvengono mai da sole, adesso sta a noi, attraverso un piccolo gesto, donare un grande aiuto al mondo animale.
Dai piccoli gesti nascono le imprese più grandi!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Hoyokuhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHoyoku2015-03-31 11:00:352015-03-31 11:00:35PetITfriend, la piattaforma dedicata ai nostri amici a quattro zampe
Dopo l’annuncio dell’apertura di uno store fisico a New York che non si è mai tradotto in realtà e le consegne con i droni che rappresentano ancora un miraggio futuristico, questa volta Amazon fa sul serio con il suo nuovo servizio lanciato a gennaio a New York, nella zona di Manhattan e in alcuni quartieri di Brooklyn.
Si tratta di Amazon Prime Now ed è destinato a spostare ancora più in alto l’asticella del servizio di consegna proposto dal gigante di Seattle.
Se fino ad oggi infatti il limite era la consegna overnight, con ricezione della merce entro le 12.00 del giorno successivo, Prime Now permette di ricevere il proprio ordine entro un’ora dal momento di pagamento.
Sembra quasi incredibile, considerando il traffico della Grande Mela e i tempi di gestione dell’ordine, ma Bezos ci ha abituato da tempo a questo genere di trovate.
Come funziona Prime Now
Amazon Prime Now è un servizio totalmente separato da quello sito Amazon.com.
Per poterne usufruire è infatti necessario scaricare un’app, disponibile per Android e iOS ed essere iscritti ad Amazon Prime, il servizio Premium di Amazon, offerto negli Stati Uniti a 99$ all’anno.
Attraverso l’applicazione si accede ad un database di prodotti decisamente più limitato rispetto a quello di Amazon.com, ma comunque capace di coprire diverse categorie di prodotto, tra le quali, ovviamente, quella dei prodotti per la casa, vero core business di Prime Now.
Una volta selezionati i prodotti, l’utente può scegliere il tempo di spedizione desiderato. Per le spedizioni entro un’ora la fee richiesta è di 7.99$, mentre dalle due ore in poi il servizio è gratuito. Va poi aggiunta una mancia (elemento piuttosto comune negli Stati Uniti) a chi consegna la merce.
E’ possibile infine sempre mediante l’applicazione, seguire sulla mappa la posizione del proprio ordine dal magazzino fino alla porta di casa.
La strategia di Amazon
Dopo Amazon Fresh, Prime Now è sicuramente un’altra pedina che Bezos sta muovendo nella partita contro i supermercati e i grocery store. E’ questo infatti un attacco deciso al vantaggio di prossimità, da sempre punto di forza dell canale tradizionale nei confronti dell’ecommerce.
Interessante poi che il servizio sia disponibile solo attraverso applicazione. L’intuizione di Amazon è quindi quella di presidiare in maniera sempre più massiccia il mobile commerce, quasi “costringendo” i propri clienti ad utilizzare lo smartphone non solo per consultare il catalogo, ma anche per il momento dell’acquisto vero e proprio.
Ulteriore obiettivo di Prime Now è quello di espandere i vantaggi riservati ai membri Prime, che negli Stati Uniti è una membership ben più ampia e completa rispetto a quella offerta in Italia, con servizi che, oltre alla consegna gratuita in due giorni lavorativi, comprendono streaming di musica e video, spazio cloud e molto altro.
Aggiungendo un servizio come Prime Now, Amazon cerca quindi di incentivare la sottoscrizione per avere un ritorno indiretto. E’ infatti dimostrato che un utente Prime spende più del doppio rispetto ad un utente con una membership tradizionale.
I commenti degli utenti
Grande entusiasmo, ma anche qualche dubbio da parte degli utenti.
Nei commenti sulla pagina di download dell’app si leggono attestati di stima e stupore per il servizio, al limite dell’incredibile a detta di qualcuno.
Altri però lamentano l’assenza dell’applicazione per Kindle Fire (effettivamente questo suona come un autogol) e sollevano una domanda legittima. “Ma se è un servizio per chi è a casa e vuole una consegna rapida, perchè offrirlo solo su mobile costringendo a una consultazione decisamente meno comoda rispetto a un sito internet?”
Al netto dei dubbi, Prime Now, se come previsto si espanderà al di fuori di New York, è destinato a cambiare per sempre il rapporto tra il canale fisico e quello virtuale e a ridefinire gli standard del servizio di delivery.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Federico Damianihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFederico Damiani2015-03-31 10:00:152015-03-31 10:00:15Amazon Prime Now: la consegna in un'ora è realtà
Non sto parlando di conversazioni stile customer service, quello è un servizio che i brand offrono ai propri utenti, ma di conversazioni di qualità e auspicabilmente di utenti soddisfatti che consigliano il prodotto.
Ma soprattutto come possono le aziende utilizzare i contenuti dei propri utenti per generare buzz online ?
L’esperienza di YourBuzz e delle aziende che lo hanno scelto per il proprio network di utenti sono un esempio di come si possono trasformare i propri utenti in ambasciatori del brand.
La perfetta situazione win-win: l’utente guadagna e l’azienda produce del buzz brandizzato. Scopriamo insieme come il 14 e 16 aprile, grazie al free webinar di Ninja Marketing targato YourBuzz.
Free webinar: “Il potere del network: trasformare le persone in ambasciatori del brand”
Simone Tornabene, docente della Ninja Academy racconterà come sfruttare al meglio le conversazioni degli utenti online, con un focus sul passaparola 2.0 attraverso la spiegazione di diversi modelli di content marketing e case history di successo.
Io invece vi spiegherò come funziona l’app di YourBuzz, attraverso un tour e degli esempi relativi ai brand che l’hanno scelta già per le proprie campagne di engagement. In più vi svelerò i segreti di #assumereuncopy, per dimostrarvi come con contenuti di qualità e una strategia ben precisa abbiamo coinvolto proprio voi, lettori di Ninja Marketing, come ambassador e buzzer dell’iniziativa.
– Intro: Perché «I Mercati sono Conversazioni» e Perché Serve il Content Marketing
– Earned Media: convergenza e dinamiche di funzionamento del Passaparola
– Il Passaparola in pratica: i casi di GoPro, HushPuppies, Slack, Supreme
– Il Passaparola e il Content Marketing: Il Modello di Montague (Storydoing)
– Il Passaparola e il Content Marketing: Il Modello di Sinek (Why)
– I Pericoli del Passaparola: Errori da Evitare
– Best Practice per Avere Successo con il Content Marketing e il Passaparola su Facebook e Twitter
– Case history di successo
Seconda parte con Diana Piemari Cereda
– Un approfondimento di YourBuzz: tour dell’app
– Le potenzialità di YourBuzz per gli utenti e per i brand
– Come Ninja Marketing ha coinvolto gli utenti con #assumereuncopy
Iscriversi al webinar è semplicissimo! A partire da questa pagina, cliccando su “Iscriviti, è gratis!” si aprirà il form di iscrizione, da compilare in tutte le sue parti. Una volta registrato, ti arriverà una mail di conferma con tutte le indicazioni.
I posti disponibili sono limitati: vietato perdere tempo!
E non dimenticare di dare un’occhiata ai nostri prossimi corsi in programma!
Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.
Knowledge for change!
BE NINJA.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Diana Piemari Ceredahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDiana Piemari Cereda2015-03-31 08:30:492015-03-31 08:30:49Free webinar "Il potere del network: trasformare le persone in ambasciatori del prodotto"
Pensi davvero di non aver mai commesso errori di web copywriting? Sai bene che un sito web o un profilo aziendale sui social network vengono creati per condividere il messaggio del brand con un grande numero di utenti, creando così una community che ruota attorno ad un interesse comune. E ricordi ogni giorno che è proprio questo interesse che va stimolato attraverso video e immagini, sempre più importanti nel contesto comunicativo online. Infine sei consapevole del fatto che sono ben pochi i visual content che possono esulare da un buon copywriting.
Se tutto questo ti sembra terribilmente banale, vuol dire che padroneggi agilmente le basi del copywriting. Ma proviamo a ragionare nel modo opposto e analizziamo 20 errori che un copywriter non dovrebbe mai commettere.
Non dare valore ai testi e dimenticare la strategia di marketing
Il primo tra gli errori di web copywriting da non commettere è quello di considerare il copywriting fine a se stesso, cioè come un riempitivo o un semplice veicolo di generiche emozioni, dimenticando invece che si tratta di un mezzo per raggiungere un fine commerciale. Pensare in piccolo al pezzo da scrivere, senza inquadrarlo in una strategia di content marketing, basata sui valori aziendali, sulla vision, sulla mission e sulla business strategy. Senza queste premesse, nel migliore dei casi si sta cucendo una toppa su uno smoking.
Farsi passare i testi dalla direzione, poi, è come dire all’idraulico in che modo riparare una perdita d’acqua. Se un professionista è stato assunto per svolgere un lavoro, deve essere lasciato libero di farlo con una certa autonomia. Sarà il copy a sapere come dare valore a tutti testi: anche un commento o la risposta ad un utente sui social network possono compromettere la reputazione del brand. Per questo la personalità e la coerenza della comunicazione devono rimanere intatte in ogni spazio, soprattutto quando è in corso un dialogo con gli utenti. Basta poco per fare autogol.
Perdere di vista il target e utilizzare un tono generico
Per gli stessi motivi non vanno scritti testi volutamente autoreferenziali, anonimi filler destinati a perdersi nel mare del web. Cerca sempre qualcosa di inerente al tuo brand o all’ambito della tua attività, anche indirettamente: condividere il meme del momento non ha senso, ma farlo calandolo in un contesto pertinente, con la giusta dose di simpatia, è la soluzione giusta.
A proposito: perdere di vista il target è uno degli errori di web copywriting più gravi. Fai in modo che il tuo utente sia sempre a proprio agio. Stai parlando in gergo ad una nicchia di specialisti o in tono neutro ad un pubblico generico? Cosa caratterizza e accomuna la tua audience?
Non dimenticare però che sia tu che i tuoi lettori vi muovete in un contesto più ampio: dimenticarsi di far parte di un settore, scrivendo senza tenersi aggiornati su quello che succede intorno al brand ti posizionerà fuori mercato. Per questo una delle attività più importanti (e difficilmente comprese da chi ti paga) è passare del tempo ad informarti. Certo, se poi non cogli le opportunità, fossilizzandoti sui contenuti programmati, potresti deludere la tua audience. Cosa che sicuramente non capita a Ceres.
Scrivere solo per i motori di ricerca e non calare il prodotto nel contesto reale
Magari sei un SEO copywriter duro e puro, e pensi di scrivere per i crawler dei motori di ricerca; potrebbe non essere l’approccio corretto, visto che le indicizzazioni avvengono sempre più in base allo user intent e non alle semplici keyword. Ricorda che stai comunicando con le persone! Aiutale e non limitarti a parlare delle feature del tuo prodotto, ma narra i benefit che offre, magari calati in un contesto realistico, vicino all’utente profilato a cui ti stai rivolgendo.
Per fare tutto questo non serve urlare: chi ti legge non è interessato ai discorsi da venditore porta a porta. Appoggia il megafono e pensa di essere al bar con un amico: realizzerai i testi migliori e ti farai comprendere molto di più. Allo stesso modo, evita di suscitare emozioni negative senza motivo. La differenza tra provocare ed insultare è data da una posizione giustificata.
Improvvisare i titoli: uno degli errori di web copywriting più comuni
Sii positivo e convincente! Non solo nel testo, ma ben prima. Il titolo è il primo (e forse l’unico) elemento di web copywriting che i tuoi interlocutori leggeranno. Il secondo, molto probabilmente, sarà la chiosa finale, letta al volo per capire dove andrai a parare. Sai suscitare curiosità, riuscendo ad essere informativo e al tempo stesso emozionale? Non commettere uno degli errori di web copywriting più comuni: improvvisare il titolo dopo aver scritto un ottimo body.
A proposito di corpo del testo, formattare in modo sgradevole è il modo migliore per distogliere dalla lettura. Fai un uso oculato del grassetto, evidenziando i concetti principali di ogni paragrafo, e lasciati aiutare da Word, che aumenta automaticamente l’interlinea dopo ogni paragrafo. Se invece non ti interessa puoi sempre usare il tasto shift più quello invio.
Non compiacerti troppo della lunghezza dei tuoi testi: nel web vige la “regola degli 8 secondi”. È questo il tempo in cui gli internauti formuleranno un superficiale ma drastico giudizio sul tuo contenuto, decidendo se vale il loro tempo. Meglio dunque scrivere poco e spesso? Pare di no: Google premia i testi con almeno 1000/1500 parole, che a dispetto di quel che si possa pensare, risultano anche più letti nel tempo e più condivisi suoi social media.
Infografiche, infografiche e ancora infografiche
Le forme del copywriting sono infinite e seguono le mode. Proprio per questo gli errori di web copywriting sono dietro l’angolo. Pensi che le infografiche siano la panacea del momento? Matt Cutts no: “I would not rely on widgets and infographics as your primary source to gather links, and I would recommend putting a nofollow, especially with widgets”. Usale con moderazione.
Quello che invece non cambierà mai è che molti copy perdono di vista l’obiettivo principale: guidare i lettori verso la call to action finale. Oltre ad avere un fine informativo, il copy deve essere persuasivo, deve portare ad una conversione, veicolata e motivata da un messaggio. Il testo è uno stimolo, la call to action la risposta. Ma non commettere lo sbaglio di fermarti qui, perché ogni testo è un pezzo di storytelling, di principi narrativi applicati al business, destinati non solo a far sorgere domande logiche nella mente degli utenti, ma ad emozionarli, a costruire un mondo intorno al brand che li spinga a leggere e ritornare per averne ancora.
Errori di web copywriting, content is king?
In chiusura, ancora una nota: se pensi che “content is king” hai in mano solo mezza verità, perché “distribution is queen“. Un ottimo contenuto non vale nulla se nessuno lo legge. Studia attentamente i canali di distribuzione e fai un uso proprio di Google Adwords (domanda espressa), Facebook Ads (domanda inespressa) e qualunque altra pubblicità a pagamento. Per capire come funziona, ascolta le parole di Jonathan Perelman.
Il copywriter è un professionista, che affronta la stesura di un testo con cognizione, inquadrandolo in un contesto, popolato da un target, che viene portato a compiere azioni precise, tra cui condividere, acquistare, emozionarsi, ricordare.
Eppure molte aziende ancora faticano a dare un valore allo “scrivere due righe”: è così difficile #assumereuncopy?
E tu? A quali aziende hai pensato mentre leggevi? Che sensazioni associ a quei brand?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Doubleharkenhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDoubleharken2015-03-30 16:28:502023-05-17 12:50:52Gli errori di web copywriting fatali per il tuo brand
Le imprese non fanno acquisti, stabiliscono relazioni.
C.S Goodman
C’è chi considera la costruzione del brand uno sforzo inutile; mentre altri ne riconoscono il valore funzionale e simbolico. Tuttavia, è innegabile che il brand rappresenta l’identità e la personalità dell’azienda; è un vero e proprio “biglietto da visita”.
La marca può generare valore (equity) solo se vi è un radicamento profondo nella soddisfazione del consumatore, i punti fondamentali sono: creare una relazione e sviluppare il legame, comunicando in maniera sincera e coerente.
Nonostante ciò, soprattutto se il brand opera nel mercato globale, è difficile comunicare con mercati e consumatori differenti tra loro, mantenendo integra l’identità e l’autenticità del brand. Se racconti storie diverse in base al mercato in cui operi rischi di perderecredibilità e fiducia.
Per evitare quindi problemi di questo tipo e per arrivare a idee creative globali, si devono prendere in prestito alcuni punti della psicologia sociale; riconoscere le differenze di base tra le culture può aiutare a capire come comunicare un determinato valore creando storie interessanti.
Per avere un quadro di riferimento analizzeremo alcune variabili e capiremo come applicarle, per essere strategicamente coerenti ed in grado di conquistare il pubblico di tutto il mondo.
Individualismo vs Collettivismo
Nei Paesi individualisti gli annunci spesso celebrano le persone che raggiungono grandi cose per conto proprio o sottolineano l’importanza dell’individuo sul gruppo, mentre i Paesi che si basano sul collettivismo enfatizzano il concetto di progredire insieme.
Un primo esempio è dato dalla campagna Dove Real Beauty.
Questo spot che abbiamo, più volte, visto chiede alle donne di scoprire la propria bellezza, è un messaggio rivolto al singolo; mentre in Cina questa comunicazione è stata reinterpretata, l’idea creativa impedisce quindi di pensare, solo ed esclusivamente, a se stessi.
Il concetto creativo è adattato alla cultura del Paese, ma il brand non va ad intaccare la propria identità.
Ambizione personale vs Successo del Paese
Come si fa a rimanere coerenti con i valori del brand, quando operiamo in Paesi che enfatizzano il successo personale, ed allo stesso tempo siamo presenti in Paesi dove l’ambizione ed il successo è riconducibile al territorio?
Ecco un esempio:
Quando Johnnie Walker ha portato la sua iconica campagna “Keep Walking” in Brasile, ha riadattato il concetto di successo e progresso alla cultura del Paese. L’attenzione non è stata più rivolta ad un giovane ambizioso, ma ad una nazione nel suo complesso.
Linguaggio e contesto sociale
In ogni comunicazione, fondamentale, è il linguaggio che si usa. Ad esempio nei Paesi come Giappone e Corea i soggetti sono più sensibili a determinati argomenti, pensiamo al sesso o ai conflitti. In questi Paesi il riferimento non può essere esplicito, ma sottile e trattato indirettamente. Questo atteggiamento connota rispetto nei confronti di un determinato ambiente sociale.
Sono questi i punti che ti permettono di non intaccare la brand identity. Seguendo questi consigli, combinandoli con l’ascolto sociale e con gli spunti culturali, sarai in grado di valutare e sviluppare le comunicazioni e contenuti che spiccano, nonostante la diversità culturale. L’importante è individuare il “linguaggio giusto” che ti permette di essere in linea con i valori aziendali, ma allo stesso tempo rispetta la sensibilità del tuo pubblico.
Pronto a conquistare il mercato globale?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Umekahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngUmeka2015-03-30 13:30:172015-03-30 13:30:17Consigli che renderanno competitivo il tuo brand
Avete passato un weekend storto? I migliori annunci stampa della settimana vi faranno tornare il sorriso. Check this out:
Volkswagen: Bearrel/Humboon/Bumbletiger
Sicuramente la migliore campagna della settimana!s
Qui si parla di Polo, che sarà pur piccola, ma estremamente feroce!
Advertising Agency: Ogilvy & Mather, Cape Town, South Africa
Chief Creative Officer: Chris Gotz
Art Director: Matthew Pullen
Copywriter: Dean Paradise
Retoucher: Gavin Haywood
Listerine: Smile
Hey amico?! Hai appena fatto una figura di m…. !? Non preoccuparti e pensa che qualcuno ci ride su, senza tanti problemi!
Advertising Agency: JWT, São Paulo, Brazil
Chief Creative Officer: Ricardo John
Head of Art: Fábio Simões
Creative Directors: Erick Rosa
Copywriters: Bruno Pereira, Gabriel Morais
Art Directors: Robison Mattei, Pablo Lobo, Pedro Ricci
Illustrators: Pablo Lobo, Pedro Ricci
Graphic Producers: Flávio Schaefer, Flávio Colella
Zim coloured powder: Love is colorful
Se non siete brasiliani non la capirete al 100%, ma l’art direction fa entrare senza troppi indugi questa coloratissima campagna in top 5!
Advertising Agency: Tuppi, Salvador, Brazil
Creative Director / Art Director / Copywriter: Lucas de Ouro
Photographer: Dodô Villar
Retoucher: Liverson Costa
Psiphon: Social
Ci sono paesi del mondo dove l’internet e i social network sono bloccati o limitati dai governi nazionali. Psiphon è un tool che permette di aggirare i blocchi della rete, rendendo fruibili le informazioni.
Semplice e geniale: un serafico batterio v a incontro a morte sicura. Uccidi i batteri senza l’uso dell’acqua! (usa il gel antibatterico
Anida
Advertising Agency: Havas Worldwide, Warsaw, Poland Creative Director: Michał Imbierowicz
Art Directors / Copywriters: Jakub Zielecki, Martin Winther
Illustrators: Kuba Socha, Michał Socha / BrosFX
Designers: Jakub Zielecki, Martin Winther / BrosFX
Account: Juliusz Baliszewski
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Karokihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKaroki2015-03-30 12:30:232015-03-30 12:30:23Volkswagen, Listerine e Social: i migliori annunci stampa della settimana
Come dicevamo nel primo articolo dedicato alla definizione della strategia dei contenuti, il secondo step riguarda la produzione.
Se lo paragonassimo ad una ricetta di Cracco, ora saremmo nella fase in cui abbiamo letto e compreso il metodo e definito gli ingredienti (la nostra strategia) e ci staremmo per immergere nella fase di preparazione del piatto (la produzione).
Ma quali sono i giusti contenuti da creare? Risposta: dipende dal brand, dal mercato e dagli obiettivi aziendali.
Commento (ovvio): siamo al punto di partenza.
Chiariamo subito la questione: la fase strategica e’ lo step fondamentale per definire aree semantiche e trend di ricerca pertinenti al marchio e al settore di riferimento. Questo si traduce in un file excel (a volte molto lungo) ricco di keyword rilevanti in termine di volume di ricerche o strategiche per il mercato in cui si opera. Dove trovo tutte queste informazioni? Oggi i tool che permettono l’analisi della rete e delle query sono numerosi: Google Adwords, Google Trend, Radian6, Sysomos, Crismo Exagon, ecc.
Il passo successivo consiste nel mixare in modo armonioso gli output complessi forniti da questi strumenti, individuando insight strategici per il brand.
Una volta individuate le aree semanticherilevanti non ci resta che sporcarci finalmente le mani, producendo i famosi contenuti. Per contenuti digitali definiamo qualsiasi produzione multimediale veicolabile in rete: contenuti editoriali, video, gallery fotografiche, ecc. In modo correlato potremmo far rientrare anche landing page, contest, tab facebook e minisite.
Per semplificare il discorso possiamo definire tre filoni di contenuti indispensabili per la creazione di una corretta strategia di content marketing:
1) Serp oriented
Appartengono a questa categoria tutti quei contenuti realizzati per rispondere ad una specifica domanda di informazione degli utenti. Si devono studiare le ricerche effettuate sui motori di ricerca e fornire agli internauti una risposta concreta ad ogni loro possibile domanda.
Tali contenuti permettono di posizionarsi in modo rilevante all’interno della SERP in riferimento ad una o più keyword. In questo caso avremo prevalentemente contenuti informativi.
Ad esempio, per una casa automobilistica che produce auto elettriche sarà rilevante presidiare la keyword “migliori auto elettriche” attraverso la produzione di contenuti dedicati con all’interno (e in particolari posizioni strategiche) sia le parole chiave definite che il nome e le caratteristiche di un’auto elettrica che vogliamo lanciare sul mercato.
2) Trend Oriented
Tale filone di contenuti risponde ad una esigenza informativa limitata nel tempo o particolarmente rilevante se veicolata in un determinato periodo.
Ad esempio, per un’azienda che opera nel mondo del design sarà fondamentale creare contenuti ad hoc durante il Salone del Mobile.
3) Engagement oriented
Rispondono infine a tale caratteristica tutti quei contenuti multimediali che permettono di instaurare un legame duraturo con l’utente, stimolando da un lato l’interazione e dall’altro una continuità editoriale. In questo caso ci riferiamo nello specifico a contenuti divertenti, interattivi e “a puntate”.
Ora che il piatto e’ pronto non ci resta che farlo assaggiare agli amici. Sempre accompagnato da una buona bottiglia di vino, mi raccomando.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ninja Guesthttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNinja Guest2015-03-30 11:30:142015-03-30 11:30:14Content Marketing: la produzione dei contenuti [SECONDA PARTE]
Cervello in Italia e braccia operative in California per questa interessante app di messaggistica istantanea sviluppata dall’azienda Vetrya e che si prepara a diventare una validissima alternativa a WhatsApp.
L’app si chiama Blabel, un nome geniale, perché “mischia” il chiacchiericcio tipico dei servizi di messaggistica alle ambizioni internazionali che muove l’azienda.
Blabel è un servizio sviluppato e gestito da giovani che credono in un mondo dove è possibile comunicare in maniera del tutto free.
Rilasciato lo scorso 18 marzo, Blabel non è la solita app di messaggistica istantanea, e a fare la differenza è il suo essere cross device. Infatti, è disponibile per iOS, Android e Windows Phone, ma anche per Pc nella versione web e prossimamente addirittura per Xbox.
Ma non è finita qui: Blabel funziona anche su smartwatch, già disponibile per Android e a breve anche per Apple Watch.
Io e il collega NinjaMatteo Pogliani l’abbiamo provata per voi, ed il giudizio è positivo, soprattutto se si pensa che al momento è solo in una fase beta.
È fluida, esteticamente molto curata e la user experience è davvero piacevole; è possibile inviare messaggi testuali, foto (anche con l’accesso diretto alla fotocamera dello smartphone o tablet) e immagini, audio (info sul brano che si sta ascoltando, non file), condividere la propria posizione e contatti in rubrica.
Molto carina l’idea del pulsante centrale, chiamato POP, che con un tap consente di inviare un poke con un testo stilizzato e personalizzabile (di default è Yeah!), con due tap un poke sonoro accompagnato da un emoticon, e tenendo premuto un messaggio audio (push to talk).
Blabel conferma un’idea che ho sempre avuto, ovvero che non bastano due nerd smanettoni bravi in programmazione per creare un’App di successo. Togliere fette di mercato a un colosso come WhatsApp non è affatto semplice, e per portare avanti un progetto di queste proporzioni serve una realtà solida e con esperienza pluriennale nell’innovazione, come Vetrya, un’azienda italo-californiana che opera da anni nello sviluppo di servizi digital, applicazioni e soluzioni broadband.
A me ha colpito molto, ed è per questo che ho deciso di contattarli nel giorno stesso in cui l’app è stata rilasciata per chiedere un’intervista.
Ho parlato con Luca Tommasini, Founder, Presidente e CEO.
Come nasce l’idea di Blabel?
Volevamo dare una risposta alla domanda di mercato. Oggi la volontà delle persone è sempre più quella di conversare e interagire in modo semplice, privato, diretto e in tempo reale, utilizzando qualsiasi tipo di device. Una necessità a cui i giganti hanno già dato una risposta, ma ritengo che ci sia ancora molto spazio per l’evoluzione di questo tipo di servizi.
Uno dei punti di forza della vostra app è il suo essere multi-piattaforma. Come mai questa scelta?
Perché a nostro avviso uno dei limiti delle app di messaggistica tradizionali è la specificità verso un determinato device. Volevamo un’applicazione di messaggistica multi-piattaforma, che con un’unica registrazione potesse essere utilizzata ovunque. Blabel è disponibile su tutti i principali store di mercato: Apple, Android e Windows Phone, inclusi gli smart watch android e il nuovo Apple watch. È inoltre fruibile attraverso il sito web www.blabel.com e, a breve, anche in versione mobile web. Praticamente su qualsiasi smartphone e tablet, indipendentemente dal sistema operato utilizzato. In arrivo anche la versione per XBOX. Abbiamo una roadmap sfidante in termini di features.
Uno dei limiti nell’utilizzare le app di messaggistica per fare marketing è rappresentato dalle evidenti limitazioni strutturali e di UX. In cosa Blabel è diversa?
Non è il nostro caso. Abbiamo sviluppato una UX dedicando la massima attenzione all’usabilità. È il risultato di diversi focus group che abbiamo fatto su target differenti di utilizzatori. La coerenza della UX è riscontrabile su ogni device, indipendentemente dal sistema operativo usato e dal tipo di device.
L’integrazione di Blabel con i wearable devices è molto intrigante. L’Internet of Things è il settore sul quale puntare secondo voi?
L’Internet of things è uno dei settori della digital economy che sicuramente nei prossimi anni avrà uno sviluppo molto significativo nell’economia mondiale. Gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri. Un settore, anche se non l’unico, su cui Vetrya investirà in modo importante.
È sempre bello quando cervelli italiani danno un contributo valido al mondo digital, ma non capita così tanto spesso. Quanto è difficile fare innovazione nel nostro Paese?
Non è facile, ma nemmeno impossibile. A mio modo di vedere il concetto di Paese per le aziende che operano in rete è superato. Le difficoltà in Italia ci sono come in altri Paesi, molto dipende dallo spirito con cui guardiamo alla vita: provare con impegno a superare le difficoltà ci fa crescere, offre spunti per nuovi desideri e a volte regala il piacere di vederli realizzati.
La sede italiana di Vetrya di Orvieto è stata premiata come “Great Place to Work”. Cosa vi ha fatto meritare questo titolo?
Quando il Great Place to Work® ha condotto l’indagine il Vetrya Corporate Campus non era ancora stato aperto. L’indagine svolta serviva per misurare il livello di soddisfazione dei nostri dipendenti. Il risultato ha fotografato un gruppo coeso, fidelizzato, armonico dove ogni individuo può crescere secondo le proprie inclinazioni rendendo giorno dopo giorno il gruppo più forte. Certo oggi, con il corporate campus tutto è più semplice. Avere degli spazi dove poter condividere non solo le avventure lavorative ma anche momenti di svago rende il clima più sereno (i nostri ragazzi hanno a disposizione campo di calcetto, tennis, una palestra attrezzata, una sala per fare danza, aree di relax con videogiochi, biliardino 4 contro 4, ping pong, pianoforte a coda…).
Il Corporate Campus è anche una risposta a chi vuole dare un aiuto concreto alle giovani donne, madri: il servizio di mini club aziendale – attivo dalle 15 alle 20 – permette alle mamme di non dover scegliere tra famiglia e lavoro.
Blabel è stato rilasciato lo scorso 18 marzo. Cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro?
Siamo solo all’inizio. Blabel non sarà un solo servizio di instant messaging. Seguiteci e lo scoprirete!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Francesco Ambrosinohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFrancesco Ambrosino2015-03-30 11:00:322015-03-30 11:00:32Ecco a voi Blabel, l'app ideata in Italia che sfida WhatsApp [INTERVISTA]
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