Microsoft: presto sarà possibile prenotare Uber direttamente con Outlook

Integrazione. Questa è la parola d’ordine del 2015, con mobile e Internet of Things a guidare l’evoluzione digitale.

Per una volta, però, la novità della settimana non arriva da uno smartwatch o dall’ultimo modello di smartphone, ma da uno strumento che ha più di quarant’anni di vita: l’email.

Durante la Conferenza Builds 2015, l’evento dedicato agli sviluppatori svoltosi a San Francisco dal 29 aprile al 1 maggio, Microsoft ha annunciato una nuova collaborazione con Uber – l’azienda che fornisce il controverso servizio di trasporto automobilistico privato attraverso un’app, mettendo in collegamento diretto passeggeri e autisti – introducendo una nuova funzione nel client di posta elettronica, Outlook.

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Uber + Outlook: come funziona?

A quanto pare, tramite Outlook sarà dunque possibile effettuare prenotazioni su Uber, in maniera molto semplice e immediata.
Come dovrebbe funzionare? Prima di tutto bisogna attivare l’app Uber e collegarla ad Outlook, consentendole di accedere al calendario eventi. In questo modo, quando un appuntamento si avvicina, Uber invierà una notifica sullo smartphone. A quel punto, se si vuole usufruire dei servizi di Uber, si potrà prenotare un appuntamento direttamente dalla dashboard di Outlook.

Immaginate un business man, obbligato per lavoro a spostarsi lungo la città per appuntamenti, colazioni, pranzi, briefing con i clienti, e chi più ne ha più ne metta. Beh, per una persona del genere avere un sistema che ne registra la posizione, conosce gli impegni successivi e si preoccupa di avvisarlo della possibilità di prenotare un’auto per andare da A a B semplicemente usando il proprio client e-mail, non è da poco.

E non finisce qui…

Sul blog ufficiale di Uber si legge che questo accordo nasce da lontano, quando le due aziende hanno iniziato a collaborare per portare l’app anche sul Windows Store, e di conseguenza sugli smartphone con Windows Phone.

Oltre allo Uber add-in for Outlook, è stato annunciato per la prossima estate anche un Uber add-in for Cortana, l’assistente vocale disponibile sui dispositivi mobile dotati di sistema operativo Windows, in pratica l’equivalente di Siri.

La collaborazione tra un colosso consolidato come Microsoft e uno in forte ascesa come Uber può essere vista anche come una ulteriore consacrazione del servizio di taxi alternativo, una realtà con la quale fare in conti, e non soltanto da criticare e “demonizzare”. Non è un caso che il suo valore della società sia oggi stimato a 50 miliardi di Dollari.

Per ora se ne è solo parlato, e non ci sono ancora notizie sulla data di rilascio di questa funzione. Ma una cosa è certa: Microsoft non vuole più essere la prima della classe, vuole sperimentare, rischiare, e collaborare con altre realtà per portare la suite di Office ad un livello superiore.

Maturità 2015, TecnicaMente avvicina i diplomandi al lavoro

Maturità 2015, TecnicaMente avvicina i diplomandi al lavoro

Tantissimi gli studenti che in questo periodo cominciano a prepararsi per la maturità 2015. Un momento che, nonostante si possa dire il contrario, resta una tappa fondamentale nella vita di tutti. Il primo vero traguardo, il momento da ricordare o sognare come un incubo prima di qualsiasi altra occasione importante nella vita.

Maturità 2015, l’occasione di incontrare il lavoro

E quest’anno la maturità 2015 potrebbe diventare un momento ancora più basilare per i 1.200 studenti che hanno l’occasione di partecipare al progetto TecnicaMente di Adecco.

All’interno dell’iniziaiva di Adecco #diamolavoroalleambizioni, per tutto il mese di maggio gli studenti di 41 istituti tecnici e formativi presenti in 40 diverse città italiane potranno incontrare aziende operanti in settori differenti e concretamente interessate a inserire all’interno delle proprie strutture organizzative giovani talenti motivati alla crescita professionale.

Maturità 2015, TecnicaMente avvicina i diplomandi al lavoro

I candidati ideali devono possedere il giusto mix di competenze e soft skills, naturalmente il linea con le esigenze strategiche e di sviluppo delle aziende virtuose in cui saranno inseriti.

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Sempre più spesso il rapporto scuola-azienda sta diventando la chiave vincente per superare, nell’attuale contesto occupazionale, il mismatch tra competenze acquisite e richieste. Imparare e formarsi lavorando a stretto contatto con le imprese significa poter acquisire competenze davvero utili e spendibili in ambito lavorativo, sostenendo le proprie ambizioni in modo costruttivo.

Presenta il tuo progetto e vinci un corso di formazione

Maturità 2015, TecnicaMente avvicina i diplomandi al lavoro

Oltre all’opportunità di sperimentare direttamente la realtà del mondo del lavoro, TecnicaMente è anche l’occasione per presentare progetti sviluppati durante l’anno scolastico, grazie alle conoscenze tecniche acquisite nel percorso didattico curriculare, per essere valutati da una giuria di referenti aziendali che premieranno i progetti più innovativi.

Il gruppo vincitore avrà la possibilità di partecipare ad un corso di formazione tecnico altamente specializzato.

Affronta subito la tua paura più grande: il colloquio di lavoro

Gli eventi TecnicaMente, organizzati dai Consultant della Business Line Industrial di Adecco, un team dedicato alla ricerca, selezione e gestione dei profili tecnici, offrono a tutti gli studenti dell’ultimo anno degli istituti aderenti all’iniziativa anche l’opportunità di usufruire di un servizio di light coaching: un colloquio di selezione e orientamento personalizzato.

Maturità 2015, TecnicaMente avvicina i diplomandi al lavoro

Entrare subito in contatto diretto con la realtà dei colloqui selettivi è la possibilità di mettersi subito alla prova per tanti dei ragazzi che affronteranno la maturità 2015, per sentire più vicino il mondo del lavoro e per comprenderne le aspettative, in modo da orientarsi con maggiore consapevolezza verso i futuri percorsi formativi e professionali.

Insomma, un motivo in più per affrontare con grinta e positività la maturità 2015.
Cosa aspetti? Consulta l’elenco delle date di TecnicaMente in tutta Italia.

Headspace, l'app per allenarsi a meditare

Vi sarete spesso imbattuti alla ricerca di una buona app che vi aiuti a rilassarvi, che stimoli le vostre capacità interiori, che migliori le vostre capacità recettive, insomma, che semplicemente vi renda più consapevoli.

Headspace, una parola che in inglese ha un significato ben preciso e rappresenta il modo di pensare in maniera chiara senza nessun tipo di pressione, è il nome dell’app che nasce dall’iniziativa del giovane Andy Puddicombe e che ad oggi annovera tra i suoi fan anche vip come l’attrice Emma Watson.

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Andy, a metà di una laurea in scienze dello sport, prende la decisione inaspettata di partire per l’Himalaya per studiare meditazione. Sarà il viaggio che lo porterà a girare il mondo per 10 anni, culminando con la sua cerimonia di ordinazione come monaco tibetano buddhista nell’India del nord. Un paio di anni dopo, da questa esperienza di rinascita, prenderà vita l’app Headspace.

10 minuti di consapevolezza

Dalla grafica molto semplice e divertente, l’app si presenta come un piccolo guru della meditazione. Il personal trainer che vi accompagnerà lungo tutto il vostro viaggio di riequilibrio tra mente e corpo sarà Andy, un simpatico avatar che rappresenta il creatore dell’app appunto. Solo 10 minuti al giorno, come suggerisce Andy, vi basteranno per ritrovare il vostro centro di equilibrio.

Il programma prevede una prova gratuita per i primi 10 step di “riscaldamento”, attraverso i quali imparerete ad ascoltare la vostra mente, a guardare da fuori il “traffico” che vi troverete a dover affrontare, e ad essere consapevoli dell’ambiente circostante, abbracciandolo nella sua totale interezza e ristabilendo le vostre priorità attentive. Al compimento dei 10 step sarete in grado di proseguire nel più completo e interessante universo della meditazione.

L’app, dopo un primo percorso gratuito diventa a pagamento, scegliendo tra diverse tipologie di iscrizioni, con la possibilità di avere un accesso illimitato e scaricare centinaia di ore di contenuti diversi, per creatività, relazioni, dipendenze, focus ecc.

Un vero e proprio personal trainer, che vi permetterà di orientarvi nella vostra personale formazione, scegliendo tra una libreria di sessioni in linea con orientamenti e stili di vita diversi. Tutto questo è arricchito anche dalla funzione social grazie alla quale, durante il vostro percorso di rinascita spirituale, potrete far amicizia con altri milioni di utenti che utilizzano l’app e potrete così motivarvi lungo il cammino.

Simpatici video introduttivi e la piacevolissima voce di Andy vi prenderanno per mano, accompagnandovi lungo il percorso. L’app fornisce infatti animazioni video guida su come funziona la mente, suggerimenti su come sedersi e respirare correttamente e la possibilità di impostare promemoria di meditazione e tracciare la propria attività.

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Il percorso di meditazione vi aiuterà a ridurre stress, incrementare la vostra creatività attraverso il pensiero divergente, migliorare il vostro focus, ridurre i livelli di ansia e migliorare le vostre relazioni.

 

Io non vedo l’ora di intraprendere questo percorso. E voi?

Non vi resta che provarla. Buona meditazione.

Artribune e Toyota raccontano la Street Art a Roma in un palmo di mano

di Giuseppe Arnesano

Streetness è nuovamente in pista per seguire un interessantissimo caso che riguarda in particolar modo la città di Roma e che unisce, nel segno combinato della Street Art e dell’innovazione tecnologica, differenti partner creativi. Tutti pronti per salire in auto con Toyota per ammirare i volti, le ambientazioni, gli stili e i colori della Street Art a Roma, insieme ad Artribune.

Da qualche giorno gira infatti su App Store, Google Play e direttamente su tutti gli smartphone e tablet StreetArtRoma. Un’applicazione gratuita che permette di scoprire e conoscere le più rappresentative opere di Street Art realizzate nella Capitale da decine e decine di artisti italiani e internazionali.

StreetArtRoma, nata da un progetto di Artribune con il supporto di Toyota Motor Italia S.p.a. e con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Roma, è una vera e propria guida disponibile sia in italiano che in inglese dove è possibile trovare, attraverso la geolocalizzazione, oltre 100 opere murarie eseguite tramite le tecniche più variegate e di diverse dimensioni.

L’idea di Artribune, brillante piattaforma editoriale italiana, non è solo quella di mappare tutte le opere di Street Art nella capitale, ma anche quella di approfondire in maniera frizzante la questione documentaria.

La giovane testata, che dal 2011 affronta con energia e spirito di innovazione il campo dell’arte e della cultura contemporanea applicata alla comunicazione, vanta una ben strutturata esperienza già con la propria app su tutto il territorio nazionale. Così anche StreetArtRoma è organizzata in diverse sezioni ricche di foto, testi, schede e link utili per navigare nel migliore dei modi nel mainstream urbano.

All’interno dell’agile app troverete anche tre filtri, come a dire quando, chi, dove e perché cosa ce l’avete sotto il naso: il primo filtro è classificato per anni e va dal 2009 ad oggi; il secondo è per autore nel quale viene elencato un corposo numero di street artisti; l’ultimo riguarda i quartieri romani,intesi come scenari simbolo della Street Art e delle arti urbane che dal centro si spingono fino alla periferia.

Proprio percorrendo in tutte le direzioni le strade della capitale, alla ricerca delle note e meno note opere murarie e degli interventi di creatività urbana, la multinazionale giapponese Toyota raccoglie la sfida e lo stile della Street Art e presenta la nuova AYGO Street Art, monovolume giovanile dal carattere dinamico e accattivante.

Come la neonata app StreetArtRoma fa rete nella multiculturale espressione artistica tra la comunità degli interessati, dei curiosi e degli ignari cittadini, così la Toyota AYGO sfodera tutto un repertorio innovativo e intelligente, come nel cambio “x-shift” e nel sistema “x-touch”, per proporre ai più tecnologici ed aggiornati appassionati delle quattro ruote delle nuove soluzioni meccaniche e multimediali.

StreetArtRoma è allora l’app che mancava ad una città, un ampio scenario, un palcoscenico mondiale dove le opere oramai non si contano e il territorio è organizzato per punti di densità del fenomeno, anche per via dell’estro organizzativo delle associazioni che continuano incessanti a favorire una straordinaria coloritura, che fa decoro, fa arte, fa turismo, fa fruizione a passo d’uomo o, appunto, in auto.

Cosa aspettate, quindi, scaricate subito StreetArtRoma sui vostri smartphone e tablet e visitate gli showroom di Toyota. Tutto il meglio della Street Art su migliaia di metri quadri è ora racchiuso e aumentato in pochi centimetri e aspetta soltanto di essere vissuto.

iOS 9: le indiscrezioni sul keynote Apple dell'8 Giugno

La WWDC (Worldwide Developers Conference) della Apple si avvicina sempre di più, e tra le varie novità che in tanti si aspettano dall’azienda di Cupertino c’è iOS 9. Dovranno riuscire a restare al passo con i tempi, a gestire l’eterna lotta tra Siri e gli altri assistenti, ma soprattutto ad innovare il proprio sistema operativo.

Per questo, nonostante manchi ancora un mese alla presentazione, in rete i rumour su iOS 9 aumentano a dismisura. Abbiamo raccolto quelli che sembrano più credibili per iniziare a farvi sognare il nuovo fiore all’occhiello della Mela Morsicata.

Nuovo Design per Siri

Nuova versione di Siri, l’assistente vocale più cool  del momento avrà una versione più colorata ed un design innovativo.

Nuovi wallpaper e temi

Il design in casa Apple potrebbe includere (“finalmente” ndr.) delle vere innovazioni come non si vedeva più dagli ultimi aggiornamenti.
I colori più gettonati potrebbero essere il blu ed il verde.

Aumento della sicurezza

Dopo il caos creato dal furto di dati su iCloud nel 2014, tutti i produttori di sistemi operativi, Android incluso, hanno aumentato la loro sicurezza. Pare che Apple proverà a fare lo stesso con la nona versione di iOS.

Stabilità e velocità

Le performance e la stabilità del sistema operativo sono sempre stati motivo di grandi sforzi per gli sviluppatori iOS. Pare che Apple vorrebbe migliorare la gestione dei backup nel cloud e la velocità nel fare gli update, tutto ciò in seguito a dei problemi sul ripristino dei backup avuti con iOS 8.

Minimizzare il download

Dopo la transizione da iOS 7 ad iOS 8 ci sono stati vari problemi con la grandezza del file di download per l’aggiornamento, forse verrà diminuita, in modo da velocizzare il processo di upgrade, soprattutto per chi avendo poco spazio libero nel dispositivo in passato non riusciva ad installare la nuova versione.

Mentre aspettiamo l’8 Giugno, Apple ha già annunciato che rilascerà iOS 8.4 con dei visibili aggiornamenti per la gestione della musica sull’iPhone. La data di rilascio di iOS 9 si presume sarà nello stesso giorno del WWDC o nei successivi, non ci resta che aspettare e scoprire cosa ha in serbo per noi il CEO Tim Cook.

Relationship Tab su Linkedin: cosa sono e come possono essere utili

Su LinkedIn può essere difficile ricordarsi come si è collegati con una determinata persona. Per creare un network di business efficace, però, è sempre bene avere sotto controllo i dati dei propri contatti.
Un modo per riuscire in questo obiettivo è l’uso delle Relationship Tab, e prendendo spunto da Social Media Examiner, vi spiegheremo come.

Cosa sono le Relationship Tab

Innanzitutto, cosa sono le Relationship Tab? Sono dei tool, che mostrano i dettagli della connessione con ogni singolo contatto, e sono disponibili sia per gli account free sia premium.
Non sono però ancora disponibili per la versione di LinkedIn da mobile.

Grazie a questi tool potrete aggiungere informazioni per ricordarvi dettagli importanti su quella persona, o impostare dei reminder per future interazioni.
Le informazioni inserite saranno visibili solo a voi, e sono uniche per il vostro numero di connessioni.

Come usarle:

Visualizzare i messaggi che sono stati scambiati

Immagine: Social Media Examiner

Visualizzare i messaggi direttamente nella sezione dedicata potrebbe essere dispersivo, e le Relationship Tab potrebbero aiutarvi in questo senso.
Le conversazioni più recenti appaiono direttamente nella tab, e cliccando su See more è possibile visualizzare la lista completa della conversazione con quel contatto, senza dover spulciare nella cronologia generale.
Cliccando poi sul singolo messaggio, si aprirà un pop up con l’intero testo e tutti i dettagli.
Non si potrà rispondere al messaggio in questo modo, ma sarà comunque utile per ricordarvi le comunicazioni con i contatti più interessanti.

Inoltre potrebbe essere utile se volete mantenere un rapporto professionale con alcuni contatti, scrivendogli, ma non più di un tot di volte al mese (verificando quando è stata l’ultima volta che gli avete scritto), o se volete tutti i dettagli di un accordo che avevate preso, senza dover perdere tempo leggendo ogni singolo messaggio.

Aggiungere informazioni riguardo ai contatti

Immagine: Social Media Examiner

La prima sezione personalizzata che si può modificare sulla tab è la sezione Note.
Le informazioni possono essere sia personali sia professionali, e aiutano ad organizzare i contatti, tenendo traccia delle proprie relazioni.
Si può, ad esempio, decidere di inserire note per ricordarsi come si è conosciuto quel contatto (ad eventi o conferenze per esempio), o se si hanno in programma degli incontri si potrebbero appuntare domande da fare, o informazioni importanti da comunicare.
Ovviamente nel corso del tempo si possono modificare queste note, o cancellarle del tutto.

Assegnare tag per creare delle categorie

Immagine: Social Media Examiner

L’organizzazione è la chiave di un network efficace. E per organizzarsi niente di meglio che creare dei tag, per diverse categorie. Questo può essere utile anche per reperire tutti i contatti che potrebbero servirvi appartenenti a una determinata categoria.
Si possono scegliere titoli standard, o dare i propri.
Inoltre un contatto può avere più di un tag, in base alla struttura organizzativa del vostro network.

Cosa ne pensate? Credete che le Relationship Tab possano essere utili?

10 autori di Fotolia da tenere d’occhio

Pochi giorni fa abbiamo parlato dell’importanza del visual storytelling nella comunicazione digitale di qualsiasi brand. In chiusura abbiamo sottolineato l’importanza dell’utilizzo di visual che siano valorialmente compatibili alla brand equity così come al significato della singola comunicazione/campagna.

Affidarsi ad una banca immagini velocizza e semplifica notevolmente l’individuazione di immagini che assolvano a questo requisito, grazie anche alla possibilità di effettuare ricerche verticali per autore che, garantendo da una parte la coerenza stilistica, permette di coprire diversi campi e temi.

Oggi vediamo assieme proprio una lista di 10 interessanti autori di Fotolia.

Giuseppe Porzani

Genere portfolio: Lifestyle/Food/Landscape

fotolia

Andrew Ostrovsky

Genere portfolio: Astratto/Graphic Design

DavidArts

Genere portfolio: Vettoriali complessi/Infografiche

3darcastudio

Genere portfolio: Interior design

fotolia autori

Julien Tromeur

Genere portfolio: Illustrazioni

Masson

Genere portfolio: Lifestyle

Anna Subbotina

Genere portfolio: Lifestyle

fotolia banca immagini

Beboy

Genere portfolio: Landscape

Masterlu

Genere portfolio: Landscape

Goodluz

Genere portfolio: Lifestyle

Dai una marcia in più al tuo visual storytelling

Fotolia ospita i lavori di tantissimi artisti che potrebbero fare al caso vostro nella ricerca di immagini per la comunicazione digitale della vostra azienda. Vi consigliamo di dare un’occhiata agli abbonamenti: per voi il 10% di sconto sull’acquisto di un pacchetto mensile!

Levante, dalla Salumeria della Musica al SXSW [INTERVISTA]


Ok, lo so, il titolo potrebbe essere fuorviante, ma è così che ho intitolato il messaggio privato che ho scritto a Levante per chiederle disponibilità per un’intervista, non appena ho scoperto che era stata invitata tramite il progetto Beck’s Unacademy a cantare durante il festival Texano numero uno al mondo SXSW.

Ma in effetti è lì che l’ho sentita cantare per la prima volta, in questo locale milanese che si chiama appunto “La Salumeria della Musica”.

Per chi non la conoscesse, Levante si chiama Claudia, è una cantautrice, Catanese, emigrata a Torino, suona la chitarra e la trovate su tutti i social come Levante Canta o Levante Official, dove racconta la sua vita e il suo lavoro.

Io più o meno la seguo dai tempi di Alfonso (che vita di m.), il pezzo che l’ha fatta conoscere anche per gli explicit content del ritornello.

Oltre ad Alfonso, contenuto nel primo album di Levante “Manuale distruzione, è appena uscito “Abbi cura di te” dai cui il video del primo singolo “Ciao per sempre” qui sotto.

Online trovate un sacco di interviste e riferimenti al suo essere partita da un bar, dove lavorava come barista, per poi essere arrivata a suonare sul palco con i Negramaro o Max Gazzè, ma è una storia già trita e ritrita, e non la rende più speciale del tipico studente che ha lavorato in un bar o in un ristorante.

Ciò che rende speciale Claudia è il suo modo di essere e di comunicare, ed è proprio da questa sua caratteristica che inizia la mia intervista, per capire come il cuore e la sincerità l’hanno portata davvero lontano, oltreoceano. 

Come mai hai scelto di essere te stessa e non un personaggio in cerca d’autore, come direbbe il tuo conterraneo Pirandello?

Non è stata propriamente una scelta, fondamentalmente non saprei fare diversamente. Diverse persone mi hanno contattata per avermi citata e per aver scritto tesi sul mio modo di comunicare online, mi rendo conto che possa destare reazioni contrastanti. Un’arma a doppio taglio, però davvero non saprei fare diversamente, esprimo anche le mie debolezze, divento facilmente attaccabile e non sempre le persone vogliono vedere le debolezze altrui.

Ma fortunatamente anche se appaio fragile sono un leoncino da combattimento che ha imparato fin da piccola a difendersi.

Quindi i tuoi account social li gestisci direttamente tu?

Assolutamente sì, tranne alcuni post programmati sulla promozione del nuovo album, che comunque scrivo io, ma vengono impaginati e programmati dai social media manager. Per tutto il resto sono io.

Oggi ad esempio ho pubblicato un video mentre canto nel gabinetto.

Sono ancora io.Non facevo una cosa del genere da… Tanti anni.Non ridete!!Non aggiungo altro….Ps. Ma l’anteprima video?AhahahahhahaahL.

Posted by Levante on Mercoledì 22 aprile 2015

L’essere sempre sincera sui social mi avvicina tanto alle persone ed è il motivo per cui ho iniziato a fare musica, mi fa tantissimo piacere parlare con le persone, avevo l’esigenza di raccontare un problema e condividerlo.

Un episodio particolare con i tuoi fan?

L’altro giorno ero a Torino, passeggiavo con il mio fidanzato, appena usciti da ristorante giapponese, e una ragazza mi è venuta incontro ha urlato “Levanteeee”, e mi ha sfiorato il braccio. Le persone quando mi incontrano mi abbracciano, come un ragazzo a Roma l’altra settimana mi ha fermata e mi ha proprio chiesto se mi poteva abbracciare. Oppure incontrare un catanese a New York per caso per strada.

Nessuno invece ti ha criticata per questo tuo modo di essere?

Sì assolutamente, ci sono anche diverse persone che mi scrivono segnalandomi che non apprezzano questo mio modo di fare, che alcuni definiscono “alla Barbara D’Urso”, buonista e dolce, ma io sono così.

È un tipo di comunicazione favolosa che ad alcuni dà molto fastidio. Ammetto che mi è successo di perdere dei fan che mi hanno accusata di essere egocentrica, un ragazzo che qualche mese prima aveva concluso un messaggio privato con “fan -1”, mi ha riscritto questa mattina entusiasta del nuovo album.

Riguardo al SXSW, com’è andata quando ti hanno contattata? Sei svenuta?

Io mediamente non impazzisco, tutte le cose che mi sono successe le vivo con una sorta di esorcismo dell’entusiasmo. Quando mi hanno detto la prima volta che Radio Deejay avrebbe passato Alfonso, ho detto ok. Idem quando ho aperto il concerto di Gazzè, dei Negramaro e il primo maggio.

Ho avuto la stessa reazione, o non reazione, quando mi hanno detto che sarai andata ad Austin per il SXSW, confrontandomi con professionisti internazionali.

Era la tua prima volta in Texas ?

A novembre ero stata ad Austin, ma durante il SXSW è completamente un’altra città, si passa dai super conservatori texani, ad una città cosmopolita che quando c’è il festival si trasforma totalmente. Il bello è dato dalla molteplicità di generi musicali.

È un continente talmente grande che ci si confronta con davvero tanti talenti, è stato bellissimo confrontarmi con band internazionali. A novembre sono stata anche a New York e Los Angeles, lì la gente veniva per me perché mi conosceva, ma siamo riusciti ad attrarre anche un pubblico di amercani, pur continuando ad eseguire solo pezzi in italiano.

Mai pensato di tradurre i tuoi bravi in un’altra lingua?

Io volutamente preferisco non cantare in inglese. L’italiano e il made in Italy attirano talmente tanto l’interesse degli stranieri, che pur non capendo il testo sono estasiati della melodia e dal sound esotico, come per noi sentire parlare un Brasiliano in Portoghese.

Ci amano in tutto il mondo, ci imitano, vorrebbero cucinare come noi, vestirsi come noi, cantare come noi. Quando ai concerti dico “Hi, I’m Levante from Italy” boato dal pubblico.

Fondamentalmente essendo una cantautrice non riesco ad esprimermi in inglese, abbiamo una lingua così ricca di sfumature che non ne vale la pena. Ho anche provato a tradurre un mio brano ad un cantautore inglese, ma il risultato è banale, non coglie le sfumature della lingua italiana.

Perchè Levante su Ninja Business? (rispondo io)

Perché il bello di Levante è il suo essere sincera, non è storytelling, ma un vero e sincero racconto della realtà che la circonda senza filtri e senza censure.

Levante è una startup perché il successo ottenuto ad oggi è grazie al suo impegno personale, alla sua costanza, e allo straordinario modo che ha di parlare al suo pubblico. Insieme a lei lavorano i ragazzi di Metatron che ci hanno concesso questa intervista.

Come Jeep ha trovato la canzone giusta per lanciare la nuova Renegade

La comunicazione delle aziende produttrici di automobili si è evoluta negli anni, indirizzandosi progressivamente verso una valorizzazione del prodotto di tipo sempre più emozionale. Ciò è vero soprattutto per le automobili di medio-alto valore, ma questo approccio comincia ad affermarsi anche nel caso di veicoli di valore inferiore.

Fiat Chrysler ci ha abituati da tempo all’utilizzo, all’interno dei suoi spot, di sottofondi musicali pensati per attirare l’attenzione e l’interesse del consumatore, tramite un’azione diretta e mirata sul suo coinvolgimento emotivo.

Con il lancio della nuova Jeep Renegade, l’azienda italo-americana ha deciso di passare allo step successivo: lo sviluppo di una campagna mediatica music-driven, ossia fondata su una solida sinergia tra messaggio da comunicare, spot e musica dello stesso.

Il brand Jeep, su iniziativa del CMO di Fiat Chrysler Olivier Francois, ha stretto infatti una partnership con Interscope Records, azienda discografica statunitense, insieme alla quale ha deciso di costruire una campagna di comunicazione basata sulla canzone Renegade della band X Ambassadors.

Come afferma Steve Berman di Interscope Records, Francois ha chiesto loro di fornirgli una canzone che potesse rappresentare il tema e lo spirito del lancio della nuova Jeep Renegade. La cosa curiosa è che gli X Ambassadors avevano già cominciato a lavorare a qualcosa di molto simile e ciò potrebbe aver fatto la fortuna di entrambe le parti in campo.

Francois ha infatti affermato che, se avesse dato un brief a un’agenzia per la realizzazione di quella canzone partendo da zero, quasi certamente il risultato non sarebbe stato altrettanto soddisfacente.

Il tentativo della campagna è ovviamente quello di coinvolgere e attrarre il target principale per cui Jeep Renegade è stata pensata e realizzata: i millennial con redditi medio-alti, single o giovani coppie, in genere con una buona istruzione e propensione all’avventura. Per fare ciò lo spot cerca di toccare delle corde particolarmente sensibili per questi ultimi, scavando nelle loro emozioni e aspirazioni più profonde.

LEGGI ANCHE: “Lego ci porta a scuola di storytelling: ogni scuola italiana può ricevere un campione di Lego StoryStarter”

Il testo della canzone esalta alcuni tra i principali valori che caratterizzano contemporaneamente sia il prodotto che il target: il coraggio di ribellarsi, di pensare fuori dagli schemi, di evadere dalla quotidianità, di esplorare, di innovare, di cambiare e di sognare.

La musica ritmata e minimalista completa e rende più armonioso il quadro complessivo dello spot. Il risultato finale, grazie anche a una serie di fortunate coincidenze (tra cui il titolo della canzone uguale al nome dell’automobile) appare autentico e organico, abbastanza vicino alla perfezione comunicativa.

Il concetto di millennial come renegade del nuovo millennio, appunto, è stato poi ulteriormente sostenuto attraverso iniziative di comunicazione secondarie (ma non per questo meno importanti) come quelle presenti sul microsito realizzato ad hoc da Fiat Chrysler.

Questa campagna ci permette infine di riflettere sul cambiamento nei rapporti tra mondo pubblicitario e musica intercorso nell’ultimo decennio. Se nel passato, infatti, erano più le aziende ad avere bisogno di band o cantanti come testimonial dei loro spot, oggi anche la musica trae vantaggio dagli stretti legami con la comunicazione televisiva o del web.

Startup e proprietà intellettuale, alcuni consigli utili

corso startup

Quanto è importante garantire la proprietà intellettuale per una startup?

La risposta è: moltissimo. La globalizzazione del mercato ha reso fondamentale proteggere la creatività delle imprese e considerato che il sistema aziendale italiano non può prescindere dalle grandi intuizioni, queste vanno tutelate al meglio possibile.

Quali strumenti possiamo utilizzare per proteggere e valorizzare la proprietà intellettuale delle startup?

Accordi di non divulgazione

Uno dei rimedi più semplici che qualsiasi azienda può adottare per assicurarsi la protezione della proprietà intellettuale è quello di richiedere a tutti i fondatori, dipendenti e fornitori di siglare un accordo di non divulgazione.

Questi accordi sono brevi, semplici e di solito contengono clausole di restrizione sulla divulgazione di informazioni riservate della società e sui divieti di utilizzo per scopi personali.

Nonostante la loro facilità d’uso e di accessibilità generale, molte aziende non riescono a ottenerli. Il mancato ottenimento di questi accordi può generare grosse difficoltà di protezione, in alcuni casi limite, può minacciare anche la redditività dell’azienda, quindi perseverate.

LEGGI ANCHE: 6 consigli per creare valide reti per la tua startup.

Registrare ogni forma di proprietà intellettuale

Un secondo passo da non tralasciare assolutamente è quello di registrare tutto ciò che concerne la proprietà intellettuale di una società, questa strategia ci eviterà di dover correre ai ripari durante il periodo di progettazione o, peggio, di produzione, quando i tempi sono molto serrati.

Le aziende dovrebbero inoltre registrare nomi dei domini internet, i nomi degli account dei social media per rafforzare il marchio e monitorare al meglio l’uso che ne viene fatto.

Protezione dei sistemi informatici

Oltre ad assicurare la proprietà intellettuale attraverso le registrazioni, le aziende dovrebbero evitare gli accessi non autorizzati all’interno dei propri sistemi informatici.

È consigliabile utilizzare applicazioni di cloud storage sicuri e criptati, e-mail e trasferimento di file a pagamento (molti dei servizi gratuiti non danno alcuna sicurezza), richiedere ed utilizzare password adeguate sui computer e sui dispositivi e infine adottare e rispettare un criterio sicuro di conservazione dei documenti. Molte aziende, startup in particolare, non riescono a prendere le misure adeguate per proteggere i loro sistemi informatici, credendo erroneamente che i costi per questi semplici strumenti siano proibitivi. Quasi tutte le operazioni sopra descritte in realtà costano molto poco.

Accordi con ex dipendenti e proprietà intellettuale

Uno dei modi migliori per proteggere la proprietà intellettuale è quello di garantire che i migliori dipendenti continuino a lavorare in azienda; è chiaro che costringere i lavoratori a restare con una società è impossibile, ma attraverso un approccio equo e ragionevole e la creazione di un ambiente di lavoro positivo, metà del lavoro è stato fatto.

Tuttavia può succedere che un ex dipendente faccia un uso improprio delle informazioni apprese in azienda; quest’ultima deve cercare di ottenere da parte dei dipendenti un accordo di non concorrenza e di non divulgazione nel periodo successivo alla cessazione del rapporto di lavoro, nella misura consentita della legge.

Tutti questi suggerimenti sono inutili se un’azienda non riesce a inculcare ai propri dipendenti il valore e l’importanza della proprietà intellettuale. Uno dei modi più semplice è quello di adottare politiche aziendali mirate a promuovere il valore culturale attraverso la formazione del personale, soprattutto nei neoassunti.