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Mobile Payment: breve guida ai pagamenti con smartphone

ininDal 2002 ad oggi la rivoluzione è ormai in atto: il Mobile Payment rappresenta uno strumento innovativo che ha di fatto cambiato il modo in cui gli utenti acquistano ed usufruiscono di servizi, in relazione ad aziende, banche ed istituti di credito.

Secondo le stime del Polimi, la diffusione degli smartphone riguarda quasi il 50% della popolazione ed i device abilitati alla tecnologia NFC sono circa 14 milioni, un trend in crescita a 30 milioni nel 2017.

Cosa si intende per connettività NFC?

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L’acronimo sta per Near Field Communication ed indica una tecnologica capace di sfruttare lo scambio di dati in modalità wireless per molte applicazioni innovative, tra cui i sistemi di pagamento da smartphone.

L’NFC opera tramite l’identificazione a radiofrequenza (RFID), ma è progettata specificamente per l’utilizzo da parte di dispositivi a distanza ravvicinata. Il trasferimento di dati avviene quando due dispositivi dotati di tecnologia NFC vengono accostati.

Da qui la nascita dei Digital Wallet, ovvero le applicazioni che permettono ai consumatori di effettuare transazioni elettroniche utilizzando la tecnologia NFC. Accostando lo smartphone ai POS abilitati, è possibile migliorare la user experience degli utenti ed ampliare le loro possibilità nella gestione degli acquisti online.

LEGGI ANCHE: Mobile payment: il confronto tra i player del settore [INFOGRAFICA]

Breve Storia del Mobile Payment

Tutto ebbe inizio nel 2002 quando i tre colossi Nokia, Philips e Sony istituirono l’NFC Forum. Da quel momento le prime sostanziali innovazioni vennero da Mastercard che introdusse Paypass e Visa che lanciò Paywave.

Grazie alla tecnologia contactless, entrambi questi servizi rendono possibile effettuare pagamenti avvicinando ad un apposito lettore la carta prepagata e fornendo tutta una serie di vantaggi collegati.

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Tra il 2003 e il 2012 ci sono state diverse sperimentazioni e lanci promozionali riguardanti le tecnologie per sfruttare il Mobile Payment. Senza dubbio non sono mancate delle battute d’arresto causate da molteplici preoccupazioni legate a questa innovazione. I consumatori, soprattutto i più anziani, sono più restii ad adottare un sistema di pagamento attraverso smartphone.

Negli ultimi tre anni Apple, Android e Samsung continuano a guidare la sostanziale crescita del Mobile Payment lanciando diversi Mobile Wallet. Secondo i dati riportati da eMarketer, la società di Cupertino può vantare il fatto che il 65% delle transazioni totali effettuate con Mobile Payment è avvenuto attraverso dispositivi iOS.

LEGGI ANCHE: Apple Pay è la vera One More Thing?

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Diverso è stato il caso di Amazon Wallet che, lanciato negli Stati Uniti lo scorso luglio, è stato rimosso dagli Store a fine gennaio 2015. L’applicazione non era pensata per poter gestire anche le carte di credito e di debito, ma era soltanto uno strumento utile per archiviare e gestire transazioni relative a buoni regalo e carte fedeltà.

Gli istituti bancari italiani hanno deciso di implementare servizi collegati al Mobile Payment, perché diventa sempre più allettante l’idea di sfruttare tablet e smartphone come borsellini elettronici. Da qui la sfida contro i grandi colossi Google ed Apple perché tutti i consumatori fedeli non possono che aspettarsi dalla propria banca sistemi di pagamento digitali sempre più comodi ed affidabili.

LEGGI ANCHE: Mobile banking e sicurezza: come cambia la percezione dei consumatori

La novità: Mediolanum Wallet

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A fine 2014 Banca Mediolanum lancia sul mercato il proprio Wallet per il Mobile Payment con servizi esclusivi ed imperdibili per chi decide di sfruttare le potenzialità della connettività NFC in un mondo sempre più interconnesso. Già con l’introduzione di Send Money con Paypal e la possibilità di pagare i bolletini via foto, Banca Mediolanum aveva deciso di essere al passo con l’innovazione.

Con Mediolanum Wallet è possibile inviare istantaneamente denaro tramite lo smartphone conoscendo il numero di telefono del destinatario. Se possedete un dispositivo con lettore di impronte digitali è possibile accedere ed autorizzare i pagamenti attraverso questa soluzione sicura. I pagamenti NFC, quindi, verranno effettuati senza dover immettere di volta in volta codici e password.

Per abilitare lo smartphone ai pagamenti basta attivare le applicazioni TIM Wallet o Vodafone Wallet inserendo i dati delle proprie carte, la Mediolanum Card o la prepagata Mediolanum Freedom Easy Card. Per gli acquisti che non superano i 25 euro non è richiesta nemmeno la digitalizzazione del PIN.

Il settore del Mobile Payment è senza dubbio in fermento, soprattutto negli ultimi anni quando le banche hanno acquisito la consapevolezza di poter essere tra i principali protagonisti di questa rivoluzione. Non resta che aspettare ed iniziare a sfruttare le opportunità dei servizi finanziari in mobilità.

LEGGI ANCHE: Mediolanum Wallet: mobile payment con la tecnologia NFC

Nuove interazioni offline per Facebook e tutte le news social della settimana

Anche questa settimana passiamo in rassegna le novità che hanno coinvolto il mondo social: dagli aggiustamenti di Facebook al cammino in solitaria di Google Foto (orfano di papà Google+), fino a Twitter e Tumblr.

Ma andiamo in ordine, e dedichiamo a ciascuno una maggiore attenzione.

Facebook

Come sappiamo papà Mark si è preso un mese e mezzo di paternità per dedicarsi alla figlia Max, e nel frattempo a Menlo Park ci si occupa di cesellare e lucidare strumenti già rodati.

I primi ritocchi sono dedicati alle funzionalità offline della piattaforma – fondamentali per i mercati emergenti che non dispongono di una copertura ottimale della rete mobile. Infatti è entrata in test su Android una funzione che permette di visualizzare post sul newsfeed anche in assenza di una connessione. Si tratta di contenuti scaricati in precedenza in background e alloggiati nella cache in attesa di essere visualizzati. E c’è di più: sarà anche possibile commentare, con la certezza che l’app si occuperà di mandare online l’interazione non appena ritroverà la rete.

La seconda novità è dedicata a quelle pagine che hanno un altissimo tasto di risposta ai messaggi degli utenti. Già da tempo infatti è possibile notare tra le informazioni delle pagine una percentuale e una velocità media di risposta, ma da qualche giorno chi riesce a stare oltre il 90% e entro i 5 minuti si guadagna un nuovo badge.

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Twitter

La sorpresa più grande della settimana sicuramente arriva da Twitter, con la conferma di un potenziale stravolgimento della timeline. Molti utenti infatti stanno segnalando (ehm, lamentando) una navigazione tra i tweet non più in ordine cronologico, ma di rilevanza. Si tratta solo di un test per adesso, chissà che non diventi qualcosa di più in futuro!

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Volete scoprire di più? Ne abbiamo parlato dettagliatamente qui.

Google Foto

Da quando si è staccato da Google+ ha continuato per la sua strada, e ora Google Foto sta davvero crescendo con una nuova funzione dedicata alla creazione di album condivisi (forse disturbato dal primato di iCloud).

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Da pochi giorni è infatti possibile creare album e invitare gli amici ad arricchirli con le loro foto. Una bella funzione; peccato non sia possibile interagire con gli scatti, commentarli o apprezzarli. Quello sarebbe stato un buono spunto da prendere dal social papà Google+.

Tumblr

L’ultima novità è offerta da Tumblr, ed è la compatibilità con il 3D Touch le Live Photos scattate dai nuovi iPhone 6s. Si tratta del primo social network a supportarle ufficialmente. Ecco un video per darvi un’idea di come funzionano le nuove foto animate:

E anche per questa settimana è tutto, alla prossima con tanti nuovi aggiornamenti!

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Top e Flop: i social epic win ed epic fail della settimana

Con l’avvicinarsi del Natale le aziende e i magazine di tutto il mondo si sbizzarriscono con le campagne e i regali dedicati al periodo natalizio.

Quest’anno ci sono state molte iniziative legate al calendario dell’avvento, con due proposte praticamente agli antipodi che hanno scatenato gli utenti sui principali social media.

Nel frattempo Twitter prova a imitare Facebook e Ceres continua a dare lezioni di social media marketing.

Scopriamo insieme gli epicfail e gli epicwin della settimana e ricordiamo che gli errori sui social devono essere intesi come fonte di informazioni sulle preferenze dei propri utenti e non come cadute da cui non si può risalire!

The Facebook-ing: è Twitter ma vuole sembrare Facebook

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L’ultima novità di casa Twitter si è trasformata in un epicfail che rischia di minare ulteriormente la fanbase del social network dei cinguettii.

L’annuncio di modificare la Timeline, dando priorità ai contenuti più rilevanti a dispetto dello storico ordine cronologico ha destabilizzato gli utenti, che si stanno chiedendo fino a che punto Twitter intenda copiare Facebook.

 

L’ordine cronologico della Timeline è stato da sempre uno dei punti di forza di Twitter, contribuendo a conferirgli quello status di social network live che gli è stato riconosciuto sin dagli inizi.

Leggi anche: Twitter: la timeline sarà anche newsfeed

Il concetto stesso di contenuto rilevante viene messo stesso in discussione dagli utenti: chi decide cosa è rilevante? In base a cosa verrà mostrato in alto un contenuto piuttosto che un altro?

Domande che aspettano risposte, per il momento ci limitiamo a segnalare l’epicfail.

Ceres aka La Scala del Marketing

Martedì 8 Dicembre a Milano c’è stata la Prima alla Scala 2015 e l’attenzione dei media si è rivolta più sull’abito verde di Daniela Santanchè che sui temi prettamente operistici.

Indovinate chi non è lasciato sfuggire l’occasione per un epicwin da oltre 25000 like?

Ovviamente stiamo parlando di Ceres e questa è l’immagine in questione:

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L’ironico copy “Almeno voi rimanete sobri” e l’immagine di un abito verde che ricorda chiaramente quello indossato dalla Santanchè hanno fatto sbellicare i fans della birra e dato a tutti noi un’altra lezione di Instant Marketing: restare sempre sul pezzo, con ironia ma senza mai cadere nel banale. Prendiamo nota, ce lo dice Ceres.

Il Calendario dell’Avvento: Top e Flop

La Lindt ci ha provato: regalare un Calendario dell’Avvento pieno di deliziosi cioccolatini ai propri fans dev’essere sembrata una bella idea agli addetti marketing dell’azienda.top e flop 2

Mai avrebbero immaginato il boomerang islamofobo che gli stava per ritorcere contro.

Rei di aver utilizzato in una pagina del calendario un’immagine che ricorda una capanna dal sapore mediorentale, hanno dovuto rispondere con calma orientale alle decine di utenti che li accusavano di aver profanato il Natale cristiano con quell’immagine.

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Lasciamo al lettore il compito di esprimere un giudizio sui fatti, data la materia alquanto spinosa e ci limitiamo a segnalare il fatto con un epic fail.

Epicwin invece per The Love Magazine, rivista britannica che ha deciso di omaggiare i propri fans con un Calendario dell’Avvento a dir poco particolare:

 

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Niente cioccolatini o reminiscenze religiose ma alcune delle donne più belle del mondo, una per ogni giorno.

Dall’ormai mitologica Emily Ratajkowski ad Alessandra Ambrosio, un calendario tutto da scoprire che segnaliamo come epic win, quantomeno per l’originalità della scelta e per il buzz che ha creato in giro per il web.

Nemo propheta in patria

Quelli di IGN, magazine tedesco specializzato nel gaming, hanno provato ad immaginare il futuro di Fallout, in uno slancio profetico poco apprezzato dagli utenti.

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In pieno Hype per Fallout4, non è stata una bella mossa postare un articolo dal titolo ”Fallout 4 potrebbe essere l’ultimo Fallout”.

Immediata e divertente la risposta degli utenti: segnaliamo un esilarante: ”Questo potrebbe essere l’ultimo post per IGN”.

Epicfail ragazzi, la prossima volta andateci piano con le previsioni catastrofiche.

#HackAHairDryer: sessismo made in IBM

Epicfail per la IBM che ha provato a coinvolgere la parte femminile del proprio pubblico con un’iniziativa che si è rivelata il classico boomerang di marketing.

La campagna #HackAHairDryer invitava le donne ad hackerare il proprio phon, smontandolo ed aggiustandolo in autonomia.
Peccato che l’idea si sia ritorta contro la IBM stessa, per via delle critiche ricevute sui social: la donna che sa al massimo smontare un phon è stata percepita come uno stereotipo tipicamente maschile ed ha subito critiche di vario genere.

Tra le risposte più ironiche segnaliamo questo tweet di @StephEvz43 che ha scritto: “Grazie IBM per l’iniziativa , io nel frattempo sto costruendo un satellite”


Se hai notato altri epicwin o epicfail scrivili pure nei commenti!

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Virtual Reality: un nuovo modo di fare giornalismo con i video

Virtual Reality non solo nei videogame e nell’intrattenimento ma anche nel giornalismo. Il New York Times ha recentemente introdotto NYT VR, una nuova applicazione che permette di accedere a un serie di contenuti in realtà virtuale. Insieme all’app è stato rilasciato il nuovo documentario di Chris Milk creato in collaborazione con Vrse.works intitolato The Displaced. Si tratta di un virtual content lungo 11 minuti, prodotto dal New York Times Magazine, che cattura il dramma dei bambini rifugiati, mostrando le immagini direttamente dalla loro prospettiva.

Questo lavoro, che segue le orme di ‘Clouds Over Sidra’, permette di seguire il punto di vista dei bambini, ma anche di esplorare il modo in cui vivono e le persone che li circondano.

La VR connette gli esseri umani ad altri esseri umani in modo profondo che non avevo mai visto prima in qualsiasi altra forma di media. La realtà virtuale può creare la migliore macchina per l’empatia.  Chris Milk – TED 2015.

The Displaced entra nella vita di tre bambini rifugiati, provenienti dagli angoli del pianeta più devastati dalla guerra, come la Siria. Lo scorso 8 novembre il documentario è stato inviato agli abbonati di Google Cards. L’esperienza risulta altrettanto coinvolgente se fruita da smartphone.

Tra le menti del progetto il giornalista del New York Times Ben Solomon e il co-direttore di Vrse Imraan Ismail, già Visual FX di The Hunger Games e L’alba del pianeta delle scimmie.

NYT VR e l’esperienza delle veglie di Parigi

Una nuova forma di storytelling che inizia a muovere i primi passi all’interno del giornalismo contemporaneo. A seguito degli attentati di Parigi il NY Times ha pubblicato un nuovo video da fruire a 360°, disponibile anche su Youtube e Facebook.  Questo corto consente agli utenti di partecipare virtualmente alle veglie che si sono tenute nella capitale francese, offrendo alle persone in altre parti del mondo uno sguardo diretto su alcune storie dopo i tragici eventi.

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Nonostante l’uso da parte del New York Times di contenuti in VR sia ancora nella fase iniziale, il potenziale di questa innovazione giornalistica si è già manifestato. NYT VR è una piattaforma tramite cui i lettori riescono ancora meglio a relazionarsi con gli eventi e le storie, rispetto alla semplice lettura dei fatti.

Il mercato dei giornali in Italia resta profondamente in crisi: si vendono la metà dei quotidiani rispetto a venti anni fa. Forse è giunto il momento di andare oltre e puntare su nuove tecniche di storytelling come quelle sperimentate dal New York Times per cercare di entrare ancora più in empatia con il lettore, voi cosa ne pensate?

La prima guida italiana ai salari creative e tech

 

Bella l’idea, indubbiamente utile e decisamente desiderata da molti di noi che, una volta usciti dall’università, all’idea di dar un valore economico al proprio lavoro non ci avevano ancora pensato. Una guida ai salari nell’ambito creative&tech effettivamente mancava.

Ebbene si, l’università insegna tante belle cose teoriche, arma i suoi discepoli di preziosissimi strumenti ma in quanto a pratica alla volte lascia un po’ a desiderare, soprattutto dal punto di vista economico.

A farsi promotore di questa guida e fare un po’ di chiarezza ci ha pensato Crebs, un sito di recruitment italiana specializzata, appunto, nel settore creativo e tecnologico.

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Leggi anche: Salario minimo: non è la risposta corretta per favorire il lavoro

La cosa che rende questa guida ancora più interessante è il concetto di open source su cui si fonda: chiunque può portare il suo contributo rispondendo ad un rapido questionario anonimo permettendole di rimanere costantemente aggiornata e sempre più precisa in relazione ai trend economici del momento.

Si tratta di una serie di domande sulla propria esperienza scolastica e lavorativa, se siamo uomini o donne, il ruolo ricoperto, la localizzazione geografica (ovviamente solo per l’Italia) e il salario annuale e mensile che percepiamo. Incrociando i dati di tutti i partecipanti è possibile desumerne dei valori medi e farci un’idea se, nel ruolo che ricopriamo o vorremmo ricoprire, il salario che ci viene offerto è consono o meno.

Poi tutti liberi di prendere le proprie decisioni, ma che queste siano consapevoli.

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Leggi anche: Flessibilità: sono i risultati che contano non le ore che impieghi per il lavoro

Questo strumento si rivela particolarmente potente quando, sapendo quanto è il valore economico riconosciuto ad un altro professionista per ricoprire lo stesso ruolo, ci troveremo a contrattare un aumento di stipendio o le condizioni per un nuovo contratto di lavoro.

Tutte queste informazioni sono esplose in una serie di infografiche interattive che permetto a colpo d’occhio di rilevare eventuali differenze di trattamenteo economico tra uomini e donne, come gli anni di lavoro o il titolo di studio influenzino la posizione lavorativa e il relativo stipendio.

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Leggi anche: Cinque consigli per lavorare all’estero con successo

La guida raccoglie i dati e li divide secondo le principali professioni nell’ambito creative&tech: queste vengono “enciclopedizzate” con una breve descrizione di quello che è il ruolo e le attività svolte mettendo chiarezza anche finalmente su che cosa sia, ad esempio, un Social Media Manager.

Insomma, se avete ancora bisogno di un aiuto per riuscire a spiegare a vostra madre che lavoro fate, se volte scoprire se quello che fa il vostro stesso lavoro in un’altro studio prende di più di voio se volete semplicemente farvi un giro e magai dare il vostro contributo, l’indirizzo è: www.crebs.it.

Enjoy!

InDemand, le 50 aziende più desiderate nel 2015 secondo LinkedIn

Eccoci, il momento è arrivato anche per quest’anno, LinkedIn svela la classifica 2015 Italia delle imprese InDemand. Tra nomi nuovi e vecchie certezze, sono 50 le aziende più sognate da chi cerca lavoro in Italia.

Tutte le aziende, con un po’ di impegno e seguendo alcuni consigli, possono diventare aziende InDemand: certo, comparire tra le prime 50 presuppone un lungo cammino e una consolidata reputazione aziendale, ma le belle sorprese sono sempre dietro l’angolo.

InDemand 2015 – Italia, ecco i nomi

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Tra le 50 aziende più desiderate da chi cerca lavoro secondo la classifica LinkedIn, troviamo nomi appartenenti alle più diverse categorie merceologiche e provenienze, ma partiamo dal podio: Apple, Google e Procter&Gamble, chi non vorrebbe lavorare per questi colossi mondiali?

Appena giù dal podio troviamo le prime 3 aziende italiane: Gucci (4), Barilla Group (5) e Ferrari (6). Continuando a scorrere la lista ecco gli altri nomi italiani, sia aziende che hanno fatto la storia del Bel Paese che nomi più giovani: Gruppo Campari (8), Pirelli (9), Bulgari (11), Calzedonia Group (14), Automobili Lamborghini spa (15), Salvatore Ferragamo (16), Kiko Milano (17), Loro Piana (21), Intesa San Paolo (26), Benetton Group (27), Luxottica (28), Brembo spa (31), Astaldi (32), Bottega Veneta (33), Artsana Group (35), Compass spa (37), CheBanca! spa (38), Chresi Group (39), Saipem (40), Moncler (45), Ferrero (47), Eataly (48) e Ubi Banca (49).

Ed infine le multinazionali che, con anni di esperienza e visibilità, scatenano una forte connotazione di lavoro dei sogni, Eni (7), Unilever (10), Pfizer (12), Ikea Group (13), Johnson&Johnson (18), Chanel (19), L’Oréal ( 21), LVMH (22), McKinsey&Company (23), GE (24), Facebook (25), RB (29), The Coca-Cola Company ( 30), Burberry (34), Nestlé (36), ABB (41), Siemens (42), Nike (43), Sky Italia (44), Microsoft (46), Yoox Group (50).

Insomma, c’è l’imbarazzo della scelta!

Cosa significa essere un’azienda InDemand?

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Essere un’azienda classificata nella lista delle imprese InDemand significa essere un soggetto al centro di milioni di interazioni tra gli utenti di LinkedIn Si parla quindi di una classifica stilata in base al comportamento degli utenti e dei professionisti online e non solo, su numeri di andamento economico.

Gli indici presi in considerazione per individuare le 50 aziende InDemand si basano sul livello di coinvolgimento dell’utente, il numero di persone raggiunte con le azioni online o, ancora, l’interazione con le offerte di lavoro pubblicate.

Le classifiche delle aziende InDemand vengono stilate per diversi Paesi del mondo, in questo caso, utenti e professionisti registrati in Italia, interazioni e profili.

LEGGI ANCHE: Come usare LinkedIn per il Personal Branding

Dall’employer brand al talent brand, i segreti per trasformare la tua azienda nella più desiderata dagli Italiani

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Una nuova categoria: talent brand. L’employer brand molto più social in cui non assume importanza solo l’annuncio, ma anche i pensieri e le opinioni dei soggetti coinvolti e dei candidati.

Le aziende InDemand sono realtà quelle che hanno un indice di  talent brand (interesse per il talent brand/portata del talent brand) elevato, ossia che hanno saputo coinvolgere al meglio i talenti,  premiando, oltre che il semplice annuncio di lavoro, anche un’immagine coordinata su tutti i canali di comunicazione coinvolgendo dipendenti e candidati nell’accrescimento di una good brand reputation.

Se creare un buon talent brand è il fine, gli strumenti a disposizione sono diversi, dalla presenza web, alla pagina carriera su LinkedIn, al profilo LinkedIn dei dipendenti stessi, l’importante è tenere al centro un concetto: ascoltare i talenti che gravitano intorno.

LinkedIn mette a disposizione diversi strumenti per far si che l’azienda accresca il suo Talent Brand Index, compresa una piccola guida scaricabile qui.

E tu, vorresti lavorare per una delle aziende InDemand 2015,? Intanto, buoni propositi per il 2016: puntare tutto sul talent brand!

Ecco i Supereroi del Master in Social Media Marketing #ninjamasterSMM

Se ci seguite anche sui social, oggi vi abbiamo presentato il Social Dream Team di docenti del prossimo Master Online in Social Media Marketing della Ninja Academy. Se ancora non li avete conosciuti, no panic: ve li presentiamo qui sotto! 🙂

Docenti

Il Master Online in Social Media Marketing si qualifica come un master non universitario di 60 ore che comprende 4 Aree Didattiche, 17 Corsi Intensivi e 20 Ore di Question Time. Dopo aver frequentato il Ninja Master Online saprai:

1. Sfruttare i linguaggi, i contenuti e le peculiarità di ogni singola piattaforma sociale
2. Costruire e coinvolgere comunità di persone interessate ai tuoi prodotti
3. Presidiare in maniera pionieristica i social network più innovativi
4. Impostare e pianificare una social media strategy efficace
5. Misurare il ROI e i KPI delle tue attività sui social media

Ecco i‪ #‎SocialSuperHero‬ ‪del #‎ninjamasterSMM:

Simone Tornabene batte Zuckerberg a scacchi. #SocialSuperHero #ninjamasterSMM http://bit.ly/1Q5WQWb

Posted by Ninja Academy on Giovedì 10 dicembre 2015

Emanuela Zaccone legge nel pensiero dei tuoi follower. #SocialSuperHero #ninjamasterSMM http://bit.ly/1Q5WQWb

Posted by Ninja Academy on Giovedì 10 dicembre 2015

Filippo Giotto è invulnerabile a hater, capitan ovvi e spammer. #SocialSuperHero #ninjamasterSMM http://bit.ly/1Q5WQWb

Posted by Ninja Academy on Giovedì 10 dicembre 2015

Luca De Berardinis scala la SERP più veloce di Spiderman. #SocialSuperHero #ninjamasterSMM http://bit.ly/1Q5WQWb

Posted by Ninja Academy on Giovedì 10 dicembre 2015

Lorenzo Viscanti trasforma in earned tutti i paid che tocca. #SocialSuperHero #ninjamasterSMM http://bit.ly/1Q5WQWb

Posted by Ninja Academy on Giovedì 10 dicembre 2015

Marco Magnaghi predice il ROI delle campagne social. #SocialSuperHero #ninjamasterSMM http://bit.ly/1Q5WQWb

Posted by Ninja Academy on Giovedì 10 dicembre 2015

Luca La Mesa piega al suo volere l’algoritmo di Facebook. #SocialSuperHero #ninjamasterSMM http://bit.ly/1Q5WQWb

Posted by Ninja Academy on Giovedì 10 dicembre 2015

Francesca Casadei ha il dito più veloce di Twitter. #SocialSuperHero #ninjamasterSMM http://bit.ly/1Q5WQWb

Posted by Ninja Academy on Giovedì 10 dicembre 2015

Leonardo Bellini ha scritto il profilo LinkedIn di James Bond. #SocialSuperHero #ninjamasterSMM http://bit.ly/1Q5WQWb

Posted by Ninja Academy on Giovedì 10 dicembre 2015

Claudio Gagliardini è Capitan Google Plus. #SocialSuperHero #ninjamasterSMM http://bit.ly/1Q5WQWb

Posted by Ninja Academy on Giovedì 10 dicembre 2015

Edoardo Scognamiglio rompe i contatori di Youtube senza l’aiuto di gattini. #SocialSuperHero #ninjamasterSMM http://bit.ly/1Q5WQWb

Posted by Ninja Academy on Giovedì 10 dicembre 2015

Orazio Spoto non usa Earlybird, è Earlybird che usa Orazio Spoto. #SocialSuperHero #ninjamasterSMM http://bit.ly/1Q5WQWb

Posted by Ninja Academy on Giovedì 10 dicembre 2015

Domenico Armatore di giorno è community manager, di notte Pinner Seriale! #SocialSuperHero #ninjamasterSMM http://bit.ly/1Q5WQWb

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Tommaso Sorchiotti trasforma tutte le spunte grigie in spunte blu. #SocialSuperHero #ninjamasterSMM http://bit.ly/1Q5WQWb

Posted by Ninja Academy on Giovedì 10 dicembre 2015

Vincenzo Cosenza ritorna al futuro dei Social Media. #SocialSuperHero #ninjamasterSMM http://bit.ly/1Q5WQWb

Posted by Ninja Academy on Giovedì 10 dicembre 2015

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Se vi va di sostenerci, trovate tutti i materiali che stiamo pubblicando in Rete per promuovere il Ninja Master Online con gli hashtag #SocialSuperHero #ninjamasterSMM. Ci vediamo al Master? 😎

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Da Facebook a YouTube: cosa resterà del 2015

Da Facebook a YouTube: cosa resterà del 2015 [VIDEO]

Il 2015 sta per finire. Preparatevi alla domanda più temuta e spaventosa: “Cosa fai per l’ultimo dell’anno?”. Tra trenini e lenticchia amo ripensare all’anno che se ne va per ricordare i momenti più significativi e importanti. Quest’anno in nostro soccorso arrivano i social e, nello specifico, Facebook e YouTube che ci raccontano cosa resterà di questi anni ’15.

Facebook: Year in Review

Il 2015 è stato senza ombra di dubbia “l’anno di Facebook”, non solo per le numerose novità introdotte per gli utenti e i brand. Quest’anno la community di Facebook si è colorata dei colori della bandiera arcobaleno LGBT, si è stupita con il baby Bruce Lee, ha pianto la morte di Jon Snow e si è unita con i francesi attraverso un hashtag e una nuova foto profilo.

Nel 2015 abbiamo salutato Plutone, ci siamo chiesti di che colore sia un vestito (palesemente blu e nero, bianco oro, blu e nero. Forse.), siamo ritornati al futuro, ci siamo gasati al ritmo di 1000 rocker e abbiamo esultato al video di risposta dei Foo Fighters.

Un 2015 intenso che, almeno in parte, abbiamo vissuto anche su Facebook e che il team del neo papà Zuckerberg (si, nel 2015 è nata anche la piccola Maxima) ci racconta attraverso un video di 2 minuti. Due minuti che racchiudono un anno.

YouTube: top 10 trending video of 2015

L’anno sta per finire e, salvo incredibili viral video, i giochi sono fatti anche su YouTube. Quali sono stati i video più visti del 2015? Scopriamolo insieme.

Al primo posto non può che esserci la principessa del rap. L’unica in grado di guidare una macchina fucsia e viola risultando credibile. L’unica in grado di indossare un cerchietto con un fiocco gigante meglio di Lady Gaga. L’unica che sa muoversi con stile nonostante la gonna di tulle. Lei, la sola e unica Heaven King.

Con ben 116.009.472 visualizzazioni si piazza al primo posto tra i video più visti del 2015. Yo!

Al secondo posto troviamo Liam Neeson, un villaggio distrutto e una promessa di vendetta che intimorisce un commesso. Il video di Clash of Clans, con 83.479.954 visualizzazioni, vince l’argento con lo spot trasmesso durante il Super Bowl.

Terzo posto per lo scherzo più bello dell’anno: una casa interamente invasa da palline colorate!

Per tutte le altre posizioni ecco la playlist completa!

YouTube Italia: trop trending video of 2015

E in Italia, cosa resterà del 2015? Una risposta arriva da YouTube che ha stilato una classifica dei video più visti del 2015.

A differenza della classifica mondiale, per l’Italia dobbiamo fare una distinzione tra video musicali e non. Dato che incuriosisce molto e che conferma lo “stereotipo” che vede l’italiano come amante dell’arte e della musica.

Primo posto tra i video musicali più visti spetta a J-Ax che con Il Cile canta Maria Salvator. Secondo posto per la coppia Baby K e Giusy con Roma – Bangkok. Terzo posto per Nick Jam e Enrique Iglesias con la hit El Perdón.

Ma passiamo ai video non musicali. Il primo posto era super prevedibile e piacevolmente ovvio: il video di Learn to Fly suonato da 1000 fan dei Foo Fighters a Cesena.

Sorprendente secondo posto per il video di Air France, France is in the air.

https://www.youtube.com/watch?v=v-ahlbWNZPk&feature=youtu.be

Terzo posto, invece, per il gelato italiano Cornetto che, con Love Story: Buon Viaggio, ha scaldato i cuori dei teenager italiani grazie anche alla voce di Cesare Cremonini. Più che uno spot parliamo di un vero e proprio video musicale dove tra tuffi al mare e concerti estivi ci strapaghiamo di Cornetti Algida.

https://www.youtube.com/watch?v=r53xLSZxtgc&feature=youtu.be

La lista completa dei video musicali e non più visti in Italia la trovate sul blog Google Italia.

Come tutti gli anni, anche il 2015 sta per concludersi lasciandoci ricordi felici, momenti esaltanti, attimi di tristezza e riflessione ma anche gesti di speranza e unione. Facebook e YouTube ci mostrano un elenco di momenti emozionanti… ma quali sono stati i vostri? Cosa resterà del vostro 2015?

Corso Facebook

Corso Online in Facebook Marketing: da oggi fruibile On Demand!

Facebook è il luogo privilegiato per la connessione immediata tra aziende e consumatori. Cosa fa la differenza tra un brand che sfrutta davvero la potenzialità di Facebook ed uno che si limita ad aprire una Fan page? Occorrono competenze puntuali ed aggiornate sugli aspetti fondamentali che un’impresa di qualsiasi dimensione e settore deve considerare nel momento in cui è su Facebook: Content, Community e gestione delle campagne pubblicitarie.

Corso Online in Facebook Marketing [On Demand]

Fare marketing su Facebook richiede skill complete ed aggiornate, data la rapidità con la quale muta la piattaforma. Occorre impostare correttamente la Fan Page aziendale, creare e pubblicare contenuti secondo calendari editoriali affini agli interessi della propria community. Alle attività di engagement si affianca poi la gestione strategica di Facebook Advertising, comprendendo tipologia, tempistica e creatività delle inserzioni a pagamento.

Corso Online in Facebook Marketing da oggi fruibile On Demand

Seguendo il Corso On Demand in Facebook Marketing di Ninja Academy con Luca La Mesa [Social Media Strategist @ Publisoftweb] imparerai a:

  1. Progettare strategie di comunicazione per entrare in connessione con i tuoi fan
  2. Scegliere cosa comunicare e con quali tempistiche di pubblicazione
  3. Monitorare i dati per migliorare la performance della tua azienda su Facebook
  4. Strutturare una campagna pubblicitaria su Facebook
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Twitter: la timeline sarà anche newsfeed

Twitter ha confermato martedì 8 dicembre di sperimentare un nuovo formato di timeline in cui i tweet sono ordinati per rilevanza invece che in ordine cronologico inverso.

La novità è stata pensata affinché l’utente che non si collega da diverse ore possa trovare al suo ritorno una selezione dei contenuti che potenzialmente avrebbe perso durante la sua assenza.

È un ulteriore passo verso la personalizzazione della nostra esperienza su Twitter, oltre che un modo per dare una seconda vita ai contenuti: già a gennaio infatti era stata introdotta l’opzione “Mentre non c’eri” che seleziona alcuni tweet pubblicati in nostra assenza e li propone in cima alla nostra timeline, mentre circa un anno fa abbiamo visto l’arrivo della custom timeline.

Gli utenti di Twitter come sempre, non l’hanno presa nel migliore dei modi.

La_timeline_di_Twitter_sara_anche_una_newsfeed

 

Il cambiamento però è inevitabile, perché il test fa parte dell’annunciata strategia del cofondatore e amministratore delegato Jack Dorsey che a luglio l’aveva detto chiaro e tondo: “Ci vedrete continuare a mettere in discussione la nostra timeline cronologica, e tutto il lavoro che ci vorrà per costruirne una secondo gli account che cerchiamo e seguiamo”.

L’idea che Twitter abbia ‘copiato’ la newsfeed di Facebook è sicuramente la prima che potrebbe venire in mente, anche se a ben vedere l’intenzione della piattaforma di micro-blogging è di introdurre novità che lo avvicinino ai social con l’utenza più attiva, ad esempio come Instagram con l’introduzione dei mi piace al posto dei preferiti sostituendo un cuore alla stella.

Se in quest’ultimo caso però il cambiamento è stato perlopiù formale, l’ibridazione fra una timeline quando siamo connessi con una newsfeed per quando non ci siamo è una vera rivoluzione che potrebbe davvero migliorare l’esperienza degli utenti, e di certo cambierà le strategie di tutti i social media manager.

Come sarà questo nuovo algoritmo? Scrivici la tua.