Mobile payment: il confronto tra i player del settore [INFOGRAFICA]

Il benchmarking dei principali player del mobile payment

Il 2015 sembra confermarsi – finalmente! – come l’anno del mobile payment: il mercato dei pagamenti mobile si è arricchito di player importanti, come Apple e Google che hanno dedicato la loro attenzione al portafoglio digitale. Il desiderio degli utenti di velocizzare i pagamenti è la prima motivazione per il boom di applicazioni e sistemi mobile dedicati a questo settore.

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Inoltre, con l’aumentare degli esercenti che offrono la possibilità di pagare via smartphone, grazie a sistemi come la tecnologia Nfc, aumenta anche la richiesta dei consumatori, via via più abituati ai pagamenti online e smart e meno diffidenti. Secondo Bi Intelligence, nel 2019 il mercato del mobile payment esploderà dagli attuali 37 miliardi di dollari a 808 miliardi.

Seguendo questa tendenza, le esigenze dei consumatori rispetto ai sistemi di pagamento mobile saranno sempre più alte: dai fattori di sicurezza a quelli di praticità e velocità, i diversi player del mercato dovranno evolversi rapidamente per essere competivi.

Viralbeat, in collaborazione con il Centro Studi Etnografia Digitale, ha realizzato un’analisi di benchmarking dei principali player del settore,  analizzando i servizi offerti e le tecnologie a supporto utilizzate. I player analizzati sono: Apple Pay, 2Pay, Google Wallet, Hype, Mysi, PayPal, PlanPay, Satispay, Ubi Pay, Up Mobile e Wow.

L’analisi è riassunta nell’infografica che vi riportiamo qui di seguito:

Infografica-Mobile-Payment

Le principali differenze tra i diversi player

La ricerca classifica i diversi player secondo il possesso o meno di alcune funzionalità o caratteristiche:

– Mobile remote payment,

– mobile commerce,

– mobile money transfer,

– mobile proximity payment,

– svincolo da carta o conto,

– QR Code,

– NFC,

– Cashback.

Proprio questa ultima caratteristica è la funzione meno adottata dai player: solo 2Pay permette il cashback, ovvero la possibilità di ricevere soldi reali (spendibili immediatamente) a seguito di un acquisto (da remoto o in prossimità) portato a termine con l’applicazione. 2Pay è anche l’unico sistema che ha tutte le funzioni elencate ad esclusione della tecnologia NFC.

Se analizziamo invece il confronto tra i due big della tecnologia, Apple e Google ( tenendo però conto che l’analisi non fa riferimento all’ultimo arrivato, Android Pay, ma analizza Google Wallet), notiamo che l’unica differenza significativa è sul Mobile Money Transfer, ovvero la possibilità di trasferire denaro da persona a persona, non necessariamente in seguito a procedure di acquisto/vendita. Apple infatti non prevede questa funzione,mentre Google sì, grazie ad un sistema di trasferimento di denaro via Gmail e non via SMS come prevedono gli altri player.

Il servizio di mobile commerce è l’altra funzione presente in tutte le app ad esclusione di Mysi e PlainPay: con “mobile commerce” si indica la possibilità di effettuare attraverso dispositivo mobile la selezione e l’acquisto di un prodotto o di un servizio (selezione, acquisto, confronto di prezzi e prodotti, configurazione del prodotto ecc.) con un modello simile a quello dell’e-Commerce da PC.

Gli unici sistemi invece che permettono il mobile payment senza carta di credito o conto sono 2Pay e Hype.  Un altro dato interessante è che la tecnologia NFC, quando presente, si sostituisce al QR Code, tranne nel caso di MySi.

Il leader indiscusso dei pagamenti online, Paypal, grazie soprattutto alla sua partnership con Ebay e Amazon, è in realtà al momento il sistema che ha meno funzioni, mancando delle tecnologie NFC e QRCode per i pagamenti in prossimità.

Come pensate si evolverà il mercato del mobile payment? In Italia dovremo attendere ancora molto perché le attività commerciali si adeguino alla transazioni via device?