Quali sono i trend del Social Media Marketing? [INTERVISTA] #ninjamasterSMM

Vincenzo Cosenza Social Media Strategist

Nuovo appuntamento con le nostre interviste in previsione del Master Online in Social Media Marketing a cura della Ninja Academy.

Oggi “incontriamo” Vincenzo Cosenza, docente per quanto riguarda la Social Media Strategy che ci illustrerà, attraverso alcuni spunti di conversazione, quali siano i principi e le forme di organizzazione aziendale che possono garantire alle aziende, piccole o grandi che siano, la migliore esposizione sulle piattaforme digitali ed una resa ottimale.

1) Social Media in Italia e nel mondo. Quali sono le maggiori differenze?

Social Media in Italia

La più grande differenza è in termini di scala. In Italia qualunque strumento fa fatica a raggiungere una massa critica di adottanti, a causa dei ritardi infrastrutturali e culturali. Un’altra differenza curiosa è che nel nostro paese la maggior parte degli utenti dei social media sono uomini, mentre nel resto del mondo prevalgono le donne.

2) Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest… devo davvero portare la mia azienda su tutti questi social network?

Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest

No non è necessario essere ovunque. Anche perché moltiplicare i luoghi di contatto equivale a moltiplicare il lavoro. Quindi attenzione a farsi trasportare dalle mode. Ogni azienda dovrebbe partire dalla definizione degli obiettivi di business, poi definire una strategia di marketing e contestualmente chiedersi quali sono i luoghi della rete più adatti a portare a termine quella strategia. Certo, oggi è difficile fare a meno di Facebook, in quanto meta di 25 milioni di italiani ogni giorno

3) Ho un cliente che si è lamentato sulla mia pagina Facebook durante la notte. Come posso gestire l’emergenza?

Pagina facebook aziendale

Il cliente va gestito come si è sempre fatto. Oggi si sono solo aggiunti nuovi punti di contatto. Quindi se ho un business critico devo creare una rete di supporto 24/7 che comprenda anche i social media. Oggi ci sono gli strumenti per farlo (piattaforme di social caring/CRM) dunque il problema è solo di tipo organizzativo.

4) Real Time Marketing: possono farlo solo Oreo e Barilla o potrebbe trarne beneficio anche la mia azienda?

Tutte le aziende possono trarne beneficio, ad esempio l’anno scorso quando Renzi presentò le sue famigerate slide, il supermercato SetteDì riuscì a generare molto engagement agganciandosi a quella che mostrava un carrello della spesa:

 

 

Certo, se l’azienda è grande può organizzarsi strategicamente, dotandosi di dashboard di discovery e visualizzazione dei trend, in grado di fare emergere molte occasioni di ingaggio. Poi il resto sta alla creatività delle persone.

5) È da poco cominciato il 2015: cosa devo sapere per affrontare il nuovo anno social nel modo giusto?

Social Media Trends 2015

Una cosa molto pratica: Facebook sta spingendo molto la visibilità dei video nativi (ossia non link a YouTube, ma caricati direttamente sulla piattaforma). Di conseguenza le buone occasioni di catturare l’attenzione delle persone passeranno per una strategia di content marketing che preveda l’uso dei video.
In linea generale, invece, è tempo, per il social media manager, di integrare nella propria strategia, anche le attività tattiche di social advertising. Inutile snobbare la pubblicità, affidandola ad altri. E’ fondamentale conoscere al meglio tutte le leve per ottimizzare gli investimenti e dare visibilità ai contenuti giusti.

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Material Design, una guida online per un'interfaccia web a prova di Google

material-desig

Da qualche mese Material Design è l’interfaccia di Android che Google applica ai suoi dispositivi e ora, dopo aver uniformato l’app Google contatti (che nelle prossime settimane sostituirà la vecchia), ha pubblicato la guida online di Material Design per sviluppare siti ottimali in ogni loro elemento grafico.

Dalle animazioni agli stili, dal template ai componenti, un completo how to non solo per quanto attiene ai dispositivi mobili ma per ogni prodotto web. Un lungo elenco di specifiche, fornitissimo di do e don’t, che un web designer dovrebbe inserire tra i suoi segnalibri e consultare quotidianamente.

Material design, dalla tipografia cartacea al web responsive

Il punto di partenza per questo design, come la metafora “materiale” lascia intuire, è la carta coperta dall’inchiostro, alla quale unire la tecnologia per creare una superficie virtuale sulla quale muovere e far interagire gli elementi. Ma a differenza della carta, questo design si amplia e ridimensiona in maniera intelligente, in base all’esperienza cercata dall’utente tramite un dispositivo mobile o la finestra di un browser.

material-design

Gli oggetti hanno tre dimensioni, quindi nella piattaforma gli elementi sottostanno a luci e ombre hanno uno spessore, un’elevazione sui piani, una precisa area occupata, possono cambiare posto, muoversi, combinarsi e relazionarsi tra loro sui tre assi. Chiunque abbia un dispositivo con sistema operativo Android avrà fatto caso a queste logiche nelle quotidiane interazioni con il suo OS.

Best practices, do e don’t

In questa dettagliatissima guida non mancano esempi e tutorials. Tramite illustrazioni, brevi filmati e descrizioni Google, per ogni sezione, mostra come fare e come non fare per aderire ai suoi standard, in una serie di do e don’t che non lasciano più margine di errore a chi sviluppa interfacce per il web.

Le interazioni nel responsive design hanno regole precise, le loro animazioni direzioni obbligatorie in ingresso e in uscita, e il touch – così come il click: su desktop valgono le stesse regole del mobile, questa è una guida su come comunicare, non solo con quali strumenti farlo – deve innescare reazioni previste e prevedibili, pena un deficit di usabilità che può spingere l’utente a lasciare la pagina.

material-design

In merito allo stile, l’esperienza Android raccoglie molti tricks su come gestire colori, font e forme; le icone (la libreria completa è su github) devono essere semplici, intuitive, geometriche, pulite, piatte; immagini, testi e icone vanno combinati secondo logiche comunicative e di lettura rigorose, avatar e gallerie sono un’arma a doppio taglio per il suo impatto visivo che va presa per il manico.

Nelle molte sezioni in cui è articolata la guida, parlando di layout e componenti Google fornisce utili consigli su come strutturare le pagine, su come realizzare bottoni, dialoghi, griglie e liste, slide, menu e tooltips; nei pattern istruzioni su selezioni e ricerche; nell’usabilità linee guida sull’accessibilità e, nell’area risorse, la possibilità di scaricare palette colori, templates (per mobile, tablet e desktop) già compilati, font e icone di sistema.

Una risorsa web per l’uso quotidiano

Quanto deve essere grande un’icona su un particolare dispositivo? Quali colori per i link attivi e inattivi? Dove posizionare informazioni e elementi grafici? Che dimensioni dare al font? Queste e mille altre domande hanno ora una risposta data non da un forum qualsiasi ma dal gigante di Mountain View. Facili da trovare (il menu ha un indice dove è difficile perdersi), semplici da applicare, veloci da capire grazie agli esempi giusti e sbagliati.

Il sito più (very) bello del mondo, se l’usabilità non ne supporta i contenuti, ha fallito il suo obiettivo, che resta, sempre, il comunicare qualcosa nel migliore dei modi possibili. Ogni web designer sa quanto conti questo aspetto e dedica gran parte del suo lavoro proprio a ottimizzare l’ambito dell’esperienza utente; per questo Material Design – prima e principale risorsa del progetto Google Design – è uno strumento indispensabile nel lavoro degli sviluppatori per il web, da tenere sempre a portata di mano, nonostante questa guida sottolinei a volte anche delle ovvietà, ma in certi casi è meglio risultare ridondanti che dare informazioni per scontate.

Musement, da startup a scale up dopo il round da 5 milioni di euro [INTERVISTA]

E’ la prima volta che vi raccontiamo la storia di Musement, startup fondata nel 2013 da un gruppo di amici milanesi (da sinistra: Fabio Zecchini CTO,  Alessandro Petazzi CEO,  Claudio Bellinzona  VP Content & Operations, Fabio Zecchini CTO, Paolo Giulini  VP Offer Development). Abbiamo intervistato Alessandro Petazzi cofondatore e CEO, per raccontarvi la storia di come è nata e come è arrivata ad ottenere un finanziamento da 5 milioni di euro.

LEGGI ANCHE: Vanno a ruba le startup food Italiane 

Ogni startup che si rispetti risolve un bisogno, in una buona percentuale dei casi, un bisogno sentito direttamente dai co-founders, qual è stato il vostro punto di partenza ?

Il nostro punto di partenza è stato l’aver evidenziato la totale assenza di una piattaforma di aggregazione per esperienze legate ad arte e cultura, come invece era possibile trovare per voli o hotel con Booking ed eDreams. Abbiamo poi riscontrato un senso di frustrazione degli acquirenti di biglietteria museale online, che non avendo un’unica piattaforma dove acquistare i propri ingressi dovevano da un lato conoscere da prima le strutture da visitare per poi saltare da un sito all’altro per acquistare le diverse esperienze, dove possibile.

Come è iniziata la vostra avventura ?

Siamo ufficialmente partiti lavorando nel tempo libero ad un prototipo perché volevamo presentarci agli investitori con qualcosa di più che delle slides in PowerPoint. Dati alla mano e primi accordi commerciali sottoscritti abbiamo presentato a New York nel maggio del 2013 le prime metriche a TechCrunch. Qualche mese dopo, in settembre abbiamo chiuso il primo round di finanziamento da 700.00€, abbiamo lasciato i nostri lavori principali dedicandoci full time a Musement, allargando l’organico che oltre a noi quattro fondatori contava altre 6 persone.

Siete quindi riusciti a convincere 360 capital partners a finanziarvi nuovamente, supportato da nuovi investitori. Come avete fatto ?

Semplice: abbiamo rispettato le promesse fatte, raggiunto e superato le milestones prefissate. Con questo investimento siamo passati dalla fase di startup a scale up, ed ora abbiamo come obiettivo triplicare il fatturato 2014. La cordata di nuovi investitori (P101, Micheli Associati, IAG) che hanno creduto nel progetto ci hanno dato anche maggior credibilità con i “vecchi investitori” di 360 capital partners che hanno potuto riconfermare la loro idea iniziale quando ci hanno dato fiducia nel 2013.

Lato business, essendo un aggregatore, il vostro modello di revenues di Musement si basa sulle percentuali di fatturato dei vostri partner, corretto ?


Esattamente, essendo un aggregatore noi proponiamo sia prodotti Musement che prodotti di altre piattaforme di ticketing che ci riconoscono una percentuale sul venduto. Noi stessi a nostra volta abbiamo un programma di affiliazione con aziende del settore turistico principalmente a cui garantiamo una percentuale per i biglietti venduti attraverso la nostra piattaforma. Per EXPO ad esempio abbiamo sia i biglietti in vendita per la manifestazione che dei pacchetti turistici per più musei e visite, abbiamo appena chiuso un accordo con le isole Borromee, proporremo visite in tutto il nord Italia per i visitatori dell’esposizione universale. La maggior parte dei nostri clienti sono stranieri, e siamo attivi in 30 paesi.
Tra sei mesi verranno implementate nuove funzionalità che renderanno molto diversa la nostra app mobile.

L’internazionalità è uno dei vostri tratti distintivi anche se poi tutto viene coordinato da Milano

Fin dall’inizio ci siamo posti come obiettivi l’essere più internazionali possibili, sia come offerta che come clienti, EXPO è stato un caso ed un’occasione di grande visibilità per la nostra città, ma ci riteniamo in ogni caso una startup internazionale. In quest’ottica abbiamo scelto i nostri collaboratori, sia per offrire un servizio “madrelingua” ai nostri partner in giro nel mondo, sia nella ricerca di alcune professionalità come la nostra responsabile SEM che viene da Londra. L’attuale team formato da 30 persone ha infatti provenienza da 7 nazioni diverse.

Deduco quindi che il team si sia già allargato, siete ancora alla ricerca di figure in seguito all’investimento ?

Sicuramente abbiamo chiuso la maggior parte delle ricerche che avevamo in corso, anche se non ti nego che soprattutto nel dipartimento social media siamo alla ricerca di professionisti. Lato sviluppo e developer non abbiamo invece richieste specifiche. Sono però aperte le candidature come guide turistiche in quanto stiamo implementando il servizio verticalizzando l’esperienza attraverso l’ausilio di guide accreditate, perché abbiamo capito che chi organizza questo tipo di servizi lo fa a livello locale, mentre noi abbiamo visibilità internazionale e siamo in grado di capire al meglio le esigenze dei nostri utenti. L’obiettivo è quello di avere sempre più esperienze Musement da poter replicare a Roma come a Parigi o in qualsiasi altra città.

Corso in Performance Marketing: la potenza di Web Analytics, Social Media e Adwords

corso performance marketing

Metà dei soldi che spendo in pubblicità è sprecata. Il guaio è che non so quale metà!“(John Wanamaker).

Per quasi un secolo e mezzo questa idea non è stata smentita. Oggi però tutto è monitorabile, le campagne sono modificabili in tempo reale, i budget di accesso sono flessibili, molto spesso autogestibili e, cosa più importante, il modello di pagamento si basa sul raggiungimento di risultati concreti.

3 cose che imparerai durante il corso

1. Ottimizzare i contenuti di un sito web per massimizzare le conversioni
2. Misurare le conversioni ed analizzare i dati in Google Analytics
3. Gestire campagne pubblicitarie su Google AdWords, Facebook e Twitter

#NinjaPerformance

Quali sono gli argomenti del corso e i rispettivi docenti?

Il Corso Online in Performance Marketing della Ninja Academy è un percorso studiato per fornire ai partecipanti una visione strategica ed operativa con le quali affrontare le sfide imposte da questa disciplina. Retargeting, Real Time Bidding, Social Media Advertising (concentrandosi su Facebook e Twitter), SEM (concentrandosi su Google Adwords), ed in generale tutte quelle attività che occorrono ad un professionista per acquisire le competenze e gli strumenti utili alla gestione ottimale di campagne multicanale e multipiattaforma.

Parte 1: L’ecosistema del Performance Marketing

Gianpaolo Lorusso

Gianpaolo Lorusso – Partner Google Adwords

Parte 2: Strategie di Performance per SEM & Adwords

Matteo PolliMatteo Polli – SEM Strategist Facile.it

Parte 3: Social Media & Performance Marketing

Luca La Mesa

Luca La Mesa – Social Media Strategist Publisoftweb

Quanto dura il corso?

INIZIO = 7 Maggio 2015 • FINE = 3 Giugno 2015

Il corso ha una durata di 15 ore formative: 12 ore di webinar live per apprendere tecniche e nozioni, 3 ore di question time per interagire direttamente con i docenti ed esporre dubbi o domande. Le lezioni teoriche si terranno dalle ore 18 alle 20, mentre i question time si terranno dalle ore 18 alle 19.

Come posso fare per rivedere le lezioni e per quanto tempo sono disponibili online?

Potrai seguire il corso direttamente da casa o dall’ufficio, accedendo dal web ad un’aula virtuale e interagendo dal vivo con la classe e con i docenti. Qualora fossi impossibilitato a partecipare ai live webinar nel giorno e all’orario prestabilito, potrai comunque consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità on-demand accedendo alla piattaforma e-learning. Tutti i materiali del corso resteranno a tua disposizione nella piattaforma e-learning per sempre.

Quali sono qui i vantaggi di seguire il corso online?

✔ Segui i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Question Time per chiarire i tuoi dubbi ed interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
✔ Test e Certificato di partecipazione

Iscriviti al corso in Performance Marketing

 

SCONTO EARLY BOOKING PROLUNGATO FINO AL 3 MAGGIO

Fino al 3 maggio: 299€
Dal 4 maggio: 375€

BE NINJA!

GEC 2015 a Milano: 5 motivi per cui non puoi mancare

la battaglia delle idee

Quest’anno La Battaglia delle Idee è main event del Global Entrepreneurship Congress, l’evento internazionale gratuito sull’imprenditoria innovativa, organizzato per la prima volta in Italia. L’appuntamento è dal 17 al 19 marzo al MiCo di Milano, ecco 5 buoni motivi per cui non puoi perdere questo evento.

#1 Un evento internazionale per la prima volta in Italia

Il GEC è patrocinato a livello globale dalla Kauffman Foundation, la fondazione no profit che riunisce le startup più innovative a livello mondiale.

Nata a metà degli anni ’60 dall’imprenditore e filantropo Ewing Marion Kauffman, la Fondazione Kauffman è tra le maggiori fondazioni private negli Stati Uniti, con una base patrimoniale di circa 2 miliardi di dollari. La visione della Fondazione è quello di promuovere una società di individui economicamente indipendenti, e per questo focalizza le sue operazioni in due aree: istruzione e imprenditoria.

La Kauffman Foundation ha riunito 60 nazioni per il primo Global Entrepreneurship Congress nel marzo 2009 presso la sua sede a Kansas City. Dopo Dubai, Shangai, Liverpool, Rio De Janeiro e Mosca, quest’anno il GEC arriva per la prima volta in Italia, a Milano.

Se sei uno di quelli che si lamentano sempre perché nel nostro Paese non succede mai niente di bello per l’imprenditoria, stavolta non puoi mancare all’appello.

#2 10.000 presenze attese e oltre 200 investitori da 150 Paesi

La BattleMI si terrà al MiCo, il centro congressi più grande d’Europa che accoglierà nell’Auditorium e nelle altre numerose sale i workshop, gli stand delle aziende, il primo SME Ministerial, il Global Angels Summit e tanti altri eventi. Formazione, innovazione e networking saranno le buzzword dell’evento e il gotha del venture capitalism mondiale sarà qui.

#3 Formazione GRATIS per te

Quali sono i modi più efficaci per far nascere e crescere nuove imprese e nuovi imprenditori?  Questa è la domanda a cui il congresso vuole rispondere attraverso il confronto fra rappresentanti dei governi, policy maker, ricercatori e analisti.

Gli incontri al MiCo cominceranno martedì 17 nella cerimonia di apertura, con Jonathan Ortmans chairman del GEC, e la partenza dei seminari paralleli. Non dimenticare di prendere il tuo ticket per accedere allo spazio Ninja Academy e assistere ai seminari! Business, IT, design: se hai una startup da lanciare, abbiamo il corso gratis che fa per te.

#4 La Battle più grande mai vista prima

Ninja Marketing e Ninja Academy propongono la nostra annuale battaglia tra startup a ritmo di rap, La Battaglia delle Idee, il 18 marzo nell’Auditorium. Tra i protagonisti dell’evento Kris Grove, i rapper Esa e Nerone, Dj Daf.Tee e la crew di breakers Natural Force.

Sia che tu sia stato a Napoli e Salerno o che tu non abbia mai visto la nostra Battle, sarà la lotta più epica mai realizzata. Far divertire un investor è il miglior modo per attaccare bottone 😉 

#5 Più #NinjaPower al tuo Networking

Vieni a conoscere chi può aiutare il tuo progetto, l’opportunità balla solo con chi è già in pista!

Voglio esserci

Per partecipare al GEC 2015, iscriviti gratuitamente sul sito. Per assistere ai workshop targati Ninja Academy e alla BattleMI prenota il tuo ticket gratuito su Eventbrite.

Se devi raggiungere Milano prenota con Trenitalia per approfittare dello sconto.

Ninja Social Oroscopo dal 12 al 18 marzo

L’oroscopo della settimana, che ritrova Marte nel segno dell’Ariete, riparte da un mood guerriero per eccellenza, quello dell’energia, della forza, della determinazione, soprattutto se ben bilanciato da altri pianeti o dalle attitudini personali dei protagonisti dello zodiaco. I segni di Fuoco si daranno un gran da fare per non rimpiangere occasioni mancate; se Ariete, Leone e Sagittario prendessero tutti e tre il treno per partecipare al BattleMI sarebbero facilmente individuabili dal loro atteggiamento. Il primo, a seconda dell’umore, potrebbe provarci secco con il lui o la lei seduto accanto oppure parlare solo di lavoro. Il crinierato sicuramente non attaccherebbe bottone per primo, ma potrebbe subito dopo aver ricevuto il là dallo sfortunato di turno, attaccargli una bella pezza. Il Sagittario, invece, sgomiterebbe cercando approvazione per una battuta, una smorfia… come se fosse in gita con i compagni delle medie. Che dite, meglio non rischiare di finire in un vagone di matti e raggiungere Milano in rollerblade??

Chi davvero del pianeta rosso non ne potrà più, saranno i guerrieri della Bilancia: la sua opposizione rischierà di dar loro sui nervi più del conteggio alla rovescia dei Mi piace su Facebook, provare a comprenderne il perché e a trarne un insegnamento potrebbe diminuire il senso di frustrazione. Anche i nati sotto il segno della Vergine avranno da ridire un po’ su tutto, sarà così importante per loro avere l’ultima parola che dai messaggini di WhatsApp mandati a raffica senza farsi notare potrebbero azzardare addirittura una telefonata. Punto!

Scorpione e Capricorno vivranno sette giorni di rivoluzione, come se fossero i protagonisti di uno di quei film dove ci si scambiano i ruoli. I più ligi sul lavoro?? I guerrieri dello Scorpione, che nemmeno per un minuto saranno distratti da donzelle o giovanotti. Chi sognerà ad occhi aperti?? I nati sotto il segno del Capricorno… a che se conoscendoli potrebbero sognare di lavorare, ehehe… non è vero, l’oroscopo della settimana li condurrà piacevolmente sulle nuvole!

Poco prima del weekend i guerrieri nati sotto il segno dell’Acquario dovranno separarsi da Mercurio che traslocherà nel segno dei Pesci, il tutto nella massima trasparenza e senza traumi, nessuno tenterà di violare la privacy dell’altro per avere un confronto sui risultati portati dal pianeta simbolo dell’intelligenza. I guerrieri dell’Acquario proseguiranno il lavoro intrapreso nelle score settimane mentre i Pesci non vedranno l’ora di dimostrare a tutti che le loro non sono buone idee, sono idee geniali!

I nati sotto il segno del Toro ripeteranno “Venere in arrivo il 18” come un mago farebbe con una formula magica, convinti così di ottenere dei superpoteri. Risparmiate un po’ di energie perché il vero potere di un guerriero sta nella sua forza. Torelli, non potrete ritrovarvi esausti! Ve lo diciamo così, molto candidamente, come accadrebbe se davanti a voi ci fosse un Gemelli che andrebbe dritto al sodo. State tutti un po’ tranquilli, quindi, che non c’è motivo di agitarsi, ogni cosa accadrà a tempo debito. Quasi per tutti, bisognerebbe aggiungere, perché per il Cancro l’oroscopo della settimana dice che il momento propizio è questo. Per cosa?? Ma per recuperare quei rapporti con colleghi e amici che a causa dell’aspetto dissonante di Mercurio stavano andando a ramengo! Avete una seconda chance pinzuti Guerrieri: concentratevi sui bisogni del vostro interlocutore e fatelo sentire coccolato!

Metti alla prova la tua attenzione con Skoda [VIDEO]

skoda

La famosa casa automobilistica ceca Skoda ha da poco pubblicato il suo ultimo video dal titolo “The new Skoda Fabia Attention Test“. Un filmato divertente e curioso che, non a caso, ha totalizzato già 3 milioni di views su YouTube.

Il montaggio è creato per giocare con lo spettatore e la sua capacità di cogliere tutto ciò che accade sullo schermo mentre la sua attenzione è focalizzata su un punto preciso del video (in questo caso, ovviamente, l’automobile, che lo speaker suggerisce di osservare).

LEGGI ANCHE: La nuova Skoda Fabia ne combina di tutti i colori

Utilizzando una serie di veloci flash neri che lo spettatore interpreta come una sorta di effetto flicker un po’ old style, i realizzatori riescono prima ad attirare la curiosità, per poi apportare, tra un taglio e l’altro, piccoli cambiamenti alla scena, quasi impercettibili alla prima visione.

La sceneggiatura di questo ad si sposa molto bene con il concept principale della campagna, The New Attention Stealing Skoda Fabia, appunto. In un ambiente altamente affollato come quello del video marketing risulta sempre più importante scegliere idee, contenuti ed esecuzioni originali, e inquesto caso la casa automobilistica di proprietà di Volkswagen sembra esserci riuscita!

Della campagna fa parta anche un video interattivo, fightforattention.com, dove l’utente può immergersi in un’esperienza articolata di virtual reality.

Cosa ne pensate?

Credits:

Advertising Agency: AIS, London, UK
Art Director: Jay Packham
Copywriter: Ian Cochran
Director: Luke Bellis
Producer: Ben Sullivan
Production Manager: Carmen Siu
Production Company: MindsEye
1st AD: Jonathan Sidwell
Director of Photography: Dan Stafford-Clark
Gaffer: Stefan Mitchell
DIT: Nelson Oliver
Art Department: Hayley Macdonald
Art Assistant: Ruth Pickard
Postproduction: Tundra
Head of Post: Espen Haslene

Social media: cosa stai sbagliando?

Il digitale in Italia fa ancora tanta fatica ad emergere. Se è vero che le aziende stanno dando sempre più attenzione al marketing e all’online, è vero anche che difficilmente si comprende perché usare i social media. Molto spesso infatti nelle aziende non esiste un centro social media, bensì un unico social media manager per tutti i brand ed i canali di quella azienda.

Ormai si è capito che i social media sono importanti quanto il brand e la sua riconoscibilità, al pari delle vendite. La vostra presenza sui social media conta esattamente quanto la vostra strategia di business.

“Lo dice il web!”

Non importa quanti soldi si spendono sul branding, sul marketing e sulla pubblicità; tutto si ridurrà a come sono percepiti i vostri prodotti. Come dice spesso un mio docente di marketing: “non esiste la qualità, ma solo la qualità percepita”. E queste percezioni ormai possono essere ascoltate e valutate da tutti grazie al web. Ecco perché usiamo Google prima di acquistare qualsiasi cosa. O TripAdvisor prima di andare in qualunque posto.

Un modo rapido per capire quanto è apprezzata la tua azienda è vederne le recensioni su Google. Ma non fatevi prendere dal panico di ottenere cinque stelle su cinque; un punteggio perfetto può essere visto come sospettoso e poi, avere recensioni sulle aree di miglioramento può essere sempre positivo.

Personalità, ne abbiamo?

Il modo di gestire i vostri account online deve riflettere il tuo business. Ormai la gente si aspetta più di un tweet dal suono professionale. Le aziende che non lasciano trasparire la propria “personalità” dal proprio tono sono sempre viste con sospetto. Quando si scrive un tweet o si posta un aggiornamento, bisognerebbe sempre chiedersi se quel post o quell’aggiornamento rifletta davvero i valori del brand. Se parla come parlerebbe quell’azienda, il concetto di brand personality.

Chi sei e cosa fai sono i due mantra che bisognerebbe tenere sempre in mente. Molto spesso si vedono aziende dialogare, scambiare battute, favourite e retweet con celebrità ed ottenere così qualche seguace. Altrettanto spesso, non ci si chiede se quei seguaci rispecchiano il target aziendale e le persone con le quali quell’azienda deve parlare.

Tenendo sempre presente il core business dell’impresa e la sua identità online non si rischia di sbagliare su questi aspetti.

Ognuna è speciale

Avere tanti seguaci su Facebook e Twitter è giusto, ma non bisogna fermarcisi qui. Ogni piattaforma di social media ha il suo pubblico: per esempio, la cosiddetta “Generation Z” – coloro che sono nati dagli anni 2000 in poi – preferiscono rapide raffiche di comunicazione, come ad esempio per sei secondi Vine. I millennials, nel frattempo, si rivolgono a Tumblr.
E, come brand, il vostro scopo è quello di raggiungere tutti, quindi attaccare gli stessi canali con lo stesso pubblico è limitante.

Una volta che siete su questi canali, continuate ad usarli. Se smettete d’improvviso, i vostri seguaci si chiederanno dove siete finiti e smetteranno di seguirvi. La costanza è importante, soprattutto per chi fa social CRM. Se gli utenti hanno un problema e vengono ignorati, non faranno altro che inondarvi di tweet arrabbiati e rovinare la vostra relazione.

Engagement non è solo fidanzamento

Il tempo è danaro, sia per te che per i tuoi clienti. Ricorda che non sempre il focus è spostato su di voi, e non sempre dire quanto sono fantastici i vostri prodotti o servizi ripaga. Prova a dare informazioni utili e a creare dialoghi, fare amicizie e conversare. Molto spesso sono proprio le relazioni che un brand stringe che spingeranno le persone a continuare ad acquistare da quel brand, nonostante i competitor. Costruire relazioni durevoli e significative con i clienti è il segreto.

Fornendo un servizio rilevante, le aziende possono attirare subito una discreta quantità di seguaci, ma guadagnare seguaci non è tutto; è necessario mantenerli. C’è bisogno di un incentivo per interagire con il vostro marchio. Consigli e suggerimenti utili sono un ottimo modo per tenere gli utenti in ascolto. Io, per esempio, viaggio spesso ma non seguo ogni pagina di compagnia di trasporti esistente, solo quelle che mi danno sconti, promozioni o consigli.

Samsung insegna il linguaggio dei segni ad un intero quartiere [VIDEO]

samsung linguaggio dei segni

Per promuovere il suo nuovo servizio di video call center dedicato agli utenti con disabilità uditive, Samsung e Leo Burnett hanno ideato “Hearing Hands“, una campagna ascrivibile al genere “stunt” ma dall’animo tenero che, senza adrenalinici colpi di scena o scherzi da mozzare il fiato, è riuscita ad emozionare gli spettatori e il protagonista, un ragazzo non udente.

LEGGI ANCHE: Samsung fa rivivere a tre coppie il primo incontro [VIDEO]

Muharram, questo il nome del giovane, una mattina è uscito di casa con la sorella e, passando da un negozio all’altro, attraversando la strada scontrandosi con pedoni disattenti o aiutando un maldestro ragazzo a raccogliere la sua frutta, si è presto reso conto che tutte le persone che lo circondavano conoscevano il linguaggio dei segni.

Alla fine di quella che doveva essere una passeggiata come tante in compagnia della sorella, Muharram si trova davanti ad un totem video dove scopre perché è stato scelto per essere protagonista di questa iniziativa.

Come leggerete nei primi secondi del video, per preparare il tutto ci è voluto un intero mese di preparazione, tra l’allestimento dlele telecamere nascoste per documentare l’esperienza e l’insegnamento del linguaggio dei segni a quelli che sono i veri vicini di casa e di quartiere di Muharram.

Credits:

Advertising Agency: Leo Burnett, Istanbul, Turkey
Creative Directors: Emrah Akay, Oktar Akin
Art Director: Ümit Senturk
Copywriters: Sezgin Rizaoglu, Deniz Cavdar
Creative Group/Art Director: Aren Selvioglu
Creative Group/Copywriter: Öykü Berberoglu
Production: Casta Diva Pictures Istanbul

Startup e musica rap alla BattleMI con Kris Grove, Esa, DJ DAFTEE, Nerone e i Natural Force

Il conto alla rovescia è partito: mancano solo pochi giorni alla #BattleMI, la sfida tra startup a ritmo di rap targata Ninja Marketing. Il 18 marzo, all’interno del GEC 2015, La Battaglia delle Idee powered by Quag, vedrà sfidarsi 12 startup – selezionate da Ninja Marketing e Kauffman Foundation – sul palco del MiCo di Milano.

La nostra maestra di cerimonia, Kris Grove, sarà accompagnata da Esa, artista sulla cresta della scena rap italiana per più di un ventennio e che ha contribuito nei leggendari anni del rap nostrano ad evolverne ritmo e linguaggio. Se siete cresciuti negli anni Novanta ricorderete i suoi OTR e Gente Guasta e le sue collaborazioni con La Pina, Neffa e Fish.

Per mostrare agli aspiranti imprenditori come funziona un vero duello musicale, il rapper Nerone, vincitore della terza edizione di Mtv Spit, ci mostrerà come sfidare un altro MC a colpi di rime al vetriolo.

A marcare il ritmo dei match, round dopo round, sarà DJ Daf.Tee, che dopo aver fatto ballare i pubblici prima di Londra e poi di Tenerife, è tornato a Milano per diffondere la cultura hip hop nel nostro Paese.

Non poteva mancare un gruppo di breaker, i Natural Force, la crew composta da Melo, Bboy Cirino, Peppe Speed e Bboy AirOne, già protagonisti di numerosi show televisivi, tour e video musicali.

Sei pronto per fare il pieno di creatività, innovazione e musica?

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