Come si progetta una Social Media Strategy? Risponde Simone Tornabene [INTERVISTA] #ninjamasterSMM

??Partire dal messaggio è fondamentale in qualsiasi forma di comunicazione, i social media non fanno eccezione?

progettare una Social Media Strategy

Da dove partiamo per progettare una Social Media Strategy di successo? Come scegliamo i contenuti giusti? Ce lo spiega Simone Tornabene, docente del Master Online in Social Media Marketing della Ninja Academy.

1. Ho accettato l’idea di pianificare una Social Media Strategy. Da dove parto?

Sicuramente dai contenuti. Partire dal messaggio è fondamentale in qualsiasi forma di comunicazione, i social media non fanno eccezione.

Successivamente occorre focalizzarsi sulle specificità del singolo canale – Facebook è diverso da Twitter che è diverso da LinkedIn – non soltanto a livello di target (un punto che do per acquisito), ma proprio a livello di possibilità tecnologiche e, dunque, di tecniche da utilizzare.

Troppo spesso, ancora oggi, si assiste ad azioni sui social che non tengono conto delle specificità del canale: immagini dalle dimensioni non ottimali, testi pensati come se andassero su un cartaceo, video dal taglio televisivo.

Una Social Media Strategy di successo parte dal riconoscere che i Social sono canali (e non un solo canale) su cui occorre studiare, sia perché hanno una propria specificità sia perché si evolvono molto rapidamente.

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2. Come integro la strategia social con gli altri strumenti di marketing?

Sicuramente ogni azienda è una storia a sé, ma bisogna riconoscere la necessità di integrare le diverse azioni di marketing. In generale, le integrazioni fondamentali avvengono fra i canali social e i contenuti prodotti dall’azienda (anche per canali non social, adattandoli); fra i canali social e il prodotto/servizio venduto (a livello di pack, ma soprattutto a livello di possibilità di utilizzo: compra il frullatore e scopri su Youtube che cosa puoi realizzare); fra i canali social e i clienti (a livello di Social CRM).

Infine tra i canali social e l’azienda stessa, intesa come ecosistema. Non soltanto nell’ottica dell’Employer Branding, ma, soprattutto, nell’ottica della trasparenza; non necessariamente in maniera così incredibile come i miei miti personali di Buffer, che hanno realizzato questo:

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3. Ho un eCommerce, i Social Media possono aiutarmi a vendere di più?

Assolutamente sì. Nel mondo pre-Internet il veicolo migliore (rapporto costo-efficienza) per generare vendite era il passaparola (Word of Mouth). E lo è tuttora. Internet ha “solo” introdotto la possibilità di tracciare e, quindi, poter stimolare questo passaparola, rendendolo visibile.

I social, in particolare, sono una macchina per il passaparola. Basta chiedere al vostro ristorante di fiducia quanto fattura grazie a TripAdvisor o al negozietto di San Francisco che vende su Fancy.

I social aiutano l’ecommerce in diversi modi: a) come fonte di reputazione attraverso le recensioni; b) come fonte di importanti insight su come migliorare il prodotto e l’esperienza di acquisto; c) come canale di vendita che collega la narrazione del prodotto (storytelling) alla call-to-action diretta dell’acquisto (vedo le foto, mi piace, posso acquistarlo).

4. Come misuro i KPI sui social media?

Le piattaforme social sono ben consapevoli del proprio valore, che, sostanzialmente, è un valore di relazione.

Tale valore cresce in funzione della possibilità di analizzarlo. Dato che per natura la relazione è intangibile, le piattaforme social accrescono il proprio valore offrendo strumenti di analisi delle interazioni e di profilazione degli utenti.

Il caso più emblematico è Facebook, in grado di offrire uno strumento molto potente sia per l’analisi dei contenuti (come il Page Insights e il Domain Insights) sia per l’analisi del target (l’Audience Insights ha una portata spaventosa).
Ma, ormai, tutte le piattaforme social tendono ad allinearsi a Facebook offrendo strumenti nativi di analisi delle performance.

Non è, quindi, più un problema estrarre dei KPI; semmai il rischio è diventato sbagliare il KPI: se giudico la mia azione su Facebook dal numero dei like che riceve la pagina oppure dal tasso di engagement sui contenuti, la mia prospettiva può cambiare anche radicalmente. In un mondo che abbonda di dati, sempre più valore acquisisce chi sa interpretare questi dati.

5. Qual è la tua campagna social preferita?

A livello di campagne social sono un po’ tradizionalista: le mie preferite sono quelle basate sui video virali.

Il mio classico preferito è l’Epic Split di Van Damme

Impossibile da non vedere insieme alla risposta di Chuck Norris per Natale.

Recentemente ho apprezzato molto il video di SumOfUs su Doritos.

 

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