Utilizzi Pinterest nella tua strategia di visual storytelling? [INTERVISTA] #ninjamastersmm

"Pinterest è un interest network, dove i nodi della rete sono gli interessi delle persone e non le persone stesse"

intervista domenico armatore

Pinterest è uno degli ultimi arrivati nel panorama dei social network, ma ha fin da subito dimostrato elevate potenzialità per il business.  Come possiamo utilizzarlo in una strategia di visual storytelling? Ce lo rivela Domenico Armatore, docente del Master Online in Social Media Marketing della Ninja Academy.

Pin, repin e board. Ma non era tutto più semplice quando le bacheche erano vere bacheche?

Sappiamo tutti che il social web cambia continuamente, tutte le piattaforme introducono nuove funzionalità ogni mese. Pinterest segue questa tendenza, anche se non alla velocità di Facebook o Twitter. Ad oggi le bacheche rappresentano ancora l’elemento centrale della piattaforma, sono il perno centrale di una struttura che consente di catalogare i contenuti in modo ordinato in base a topic verticali.

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Quali sono i migliori tool per pinnare in modo creativo ed originale?

Sicuramente Canva, che consente di creare grafiche personalizzate a partire da template preimpostati. È davvero semplice da utilizzare e gli output sono di buona qualità. Ci sono poi altre soluzioni interessanti come Quozio, Pinwords e Infogr.am. Vi invito a testarli per vedere le varie funzionalità.

Cosa può fare la differenza su Pinterest?

Diamo ormai per scontato che la buona qualità delle immagini sia il punto di partenza per utilizzare Pinterest. Credo che per raggiungere buoni risultati sulla piattaforma sia necessario in primo luogo effettuare un’analisi che aiuti a comprendere se Pinterest è il canale ideale per raggiungere gli obiettivi, e poi di seguito elaborare una strategia e un editoriale editoriale efficaci.

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La mia azienda è già su Instagram, perché dovrei iscrivermi a Pinterest? Non sono praticamente la stessa cosa?

Ogni canale social ha le sue peculiarità che devono essere rispettate. Penso ad Instagram come luogo di condivisione di momenti della vita privata. Un brand deve tener conto di ciò prima di iniziare qualsiasi tipo di attività sul canale.

Su Pinterest invece la narrazione della vita privata passa in secondo piano, a favore dell’espressione degli interessi o dei desideri degli utenti. Ho definito in più luoghi Pinterest non tanto come un social network, ma come un interest network, dove i nodi della rete sono gli interessi delle persone e non le persone stesse.

Come è facile intuire, le dinamiche sui due social sono completamente diverse, e i brand devono tenerne conto sia in fase strategica che operativa.

Infografiche, meme, tutorial, gif animate, citazioni. Cosa funziona di più?

Sono convinto che se il contenuto è originale, utile, accattivante e in target, il formato passa in secondo piano. Ciò che conta davvero è la qualità dei contenuti condivisi sul canale.

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