Vanno a ruba le startup food italiane

Tripadvisor, Rocket Internet e Zomato fanno shopping di startup in Italia, con Mytable, Restopolis, Pizzabo e Cibando

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Sarà l’EXPO 2015 dedicato al food, sarà la nostra tradizione culinaria, o forse saranno le capacità degli imprenditori di startup italiane food; sta di fatto che quattro exit in due mesi sono un dato più che confortante per il nostro ecosistema startup.

Le irresistibili startup food italiane: Cibando, l’exit apripista

Il primo annuncio è di dicembre, riguardo all’acquisizione di Cibando da parte del colosso indiano di prenotazione ristoranti Zomato.
Guk Kim, fondatore di Cibando, app e website per la ricerca di ristoranti, che avevamo intervistato tra i 30 co-founder italiani, seguirà lo sviluppo del progetto per l’Italia, rafforzando in primis la mappatura di Milano come capitale dell’esposizione universale e Roma, per poi svilupparsi rispetto a tutto il territorio italiano.

Il brand Zomato già conosciuto ed attivo in 20 paesi, dove registra ben 310 mila ristoranti iscritti, sta espandendo la propria presenza su scala mondiale acquisendo startup locali, proprio come ha fatto in Italia con Cibando. Ha infatti di recente acquisito MenuMania in Nuova Zelanda, Lunchtime e Obedovat, in Repubblica Ceca e Slovacchia, e Gastronauci in Polonia, con una previsione di ulteriori 15 nazioni da lanciare durante il 2015.

Nella dichiarazione di Pankaj Chaddah, co-founder di Zomato, appare come Cibando con i suoi 82.000 ristoranti sia stata la scelta migliore per approdare in Italia, considerando solo Yelp come altro possibile competitor in Italia.

Intanto in Italia sono previste assunzioni per 30-40 persone, che andranno a supportare il team originario di Cibando.

Doppia acquisizione per Tripadvisor

Evidentemente Tripavisor non la pensava esattamente come Zomato, soprattutto perchè di startup tricolori ne ha acquistata ben due. La prima è Mytable, che consente di prenotare tavoli nei ristoranti ed ha già un forte partner come Groupon per le prenotazioni dei coupon. Il servizio, come Groupon del resto, è già stato integrato con le recensioni di Tripadvisor.

Il sito della startup Restopolis, fondata da Almir Ambeskovic, invece, è stato già sostituito dal motore di ricerca di ristoranti The Fork, già operativo in Francia, Spagna, Svizzera, Inghilterra e Belgio con più 20.000 ristoranti prenotabili e recensiti, di cui ora 5.000 in Italia. La differenza ed il punto cruciale rispetto a cui Tripadvisor ha scelto di investire nel maggio 2014 in La fourchette, startup francese che centralizza l’organizzazione di the fork, è proprio il sistema di recensioni, che rendendo possibile il commento solo a chi ha effettivamente consumato, evitando così le problematiche derivante dalle false recensioni.

Grazie a Thefork è possibile non solo trovare i migliori ristoranti in città, ma ottenere buoni sconto per le prenotazioni effettuate, fino al 50%.

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Rocket Internet sempre più delivery-driven con Pizzabo

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Rocket Internet conferma con le ultime tre acquisizioni (Pizzabo, DeliveryHero, LaNeveraRoja), il trend in tema delivery food e l’obiettivo di diventare leader globale nel segmento takeaway come annunciato nella presentazione di Business Update di Febbraio 2015 intitolata “Building Global Giants in Food & Groceries – the new Frontier in eCommerce”.

Anche se non è dato sapere a quanto è stata acquisita Pizzabo, la startup di Pizza delivery fondata nel 2009 da Christian Sarcuni, sappiamo invece quanto è costato il 30% di DeliveryHero cioè 496 milioni di euro.

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