4 lezioni di Social Media Marketing dalla Casa Bianca

Quando le elezioni le vincono i social media

La padronanza di Barack Obama dei social media è famosa fin dal 2008, quando vinse le elezioni che The Guardian definì “Facebook elections”. In quell’occasione si utilizzarono i social media per chiedere donazioni, condividere contenuti ed organizzare iniziative di crowdfunding.

Anche se in quell’anno i social media erano ancora in una fase nativa, (Facebook nasce nel 2004 ma diventa famoso qualche anno dopo) il team di Obama riuscì comunque a creare una buona strategia social per catturare l’attenzione degli elettori.

Ha saputo usare con maestria Tumblr, Facebook, Twitter, e YouTube prima, durante, e dopo la campagna elettorale, per ribadire gli obiettivi legislativi del Presidente e tenere i cittadini informati.

Ecco quattro consigli che possiamo trarre dalla social media strategy dell’amministrazione Obama:

1. Sul secondo, sii il primo

Secondo un rapporto pubblicato da Nielsen nel 2014, l’84% dei proprietari di smartphone e tablet utilizzano i propri device mentre guardano la televisione. Questo dà ai brand l’opportunità di utilizzare i social media per rafforzare sia i messaggi che inviano con la televisione sia con la comunicazione offline.

Nel caso degli Stati Uniti, la Casa Bianca ha utilizzato il suo account Twitter per sottolineare importanti citazioni dal discorso, aiutati da fotografie o diapositive. Su WhiteHouse.gov, è andato in onda un vero e proprio live tweeting prima di Twitter. Un “live feed” che ha aggiunto dati ed informazioni durante i discorsi di Obama sul cambiamento climatico, sulla guerra o sul commercio internazionale.

Per coloro che non potevano seguire il discorso dal vivo, il team dell’allora candidato presidente postava istantaneamente video a blocchi di tre minuti su Youtube. Questo ha contribuito a creare attenzione intorno a tutto il discorso, anche se le persone non erano connesse per un live streaming.

2. Don’t fake!

Richard Zeoli nei suoi “Sette Principi di Comunicazione” mette come primo punto “Don’t fake!” aka “Non fingere”. “sii trasparente”. L’amministrazione della Casa Bianca ha saputo davvero utilizzare questo consiglio anche dopo le elezioni per creare un dialogo vero con gli elettori.

Nelle ore che hanno preceduto gli speech al Congresso infatti, la Casa Bianca ha rilasciato il discorso del Presidente su Medium. Questo ha dato alle persone l’idea che Obama stesse comunicando non solo con i membri del Congresso ma con loro direttamente.

Infine, per continuare il dialogo con i cittadini la Casa Bianca ha incoraggiato tutti a condividere il loro feedback sul programma legislativo del Presidente sui social media con l’hashtag #SOTU.

3. Poco, ma spesso

Avendo un numero pressocchè infinito di opzioni di intrattenimento e di informazioni disponibili sul web, non c’è alcuna garanzia che si avrà l’attenzione di qualcuno per un periodo di tempo prolungato.

Perciò è importante “alimentare il vostro pubblico” con una dieta costante di contenuti shortform da poter consumare in qualsiasi momento in cui capita di avere a disposizione un social. Sia che stiano navigando su Tumblr durante una breve pausa al lavoro o che stiano controllando Facebook prima di andare al supermercato, c’è bisogno di contenuti piccoli ed interessanti.

La Casa Bianca aggiorna regolarmente i propri social media con foto e brevi video che ricordino alle persone le informazioni più importanti alle quali prestare attenzione.

4. Non sono tutte uguali

Se vuoi avere successo su tutte le piattaforme che ti trovi a gestire, devi chiederti anzitutto cosa le persone cercano su quei social. Ad esempio, una serie di fotografie potrebbero essere molto apprezzate su Instagram ma non allo stesso modo su LinkedIn.

A tal fine, l’amministrazione Obama ha sempre saputo distribuire i contenuti al meglio postando quelli per cui quella piattaforma era nata. E infatti la Casa Bianca posta principalmente foto e video sul suo Facebook e Twitter, mentre il suo Tumblr viene condito con le GIF che sono più popolari sulla piattaforma. Nel frattempo invece, su LinkedIn si parla di business ed analisi politiche.

La lezione è che non importa quale sia il messaggio, è importante adattare ciò che intendi dire alla piattaforma che scegli. E indipendentemente dalle convinzioni politiche, su questo l’amministrazione Obama ha solo da insegnare.