Mancano ancora pochi giorni al grande evento che chiama gli startupper di tutta Italia a mettersi alla prova in una vera e propria sfida a colpi di pitch.
Durante La Battaglia delle Idee, che si terrà a Salerno il 5 e il 6 Luglio, le startup iscritte potranno presentare le loro idea ad un pubblico di esperti e la migliore tornerà a casa con un ricco bottino di premi!
Partecipare alla battaglia richiede una buona dose di preparazione, studio, ricerca al fine di trovare il modo più adatto per presentare la propria idea in pochi secondi, sia sul palco che alle persone che incontrerai all’evento. Quindi, per aiutarti a prepararti abbiamo raccolto 10 post pubblicati su Ninja Marketing che contengono consigli che potranno essere utili durante l’evento.
Qualunque sia il tipo di evento al quale devi intervenire, una conferenza, un evento di networking, un meeting di lavoro, ricorda che i primi secondi sono essenziali per presentarti, catturare l’attenzione e rendere interessante il messaggio che vuoi comunicare.
La maggior parte degli gravi errori a cui si può andare incontro causa inesperienza, si possono aggirare. Ecco qui dieci disastri di relazioni pubbliche che le startup devono assolutamente evitare.
Le presentazioni sono diventate, sia nel personal branding che in azienda, sempre più importanti. Oggi esistono molte alternative che consentono di creare slide di grande impatto grafico ed emozionale.
Mai andati nel panico nel tenere un discorso o una presentazione aperta al pubblico? Ecco qualche piccolo aiuto per dare alle tue presentazioni un tocco professionale, al fine di fornire la migliore immagine di te stesso e di ciò che stai illustrando.
10 idee, a metà tra consigli e mantra. Interroga te stesso su queste dieci dimensioni e valuta il tuo personal brand.
Non ti sei ancora iscritto alla #BattleSA?
Se vuoi metterti in gioco e sfidare le altre startup a colpi di pitch visita La Battaglia delle Idee e compila il form a te riservato! Preparati a due giorni di training, networking e duelli all’ultimo sangue! Consulta qui il programma completo.
E per raggiungerci, viaggia con Italo: chiamando il numero gratuito 060708 chiedi della promo Italo Ninja e prenota il tuo viaggio in treno con il 15% di sconto!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2014-06-30 14:00:202014-06-30 14:00:20Preparati alla BattleSA: 10 post da leggere per presentare al meglio la tua startup
BIC ha chiesto agli utenti di 80 paesi nel mondo di contribuire ad un esperimento globale sulla scrittura, per combinare migliaia di calligrafie singole analizzandole come variazioni di un singolo font.
Il progetto celebra la penna BIC Cristal e rappresenta il primo tentativo di unire dati demografici da tutto il mondo per creare un alfabeto digitale unificato.
È proprio questo l’obiettivo di BIC: unificare la scrittura a mano in un unico typeface globale. Sul sito di The Universal Typeface è possibile esplorare i contributi esistenti degli utenti e aggiungere il proprio.
Un’iniziativa che, aldilà dell’obiettivo finale, lascia una panoramica interessante sulla calligrafia mondiale, mappandola geograficamente e demograficamente, rispondendo a interrogativi su quanto l’età, il sesso e la collocazione geografica possano influire sulla scrittura a mano.
Il progetto esamina l’espressività di ciascuna lettera dell’alfabeto analizzando spessore e altezza di ogni linea: la finalità è creare un vero font “handwriting”, ottenuto calcolando una media delle misure di tutte le singole lettere scritte dai partecipanti all’esperimento.
Nelle Filippine ad esempio, la “V” ha una connotazione piuttosto appuntita, mentre altri highlights sono relativi ad età e genere. La calligrafia tende a diventare più disordinata con l’invecchiamento: le curve della D tendono ad allungarsi e la barra verticale a sbordare verso l’alto.
Ad agosto, BIC realizzerà un font set di una calligrafia che sarà la media di tutte quelle esaminate: il font sarà scaricabile e utilizzabile.
E voi, ninja writers, avete già contribuito all’esperimento globale?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Gabakeshihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngGabakeshi2014-06-30 12:50:032014-06-30 12:50:03L'esperimento di BIC che esplora le calligrafie del mondo
Avete capito bene, IKEA Russia ha lanciato su Instagram quello che ha tutte le carte in regola per essere definito un sito web (più pagine, contenuti multimediali, collegamenti ipertestuali), e l’ha fatto utilizzando la griglia di visualizzazione delle app, un grande numero di account e la funzione di tag delle foto.
Il profilo in questione – quello principale, per lo meno – è ikea_ps_2014 e tramite questo abbiamo accesso ad un vero e proprio catalogo interattivo della collezione 2014 IKEA PS.
Il principio, sebbene abbia comportato un impegno cospicuo e l’apertura di un grosso numero di account, in realtà è molto semplice: attraverso i tag dei profili sulle foto si può navigare all’interno del catalogo, proprio come se fossero dei collegamenti.
Inoltre, sempre grazie alla funzione di tag, gli utenti possono arricchire il catalogo fotografando il mobile appena acquistato e taggando l’account corrispondente.
Purtroppo – come avrete notato se avete aperto dal pc il link che porta al profilo – la visualizzazione web non è adatta a questo trucco per via della mancanza della tipica griglia delle app e della differente disposizione delle foto.
Questo, però, non è un problema per IKEA che ha usato come slogan per questa collezione il motto “Always On The Move” anche a prova del fatto che il “sito” è appositamente studiato per essere visitato in mobilità; quindi armatevi dei vostri smartphone e aprite Instagram se volete visitarlo!
Chissà se anche altri sul mercato utilizzeranno quest’idea originalissima per rendere un po’ più dinamici i profili che pubblicizzano i loro prodotti!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Paolo Navahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngPaolo Nava2014-06-30 11:47:532014-06-30 11:47:53Ikea ha creato il primo "sito web" su Instagram
Svogliati, incompetenti, incapaci di reagire, tutto il giorno su Facebook: sarebbero queste le principali valutazioni fatte da genitori, amici e parenti riferendosi alle generazioni più giovani. Qualcuno le ha addirittura definite senza speranza, altri non hanno esitato a vedere in internet lo strumento della ‘rovina’.
Ma è davvero così? Assolutamente no, a leggere “#Generazione 2.0 – Chi Sono, Cosa Vogliono, Come Dialogare con Loro”, il nuovo libro di Federico Capeci (con prefazione di Riccardo Luna) edito da FrancoAngeli. Un manuale frutto di una vastissima raccolta di dati e materiale qualitativo, recuperato attraverso le ricerche (più di 15000 interviste!) di Duepuntozero Research (società del Gruppo DOXA di cui lo stesso Federico Capeci è DG).
E, come anticipavamo, il quadro sulla Net Generation delineato nell’opera è molto più ottimista e roseo rispetto ai tanti luoghi comuni che, causa anche la crisi, si stanno diffondendo con insistenza tra i più e non solo in Italia. I giovani tra i 16 e i 30 anni sono la prima generazione Less is More, che vive sempre connessa e – pertanto – non risente dei limiti spazio-fisici e sociali. Seppur con qualche rischio di effetti collaterali legati alla privacy, non ha paura di creare e difendere la propria immagine online, purché coerente con ciò che sono realmente. Se così non fosse, infatti, l’illimitata vetrina del web smaschererebbe tutto in poco tempo.
Per capire i Gener 2.0 occorre adottare una web forma mentis: esiste dunque la concreta necessità di avere una nuova lente di ingrandimento, fatta da una nuova semantica e – soprattutto – da un framework di analisi rinnovato: l’autore lo chiama S.T.I.L.E. (Socialità, Trasparenza, Immediatezza, Libertà ed Esperienza), descrivendo con casi reali ed esempi ciascuna delle 5 variabili. Senza di questo, il rischio è di continuare ad analizzare il nuovo da una prospettiva antiquata, pertanto molto incompleta e inesatta.
#Generazione 2.0 si rivela così un manuale chiaro, capace di proporre un modello efficace di lettura delle nuove generazioni risultando così indispensabile per una vasta platea di potenziali lettori, dai genitori più e meno apprensivi agli esperti di strategie di marketing, passando per rappresentanti politici ed educatori.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Alberto Maestrihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAlberto Maestri2014-06-30 09:00:062014-06-30 09:00:06#Generazione 2.0, il manuale per capire e dialogare con i giovani sempre connessi [RECENSIONE]
E così hai avuto una brillante idea che rivoluzionerà il mondo, hai radunato un team di teste di serie e insieme avete trascorso notti insonni a programmare e stilare business plan.
Ciò che ti manca è una persona che scommetta sul tuo team, guidandolo verso la giusta direzione e che porti la tua startup allo step successivo.
Cercare un investitore non è un’impresa semplice. Devi dimostrare che tu più di tutti gli altri meriti la sua attenzione e, prima di questo, devi trovare la persona giusta a cui chiedere questo atto di fiducia. Dove cercarla?
L’AIFI – Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital – nel 2013 ha contato 171 operatori, interessati soprattutto all’expansion ma nanche a progetti in early stage. Non è un numero paragonabile a quelli del mercato statunitense, ma se saprai giocare bene le tue carte potrai conquistare l’interesse di un Business Angel.
Innanzitutto, prova a bussare alla sua porta e partecipa a La Battaglia delle Idee, il 5 e 6 luglio a Salerno: alcuni importanti investitori sono in lista!
Intanto, ecco la lista aggiornata al 2014 dei 140 Venture Capital italiani più importanti, compilata con amore dai Ninja insieme ad Antonio Prigiobbo, hacker civico e innovatore seriale, curatore della sezione Startup de La Battaglia delle Idee.
Magari uno di loro si innamorerà proprio della tua idea!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2014-06-30 08:30:252014-06-30 08:30:25TOP 140 Venture Capital e investitori italiani [#BattleSA]
Il gruppo Prada continua ad investire nel nostro paese, con il progetto Prada academy, nonostante i risultati in calo nel primo quadrimestre 2014, con un utile netto di 105,3 milioni di euro, in calo del 23,8% rispetto ai 138,2 milioni di un anno fa. L’amministratore delegato Patrizio Bertelli durante l’ultimo l’investor day ha definito il quadrimestre chiuso il 30 aprile come “a quarter of transition”per sottolineare come le decisioni strategiche annunciate con la chiusura del bilancio 2013 porteranno risultati nel medio lungo termine.
Prada spa è una società quotata dal 2011 presso la borsa di Hong Kong, dove è stata valutata 9,2 miliardi di euro, oltre ad essere considerato uno dei brand più influenti al mondo rientrando nella classifica di Interbrand alla posizione 72.
Le assunzioni in concreto
Tra tutte le iniziative del gruppo, della Fondazione Prada e dei singoli brand in portafoglio (Prada, Miu Miu, Church e Car shoes), vale la pena focalizzare l’attenzione sull’annuncio relativo alle 1500 assunzioni di giovani previste entro il 2016. Questa notizia rientra nel progetto di investimento nella formazione di giovani dai 16 ai 21 anni, proveniente da tutto il mondo, chiamato Prada academy. Si tratta di una vera e propria scuola di formazione con sede a Valdarno, dove ex dipendenti pensionati del gruppo insegneranno le arti manuali dell’artigianato made in Italy per favorire il ricambio generazionale.
L’obiettivo è formare giovani da inserire nelle proprie fabbriche, per proseguire con l’investimento in produzione interna che ad oggi conta dieci fabbriche, suddivisione per tipo di produzione nei vari distretti produttivi. L’undicesima struttura produttiva del gruppo ha sede in Gran Bretagna a Northampton, oltre ad un network di manifatture esterne accuratamente selezionate (secondo il company profile del gruppo).
I tre macro temi su cui si focalizzerà il rafforzamento del know how aziendale sono i tre centri di ricavo del gruppo: pelletteria, calzature e abbigliamento.
Le assunzioni riguarderanno l’industria manifatturiera per il 60%, la distribuzione retail e l’organizzazione corporate. Del resto sono l’espansione internazionale del gruppo prevede solo nel 2014 ben 80 nuove aperture.
Non solo moda, Prada diversifica con Pasticceria Marchesi
L’investimento nel made in Italy da parte del gruppo non si ferma solo al moda, sulla scia dell’acquisto della pasticceria Cova da parte del gruppo francese LVMH, Prada investe 7,7 milioni di euro per la pasticceria Marchesi di Milano per esportare l’eccellenza food italiana all’estero all’interno dei propri store.
Bottega Veneta e Zegna, diversi modi per investire nel futuro
Altri marchi italiani della manifattura e del lusso investono nella formazione dei giovani favorendo i distretti di appartenenza, realizzando partnership con gli istituti scolastici più prestigiosi. Un esempio è il marchio Bottega Veneta, famoso per la lavorazione intrecciata, che in partnership con la Facoltà di Design della Moda dell’Università IUAV di Venezia organizza corsi specializzati. È infatti grazie all’affiancamento di lezioni in aula ed esperienza prima in laboratorio e poi direttamente in azienda, che è possibile trasferire conoscenza alle nuove generazioni di studenti, favorendo l’inserimento nelle realtà produttive.
Diversa è l’iniziativa del gruppo Zegna, leader nella produzione di collezioni e filati per l’abbigliamento maschile, con il programma “Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship” .
Stanziati un milione di euro l’anno per 25 anni, con l’obiettivo di finanziare giovani neolaureati preselezionati meritocraticamente da otto atenei italiani (Bocconi, Cattolica di Milano, Statale di Milano, Politecnico di Milano e di Torino, Luiss, Normale di Pisa e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) , per corsi di specializzazione all’estero, con la promessa di rientrare in Italia per l’inserimento nel mondo del lavoro. Ovviamente non si tratta di manifattura ma di figure manageriali e tecniche, per limitare la fuga di cervelli delle future generazioni.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Diana Piemari Ceredahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDiana Piemari Cereda2014-06-28 17:02:252014-06-28 17:02:25Prada investe nel made in italy con il progetto academy
Il videogioco online free-to-play “Heroes of the Storm” è l’ultimo titolo in fase di sviluppo dalla nota software house americana Blizzard, attualmente nella cosiddetta fase di alfa tecnica. Appartiene allo specifico genere MOBA (una frenetica arena di battaglie a squadre online), in cui si affrontano sulla medesima mappa 10 giocatori, divisi rispettivamente in due differenti squadre da 5.
Ringraziamo NVIDIA Italia per averci inviato il notebook in modo che potessimo svolgere al meglio e in maniera davvero approfondita questo testing ufficiale.
27 è il numero dei diversi personaggi attualmente disponibili, tutti presi rispettivamente dalle ambientazioni di Diablo, StarCraft e World of Warcraft.
Che si caratterizzano in 4 ruoli differenti: Assassino, Guerriero, Supporto e Specialista.
I campi di battaglia sono 4: Dragon Shire (Contea del Drago), Cursed Hollow (Anfratto Maledetto), Blackheart’s Bay (Baia di Cuornero), Haunted Mines (Miniere Infestate).
Il display è un Full HD di 15.6 pollici, 1920×1080 pixel, con retroilluminazione LED, anti-glare. Supporto garantito per il sistema di visualizzazione Matrix, permettendo il collegamento simultaneo del notebook a due schermi esterni utilizzando le connessioni HDMI 1.4 e VGA.
Il processore è un quad-core di 4a generazione Intel i7-4700HQ (che può raggiungere i 3.40 GHz con tecnologia Intel Turbo Boost).
La memoria conta su 16 GB RAM di tipo DDR3 (L).
La grafica è supportata da una NVIDIA GeForce GTX 860M con 2GB RAM di memoria video dedicata di tipo GDDR5.
La memoria d’archiviazione conta su 256 GB SSD (Super Raid) + 1 TB da 7200 rpm.
Il drive ottico è un masterizzatore DVD Super-Multi.
La connettività wireless supporta gli standard Bluetooth 4.0 e Wi-Fi 802.11 b/g/ n/ac.
Obiettivi del Testing Nvidia
La verifica di piena compatibilità con la versione alfa del gioco prima della sua pubblicazione e con i suoi vari aggiornamenti.
La verifica di stabilità della specifica configurazione hardware utilizzata al massimo delle opzioni video consentite.
La verifica di piena funzionalità con le meccaniche del gameplay.
Obiettivi dell’Alfa Testing “Heroes of the Storm”
L’alfa testing di Heroes of the Storm consiste in una delicata serie di fasi di collaudo della versione non definitiva del gioco prima della sua pubblicazione, che si pone svariati obiettivi:
– L’individuazione di bug (difetti del software) con apposite segnalazioni sui forum ufficiali da parte degli stessi utenti non professionisti, invitati a partecipare alla fase di test generalmente con un estrazione randomica, attivando l’opzione del profilo beta tramite applicazione sulla pagina di gestione dell’account Battle.net .
– La rifinitura e il perfezionamento costante delle stesse meccaniche di gioco svolto direttamente dal dipartimento di sviluppo dei tester professionisti interni all’azienda sotto la supervisione dei produttori.
– La verifica di compatibilità con un’ampia fascia di differenti configurazioni hardware.
– La simulazione di stabilità dei server e del gioco con il rilascio graduale di ondate di inviti; probabilmente vedremo in futuro appositi stress test aperti a tutti per un limitato lasso di tempo.
La Patch Alfa, versione 30829
Da meno di 2 giorni è stato rilasciato l’ultimo aggiornamento del client, versione 30829 (disponibile solo in inglese).
Novità principale l’introduzione del nuovo personaggio eroico “Zagara” direttamente dall’ambientazione di StarCraft II – Heart of the Swarm.
Inoltre sono state rinnovate completamente le interfacce grafiche dei talenti (visibili live ai livelli: 1 – 4 – 7 – 10 – 13 – 16 – 20) e delle statistiche dei combattimenti di ciascun giocatore (amico o nemico).
Impostazioni delle Opzioni Video
Il gioco presenta una caratteristica visuale isometrica (con possibilità di effettuare uno zoom) su grafica 3D che in queste ultime settimane abbiamo avuto modo di testare su diverse risoluzioni, settabili dal pannello delle opzioni video interno al gioco inclusi altri specifici parametri grafici:
Queste in definitiva sono risultate essere le impostazioni ottimali per garantire 60 FPS stabili, eccetto alcuni casi di combattimento frenetico 5 contro 5, in cui il frame rate calava all’incirca di 10, in particolar modo con l’ultima versione disponibile dell’alfa che a sorpresa ha rifinito incredibilmente la grafica già ottima, anche se ha reso il tutto certamente più pesante da far girare in maniera fluida.
Nvidia ShadowPlay su GeForce GTX 860M
Utilizzando l’apposita feature ufficiale ShadowPlay di Nvidia, tramite GeForce Experience, abbiamo registrato con piacere un paio di video del gioco a qualità “ridotta” (per modo di dire, visto che 5 minuti corrispondono a 563 MB).
Visualizzazione dell’interfaccia del menu e skin dei vari eroi giocanti.
Gameplay di gioco con Zagara.
Le temperature e le risorse necessarie dei processi in uso
Durante il testing del videogioco la temperatura media dei quattro core della CPU in Full HD è risultata di 66°C, mentre la GPU ha registrato una temperatura media di 58°C.
Mentre quelle massime sono state rispettivamente per la CPU di ben 98°C e di 93°C per la GPU.
E nonostante simili picchi, il notebook non ha mai dato segni di eccessivo sforzo (anche se l’uscita di aerazione laterale sinistra emetteva bell’aria calda) o un particolare surriscaldamento della cover esterna.
Allo stesso tempo abbiamo svolto un test parallelo, utilizzando un’apposita base di raffreddamento Cooler Master, registrando delle temperature più basse di circa 8°C.
In tutto questo siamo arrivati ad utilizzare fino al 55% della RAM, tenendo circa 45 schede aperte su Chrome più altri piccoli programmini gestionali, e nello specifico Heroes of the Storm arrivava ad occupare circa 1.9 GB dell’intero banco di memoria (16 GB).
Conclusioni e giudizi sul gameplay
Heroes of the Storm a1920×1080, in 16:9 a tutto schermo, è risultato graficamente molto bello, curato e ricco di dettagli che faranno la gioia degli appassionati, anche se non abbiamo potuto spremere al massimo le impostazioni; per farlo sarà necessario avere a disposizione una scheda video Nvidia decisamente più potente, ma comunque sia questo gioco strategico di squadre online è risultato fluido e piacevole, con l’accortezza di non settare eccessivamente le impostazioni video.
Il gameplay è risultato sempre divertente, talmente curato che sorprende davvero sia un titolo del tutto gratuito (facendo finta che non sia un “MOBA”), escludendo naturalmente tutti quei contenuti estetici, come skin e cavalcature che saranno venduti a soldi veri nelle varie regioni di gioco.
Non ci siamo mai annoiati nonostante abbiamo ripetuto un’infinità di volte le varie mappe, la componente “umana” del PvP decisamente non stanca mai. 😀
Abbiamo gradito senz’altro l’esperienza condivisa del gruppo (in cui è fondamentale lavorare di squadra), l’assenza di oggetti indossabili (per quello c’è Diablo III), la ricca personalizzazione nella scelta dei talenti e la possibilità di giocare anche partite brevi di 8/10 minuti se supportati da un gruppo di amici affiatato ed allenato.
L’impressione è che il gioco riesca ad andare ben oltre l’abbattimento delle semplici Torri avversarie in attacco o la difesa di quest’ultime. Da un lato gli accampamenti dei mercenari presentano una buona varietà tra Giganti d’Assedio, Cavalieri e Boss; dall’altro la varietà degli obiettivi e delle cose da fare nelle diverse mappe non deludono di certo.
In definitiva possiamo affermarvi che il gioco presenta un appeal unico per quel background e prestigio che contraddistingue da tanti anni i singoli eroi (eccetto ovviamente l’inedito personaggio Murky) dei tre franchise più importanti della storia Blizzard, ritrovandosi per la prima volta tutti insieme sullo stesso gioco. Semplicemente magnifico.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Nathan Gangihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNathan Gangi2014-06-27 16:07:422014-06-27 16:07:42Impressioni e giudizi sull'Alfa del videogioco "HEROES OF THE STORM", testata ufficialmente per Nvidia
Ormai manca poco a La Battaglia delle Idee, il mega-evento targato Ninja Marketing che ti permetterà di proporre la tua idea e vincere i premi giusti per realizzarla!
Hai presente le sfide tra rapper in cui gli sfidanti si scontrano a colpi di rime? Durante La Battaglia delle Idee è così che si scontreranno le startup in gara: un confronto/scontro diretto fra le idee.
Un’idea contro un’altra, cronometrate in tempi decrescenti fino alla vittoria, mentre un vero dj hip-hop scandisce il ritmo della sfida e la mitica Kris Grove fa da maestra di cerimonia.
1: Presentazione delle idee
Nella prima fase ognuno dei partecipanti ha tre minuti a disposizione per esporre la propria idea. Ogni speaker potrà scegliere di presentare la propria idea come preferisce, proiettando delle slide su uno schermo, oppure in modi creativi (utilizzando dei video, delle scenografie, mimando scene o presentando plastici, disegnando l’idea) purché rispetti i tempi previsti.
2: Scontro diretto
Una volta presentate tutte le idee in gara lo staff Ninja comporrà i confronti diretti cercando di associare idee simili o paragonabili in qualche modo. I concorrenti, che si affrontano a coppie, hanno pochi secondi a testa per convincere la platea costituita da pubblico e giuria della bontà della loro idea. Si passa quindi alla votazione.
Le fasi successive si ripetono con la stessa modalità ma con sempre meno tempo a disposizione per ogni speaker. Round dopo round, le idee migliori superano i vari livelli del torneo fino allo scontro finale.
I vincitori.
Alla fine degli scontri emergeranno due idee vincitrici, una scelta dal pubblico e una dalla giuria tecnica, che saranno premiate con i premi messi in palio da Ninja Marketing e i nostri partner: un mese di coaching by 56Cube, corsi di Ninja Academy, consulenza in seeding e social media strategy by Viralbeat, consulenza in go to market strategy by Razorfish, un viaggio in Croazia per fare team building by SNAV, hosting web by OVH, libri di marketing by Dario Flaccovio Editore… e molto altro!
Iscrivi la tua idea alla #BattleSA!
Vuoi metterti in gioco e sfidare le altre startup a colpi di pitch? Visita La Battaglia delle Idee e compila il form a te riservato!
Preparati a due giorni di training, networking e duelli all’ultimo sangue! Consulta qui il programma completo. L’appuntamento è per il 5 e 6 Luglio al Teatro Ghirelli di Salerno!
E per raggiungerci, viaggia con Italo: chiamando il numero gratuito 060708 chiedi della promo Italo Ninja e prenota il tuo viaggio in treno con il 15% di sconto!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2014-06-27 15:00:162014-06-27 15:00:16La Battaglia delle Idee 2014: come funziona la sfida di pitch tra startup
Quello del Social Business è oggi un tema sempre più caldo, che interessa direttamente tutte le aree aziendali (marketing, gestione delle risorse umane, R&D per citare qualche esempio) e spinge le aziende di qualunque tipologia e dimensione a ripensare ai tradizionali processi organizzativi interni e di interazione con i differenti network di stakeholder di riferimento.
Un topic di grande interesse dunque, che da una prospettiva complementare merita di essere approfondito nei significati e nelle sue diverse declinazioni. Cosa si intende oggi per Social Business e Social Business Transformation, e in che modo questa nuova prospettiva permette di generare valore nel business? Per chiarirci le idee sul tema abbiamo coinvolto Mauro Lupi, Partner di OpenKnowledge e Speaker al Social Business Forum 2014, l’evento internazionale che si terrà l’1 e 2 Luglio al Marriott Hotel di Milanodi cui vi abbiamo parlato di recente.
E’ nata un’intervista ricca di spunti, che permette sicuramente di chiarire molte idee a proposito dell’argomento. Curiosi? Non vi resta che leggerla! 😉
Buongiorno Mauro, grazie per questa intervista. Iniziamo con una definizione: cosa si intende per ‘Social Business’?
Buongiorno a tutti! Social Business è l’impianto strategico con il quale le aziende impostano un nuovo modo di posizionarsi sul mercato, in cui cambia il sistema di relazione con il mondo esterno e che coinvolge l’intera organizzazione. È ormai noto il deciso mutamento negli equilibri tra aziende e consumatore: quest’ultimo è “social”, non solo nelle relazioni tra i suoi pari ma anche verso le imprese. Ciò costringe ogni organizzazione a sviluppare un approccio al mercato di tipo bidirezionale e collaborativo, modalità che intaccano l’intero modo di fare business.
In cosa si differenzia il Social Business rispetto ad altri termini come ‘Social Media’ e ‘Digital Transformation’?
Sono termini attinenti ma diversi; in sintesi, possiamo dire che Social Business è l’impianto strategico complessivo che definisce il nuovo modo di fare impresa, la Digital Transformation è il framework di riferimenti contententi tutti i cambiamenti che le organizzazioni devono effettuare per via del digital; infine, i Social Media sono l’ambito specifico che identifica determinati canali online. Ed è con questo ordine che i tre concetti vanno considerati, mentre purtroppo le aziende partono spesso dall’approntamento di iniziative tattiche sui canali senza aver impostato prima le basi strategiche complessive.
In che modo il Social Business può creare valore per le imprese? Esistono a tuo parere realtà aziendali che più di altre possono trarne maggiore profitto?
Il valore principale di progetto di Social Business è quello di non perdere il treno della relazione con le persone, siano clienti, partner o collaboratori. Occorre superare l’obiettivo primario tipico delle aziende, concentrato su un funnel di vendita lineare dove le persone sono ‘spinte’ ad acquistare con compagne e iniziative di comunicazioni autoreferenziali. I consumatori sono stufi di questo approccio, ma a differenza di quanto accadeva fino a qualche anno fa hanno oggi maggiore potere di scelta, maggiori informazioni, maggior controllo nell’indirizzare l’offerta.
Non penso ci siano industry o strutture di aziende nelle quali il Social Business funziona di più. Semmai possono risultare differenti gli obiettivi prioritari e le modalità di implementazione, ad esempio tra organizzazioni di tipo B2B da quelle B2C. Indubbiamente, a beneficiare maggiormente di un orientamento al Social Business sono quelle realtà capaci di mettere davvero al centro dell’attenzione i loro clienti e quelle che valorizzano gli aspetti collaborativi (sia interni che esterni) nel fare business.
Ci sono sotto-aree tematiche del paradigma del Social Business che stanno oggi interessando maggiormente le aziende?
In termini di interesse è probabilmente il Content Marketing l’area in maggior fermento, se non altro perché codificata già da qualche anno. Ma anche perché la “guerra dell’attenzione” che si trovano a combattere le aziende di ogni tipo le costringe a trovare soluzioni alternative per raggiungere le persone e mantenere attiva e profittevole la relazione, possibilmente spendendo meno in advertising.
Comunque, i territori che innescano iniziative orientate al Social Business sono più di uno. E ovviamente i social media diventano la cartina tornasole all’interno delle organizzazione per misurare il livello di maturità raggiunto rispetto al Social Business.
Molto stimolante è anche il tema dei progetti di innovazione collaborativa (crowdsourging, idea management) i quali, se ben organizzati, testimoniano l’innata disponibilità a collaborare degli individui opportunamente ingaggiati.
3 consigli finali alle realtà organizzative che vogliono aprirsi al Social Business ma che non hanno ancora chiaro come.
Verificare di conoscere davvero i proprio clienti (smettendola di considerarli “target”). Non solo “chi sono”, ma individuare interessi e passioni così come i bisogni e le criticità, anche non strettamente legate al business dell’azienda. Attraverso queste informazioni si riesce a viluppare una strategia di posizionamento che incroci le persone per quello che sono davvero e non come “elemento da colpire”.
Imbastire logiche collaborative interne, per migliorare l’efficienza e – soprattutto – stimolare e motivare tutti i collaboratori.
Individuare le piattaforme tecnologiche in grado di abilitare in maniera produttiva nuovi processi di collaborazione, marketing, relazione, misurazione.
Un grazie a Mauro Lupi: Ninja, voi siete tutti pronti per la Social Business Transformation? Knowledge for Change! 😉
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Alberto Maestrihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAlberto Maestri2014-06-27 12:30:092014-06-27 12:30:09Mauro Lupi: ecco come il Social Business genera valore per le aziende [INTERVISTA]
Movimenti goffi e cadute, si sa, suscitano sempre simpatia. Il fotografato Sandro Giordano ha dedicato a questo tema una raccolta di immagini nelle quali i protagonisti sembrano essere crollati rovinosamente in mezzo a oggetti feticcio che li caratterizzano e definiscono la loro personalità.
L’obiettivo della serie In Extremis (bodies with no regret) non è solo strappare una risata a coloro che le vedono, dietro queste immagini c’è una critica al materialismo che proprio gli oggetti sparpagliati nelle foto in un ordine solo all’apparenza casuale rappresentano.
Ecco le più belle immagini della serie, selezionate da Boredpanda.com
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kumikohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKumiko2014-06-27 11:50:382014-06-27 11:50:38In Extremis, divertenti scatti di persone cadute rovinosamente tra i propri oggetti
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