Questa settimana è davvero segnata da un evento epocale: l’ingresso di Giove in Leone! Il regale segno di fuoco ne trarrà una spinta prodigiosa e svolte importantissime di vita, così come ne gioveranno in termini soprattutto finanziari e lavorativi Ariete, Sagittario, Gemelli e Bilancia. Momento di grande e proficua riflessione per Toro e Acquario, che dovrebbero decidersi a fare il grande passo, mentre forte il bisogno di coccole e comprensione emotiva per Scorpione, Cancro e Pesci. Vergine e Capricorno in fase di grande spinta lavorativa!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00zodiakkuhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngzodiakku2014-07-17 08:00:562014-07-17 08:00:56Ninja social oroscopo dal 17 al 23 Luglio
Qualche mese fa ci lasciava Marco Zamperini, noto ai più come Funky Professor.
Non è facile raccontare chi fosse, non è facile descrivere in parole il cuore e il cervello, la leggerezza e l’allegria di Marco.
Su Chefuturo.it, il portale nato da un’idea sua e di Riccardo Luna, si descriveva così:
“Sono un Technology evangelist e non smetto mai di raccontare al mondo perché le aziende e le persone devono credere nella forza della Rete. Dopo un passato da surfer mi sono dedicato alle ICT, lavorando spalla a spalla con I.NET, il primo internet service provider italiano. Oggi sono Chief Innovation Officer presso NTT DATA ITALIA. Se Internet ha preso piede in Italia è anche un po’ colpa mia”.
Forse proprio quest’ultimo inciso rappresenta quanto più gli dobbiamo. Se oggi navighiamo sul web, controlliamo la posta, scriviamo agli amici, leggiamo quest’articolo, certamente lo si deve anche a Marco Zamperini per la sua incessante e “visionaria” attività.
L’eredità del Funky Professor
I suoi insegnamenti però sono ancora vivi ed un’eredità come la sua merita di essere portata avanti. E da oggi, tutti i giovani talentuosi potranno farlo attraverso il Funky Prize. Il concorso nasce per incentivare coloro che desiderano proseguirne l’opera di promotore e divulgatore dell’innovazione attraverso la rete Internet, ispirandosi agli insegnamenti ed ai valori portati avanti dal Funky Professor.
Ognuno potrà dare il suo contributo diffondendo l’iniziativa sui media, con la propria organizzazione o attraverso i social, candidandosi personalmente o segnalando un candidato meritevole.
Saranno premiate da una giuria quelle persone che, con la loro attività, promuovono l’innovazione attraverso la rete Internet, tenendo in considerazione la relazione delle attività con le tematiche dello sviluppo maturo e consapevole della Rete Internet in Italia.
Le candidature sono aperte sul Funkyprize.org fino al 31 Luglio 2014 e il vincitore del concorso si aggiudicherà un premio in denaro di 15.000 Euro.
Quando Marco ha compiuto 50 anni, non è riuscito a festeggiare come avrebbe voluto, ripromettendosi di farlo meglio l’anno successivo. E’ arrivato il momento di ricordarlo e renderlo felice con un brindisi.
Per questo il il 22 luglio alle 19:00, con la collaborazione di Dino Lupelli ci sarà una bella festa all’Elita Bar di Milano, in via Corsico (zona navigli) a cui siete tutti invitati!
“Mi piace pensare di aver fatto un sacco di cose e di aver vissuto il cambiamento. Ma, oggi, io vivo nella consapevolezza che il cambiamento continua. La Rete e le tecnologie digitali generano infinite opportunità. Internet è per tutti.”
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Eugenio Pezonehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngEugenio Pezone2014-07-16 10:30:092014-07-16 10:30:09Ancora pochi giorni per inviare la propria candidatura al Funky Prize, il premio per promotori e divulgatori dell’innovazione in Italia
Nell’osservazione degli scenari che si stanno sviluppando negli ultimi mesi, a partire dai social network per arrivare ai nuovi device, abbiamo imparato a comprendere come il legame fra comunicazione, canali e approcci al contenuto sia sempre più sinergico e frutto di un equilibrio cui non si può discernere.
Il 2014 sarà l’anno che segnerà definitivamente il sorpasso del mobile sul web tradizionale, e in cui saranno introdotti i primi device per “vestire” il web, ipotizzando un approdo o l’affermazione a livello globale di strumenti come l’iWatch, il Samsung Gear e i Google Glass: grandi rivoluzioni che però lasciano trapelare una problematica più arcaica e profonda, che per forze di cose dovrà essere in qualche modo affrontata. Da chi si occupa di marketing, da chi fa comunicazione, e anche da chi i media li studia, per passione o per provare ad anticipare le prossime tendenze, comprendendo i processi evolutivi che ad essi si legano.
Partiamo da una domanda, fondamentale, per cominciare questo piccolo grande viaggio. Com’è considerato il Tempo che scorre su Internet, e in particolare sui social network?
Certo, un quesito del genere non suona originale e neanche così furbo: eppure, mai domanda è da considerarsi più attuale, se collegata a una serie di problematiche che s’intersecano con l’attività quotidiana di social media marketing e obiettivi da raggiungere.
Il tempo dei social network
La nostra Nunzia Falco Simeone, nelle settimane scorse, ha realizzato un ottimo post dal titolo Italia-Uruguay: le reazioni in real time dei brand che ben descrive lo scenario in cui, ormai, siamo abituati a vivere. In particolare, l’articolo ha analizzato il caso di Italia-Uruguay, match valido per il Mondiale di calcio: le reazioni in real time hanno coinvolto anche alcuni brand, i quali, per commentare il risultato della partita giocata dagli azzurri e il caso del morso dato da Suarez a Chiellini, hanno condiviso alcuni contenuti molto interessanti su diversi canali social.
Sono ormai lontani i tempi in cui ci stupivamo della spontanea generazione di content-flow su Twitter o su Facebook, in grado di polarizzare l’attenzione dell’audience dei vari ambienti digitali (un esempio efficace: I social media raccontano il terremoto in Giappone, nel 2011). Dal caso Oreo in avanti (che potete riscoprire nel post Super Bowl 2014: quest’anno il “Momento Oreo” lo conquista JCPenney) il saper “prendere l’onda” delle conversazioni, alla base del Real Time Marketing è stato uno dei principali indicatori di qualità dell’attività di social media management.
Certo, non tutti i risultati sono stati eccellenti: è il caso di un post apparso sulla brand page di Serie A TIM, che come ci segnala Social Media Epic Fail è stato rimosso poco dopo esser stato condiviso:
Come in quest’esempio, si possono trovare molti esempi differenti di critiche mosse al piano editoriale adottato da un’azienda per presidiare uno specifico social network: contenuti proposti forse per la fretta di approfittare del buzz o dei temi più attuali, che risultano fuori luogo e offensivi, e che incarnano la propria debolezza proprio nella scarsa attenzione al momento del loro sviluppo.
Casi che, appunto, possiamo trovare più sui social network che sul resto degli ambienti digitali: proprio perchè nel mondo dei social network il tempo si restringe, essendo strettamente correlato alla necessità di emergere e distinguersi, non solo nella produzione, ma anche nella condivisione dei contenuti.
Più contenuti, meno tempo: proprio perché più un wall generale si riempie di post, foto, video, link, più il tempo scorre veloce, lasciando poco spazio all’approfondimento. Questo influisce anche sulla capacità di mantenere la concentrazione sugli utenti, ovviamente.
Fateci caso: da quando siete assidui di Twitter, quante volte in più avete switchato avanti un brano musicale sul vostro ipod, senza aspettarne la fine? E quanta fatica fate in più rispetto all’era pre – social network a completare la lettura di un testo lungo?
Avevamo già parlato della saturazione del contenuto nel post Social network e contenuto: verso la saturazione?: un fenomeno che si può considerare più vivo che mai, almeno stando a quante cose ogni minuto capitano sul web:
Riprendendo la tesi di Robin Sloan riproposta anche lo scorso anno da Luca Conti, che distingue i contenuti fra Stock e Flusso, possiamo ipotizzare come, attraverso i media, si crei un legame fra il tempo percepito e il tempo reale: un integrazione che fa “restringere”, di fatto, il tempo stesso, vincolandolo come detto prima alla fruizione dei contenuti.
Se io ho un’ampia disponibilità di contenuto, infatti, sarò necessariamente vincolato al dover scegliere in base non solo alla qualità, ma a carattere dirompente che esso può assumere, oltre che alla tempistica con cui mi viene proposto.
E’ il caso, ad esempio, dei meme o del post di Serie A Tim, che cerca di sfruttare le caratteristiche del Real Time Marketing unendole all’empatia collegata alla tematica trattata (nel caso specifico, la guerra in Medio Oriente e l’immagine del bambino amante del calcio).
Un approccio che va a intersecare la narrazione del brand, influenzando l’attività di content creation e, conseguentemente, l’applicazione della metodologia dello Storytelling.
Negli ultimi anni, assuefatti da tempi sempre più brevi per sfruttare l’ampia offerta di contenuto, abbiamo imparato non solo ad accellerare la fruizione, ma anche ad “accorciare” il contenuto stesso: ne è un esempio Vine (di cui Francesco Turturiello ha parlato molto bene nel post 6 esempi di content marketing con Vine, citando alcuni esempi particolarmente interessanti) che non solo ha dato un imput preciso alle aziende, vincolando la fase di content creation a paramentri particolarmente stringenti (i sei secondi, il loop), ma ha anche spinto gli utenti ad apprendere strumenti particolarmente raffinati, come ad esempio il montaggio che li hanno resi, talvolta, più capaci delle aziende stesse alla gestione degli strumenti (per conferme, fate un giro ad esempio sul profilo di Dwarf Mamba: successioni di scene che unite offrono una micronarrazione compiuta e dotata di senso, frutto di un trattamento a tutti gli effetti affine a quello cinematografico).
Più il contenuto è snello ed efficace, più può esser di successo sui social network. Certo: oltre alla sua leggerezza, deve anche piacere. Ed è qui che subentra il talento, la creatività, la capacità di differenziarsi: chi sa creare il miglior prodotto sapendo anche imprimersi in pochi attimi nella mente, raggiunge l’obiettivo. Chi riesce anche a giustificare una condivisione, vince.
Il tempo sul web è sempre più compatto, e per questo è necessario spaziare su meccanismi altrettanto veloci ed immediati, senza però perdere la ricerca dell’autenticità che solo una buona narrazione può garantire. Un aspetto che sembra diventare decisivo se l’approccio viene spostato sui device mobile, dove il passaggio fra online e offline è di fatto quasi annullato a favore di un continuo immergersi nella realtà digitale. Sembrerebbe, apparentemente, il trionfo dei contenuti Flusso a discapito della profondità insita nei contenuti Stock. Eppure…
Elogio della lentezza: la trasformazione dei social network?
IlPost.it ha pubblicato un interessante articolo in cui si parla di un nuovo format che dalla Norvegia sta per esser esporato anche in USA. Sostanzialmente, si tratta di veri e propri documentari in piano sequenza, di durata particolarmente lunga e senza un reale intreccio narrativo. Sostanzialmente, delle sorte di riprese apparentemente monotone e senza un fondamento autentico.
Altro esempio: la realizzazione di un video della durata di 720 ore, ad opera dell’artista Anders Weberg, il cui trailer è lungo (solo) 72 minuti.
Dalla video arte alla televisione, torna insomma in auge una ricerca (anche di buon successo, visto l’audience scandinava ai filmati sopra citati) all’osservazione, al tempo naturale, alla profondità dell’esperienza umana spinta all’eccesso (ossia, a una narrazione pura, senza artifici di nessun genere, ma appunto semplice simulazione).
I media coinvolti in questa “riconversione alla naturalità del tempo” sono per ora quelli analogici: una ricerca che però può andare a influire anche sulla necessità di vivere i social network con tempi più maturi, magari scollegando la necessità di “fruire tutti i contenuti possibili” al “fruire tutti i contenuti migliori, prendendo il tempo che serve”.
Pensateci: cosa capiterebbe se al continuo flow di post sul vostro social network preferito, venisse contrapposta una ricerca meno affannosa di nuove risorse da fruire? I social network rallenterebbero la loro corsa, i contenuti flow pian piano si riconvertirebbero a contenuti stock, acquisendone in valore. E il tempo “reale” si riavvicinerebbe al tempo “digitale”, così da rendere più simile per “format” l’esperienza umana alla narrazione di brand.
Certo: il processo appare lungo e articolato, e per ora applicabile solo in linea teorica. Una riconversione dei social network allo stadio primordiale del web 2.0 sembra impossibile, considerando la necessità di condividere ogni risorsa con la propria rete sociale prima di tutti: eppure, è inequivocabile il segnale che il pubblico sta lanciando in questi anni, considerando ad esempio l’affermarsi di format come quelli basati sulla serialità, in cui la lunghezza della narrazione si dispiega in maniera virtuosa su tempi ragionevolmente dilatati.
La rivoluzione del mobile porterà alla necessità di elaborare storie sempre più profilate, snelle e basate sui concetti di crossmedialità e transmedialità: certo è che, consci dell’evoluzione portatile, sarà necessario riflettere su come applicare lo Storytelling alle attività di content creation. Perché se continuerà ad emergere la necessità di “rallentare” i tempi del social network, allora diventa evidente come il modello attualmente in auge, se non sarà in grado di rigenerarsi, sarà altresì destinato a implodere su sè stesso.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Francesco Gavatortahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFrancesco Gavatorta2014-07-16 10:20:332014-07-16 10:20:33Social Network e fruizione del contenuto: come cambia il tempo della narrazione?
Belle idee tech italiane? Potremmo rispondere come Frederick in Frankenstein Junior: “si può fare!”. Nonostante la crisi infinita, nonostante le nostre aziende più importanti finiscano inglobate da multinazionali estere, la nostra creatività e il nostro ingegno restano sempre vivi.
Oggi parliamo di tre casi di progettazione italiana di alto livello: Stonex STX, Flap e iShirtech.
STONEX STX
Stonex, azienda specializzata in strumenti di precisione, da qualche anno si è lanciata nel settore degli smartphone. La società con base a Monza ha lanciato alcuni smartphone interessanti, fra cui Stonex STX Ultra, recensito dal ninja Francesco Piccolo lo scorso dicembre: design ricercato, sottile, buon hardware, ottima fotocamera, schermo grande (5 pollici), l’STX Ultra si presenta come un buon compromesso tra qualità e prezzo.
Attualmente lo smartphone dual-sim è online ad un prezzo molto competitivo: 219 euro.
Di recente Stonex ha lanciato anche STX EVO, caratterizzato dal processore Six Core da 1,5 Ghz e dalla fotocamera da 8Mpx con sistema BSI (Backside Illumination).
iShirtech
iShirtech è una linea innovativa di camicie e t-shirt studiata per far dimenticare il peso e le dimensioni del proprio iPhone o del proprio smartphone. Per custodirlo in modo invisibile, preservarlo dalle cadute. E per proteggere dalle onde elettromagnetiche la salute di chi porta il cellulare sempre con sé.
iShirtech è una linea d’abbigliamento ideata da Daniele Cappello Riguzzi ed Emanuele Falabella e firmata dalla casa di moda italiana Anna Marchetta.
I capi di questa linea sono caratterizzati dalla presenza di una tasca ad hoc per custodire lo smartphone, con uno speciale tessuto costituito da nanofilamenti schermanti, per proteggere dalle onde elettromagnetiche. E il bello è che lo smartphone scompare all’interno della tasca, senza che l’aspetto esterno venga in qualche modo modificato.
Non dimentichiamo, infine, l’alta qualità sartoriale dei capi, realizzati in Italia. Se volete saperne di più, questo il nostro articolo su Ninja Marketing.
FLAP
Flap è una custodia in alluminio anodizzato per ultrabook e tablet ideata da Harrier Project & Design, start up degli architetti Simona Francolini e Juri Boschetti specializzata in arredi e accessori made in Italy.
La custodia è comoda, curata, imbottita, rifinita. I fianchi e la chiusura superiore sono in pelle (di produzione italiana), le finiture sono in nichel e viti in acciaio inox.
Controllare di nascosto il cellulare, seguire il partner al lavoro, chiedere aiuto ad un investigatore: di cosa non sono capaci gli innamorati troppo gelosi! Non ci soffermiamo sul concetto di gelosia né cercheremo di giudicarla: lasciamo a voi le discussioni a riguardo.
Oggi invece vi indichiamo un’app singolare che è dedicata appunto alle coppie più gelose: mCouple. Se un tempo bisognava stare attenti a non farsi rubare il telefono dal partner, ora l’app diventa un’arma potentissima in mano a fidanzati e fidanzate gelose.
mCouple: mobile tracker per partner!
Nata da pochissimo tempo, è l’app per eliminare, parere personale, fino all’ultima briciola di privacy presente in una relazione. Permette ai partner dispiaregli sms, le chat di Facebook, la posizione sul GPS, le ultime chiamate effettuate e la rubrica dei loro compagni. E tutto ciò col loro permesso!
Entrambi i partner devono infatti accettare di installarla sul proprio telefono. L’applicazione crea un ID per ogni telefono e successivamente permette ad ogni utente di rintracciarsi reciprocamente. Non solo: questo avviene in tempo reale, quindi non c’è neanche bisogno di attendere per sapere cosa stia facendo il partner in quel preciso momento.
C’è un altro aspetto davvero inquietante di questa app: è stata creata per non apparire nella lista applicazioni, quindi è possibile acquistare uno smartphone ed installarci l’app, per poi regalarlo al vostro partner sperando che non riesca a scovarla!
Riportiamo per onor di cronaca un commento pescato dal DailymailGoogle Play Store sull’app:
Funziona davvero. Grazie a questa applicazione io sono single in questo momento, perché ho trovato la mia ex fidanzata che mi stava tradendo. Fa male, ma devo davvero ringraziarvi perché ho scoperto la verità. Tra l’altro era stata lei quella che aveva deciso che la dovevamo scaricare.
Proprio per questo mCouple diventa un’arma a doppio taglio, poiché potrete controllare la partner o il vostro partner in maniera scrupolosa, ma allo stesso tempo lei/lui potrà controllare voi!
Dopo i telefoni con doppia sim, dopo quelli con cartelle nascoste e finte rubriche telefoniche, dopo tantissimi altri escamotages per non farsi cogliere con le mani nel sacco, l’app mCouple diventa un ulteriore problema per i traditori… specie quelli seriali!
L’app è in free download: in ogni caso, prima di farvi convincere ad installarla, riflettete sul fatto che non potrete mai più eliminarla se non volete passare per chi ha qualcosa da nascondere!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Karasauhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKarasau2014-07-15 18:54:302014-07-15 18:54:30App of the Week: mCouple, l'app per scoprire i tradimenti del partner!
Il turista di oggi è sempre più esigente: abile nel confrontare diverse proposte, spesso in grado di valutare quella per lui più conveniente. Nel Marketing Turistico vincerà chi saprà lavorare sugli immaginari, gli stili di vita, sui simboli, trasformando i “pacchetti preconfezionati” in esperienze totali, pregne di significato e di un impatto emotivo profondo per le persone.
Corso Online in Marketing Turistico [Ottobre 2014]
Il Corso in Marketing Turistico ha l’obiettivo di fornire ai partecipanti gli strumenti teorici e applicativi del Tourist Experience Design®, che consentono la definizione strategica e la progettazione strutturata, attraverso metodi creativi e attività narrative, di esperienze uniche per i turisti. Il corso è arricchito da esempi e casi di studio con i quali acquisire nella pratica i concetti illustrati.
▨ Come progettare esperienze di viaggio davvero significative?
▨ Con quali elementi soddisfare le esigenze del turista di oggi e domani?
▨ In che modo integrare il digitale e i social network in ambito turistico?
▨ Quali sono le competenze dell’Experience Designer?
▨ Come sfruttare appieno lo storytelling nel turismo?
Principi di Tourist Experience Design, con Andrea Rossi:
• Contest turistico e Tourist Experience Design
• La segmentazione innovativa
• La creazione di concept esperienziali
• Esempi di concept esperienziali
• Tourism Design Thinking
• I Social Media e il Turista 2.0
Lo Storytelling Esperienziale Turistico, con Maurizio Goetz:
• Gli elementi dello storytelling esperienziale
• Lo Storytelling esperienziale per il settore turistico
• Digital Storytelling: integrare offline e online
• Elementi di progettazione della narrazione esperienziale turistica
• Strategie di memorabilità
Ninja Master | Andrea Rossi
Andrea Rossi Social Media & Marketing Manager
E’ docente di Tourist Experience Design® presso il Master in Tourism Management dell’Università IULM e docente di Attori e Relazioni della Filiera del Turismo presso la facoltà di Turismo, Eventi e Territorio dell’Università IULM. E’ Social Media & Marketing Manager di VisitElba, Gestione Associata del Turismo dell’Isola d’Elba e socio AISM, Associazione Italiana Marketing.
Ninja Master | Maurizio Goetz
Maurizio Goetz Destination Manager
E’ docente di Webmarketing all’Università di Milano Bicocca e Media e Turismo e Destination Management, all’Università IULM e di Tourist Experience Design al Master in Tourism Management dell’Università IULM. E’ attualmente Destination Manager dell’Isola d’Elba, membro del Comitato per l’Innovazione Tecnologica del Ministro del Turismo.
Vantaggi del Corso Online
✔ Puoi seguire i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
✔ Question Time in diretta per esporre dubbi e domande e interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
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Fino al 30 settembre: 249 €
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Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.
Knowledge for change. BE NINJA.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Silviahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngSilvia2014-07-15 16:00:252021-01-28 21:39:49Marketing Turistico: come progettare esperienze di viaggio?
È un problema comune per i professionisti delle agenzie di comunicazione, grafici, e web designer: ogni giorno milioni di creativi hanno bisogno di illustrare i loro progetti, presentazioni, pubblicazioni, brochure, e siti web.
Come si fa a scegliere l’immagine perfetta ?
Sicuramente l’immagine ideale è quella che riesce a catturare l’attenzione del pubblico che vogliamo attrarre, trasmettere le informazioni che vogliamo divulgare e sviluppare l’engagement per il brand di riferimento.
Ci sono almeno 3 criteri fondamentali che i designer prendono in considerazione nella scelta delle immagini:
credits Potbox.it
1. L’immagine è emozionante?
Qual’è il mood, il feeling alla base della nostra campagna? Che emozioni vogliamo trasmette al pubblico? L’immagine che stiamo scegliendo riesce a trasmetterla o rischia di lasciare indifferenti?
credits Potbox.it
2. L’immagine aggiunge nuove informazioni?
Oltre al puro impatto visivo, abbiamo bisogno di trasmettere visivamente delle informazioni che affidate invece ad un testo sarebbero meno esplicative? A volte è utile prendere in considerazione grafici, tabelle e infografiche che sanno esprimere al primo sguardo e in poco spazio informazioni che altrimenti sarebbero difficilmente trasferibili.
credits Potbox.it
3. L’immagine è unica e originale?
In un mondo in cui l’informazione è velocissima e frammentata, è essenziale per le campagne di successo evitare la banalità e ricorrere a delle immagini che siano uniche e originali.
Chiaramente tutto ciò significa che ogni volta che un designer inizia un lavoro ha davanti a sé una lunga serie di scelte da affrontare, navigando in archivi che contengono milioni fi immagini. Come dire addio a ricerche lunghe e complesse che portano via troppo tempo al lavoro creativo?
La registrazione permette l’attivazione della Light Box, per organizzare in modo veloce le selezioni di immagini, ed avere sempre tutto a portata di sguardo.
È possibile poi scaricare immagini a bassa risoluzione per Layout come anteprima, prive di watermark, per utilizzi temporanei (per un massimo di 30 giorni). Utile per fissare immediatamente le idee e stare al passo con l’immaginazione.
Grazie ai vari filtri, inoltre si possono impostare e poi memorizzare le preferenze per le ricerche, per velocizzare l’accesso ai contenuti preferiti e concentrarsi ogni volta focalizzando sul proprio campo d’interesse, senza perdite di tempo.
Infine per gli utenti registrati è ancora più facile e immediato l’accesso all’assistenza clienti, sempre disponibile per un servizio ancora più personalizzato via telefono e per e-mail.
A questo punto, non resta che mettersi comodi e dare forma alle proprie idee!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kikyohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKikyo2014-07-15 11:20:352014-07-15 11:20:35Come scegliere l'immagine perfetta per i progetti grafici
Impossibile non notarlo il Cristo Redentore che da Rio de Janeiro è stato scaricato a Napoli, a Piazza Dante, grazie alla tecnologia broadband di Fastweb.
L’imponente iniziativa è frutto della mente dei creativi di M&C Saatchi Milano. Il direttore creativo, Vincenzo Gasbarro, ci racconta i segreti della campagna ‘Downloaded with #Fastweb‘.
Ci racconti la genesi creativa della campagna?
Stiamo facendo con Fastweb un percorso di instant advertising. Già lo scorso anno abbiamo trasformato la stazione della metro di Milano Moscova in quella di Shibuya (Tokyo). Il concetto era “la tua linea è talmente tanto veloce che da Porta Garibaldi a Moscova ti ritrovi dall’altra parte del mondo“.
Avevamo dunque una sfida davanti a noi: creare un altro evento che riuscisse a rendere tangibile ciò che fa una compagnia telefonica broadband come Fastweb. Cosa significa 100 mega? E 200 mega? Quale modo migliore che far atterrare in città un evento mediatico importante, pesante proprio come 100 mega.
Abbiamo dunque preso uno degli eventi più attuali del mondo, i mondiali di calcio in Brasile, e uno dei sui simboli più importanti, il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, trasferendolo da una parte all’altra del pianeta attraverso una linea broadband davvero potente. Trasformando i megabyte in chili reali, sfruttando la potenza dell’immagine che è alla base di un’azienda come Fastweb.
Abbiamo dunque lanciato sul web un video in cui si vede la montagna del Corcovado senza il suo Cristo e l’abbiamo fatto riapparire a Napoli. La campagna è stata poi spinta dall’eliminazione del Brasile dai Mondiali e qualcuno ha veramente pensato per qualche secondo che qualcuno l’avesse tolto dal monte.
E’ stato un progetto molto complesso da un punto di vista produttivo. Abbiamo fatto costruire in due mesi una statua in poliuretano da un’impresa veneta leader nella produzione di giostre. La statua è alta 20 metri, solo 10 in meno dell’originale. Intanto abbiamo lanciato la campagna teaser online.
Inoltre abbiamo riscontrato parecchie difficoltà burocratiche. Le città candidate erano diverse: Roma, Napoli, Firenze, Venezia, Milano e Torino. A Napoli abbiamo trovato maggiore apertura ed inoltre il fatto che fosse una città più calda ha anche assicurato da subito un forte riscontro di pubblico.
A proposito di Napoli, hai qualche aneddoto divertente da raccontarci?
Mercoledì sera abbiamo messo in scena una piccola processione con il Cristo di Rio e la cosa divertente è che c’erano alcune anziane signore che si sono realmente accodate. Trovo difficile pensare che una cosa cosa del genere potesse accadere a Milano.
Poi un altro passante guardando la statua ha esclamato: “Questo è Rio de Gennaro“, battuta che abbiamo ripreso anche sulla nostra pagina Facebook.
Altri passanti hanno preso l’evento come un segno del destino: “Finalmente ora abbiamo qualcuno che ci protegge”. I napoletani hanno dunque confermato ancora una volta il proprio estro creativo.
Sui social il riscontro è stato un po’ particolare, c’è chi ha preso la palla al balzo per fare commenti negativi su Fastweb.
Come per tutte le aziende del settore telecomunicazione ci sono anche questi risvolti. Sui social media poi è raro che gli utenti scrivano cose belle – piuttosto per quello danno un like o uno share – mentre di solito i commenti sono negativi. Fastweb è un brand molto attivo sui social e gli utenti ricevono sempre una risposta volta a risolvere eventuali problemi legati al servizio offerto.
Mi sento di dire che un evento come questo è volto ad abbattere le barriere tra il brand ed i suoi clienti. Una campagna tradizionale con uno spot televisivo non è paragonabile in termini di apertura al dialogo. In eventi come questo di Instant Advertising, le persone diventano parte integrante della comunicazione pubblicitaria e solo un brand moderno può permetterselo.
La comunicazione è poi basata su una verità assolutamente oggettiva: il servizio broadband di Fastweb è il più veloce che c’è.
Il lancio dell’iniziativa in contemporanea all’umiliante sconfitta del Brasile è stata una fortunata o sfortunata coincidenza?
Non posso negare che è stata una coincidenza sicuramente fortunata. La copertura media che la campagna ha ottenuto a livello internazionale è stata spinta dalla sconfitta al mondiale, mentre a livello italiano non credo abbia influito.
Non per costringerti in schemi di alcun tipo, ma come definiresti questa campagna?Integrata, unconventional, ambient?
La nostra agenzia M&C Saatchi, fondata oramai 3 anni e mezzo fa, è nata con l’intento di dire qualcosa in questo mercato oramai fermo, pachidermico.
Il nostro messaggio è: ok, c’è la crisi, tutti si nascondono dietro questa cosa. Ma se io ho l’influenza e continuo ad uscire fuori a cena o sotto la pioggia di sicuro non mi passerà. Occore far qualcosa per curare l’influenza. Allo stesso modo occorre curare la crisi con la ricetta adatta: diamo ai clienti la possibilità di spendere i loro budget in maniera corretta ed efficace.
Se faccio un flight di pubblicità di 50 milioni di euro oppure faccio un evento come questo e ne spendo meno di 3 ottenendo lo stesso ritorno in termini di copertura sui media allora occorre ripensare la mia strategia.
Oggi bisognerebbe parlare di un nuovo modo di fare comunicazione: instant advertising o stunt advertising, fare pubblicità facendo credere alla gente che ci sia incappata casualmente. Ed è tutto molto legato alle PR che supportano la campagna e viceversa.
Mi piace definire la campagna anche “reality advertising“. mi piacerebbe partecipare ad un reality pubblicitario. Se c’è un linguaggio in grado di sfruttare il potere del reality, quello è la pubblicità. Nonostante sia contro la maggior parte dei reality televisivi, ritengo che la pubblicità dovrebbe impadronirsi del linguaggio del reality per divertire le persone che oramai sono stanche del solito linguaggio pubblicitario.
Cosa c’è nel futuro di M&C Saatchi? Magari un Lion?
Innanzitutto, la campagna ‘Downloaded with #Fastweb’ non finisce qui. Abbiamo in serbo un’altra sorpresa. Sono in arrivo anche altre campagne importanti, di cui non posso svelare nulla.
Un Lion? Perché no, non sarebbe la prima volta. Quest’anno abbiamo vinto un bronzo nella categoria ‘Promo And Activation’ per la campagna ‘Protect your #L1F3‘ ideata per Genertel.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2014-07-15 10:35:012014-07-15 10:35:01Downloaded with Fastweb: M&C Saatchi ci racconta il backstage della campagna [INTERVISTA]
Lo scorso marzo, la responsabile delle News di Twitter, Vivian Schiller, avrebbe rivelato alcune strategie future per il volatile più famoso del mondo che hanno lasciato sorpresi e basiti moltissimi utenti.
Durante un intervento al mediaXchange 2014 a Denver, la Schiller avrebbe – il condizionale è d’obbligo, visto la ritrattazione seguente – definito gli hashtag (#) poco chiari e lasciato intendere che potrebbero scomparire dal social insieme alle chiocciole (@) di interpellazione.
Ora, chi usa Twitter sa che questi sono proprio i due capisaldi su cui si basa il successo del social network, ed è immaginabile come questa dichiarazione abbia messo in moto una numerosa serie di tweet di richiesta di spiegazione e di lamentele.
Gli utenti sono stati chiamati a dire la propria su questa possibile innovazione e il responso è stato chiaro e non fraintendibile:
Tutto ciò accecava quattro mesi fa e da allora nulla è cambiato, ma ci permette oggi di riflettere sul senso dell’hashtag.
Prima di Twitter, il cancelletto per noi poteva significare giusto due cose:
– un piccolo cancello, spesso in esterno (specialmente nel nord Italia)
– il simbolino in basso a destra sulla tastiera del telefono di casa (dirimpettaio del ben più noto e simpatico asterisco)
Poi è arrivato l’uccellino cinguettante di Jack Dorsey & Co. e tutto è cambiato.
Una divertente e coloratissima infografia realizzata da Offerpop, riassume vita, crescita, espansione e miracoli di quello che è di certo il simbolo più famoso degli anni ’10.
L’hashtag ha le spalle larghe, ormai è evidente… Non che sia stato facile per lui, sia chiaro!
Twitter non consente un utilizzo immediato e ancora oggi moltissimi utenti aprono un profilo, iniziano a seguire centinaia di persone e rimangono a quota 1 tweet per anni (aspettando che venga loro in mente il tweet perfetto).
Ancora oggi si leggono post scritti da veri e propri analfabeti di Twitter:
– c’è chi mette il cancellato al termine delle parole
– chi lo mette al posto giusto, ma lascia uno spazio prima della parola
– chi lo colloca a inizio e a fine frase, a mo’ di virgolette
– c’è chi mette hashtag prima #di #ogni #santa #parola #gli #venga #in #mente (e che quindi si merita le prese in giro del comico Jimmy Fallon prima con Justin Timberlake e poi con Jonah Hill).
Nel nostro Paese, Twitter a ritagliarsi un ruolo di prima importanza, stracciato dalla semplicità e dalla leggerezza del rivale Facebook.
Stando a una ricerca di inizio 2014 di Audiweb, gli utenti attivi su Twitter in Italia dovrebbero aggirarsi sui 1,9 milioni – il che significa che oggi potrebbero aver superato i 2 milioni – con un’età media intorno ai 24 anni.
A questi appassionati twittatori, non vorrete mica togliere il piacere di un utilizzo sano e consapevole di un buon hashtag, no?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kinohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKino2014-07-15 10:20:302014-07-15 10:20:30Gli hashtag a rischio d'estinzione su Twitter?
C'è una piccola nicchia che muove miliardi di dollari nella più grande industria del mondo. Il profilo dell'ecoturista disposto a differenziarsi dai flussi turistici di massa, tra lussuosi ecolodge e percorsi alternativi. Ed un occhio più attento alle emissioni di Co2 che al portafoglio.
Sareste disposti ad alloggiare presso una struttura a prezzi di lusso, ma priva di elettricità la sera e con un ristorante a menù fisso? E sareste disposti a viaggiare privi dei confort del caso, utilizzando mezzi pubblici, ed acquistando costosi souvenir locali? Conosciamo già la risposta. Ma se anteponiamo le parole “Ecoturismo” oppure “Ecoviaggio” a quelle che altrimenti sarebbero prodotti invendibili, le vostre prospettive forse cambieranno
Una definizione di Ecoturismo
L’ecoturismo è un concetto che racchiude l’essenza di quello che è viaggiare in maniera responsabile e sostenibile. Deve infatti fondere il rispetto di ambiente, società e cultura di un luogo visitato con lo sviluppo economico locale e la soddisfazione del visitatore.
L’ecoturismo spazia dagli eco-lodge di lusso in zone tropicali, a sentieri turistici alternativi tra villaggi di montagna, all’ospitalità in strutture ricettive a basso costo, all’acquisto di prodotti esclusivamente locali.
Ma è talvolta anche solo filosofia, mentalità, stile di viaggio. Per molti infatti ecoturismo non vuol dire altro che viaggiare con rispetto ed in armonia con i paesi ospitanti, fare meno foto e più conversazione, uscire dai propri canoni di vita e consumo ed adattarsi per qualche settimana a stili alternativi.
Perché l’ecoturismo è in crescita?
Ma cosa spinge un numero sempre maggiore di visitatori a deviare dal canoni tradizionali e sopportare prezzi alti e letti scomodi in nome dell’ecoturismo? Alla base c’è indubbiamente un genuino spirito di conservazione e rispetto dei luoghi visitati ed il desiderio di contribuire positivamente con le proprie scelte.
OItre l’80% degli intervistati di un sondaggio realizzato da Fondazione Univerde considera “una necessità” la sostenibilità della vacanza, e quasi il 60% dichiara di essere disposto a pagare di più. Si tratta di un caso abbastanza raro nell’ambito della green economy, dove spesso le scelte o comportamenti dei consumatori sono in primis guidati da logiche di “apparire” (il caso delle biciclette che abbiamo trattato qui su Ninja).
E dal momento che “distinguersi” in termini economici significa descalare i consumi, e che le pratiche del perfetto ecolodge sono ovviamente costose (come la differenziata spinta, l’uso di prodotti a chilometro zero e quant’altro) si giunge inevitabilmente a pagare di più per alloggi o tour che sarebbero altrimenti stati scartati a piè pari. E’ il prezzo per mettersi a posto con la coscienza?
Ecobusiness
In un mercato, il turismo internazionale, che movimenta oltre 700 miliardi di dollari all’anno di fatturato, anche una piccola (ma crescente) nicchia è una potenziale miniera d’oro. Ma è anche per questo che il termine ecoturismo è purtroppo speso abusato da resort che di ecologico non hanno proprio nulla (leggi qui un nostro articolo dell’anno scorso in tema di “greenwhashing”), proprio come il crescente numero di marchi che sostengono che i loro prodotti siano sostenibili, senza però specificare esattamente come.
Consente immediatamente di alzare i prezzi anche del 30% con un semplice riposizionamento. Sempre a patto di non essere pizzicati su qualche social…
Il dilemma non poteva ovviamente che portare alla proliferazione di decine di sistemi di certificazione dei «marchi verdi» (green label) che ufficializzano l’impegno per la sostenibilità di una struttura ricettiva. Tra quelle riconosciute a livello internazionale citiamo Ecolabel Index, The Green Key (nata in Danimarca si è diffusa in 34 Paesi) e Green Globe.
Ecoturismo in Italia
Anche in Italia esistono diversi esempi di ecoturismo, anche se principalmente incentrati sul lato ricettività. Un esempio è il Lefay Resort Lago di Garda costruito con criteri di ecosostenibilità come l’utilizzo di rinnovabili a processi di riciclaggio spinto dei rifiuti il tutto per circa 200 euro a notte per stanza.
L’hotel Villa di Campo nelle Dolomiti si distingue come tanti altri per l’integrazione con le comunità locali e l’utilizzo esclusivo di prodotti a chilometro zero.
Ed anche nel nostro paese fioriscono progetti di ecovillaggi come quello promosso dal Social Business di eco-turismo Tribewanted, che ha realizzato a Monestevole (un piccolo borgo Umbro del XV secolo) una comunità sostenibile dove vengono incanalati i flussi di ecoturismo della propria comunità online.
Aerei nel mirino
L’attenzione degli ecoturisti si sta adesso sempre più spostando sui mezzi di trasporto per raggiungere la destinazione o per gli spostamenti interni. Sotto la lente di ingrandimento sono finite immediatamente le compagnie aree, associate a quasi il 2% delle emissioni di Co2 a livello planetario.
Ed è così che nasce ad esempio la possibilità di pagare un extra per “compensare” le emissioni causate dal passeggero che ha scelto il viaggio aereo. Nella migliore tradizione, poco o nulla viene detto sull’utilizzo di questo extra provento da parte delle compagnie aeree.
I soliti scettici pensano che vengono semplicemente registrate in bilancio come extra ricavi. Qualche romantico sognatore sostiene siano in corso di realizzazioneforeste con la forma del logo di questo o quell’altro vettore. Visitabili gratis e con annesso Eco-lodge certificato.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00ekohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngeko2014-07-15 10:16:562014-07-15 10:16:56Ecoturismo: la piccola nicchia dei viaggiatori dalle uova d'oro
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