Bambini e social network: come educare al digitale?

La maggioranza di voi, che state leggendo questo post, ha vissuto una infanzia senza connessione a internet. Alcuni anche senza pc. Tutti, certamente, senza social network. Una infanzia fatta di giochi analogici e di dinamiche sociali senz’altro differenti da quelle che si presentano oggi ai bambini e ragazzi nati nell’ultimo decennio. A loro, si prospetta davanti una schiera di educatori spesso troppo impreparati a gestire gli strumenti che, invece, stanno diventando pane quotidiano. Tra tutti, i social network.

Se lavorate nel mondo del web, vi sarà probabilmente capitato di ricevere richieste di aiuto da parte di genitori che, preoccupati nel vedere figli che crescono troppo velocemente e con strumenti a loro sconosciuti, si chiedono come possono intervenire sul web almeno in termini di sicurezza, aspetto che non bisogna mai sottovalutare quando si parla di bambini e rete.

Se infatti la crescita del mondo online ha senza dubbio alcuni dei più grandi vantaggi della storia, l’uso improprio di un bambino su un social network può trasformarsi in un problema serio. Con l’approccio giusto, però, i genitori possono diventare esempi positivi e, soprattutto, possono mantenere i propri bambini al sicuro sui social media.

Ecco 6 consigli di educatori esperti per far convivere serenamente genitori, figli e social network.

1) Familiarizzare con i social network

Non è mai stato facile essere genitori, ma forse in questo periodo è ancora più difficile. Per riuscire a cogliere e, quindi, spiegare opportunità e rischi della rete, è importante che i genitori prendano confidenza con quegli strumenti ormai utilizzati da tutti i bambini e adolescenti.

Ogni piattaforma, da Tumblr a SnapChat, da Facebook a Twitter, ha le sue funzionalità e i suoi rischi: è importante conoscerli in prima persona per poterli davvero comprendere e, soprattutto, non bisogna fermarsi davanti ai social più conosciuti.

Una piattaforma che spesso viene tralasciata è, ad esempio, Whatsapp: non riconosciuto ufficialmente come social, può essere uno strumento più pericoloso di Facebook.

2) L’età conta

È una regola vecchia come il mondo: il proibito è eccitante, il proibito è divertente. Negare ai propri figli l’accesso ai social network, non farà che aumentare il desiderio di iscriversi. E, con molta probabilità, riusciranno a farlo da soli, senza problemi e senza essere scoperti.

Decidere insieme, invece, un limite di età, spiegare che gli stessi portali online suggeriscono, anzi, vietano l’iscrizione a ragazzi di età inferiore ai 13 aiuterà loro a capire i rischi che ne potrebbero derivare.

3) Il dibattito è fondamentale

A tutti i bambini, almeno una volta nella vita, è stato detto e ripetuto “non accettare caramelle dagli sconosciuti”. Oggi, è importante che quella frase diventi un motto declinato anche nella rete, che ricordi ai ragazzi come condividere i propri dati o affidarsi a persone conosciute in chat potrebbe scaturire risvolti poco piacevoli.

È importante quindi parlare ai propri ragazzi, discutere insieme di cyberbullismo, ascoltare e chiedere se sono mai venuti a conoscenza di eventi simili a quelli che – nel peggiore dei casi – vengono passati al telegiornale; è importante per capire e crescere insieme.

Ma, soprattutto, è importante non demonizzare lo strumento e soprattutto non vietare di, ad esempio, caricare fotografie perché altrimenti verrebbe meno il senso del social network stesso, ovvero quello di condividere le proprie esperienze in tempo reale. Importante è, invece, spiegare chiaramente i rischi e spiegare anche come caricare immagini e scrivere i propri pensieri restando sereni di non essere importunati da sconosciuti.

4) Tenere il computer in uno spazio condiviso

È vero, ormai con smartphone e tablet è sempre più difficile controllare la postazione di accesso alla rete, ma è bene almeno provare a stabilire dei luoghi in casa dove è possibile connettersi a internet e utilizzare i dispositivi elettronici. Evitate, quindi, di posizionare il computer direttamente in camera dei bambini!

5) Stabilire delle regole

Come sopra, vietare significa invogliare. Ma stabilire delle regole, anche in questo caso, è necessario. Tentare di stabilirle insieme, potrebbe essere la soluzione.

Ad esempio, decidere un tempo massimo di ore da trascorrere sui social media, oppure trovare un orario in cui è possibile andare online insieme, ognuno dal proprio dispositivo, l’uno accanto all’altro. Il segreto è sempre riuscire a trovare regole in cui anche il bambino possa trovarsi a proprio agio, senza sentire la necessità di dover fare qualcosa di nascosto dai genitori.

6) Controllare la privacy

È bene che un genitore controlli chi può effettivamente vedere cosa condividono i propri figli sui social network. Una buona idea è quella di controllare come è settata la privacy dei diversi social network e di ricordare che svelare la propria scuola, l’indirizzo di casa o la propria posizione geolocalizzata potrebbe essere molto pericoloso ed è meglio, quindi, disattivare le funzioni di default.

In conclusione

Ciò che è davvero importante, infine, è capire che il ruolo dei genitori nei confronti di bambini e social network resterà sempre un ruolo fondamentale: nonostante i figli riusciranno a essere più veloci, ad avere maggiore dimenstichezza nell’utilizzo degli strumenti, non dovremo dimenticare che i social network sono solo una naturale estensione dei classici sistemi relazionali, e sarà qui che l’adulto avrà il compito di accompagnare i ragazzi in un percorso educativo, emotivo e relazionale che solo una persona più grande sarà in grado di trasmettere.

Promuovi il tuo business attraverso i magazine digital

 La coppia business e content piace ai marketer, soprattuto a quelli americani, che come riporta un articolo del  B2Bmarketinginsider, destinano un bel 26% del loro budget ad attività legate al content marketing. Dopo il blog aziendale, il magazine!

Fare Business attraverso il magazine digital

La tendenza sempre più crescente da parte dei brand è quella di farsi portavoce del sapere. Come? Attraverso il formato del magazine digital. Da’ un’occhiata al Red Bulletin, di Red Bull o al Growth Hacker o a Your Nails Magazine. Come vedi, sono diversi gli esempi di aziende internazionali che si promuovono attraverso queste stylish commodity, così come le definisce un articolo del blog presspadapp.com.

E in Italia?

Non ci crederai, ma gli imprenditori e i CEO italiani più lungimiranti non sono da meno. Pensa a CheFuturo!, la rivista di CheBanca!, che strizza l’occhio all’universo dell’innovazione e delle startup, o ancora al recentissimo magazine Centodieci, di Banca Mediolanum che fornisce delle preziose risorse in ambito della formazione, dell’innovazione e della tecnologia, utili per i professionisti e non solo. E ancora, dal settore bancario a quello delle telecomunicazioni: un esempio su tutti è quello di etalia.net della compagnia 3Italia, un vero contenitore di news che spaziano dalla tecnologia alla cucina!

Dallo storytelling al knowledge sharing

Possiamo dire addio ai brand che si promuovono attraverso le azioni di storytelling e transmedia storytelling? No. Sono solo due approcci diversi per promuovere il proprio business. Oggi, però la direzione che stanno prendendo i marketing manager è propria questa: lanciare piattaforme editoriali i cui contenuti siano di interesse e utilità per i clienti e i prospect. Contenuti rilevanti, consistenti, di qualità, proprio come piacciono a Google. Sarà un caso?

Diamo i numeri?

Se ti stai ancora chiedendo perché sia necessario presidiare il web attraverso i magazine digital, eccoti qualche dato così come riportato da Syntesis.

  • Creare contenuti costa il 62% in meno rispetto alle azioni di marketing tradizionali.
  •  Il 60% dei commenti ai contenuti condivisi cita un brand o un prodotto.
  • Secondo il Content Marketing Institute, 9 aziende su 10 implementano strategie di content marketing.
  • I marketer B2B utilizzano in media 8 tattiche diverse in ambito content marketing, tra cui social media, blog, e-newsletters e white paper.
  • I 3 principali obiettivi del content marketing? Lead generation, leadership e  customer acquisition, così come riportato da Hanley Wood marketing.
  • Il 90% degli utenti trova che il custom content sia utile, spiega il  Custom Content Council.
  • Più del 60% dei consumatori ha una buona percezione delle aziende che pubblicano branded content e manifestano una maggiore tendenza all’acquisto dei loro prodotti.
  • Il 73% dei marketer B2B ha nel proprio team una persona dedicata che supervisiona la content strategy.
  • L’82% dei marketer B2B afferma che segue principalmente obiettivi di brand awareness quando mette in atto una content strategy.
  • Il blog genera il 97% in più di inbound link e crea 434% di pagine indicizzate.
  • Il 38% degli utenti condivide informazioni da fonti autorevoli.
  • Il 70% dei consumatori, quando si tratta di entrare in contatto con un’azienda, preferisce post e articoli rispetto agli annunci pubblicitari.
  • Il 68% degli utenti trascorre il proprio tempo leggendo i contenuti che pubblicano i brand.
  • Il 43% dei consumatori dichiara che il content marketing influenza positivamente le decisioni d’acquisto.

Aggiornare, formare e arricchire sono le nuove parole del marketing dei nostri giorni.

Le dimensioni di iPhone 6 influenzano l'app design

L’industria degli smartphone è stata divisa per molto tempo.
Finora esistevano due scuole di pensiero, separate da opinioni contrastanti relative alle dimensioni. Da una parte i devices Apple, con display relativamente piccoli, dall’altra Google Android, che invece puntava sempre al rialzo.

Ma ecco che Apple con iPhone 6 Plus ha sbaragliato le previsioni e il suo display da 5.5 pollici sta diventando una sorta di rivoluzione, concettuale in primo luogo, per tutti gli standard esistenti.

Gli UI designers hanno dovuto prendere atto che queste nuove dimensioni non prevedono più unicamente l’utilizzo del solo pollice, ma che anzi, questo nuovo standard avrà un impatto sulla posizione dei tasti, sui gesti abituali e sul layout dei contenuti.

1- I comandi di controllo si spostano al fondo del display

Attualmente in tutte le app sono collocati in alto.
Ma con un display così largo, la top bar è troppo difficile da raggiungere con il movimento del pollice.
Perciò è probabile che molte app inizino a collocare le proprie engagement options al fondo del layout piuttosto che in alto.
Un’altra opzione è che i tasti per l’interazione appaiano progressivamente in punti diversi del display, in base al punto della navigazione in cui ci si trova.

Il “contro” di questo posizionamento sarebbe la scarsa intuitività, in quanto un utente legge con una direzione top-down, ovvero dall’alto verso il basso: perciò la soluzione più indicata, ma forse meno ortodossa, sia un overscroll senza top bar, organizzato in modo tale che l’utente possa trascinare il contenuto che desidera nell’area raggiungibile dal pollice.

2 – I gesti sostituiranno i tasti

In altre parole, una rivoluzione che potremmo chiamare amichevolmente “swipe reloaded”: perchè?
Per spingere molto oltre le capacità potenziali dei nostri gesti. Lo swipe può creare o interrompere narrazioni, chiudere app, aprire nuove pagine. Attualmente, già nel sistema operativo iOs7 lo swipe da destra a sinistra durante lo scroll permette di entrare o uscire da una singola sezione, storia o link di approfondimento: forse per “educare” gli utenti in previsione un cambio di design?

3 – Via con gli split screen sulle app

Questa è una modalità che vediamo spesso su iPad o tablet. Con iOs8, Apple supporterà molto di più questa funzionalità introducendola sull’iPhone 6 da 5.5. pollici. In questo scenario, i kit per gli sviluppatori permetteranno sia di programmare in un frame unico che in split screen, e questo apre molte possibilità creative.
Ma viene anche incontro a necessità precise delle app, che possono essere customizzate in base ai servizi che offrono e migliorate con una fruizione a doppio schermo.

E voi, ninja users? Come pensate che il design possa essere influenzato da questi nuovi standard dimensionali?

La campagna di Budweiser contro alcool e guida [VIDEO]

La campagna di Budweiser contro alcool e guida

Vi ricordate di “Puppy Love“, lo spot di Budweiser lanciato in occasioen dell’ultimo SuperBowl? Il brand di birra ha creato una sorta di seguito per la sua ultima campagna a sfondo sociale dal titolo “Friends are waiting“.

Protagonisti un giovane ragazzo e il suo cane, che vediamo crescere da cucciolo fino a tenero cagnone, in un crescendo di tenerezza e gioia. Fino alla sera in cui il padroncino esce di casa con gli amici e un bel po’ di birra, e il cane rimane ad aspettare per ore il giovane, che sembra non tornare, lasciando immaginare il peggio agli spettatori.

Il finale tuttavia presenta una svolta a lieto fine, utile a veicolare il messaggio sociale sull’importanza di non mettersi alla guida dopo aver bevuto. Probabilmente non sarà la paura di lasciare i vostri animali a convincervi a non bere e guidare, ma sicuramente questa scelta narrativa, finora inesplorata per questo genere di comunicazione, risulta piacevole e sortisce qualche effetto.

Credits:

Agency: Momentum Worldwide
Director: Gus Black
DP: David Morrison

5 strategie di digital marketing per far crescere il tuo business

Se parliamo di digital marketing, è importante sapere che pianificare e implementare strategie di comunicazione su canali digitali integrando efficacemente forme di comunicazione offline con piattaforme e strumenti online, è l’assunto di base per progettare campagne marketing di successo.

Il 90% delle nostre interazioni avviene tramite pc, tablet, smartphone e televisione (connessa alla Rete). Solo per il restante 10% ci affidiamo alla carta stampata e alla radio. Comunicare in digitale, quindi, rappresenta un vantaggio competitivo al quale un professionista del marketing non dovrebbe mai rinunciare. Per avere il massimo della resa in termini comunicativi, infatti, è fondamentale integrare e coordinare i diversi strumenti a nostra disposizione ed utilizzarli in modo sinergico nell’ambito di una strategia.

Ecco 5 semplici strategie di digital marketing che ogni imprenditore può implementare per far crescere il proprio business.

1. Fissare un obiettivo

Siete alla ricerca di modi per far crescere la vostra impresa? Desiderate avere più clienti, aumentare la brand awareness, essere riconosciuti più facilmente? Partire dalla definizione di un chiaro e solido obiettivo è il primo passo per iniziare ad impostare una strategia di marketing mirata.

Sicuramente il digital marketing è la migliore strategia di crescita per le PMI, ma la cosa fondamentale è avere un obiettivo specifico da raggiungere, studiare gli utenti di riferimento e creare un piano efficace per raggiungere quel task.

2. Costruire un “marketing funnel”

Con “marketing funnel” si definisce il sistema utilizzato per descrivere il processo che avviene dalla visita di un potenziale cliente alla vendita. E’ il “viaggio” del consumatore, dalla conoscenza di un brand/prodotto/servizio all’acquisto.
La figura a forma d’imbuto fa capire visivamente la naturale restrizione dai visitatori iniziali agli acquirenti finali e, quindi, che solo una parte di quei visitatori diventeranno clienti effettivi giungendo alla meta, intesa come atto d’acquisto. Sono quattro i momenti cardine:

AWARENESS: Cioè consapevolezza dell’esistenza del brand/prodotto, il potenziale cliente è a conoscenza del vostro prodotto o servizio. E’ ancora un estraneo, ma è arrivato sul vostro sito perché sta cercando qualcosa di cui ha bisogno e, quindi, bisogna attirare la sua attenzione.
INTEREST: Interesse attivo verso determinati prodotti. In questa fase, i consumatori vengono interessati dai vostri prodotti e/o servizi. Lo scopo è fornire ulteriori informazioni.
DESIRE: Desiderio di entrare in possesso di quel prodotto. Arrivato a questo punto, il visitatore desidera un prodotto o un servizio specifico e, quindi, bisogna fornirgli maggiori dettagli: caratteristiche, benefici, vantaggi, etc.
ACTION: L’atto di acquisto è il momento in cui bisogna essere in grado di trasformare il visitatore in acquirente. Abbiamo dimostrato di essere attenti alle esigenze dei visitatori e di avere proprio ciò di cui hanno bisogno. Ora quello che resta riguarda il prezzo, le modalità di pagamento e gli altri aspetti legati all’acquisto. Lo scopo non è ottenere più contatti, ma generare un passaparola virale tra i consumatori. 

3. Sviluppare una Call-To-Action

call to action

Per massimizzare la risposta degli utenti online è necessario includere nel proprio piano di digital marketing la creazione e l’ottimizzazione di una call-to-action.
La call-to-action esorta l’utente, in maniera diretta ed efficace, a compiere una determinata azione come,  iscriversi a una newsletter, scaricare un e-book, visualizzare un webinar, acquistare un prodotto/servizio o effettuare la donazione per un’associazione no-profit. Un’efficace call-to-action è predisposta in modo tale da attirare l’attenzione dell’utente, coinvolgerlo e fargli compiere una precisa azione e, in questo modo, si mette in moto il processo di conversione.

4. Creare un efficace “lead magnet”

lead magnet

Il “lead magnet” è un elemento gratuito e carico di appeal, che attrae i visitatori del nostro sito ad effettuare l’azione di conversione che noi vogliamo, come, ad esempio, l’ acquisto di un prodotto o servizio.
Si tratta di offrire agli utenti un benefit gratuito in cambio di qualcosa (di ben preciso) da parte loro che vada ad aumentare il tasso di conversione. Offrire qualcosa ai visitatori del nostro sito porterà ottimi benefici alla nostra strategia di digital marketing e farà in modo di “trasformare” i visitatori casuali in clienti, incrementando il nostro business online.
Dunque, bisogna riuscire a guidare gli utenti lungo tutto l’imbuto di marketing e a portarli a compiere l’azione che noi vogliamo.

5. Veicolare il traffico verso di noi

traffico

Come possiamo fare per indirizzare gli utenti sul nostro sito affinché, poi, possiamo guidarli lungo tutto l’imbuto di marketing?
Sicuramente bisogna puntare a contenuti di qualità e scegliere sempre parole chiave strategiche; ciò aiuterà il nostro contenuto e lo spazio in cui è ospitato ad essere visualizzato subito nei motori di ricerca e, quindi, ci porterà maggiori volumi di traffico. Un’altra strategia irrinunciabile per aumentare il numero di accessi è quella di utilizzare al meglio i social media e aumentarne l’engagement e, cioè, coinvolgere sempre più i nostri follower e raggiungerne di nuovi costruendo legami stabili e duraturi con i nostri clienti effettivi e potenziali.
La comunicazione mirata al social engagement risulterà funzionale al potenziamento della customer experience, alla generazione di lead e al consolidamento delle relazioni con i nostri utenti che passeranno, agevolmente, dai canali social alla piattaforma istituzionale e/o di vendita e viceversa.

Queste semplici strategie di digital marketing sono solo un piccolissimo assaggio di quello che può essere fatto per incrementare il successo del tuo business.
Per sviluppare e aggiornare le tue competenze sulle strategie di marketing e vendita nell’ambiente digitale, iscriviti al Master Online in Digital Marketing della Ninja Academy, giunto quest’anno alla sua seconda edizione.

Giovedì 25 settembre, alle 17:00, siete tutti invitati al #DigitalDrink: un happy hour virtuale con cocktail a base di sano divertimento e social networking che vi darà la possibilità di conoscere alcuni dei docenti del Master Online in Digital Marketing. Iscriviti adesso, è gratis!

Gatorade firma l'addio di Derek Jeter ai New York Yankees [VIDEO]

Gatorade firma l’addio di Derek Jeter ai New York Yankees

Agli appassionati di sport, e di baseball in particolare, il nome di Derek Jeter è ben noto: capitano dei New York Yankees, dopo una carriera ventennale Jeter ha annunciato il suo ritiro previsto per la fine di questa stagione. In qualità di sponsor personale del giocatore, Gatorade ha realizzato un bellissimo video tributo a Jeter, un addio simbolico ai numerosissimi fan dell’atleta.

Interamente in bianco e nero, il filmato è un viaggio nostalgico tra i luoghi di New York e del Bronx che sono indissolubilmente legati alla storia degli Yankees e di Jeter. Protagonista è l’atleta stesso, che attraversa in auto la città diretto allo stadio e, attraverso ciò che vede dal finestrino, rivive i momenti più significativi ed intensi della sua carriera da capitano, fino a che non decide di scendere dall’auto per incontrare personalmente i fan. In strada, all’interno dei bar dove i tifosi si accalcano ogni volta per assistere alle partite della squadra.

Un viaggio emozionante raccontato sulle note di “My Way” di Frank Sinatra.

Un esempio notevole di narrazione legata ad un’attività di endorsement, che nello sport si traduce spesso in commercial costruiti attorno ai concetti di performance, vittoria e successo. Guardate il video e fateci sapere cosa ne pensate!

Credits:

Agency: TBWAChiatDay, Los Angeles
Chief Creative Officer: Stephen Butler
Executive Creative Director: Brent Anderson
Creative Director: Renato Fernandez
Senior Copywriter: Nick Ciffone
Senior Art Director: Dave Estrada
Executive Producer: Sarah Patterson
Assistant Producer: Garrison Askew
Director: Henry-Alex Rubin
Production Company: Smuggler
Executive Producers: Patrick Milling Smith, Brian Carmody, Lisa Rich, Lisa Tauscher
Producer: Drew Santarsiero
Editorial: Rock Paper Scissors
Editor: Damion Clayton
Executive Producers: Dave Sellars, Angela Dorian

Alibaba, le ragioni dietro al successo del più grande ecosistema digitale al mondo

alibaba group

E così Alibaba, il gigante cinese dell’eCommerce, si è quotata in borsa, a quanto pare facendo un discreto rumore. Ma cosa si cela dietro il successo della creatura di Jack Ma?
Sul sproprio blog interno a Forrester.com, la professionista di eBusiness Vanessa Zeng compie una breve analisi sul fenomeno Alibaba – preliminare ad una relazione più ricca – individuando i punti di forza di un colosso dal quale molti addetti ai lavori possono trarre ottimi insegnamenti. Scopriamo insieme quali sono questi punti.

Alibaba e il ricco ecosistema digitale costruito intorno all’eCommerce

L’universo economico di Alibaba gira attorno a un concetto chiave: diversificazione. Alibaba trae i suoi profitti da attività B2B (168.com e Alibaba.com), C2C (Taobao.com, l’eBay cinese) e B2C (Tmall.com, Aliexpress.com). Si calcola che nel 2013 ben 279 milioni di utenti abbiano utilizzato una delle piattaforme di proprietà di Alibaba.  Un preciso strumento di  data analytics ha permesso ad Alibaba di raccogliere dati e valutare l’attività dei clienti in ogni fase della transazione e di costruire un ecosistema digitale completo che coinvolge tutti gli attori del processo di compravendita: commercianti, acquirenti, operatori terzi.

Taobao e Tmall? I prediletti dai cinesi

Taobao è l’eBay cinese… amatissimo dagli stessi cinesi. Nato nel 2003, a fine 2013 ha fatto numeri da capogiro: 500 milioni di utenti e circa 800 milioni di prodotti a disposizione. Tutto questo nonostante alcuni difetti: un certo disordine nelle liste dei prodotti, merce contraffatta, mancanza di alcuni brand. Ma i vertici di Alibaba non sono rimasti con le mani in mano: nel 2008 hanno lanciato Tmall, una piattaforma con servizi adeguati a soddisfare le esigenze delle aziende più grandi, scelta da molti brand per aprire i propri store (considerata anche la presenza ancora persistente di prodotti “tarocchi” su Tabao). Parliamo insomma di che vanno a soddisfare bisogni differenti: una lezione di marketing (non solo digitale) da non sottovalutare.

Alibaba cresce: investimenti e acquisizioni

Come abbiamo detto, Alibaba si è quotata in borsa con successo. Un successo che viene da lontano: dal 2006, per la precisione. Nel corso degli ultimi otto anni, , coll’ambizioso scopo di soddisfare le esigenze di ogni acquirente cinese (ma non solo). Grazie a un’attenta analisi dei dati, Alibaba è riuscita a creare un identikit preciso di ogni consumatore “digitale”, in modo da fornire dati realmente utili agli operatori della piattaforma.
Inoltre, il colosso ha esteso il proprio eCommerce al di fuori della Cina, curando attentamente aspetti quali i servizi logistici e l’accesso da mobile.

Un quadro complessivo dell’impero targato Alibaba si può avere da questa grafica, tratta dal già citato post di Vanessa Zeng. Numeri da capogiro, come si può ben vedere!

Alibaba, il successo del più grande ecosistema digitale al mondo

Un insegnamento per tutti gli eCommerce

Secondo la Zeng, tutti gli operatori di eBusiness del mondo dovrebbero (anzi, dovranno) confrontarsi con l’impatto globale di Alibaba e del proprio modello di eCommerce.
Guerrieri Ninja, Siete d’accordo con le parole dell’analista Vanessa Zeng?

#Openfoodacademy e Contaminationlab: due bandi dedicati alla cultura digitale


Con l’arrivo dell’autunno partono gli eventi dedicati all’innovazione. La stagione autunnale è stata preceduta dalla social media week, un importante evento dedicato all’innovazione che è ormai quasi giunto al termine avendo affrontato diversi temi cruciali: dal social advertising al commercio elettronico, passando per la digital music.

Due invece sono gli eventi che ci proponiamo di mettere alla vostra attenzion e perché legat a due bandi per i giovani: #openfoodacademy e contaminationLab.

#Openfoodacademy

10-11 ottobre – Pisa

In occasione dell’Internet festival di Pisa 2014 sotto la direzione di Claudio Giua è stato inserito in calendario un evento dedicato alla relazione tra rete e food improntato sulla riflessione collettiva per immaginare come le nuove tecnologie possano aiutare i cittadini ad avere accesso a cibi salubri, tema questo che trae spunto dallo slogan della prossima esposizione universale di Milano 2015: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

L’obiettivo di #openfoodacademy è quello di reinventare il futuro del cibo attraverso i saperi tecnici e tecnologici per generare nuove proposte da aggiungere alle sfide e ai punti di vista intrapresi da EXPO 2015 in materia di cibo. Le candidature sono aperte a chiunque lavori su questo campo o che sia semplicemente interessato all’innovazione nel food ma che abbia un’età non superiore ai trentacinque anni.

Le tematiche che verranno affrontato sono diverse: gli esperti presenti all’evento si concentreranno su quali sono i processi innovativi che permettono di rivedere i sistemi di produzione del cibo come primo passo per un futuro sostenibile, verranno inoltre affrontate le modalità in base alle quali le tecnologie possano aiutare a produrre cibi senza mettere a rischio la salute.

Un ulteriore tema che sarà affrontato riguarda l’importanza di rimettere al centro dei processi di produzione l’homo faber, colui che dovrebbe ridare valore al cibo e soprattutto alla cultura necessaria per produrlo. Infine ulteriori due tematiche che riguarderanno il mondo del web: “food, innovazione e social media” e “cibo, trasparenza e bigdata”. Su questo sito potrete trovare informazioni più dettagliate e il bando per l’iscrizione.

ContaminationLab

Start 15 ottobre, durata sei mesi – Napoli

ContaminationLab è un evento promosso dal dipartimento di scienze sociali dell’Università di Napoli Federico II. Si tratta di un luogo di contaminazioni tra studenti che ha come obiettivo quello di promuovere la cultura dell’imprenditoria attraverso le innovazioni di tecnologie digitali e non. Il CLab si propone di formare negli studenti una cultura digitale di impresa per valorizzare le loro capacità creative al fine di favorire nuove forme di imprenditoria.

Le tematiche che verranno affrontate toccano essenzialmente quattro punti: Green Economy, Smart Technology, Arte e Design ed infine Media e industria culturale. L’inizio delle iscrizioni sono previste per il 15 ottobre, il corso avrà una durata di 6 mesi ed è destinato esclusivamente agli studenti universitari di diverse aree disciplinari. Per maggiori informazioni potete consultare il sito del dipartimento di scienze sociali dell’Ateneo di Napoli. Non vi resta che segnare le date sul vostro calendario.

Ninja social oroscopo dal 25 settembre al 1° ottobre

Finalmente l’Autunno è arrivato, cari Astro-guerrieri Ninja: sì, finalmente! Perché archiviate le avventure estive per tutti i segni questo è la settimana per progettare, fantasticare e comunicare a tutti i propri buoni propositi per “l’anno nuovo”. Alzi la mano chi ancora non ha visto comparire sui social link alle attività più strampalate, dalle app sportive ai corsi di knitting, possibilmente “pubblicizzati” dal diretto interessato con un live-twitting continuo perché, anche se non VIP, fa figo stesso! A farci iscrivere in palestra, dunque, potrebbe anche essere il trigono di Giove e Urano, ma sappiate sin da subito che poi, la costanza nell’allenamento, dovrete mettercela di tasca vostra!

La Bilancia, sarà la prima a mettere in pratica tutto questo entusiasmo e, sfruttando un alleato particolarmente caro, le PR, riuscirà a portare all’attenzione del suo responsabile quel progetto che le sta tanto a cuore. Certo, prima di buttarsi nell’impresa, il consiglio è di assicurarsi che quest’ultimo non sia un Capricorno perché potrebbe avere la testa tra le nuvole, intento a condividere foto, twitt e aggiornamenti di stato #love #amore #trottolinoamorosodudududadada: sconfiggere il potere dell’hashtag sarebbe impossibile.

Leone e Toro avranno bisogno di un incitamento mattutino: il primo, galvanizzato dal “suo” Giove salterà giù dal letto rispondendo alla domanda “chi sarà il migliore oggi?” mentre il secondo , che di alzarsi proprio non ne avrà voglia, dovrà trovare il modo di non fare i capricci, ma la colazione e filare dritto in ufficio. Come?? Scaricando una delle 5 App ideate per non lasciarci dormire, ovviamente!

La Vergine questa settimana sarà irriconoscibile, scombussolata tra ragione e sentimento sentirà il bisogno di condividere le sue esperienze “adolescienziali”, l’iniziativa #riciclalo sarà quella che farà al caso suo. Non sarà facile disfarsi del proprio diario, ma vincerà la curiosità di poter sbirciare in quello altrui… chiudete nel cassetto le agende dell’ufficio!

Il planisfero di Google My Maps questa settimana sarà presidiato dall’Acquario, desideroso di condividere il programma del suo viaggio da qui alla fine dell’anno, etichettandolo, colorandolo e stabilendone da subito tutte le tappe per raggiungere importanti progetti personali, e dai Pesci che, al contrario, dovranno ripulire il loro percorso immaginario che collega mete, realtà e obiettivi senza nessuna connessione logica, impegnandosi ad aggiungere sulla mappa un pin alla volta, giornalmente, passo dopo passo.

L’Ariete avrà bisogno di qualcuno paziente e disponibile, soprattutto nei primi giorni di questa settimana. Si sentirà incompreso e questo lo renderà irascibile, che paura! La lucidità del Sagittario potrebbe essere l’unico elemento ad infondere fiducia nell’Ariete, con grande soddisfazione di entrambi da lunedì in poi.

I Gemelli, alle prese con delle profonde riflessioni settembrine, riusciranno ad approfondire, emotivamente, ogni aspetto della propria settimana, un po’ come se per il lavoro, per la vita privata, avessero a disposizione dei contenuti multimediali mai visualizzati prima tutti da esplorare. Certo è che un approccio guidato a domande e risposte, come quello offerto dalla App “Ok Venice” farebbe tanto comodo anche allo Scorpione, così scombussolato da alti e bassi in amore da rischiare di travisare la realtà dei fatti.

Il Cancro, che ha finalmente imparato a domare la propria timidezza, avrà voglia di buttarsi in un impresa memorabile; nell’attesa di riuscire a imparare anche a valutare le proprie intuizioni potrebbe fare un po’ di pratica partecipando a quella di qualcuno che ha già trovato una nobile causa da sostenere da sostenere: The Ocean Cleanup per salvaguardare l’acqua, il suo elemento sembra perfetta.

Il live-tweeting dei programmi TV è meglio VIP

Continuiamo il nostro viaggio chiarificatore all’interno del mondo di Twitter.

Abbiamo visto come si usa correttamente il Social creato da Jack Dorsey e poi abbiamo cercato di darvi l’idea di quanta e quale sia la potenza di un hashtag. Oggi vedremo quanto può essere utile fare un live-tweeting.

Per chi ancora non lo sapesse, il live-Tweeting è il commento in diretta di un evento tramite i tweet.

Fare una Twitter-cronaca di un qualcosa che si sta svolgendo sotto i vostri occhi è diventata prassi comune, e non è solo appannaggio di chi con i social ci lavora.

È un’azione che molto probabilmente tutti voi avrete già avuto modo di usare almeno una volta, quando, seduti davanti alla tv, esprimete la propria opinione su serie tv o reality show.

Una modalità di fruizione di un contenuto che da personale – racchiusa com’è nelle mura domestiche – è diventata interattiva e collettiva, grazie all’utilizzo di smartphone e tablet.

Accade così che tutti i principali canali televisivi si siano aperti degli account per poter comunicare in diretta con i propri follower (e chi ancora non l’ha fatto – si vedano i 3 canali principali di Mediaset – dovrebbe spiegarci il perché!).

Interessante diventa allora capire quali tweet raggiungano meglio l’obiettivo di portare nuovi contatti e far crescere la discussione.

Partiamo da un’esempio statunitense: la serie tv Scandal (in Italia su Fox Life e Rai3).

Lo show creato da Shonda Rhimes e Kerry Whasington è passato dall’essere a rischio cancellazione a diventare una punto di forza dell’emittente ABC, salvato dalla passione dei suoi fan sui social.

Analizzando tweet, retweet e preferiti è emerso che le discussioni generate dagli attori della serie tv, durante la messa in onda di un episodio, generassero il 64% in più di traffico rispetto agli show che non possono contare sul lavoro alla tastiera dei loro principali interpreti.

Altro dato da tener presente è che quando è l’emittente a twittare, in questo caso la ABC, l’incremento è solo del 7%.

Discorso analogo può essere fatto in occasione della messa in onda del primo episodio di una serie (fenomeno questo, atteso e seguito con passione negli Stati Uniti). Quale occasione migliore di conquistare nuovi follower, se non durante il primo episodio?

Ebbene se la diretta è accompagnata dailive-tweeting degli attori, l’acquisizione di nuovi seguaci schizza del 228% in più (contro il 14% attirato dall’emittente televisiva). Reality Show e altre serie Tv – come la nicchia della fantascienza – non sfuggono a questo risultato.

La domanda nasce spontanea: per quale motivo il live-tweeting non è pratica costante per tutti i programmi tv?

Anjali Midha, capo della sezione Global Media e Agency Research di Twitter, crede che il motivo vada ricercato nella pianificazione:

“Ci vuole un po’ di strategia. È come per un canale marketing: bisogna prevedere un po’ di fatica a monte, per poi avere dei vantaggi”.

E in Italia? Anche qui i VIP muovono le masse?

Se prendiamo a esempio la nuova edizione di X-Factor, si direbbe di sì.

La stessa esibizione – quella del giapponese Yusaku, che sta facendo il giro del web – è stata twittata dall’account ufficiale di X-Factor Italia e da Fedez, uno dei nuovi giudici di questa edizione. I risultati?

Il tweet di X-Factor:

E qui quello di Fedez:

Esempi simili si potrebbero fare per altre trasmissioni (ne citiamo una sola: la versione italiana di Braccialetti Rossi, andata in onda su Rai1 la scorsa stagione, e diventata un cult proprio grazie ai commenti in diretta dei suoi protagonisti e dei fan appassionati).

Insomma, sembra che non si possa più pensare a trasmissioni tv senza tener conto di una strategia su Twitter e sugli altri Social.

Reti tv avvisate…