Grandi novità per Facebook: Groups App e Facebook at Work

Facebook Groups App

Sembra esserci grande frenesia a Menlo Park. Zuckerberg e il suo team di sviluppatori sono impegnati su più fronti per rendere Facebook un social network sempre al passo con i tempi e in linea con le aspettative dei suoi utenti.

In particolare, sono due le novità più gustose dell’ultimo periodo. Una ufficiale e in fase di lancio, l’altra ufficiosa e ancora protetta da un muro di silenzio.

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Facebook Groups App

E’ stata rilasciata martedì, accompagnata da una nota ufficiale sul Newsroom, la nuova App dedicata ai gruppi: Facebook Groups App.

Sviluppata in base al crescente successo dei gruppi, con cui gli utenti organizzano i loro rapporti professionali e personali, l’applicazione è stata pensata per consentire un utilizzo ancora più semplice (e soprattutto in mobilità) delle funzioni legate ai gruppi. Più semplicità di condivisione, un’organizzazione organica in un’unica app e la possibilità di ampliare più facilmente la quantità di gruppi con cui restare in contatto.

Il funzionamento pratico dell’app, disponibile sia su Apple Store sia su Google Play, è molto semplice: all’apertura dell’applicazione, tutti i gruppi a cui apparteniamo saranno visibili nella home page, ordinati in base alla frequenza di utilizzo.

Facebook Groups App screen

E’ molto facile spostarsi tra i diversi gruppi, così come è semplice ed intuitivo crearne uno nuovo con l’apposito tasto “Crea”. Inoltre, il centro notifiche dedicato ci consente di tenere sotto controllo (anche con notifiche push sul nostro smartphone) gli aggiornamenti dai gruppi a cui teniamo di più.

Infine, nella scheda “Suggeriti”, c’è la possibilità di vedere gruppi suggeriti per noi sulla base delle pagine che ci piacciono, ai gruppi a cui siamo già iscritti e ai luoghi di origine di nostri amici.

Facebook at Work

Molto più incerto, invece, il futuro di una seconda interessante novità.

Facebook at Work“, secondo quanto riportato dal Financial Times e ripreso da Gizmodo, sarebbe concepita come una nuova piattaforma, del tutto simile al Facebook che abbiamo imparato ad utilizzare ed amare negli ultimi anni, ma che consentirebbe una netta separazione tra la propria vita personale e quella professionale.

Facebook at Work

In pratica, un vero e proprio competitor ufficiale per LinkedIn. L’idea di base è garantire le classiche funzioni di Facebook, però estese ai rapporti professionali: chat tra colleghi, contatti professionali, valutazione dei curriculum, lavoro su documenti di lavoro in condivisione.

C’è da dire che l’idea di “Facebook at Work” non è del tutto nuova. Già da tempo, infatti, i rumor attorno all’idea si rincorrono ma senza mai una conferma ufficiale. Stavolta, però, il Financial Times tende a sbilanciarsi un po’ di più, parlando addirittura della possibilità che alcune aziende stiano già testando (sotto il massimo riserbo) la piattaforma.

Se è una voce che troverà conferme ufficiali lo sapremo molto presto. Non ci resta che rimanere in ascolto!

Lasciati ispirare dai leader al Forum delle Eccellenze 2014

Ogni anno il Forum delle Eccellenze raccoglie i leader del business per offrire un evento formativo ed esperenziale e fornire ai partecipanti gli strumenti pratici indispensabili per pianificare il proprio futuro.

Molto più di una conferenza o di un seminario, si tratta di un’opportunità da cui trarre ispirazione per ampliare la propria vision e attingere a “buone pratiche” per realizzare il percorso verso l’eccellenza.

Grazie all’apporto di trainer di fama internazionale potrai comprendere le strategie più efficaci, trarre ispirazione dai leader, cogliere nuovi stimoli.

L’edizione di quest’anno si svolge sabato 29 e domenica 30 novembre all’Atahotel Expo Fiera di Milano e vedrà la partecipazione di relatori d’eccezione.

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Il programma

La prima giornata inizia con l’intervento ‘Come reinventare il tuo business per il mondo di oggi‘ di Kjell Nordstrom, seguito da un focus sul Neuromarketing di Francesco Gallucci. Il pomeriggio è dedicato ai consigli di team leadership di Mauro Berruto e all’intervento di Pupi Avati ‘Il potere dello storytelling: i segreti di una narrazione convincente‘.

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La seconda giornata comincia col botto, con l’intervento di Marc Victor Hansen, per la prima volta in Italia, sui 10 pilastri della leadership visionaria, seguito da ‘Come liberare le potenzialità nascoste in ognuno di noi per affrontare sfida straordinarie‘ di Alex Bellini e i trucchi di Michael Gelb su come pensare come Leonardo Da Vinci.

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Spotify: sei tu ora il DJ di Uber

Capita spesso di salire in auto, accendere la radio e cercare per ore una stazione che trasmetta la nostra canzone preferita.

Tra pochi giorni però potremo avere la nostra colonna sonora personale, adatta al mood di quel piccolo viaggio.

Spotify lancia una nuova collaborazione con Uber

Sei triste e ti sembra che tutte le melodie facciano di tutto per ricordartelo? Spotify finalmente ti offre l’opportunità di scegliere tu se farti trasportare dai tuoi ricordi o farti distrarre dalle tue playlist.

Dal prossimo 21 Novembre Uber lancerà l’integrazione della sua app con Spotify, per il servizio nelle seguenti città: Città del Messico, Londra, Los Angeles, Nashville, New York, San Francisco, Singapore, Stoccolma, Toronto e Sydney. Nelle settimane successive Spotify verrà implementato a livello globale.

La partnership è stata sviluppata con Uber dal momento che, entrambi i servizi, presentano caratteristiche molto simili: si rivolgono, prima di tutto al target dei Millennial, utilizzano piattaforme digital e social al 100% e, da ultimo, propongono sempre più servizi alternativi ed innovativi.

Come posso diventare un “Uber DJ”?

In primo luogo, ad ogni autista iscritto a Uber è stato chiesto di aggiornare le informazioni riguardo all’impianto audio a disposizione del proprio veicolo; connettendo, infatti, il loro provide Uber presente sui loro dispositivi mobili allo stereo, permetteranno ad ogni passeggero di controllare direttamente la messa “on-air” della propria playlist.

Come posso scegliere la mia playlist?

Se si è già un passeggero di Uber e si possiede un account Spotify, basterà sincronizzare i due profili e prenotare il proprio autista. Capire se sull’auto scelta si ha la possibilità di ascoltare la musica sarà molto semplice: infatti, nella schermata con tutte le caratteristiche del veicolo, in basso comparirà la barra della musica.
Una volta scelta la propria auto, toccando la barra ogni utente potrà selezionare una playlist già salvata, oppure crearne una nuova, a seconda del mood del momento.

Salito in auto, il passeggero potrà rilassarsi o caricarsi prima di una riunione importante, un appuntamento o una serata con gli amici, controllando in modalità wireless, sia dall’app di Uber sia da Spotify, interrompendo o riascoltando il brano della sua giornata.

Questa nuova partnership sembra essere destinata ad un vero e proprio successo; ma quali possono essere i vantaggi di questa scelta di marketing, per i due brand?

Spotify: quali vantaggi?

L’app ha utilizzato una strategia marketing molto efficace, inserendosi in una nicchia precisa di bisogni dei consumatori; individuato il target dei nativi digitali, ha saputo offrire l’opportunità di creare la propria playlist, pagando un canone al mese e offrendo un accesso illimitato a brani musicali di ogni genere. Permette inoltre di poter ascoltare le proprie playlist anche in modalità offline.
La strategia intrapresa da Spotify è quella di creare un servizio sempre più integrato, studiato sia per quando i consumatori sono a casa, sia per il loro tempo libero sia, grazie ad Uber, quando sono in viaggio. Un analisi e una soddisfazione dei Millennial a 360°.

Uber: perchè sceglierlo

Fin dalla sua nascita, il servizio si propone di diventare sempre più all’avanguardia e attento ai propri utenti. Per Uber un passeggero soddisfatto è infatti quello che è riuscito a vivere una vera esperienza.

I consumatori di Uber lo scelgono perchè offre un servizio personalizzato, mettendoli al centro dalla scelta dell’auto, fino alla destinazione prescelta; integrando il servizio di trasporto con la selezione personale della colonna sonora preferita, ha dato vita ad uno strumento con un elevato livello di personalizzazione. Non è più, infatti, l’impresa a scegliere come creare un elemento su misura, ma è il consumatore stesso che ha l’opportunità di dare vita al suo servizio, senza essere condizionato.
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Spotify e Uber: una sinergia vincente

Perchè dunque la strategia seguita è così vincente? Vengono soddisfatti i consumatori appartenenti allo stesso target, coprendo al massimo i loro bisogni latenti. Permette inoltre di acquisire, sia da un lato sia dall’altro, un numero sempre maggiore di utenti, colpiti dalla nuova possibilità che entrambi i servizi potranno offrire.

Iniziate dunque a creare la vostra “Top-Chart”con Spotify: presto potrete essere on-air su “radio”Uber!

Mean Tweets in versione DDB [VIDEO]

Mean Tweets in versione DDB

Conoscete tutti Mean Tweets? Ideato dal comico e showman americano Jimmy Kimmel, è uno dei format più apprezzati della tv degli ultimi anni grazie all’intelligente intuizione di portare Twitter in TV. Protagonisti sono infatti i twet più sarcastici e pungenti diretti a star della tv, del cinema e della musica. DDB Canada ha pensato di prendere in prestito l’idea creando la sua speciale edizione di Mean Tweets.

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Del resto quando siamo davanti alla tv e abbiamo in mano il nostro smartphone commentiamo davvero tutto, spot inclusi. Prendere la palla al balzo per creare un video ironico e mostrare in maniera non convenzionale e decisamente non autocelebrativa i propri lavori è una bella idea, non credete?

Nokia N1: il primo tablet Nokia con Android

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Dopo un piccolo teaser apparso ieri, Nokia ha rivelato al mondo la sua prima produzione indipendente dal mondo Microsoft: il Nokia N1, primo tablet della casa finlandese a montare le release Android.

Il Nokia N1 vi ricorderà sicuramente un iPad mini; anche il sito ufficiale del prodotto strizza moltissimo l’occhio ad Apple. Questo dispositivo è costruito dalla Foxconn su licenza Nokia; viene dunque confermato il riposizionamento di Nokia come partner per produzioni di terze parti, un po’ come avvenne per Polaroid.

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Il Nokia N1 monta un Android 5.0 Lollipop con lo Z Launcher di Nokia, che gira grazie ad un processore Intel Atom Z380, quadcore da 2,4 Ghz, con 2 Gb di ram a supporto e 32 Gb di memoria rom. Il dispositivo monta una fotocamera da 5 Mpx sul frontale e una da 8 Mpx sul retro, entrambe senza flash. Lo schermo ha la stessa grandezza e risoluzione dell’iPad mini: 7,9 pollici per una risoluzione di 2048×1536 pixel. Una novità del Nokia N1 è la usb Tipo C reversibile, una soluzione innovativa per i dispositivi mobile, che può trasferire anche segnale audio e video ad alta definizione. Il dispositivo è sottile solo 6,9 millimetri, ed è disponibile in due colorazioni: grigio lava o alluminio.

Il dispositivo è proposto ad un prezzo di partenza di $249 tasse escluse, e verrà lanciato durante il prossimo anno, con priorità verso il mercato cinese.

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Sebbene il Nokia N1 ricordi molto da vicino i dispositivi Apple, Sebastian Nystrom, responsabile di prodotto Nokia, dichiara a The Verge che “quando si progettano prodotti come il Nokia N1, il cui form factor è basato su un display relativamente ampio, molti prodotti sembrano simili. Ciò che cambia è piuttosto il modo in cui questi prodotti sono costruiti”. Nystrom dichiara inoltre: “Non stiamo copiando nessuno: stiamo costruendo il nostro design”. Da queste dichiarazioni si evince che Nokia si sta focalizzando sulla qualità costruttiva dei suoi dispositivi, tentando di fare meglio dei suoi competitor.

Il Nokia N1 è solo il primo dei tanti dispositivi della casa finlandese che vedremo nei  prossimi mesi. Probabilmente esiste una nicchia di mercato che vorrebbe vedere Android su un dispositivo simile all’iPad, fatto da Nokia, ma esistono già molte alternative valide. Probabilmente si tratta di una strategia di mantenimento: per accordo con Microsoft, Nokia non potrà apporre il proprio brand sugli smartphone fino alla fine del 2016. Questo porta Nokia, che è rimasta senza la divisione produzione, a tentare strade diverse per restare nel mercato. Vedremo nei prossimi mesi se la strategia di rinascita Nokia darà i frutti sperati.

Cosa ne pensate del Nokia N1? Avete giudizi o informazioni aggiuntive? Segnalatecele nei commenti!

Cosa fa il distributore di questo ambient? Vende solo snack [VIDEO]

Cosa fa il distributore di questo ambient? Vende solo snack [VIDEO]

L’agenzia creativa canadese Taxi ha creato un nuovo, particolare progetto di ambient marketing che prevede l’utilizzo di un distributore davvero fuori dal normale. La vending machine di “Project Vend” fa qualcosa che tutte le altre macchine che come lei hanno partecipato ad un video di questo genere non si sono mai sognate di fare.

Farà sorridere i passanti? Creerà un’esperienza immersiva sfruttando l’accelerometro dello smartphone? No, farà quello che oramai nessuno è in grado neppure di immaginare: vende solo snacks e bibite.

Cosa fa il distributore di questo ambient? Vende solo snack [VIDEO]

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Cosa fa il distributore di questo ambient? Vende solo snack [VIDEO]

Cosa fa il distributore di questo ambient? Vende solo snack [VIDEO]

Cosa fa il distributore di questo ambient? Vende solo snack [VIDEO]

Anche il mondo della comunicazione pubblicitaria segue trend e mode, e questa campagna ironizza su quella oramai un po’ inflazionata del vending machine stunt. Che sia ora di passare a qualcosa di nuovo per rendere efficace le attività di promozione delle aziende? Taxi si è proposta di farlo con questo video.

Con IKEA "Fai spazio al tuo buon giorno, anche a Natale"

Il messaggio che lancia IKEA non lascia alcun dubbio interpretativo: una notte di Natale vissuta in modo diverso può nascondere belle sorprese, rendendo la festa ancora più speciale; l’importante è vivere queste emozioni con gli occhi di un bambino, nel luogo più intimo e sicuro: la propria casa. È questo il suggerimento della nuova campagna firmata dall’agenzia Auge. Al concept dell’anno “Fai spazio al tuo buon giorno” si aggiunge “anche a Natale”, dando così vita ad una nuova campagna integrata con l’obiettivo di consolidare la strategia impostata a settembre.

Un buon giorno inizia da te,quando vedi le cose in un modo nuovo, quando scopri il bello anche se è nascosto, quando nonostante tutto decidi di essere felice, ogni giorno può essere un buon giorno se inizia così.

Lo spot mostra una famiglia che non resiste alla tentazione di scartare in anticipo i regali sotto l’albero, concludendosi con i protagonisti riuniti intorno ad un tavolo per una colazione notturna improvvisata.

On air dal 2 novembre, la campagna per presentare le novità dedicate al Natale sfrutta le potenzialità del cross e second screen. In questo percorso al fianco di IKEA, l’agenzia Initiative (network globale di comunicazione del gruppo IPG Mediabrands) ha implementato il planning con attività di cross e second screen. L’obiettivo è quello di accompagnare le persone durante l’intero arco della giornata seguendo le interazioni tra i diversi mezzi di comunicazione; la strategia si caratterizza come innovativa per la sua capacità di raggiungere il grande pubblico e, allo stesso tempo, generare un alto livello di engagement.

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L’attività in second screen segue quella televisiva per tutto il periodo della campagna attraverso banner su smartphone e tablet. Inoltre, sulle reti Mediaset e Sky, tramite le rispettive applicazioni di Mediaset Connect su Avanti un Altro e X-Factor, i telespettatori potranno interagire con il brand in diretta e in tempo reale.

Sulla app Mediaset Connect, durante il programma Avanti un Altro, l’agenzia creativa ha integrato nel meccanismo di gaming on line una serie di domande correlate al brand che danno la possibilità di accumulare i “Diamanti” per la sfida TV.
Sulla app X-Factor sono stati realizzati dei banner che ironicamente giocano sul parallelismo tra musica ed alcuni prodotti IKEA.

Siamo davvero entusiasti di questa collaborazione – ha spiegato Vita Piccinini, Managing Director di Initiative – che ci permettere di essere pionieri in un ambito che sicuramente rappresenta il futuro del nostro mercato. Come agenzia media in grado di interpretare il presente e accompagnare i clienti verso il futuro, ritengo che questo progetto dimostri la nostra capacità di essere sempre un passo avanti, grazie alla pianificazione strategica di un sistema di comunicazione realmente integrato e innovativo.

Twitter vola alto: 14 miliardi di dollari entro 10 anni

Poco più di un anno fa un uccellino cominciava a cinguettare a Wall Street. Un uccellino azzurro. Il 7 novembre 2013 Twitter aveva fatto il suo ingresso al NYSE, con un’IPO iniziale di 26 dollari, che solo nel primo giorno di contrattazioni aveva raggiunto i 44.9 dollari per azione, con un incremento del 73%.

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Adesso, a un anno di distanza, qual è la situazione del social network?

Mercoledì scorso (12/11/2014) si è svolto a San Francisco il primo Analyst Day per Twitter. Per chi non lo sapesse, con Analyst Day si intende il meeting annuale dove le principali cariche aziendali (in questo caso il CEO, Dick Costolo, e il CFO, Anthony Noto) forniscono informazioni ad analisti e investitori, circa le performance attuali e gli obiettivi futuri.

E questi ultimi sono particolarmente ambiziosi. “L’obiettivo” citando Anthony Noto “è diventare una delle migliori aziende internet in termini di reddito”. La previsione è addirittura raggiungere i 14 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni.

grafico di twitter per l'andamento di mercato

Le premesse sono piuttosto rosee, in quanto, specialmente nell’ultimo trimestre, i risultati sono sempre stati positivi, soprattutto per quanto riguarda il mobile. L’85% del risultato di questo trimestre è proprio dovuto agli investimenti in advertising mobile.

risultati trimestrali di twitter

Grafico Tech Crunch

Stando a quanto detto anche su TechCrunch, gli analisti, in generale sono abbastanza disposti a credere alle alte aspettative di Twitter. Infatti l’azienda ha ottimi dati finanziari: il social è sempre riuscito a fare un ottimo lavoro nel monetizzare la sua user base. In compenso le performance di crescita del numero di utenti sono sempre state piuttosto deludenti.

Il focus dell’azienda nei prossimi anni sarà concentrato sull’aumento dell’utenza. In particolare, Dick Costolo ha mostrato questa visione strategica, invitando gli investitori a considerare il social non solo dal punto di vista degli utenti mensilmente attivi.

Ci sono oltre 500 milioni di visitatori (utenti che non si loggano, ma che visitano comunque Twitter sia sulla home page che reindirizzati verso tweet specifici). Considerando queste persone ci sarebbe il potenziale per generare oltre 1 miliardo di dollari. Come poi Twitter riuscirà a monetizzare questo target group sarà un altro discorso.

grafico sugli utenti potenziali

Dal punto di vista delle scelte operative, molti sembrano i possibili cambiamenti che verranno attuati nel prossimo futuro.
Come anticipato da Mashable, le innovazioni maggiori riguarderanno la Timeline. Con gli Highlights sarà possibile dare più spazio alle notizie più importanti, mentre con l’implementazione di Instant che aiuterà soprattutto i nuovi utenti ad ambientarsi al meglio costruendo quindi una newsfeed ottimale.

Per gli utenti attivi, invece, l’uccellino blu vorrebbe aumentare le funzionalità della messaggistica istantanea.
Altri cambiamenti potrebbero coinvolgere lo sviluppo di più app standalone, di features per la creazione e l’editing dei video, e la creazione di alert Breaking News.

Concludendo: grandi obiettivi, ma anche grandi risultati. Sembra infatti che l’uccellino azzurro  sia riuscito a convincere Wall Street. Il valore delle azioni è aumentato di circa l’8% durante l’Analyst Day e di un ulteriore 1.5% nella giornata successiva. 

Per essere sempre aggiornati sulle performance finanziarie di Twitter: Investor Twitter Inc.

Sai raccontare la tua storia? Crea il tuo personal storybrand in 3 step

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Assumere un approccio concreto nei confronti della propria vita professionale nell’era del Web 2.0 significa essere capaci di creare una Storyline coerente che permetta di comunicare la propria identità. La maggior parte dei Recruiter decidono di contattare un candidato dopo aver consultato i suoi profili Social, dopo aver capito qual è la sua storia, la storia che è riuscito a raccontare di sé.

Promuovere sé stessi non significa vantarsi, ma riuscire a mettere in luce le proprie potenzialità tenendo sempre a mente quali sono i propri obiettivi. Tant’è che ci sono un gran numero di modelli da cui prendere esempio. Qualcuno, addirittura, azzarda di poter ricavare da Bridget Jones le lezioni giuste per un personal storybranding efficace.

Il processo di sviluppo di un personal storybranding è costituito da tre fasi fondamentali che sono direttamente legate a tre domande cruciali che ogni business man dovrebbe farsi per poter creare il suo marchio.

 

Esplorazione (Chi sei?)

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Cosa ti rende unico? Qual è la tua personalità? Trovare risposte è il modo giusto per definire ed esplorare sé stessi identificando i propri punti di forza. Comprendere il proprio ruolo all’interno della “trama” sottile da costruire ti permetterà di vedere il mondo in una maniera totalmente nuova. Si tratta della fase più critica e delicate di tutto il processo.

Per costruire la propria autobiografia bisogna conoscersi, ma di primaria importanza è conoscere il proprio target di riferimento. Chi vuole ascoltare la tua storia? Allora stesso tempo, il personal storybranding si alimenta delle storie degli altri. Fare riferimento a loro, conoscere il proprio pubblico, rendere la propria storia correlabile a quella degli altri è il vero segreto del successo.

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Essenza (Chi vuoi essere?)

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Fonte: Tumblr

A questo punto dovrai avere definito chi sei e puntare a costruire chi vuoi essere. La tua vision sarà fondamentale per poter fondare la tua storia su una promessa. Una promessa da mantenere e da seguire in tutto ciò che fai. Ciò che risulta fondamentale è emergere dalla folla raccontando la tua storia personale e professionale.

Scrivere la propria storia consiste nel fare leva sulle emozioni delle persone, dei tuoi “lettori”. L’engagement parte quasi sempre da un aneddoto e non da sterili statistiche.

Espressione (Come lo comunicherai al mondo?)

La pianificazione strategica si rende necessaria quando il personal storybranding deve essere comunicato al mondo con contenuti mirati: post sul blog, foto sul profilo Instagram e su Facebook, Tweet Pungenti e Immagini da Pinnare. Una volta stabilito un piano di azione è possibile distruire tutti questi contenuti. IL Web sta diventando il mezzo più utilizzato, soprattutto nel mondo del lavoro, per poter presentare la propria storia.

C’è chi preferisce girare un Vlog settimanale e chi modificare il proprio Profilo Linkedin. Ma c’è anche chi utilizza Vine per poter pianificare la propria strategia di personal storybranding.

A questo punto diventa ancora più difficile mantenere una coerenza in ogni azione da compiere. Ma ciò sarà il risultato delle precedenti fasi in cui si sarà definito il target, lo stile, I contenuti da raccontare. Bisogna sempre considerare che l’impronta digitale permane nel tempo ed è consigliabile evitare errori irreparabili, come la pubblicazioni di foto che non rafforzano la tua storia professionale.

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Investire su sé stessi è la strada per la felicità.

Il personal storybrand è un’identità unica che qualsiasi professionista in grado di sviluppare.

Il processo di personal storybranding è rivolto alla formazione di un’identità unica che ogni business man dovrebbe essere in grado di sviluppare. Per avere successo e definire il tuo profile professionale creando engagement e coinvolgimento da parte di chi ti ascolta devi ricordare una serie di principi:

  • Lo storybranding non è un programma di miglioramento personale, ma è un approccio operativo che ti permetterà di sfruttare le tue potenzialità tenendo sempre a mente il tuo sviluppo professionale.
  • E’ importante il Sistema di valori scelto. Ciò rende memorabile un personaggio e non solo i suoi skill professionali o le sue certificazioni.
  • Il carisma è un dono appartenente a pochi. E’ questo il vero carburante che permette a determinate personalità di emergere e di spiccare il volo.
  • Abbi il coraggio di alzarti in piedi e di distinguerti sempre dagli altri.
  • Sappi che c’è sempre un lieto fine. Come ogni storia che si rispetti, il personal storybranding si fonda sulla volontà di plasmare le azioni per ottenere il successo desiderato,  un percorso che dura tutta la vita.

 

Corso in e-Commerce Management: strategie e piattaforme per vendere online

e-Commerce Management

© Gajus - Fotolia.com

Il 2015 in Ninja Academy si aprirà con il Corso Online in e-Commerce Management, un percorso formativo completamente online pensato per aggiornare le competenze aziendali necessarie a mettere a punto strategie di marketing e vendita online che possano massimizzare la domanda proveniente dal proprio mercato di riferimento.

5 cose che imparerai durante il corso

Il corso ti permetterà di acquisire competenze specifiche sui passaggi strategici dell’e-Commerce, dalla piattaforma da utilizzare, i possibili modelli di business, le tecniche di analisi anche competitiva, gli aspetti gestionali ed in generale tutte quelle attività che occorrono ad un professionista della vendita online per essere in sintonia col proprio mercato. In particolare, frequentando il Corso, imparerai a:
1. scegliere la migliore piattaforma di vendita per la propria azienda
2. gestire progetti di e-Commerce con successo
3. acquisire nuovi clienti con le tecniche di performance marketing applicate all’e-Commerce
4. utilizzare il social media marketing come strumento di vendita
5. gestire un customer care 2.0

Quali sono gli argomenti del corso e i rispettivi docenti?

PARTE 1: IL MERCATO, LE STRATEGIE E GLI STRUMENTI DELL’E-COMMERCE
con Roberto Fumarola
[Co Founder in Qapla.it & eCommerce Specialist in b2commerce srl]

  • Il mercato
  • Tipologie di piattaforme
  • Usability
  • SEO & SEM
  • Mobile e-Commerce
  • Multicanalità e multiscreen

PARTE 2: CUSTOMER CARE, SOCIAL COMMERCE & MARKETPLACE:
con Francesco Varuzza
[Technical Department Manager and E-commerce Specialist at FullyCommerce]

  • Gestire i clienti online
  • Dall’ascolto all’assistenza: Social Caring
  • eBay, Amazon e i maggiori marketplace internazionali
  • Scegliere i prodotti/servizi inserire all’interno di un marketplace

PARTE 3: ECOMMERCE MARKETING
con Gabriele Taviani
[RE-TARGETING expert at Brokerad Ltd]

  • Preparazione: Metodologia, Pianificazione strategica (Campaign Plan) e Configurazione dei TAG di tracciamento (GTMGoogle Tag Manager).
  • Negoziazione del traffico multi-canale: Canali e traffico Prospecting (interessamento) e Retargeting (Convincimento).
  • Acquisizione: Usare Facebook Advertising per acquisire traffico Prospecting e Retargeting. Generazione di conversioni.
  • Analisi & Ottimizzazioni delle performance multi-canale: Ottimizzazioni per migliorare il ROI

Quanto dura il corso?

Il corso ha una durata di 15 ore formative: le lezioni si terranno dalle 18 alle 20 per i webinar teorici e dalle 18 alle 19 per i question time, webinar di confronto con i docenti in cui  potrai esporre dubbi, richiedere approfondimenti e formulare domande in tempo reale in relazione alle tue esigenze formative e/o lavorative.

Presentazione: 9 gennaio dalle 17 alle 18
Lezione 1: 20 gennaio dalle 18 alle 20
Lezione 2: 23 gennaio dalle 18 alle 20
Question Time 1: 28 gennaio dalle 18 alle 19
Lezione 3: 30 gennaio dalle 18 alle 20
Lezione 4: 3 febbraio dalle 18 alle 20
Question Time 2: 6 febbraio dalle 18 alle 19
Lezione 5: 10 febbraio dalle 18 alle 20
Lezione 6: 13 febbraio dalle 18 alle 20
Question Time 3: 17 febbraio dalle 18 alle 19

Come posso fare per rivedere le lezioni e per quanto tempo sono disponibili online?

Qualora fossi impossibilitato a partecipare ai live webinar nel giorno e all’orario prestabilito, potrai consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità on-demand accedendo alla piattaforma e-learning. Iscrivendoti ad un Corso Ninja Academy Online, entrerai a far parte di in una Community reale di entusiasti, appassionati ed evangelisti del marketing digitale, e in generale dell’innovazione, dove potrai confrontarti quotidianamente con i docenti e con gli altri corsisti.

Quali sono qui i vantaggi di seguire il corso online?

✔ Puoi seguire i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
✔ Question Time in diretta per esporre dubbi e domande e interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
✔ Attestato di partecipazione

SCONTO EARLY BOOKING
Fino al 13 gennaio: 249 €
Dal 14 gennaio: 349 €

BE NINJA!