Che Quora fosse la piattaforma Q&A più seria in circolazione non c’erano dubbi. Non ci sono Yahoo! Answers e Ask.com che possano reggere il confronto con il livello accurato delle risposte fornite dagli utenti di Quora.
Ma nonostante un traffico mensile di un circa un milione di utenti, l’azienda degli ex Facebook Adam D’Angelo e Charlie Cheever è sempre alla ricerca di miglioramenti per rendere questa rete sociale dedicata allo scambio d’informazioni più attraente per il resto del popolo web. Un tentativo di dare a Quora un’essenza più da socialnetwork che da enciclopedia.
Largo dunque al restyling del sito, al miglioramento dell’app per cellulari, alla creazione di una sezione blogging su cui mettere video accattivanti (come questo, riportato su Youtube) e alla condivisione dei contenuti su altri social (fino a poco tempo fa inspiegabilmente non consentita).
L’ultima arma in più sono i Blue Check Mark, quei piccoli segni di spunta bianco/blu che certificano la veridicità dei profili. Sì, li stessi che usano Facebook e Twitter da anni!
La scelta non è di certo innovativa, ma è chiarificatrice delle intenzioni di Quora: attirare nuovi utenti con la promessa di creare per loro un canale diretto con i propri idoli.
E quale sponsor migliore per questa operazione del Presidente Barack Obama?
L’uomo del celebre “Yes We Can” – con l’apporto imprescindibile del suo attento staff – ha colto al volo l’occasione per parlare con l’elettorato dei suoi piani politici futuri.
A strettissimo giro, tanti altri VIP hanno aderito a questo trend, mettendosi a disposizione dei propri fan.
Potete, ad esempio, chiedere al regista premio Oscar Alfoso Cuaron come ha realizzato alcune sequenze mozzafiato di Gravity, o alla star NBA Jeremy Lin cosa fa tra una stoppata e un tiro da tre, nel tempo libero che gli rimane.
Il vantaggio per le star è il rafforzamento del proprio status quo; gli utenti invece ottengono, gratuitamente, la possibilità di interrogare alcuni dei grandi personaggi del nostro tempo, senza paura di essere trollati da qualche buontempone.
A patto, ovviamente, che si dia del tu alla lingua inglese 😉
Come preannunciato dall’articolo di due settimane fa, il 3 aprile, la Giuria del concorso che premia le associazioni che lavorano nella cultura, ha decretato il progetto vincitore. Di Casa in Casa trionfa e si aggiudica la vittoria di cheFare.
Di Casa in Casa, il progetto
ll progetto “di Casa in Casa” si propone di coordinare le attività delle nove Case del Quartiere di Torino attraverso il consolidamento di una rete che mette in comune saperi, esperienze e progetti, con il fine di far confluire proprio esperienze, piani e attività di cittadini, associazioni, gruppi e operatori culturali.
La rete, in particolare, vuole: dar vita ad un percorso di formazione permanente, un laboratorio capace di valutare e ripensare il proprio agire attraverso il confronto fra le esperienze; costruire nuovi network con i vari gruppi che operano nelle case per favorire l’incontro e la conoscenza, per stimolare sinergie, pensieri e progetti comuni; sperimentare un nuovo modello di welfare community in grado di alimentare pratiche di inclusione sociale che utilizzino le reti informali, vicinali, familiari e amicali; sviluppare una maggiore auto-sostenibilità, condividendo attività economiche socialmente compatibili, attività di fundraising e crowdfunding; consolidare una comunicazione efficace fra le Case e con i cittadini, utilizzando i social network ed esaltando le reti sociali territoriali; progettare insieme per la città, contribuendo ad una politica cittadina fondata sui quartieri come risorsa e sui cittadini come protagonisti.
Le Case del Quartiere assurgono così la funzione di spazi comuni, laboratori sociali e culturali in cui s’incrociano attività e persone (cittadini di tutte le età, associazioni, gruppi informali, operatori culturali), e diventano allo stesso tempo esperimenti di coinvolgimento, partecipazione e auto-organizzazione.
Di Casa in Casa, dove nasce il progetto
Di Casa in Casa è un progetto proposto dalla Fondazione Cascina Roccafranca; un centro culturale e ricreativo per la Circoscrizione 2 della città di Torino. Uno spazio pensato per rendere protagonisti i cittadini, in cui si vive attivamente il quartiere. Un centro civico innovativo, i cui valori centrali sono la partecipazione e l’accoglienza.
Cascina Roccafranca nasce nel 2006 e attualmente conta 70 associazioni e gruppi informali, 50 volontari, 90 corsi, 40 laboratori, 150 eventi annuali, 15 Gruppi.
La dichiarazione ufficiale della Giuria
La Giuria di Che Fare, con testuali parole, dichiara il soggetto vincitore del proprio concorso:
“Noi membri della Giuria abbiamo esaminato con grande scrupolo ma anche con grande interesse il materiale dei progetti finalisti. È stato un processo decisionale lungo e piacevolmente impegnativo, perché i nove progetti scelti dalla selezione on line avevano tutti una grande capacità di immaginazione e manifestavano un desiderio che potremmo dire genuinamente politico di trasformare, anche se nel piccolo, la realtà sociale italiana.
Il 30 marzo, dopo aver ascoltato le presentazioni e aver riempito di domande molto puntuali coloro che presentavano i singoli progetti, la scelta si è fatta, se possibile, ancora più difficile, proprio per la qualità della formulazione dei progetti – e in questo crediamo che una parte di merito vada data anche alla natura sfidante del bando e all’equipe di Doppiozero.
Alla fine, dopo una discussione molto schietta tesa ad approfondire le ragioni del premio e a verificare in modo preciso l’aderenza dei progetti ai criteri del bando, abbiamo deciso di premiare il progetto Di Casa in Casa proposto da Fondazione Cascina Roccafranca”.
Perché Di Casa in Casa ha vinto?
Le motivazioni principali della schiacciante vittoria di “di Casa in Casa”, da parte della Giuria, sono state:
1) La capacità di coinvolgimento del tessuto sociale ripensata attraverso un’idea innovativa di cosa sia oggi una comunità o una rete interpretata in senso solidale
2) La solidità del progetto (dal punto di vista economico, organizzativo e dell’iter di sviluppo) che si traduce anche nella consapevolezza delle possibilità di sostenibilità, riproducibilità e scalabilità
3) La lodevole capacità di autoanalisi nel considerare i punti di forza e di debolezza del progetto.
4) La dimostrata propensione ad agire in modo reattivo e collaborativo rispetto all’occasione del bando, usato come momento di autoformazione e crescita del piano presentato.
Di Casa in Casa, pur essendo un progetto prettamente dedicato alla periferia della città di Torino, propone una visione sui bisogni e i modi d’intervento nel tessuto urbano in quelle città italiane dove è sempre meno facile pensare e mantenere delle relazioni di comunità. A questo proposito la Giuria si augura che tale programma possa essere imitato e moltiplicato anche per altri luoghi del nostro Paese, e conclude la dichiarazione ufficiale della vincita con un’importante affermazione: “Con l’occasione di questa dichiarazione dei vincitori, vogliamo ringraziare di cuore Doppiozero e i suoi partner e ancora di più i relatori dei progetti finalisti: ci è stata data un’opportunità di condividere un’idea nuova di Italia: imprevista e piena di speranza”.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Akikohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAkiko2014-04-07 09:50:472014-04-07 09:50:47Decretato il vincitore di CheFare 2: Di Casa in Casa
Dietro ogni impresa, grande o piccola che sia, ci sono delle storie, che attendono di essere trovate, raccontate e condivise.
Cos’è un racconto aziendale e come si costruisce? Quali sono gli strumenti più idonei su cui far vivere e far circolare racconti d’impresa? Quando è bene fare un percorso di Corporate Storytelling e quando sarebbe meglio evitare?
Corso Online in Corporate Storytelling [maggio-giugno 2014]
Il Corso intende offrire una panoramica estremamente aggiornata sul vasto mondo del Corporate Storytelling, offrendo scenari evocativi, tecniche espressive e spunti pratici con i quali poter sviluppare una narrazione efficace, in grado di impattare sul coinvolgimento delle persone dell’impresa, e di conseguenza verso i propri clienti e il proprio business.
▨ Quali sono le tecniche del corporate storytelling applicate all’attività professionale quotidiana?
▨ Quali sono i punti di riferimento con i quali costruire un piano di narrazione aziendale mirato?
▨ Come sfruttare il potere delle storie attraverso una “narrazione emozionante“?
▨ Cos’è il Visual Storytelling e come si architetta una sequenza narrativa?
▨ Come coniugare Social Media, Storytelling e Visual Storytelling?
PROGRAMMA
Introduzione: cos’è il CorporateStorytelling
Quali sono gli ambiti di applicazione dello Storytelling in azienda (dal brand alle persone)
Le storie: cosa sono, come interagiscono, come diventano racconti efficaci (casi di successo ed esperienze aziendali)
Storytelling interno e Storytelling esterno: come ingaggiare i diversi pubblici
Il potere delle storie e il loro impatto sui brand, i prodotti e i servizi
Come si costruisce una narrazione aziendale: le variabili chiave
Gli elementi per una “narrazione emozionante“
Leggere il proprio lettore e posizionare la propria storia (per ingaggiare e comunicare in modo empatico)
La narrazione d’impresa sui diversi media
Visual Storytelling: cos’è e come si sviluppa
Creiamo una sequenza narrativa (keyframe in una singola foto o con più foto, il “Third Effect”)
Pensare una storia prima di realizzarla visivamente
Preparazione e organizzazione del lavoro (foto, video, elementi grafici e simboli)
Il ruolo dei Social Media nella distribuzione efficace del Visual Storytelling
Il potere delle immagini nell’era dei Social Media
Gli strumenti del Visual Storytelling: dalle immagini ai video, dalle infografiche alle docu-fiction
Ninja Master | Andrea Fontana
Andrea Fontana Co-Founder Storyfactory
Esperto di strategia aziendale, comunicazione d’impresa (aziendale e politica) e people engagement, con i suoi testi e le sue ricerche ha aperto in Italia il filone di riflessione e applicazione operativa sul “Corporate Storytelling“. Insegna “Storytelling e Narrazione d’Impresa” all’Università di Pavia e “Metodologia della formazione” all’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Esperto di fotografia e web 2.0 unisce la passione fotografica alle competenze narrative che gli permettono di raccontare storie mediante le immagini. Collabora con varie aziende, aiutandole a identificare i punti di forza e le caratteristiche principali, sulle quali costruire una strategia di comunicazione efficace.
Vantaggi del Corso Online
✔ Puoi seguire i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
✔ Question Time in diretta per esporre dubbi e domande e interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
✔ Attestato di partecipazione
SCONTO EARLY BOOKING
Entro il 12 maggio: 199 €
Dopo il 12 maggio: 249 €
Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.
Knowledge for change. BE NINJA.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Silviahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngSilvia2014-04-07 09:00:062014-04-07 09:00:06Aperte le iscrizioni al Corso Online in Corporate Storytelling
La nuova campagna Snickers australiana vuole mostrare in modo ironico come appaiono le persone affamate, partendo dall’idea che “Non sei te stesso quando hai fame!”.
Aussie Builders surprise public with loud empowering statements: “Operai australiani sorprendono il pubblico urlando slogan per promuovere l’uguaglianza sociale” è il titolo del video firmato Snikers, che punta sul gioco di parole e l’accenno al doppio senso come chiave vincente per stupire lo spettatore (e le passanti protagoniste), partendo dal preconcetto che se sei un muratore non puoi essere te stesso se non fai battute sessiste alle donne.
Il video inizia con gli operai al lavoro che si affacciano dal palazzo e richiamano l’attenzione delle donne che camminano in strada, con frasi che iniziano con “Ti voglio mostrare…”, oppure “sai cosa voglio vedere?” ma il finale non è banale come si potrebbe immaginare; “Ti voglio mostrare… il rispetto che meriti” e “Sai cosa voglio vedere? Vorrei che il punto di vista femminile sia preso in considerazione per quello che è e non per quello che ci si aspetti di sentire”, lasciando visibilmente perplesse, ma divertite e inorgoglite le passanti.
Il gioco di parole, il contrasto con le aspettative e l’invito a ragionare sul ruolo della donna nella società diventano qui ironici pretesti per dimostrare che quando si ha fame si perde il proprio essere, e questo culmina con il coro finale degli operai: “Cosa vogliamo? Uguaglianza. Cosa non vogliamo? Misoginia”.
Aussie Builders surprise public with loud empowering statements è solo uno dei tasselli di un piano di comunicazione che la Snickers ha messo in atto, e che ha visto anche la creazione di un’applicazione web molto divertente che mostra, grazie all’utilizzo di una foto, come si appare nel momento in cui si ha fame.
L’idea dell’applicazione nasce da situazioni di nervosismo o depressione che scaturiscono nel momento in cui siamo affamati e non possiamo o non riusciamo a mangiare, magari in attesa che si liberi un posto al ristorante o durante una giornata lavorativa senza pausa pranzo. Ecco, è proprio qui che arriva l’idea di Snickers con il The Hungry me generator, ovvero il “Generatore del me affamato” con tanto di foto personale annessa!
Qui di seguito potrete trovare lo spot, invece andando all’applicazione web scoprirete chi siete veramente quando siete affamati: irritabili? Silenziosi? Scopritelo! 🙂
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Rukiahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngRukia2014-04-06 09:20:222014-04-06 09:20:22Snickers: gli operai urlano alle donne... per sostenerle! [VIDEO]
La Danimarca ha un problema: non nascono più bambini. Mentre i politici stanno pensando ad una strategia, il mondo del marketing ha già trovato una soluzione: l’agenzia di viaggi Spies Travels lancia la campagna Do It For Denmark!
Più che una vera campagna pubblicitaria è una missione quella di Spies Travels, il loro obiettivo è quello di far crescere il numero di bambini eliminando il problema nascite zero che sta affliggendo la Danimarca. Al grido di Do It For Denmark!, la compagnia di viaggi ha realizzato un video e aperto un sito dedicato: do-it-for-denmark.dk
Quindi in Danimarca non si fa… ehm… non si procrea. Strano, soprattutto considerando che, secondo una ricerca dell’Unesco, è il “paese più felice” al mondo e proprio in Danimarca è nato Lars von Trier il regista dello sconvolgente film Nymphomaniac. Forse la troppa felicità causa una scarsa attività sotto le lenzuola o forse è tutta colpa delle tipiche frikadeller.
Fortuna che Spies ha trovato una soluzione al problema. Come spiegato nel video si ha una maggior probabilità di concepire un bambino quando si va in vacanza: si è più rilassati, ci si dedica più alla coppia e ci si lascia andare. Quindi perché non invitare i danesi ad andare in vacanza, divertirsi un po’ e tornare nel paese in tre?
Per partecipare all’iniziativa basta prenotare un viaggio sul sito e, al ritorno, dare la prova della gravidanza. In questo caso la compagnia regalerà alle coppie una fornitura triennale di pannolini, prodotti per bambini e un viaggio “baby-friendly”.
Il video con cui Spies veicola la campagna è molto divertente e ben realizzato. Mixando lo stile documentaristico con quello più leggero e divertente tipico del web, il filmato cattura l’attenzione fino alla fine. Unica barriera è per la lingua danese davvero ostica che, però, viene stemperata dai sottotitoli in inglese che aiutano nella comprensione.
Il video ha riscosso un notevole successo sia per numero di visualizzazioni (superando i 5 milioni) sia per quanto riguarda l’opinione pubblica. Vi consigio di leggere i commenti degli utenti, alcuni sono molto divertenti e, in linea di massima, apprezzano l’iniziativa di Spies Travels.
Sappiamo benissimo cosa vi state chiedendo: ma chi non può avere figli? Beh, come suggerisce Spies, all the fun is in the participation! 😉
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kyubi no Kitsunehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKyubi no Kitsune2014-04-05 15:20:212014-04-05 15:20:21Do it for Denmark: Spies Travels lancia la provocazione [VIRAL VIDEO]
Avviso agli amanti degli ormai famosissimi occhiali per la realtà virtuale: non c’è nessuna evidenza che Facebook rovinerà Oculus Rift! 😀
Ma si sa, tutte le grandi novità in rete devono passare tra le grinfie di esperti realizzatori di parodie e spoof (soprattutto se si parla di operazioni multimiliardarie ad opera di Facebook). Ecco allora che spunta questo video dal titolo “Oculus Facebook Rift gameplay footage“, che prova ad immaginare come evolverà da qui a poco la user experience di un utilizzatore degli occhiali.
Qualche esempio? Notifiche che interrompono il gioco, inserzioni di re-marketing e simili.
È uno dei temi che oggi, nell’era dei big data, rimbalzano e vengono più frequentemente discussi online: come vengono trattati i nostri dati personali dalle digital company? Nei giorni scorsi Google ha pubblicato un video che risponde a questa domanda, filtrandola attraverso uno scenario specifico, ovvero quello dei processi penali in cui viene presentato un mandato di perquisione per le attività online degli indagati. Qual è la Google privacy policy in questi casi?
Tramite un video animato dettagliato quanto comprensibile, Google ci descrive tutti i retroscena di quello che è un procedimento assolutamente blindato: obiettivo di Mountain View è, ovviamente, proteggersi da critiche e lamentele mostrandoci come lavora per proteggere i nostri dati da richieste eccessive. Anche quando queste provengono dal Governo.
Tutte le figure interne all’azienda che vengono coinvolte nel processo di disamina dei contenuti vengono qui presentate: dallo screener, che filtra e dà priorità ai mandati, al custodian of records, colui che si occupa di custodire i materiali e si presenta in aula.
Ecco il video (attivate i sottotitoli in italiano!)
Capito tutto? 😉
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2014-04-04 17:34:072014-04-04 17:34:07Google privacy policy e leggi: un'animazione per capire [VIDEO]
Il percorso della Ninja Digital Factory si è appena concluso, e abbiamo due vincitori: si tratta del progetto A.I.M. – All Italian Museums, un portale di rivalutazione dei beni museali e culturali del nostro Paese, e di SunBooking , un sito-applicazione grazie al quale poter prenotare comodamente lettino e ombrellone nelle zone balneari di tutta Italia .
Tutti e sei i team di lavoro, quindi i progetti della Factory, si sono distinti per caratteristiche originali e un sacco di energia che trasudava letteralmente dalle presentazioni. Alla fine, però, la giuria scientifica ha dovuto scegliere due soli progetti, premiandoSunBooking (secondo classificato) con un corso Ninja Academy free per tutti i membri del gruppo, e A.I.M. (vincitore assoluto) con un corso Ninja Academy free e una consulenza di business per Startup digitali da parte di Portolano Cavallo, partner dell’iniziativa.
Abbiamo contatto Marilena Suppa, portavoce del team A.I.M., e Debora Dusina, portavoce del team SunBooking, per far loro qualche domanda a caldo sull’esperienza appena conclusa.
Ciao Marilena e Debora! Allora, a conti fatti come riassumereste l’esperienza della Ninja Digital Factory? Ha soddisfatto le vostre aspettative?
Marilena: Siamo estremamente soddisfatti. La Ninja Digital Factory è un’opportunità unica di apprendimento by doing! Ci ha dato la possibilità di mettere in pratica ciò che parallelamente apprendevamo attraverso le lezioni e la possibilità di contare su un tutor sempre pronto a consigliarci.
Debora: E’ stata sicuramente un’esperienza stimolante, sotto ogni punto di vista: da quello professionale, ci ha dato l’opportunità di mettere in pratica i concetti appresi durante il master; da quello personale, ha fatto nascere rapporti di dialogo creativo, misti a chiacchierate su Skype in orario di cena (con relativo coinvolgimento di familiari e prole) e ritrovi di sabato mattina con focaccine per spezzare la fame. Certo, come in tutto, c’è sempre un margine di miglioramento (in particolare il coordinamento tra moduli del Master e step del progetto), ma per essere la prima Factory posso solo che esserne soddisfatta, soprattutto perché i ragazzi di Ninja Academy si sono dimostrati attenti alle nostre esigenze e pronti a mettersi in discussione per soddisfare le nostre richieste e migliorarsi.
Ci raccontate brevemente il concept del vostro progetto?
Marilena:L’idea è nata guardando ciò che ci circonda: l’immenso patrimonio italiano. Analizzando il contesto ed il mercato, abbiamo cercato di capire come colmare il gap esistente tra la ricchezza del patrimonio museale italiano e la scarsa accessibilità informativa per il visitatore, cercando di offrire un’opportunità anche ai piccoli musei. Il tutto utilizzando naturalmente le tecnologie digitali e il social web per creare business dalla cultura e dal servizio. In breve, permettere all’Italia di mangiare con la cultura!
Debora:SunBooking è un portale di prenotazione online di lettino e ombrellone. Nasce da una reale necessità di ridurre lo stress da vacanza, di dare ai viaggiatori la possibilità di riservare in anticipo e senza sforzo un posto in spiaggia e di garantire visibilità agli stabilimenti balneari sul territorio nazionale, permettendo una migliore gestione della struttura.
E’ un progetto ambizioso, ne siamo consapevoli, ma dai primi confronti con gli operatori del settore abbiamo ricevuto molte conferme: si tratta di un’esigenza percepita, con un investimento tecnologico minimo e un ritorno positivo per il turismo del nostro Paese. Oltre che delle numerose famiglie che ogni anno si trovano alle prese con levatacce mattutine e code in autostrada per garantirsi “un posto al sole”.
Lavorare in team a un progetto realistico di strategia digitale per diversi mesi, in modalità delocalizzata, è stato complicato?
Marilena: Si tratta di riuscire a creare uno spirito di squadra tra persone fisicamente distanti, riuscendo a combinare personalità e competenze diverse. Eppure, dopo le prime conference call, il tutto è sembrato quasi naturale. Ci sentivamo due o tre volte alla settimana, sulla base di un calendario di disponibilità sempre aggiornato. Quando ci siamo rivisti il giorno prima della presentazione finale, non eravamo certo degli sconosciuti, ma un vero team!
Debora: Più che complicato direi sfidante: conciliare i ritmi di vita e di lavoro con gli step settimanali richiede un grande sforzo di volontà, non è da tutti – tant’è che alcuni hanno abbandonato prima della fine. E non bisogna sottovalutare il fatto che il canale di comunicazione (email, Skype, WhatsApp) può causare a volte incomprensioni. Ma l’entusiasmo di vedere crescere il nostro progetto, che da una massa informe di stimoli diventa una creatura che sta in piedi, che rappresenta il contributo di ognuno, tanto da parlarne nella vita quotidiana, è stata la nostra forza, che ha viaggiato su e giù per l’Italia cancellando le distanze.
Consigliereste l’esperienza del Master Ninja e della Factory? Siate sincere! E per quale motivo?
Marilena: Senza dubbio! Professionalità e creatività sono il binomio vincente della Ninja Academy. In realtà, abbiamo già cominciato a consigliarlo.
Debora: Consiglierei questa esperienza a chi davvero ha voglia di mettersi in gioco, a chi cerca un’opportunità di crescita professionale, ma ha il desiderio di sentirsi protagonista del suo percorso di studi: il dialogo con i docenti e con il tutor è più uno scambio creativo di idee che un insegnamento in senso tradizionale, non ci sono voti, solo l’obiettivo che sta lì, di fronte a te, e la voglia di creare, di capire, di approfondire, il tutto condito da un forte senso di autovalutazione.
Marilena: Le lezioni non si limitano mai alle due ore, ma forniscono spunti per continuare la formazione. L’unico consiglio che ci sentiamo di dare è di impegnarsi…con passione.
Debora: Prendete ogni stimolo come una spinta ad approfondire ancora e ancora, interagite con il gruppo, contattate i docenti per avere chiarimenti, non limitatevi a fare il “compitino”: la mia più grande soddisfazione a fine Master è quella di avere tante domande ancora da fare quante sono state le risposte che ho già avuto.
Ringraziamo Marilena e Debora e facciamo un immenso in bocca al lupo per il futuro a loro e a tutti i partecipanti alla Ninja Digital Factory!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Angelicahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAngelica2014-04-04 14:00:212014-04-04 14:00:21Ninja Digital Factory: i vincitori della prima edizione ci raccontano la loro esperienza
C’era una volta il tifoso della squadra di calcio della propria città. O della squadra di calcio della città vicina. O della squadra di calcio per cui il padre o il fratello facevano il tifo. C’erano poi le città con più squadre, che dividevano la popolazione in fazioni opposte pronte allo sfottò ogni giorno dell’anno.
Chi poi è cresciuto in piccoli paesi dove la realtà calcistica locale arrivava al massimo alla terza categoria, sceglieva una squadra del massimo campionato e se la portava nel cuore per tutta la vita, anche se residente a centinaia di chilometri dallo stadio dove ogni domenica sognava di cantare i cori per i propri beniamini.
Oggi le cose sono un po’ cambiate; la globalizzazione ha stravolto la percezione dello spazio, il web ha reso fruibile i contenuti in real time e non è raro trovare giovani tifosi con il cuore appartenente a squadre di altri Paesi e campionati.
Se vivi nello Sri Lanka e ami il Chelsea puoi tranquillamente vederne le partite da casa tua, puoi seguirne i profili social e perché no comunicare sui forum con i tifosi che tutte le domeniche vanno a sgolarsi nel leggendario stadio di Stamford Bridge.
In Sud America le bancarelle vendono più magliette di squadre spagnole e inglesi che di squadre locali, mentre basta controllare i follower di una big di un campionato europeo per capire la multietnicità del tifo di oggi.
Come valorizzare questo tifo delocalizzato al massimo e usarlo per aumentare il sostegno alla squadra? Se lo è chiesto il Manchester United, team inglese tra i più popolari al mondo.
Gli è venuto in aiuto Hangouts, la funzionalità di Google+ che permette tra le altre cose videochat di gruppo con un semplice click.
E’ nato così Front Row, l’operazione di “curva virtuale” che ha cambiato per sempre il modo di sostenere la propria squadra.
Durante la gara casalinga contro il Liverpool i giocatori del Manchester United hanno trovato a sostenerli in prima fila tifosi da ogni parte del mondo. Per la prima volta il sostegno dei fan da altri Paesi è arrivato live all’Old Trafford, sorprendendo anche gli stessi spaesati giocatori in campo. Guardare il video per credere!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Danilo di Capuahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDanilo di Capua2014-04-04 13:00:342014-04-04 13:00:34Con Google+ Hangouts i tifosi da tutto il mondo scendono in campo
Unire sotto lo stesso tetto Dave McClure e Paul Grahm, fondendo i loro programmi di accelerazione per startup, rispettivamente 500 Startups e Y Combinator, è possibile, o almeno, è stato dichiarato con l’annuncio della nascita di 500 Combinators.
Tutto è possibile, anche la fusione tra Microsoft e Apple lo è, ma il tono di questo annuncio, e soprattutto la data in cui è stato scritto, fanno pensare ai simpatici animali che nuotano nelle acque terrestri e si palesano con l’arrivo del corrente mese.
La call to action di 500 Combinators “Make Something VCs Want” è l’emblema del tono ironico che è stato dato all’annuncio. Si scherza sul mito di “Zuck”, sulla ambrosia degli startupper (Blue Bottle Coffe a.k.a. Redbull) sulle maratone di 15 giorni senza sosta, e l’elevator pitch da 15 secondi.
La HBO ha addirittura fatto una serie televisiva sul mito delle tech startup alla Facebook, in onda dal 6 aprile. Si chiama Silicon Valley e questo è il trailer:
Per non parlare della App of the week, siamo passati dal nerd, al geek all’hipster, dall’essere considerato uno smanettone, al diventare il CEO di una società, con Hipster CEO.
Scherzi a parte, rientrare in un programma come 500 Startups, Y Incubators o Techstarts è diventato sinonimo di garanzia, marchio di qualità. Del resto sono proprio dei due fondatori, le più famose definizioni di startup utilizzate nell’ecosistema. Secondo Dave McClure “A ‘startup’ is a company that is confused about : what its product is, who its customers are and how to make money. As soon as it figures out all 3 things, it ceases being a startup and becomes a real business”; mentre secondo Paul Grahm startup è sinonimo di crescita, “A startup is a company designed to grow fast.”
Nel dubbio che un giorno si possano fondere i due diversi pensieri, seguiamo il loro consiglio, indossiamo i Google Glass e usciamo a berci qualcosa, in attesa che l’antitrust americano decida.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Diana Piemari Ceredahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDiana Piemari Cereda2014-04-04 13:00:272014-04-04 13:00:27Nasce 500 Combinators dalla fusione di Y Combinator e 500 startups
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