Coinvolgi il tuo target attraverso lo storytelling

brand storytelling

Alcuni affermano che il successo dello storytelling sia dovuto alla diffusione negli ultimi anni dei social media. Altri che la necessità di narrare è insita nella natura stessa dell’uomo. Entrambe le affermazioni sono vere, ma hanno bisogno di qualche precisazione in più.

Dalla narrazione al brand storytelling

Ciò che dobbiamo tenere in considerazione in questi casi è quello che gli esperti di comunicazione chiamano transmedia storytelling. Se pensiamo alle grandi narrazioni moderne di cultura popolare, da Guerre Stellari a Lost ed Harry Potter, ci rendiamo conto che hanno innescato la creazione di interi universi paralleli. Il lettore/spettatore/utente può accedervi poi attraverso canali differenti: non solo libri e film ma anche campagne interattive su internet, contest e alternate reality game. I più appassionati forse ricordano le ore passate cercando di risolvere enigmi e trovare indizi della Lost Experience e della porta chiusa nel sito ufficiale di J.K. Rowling.

Ma cosa può imparare un brand da tutto ciò? Esattamente a creare il proprio universo e renderlo accessibile dal maggior numero possibile di punti d’accesso, sia online che offline. Raccontare non un’unica storia ma tutte le storie che possono nascere nell’universo del nostro brand. Il successo arriva quando il tuo universo è riconoscibile, accessibile e replicabile dai clienti stessi.

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Storytelling o content marketing?

La narrazione di marca è un modo di fare content marketing ma non tutte le azioni di content marketing si manifestano attraverso lo storytelling. I fatti informano ma le storie interessano, e quando un cliente è interessato risponde e interagisce. Lo storytelling riesce a penetrare lo strato superficiale dell’attenzione dell’utente, a volte con l’ironia altre attraverso il fattore emotivo.
General Electric è una delle maggiori multinazionali attive nel campo della tecnologia e dei servizi. Nonostante le attività di GE siano per la maggior parte B2B e quindi richiedano una comunicazione perlopiù informativa, ecco come l’azienda ha promosso le sue nuove ricerche nel campo dell’internet industriale.

Ma come si crea una campagna di storytelling? Ecco a voi il vademecum del buon narratore.

#1 Tutta la verità, nient’altro che la verità

Nel 1912, quando l’agenzia pubblicitaria McCann Erickson si chiamava ancora H.K. McCann Co, il motto aziendale prescelto fu Truth Well Told. Questo non significa evidenziare i pregi del brand e omettere di parlare dei difetti. Il consumatore non si lascia più abbindolare facilmente. Onestà e chiarezza sono le parole chiave dello storytelling di marca. Certo, poi possiamo abbellire la nostra narrazione, renderla coinvolgente ma senza esagerare. Se è vero che non possiamo solo raccontare storie reali di clienti esistenti, la finzione narrativa è accettabile solo quando è verosimile.
Se lo storytelling è superficiale ed inconsistente potremmo rischiare di confondere il nostro cliente che andrà da qualcuno che rispecchia meglio le sue aspettative. Sii creativo ma senza allontanarti troppo dalla tua identità di marca.

#2 Quale storia?

Per colpire, un racconto deve coinvolgere. Quindi, quando scegliamo la nostra storia non solo dobbiamo pensare all’evoluzione del nostro brand o prodotto ma anche all’impatto che questi hanno avuto sulla vita del nostro consumatore. Crea una storia che il cliente vorrà ricordare.

  • Come è nato il brand?
  • Come sei arrivato all’idea del prodotto?
  • In che modo ha cambiato la vita del cliente?
  • Quale suo bisogno hai soddisfatto?
content marketing

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#3 Il contenuto non basta

A volte raccontare una buona storia non è abbastanza, bisogna infonderle personalità. Il tono, il colore, la struttura sono elementi fondamentali. Nello storytelling la forma non può prescindere dal contenuto poiché attraverso la narrazione il brand definisce la propria identità.
Racconta storie anche attraverso punti di vista differenti: quella del cliente o dei tuoi dipendenti. È necessario creare personaggi definiti con i quali il consumatore si possa identificare o per cui possa fare il tifo.

#4 Lo storytelling non è pubblicità

La comunicazione di marca ha sempre come fine ultimo la persuasione ma lo storytelling ragiona con logiche leggermente diverse. Gli snodi narrativi sono quelli classici del racconto: presentazione, evento dinamico/crisi e risoluzione. A questi si aggiunge un elemento fondamentale: la call to action, ovvero l’invito all’interazione. Quando arriviamo a questo punto il rischio è di essere troppo aggressivi. È il motivo per cui la pubblicità tradizionale non funziona più, d’altronde. In sintesi, va bene essere convincenti ma mai insistenti.

#5 Crea continuità

Come dicevamo nei primi paragrafi, le tue storie devono creare un mondo in cui il cliente vorrà tornare: lo storytelling non può far parte di un’azione isolata. Devi fare in modo che l’utente ne voglia sempre di più. Puoi rilasciare teaser, mandare email, interagire con il maggior numero possibile di mezzi anche, ad esempio, con azioni offline. Solo così potrai dar vita a una relazione continuativa con il tuo consumatore.

Un buon storytelling è lo strumento di marketing più efficace per implementare le esperienze di marca del cliente. Più la narrazione è strutturata maggiori saranno le interazioni possibili con i consumatori che, a questo punto, sceglieranno spontaneamente di rivolgersi a te.

Reactvertising, l'ultima frontiera del Real Time Marketing [VIDEO]

Reactvertising, l'ultima frontiera del Real Time Marketing [VIDEO]

Real Time Marketing: negli ultimi anni, complice l’ascesa del fenomeno della social tv, è una della strategie promozionali più utilizzate dai grandi brand, che approfittando di un momento/evento/accadimento specifico per entrare in connessione con le persone e “umanizzarsi”. Una pratica oramai obbligata, in qualche caso scontata. Ecco allora che John St, l’agenzia canadese che negli ultimi anni ci ha presentato campagne di ironico subvertising davvero degne di note, ha preso la palla al balzo per creare il suo “Reactvertising“.

Proprio come successe con Catvertising, l’agenzia ha preso “di mira” una delle tendenze più diffuse nel business pubblicitario per realizzarne una parodia di successo. E se allora finsero di aver introdotto nei loro uffici un dipartimento interamente dedicati agli spot coi gatti, questa volta un team esclusivo lavorerebbe per rispondere in tempi brevi ai grandi buzz social come il blackout del Super Bowl di due anni fa, o il cappello di Pharrell, o il BendGate di Apple.

Reactvertising, l'ultima frontiera del Real Time Marketing [VIDEO]

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2800 nuovi assunti, in servizio 24 ore al giorno per 7 giorno alla settimana. Abituati a correre dai clienti anche al ristorante o fuori dal supermercato per fargli approvare una campagna di Real Time Marketing. Anche a letto nel bel mezzo della notte, se serve. Un servizio impeccabile!

Ecco altri video della campagna:

Paris-New York: mai state così vicine [VIDEO]

Moda, cibo, arte, trasporti, stile di vita, atmosfere: tante le differenze tra due delle città più belle e famose del mondo. Distanti precisamente 3363 miglia ma legate da una sottile linea che trova proprio nella diversità una maniera originale per unirle.

La linea è quella del regista americano freelance Franck Matellini che, per Open Skies, la compagnia aerea francese controllata da British Airways, ha creato un filmato davvero originale.
Utilizzando la tecnica del Time-lapse Matellini ha creato un video con decine di scene quotidiane a New York e Parigi rappresentandole in split screen, per i meno esperti, su schermo diviso in due sezioni!

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Ed ecco il ponte sulla Senna avvicinarsi al ponte sul fiume Hudson, l’Arco di Trionfo accanto al Washington Square Arch, le Metro che corre parallela alla Subway, le escargot mescolarsi ad una pizza ai peperoni e via scorrendo con tanti altri frammenti di vita quotidiana. Fotogramma dopo fotogramma si arriva a due magnifici tramonti sui cieli parigini e newyorkesi, uniti (ovviamente!) dalle ali di un lussuoso aereo Open Skies.

Non resta che prenotare…o continuare a sognare. C’est la vie 😀

Arriva Amazon Echo, lo smart speaker che vi aiuta nelle azioni quotidiane [BREAKING NEWS]

Ecco una notizia di qualche ora fa che ci incuriosisce davvero: si tratta di Amazon Echo, il cloud speaker caratterizzato da un assistente vocale. Basterà posizionarlo in un qualunque angolo all’interno della casa, e lo speaker always on ci seguirà nelle nostre faccende quotidiane, dandoci i migliori consigli del caso. Controllato dalla voce umana, il device sembra rendere possibile gli scenari futuristici raccontati da tanti film nel passato.

http://www.youtube.com/watch?v=KkOCeAtKHIc

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Volendo descriverlo, traduciamo liberamente la descrizione per comparazioni fatta da Gizmodo:

Il modo più semplice per descrivere Echo è comparandolo con i suoi simili. E’ come Siri, ma in forma di mobilio/accessorio. E’ simile a Cortana, e ci segue anche in camera da letto. E’ affine al voice recognition speaker Aether, o ad altri device controllati dalla voce umana che puoi tenere in casa, ma fa più cose. Ed è prodotto da Amazon.

Al di là dell’euforia per un’innovazione di tale portata, la questione rimane: il livello di intelligenza artificiale che caratterizza questi device basta per guidarci nella (complessa) quotidianità? Non abbiamo ancora il numero adeguato di informazioni e dati per saperlo.

Una cosa è certa: la sfida a Google, Apple e agli altri player è lanciata. Da sempre focalizzati sulla produzione di tecnologie simili su smartphone e computer, starà a loro progettare una “contromossa” adeguata per i gusti, le necessità e le attese del mercato. Siamo entrati in pieno nell’era dell’era del conversational internet: siete pronti a questa innovazione in grado di semplificarvi ancora di più la vita?

7 consigli per gestire nel modo giusto la crisi sui social media

Avere un piano di gestione della crisi on-line è diventato fondamentale.

In un contesto popolato dalle conversazioni, in cui grazie ai social media la voce di chiunque può essere ascoltata e (vera o falsa che sia) ha la capacità di circolare in maniera virale, conoscere in anticipo quali mosse compiere per difendere la propria reputazione on-line è essenziale.

Proprio in questi giorni è salito alla ribalta il caso di Moncler, che ha cercato di far fronte alle feroci critiche piovute sui social media in seguito al servizio trasmesso dalla trasmissione televisiva Report.

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Come Moncler ha gestito la crisi

A seguito delle pesanti accuse di Report circa la provenienza delle materie prime dei suoi capi d’abbigliamento, Moncler ha cercato di conservare un atteggiamento professionale e sereno, senza farsi travolgere dal fiume di parole incontrollate che ha seguito la messa in onda del servizio.

social media moncler

In maniera molto semplice, Moncler ha chiarito la propria posizione ufficiale sia sul proprio sito sia tramite i social media. Ha fornito informazioni, dati e spiegazioni cercando un dialogo trasparente ma anche deciso con i propri consumatori, e con il pubblico potenziale che certamente sarebbe arrivato a conoscere la storia.

Appare chiaro che, grazie ad una risposta appropiata e tempestiva, Moncler ha gestito al meglio una situazione estremamente complessa. Evidentemente alle spalle c’erano già delle strategie di gestione che si sono rivelate utili al momento opportuno.

7 passi per gestire la crisi sui social media

Quello di Moncler è solo l’ultimo dei tanti casi a cui abbiamo assistito in questi anni (ricordate il caso Barilla?). Sono tutti esempi di cosa fare (o in altri casi di cosa non fare) di fronte ad una crisi per tutelare la propria reputazione on-line.

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In particolare, vengono suggeriti da un interessante articolo su Social Media Examiner 7 punti essenziali per difendere la propria reputazione on-line. Punti strategici che devono essere condivisi da tutti i soggetti coinvolti nella gestione della comunicazione on-line (e non solo) per poter tutelare al meglio l’azienda e il brand in situazioni di crisi.

1. Agire in fretta

La tentazione di restare in silenzio fino a far sgonfiare il problema o fino a comprendere bene cosa sia accaduto è forte, ma quando si viene colpiti da una crisi improvvisa la risposta dev’essere tanto convincente quanto rapida.

È molto meglio, infatti, che a parlare per prima dei motivi alle spalle del problema emerso sia la vostra azienda rispetto a chiunque altro.

2. Prendere in mano la situazione

L’azienda deve comunicare l’impressione che sia lei a gestire la crisi, e non la crisi a condizionare le azioni dell’azienda.

In pratica bisogna agire velocemente, ma senza lasciarsi trascinare dalle sensazioni del momento. Bisogna gestire il flusso di notizie con razionalità.

3. Essere onesti

È importante fare i conti con ciò che è concretamente accaduto, gestendo con trasparenza ed onestà gli eventi.

Sui social media è molto semplice per i detrattori creare una realtà differente per calcare la mano sulla crisi che minaccia il brand. In questa fase è quindi essenziale essere onesti su ciò che sta realmente accadendo, perché qualsiasi menzogna potrebbe soltanto peggiorare la crisi già in atto.

4. Affrontare le critiche

Nella gestione di una crisi è inevitabile dover affrontare direttamente critiche anche feroci. Non bisogna fuggire mai di fronte ad esse, anzi è consigliabile affrontarle e rispondere seguendo i passi precedenti.

5. Comunicare con tutti i mezzi

La decisione di Moncler è un ottimo esempio. La vostra azienda non deve permettere malintesi o errate interpretazioni. Scegliete una risposta onesta e decisa e comunicatela con tutti i mezzi a vostra disposizione: sito web, blog aziendale, social media e comunicati stampa.

6. Favorire il dialogo

Durante una crisi non ci saranno solo nemici. Ogni azienda ha i suoi clienti affezionati e molti di questi saranno i primi difensori. Fornite proprio a loro tutti gli strumenti in cui possono esprimere le loro opinioni e la loro visione delle cose.

Fornendo fonti positive sulla vicenda che ha scatenato la crisi contrasterete le tante voci negative, soprattutto on-line.

7: Guardare oltre

Non aspettate che la crisi sia visibile. Difendersi dalle crisi significa anche saperle evitare, e non dover fare in modo di correre ai ripari solo quando sono già esplose.

E voi? Avete il vostro piano di gestione della crisi? Aggiungereste altri consigli? Fateci sapere nei commenti!

5 principi psicologici al servizio del marketing

In un mercato ormai saturo di offerte e possibilità di comunicazione, per emergere dal rumore di fondo, bisogna far leva su archetipi inossidabili come quelli di matrici psicologica; i comunicatori di successo sanno utilizzare alcuni principi psicologici di base per comprendere al meglio i loro clienti, con lo scopo di fornire loro esattamente ciò che vogliono ma soprattutto quello di cui hanno veramente bisogno.

Ecco cinque potenti tool da prendere in prestito dalla psicologia per portare il business ad un altro livello.

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1. Soddisfare la curiosità

Avete presente l’espressione “curioso come la scimmia“? Bene. Attenendosi ai precetti darwiniani l’uomo deriva dalla scimmia, ergo l’uomo è un essere per sua stessa natura curioso. La curiosità è uno stimolo emotivo potentissimo; senza di essa Fleming non si sarebbe chiesto cosa fosse e come funzionasse “quella muffa”, Colombo quale fosse la strada più breve per le Indie, Luke Skywalker chi fosse suo padre.

L’economista George Lowenstein – noto per le sue ricerche sulle scelte intemporali e di previsione affettiva – definisce la curiosità come “un motivo fondamentale che influenza il comportamento umano“.

2. Semplificare

Less is More. Siti web semplici, copy semplice e intuitivo, forme semplici, scelte semplici: come la vita, tutto ciò che è semplice, è meglio.

Secondo la legge della pregnanza, abbiamo la tendenza ad interpretare le immagini ambigue come semplici e complete, invece che come complesse e incomplete. Se sentiamo rumore di zoccoli pensiamo ad un cavallo, non ad una zebra.

In accordo con l’archetipico istinto di sopravvivenza del nostro cervello – che funziona riconoscendo modelli come già descritto qui – scegliamo istintivamente l’opzione più sicura, quella che riconosciamo, che spesso è quella più semplice appunto.

Le persone sono “cablate” per la semplicità e rendere le cose più semplici è possibile. Pensate all’iperbolico successo ottenuto da Macintosh grazie al suo sistema intuitivo.

3. Ridurre le possibilità di scelta

Più scelte si proporranno, più difficoltosa sarà la scelta definitiva, minori saranno le vendite. Quello che può a prima vista sembrare un paradosso è invece un dogma inossidabile nel marketing e nel business in genere.

In uno studio – condotto da Sheena Iyengar della Columbia Business School e Mark Lepper della Stanford University – i ricercatori hanno testato le vendite di una marmellata su una base di sei sapori rispetto a 24 o 30 opzioni. I risultati sono stati strabilianti, evidenziando come le vendite sulla base di sole sei scelte fossero ben il 600% in più rispetto a quelle dove si avevano molte più varianti di gusti.

Come si può evincere, avere più scelte è spesso demotivante. Il ricercatore Barry Schwartz ha descritto la condizione conseguente alle troppe opzioni come “un problema paralizzante”.

4. Tre è sempre il “numero magico”

Come consuetudine nelle vendite di servizi online, presentare al cliente tre opzioni, è la miglior soluzione. Categorizzandole in base al prezzo e ai benefits come high-cost/high-benefit, low-cost/low-benefits quella “di mezzo” sarà la scelta prevalente.

Paul Rodway, psicologo sperimentale presso l’Università di Chester, ha condotto uno studio su come le persone compiono le proprie scelte. Quello che ha scoperto è che, indipendentemente dalle differenze tra i partecipanti allo studio, l’opzione più comunemente selezionata è quella centrale.

In uno studio parallelo, i ricercatori della University of California, hanno fatto la stessa scoperta per quanto riguarda i prezzi. Un articolo del Journal of Consumer Psychology ha pubblicato la sua ricerca a conferma del fenomeno, soprannominato “center stage effect”. Il cliente predilige l’opzione di mezzo.

É quindi consigliabile studiare un’opzione centrale che sia remunerativa.

Se la maggior parte dei clienti sceglierà l’opzione mediana ha senso, quindi, rendere l’offerta di mezzo più gratificante in termini finanziari anche per voi che la offrite.

5. Non fornire soluzioni ma benefici

Per anni il marketing si è concentrato su trovare una soluzione ai problemi, colmare una lacuna. Ma nella digital era, dove il consumatore finale è sempre più informato, il vero plus di una adv è quello di fornire benefici reali ai propri target.

Dal momento in cui i consumers sanno già quello che vogliono, hanno già un approccio focalizzato e mirato dove veicolare il loro sforzo economico. Sono alla ricerca dei benefici che avranno da questo o quel prodotto. Più ne offrirete e meglio li saprete trasmettere, maggiore sarà il vostro successo.

Basta quindi avvalersi di un po’ di psicologia per rafforzare ed implementare il vostro marketing. La psicologia è potere, pochi principi che definiscono un approccio completamente nuovo e di successo.

La ricetta segreta della Coca-Cola? Lo storytelling

“Se le persone ameranno la storia che racconti, ameranno senz’altro te”. Niente di più vero nel mondo della comunicazione dei giorni nostri e questo Coca-Cola lo sa. La grande azienda americananon ha certo bisogno di presentazioni, il suo successo è “nella bocca di tutti” e vuole continuare a far parlare di sè con altrettanto grandi campagne di comunicazione, decidendo di investire sul grande trend del momento, lo storytelling, portando una ventata di aria fresca sul suo sito aziendale. Ma andiamo per ordine e cerchiamo di capire che cos’è lo storytelling e perché è così importante per la comunicazione d’impresa.

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Storytelling. L’arte di raccontare una storia

Il termine storytelling è formato da due parole inglesi: story e telling. Letteralmente, il termine può esser tradotto in italiano con le espressioni: raccontare una storia, comunicazione narrativa o anche comunicazione creativa. Nella sostanza, lo storytelling è una tecnica di comunicazione che consiste nel trasmettere un messaggio raccontando una storia, al fine di attirare l’attenzione del pubblico, stimolare in loro uno specifico desiderio e persuadendoli a compiere una determinata azione.

Lo storytelling è una tecnica di scrittura che gode di un grande potere attrattivo. Noi possiamo anche parlare e scrivere ma il raccontare storie ha spesso qualcosa in più, perché riesce a suscitare nel target idee e punti di vista, in modo diretto e coinvolgente.
In effetti, un cliente fidelizzato attraverso lo storytelling, cioè un cliente particolarmente coinvolto dalle storie che promuovono il brand o il suo prodotto, si dimostrerà più fedele e vicino al marchio. E Coca Cola questo l’ha intuito facendone il motivo per cambiare completamente faccia al proprio profilo web.

Il sito web aziendale è morto, lunga vita a Coca-Cola Journey

Comprendendo a pieno il potere della comunicazione attraverso la possibilità di raccontare storie, l’azienda ha dato una nuova veste al proprio website, che ora presenta un nome diverso e non solo. Coca-Cola Journey si presenta come una rivista digitale interattiva, ricca di contenuti che toccano “a rotazione” temi come: cultura popolare, social media, brand identity, marketing strategy, ricette e consigli per la carriera professionale.

C’è dell’altro oltre le storie: il nuovo sito è nato dopo una moltitudine di studi e approfondimenti. Coca-cola ha affrontato l’intero anno passato, cercando di capire quali sono i contenuti più interessanti per il pubblico del web e ne è uscito un prodotto molto interessante. Come nella maggior parte degli studi commerciali, diversi sono stati i risultati sorprendenti e allo stesso tempo essenziali per lo sviluppo del nuovo sito. È stato proprio attraverso il blog che il direttore della comunicazione di Coca-cola ha affermato che: le storie che i lettori hanno amato ci hanno sorpreso del tutto, e le storie che abbiamo pensato piacessero non sono andate tanto bene, finendo al di sotto delle nostre attese. Numerose sono state le modifiche fatte da Coca-Cola in base al feedback dei clienti, come l’aggiunta di nuove categorie legate al cibo e alla musica.

Coca-Cola. Il potere è nelle mani del lettore

Caratteristica importante del nuovo sito è che i lettori vengono prima di tutto. Ogni contenuto e post del sito si basa su un continuo feedback dei consumatori. Gli articoli più cliccati e più commentati sono presi come esempio per i post futuri: il sito evidenzia le storie più popolari, che a loro volta danno una grossa mano ai blogger, i quali correggono il tiro sugli argomenti cui ispirarsi per i loro futuri post, al fine di ingaggiare ancora di più i propri lettori.
La condivisione è sempre al primo posto. Ogni articolo ha i classici pulsanti di condivisione che hanno lo scopo di promuovere i diversi post con i social più noti. Tutto questo porta a un risultato finale pazzesco, che coinvolge sempre di più il pubblico nel mondo Coca-Cola. Non solo contenuti, ma anche un pacchetto multimediale di grande qualità. Ogni contenuto, infatti, è continuamente accoppiato con immagini di livello, agevolando il lettore a carpire i contenuti e invogliandolo così alla lettura.

Questo tipo di esperienza dimostra come, a volte, può essere molto utile per le aziende fare un restyling del proprio profilo aziendale al fine di avvicinarsi sempre di più ai clienti, offrendo loro un prodotto curato e condivisibile. Non a caso i consumatori sono continuamente alla ricerca di contenuti e informazioni virali, che facciano appello alle loro esigenze, e qui lo storytelling può essere la risposta.
Coca-Cola è stata una delle società globali a fare da apripista con questo innovativo metodo di marketing, attendiamo i successori e speriamo che siano in grado proseguire e, perché no, migliorare in questo progetto.

WhatsApp: cosa significa la doppia spunta blu?

Tra ieri sera e stamattina molti di voi avranno notato una novità su WhatsApp: oltre ai check verdi sono comparse anche delle spunte blu. Cosa vorranno significare?

Con l’ultimo aggiornamento, WhatsApp ha introdotto l’avviso di lettura di messaggio ricevuto. Da oggi, quindi, saremo avvisati dell’invio del messaggio con una spunta verde, della ricezione del messaggio con due spunte verdi e ora anche della lettura del messaggio con le spunte blu.

Inoltre, tenendo il dito premuto sul testo del messaggio potremo accedere alle info del messaggio e potremo sapere l’ora esatta di invio e quella di lettura.

Niente più scuse

Adesso non c’è più scampo, non potremo più utilizzare la scusa “mi dispiace, non l’ho letto!” Su Facebook e Twitter non mancano battute su quante relazioni finiranno a causa della nuova feature di Whatsapp.

'Se i quadri potessero parlare'

E la privacy?

Quella della privacy è sempre una questione spinosa. Non c’è dubbio che questa novità cambierà il nostro rapporto con l’app e il modo di comunicare attraverso Whatsapp, dato che la doppia spunta toglie libertà ai destinatari dei messaggi per dare più potere ai mittenti.

C’è chi minaccia la cancellazione da WhatsApp per iscriversi a piattaforme più attente alla riservatezza (come Telegram), ma è ancora presto per dire se questa nuova feature favorirà o sfavorirà il servizio di messaggistica istantanea.

Intanto, fatta la legge qualcuno ha già trovato l’inganno: a quanto pare è possibile disabilitare la conferma di lettura se viene disabilitata la feature che mostra l’ultima visita online.

Ninja Social Oroscopo dal 6 al 12 novembre

Guerrieri, guerriere, questa settimana si può! Cosa? Ma cambiare, naturalmente. Sbizzarritevi con il guardaroba, l’ufficio, il lavoro e perché no, il partner e non sorprendetevi se si creerà un po’ di caos; l’importante sarà vincerlo, per i più audaci, domarlo, per i più riflessivi e sopportarlo per tutti coloro che si sentiranno a corto di energie.

Certo è che la settimana inizierà con una giornata speciale: giovedì 6 novembre Mark Zuckerberg sarà a nostra disposizione, in livestream, per il primo Q&A aperto alla community di Facebook. Sbizzarriamoci, guerrieri, bombardiamolo di quesiti, da quelli sulla sua personalità a quelli sulle ultime funzioni create per Facebook. Lui, che è un Toro, non si tirerà indietro, non questa settimana in cui l’energia di Marte renderà i nati tra aprile e maggio proattivi e positivi sia nelle situazioni più confortevoli sia in quelle più scomode. Gli astri direbbero che Mr Facebook ha scelto il giorno giusto per prendere un impegno così atteso ma direbbero anche che per certe domande le risposte le troverete solo leggendo il  nostro Ninja Social Oroscopo della settimana!!

Incominciamo dall’Ariete, come tutti gli oroscopi che si rispettino. L’Ariete, si sentirà leggero come una farfalla e quando si chiederà il perché, nessun dispositivo Microsoft riuscirà a spiegargliene il motivo, che è molto semplice: Mercurio non sarà più ostile e si ritroverà un po’ di serenità.

Nel week end infatti Mercurio entrerà nel segno dello Scoprione, con tanto di festeggiamenti da parte del trigono d’acqua che aggiungerà un tic alla già lunga lista di pianeti in aspetto armonico. Chi è nato tra ottobre e novembre avrà sette giorni di emozioni pure; saranno così tante e così intense che basterebbe catturarne alcune e descriverle attraverso una story telling per diventare i migliori promotori di sè stessi sbaragliando la concorrenza. Il Cancro, nonostante l’opposizione di Marte, vivrà una settimana all’insegna della Red Passion. La disponibilità al confronto, l’attenzione ai dettagli e la predisposizione ad interessarsi dell’altro lo renderanno particolarmente attraente. I Pesci saranno così focalizzati verso l’obiettivo da riuscire a renderlo reale senza nemmeno l’ausilio di un progetto di Crowfounding.

Chi avrà bisogno di un po’ di aiuto questa settimana saranno senza ombra di dubbio l’Acquario e la Bilancia. L’Acquario si sentirà sopraffatto dai propri doveri, nulla di trascendentale, se non fosse che la routine della vita comune lo distrugge. Chissà se c’è una versione del Survival Kit per non soccombere alla coda in posta o a quella del supermercato?!

Per la Bilancia, invece sarà un po’ diverso perché la sensazione sarà quella di avere le batterie al minimo. Non ci sarà tempo da dedicare a discussioni inutile e se qualcuno dovesse porsi in maniera particolarmente ostile, potrebbe essere addirittura depennato dalla lista degli amici, in attesa i tempi migliori o di metodi alternativi!

Guerrieri, secondo voi smettere di procrastinare è possibile? Se sì chi dovrà dimostrarcelo sarà il Sagittario. Basta attendere l’impresa perfetta, basta desiderare l’occasione della vita, le opportunità vanno cercate e create, giusto? Anche chi è nato sotto il segno del Leone tenterà di rimandare a domani quello che in realtà potrebbe essere fatto oggi, ma nel suo caso basterebbe sentirsi un po’ più speciali del solito per ritrovare l’entusiasmo apparentemente perduto. Il Leone vuole essere sempre al centro dell’attenzione, si sa.

Chi al centro dell’attenzione ci si troverà davvero, questa settimana, sarà la Verginein grado di stupirci tutti con effetti speciali adatti ad ogni circostanza. Le sue domande saranno concrete e le sue risposte meno spigolose del solito, il che significa grandissimo sex appeal.

C’è qualcuno, tipo i Gemelli, che questa settimana la “brucerà” cercando di pianificare, organizzare e definire oggi tutti gli impegni per l’anno 2015. Premesso che né la precisione organizzativa né tantomeno quella di mantener fede agli impegni presi sono caratteristiche intrinseche dei nati tra maggio e giugno, siamo sicuri che in un futuro non troppo lontano non si creeranno connessioni tra mondi ad oggi troppo diversi?? Chi dite, è una domanda un po’ troppo Zuckerbergheresca questa?

Eccoci, siamo arrivati all’ultimo segno, il Capricorno, che questa settimana se la godrà alla grande. Lui, che ha trascorso un periodo lunghissimo alle prese con i propri doveri e se necessario, facendosi carico anche di quelli altrui, avrà sette giorni di audace relax. Quale miglior modo di celebrare questa liberatoria condizione se non una bella selfie tutta di palloncini??

Buona settimana!

5 alternative alla rimozione degli amici su Facebook

Rimozione di un amico su Facebook

La coppietta, il polemico, la maniaca dei selfie, l’appassionato di Candy Crush, ma anche l’ex e il capo.

Cos’hanno in comune? La loro odiosa presenza sulle nostre bacheche Facebook, che costituisce una costante tentazione all’Unfriend. Non sempre però rimuovere l’amicizia è possibile, o viene considerato socialmente accettabile.

LEGGI ANCHE: Che tipo di amici abbiamo davvero su Facebook?

Ecco allora, prendendo spunto da Mashable, cinque soluzioni alternative all’Unfriend, che vi garantiranno un netto miglioramento della qualità di vita sui social!

1. Nascondere la notizia

Che sia l’ennesimo video di gattini o il tormentone musicale del momento, non dovete per forza rimuovere l’amico colpevole.
Nascondere il post è particolarmente facile: tutto quello che si deve fare è cliccare la freccia nell’angolo in alto a destra e selezionare “Non voglio vedere la notizia”. Sarà anche possibile scegliere il motivo per il quale non si vuole più vedere quel determinato post.

2. Condividere in modo selettivo

Ammettiamolo: a volte anche noi siamo un po’ masochisti. Nello sfogo del momento è possibile scrivere stati o condividere link che sicuramente scateneranno polemiche da parte di certi amici.
Se non volete perdere le ore successive in moderazioni inutili, potete decidere di escludere dalla visualizzazione dell’aggiornamento alcuni amici.
È anche possibile modificare la privacy dei post già pubblicati.

3. Usare le liste

Le liste non sono valide solo per gli Interessi. Esistono anche infatti liste Con Restrizioni nel quale inserire le persone con cui vogliamo condividere solo gli status pubblici, e quelle Conoscenti in cui si limita il numero di amici che saranno visibili nella news feed.
Per saperne di più potete visitare la sezione di Facebook dedicata alle FAQ sulle liste.

4. Diventare invisibili

Ok, questo assomiglia un po’ ai consigli dei film di spionaggio, ma chi non vorrebbe essere invisibile almeno una volta nella vita? Su Facebook è possibile, ed evita travasi di bile ogni volta che persone che non ci stanno particolarmente simpatiche ci scrivono in chat o commentano i nostri post.
Infatti, oltre a definire al meglio i privacy settings, si può anche decidere di spostare la chat offline solo per alcuni “amici”.

5. Unfollow

La soluzione più estrema di quelle proposte oggi, benché sempre politically correct. Dovrete semplicemente andare sul profilo dell’amico scocciatore e cliccare sul flag “Non seguire più”, oppure selezionando la stessa opzione dal menù che si attiva cliccando la freccia in alto a destra sui post in news feed.
La vostra bacheca migliorerà di parecchi punti, ve lo possiamo assicurare.

Avete trovato utili questi consigli? Avete altri suggerimenti che possono funzionare per evitare di rimuovere gli amici su Facebook?