Digital, Fashion e Wearable: il nuovo mondo della moda visto da Chiara Dal Ben [INTERVISTA]

Abbiamo chiesto a Chiara Dal Ben, Digital PR Manager e blogger, cosa pensa dell'interazione tra Moda e Digital: scopriamo insieme l'intervista!

Spinto anche dalle innovazioni digitali, il mondo del fashion nazionale e internazionale sta profondamente cambiando. Nuove tecnologie, innovazioni e trend ‘forzano’ brand e aziende a ripensare alla customer experience ed alle proprie attività di comunicazione, che ne risultano più ricche e ad alto impatto esperienziale.

E allora chi meglio di Chiara dal Benapprezzata Digital PR Manager e Blogger italiana – poteva svelarci alcune delle ultime tendenze capaci di integrare digitale e fashion? E’ nata un’intervista ricca di spunti e stimoli, da non perdere per curiosi e fashion addicted! Don’t miss it 😉

Ciao Chiara, benvenuta! Come valuti l’integrazione tra device digitali e mondo del fashion? Siamo già sulla buona strada o c’è ancora molto da fare?

Buongiorno a tutti i lettori! L’integrazione tra device digitali e sistema moda è sempre maggiore. La strada è stata intrapresa, da chi più e da chi meno ovviamente.

Per quanto riguarda il filone della wearable technology si sono mossi bene Luxottica e Diane Von Furstenberg con i Google Glass, Opening Cerimony con la collaborazione con Intel grazie al quale è stato realizzato un braccialetto.

Relativamente al mondo delle sfilate, Burberry ha collaborato con iPhone ai tempi del lancio del 5s: è stato creato uno spot in cui sono state messe in luce le potenzialità del telefono, il contenuto è una sorta di making-of realizzato durante la sfilata al fine di mostrare la qualità video del device.

 

A Febbraio 2014 Fendi invece è stato uno dei primi a utilizzare i droni durante la sfilata, che era quindi visibile online da microcamere volanti o in versione classica. Mulberry, dal canto suo, ha iniziato a utilizzare WeChat per aprirsi al mercato cinese.

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Non da meno è il mondo delle fashion app: le più note sono quelle che riconoscono un vestito e ti dicono dove trovarlo simile (chiamate per l’appunto Shazam della moda) come Asap54. Spring, una delle ultime nate, permette di acquistare qualsiasi prodotto direttamente dall’app. Funziona un po’ come Instagram, perché nel feed compaiono solo prodotti dei brand selezionati.

Quale è a tuo avviso la tecnologia digitale più interessante se applicata al mondo Fashion? Quale invece il brand più attivo e che sta facendo bene in tale direzione?

Il brand più attivo a livello digital è senza dubbio Burberry, lo sostiene anche BusinessOfFashion, la loro strategia è storytelling digitale a 360°. Ma non è l’unico. Le tecnologie da tenere d’occhio sono da un lato quella iBeacon e, più in generale, tutto il filone dei retail tecnologici. Dall’altra parte credo che la wearable tecnology entrerà nel nostro uso quotidiano prima di quanto pensiamo.

Più nello specifico, i negozi fisici stanno introducendo i camerini virtuali/virtual fitting room (uno degli ultimi casi italiani è OVS), gli specchi tecnologici (Diesel, ad esempio) e la tecnologia iBeacon che sfrutta la geolocalizzazione.

Per quanto riguarda la tecnologia indossabile, lo smartphone verrà in qualche modo sostituito da accessori come anelli, braccialetti e orologi che diverse aziende stanno iniziano a produrre. Un esempio è Ringly, un anello che permette di ricevere notifiche riguardo mail, social, chiamate, messaggi etc.

E ancora, il gioiello frutto della collaborazione di Intel con Opening Ceremony è un accessorio di lusso prima ancora che smart. Dispone di un display touch con schermo allo zaffiro e fornisce avvisi, promemoria, notifiche e sarà dotato di connessione 3G.

Lulu Guiness invece ha realizzato la prima “wearable camera bag”, una borsa con macchina fotografica incorporata.

A sostenerne l’importanza sempre maggiore è aperto il dibattito su che cosa decreta il lato estetico della tecnologia indossabile; motivo per cui Apple, Intel e Google hanno creato partnership con aziende del lusso per posizionarsi nel mercato moda.

In che modo il mondo del retail sta cambiando, spinto dalle nuove tecnologie? Sono più i brand Fashion o quelli di alta moda a fare affidamento su queste per arricchire brand experience e servizi offerti nei propri punti vendita?

In un certo senso si può dire che siamo nel mezzo di uno dei più profondi cambiamenti che l’industria del retail abbia mai vissuto. Cambiamento che non riguarda solo il retail ma coinvolge molti altri settori, ed è dovuto principalmente al fatto che la tecnologia è sempre più presente nelle nostre abitudini quotidiane. La tecnologia è il driver del cambiamento.

Ad oggi sia grandi catene (Nordstrom, H&M, Harrods, Macy’s, Zara e OVS ad esempio) sia brand (Mc Queen, Karl Lagerfeld, Burberry, Diesel, Pinko) stanno lavorando all’innovazione nei negozi fisici.

Se è vero che  si entra in negozio per vedere, toccare, valutare un prodotto e poi si usa lo smartphone per avere informazioni in tempo reale grazie alle App, ecco spiegata la direzione che le aziende della moda stanno prendendo. I negozi fisici si stanno evolvendo inserendo al loro interno tutta una serie di tecnologie volte a migliorare la user experience del cliente: basti pensare alle app, ai QR code, alla geolocalizzazione, alle etichette RFID e gli schermi touchscreen.

E ancora, come anticipato, iBeacon che sfrutta la tecnologia Bluetooth Smart, la quale consente il trasferimento di dati elaborati tramite un posizionamento GPS e ricevere contenuti in base al contesto in cui ci si trova. Come funziona? Un negozio può inviare sull’applicazione un messaggio di benvenuto al cliente appena entrato, un coupon con uno sconto speciale per acquistare alcuni capi o informazioni e dettagli su un vestito al quale in quel momento il cliente si è avvicinato. Una delle grandi potenzialità del sistema è rappresentata dall’analisi dei movimenti in negozio: posizionando iBeacon nello store è possibile tracciare il comportamento di ogni cliente all’interno. A Regent Street a Londra la tecnologia permette ai negozi di inviare promozioni e offerte ai dispositivi iOS dei passanti.

In Italia Coin, in partnership con CheckBonus, ha realizzato un’app per smartphone che usa iBeacon per premiare il cliente ad ogni ingresso in un negozio convenzionato.

Alla Maker Faire 2014 di Roma, ha avuto luogo una delle prime sfilate di SmartClothes con abiti ispirati a Coco Chanel ed altri, realizzati da CuteCircuit (azienda con sede a Shoreditch). Cosa pensi di questa passerella hi-tech?

Hanno sfilato abiti impreziositi con trame di LED che possono essere controllati attraverso un’app per iPhone. Abbiamo visto capi in grado di reagire al movimento di chi li indossa, attraverso sensori, e abiti di cui si può cambiare colore sempre tramite app.

Trovo che sia uno degli esempi che mostra l’importanza che la tecnologia sta acquistando nel settore moda. Il futuro della moda è sempre più legato alla connettività.

Detto questo, il mix tra tecnologia e sartorialità suona ancora strano: il sistema moda è ancora scettico a riguardo, così come è restio su quanto concerne device come braccialetti tecnologici e Google Glass.

Grazie Chiara per la tua disponibilità! Ninja, cosa ne pensate di queste innovazioni? Avete altro da aggiungere alla (già ricca) discussione?

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