Tante visite e poche conversioni: Il problema più ricorrente per un E-commerce

Tante visite e poche conversioni: il problema più ricorrente per un eCommerce

Tante visite e poche conversioni: Il problema più ricorrente per un E-commerce

Il sito di ecommerce genera elevato traffico, ma non le vendite? È decisamente frustrante impiegare grandi di sforzi nel sito per vedere solo un picco di traffico senza guadagnare alcun cliente. Per questo è fondamentale tenere in considerazione la presenza di molti elementi del sito come ad esempio il testo, i titoli, il design e le forme, che possono impattare sia negativamente che positivamente sul tasso di conversione.

La buona notizia è che gli ostacoli alla conversione dei visitatori sono quasi sempre risolvibili con alcune modifiche e piccoli accorgimenti. Diamo uno sguardo più da vicino a questa tematica, e prendiamo in considerazione le cinque più probabili ragioni di ostacolo alle vendite e proviamo a trovarne le possibili soluzioni:

L’ecommerce non è congruente con le politiche di marketing inbound

Quando i visitatori raggiungono sul sito web, cosa stanno cercando? Lo possono trovare subito? Se i visitatori hanno fatto clic su un annuncio, un post su un social o un link in un blog, invece di trovare il contenuto per cui hanno cliccato, sono portati ad una pagina apparentemente irrilevante, finiscono per essere confusi e frustrati, arrivando a perdere la loro fiducia e attenzione nel processo.

Per poter correggere questo problema e fondamentale controllare costantemente di impiegare una strategia coerente in tutte le iniziative di marketing. Ciò significa fare in modo le parole chiave e il contenuto della pagina di destinazione siano sempre pertinenti e mirati rispetto agli annunci e le altre fonti che in qualsiasi modo raggiungono e guidando i visitatori al sito di ecommerce.

Tante visite e poche conversioni: Il problema più ricorrente per un E-commerce

L’offerta non è abbastanza forte da catturare l’utente

L’offerta è abbastanza convincente per costringere i visitatori ad agire subito? Se le informazioni, prodotti o servizi non sono velocemente comprensibili e convenienti, i visitatori si dirigeranno altrove per trovare ciò che stanno cercando. Oppure potrebbero decidere di tornare più tardi per studiare meglio l’offerta, per poi mai farlo effettivamente. La soluzione migliore? Creare un senso di urgenza, con un’offerta limitata nel tempo magari accompagnata da un countdown che ne indica la scadenza, in modo che  per i visitatori sarà difficile rifiutare l’affare.

Tante visite e poche conversioni: Il problema più ricorrente per un E-commerce

Il percorso che porta all’acquisto è troppo lungo

Far perdere tempo agli utenti è uno dei più grandi errori che si possono commettere. I consumatori durante la navigazione in internet sono alla ricerca di gratificazione immediata e facili soluzioni ai loro problemi. A fronte della compilazione di un modulo che richiede una elevata quantità di informazioni invierà rapidamente visitatori a consultare un altro sito. Per evitare ciò, bisogna progettare i moduli da compilare in modo che siano i più brevi e piacevoli possibili. Chiedere solo le informazioni essenziali, ricordando che una volta aggiunto un cliente alla customer base sarà possibile raccogliere più dati in seguito.

Tante visite e poche conversioni: Il problema più ricorrente per un E-commerce

La landing page di destinazione non ha un punto focale

Il design della landing page è uno degli elementi più importanti per l’ottimizzazione del tasso di conversione. I visitatori hanno bisogno di essere guidati in modo chiaro e conciso attraverso i passi necessari lungo il Funnel di acquisto. Quando la pagina di destinazione risulta dispersiva, i visitatori rimbalzano da una pare all’altra della pagina senza una chiara idea di cosa fare dopo.

Risulta utile fare uso di strumenti come mappe di calore, cioè rappresentazioni grafiche della pagina per individuare le aree su cui si focalizza maggiormente l’attenzione dell’utente, per trovare la giusta struttura della landing page. Il percorso naturale degli occhi degli utenti tende a seguire un percorso ad “F”, per cui è necessario inserire gli elementi importanti, come l’invito all’acquisto, sempre in posizioni di primo piano.

Tante visite e poche conversioni: Il problema più ricorrente per un E-commerce

Le pagine si caricano troppo lentamente

Con tutti i linguaggi di scripting e le possibilità grafiche oggi disponibili è sempre più forte la tentazione di investire in un design appariscente per impressionare i potenziali clienti dell’ ecommerce. Ma questi stessi elementi complessi, spesso richiedono molto tempo per il caricamento, soprattutto per le versioni non aggiornate dei browser.

Quando si lasciano gli utenti a fissare l’icona o la barra di caricamento, è il momento che questi andando alla ricerca di una soluzione più rapida. La correzione da apportare è facile: “Keep it simple”. Bisogna testare i tempi di caricamento delle pagine ed eliminare gli elementi rallentano la velocità di caricamento senza fornire alcun beneficio importante o valore aggiunto al design, il segreto è la ricerca della semplicità!

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Crowdfunding: l'Italia introduce il primo regolamento europeo [BREAKING NEWS]

Avevamo già anticipato l’argomento e ormai aspettavamo solo di ricevere la notizia ufficiale, che finalmente oggi è arrivata: il Consob ha varato il regolamento per la pratica -direi anche abbastanza consolidata come consuetudine- del crowdfunding, la raccolta di fondi per le imprese.

Il regolamento porta nello specifico dei “paletti per gestori portali”, ovvero il registro dei gestori dei portali internet abilitati alla raccolta degli ordini, oltre ad una serie di obblighi generali di comportamento. Il regolamento sul crowdfunding esprime nei fatti la prima regolamentazione in Europa introdotta dal decreto Crescita del governo Monti. In questo modo la seconda notizia della giornata è appunto che l’Italia è il primo paese dell’Unione a dotarsi di una normativa sul crowdfunding.

L’obiettivo del regolamento

La legge intende favorire il fenomeno dell’equity crowdfunding.
Vengono introdotte nell’ordinamento delle soglie al di sotto delle quali i gestori dei portali non sono sottoposti alle tassazioni previste dal mercato finanziario europeo, sebbene in caso di violazioni delle norme che regolano l’attività in oggetto è prevista la sospensione cautelare della stessa, finché non vengano accertate le violazioni.

Riconosciuti quindi i diritti, ma anche sanzioni per chi farà dell’investimento in startup attraverso il crowdfunding uno strumento illecito rispetto a quello per cui esso nasce.

Royal baby: una guida alla successione al trono inglese [INFOGRAFICA]

Il Royal baby è l’argomento di gossip più chiacchierato del momento: per bookmakers e tabloid britannici il grande giorno potrebbe essere proprio domani, sabato 13 luglio. Fotografi, sudditi e curiosi attendono con impazienza il primo vagito del principe (o principessa) di Cambridge, e la folla si prepara ad invadere il St. Mary Hospital di Paddington.

Del resto, la nascita di un bambino è un evento speciale in ogni famiglia. E quella reale sta diventando sempre più numerosa, tanto che è difficile ricordarsi da chi è composta, e che grado di parentela c’è tra Sarah Ferguson e Pippa Middleton.

Per non parlare della successione al trono! Questa simpatica infografica creata da Buzzfeed chiarirà ogni dubbio:

Il terzo incomodo a letto? Lo smartphone!

Quali sono i posti più strani dove gli Americani utilizzano i propri smartphone? Una recente ricerca ce lo rivela:

Il 9% utilizza lo smartphone durante il Sesso

Questa sconvolgente analisi di Jumio comincia con un dato singolare! Se l’essere umano inizia ad utilizzare il cellulare anche durante l’atto sessuale, questo significa che la realtà prospettata da film come Surrogates – Il Mondo dei Replicanti si avvicina sempre di più.

Il 12% utilizza lo smartphone sotto la Doccia

Qui la ricerca mostra qualcosa di inusuale: ad una prima occhiata potrebbe sembrare un dato strano eppure la presenza di App come Spotify o Pandora può giustificare questo dato. La musica sotto la doccia è qualcosa di fondamentale per molte persone che si apprestano a cominciare la giornata!

Il 19% utilizza lo smartphone mentre si trova in Chiesa

Un prete noioso con una noiosa omelia? Lo smartphone va in questo caso in aiuto ai cittadini americani che trovano così un’oretta in cui controllare le email di lavoro o superare quel livello di Angry Birds che proprio non riuscivano a superare!

Il 32% utilizza lo smartphone durante lo spettacolo di fine anno dei propri figli


Ma poveri bambini! Ignorati per colpa dello smartphone? Sembra proprio di sì! Così come in chiesa, in questo caso i genitori fanno semplicemente presenza e ignorano le performance dei propri figli? Insensibilità o semplicemente il triste progresso che avanza?

Il 33% utilizza lo smartphone durante un appuntamento a Cena

Qui emerge uno dei dati che ritengo maggiormente preoccupanti. Il passato dell’essere umano vedeva una conversazione svolgersi in una maniera semplice: occhi negli occhi. Ora si è aggiunto un terzo incomodo che, ahinoi, non è un amante ma un device tecnologico. E’ dunque vero che non riusciamo a guardarci più di 7 secondi negli occhi?

Il 51% utilizza lo smartphone alla Guida


Ahi ahi ahi! Ecco un altro dato preoccupante, forse il più di tutti: se chi utilizza lo smartphone mentre fa sesso fa un danno a sé stesso e al/alla partner, chi utilizza il cellulare alla guida rischia non solo la propria vita ma anche quella degli altri. Ninja Marketing vi consiglia sempre l’utilizzo dell’auricolare e, se proprio avete necessità impellenti, fermatevi e prendete lo smartphone. Mica soffrite anche voi di FOMO?

Avete trovato questa ricerca sul mercato americano sconvolgente? Personalmente, not at all! Segnaliamo peraltro che la ricerca è condotta su un campione di 1000 statunitensi, dunque è soltanto un punto di vista su una realtà molto più complessa.

Gli smartphone sono ormai diventati a pieno regime un’estensione delle nostre braccia, un mezzo per realizzare qualsiasi azione ci venga in mente. Il limite nell’utilizzo sta nell’intelligenza umana. Il rischio sta nel diventarne troppo dipendenti. E probabilmente quel limite è già stato ampiamente superato.

Cosa pensate di questa ricerca? Vedete dati simili per gli user italiani?

Alla prossima!

Nokia Lumia 925: prime impressioni dietro l'obiettivo [REVIEW]

Nokia sta scommettendo molto sulla nuova linea Lumia di cui ha ormai sviluppato una vasta gamma di smartphone top gamma e entry level. Il binomio Windows Phone 8 e Nokia sembra al momento il più riuscito tra i diversi dispositivi che montano il sistema operativo di asa Microsoft: Nokia, d’altro lato, offre anni di esperienza nel design della telefonia, sempre apprezzatissima per la ricerca dei particolari, la vivacità dei colori, il profilo al contempo giovane e professionale.

Vi abbiamo di recente parlato dello spot in cui la casa finlandese si prende gioco degli Apple-fan e ci siamo chiesti se fosse una buona strategia quella di mettersi al confronto con i competitor a “muso duro”. Però a noi Ninja ci piace andare al fondo delle cose e così abbiamo messo alla prova il nuovo Lumia 925.

Lunedì Nokia mi ha fatto avere  per il test il Lumia 925 insieme ad un accessorio, le cuffie stereo Monster Purity Pro: in questa recensione vi mostrerò le feature più divertenti e interessanti che ho testato partendo dalle più nuove, appena introdotte dalla nuova versione di Windows Phone 8, fino alla fotocamera da 8 megapixel con lenti Carl Zeiss, il vero punto di forza di questo smartphone.

Per le specifiche tecniche complete, trovate tutto sulla scheda del prodotto su Nokia.com.

Wi-Fi nelle vicinanze

Tra i primi passi con questo Lumia 925, la mia scelta è stata quella di attivare subito il WiFi (meglio risparmiare il traffico dati) dalle Impostazioni: oltre al WiFi di casa, Lumia 925 mi ha dato una mappatura delle reti WiFi in zona, con un raggio anche molto elevato e me le mostra sulla mappa.

Controllo memoria

A proposito di uso del telefono e dello storage (questo modello ha una memoria da 16 GB, attualmente solo la Vodafone ha il modello da 32 GB sul mercato), ho trovato molto gradevole e chiara la grafica della Panoramica della memoria, che mi permette di avere subito un’idea chiara dello spazio ancora disponibile.

Data Sense

Altra feature interessante e utile è Data Sense: da questa schermata posso decidere la soglia di consumo dei dati, anche impostando la data di inizio del calcolo.

Fotocamera

Purtroppo Lumia 925 non ha ancora una fotocamera Pure View: solo 8 megapixel invece dei ben 41 che sono disponibili con il nuovissimo Lumia 1020. Eppure le lenti Carl Zeiss fanno già la differenza a confronto con molti smartphone concorrenti.

Inoltre la fotocamera lavora molto bene anche di notte, grazie anche al sensore che permette di illuminare senza ricorrere al flash e all’esposizione regolabile. Il risultato sono foto molto nitide e senza rumore, nonostante le difficili condizioni di luce. Presto anche Nokia Lumia 925 sarà dotato dell’app Nokia Pro Camera (come annunciato ieri a New York), altro aspetto su cui punta la casa finlandese per il Lumia 1020.

Ecco una foto di notte con poca luce a cui ho poi applicato uno dei filtri disponibili nell’app Studio Creativo.

Nokia Smart Cam

Questa è davvero la funzionalità più divertente, per coloro che vogliono dar libero sfogo alla loro creatività: con Nokia Smart Cam è possibile fotografare qualsiasi azione e ottenere così una foto che riassuma il movimento. Basta puntare la fotocamera e fare touch e Lumia 925 esegue una serie di scatti che potrete andare successivamente ad editare in un’unica foto!

Non è facile da usare, ci vuole un po’ di pratica, perciò perdonate se lo scatto di questo yo-yo in movimento non è proprio il massimo 😛

Auricolari Nokia Monster Purity Pro

E infine, dopo essermi divertita dietro l’obiettivo,mi sono dedicata all’ascolto della musica! Ho indossato gli auricolari Nokia Monster Purity Pro ( il giallo non è proprio il mio colore preferito, ma in commercio esistono anche le varianti rosse, bianche e nere) che all’apertura sono già pronte per l’utilizzo.

Altrimenti è sufficiente premere per 2 secondi il bottone del bluetooth posto sul lato destro e attendere il riconoscimento da parte del device che si vuole utilizzare (in questo caso Lumia 925 a cui ho precedentemente attivato a sua volta il bluetooth) e associare i due dispositivi. Gli auricolari funzionano anche con tecnologia NFC, di cui è dotato lo smartphone: facendo toccare i due sensori, si attiva la ricezione e siete pronti per l’ascolto, che è di ottimo livello e regolabile a piacimento. Per una review completa vi rimandiamo ad un nostro precedente articolo.

Impressioni finali

Infine, questo smartphone punta evidentemente sula qualità della fotocamera, come già ci si aspetta dal Nokia Lumia 1020: in questo momento in cui i due competitor maggiori lavorano incessantemente sulla qualità dell’OS, Nokia gioca altre carte.

L’affidabilità di un ottimo design, in primis, (questo Nokia, non l’ho ancora detto, ma è davvero leggero e sottile sebbene visibilmente solido) abbinata alla competenza in materia di Image Editing.

Inoltre altri due punti fondamentali riguardano il campo della Musica, sebbene si sa che il rivale più forte è Apple con l’esperienza di iTunes, e le Mappe (con l’app Nokia Here), dove il concorrente è invece Google.

Sarà sufficiente? Troppo presto per dirlo. Una cosa è certa: l’ultima parola andrà sicuramente al Nokia Lumia 1020 e noi speriamo di poter testare anche quello!

Sei uno sviluppatore e vuoi metterti alla prova? Scopri "Quag API - Summer Call 2013"!

Sei uno sviluppatore e vuoi metterti alla prova? Scopri "Quag API – Summer Call 2013"!

Sei uno sviluppatore e vuoi metterti alla prova? Scopri "Quag API - Summer Call 2013"!

QUAG, l’innovativo ambiente di ricerca web dal carattere social e startup dall’animo 100% italiano, ha presentato ieri nel corso di un hangout il Bando di Concorso Quag API Summer Call e le Quag API (API è l’acronimo di Application Programming Interface, le API consentono agli sviluppatori di espandere le funzionalità di un programma o di un’applicazione).

Il bando di concorsoQuag API – Summer Call” è aperto alla comunità degli sviluppatori italiani con lo scopo di:

– incentivare lo sviluppo di progetti applicativi, finalizzati sia ad ampliare le funzionalità del sito www.quag.com sia ad integrarlo con altri sistemi;

– incentivare nuove opportunità economiche a favore di soggetti operanti nel campo delle conoscenze ed innovazioni tecnologiche.

Durante l’hangout Luca Giorcelli, Marco Novo e Mirco Furlan (rispettivamente, il direttore tecnico e due rappresentanti del team di sviluppo di Quag) hanno presentato ufficialmente il bando di concorso rivolto agli sviluppatori che prende avvio a partire dalla data odierna. Le domande di partecipazione al bando potranno essere inoltrate a partire da oggi, la data ultima di presentazione delle stesse è fissata per il 9 settembre 2013, tutti i progetti pervenuti saranno valutati da una giuria tecnica, il/i progetto/i progetti selezionato/i verranno resi noti entro il 9 ottobre 2013.

Il Direttore tecnico di Quag, Luca Giorcelli, ha spiegato durante l’hangout che l’apertura è alla base di Quag e di questo bando: “La cosa più importante è lo sviluppo di Quag, dando il giusto compenso agli sviluppatori. Il lavoro degli sviluppatori deve entrare in sinergia con altri ambiti e non è nostra intenzione avere proprietà esclusive del software”.

Quag si riserverà l’acquisto del/dei progetto/i progetti selezionato/i e, se ritenuti coerenti e in sintonia con le caratteristiche del portale www.quag.com, potrà renderli operativi sullo stesso. Ad ogni progetto del quale Quag si riserverà l’eventuale acquisto, sarà riconosciuto un compenso di 1.500 €, il montepremi complessivo è di 9.000 €.

L’obiettivo principale è attirare sviluppatori e professionisti attorno al “mondo Quag”: tramite le API aperte e liberamente consultabili, si potranno sviluppare soluzioni senza limiti. Ad esempio widget, estensioni browser, plugin e molto altro (per piattaforme quali WordPress, Joomla, Chrome, Firefox, iOs, ecc).

L’hangout ha visto la partecipazione di: Alessandro Calleri, Andrea Nepori, Fabio Lalli, Francesco Fullone, Giuseppe Guerrasio e Roberto Bonu.

Avete voglia di mettervi in gioco? Realizzate un progetto interessante con le API di Quag, per voi un compenso di 1.500 euro!

Link al Bando di Concorso (solo per sviluppatori italiani) con tutte le info: http://www.quag.com/api/contest/win

Link per rivedere l’hangout: http://www.youtube.com/watch?v=SBWvrVoEF3k&feature=c4-feed-u

Incubi notturni, automobili nude e assicurazioni rosa nei migliori annunci stampa della settimana

Diamo uno sguardo ai migliori annunci stampa  provenienti dalle più creative agenzie pubblicitarie del mondo. Questa settimana ce ne sono di bellissimi! Sarete d’accordo con noi? Check it out!

Volkswagen New Beetle Cabriolet: Topless

Topless. Una sola parola. Semplice, d’impatto e divertente questa print dell’agenzia DDB Milan per Volkswagen: la capotte è chiusa e il bel Maggiolino azzurro (colore che riprende il logo) rimane scoperto, in topless! Un effetto pixel sulla parte mancante del tettuccio ci regala una risata. Ottimo uso delle line verticali e orizzontali della print; la linea mezzana orizzontale centra l’automobile nel contesto mentre le linee verticali (le 2 palme centrali, il lampione, e la striscia bianca di vernice) delimitano e accompagnano la lettura ordinata della composizione.

L’uso della one-word headline e la semplicità dell’esecuzione dell’ad rimanda alla famosissima campagna dei primi anni sessanta per Volkswagen “Lemon” firmata da  Bill Bernbach. Una citazione fatta dai creativi della Doyle Dane Bernbach per celebrare il loro fondatore?

Advertising Agency: DDB, Milan, Italy
Executive Creative Director: Aurelio Tortelli
Creative Directors: Michela Grasso, Daniele Ricci
Art Director: Alberto Rigozzi
Copywriter: Guido Renda
Account Supervisor: Anna Chiara Pelletti
Post Production: Artout

TNT Energy Drink: Teeth/Naked

Le angosce della vita quotidiana si elaborano durante la notte, dando vita a terribili sogni che hanno spesso caratteristiche comuni: nessuno di voi ha mai sognato di perdere i denti o di ritrovarsi completamente nudo in situazioni lavorative? Se volessimo scoprire il significato dei nostri sogni potremmo far riferimento a testi psicanalitici che hanno studiato e decodificato i temi degli incubi già de tempo.

Il brand TNT, grazie alla sua gamma di prodotti eccitanti ed energizzanti ci propone una via alternativa, piuttosto estrema, per ovviare al problema degli incubi notturni: non dormire!

Advertising Agency: Y&R, São Paulo, Brazil
Chief Creative Officer: Rui Branquinho
Executive Creative Director: Flávio Casarotti
Creative Directors: Rui Branquinho, Flávio Casarotti, Rafael Merel, Marcelo Fedrizzi
Art Director: Felipe Pavani
Copywriter: Raphael Quatrocci
Illustrators: Marcelo Braga, Feppa Rodrigues, Romulo de Oliveira / Zombie Studio

Selleys Supa Glue: Frogs/Bulls

L’agenzia DDB di Singapore ci propone un concept davvero creativo per presentare l’efficacia del collante  Selleys Supa Glue: la materia spezzata è in realtà formata da due elementi che cercano di raggiungersi ( torero/toro e rana/insetto)  grazie all’aiuto del prodotto. Anche se l’incontro, o lo scontro, darà risultati negativi (la morte del toro e dell’insetto) la campagna grazie alla forza delle immagini e degli attori in gioco ne trae valore positivo.

Advertising Agency: DDB, Singapore
Chief Creative Officer: Neil Johnson
Executive Creative Director: Joji Jacob
Creative Director: Thomas Yang
Copywriters: Adrian Yeap, Karn Singh
Art Director: Wu Yangwei
Illustrator: Mirage
Account Supervisor: Rowena Bhagchandani
Account Manager: Sim Yungying

Amnesty International: Electric chair/Hanging

Spesso si sottovaluta il valore della propria firma. Amnesty International fa della raccolta firme un suo strumento fondamentale per la denuncia dei soprusi e dei diritti negati in tutto il mondo.

In questa rappresentazione grafica la firma di semplici cittadini è in 3 dimensioni e forma un corridoio lunghissimo e tortuoso. Alle estremità opposte un boia e la sua vittima pronta sul patibolo. Il messaggio è chiaro: “Ogni firma rende ciò più difficile”

Advertising Agency: 
JWT, Doha, Qatar
Executive Creative Director: Matias Lecaros
Art Director: Tomás Garin
Copywriter: 
Felipe Araya
Illustrator / Photographer: Salamagica
Other additional credits: Baher Raouf

1st for Women Insurance Brokers: Dubai/Cliff

La compagnia  1st for women” si è specializzata in coperture assicurative per sole donne. Per dare forza a questa diversificazione di  genere, si è affidata a divertenti print che fanno leva sui comportamenti maschili più infantili che diventano rischiosi.  “Ecco perché assicuriamo solo le donne.

Advertising Agency: Black River FC, Johannesburg, South Africa
Executive Creative Director: Ahmed Tilly
Creative Director: Suhana Gordhan
Copywriter: Avish Gordhan
Art Director: Mandie Van Der Merwe
Photographer: Clive Stewart
Art Buyer: Laura Broccardo Schutte
Account Managers: Elena Ronca, Solani Hlayisi

La casa delle bambole di Ikea nell'ultimo inconsueto spot [VIDEO]

Molto probabilmente ognuno di voi Ninjetti sarà entrato almeno una volta in un punto vendita Ikea. Al suo interno sono allestiti diversi “mini appartamenti” che permettono di far fare esperienza ai clienti di una delle promesse del brand svedese: arredare con stile la propria casa, anche con poco spazio a disposizione. Questo concept si è trasformato nell’ultimo spot di Ikea dal titolo “One Room Paradise Music Video“, in cui il monolocale è in effetti una casa delle bambole con la quale una bambina sta giocando.

Una piccola storia moderna raccontata in forma di musical, in cui una giovane mamma single vive felice con il figlio nel piccolo appartamento arredato Ikea. Una scelta comunicativa più che apprezzabile (dopo il caso di qualche mese fa della donna cancellata dalla versione araba del catalogo) e in linea con le campagne del brand a favore delle unioni gay, ad esempio. Piacevole finché non mettiamo a fuoco alcuni particolari che molti utenti, nei commenti in coda al video, hanno descritto come piuttosto inquietanti.

A prescindere dal poco piacevole effetto “maschera di plastica” sugli attori, come sottolinea AdWeek nel corso di quello che dovrebbe essere un gioco di fantasia di una bambina vediamo il bimbo-bambolotto portare la colazione a letto alla madre dopo che lei è rincasata a tarda notte dopo un’uscita con gli amici. Tutto ciò mentre sul sottofondo Elayna Boynton, in una cover di Aretha Franklin, canta a proposito del creare una “one room paradise” con l’uomo che ama.

Una mamma-bambola molto “Barbie Girl”, trendy e di rosa vestita, che ha effettivamente creato più inquietudine che voglia di andarsi a comprare un divano negli utenti che hanno commentato. Questo spot ha risvegliato nella nostra mente gli scatti di Sarah Haney di cui ci ha parlato la Ninja Kumiko.

A fianco dei video afferenti alla campagna istituzionale “Basta poco”, che aveva creato un sentiment più che positivo in rete, il dipartimento inglese di Ikea da qualche mese sta portando avanti una strategia di comunicazione di stampo ironico (ricordate i nani da giardino?) che forse rischia di staccarsi troppo dalla brand image e non essere compresa. Voi che ne pensate?

Credits:

Agency: Mother, London
Director: Megaforce
Production Company: Riff Raff
Producer: Cathy Hood
Agency Producer: Ellie Gibb
Colour Grading: Paul Harrison
Flame: Judy Roberts
Post Producer: Justine White
VFX: Finish & Mathematic
Editor: Joe Guest @ Final Cut

"Liking isn’t helping": non basta un mi piace per cambiare il mondo

“Se hai un cuore commenta o, almeno, metti mi piace”

Quante volte questo messaggio è apparso sulle vostre bacheche di Facebook accompagnato da un’immagine strappalacrime di un bimbo malato o di un cagnolino con qualche malformazione? Di suddetti post ne possiamo contare almeno decine ogni giorno e, sinceramente, ne abbiamo fin sopra i capelli.

Perchè? Come mai? Esseri senza cuore! Insensibili! Egoisti!  Ecco gli epiteti che vi aspettano se provate a spiegare che ad un bambino in Africa non apparirà magicamente un panino col prosciutto tra le mani, o che la leucemia non smetterà di colpire poveri innocenti, se cliccate mi piace o condividete un post. Magari bastasse questo!

Il messaggio lanciato dalla campagna Liking isn’t helping, realizzata dall’agenzia Publicis Singapore per il progetto Crisis Relief Singapore, è proprio questo:

Cliccando su “mi piace” non salverai un bambino dalla guerra, condividere non ti servirà a portare via una donna da un uomo che la maltratta e un tweet non ferma il diffondersi di malattie e carestie.


Le immagini drammatiche si alternano, in questa sensibilizzazione (giustamente) forzata, ad un coro di pollici in sù che simulano chiaramente la filantropia che coglie l’utente in un momento di particolare sensibilità: il mondo non diventa migliore attraverso un click.

L’evidente ironia della campagna – che si prefigge la mission di educare – riesce a cogliere appieno tutta l’inutilità delle manifestazioni di preoccupazione e sensibilità verso questi temi (se affrontati in questo modo).

Perché, allora, quando una pagina Facebook o un account privato pubblica sul proprio profilo una delle immagini sotto accusa la voglia di cliccare per dare il nostro sostegno c’è? Le motivazioni sono diverse:

  • coinvolgimento emotivo;
  • voglia di mostrare agli altri il nostro essere caritatevoli e socialmente impegnati;
  • empatia e leva emozionale;
  • engagement del condivido-perché-ti-sostengo (potremmo ipoteticamente chiamarlo così per indicare il fattore pietà-tenerezza-rabbia che questo tipo di immagini suscitano nell’utente).

Vere o meno che siano le nostre intenzioni nell’aiutare gli altri, è chiaro che non è certo cliccando su un link che le cose cambieranno. Se poi a tutto questo ci aggiungiamo il solito voyeurismo digitale che ormai coinvolge tutti, il dubbio nasce, basti pensare al caso della Concordia e di tutta la delitto-mania scoppiata in particolare in Italia.

Non c’è terremoto, inondazione o disastro che non abbia il suo seguito emozionale sulla rete: l’importante è sapere dove fermarsi tra il rendersi utili – condividendo numeri verdi e diffondendo informazioni per la raccolta fondi – e il far prolificare lo spam emotivo.

Ovviamente le parodie di tale “pratica” in rete non si sono risparmiate: è infatti facile trovare pagine Facebook dal titolo “Se hai un cuore condividi! Se non ce l’hai scommetto che sei morto” o “L’arte di salvare il mondo condividendo un link (se hai un cuore)“.

Insomma, se vogliamo davvero cambiare le cose ‘Be a volunteer. Change a life.‘ E voi, da che parte state?! 🙂

Per i Middleton il nipotino è anche un'opportunità di business

La nascita del primo nipotino è senza dubbio un evento che merita di essere celebrato, soprattutto se il nascituro in questione è l’erede al trono britannico. È normale che i Middleton vogliano festeggiare la ricorrenza, e se poi ci scappa un’opportunità di business perché no?

Carole e Michael Middleton gestiscono il sito di prodotti per feste Party Pieces e, già dopo poche settimane l’annuncio della gravidanza, hanno cominciato a promuovere una serie di prodotti a tema.

Le linee ‘Little Prince’ e ‘Little Princess’ sono “adatte per i baby shower party in stile americano, battesimi e feste di compleanno.” Ogni confezione comprende bicchieri di carta, tovaglioli, posate di plastica e piatti di carta decorati con una corona rosa o blu e le parole “a new little prince” or “a new little princess”.
Un messaggio sul sito dice: “E’ una grande occasione per festeggiare il nuovo arrivo, invitando la famiglia e gli amici.”

Naturalmente, non sono mancate le accuse ai Middleton di “approfittare della gravidanza reale“, considerato che non è la prima volta che cavalcano l’onda di un evento reale. Party Pieces aveva lanciato anche dei prodotti in occasione del Royal Wedding e del Diamond Jubilee della Regina.

Cosa dirà il galateo in proposito?