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Pubblicità da incubo: i più grandi fail dell’advertising nel 2017

Pepsi, Dove, McDonald's e molti altri sono inciampati in campagne poco azzeccate o hanno sbagliato le tempistiche. Il segreto, come sempre, è imparare dagli errori

Se apri i cassetti della tua memoria, troverai tantissimi ricordi di fail nell’advertising avvenuti nel 2017. Sarebbe forse meglio dimenticarli del tutto, ma non farlo ci permetterà di evitare di sbagliare ancora.

Ecco la nostra carrellata di errori/orrori nel mondo dell’advertising, con l’augurio di non vederne altri nel 2018.

Pepsi e la ribellione… allo spot

Uno spot pubblicitario deludente, che ha generato diverse polemiche e commenti negativi. L’allora presidente del PepsiCo Global Beverage Group, Brad Jakeman, ha dichiarato: «l’esperienza più straziante della mia carriera».

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Dove cambia colore, per la vergogna

Senza dubbio Unilever non avrebbe mai voluto comparire nei risultati di ricerca di Google come “annuncio razzista Dove”, ma uno spot che mostra una donna nera che si toglie la camicia e si trasforma in una donna bianca, ha fatto proprio questo. L’annuncio era destinato a mostrare “la diversità della vera bellezza”. Ve ne abbiamo ampiamente parlato qui.

Advertising Dove

La scarsa sensibilità di McDonald’s

McDonald’s U.K mostra un giovane ragazzo che chiede disperatamente a sua madre di suo padre morto. Ma per gli haters, l’adv significa solo una cosa: sfruttare il lutto per vendere panini.

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Big Tobacco non ha convinto nessuno

Questa campagna è un fallimento intenzionale. Big Tobacco ha accettato di pubblicare annunci anti-fumo in TV per la prima volta dal 1971. Gli spot pubblicitari, iniziati a novembre, sono i meno convincenti della storia.

Chanel perde il suo charme

Per la sua fragranza Gabrielle, Chanel ha mostrato  Kristen Stewart srotolarsi da un bozzolo di garza. Per molti, l’advertising più ridicolo degli ultimi anni.

Yves St. Laurent

Uno sforzo “porno chic” che mostra una modella in calze a rete che spalanca le gambe per la fotocamera e un’altra in tacchi a spillo che si piegano profondamente su uno sgabello. Per gli esperti francesi una violazione contro «il rispetto della decenza, della dignità e che comunica sottomissione, violenza o dipendenza, nonché l’uso di stereotipi». Così l’immagine è stata rimossa dalle strade di Parigi.

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Scritto da

Rosanna Crocco

Classe 1987; cresce ad Acri, un paesino in provincia di Cosenza. Una Laurea in Economia Aziendale ed un Master in Marketing Management le permettono di studiare ed approfondire ... continua

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