I 7 peccati capitali da evitare su Facebook

I 7 peccati capitali da evitare su Facebook

Prima di pensare a come ottimizzare la vostra presenza su Facebook, a come convertire le visite in clienti, a come stupire gli utenti con ingegnosi post di instant marketing, è meglio partire dalle basi, e sapere cosa è bene non fare su una pagina Facebook.

Questo post, oltre a ricordare a tutti i social media manager i più grandi errori/orrori da evitare, vuole anche alzare un pochino l’asticella degli improvvisati, ma non tanto per aumentarne le capacità, quanto per far sanguinare meno gli occhi e il cuore ai veri SMM che capitano per caso sulle pagine da loro gestite (o che devono rilevare). Insomma, forse più che un articolo questa è una pubblicità progresso.

Sapete che il totale delle aziende nel mondo con una presenza su Facebook nel corso del 2014 hanno perso ben 4,3 milioni di dollari a causa di errori sul social media? (ricerca condotta da Altimeter). Non prestare attenzione ai dettagli può essere fatale.
Ecco che di seguito trovate i 7 peccati capitali per un Social Media Manager su Facebook: fate un bel post-it per ogni peccato e attaccateli sulla vostra scrivania, tipo Francesco Sole.

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1. Non scrivere come se fossi un robot

Cerca di trasformare ogni commento dei tuoi clienti in una positiva interazione. Copiare e incollare riposte standard, fredde e automatiche potrebbe sì farti risparmiare tempo, ma offrirai una spiacevole esperienza di community. I social media sono ambienti di conversazione e chiacchiera: privare chi segue la tua pagina di reali conversazioni e di autenticità è estremamente dannoso.

I 7 peccati capitali da evitare su Facebook

2. Non eliminare i tuoi post e nemmeno quelli degli utenti

Hai appena fatto un errore? Hai pubblicato qualcosa che non avresti nemmeno dovuto pensare? Bene, pubblica un altro post di scuse, ma evita di cancellare quello contenente l’errore, oppure di editarne mille volte il testo. Non cancellare nemmeno i post dei tuoi fan, che possono trasformarsi in una buona occasione di confronto e per dimostrare l’autenticità delle possibili scelte contestate. In alcuni frangenti di crisi, in particolar modo per le grosse aziende, eliminare i post degli utenti ostili può essere però, sul lungo periodo, la cosa migliore, come fece qualche mese fa Nivea durante il “caso Neve”.

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3. Non essere noioso e ripetitivo

Moltissimi utenti tendono a mantenere il “mi piace” ad una pagina ma a smettere di seguire gli aggiornamenti, proprio a causa di post auto celebrativi, noiosi o poco interessanti. Facebook è uno strumento con il quale l’azienda deve impegnarsi nei confronti dei propri clienti, mettendoli al centro della storia, modellando la propria retorica sulle persone che popolano la pagina del social network. Diventa necessario mostrare il “dietro le quinte”, il team di lavoro, i dettagli, quelli che fanno appassionare. Solo in questo modo il livello di engagement rimarrà elevato.

4. Non dimenticare qual è la tua audience

Bisogna porre estrema attenzione alla targetizzazione del pubblico. Ad esempio, se la pagina Facebook si riferisce ad un’azienda che produce articoli per bambini, l’audience sarà verosimilmente quella di adulti da 30-35 anni in sù. Quindi non cercate di porre l’attenzione su quanto siano colorati i giocattoli, piuttosto su quanto siano sicuri e convenienti.

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5. Non usare hashtag a caso

Ha senso utilizzare gli hashtag su Facebook? Analizzando 200 mila post su Facebook, Social Bakers suggerisce che il numero ottimale di hashtag per ogni post è tra uno e due. Riempire un post di hashtag ha due effetti negativi: il primo è quello di dare l’impressione di ricercare a tutti costi la visibilità, e il secondo è di perdere engagement proprio per il motivo precedente.

6. Usa lo humor solo se ne sei capace

Lo humor e l’instant marketing su Facebook vanno a braccetto. Ma bisogna saperlo fare, altrimenti la brutta figura è dietro l’angolo. Vi eravate persi il post dei Biscotti Gentilini su Marc Marquez? Alcuni hanno gridato al “genio”, in realtà è stato tutto molto triste: la pagina non pubblicava nulla da mesi, poi l’illuminazione e la fretta di postare. Risultato: un’immagine piena di marchi aziendali accostati ai biscotti Gentilini, rischiando così denunce. L’immagine è stata poi rimossa (altro peccato capitale).

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7. Non cercare scorciatoie

Acquistare “fan” per la pagina? Nemmeno per idea! Taggare pagine a caso nei post? Non serve a nulla. Condividere i post della pagina col proprio profilo e taggare i vostri amici? Basta vi prego: tanto quelli sono like per disperazione, mica per interesse. Infine, stesso discorso, non invitate più i vostri amici a mettere “mi piace” alla vostra pagina. Non invitateli più.

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