Cambia l'algoritmo di Facebook: più spazio alle persone

Più persone, meno brand: l'algoritmo di Facebook cambia e dà più valore ai contenuti

Rocco Iannalfo

Web Marketing & Social Media Manager, Blogger

Cambia l'algoritmo Facebook più spazio alle persone

Il più grande problema di chi si occupa di Social Media Marketing è la volontà di Mark Zuckerberg di essere al centro dei nostri pensieri: mentre ieri il mondo dibatteva del Mobilegeddon di Google, l’algoritmo di Facebook è cambiato di nuovo!

Sulla base dei feedback ricevuti dagli utenti, i vertici dell’azienda di Menlo Park hanno deciso di modificare il flusso delle notizie sulle nostre bacheche per far sì che ci vengano mostrati contenuti che siano più interessanti per noi.

Nello specifico sono stati introdotti tre aggiornamenti che faranno evolvere anche il rapporto odi et amo degli addetti ai lavori con l’algoritmo Facebook.

Queste novità influiranno sulla reach delle fanpage, diminuendola rispetto ai contenuti postati dalle persone.

Ancora tu? Non dovevamo vederci più?

Cambia l'algoritmo Facebook più spazio alle persone

Fonte: Parla meno ma parla meglio (di Damiano Bordignon)

Il primo dei cambiamenti è dedicato agli utenti che hanno pochi aggiornamenti sul proprio newsfeed. Se avete pochi amici, o molti amici di poche parole, preparatevi ad avere le schermate monopolizzate da chi posta a ripetizione!

Se precedentemente Facebook aveva una regola per evitare che le notizie provenienti dalla stessa fonte si incolonnassero, il nuovo algoritmo prevede che, terminati gli aggiornamenti, sulla timeline si avvicenderanno i contenuti postati da chi ha più cose da dire.

Quindi se siete esperti di timeline gardening, ovvero se avete modellato il vostro newsfeed per ottenere poche buone notizie, preparatevi al peggio!

Quando non c’eri…

La seconda novità dell’algoritmo Facebook è un deja vu per chi bazzica i social: siccome ci si è resi conto che alle persone dispiace perdere i contenuti importanti pubblicati dalle persone care mentre si era offline (sembrano le parole di Twitter di qualche tempo fa), tutto ciò che sarà ritenuto importante in base ai nostri interessi verrà a galla nella parte alta dei nostri newsfeed!

In pratica l’ordinamento cronologico degli aggiornamenti sarà sempre più subordinato al peso sociale dei contenuti.

Cambia l'algoritmo Facebook più spazio alle persone

L’effetto rosiko del lunedì mattina sarà amplificato perché probabilmente i vari #buongiornounca**o saranno sostituiti dalle immagini delle uscite dal sabato sera e delle gite domenicali. Quindi se volete evitare l’abuso di gastroprotettori iniziate la settimana senza social, miglioreranno la vostra salute e anche la produttività.

Dulcis in fundo

L’ultimo cambiamento dell’algoritmo Facebook è forse più gradito agli utenti: verranno eliminati quei sia quei post come a Tizio piace questo post di… che quelli Caio ha commentato questo post…

Da Menlo Park giustificano questa scelta come una richiesta a furor di popolo, ma questo tipo di post erano pubblicitari erano sicuramente poco graditi anche a Facebook: ad esempio se in passato con un vostro like avreste suggerito questo articolo ai vostri contatti, ora dovrete condividerlo per avere lo stesso effetto!

Una minore diffusione di contenuti informativi è sicuramente vantaggiosa per i vertici aziendali che hanno appena stretto accordi di collaborazione con molti giornali per diffondere notizie tramite il social.

L’algoritmo Facebook e lo storytelling

Cambia l'algoritmo Facebook più spazio alle persone

Cosa cambierà per chi gestisce una fanpage alla luce di queste novità?

La reach organica delle pagine diminuirà ulteriormente a discapito dei contenuti pubblicati dai profili personali. Quindi se volete promuovere prodotti e servizi non ci sono scorciatoie, ci sono soltanto due strade.

La prima è fare advertising: se la reach organica cala potete pagare per promuovere i vostri post, ma il portafogli ne risentirà!

La seconda strategia è quella di creare buoni contenuti, raccontare storie e creare engagement: chi riuscirà ad instaurare un dialogo con il proprio pubblico sarà ricompensato con una buona visibilità.

Oltre a contenere i costi, lo storytelling consente di aumentare le conversioni e di fidelizzare il cliente che sa che dall’altra parte c’è un brand che sa ascoltare!

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