Google Nexus 4: un esempio di quello che non si deve fare nel commercio elettronico!

Previsioni di vendita errate e clienti infuriati per le lunghe attese: un esempio di come sbagliare le valutazioni può portare l'effetto contrario in Rete

Google Nexus 4: un esempio di quello che non si deve fare nel commercio elettronico

Venduto nei Play Store online di Google, il nuovissimo Nexus 4 è andato a ruba in tutta Europa; utenti in Francia, Spagna, Germania e Uk, non hanno avuto nemmeno il tempo di veder comparire l’offerta che i pochi, anzi, pochissimi terminali a disposizione erano già finiti. Certamente il prezzo offerto da Google per il suo smartphone di ultima generazione è davvero invitante, sia per il taglio di memoria da 8Gb (299€) che per quello da 16 Gb (379€).

Ma dove è precisamente il problema?

Quando un azienda ha delle difficoltà con un prodotto o in questo caso con i suoi clienti, quello che dovrebbe fare è prima di tutto svolgere una politica di comunicazione chiara, riconoscere gli errori e lavorare per risolvere il problema recuperando così la propria brand reputation.

Se è vero che da un lato Google ha accusato LG di ritardi nella produzione, dall’altro non si può omettere che il sistema di vendita del nuovo smartphone è collassato dopo appena 15 minuti. Moltissimi utenti si sono lamentati di pagine bloccate mentre alcuni hanno addirittura riferito di aver visto la transazione fermarsi prima dell’ultimo passaggio nel processo di acquisto.

Google Nexus 4: un esempio di quello che non si deve fare nel commercio elettronico
Il problema, secondo Google, è stato il numero impressionante di utenti che hanno cercato di acquistare il prodotto, facendo arrivare le scorte a zero in appena 15 minuti. Ormai a quasi un mese dalla sua comparsa il Nexus 4 risulta essere ancora sold-out nei paesi in cui è commercializzato, dando la sensazione di un “caos” persistente all’ interno dei Play Store Online di Google. Non si sa ancora quando sarà nuovamente disponibile, alcuni siti parlano addirittura di attese tra le otto e le nove settimane.

Google Nexus 4: un esempio di quello che non si deve fare nel commercio elettronico

Ovviamente la compagnia non ha confermato nè rilasciato nuove notizie a riguardo: errori simili, anche facilmente prevedibili visto l’interesse che si era creato attorno al prodotto, non si sarebbero dovuti manifestare, principalmente se a farli è una delle aziende più importanti al mondo.

Tenendo conto che il Nexus 4 è stato presentato come prodotto top class non è pensabile che le previsioni di domanda siano state totalmente sottovalutate, soprattutto in vista del periodo festivo e a discapito delle migliaia di utenti che hanno cercato di comprare il dispositivo ad un prezzo accessibile.

Google Nexus 4: un esempio di quello che non si deve fare nel commercio elettronico

Anche la scelta del Play Store come unico canale di acquisto ha fatto si che i problemi per Google fossero maggiori, senza altre modalità di distribuzione, con una previsione di vendita e disponibilità dei prodotti inferiori rispetto alla richiesta del mercato il risultato è stato un danno alla propria immagine molto grave (principalmente per i paesi dove è stato possibile acquistarlo), senza contare il numero crescente di dispositivi venduti a prezzi irragionevoli su altre piattaforme di vendita online come ebay.

Google Nexus 4: un esempio di quello che non si deve fare nel commercio elettronico

Sicuramente Google non farà nuovamente lo stesso errore con suo prossimo Nexus, ma secondo voi è possibile per un azienda così  importante sottovalutare la domanda di mercato ed incorrere in un problema simile?

Scritto da

Samuel Sed Piazza

Samuel Sed Piazza, classe 1984, si è laureato in Economia presso l’università di Roma Tre con una tesi in Marketing: “il caso Groupon”. Sin da bambino manifesta le ... continua

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