Weevo, il generatore di qr code green

Un business model che tende ad abbattere le emissioni di CO2 derivanti dai servizi ICT

Tra le startup del programma Emilia Romagna Startup, ne troviamo una che ha attirato la nostra attenzione per via dell’importanza che ha dedicato all’ecosostenibilità. Si tratta di Weevo una startup che ha deciso di colorare di verde il suo business model, devolvendo parte del ricavato di ogni singolo contratto per sostenere azioni legate a Wee Green (un accordo siglato fra il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e l’azienda), per compensare l’inquinamento provocato da Internet e dai suoi utilizzatori.

Secondo alcuni ricercatori americani la quantità di CO2 emessa per attività legate ai servizi ICT è misurabile in circa 0,2 grammi al secondo per una singola ricerca su internet, mentre il peso totale in termini di CO2 derivante dall’Information Technology ammonterebbe a circa 630 milioni di tonnellate all’anno.

Scegliendo i servizi di Weevo, il cliente potrà finanziare indirettamente interventi di ricostruzione della foresta appenninica, compensando le emissioni derivanti dalla propria attività ICT e ricevendo un attestato con i dettagli del contributo e dell’iniziativa supportata, oltre ad arricchire il proprio sito con il logo Wee Green a testimonianza dell’impegno concreto sul tema dell’ambiente.

Alcune tecnologie ICT sono diventate economicamente sostenibili ed accessibili anche per aziende con disponibilità di budget ridotta, evidenziando, dove applicate, risultati incoraggianti nel rapporto tra costi e risultati attesi. La diffusione e l’utilizzo di questi servizi e prodotti ICT, la loro elaborazione e l’implementazione costituiscono l’attività di Weevo.

I suoi prodotti spaziano dal web design, al marketing multipiattaforma, passando anche per i qrcode. Nel caso di questi ultimi Weevo utilizza una piattaforma in grado di aggiungere funzionalità avanzate oltre a quelle classiche.

I qrcode di Weevo, infatti, sono qr code dinamici, cioè che permettono il redirect verso più indirizzi dopo la creazione. Per di più sono geolocalizzati, consentendo così l’analisi della localizzazione al fine di individuare al meglio l’andamento del traffico legato al singolo codice, e riducendo al minimo i limiti di analisi del traffico legati alle campagne condotte attraverso questi codici.