Marketing Virale: Zeitgeist, le teorie del complotto diventano web movie

zeitgeist_complotti__webmovieElvis è davvero morto nel 1977? Cosa c’è dietro la morte per overdose di barbiturici di Marilyn Monroe? Chi ha ucciso i fratelli Kennedy e Martin Luther King Jr?

Gli extraterrestri sono in combutta con i governi della Terra? L’uomo è davvero atterrato sulla Luna? Gesù è mai esistito? Papa Luciani morì davvero per un malore? Le scie chimiche degli aerei hanno l’obiettivo di cambiare il clima terrestre?

La morte di Lady D è stata davvero causata da un semplice incidente? Il virus dell’Aids è stato creato in laboratorio e artificiosamente diffuso da Cia o Kgb per diminuire la popolazione mondiale? Paul McCarteney è morto nel 1966 e al suo posto fu messo un sosia?

Chi decise che Aldo Moro doveva morire? Lo tsunami del 2004 fu causato da un esperimento nucleare indiano appoggiato da Usa e Israele? Dietro l’attentato a Papa Wojtyla c’era il KGB? Il prezzo ridotto dell’ iPod Nano è un complotto per tentare di mettere in ginocchio l’economia coreana?

E chi ha deciso l’assassinio di John Lennon? E il terremoto in Abruzzo è stato un complotto ordito dai Testimoni di Geova? Cosa non sappiamo della strage di Ustica e del Moby Prince? La Uefa ha deciso la finale Barcellona-Manchester a scapito del Chelsea? E cosa dire infine dei numerosi complotti orditi da Franceschini, dalla moglie comunista, da Obama, da Murdoch e dalle toghe rosse orditi ai danni di Berlusconi?

Alcuni di questi enigmi sono avvalorati da fatti comprovati, anche se nonostante questo, mai probabilmente su alcuni dei misteri più drammatici della storia d’Italia e del mondo si farà piena luce. Altri sono semplici supposizioni, ipotesi fantascientifiche (o pensiamo questo perché non siamo ancora pronti alla Verità?) o ridicoli tentativi di giustificare comportamenti e azioni che molto poco si addicono ad un capo di governo di un paese democratico.

Ad ogni modo non è di questo che intendo parlare, bensì del fatto che aldilà dei motivi che ogni volta ci spingono a gridare al complotto, alla trama, all’intrigo, alla manovra, il ricorso alla dietrologia e al complottismo è sempre più frequente oramai, e sempre più affascinante, non risparmiando nessuno e nessun ambito, né ne sono immuni i mezzi di informazione o di dis-informazione.

In un paese devoto al pettegolezzo come il nostro, questa tendenza non ci stupisce molto, ma in realtà come possiamo ben vedere non è usanza tipicamente italiana e esistita da sempre, oggi appare quasi inevitabile per ogni cosa accada. Alcuni sociologi affermano che questa tendenza sia la naturale risposta al nostro bisogno di trovare sempre un capro espiatorio, alcuni psicologi invece affermano che il ricorso alla dietrologia è per assurdo rassicurante, perché ci suggerisce che le cose non succedono per caso, che c’è un grande manovratore che le comanda, una sorta di Jacob lostiano. Il complottismo quindi come tentativo di semplificare la crescente complessità della vita politica, economica e sociale in cui viviamo.

Nel 2007, forse espressione massima del complottismo, esce Zeitgeist, the Movie un web film diretto, prodotto e distribuito da Peter Joseph e diviso in tre parti.

Nella prima si parla della nascita, anzi dell’invenzione della religione cristiana, avvalorando tale tesi dimostrando i numerosi elementi ripresi dalla mitologia egizia e sostenendo, citando non precisate fonti, che Gesù non sia mai esistito.

La seconda parte è dedicata alle teorie secondo cui gli Stati Uniti fossero ben a conoscenza degli attacchi terroristici del 9/11 e che le Twin Towers siano state distrutte con una demolizione controllata, solo per giustificare il successivo attacco all’Afghanistan.

Infine la terza parte, dedicata al potere dei banchieri, in particolare quelli statunitensi, che da secoli aspirano e operano per dominare il mondo e costituire un unico governo mondiale che sarà in grado di controllare ogni singolo cittadino poiché ad ognuno verrà impianto un micro-chip per monitorarne ogni movimento e eliminarne il dissenso.

Inutile elencare tutte le critiche mosse al film, nonostante questo però the Zeitgeist ha avuto molto successo tra il popolo della rete.

Nel 2008 è uscito anche il seguito di questo primo web film, Zeitgeist: Addendum, anche questo diviso in tre parti è incentrato soprattutto sul potere e sull’ operato di CIA, Federal Reserve, e corporation statunitensi, dalle quali dipendono le buone o le cattive sorti di tutti i paesi mondiali.

Il caso Zeitgeist non è l’unico esempio di web movie, ma di certo è uno dei fenomeni più importanti, se non altro perché ci da modo di sottolineare quanto oggi anche la cinematografia possa trarre vantaggio, e non solo svantaggi, dal web, e come questa sia una via utilizzata sempre di più.

zeitgeist_complotti__webmovie4Non a caso un grande regista, Spike Lee, suggerisce a tutti i giovani cineasti di fare cinema per il web. Questo innanzitutto perchè il web garantisce maggiore visibilità a registi emergenti appunto, ma anche alle piccole produzioni indipendenti o contrastate e contestate come Zeitgeist, che ad esempio in Italia difficilmente avrebbe trovato un modo per essere distribuito.

Un altro motivo è ovviamente l’abbattimento dei costi di distribuzione dei film, e potrebbe essere questo l’unico modo per alcuni di rispondere alla crisi che sta colpendo anche questo settore. Ma non va dimenticato che questo nuovo mezzo offre la possibilità di sperimentare linguaggi innovativi, pensiamo ad esempio al primo film per il web realizzato come se fosse un videogioco: Descent to the Underworld.

I web movies, quindi, come nuova opportunità per il cinema indipendente…o forse si tratta solo di un complotto per colpire le major cinematografiche?;)

Scritto da

Felicia Villani

Laureata in Scienze della Comunicazione e laureanda in Comunicazione d’Impresa sempre presso l’Università degli Studi di Salerno, Villani Felicia dopo un anno Erasmus a ... continua

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