Noi di ninja siamo delle talpe sempre in cerca di novità, di svolte interessanti per gli styles contemporanei, insomma siamo dei paranoici artisti del vivere in mezzo alle cose.
E sappiamo quanto è difficile progettare e mettere in moto dinamiche culturali e sociali che sappiano far interessare gli individui singoli (ormai l’idea di interessare la tribù è acqua passata; oggi devi coinvolgere tutti, uno per uno, in un progetto di condivisione più che di offerta culturale) alle onde che continuamente si infrangono sulla battigia della nostra realtà quotidiana (questo svolazzo pindarico alla Prévert non me lo aspettavo).
Sappiamo soprattutto che per pensare e organizzare idee che possano essere partecipative bisogna avere un retroterra culturale e pragmatico immenso, così da poter capire dove e come si sta vivendo oggi e perché la nostra idea potrebbe attecchire.
Proprio intorno a questo saper vivere la quotidianità e prenderla in mano per modellarla sulle diverse esigenze che ci vengono in mente (o commissionate) ruota il nuovo Master di primo livello in Managemenet dei Processi Creativi dello Iulm di Milano, che si propone di formare una figura capace di lavorare al crocevia tra operatività e creatività.

Il concorso Novel su Facebook per titolare un romanzo
Video geniale per Toe Jam di Fatboy Slim FEAT. David Byrne & Dizzee Rascal

Iniziamo oggi una piccola rubrica settimanale attraverso la quale cercheremo di analizzare in profondità il fenomeno Facebook e i suoi risvolti sempre più pregnanti per il mondo del marketing.
Promettiamo ai lettori che tutti questi dati e notizie verranno poi accorpate in un unico paper, che inseriremo tra i gadget, che farà il punto della situazione del fenomeno Facebook.
Iniziamo con un articolo di Liz Wolgemuth, tratto dal sito www.usnews.com
Buona lettura.
“È un peccato per quei ragazzi del college che si stanno preparando alla noia di lavorare in un ufficio dove le visualizzazioni dei profili online sono severamente limitate o non consentite. Non lo sanno che ci sono lavori che richiedono questo tipo di cose? Sempre più i datori di lavoro ricercano competenze di social networking e cercano di occupare posizioni che richiedono la frequenza giornaliera di Facebook. E non è tutto; alla Silicon Valley, la Sicurezza e la Commissione di Cambio, hanno appena iniziato ad utilizzare Twitter.
Ma questo non è solo un sogno. Il futuro di Facebook è adesso. Ecco i 7 impieghi migliori per un appassionato di Facebook:

“Il marketing è il gorilla da trecento chili del mercato musicale, ma le nuove tecnologie lo catapulteranno nell’epoca di King Kong […] In futuro la musica sarà come l’acqua”.
Con queste parole, David Kusek profetizzava nel 2005 le coordinate del cambiamento all’orizzonte, ed effettivamente in atto ai nostri giorni: accedere a contenuti musicali non è mai stato così semplice; milioni di tracce periodicamente sfornate dagli addetti ai lavori, con la relativa possibilità di entrare direttamente in contatto con i publisher e musicisti, sono un’esperienza sempre più paragonabile ad una vera e propria prestazione d’opera, molto più di un mero prodotto commerciale da acquistare e possedere.
E sì perché un tempo la musica era originale e irripetibile, pura arte e servizio di intrattenimento. Su questa falsariga, si basò lo star system, da Elvis a MTV… sistema dove però la carenza di spazi rispetto alla profusione di prodotti artistici, impone (o meglio, imponeva) ad ogni rivenditore di esporre solo i beni di punta, in modo che aggregassero il pubblico attorno a pochi scaffali moderatamente capienti.
Oggi, nell’epoca dell’abbondanza teorizzata dal già citato Kusek, torna ad avere importanza l’accesso, più del possesso.
Non si tratta più di trovare il rivenditore che possiede questo o quel cd in chissà quale paesello, il consumatore odierno non è così impulsivo come quello che dieci anni fa comprava ad occhi chiusi “l’ultimo di X”.

La notizia ha raggiunto un buon livello di diffusione (questo vuol dire che oltre ad ottimi uffici marketing, in Fiat ci sanno fare anche negli uffici stampa), Fiat lancia il primo web serial partecipativo con tanto di casting e backstage incorporato.
L’idea è buona e figlia dell’era big brother, ma sembra ripulita da insozzature televisive che ormai danno noia solo a pensarci.
Il contest “8inpunto” ha come idea quella di creare il primo web-serial brandizzato basato sulla partecipazione attiva degli utenti, facendo leva sulla capacità del brand di proporre “active entertainment” a prescindere da contenuti puramente commerciali.
In dettaglio “8inpunto” è un serial dove gli autori e gli utenti giocano insieme, una sfida online e reale che per due mesi coinvolgerà 8 ragazzi a bordo di due Grande Punto MY 2008.
In una prima fase del progetto, attraverso il sito http://www.8inpunto.it/, gli utenti potranno candidarsi a diventare protagonisti del web-serial attraverso un vero e proprio video casting online (la citazione è proprio il provino per il Grande Fratello, stando davanti alla webcam di casa propria o in una delle video-station adibite per l’occasione anche in librerie e centri commerciali)oppure votare su un “wall interattivo” scegliendo tra tutti i candidati gli 8 protagonisti di “8inpunto”.
L'iniziativa è riuscita a generare un forte newsmaking su media tradizionali
Toshare.it riassume i punti salienti dell'incontro
Glow dà un valore sociale allo status emozionale: basta valutare il proprio umore con delle stellette e questo sarà geotaggato su una mappa mondiale...come si sente la Rete oggi?
Mobili nelle stazioni della metro per Ikea
Per discutere assieme sul futuro della comunicazione i leader internazionali nel campo dell’economia, della ricerca e del marketing si incontreranno a Parigi il 22 e il 23 Marzo, in occasione della sesta edizione della Conferenza Marketing 2.0.