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Week in Social

Week in Social: uno speciale dedicato a #TheFerragnez

L'idolo dei giovani e la star di Instagram hanno letteralmente vinto tutto

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Eleonora Tricarico 

Social Media Specialist | Copywriter

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Pubblicato il 08/09/2018

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Sulla bocca e sui social di tutti: #TheFerragnez. La curiosità ha conquistato tutti e chiunque, da una settimana ad oggi, ha visto almeno una foto, letto un commento, guardato un video o una storia su Chiara Ferragni e Fedez.

Anche il bel Paese ora può vantare la sua Brangelina. Augurandoci solo che, come per tutte le favole, questa volta sia per sempre.

Chiara Ferragni, fashion blogger con i suoi 14,7 milioni di follower solo su Instagram, e Fedez con i suoi ‘soli’ 6,6 hanno sbancato, letteralmente. Non ci sono altri termini. Hanno vinto, tutto.

L’importanza di chiamarsi Ferragnez

Chiara Ferragni, come tutti sanno, deve la sua fortuna al web e con perseveranza e bravura è riuscita a diventare una tra le blogger più influenti al mondo. Nessuno potrà contestare se lei, proprio lei, è riuscita con il suo lavoro ad arrivare ad Harvard. Da blogger al marchio di moda, una testimonianza importante che vede il ruolo dell’influencer sempre più decisivo nelle dinamiche di business.

Fedez, idolo del giovani, dai successi in radio a XFactor, ha conquistato i millennial (chissà le nonne cosa pensano di quel collo tutto tatuato!). Una coppia pop, una coppia perfetta.

Da quando Fedez è stato immerso nel mondo lifestyle tutto è cambiato: dalla sua vita al suo profilo Instagram. Facciamo un gioco, di seguito il primo scatto su Instagram con Chiara sul profilo di Fedez.


Visualizza questo post su Instagram

Italians in Paris ??❤️

Un post condiviso da Fedez (@fedez) in data: Ott 3, 2016 at 4:29 PDT

Il prima e il dopo Ferragni sembrano, nella sua gallery, due vite diverse: una linea differente, contenuti opposti, numeri sempre di più in crescita. Effetto Ferragni. Messi insieme, insomma, un vero e proprio portento. Aggiungiamo anche la potenza di altri brand ed è fatta. Signore e signori, il matrimonio del secolo.

Tutti insieme, appassionatamente

Torniamo all’evento che ha intasato gli schermi dei nostri smartphone. I Ferragnez non hanno progettato tutto soli: dal Royal Wedding allo Stories Wedding è un attimo e tutto, ve lo confermiamo, è progettato nel minimo dettaglio. Caso e destino sono due parole da buttare nel cestino. Dalla macchina, al vestito agli sponsor: il libro dei perché ha qualcosa da dirvi.

 

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Yes I do, forever ? Un post condiviso da Chiara Ferragni (@chiaraferragni) in data: Set 1, 2018 at 10:56 PDT

L’utilizzo dei canali social è stato ben studiato: Facebook ha lasciato spazio ad Instagram che ha rilevato dei numeri pazzeschi. Ad intuirlo, i brand che hanno supportato l’evento.

Da Pomellato (di cui la Ferragni è ambassador) per la scelta delle fedi, ad Alitalia per il viaggio-trasferta degli ospiti che ha sollevato qualche polemica, ogni spazio possibile era occupato.


Visualizza questo post su Instagram

Congratulations to @chiaraferragni and @fedez for tying the knot with our custom made #Pomellato wedding bands.

Un post condiviso da Pomellato (@pomellato) in data: Set 3, 2018 at 3:13 PDT

Proprio sulla compagnia di bandiera italiana sono sorte le prime riflessioni sui brand coinvolti: l’aereo, tratta Linate-Catania, ha portato a nozze amici e parenti e smosso gli animi del Codacons. Dal poggiatesta al biglietto aereo, fino ai grandi pupazzi della Trudi presenti in aeroporto. Quanto è costato tutto ciò?

#SuppliedBy: Trudi, Alitalia, Dior, Prada, Versace. Un ritorno economico pazzesco se si pensa che un post sponsorizzato da Chiara Ferragni vale oltre diecimila euro, di base.

Piccola riflessione: il matrimonio ha generato un indotto pazzesco in molti canali, anche offline, basti pensare all’incremento di presenze turistiche che ha avuto la città di Noto, in Sicilia, che ha ospitato l’evento.

Molti i brand di moda coinvolti, ma si sa, lei è solo la fashion blogger più famosa al mondo ed ha avuto più visibilità di tante emittenti locali. Ebbene sì, secondo alcuni, il format TheFerragnez avrebbe fatto numeri da tv. Non era mai successo fino ad ora, anche se i più scettici ritengono i dati non comparabili con l'audience televisiva.

Come hanno fatto ad arrivare a tutti-tutti-tutti? La risposta è presto data.

Facebook, c’eravamo tanto amati

Facebook non è il canale preferito dai due novelli sposi. Facendo una semplice ricerca, il profilo di Fedez presenta 2.3 milioni di utenti (6.6 su Instagram) quello della Ferragni, attenzione, non è presente sebbene si trovi l’ufficiale ‘The Blonde Salad’, ma - diciamocelo - non dà soddisfazione.

Anche su questo la Ferragni è sul pezzo: Facebook è sempre di più una piattaforma con un target adulto. I giovani lo ‘mollano’ per la presenza asfissiante dei genitori e dellozzio,e si dirigono verso altre piattaforme. Perché stare su Snapchat quando il resto del mondo regala grandi soddisfazioni su Instagram? Il primo perché è stato svelato.

Instagram, non è un social per vecchi

Il successo del social wedding deve tutto (o quasi) a Instagram. Ci piacerebbe, in primis, sapere se ci sia stato un invitato che non lo abbia detto al mondo intero. Anche il cane ha creato contenuti. Sì, anche Matilda. Insomma, l’esclusivo matrimonio è stato un cartellino da visita importante, una di quelle cose che devi far sapere, quasi da mettere sul cv.

Così, gli spettatori più attenti sono riusciti a cogliere ogni particolare ed inquadratura: non è stato difficile farlo, rimbalzando tra un tag e una menzione. E di quegli stickers? Ne vogliamo parlare? Anche le storie di Instagram sono state brandizzate al massimo e se non ci credete provate ancora oggi a ricercare tra le GIF ‘The Ferragnez’: troverete anche la ruota panoramica a richiamare il luna park presente e lei, sempre lei, Matilda.

Tutte scelte mirate, non a caso gli sposi hanno scelto determinati prodotti per vincere con la loro strategia di storytelling - la prima, mirata e vincente, incentrata sul personal branding. Molti studi affermnao ormai con evidenza che determinate scelte di acquisto derivano da quello che gli utenti vedono su Instagram.

Immaginate quindi, che flussi hanno mosso quei giorni gli sposi, se così come screenshottato dalla stessa Ferragni, le sue storie hanno veramente avuto più di un miliardo di impression.

Twitter, a volte ritornano

Sorpresa delle sorprese: Twitter torna a cinguettare più forte sui due sposi. Oltre 150 mila post e #TheFerragnez si conferma in top trend: dal 31 agosto al 2 settembre su tutti i canali nessun altro topic ha reso così tanto. Tanti i tweet sull'argomento di vip e non. Ma tira di più Baglioni a Sanremo o il vestito della Ferragni?

Il web è meraviglioso

Tutti a parlare di numeri, adv e dati, ma non dimentichiamo quanto sia meraviglioso il mondo virtuale Come per magia, anche questa volta i simpaticoni del web non hanno risparmiato meme e allusioni trash. Ce ne sono tanti, tantissimi, ad esempio questo qui:

 

meme ferragni

 

I commenti e le riflessioni non sono dunque mancate. 150 invitati? Un affronto per chi i matrimoni è abituato a viverli in Puglia.

Anche Pinuccio, da buon pugliese, non è d’accordo sui menù:

Ma cosa ne pensa Luca La Mesa del matrimonio top dell’anno?

Penso che sia stato il primo matrimonio con una chiara strategia social e che meritava di essere osservato e studiato da chi si occupa di Comunicazione. Le riflessioni più importanti secondo me riguardano gli sponsor, i contenuti apparsi, il ruolo degli influencer e come valutare i numeri dell’evento.

La riflessione più facile riguarda gli sponsor. Sicuramente tutti i brand che si sono associati all’evento hanno avuto un’extra esposizione su un target a volte difficilmente raggiungibile attraverso altri canali ed il vero tema è capire se questa visibilità sia stata positiva o negativa. Sono convinto che il “purché se ne parli” non sia vero marketing per cui non metterei in correlazione “alta visibilità = alto successo”.

Ciascun brand ha un target con una sensibilità diversa ed è interessante leggere i commenti di chi ha avanzato critiche anche su questo tema. Personalmente credo che chi ha notato alcuni brand dentro le stories li abbia percepiti in maniera più naturale che non quando guardiamo le loro classiche pubblicità sui media tradizionali. A me sono piaciute e le ho trovato non forzate ma per fortuna c’è sempre un margine di soggettività nella valutazione ed è importante ascoltare le opinioni di tutti.

Se entriamo nel merito dei contenuti apparsi nelle stories ho avuto la netta impressione che abbiano costruito molto bene il “contenitore” (l’organizzazione dell’evento) e che abbiano lasciato carta bianca sul “contenuto”.

In tanti giornali hanno ripreso l’amico “tamarro” di Fedez e ciò credo sia stato positivo perché ha realmente veicolato un messaggio di trasparenza. Vi mostriamo tutto senza filtri in un canale spesso caratterizzato dall’abuso di filtri e photoshop per apparire sempre migliori.

Ovviamente questo punto è in correlazione con il tema degli sponsor che in passato hanno abbandonato alcuni reality per il comportamento troppo fuori dalle righe di alcuni partecipanti, ma si trattava appunto del canale televisivo, caratterizzato da logiche diverse e, direi anche giustamente, molto più attente a ciò che viene trasmesso.

I contenuti sopra le righe vi hanno fatto sorridere? Vi hanno infastidito? Hanno impattato in qualche modo la credibilità degli sponsor? A voi queste riflessioni.

Gli ultimi due temi sul ruolo degli influencer e su come valutare i numeri dell’evento sono quelli che mi hanno lasciato veramente più perplesso, quasi amareggiato.

Ho ricevuto commenti del tipo “Influencer de che?” per dire che quelle persone non influenzano nessuno e, per supportare in maniera inequivocabile questa ipotesi, in tanti hanno pubblicato i dati della raccolta fondi che gli sposi hanno creato e che non ha raggiunto il target di 50.000€ che si erano preposti.

Purtroppo, in Italia spesso la discussione social è impostata molto più sullo screditare chi la pensa diversamente da noi senza entrare nel merito dei fenomeni.

Credo sia un approccio che si possono permettere gli “utenti tifosi” ma che si sposa veramente poco e male con i colleghi che dovrebbero provare ad andare oltre i titoli e cercare di interrogarsi su cosa sia successo.

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Ho letto un’interessante analisi che mostrava come la raccolta non sia andata bene perché gli sposi non l’hanno comunicata/promossa e soprattutto perché, da un punto di vista psicologico, gli utenti non sono propensi a donare a chi è molto ricco in vista di un evento che sarà costato caro. Non era una causa della Croce Rossa per costruire un ospedale in Africa ma una raccolta allargata che sarebbe stata poi devoluta alla causa di un loro fan.

Quando Fedez ha provato realmente a coinvolgere i propri fan è diventato, che piaccia o no, il più giovane artista a fare sold out a San Siro. Chiara Ferragni è stata nominata da Forbes influencer numero 1 al mondo nel settore fashion.

Se vogliamo ignorare queste evidenze e riconoscimenti internazionali facciamo solo la figura del tifoso che non vede altro al di fuori di ciò che vuole vedere.

Chiudiamo con il tema dei dati.

Sui miei social ho lanciato una riflessione per capire se i numeri così alti che hanno raggiunto sono in qualche modo paragonabili ai media tradizionali. Anche in questo caso certezze non ce ne sono, per una molteplicità di fattori, ma possiamo e dovremmo cercare di coglierne il trend.

Il mio punto di vista è che alcuni personaggi pubblici stiano ottenendo una visibilità social sempre crescente e che a volte sia paragonabile a quella della tv, pur con tutti i limiti del caso.

È evidente che i numeri non siano paragonabili, che siano misurati in modo diverso, che abbiano durate estremamente diverse, ma quello che ci dovrebbe interessare è il trend. Sta veramente accadendo? Cosa possiamo aspettarci nei prossimi anni? Quale canale crescerà? È un trend che può essere utile alle aziende?

Le più grandi critiche? I numeri dei social non sono attendibili, non sono certificati da terzi e sono composti da account finti, che poi, al momento della richiesta, non fanno le donazioni reali (legandomi al punto precedente).

ferragnez

Anche chi ha provato ad analizzare il fenomeno con software di vario tipo ha certificato che, ad esempio, il 64% dei follower di Chiara Ferragni sono veri e un’altra buona parte è sospetta, ma non necessariamente fake. In altre parole solo un sottoinsieme del 36% potrebbe esserlo.

Ciò che mi lascia amareggiato è che invece di provare a dire che dovremmo, in maniera più prudente, ridurre di un terzo o della metà i numeri per provare ad avere un dato più certo si trae la conclusione che è tutto un mondo fake e si paragona il fenomeno a chi dichiara numeri 10 volte superiori alla realtà.

Mi sembra nuovamente la logica del tifoso che vede la sua squadra perdere una partita per 4-0 e, siccome il quarto gol era molto probabilmente in fuorigioco, chiede che tutta la partita venga annullata senza riconoscere i meriti di chi, senza imbroglio alcuno, era arrivato al 3-0.

Sono sicuro che anche i brand, quando concordano delle attività a pagamento, siano consapevoli che una parte del pubblico potrebbe non essere vera. Per fortuna nelle aziende si comincia ad avere una sensibilità sempre maggiore e una capacità critica rispetto a questi fenomeni.

Sono convinto che da qui a due anni le metriche dei social dovranno necessariamente diventare sempre più affidabili e che il seguito di alcuni influencer dovrà diventare sempre più “pulito” senza azioni di doping con fake account e interazioni comprate. Sarà un fenomeno realmente arginabile? Non lo so ma saremo noi in grado di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso se ci saremo informati in profondità su più fronti senza fermarci ai titoli o alle logiche da stadio.

Chiara Ferragni, fashion blogger con i suoi 14,7 milioni di follower solo su Instagram, e Fedez con i suoi ‘soli’ 6,6 hanno sbancato, letteralmente. Non ci sono altri termini. Hanno vinto, tutto.

Scritto da

Eleonora Tricarico 

Social Media Specialist | Copywriter

Animo irrequieto, ogni mese in modalità backpacker alla scoperta del mondo. Poche ore di sonno a notte e mille cose da fare di giorno: salentina doc impegnata nella dura batt… continua

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