Facebook testa gli annunci nei risultati di ricerca e nel Marketplace

La ricerca di Facebook è una delle poche funzionalità della piattaforma ancora non sfruttata per l’inserimento di annunci. Fino ad ora.

Sembra che i test siano al momento limitati agli inserzionisti del settore automotive e del retail, ma se i risultati dell’esperimento verranno giudicati positivi, non è escluso che la funzionalità possa essere estesa ulteriormente.

Il team avrebbe studiato quest’opzione per arginare la fuga degli investitori, in prevalenza verso Instagram, ma è chiaro che la lotta è verso un competitor esterno: Google AdWords.

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L’azienda aveva già provato a inserire i risultati sponsorizzati nel 2012, ma ha desistito nel 2013. Ora consentirà a un piccolo gruppo di inserzionisti del settore automobilistico, di vendita al dettaglio e di e-commerce di mostrare agli utenti annunci sulla pagina dei risultati di ricerca.

La dichiarazione di Facebook

“Stiamo eseguendo un piccolo test per posizionare gli annunci nei risultati di ricerca di Facebook e valuteremo se questi annunci sono vantaggiosi per le persone e le aziende prima di decidere se estenderle”, ha affermato Zoheb Hajiyani, product manager di Facebook.

Gli inserzionisti che partecipano al test possono selezionare “Risultati di ricerca” come un’opzione di posizionamento aggiuntiva, che si applicherà sia alla ricerca principale che ai risultati del Marketplace.

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Con il sistema attuale adottato dagli inserzionisti in beta-testing, gli annunci possono apparire nei risultati di ricerca per i termini relativi agli argomenti automotive o retail. Gli inserzionisti non possono però (ancora) selezionare parole chiave o frasi specifiche per il targeting.

Non sono molte le informazioni disponibili in merito ma è stato reso pubblico che il test di annunci nelle ricerche può comprendere sia le classiche immagini sia i carousel composti da più foto. Al momento, la funzione non supporterebbe gli annunci video.

La funzione è attiva solo in Nord America

Gli annunci inseriti nei risultati di ricerca saranno visualizzati solo per chi usa Facebook dagli Stati Uniti e dal Canada ma Facebook attende i risultati delle prime prove per estendere la funzione ad altri Paesi.

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Come per tutti gli altri annunci presenti nei diversi formati e posizioni, i contenuti a pagamento saranno chiaramente evidenziati con l’etichetta “sponsored” per garantire massima trasparenza agli utilizzatori. Per lo stesso motivo sarà disponibile il tasto “Perché vedo questo contenuto”.

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Come stupire con il marketing non convenzionale (e i rischi di non farlo bene)

Quanto lavoro c’è dietro una pubblicità? Ci avete mai pensato?

Ogni volta che vediamo una pubblicità, che il canale siano i social, il web, i billboard o la TV , sappiamo davvero quali meccanismi e quali logiche l’hanno generata?

La pubblicità può essere un’opera d’arte, tanto bella da far rimanere incollati le persone agli schermi da cui la stanno guardando o con il naso in su a guardare un cartellone per strada.

Eppure, le motivazioni per pubblicizzare un certo prodotto o una certa azienda in un modo invece che in un altro sono varie e cambiano a seconda di una molti elementi.

Il target di riferimento, ad esempio, rappresenta un punto chiave nella costruzione della strategia e del prodotto pubblicitario. Possiamo essere ironici, sarcastici, taglienti? Oppure è meglio creare una comunicazione più tradizionale?

Il marketing è una questione di equilibrio. E, ovviamente, chi fa marketing sa bene che dietro ogni scelta c’è un lavoro importante ed impegnativo, di grande responsabilità. La creatività è ciò che fa la differenza. 

Cos’è il marketing non convenzionale

Attaccare il pubblico quando meno se lo aspetta, sorprenderlo e rimanere impresso nella sua mente;  è molto difficile riuscirci, ma le aziende che hanno attirato l’attenzione con pubblicità geniali sono moltissime.

Si può dire che si tratta di una strategia pubblicitaria, in genere a basso budget, attuata attraverso tecniche di comunicazione non convenzionali per colpire l’immaginario e stimolare la curiosità degli utenti.

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Gli appassionati, ma non solo, non possono non rimanere incantati di fronte a queste idee creative, che hanno soprattutto il merito di centrare il messaggio in modo non banale.

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Il caso di “Preferiamo la carne”

È successo tempo fa a Pontecagnano Faiano, un comune in provincia di Salerno. Il manifesto pubblicitario, realizzato da un ristorante del posto, ritraeva alcune modelle curvy in lingerie e la scritta “Preferiamo la carne”. 

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Da quel momento la cittadinanza si è divisa: alcuni hanno considerato la pubblicità sessista e offensiva nei confronti della donna, paragonata quasi a carne da macello, altri invece non l’hanno trovata offensiva, anzi divertente e dissacrante. 

Chi ha ragione? Più che schierarci da una parte o dall’altra, è interessante capire cosa, oltre alle reazioni delle persone, cosa la pubblicità abbia generato.

Il primo a rispondere agli attacchi e alle lettere di protesta dei cittadini indignati è stato il Sindaco dell città, che ha ironizzato sulla vicenda, pubblicando questo post sulla propria pagina Facebook.

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Qualche giorno dopo, però, la scia creativa generata dalla pubblicità non si è ancora arrestata e sui social è apparsa una nuova immagine.

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Il brand è Momò, l’autrice è Marina Corrente, Social Media Manager che ha voluto scherzare sulla vicenda e si è divertita a creare un prodotto simile a quello originario per smuovere ancora di più le acque.

“Il mio obiettivo era, prima di tutto, quello di far sorridere, il doppio senso è evidente – ha raccontato Marina – ed entrare a gamba tesa all’interno di questa polemica che è stata per me di grande stimolo creativo e mi ha fatto riflettere. Ho voluto inserire l’immagine del David perché si tratta di un’opera d’arte universalmente riconosciuta, dunque ci scandalizziamo davanti all’arte?” 

È questa la domanda che è alla base dell’intera vicenda: davanti a cosa ci scandalizziamo? E quali sono i reali motivi dell’indignazione? Qual è la linea sottile che divide sessismo e ironia?

A prescindere da tutto questo, l’elemento interessante all’interno di questo botta e risposta tra creativi, cittadini e istituzioni è proprio il marasma creativo che ha generato.

Se n’è parlato. E anche molto. Si è preso posizione, si è riso e ci si è indignati. Non è proprio questo ciò che dovrebbe fare la pubblicità? 

I trend visual del 2019

È difficile immaginare il mondo di domani, ma non impossibile. Se c’è una cosa di cui possiamo essere certi è infatti che i veri professionisti e i veri creativi sono coloro che riescono a vedere il cambiamento ancora prima che arrivi.

Come ogni anno, Depositphotos ha parlato con Fotografi, Designer e Content Creator per aiutarci a valutare idee, movimenti e tendenze della comunicazione visiva che stanno dando nuova forma a questo futuro che non è poi così lontano.

Scopriamo quindi insieme i nuovi trend visuali che ci accompagneranno nel 2019.

Credits: Depositphotos #221460908

1. L’era della personalizzazione

I marketer di tutto il mondo stanno sperimentando nuovi modi, sempre più personalizzati, per arrivare ai singoli consumatori: stiamo entrando, infatti, in un’era in cui la personalizzazione è l’unica via da seguire.

Rinunciamo a molte delle nostre informazioni personali e concediamo spazi sempre più ampi della nostra privacy, perché ci aspettiamo che questi vengano utilizzati per visualizzare immagini e contenuti davvero rilevanti per noi.

La creazione di contenuti visivi dovrebbe quindi migliorare sempre di più ora che i marchi sono alla ricerca di modi per distinguersi dalla massa.

I brand cercano di co-creare esperienze con i consumatori attraverso UGC (user generated content) e influencer marketing, mentre adattano il contenuto visivo per rivolgersi non a segmenti di consumatori, ma alle singole persone.

In un momento in cui la ad-blindness (ovvero la tendenza delle persone a non considerare gli annunci pubblicitari) è ai massimi livelli, il contenuto personalizzato è un’opportunità per connettersi attraverso nuovi canali.

Rifiutando il marketing “one-size-fits-all”, in cui un contenuto era rivolto a un pubblico ampio e indistinto, brand e aziende optano per un’esperienza personale più ravvicinata e manifestano una cura sempre maggiore dei contenuti visivi.

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2. Provocazione creativa

Per attirare l’attenzione degli utenti, i contenuti visivi sui social media devono procurare un vantaggio o attirare l’attenzione stimolando la curiosità. Per questo motivo la scelta di immagini coraggiose, audaci e talvolta folli sono ancora più importanti. Questo tipo di provocazione creativa può essere raggiunta attraverso approcci non convenzionali alla fotografia, all’arte e al design.

Infatti, se sempre più foto e video vengono consumati sui social media, in movimento e da dispositivi mobili, per avere successo le immagini devono essere davvero incredibili. “Questo significa creare qualcosa di inaspettato, che si eleva al di sopra della media o del rumore di fondo che affolla i feed dei social media”, come spiega Gabriel di DGT Portraits, fotografo professionista.

Non è più sufficiente scegliere il momento perfetto in cui pubblicare l’immagine o stabilire un design impeccabile. La chiave per immagini memorabili sta nella capacità di ispirare la conversazione ed essere pertinenti come brand, amplificando la portata del contenuto sul web.

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3. Flashback nostalgici

Vedere una pagina web ispirata agli anni ’90 cinque anni fa avrebbe potuto essere un passo falso, ma alcuni brand come Adidas hanno saputo catturare quella nostalgia riportandola sul loro sito web e introducendo sneakers per il prossimo millennio ispirate ai nineties.

“Soprattutto nel web design, l’uso di palette, pattern e caratteri che ricordano quel decennio, ci riporta indietro nel tempo, con un’enfasi sulla creazione di collage e sull’uso di vecchie fotografie“, ma con un nuovo significato, sottolinea Oded Wagenstein, fotografo professionista.

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Artisti, designer e marchi importanti seguono le orme del passato, ridisegnando alcuni degli stili, dei momenti e delle figure più importanti e memorabili.

Questi riferimenti influenzano la cultura visiva in quanto più industrie fanno riferimenti diretti agli anni ’60, ’70, ’80 o ’90. E questi riferimenti a decenni specifici attirano non solo quelli che ricordano in prima persona questi anni, ma anche i più giovani, che guardano al passato con curiosità e con una ritrovata nostalgia.

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4. L’ispirazione nella storia dell’arte

La ricerca dell’ispirazione non si limita a portarci indietro solo di alcuni decenni, ma a volte di secoli. L’arte classica è ripresa nelle opere di artisti contemporanei in tutto il mondo. È un’altra tecnica che consiste nel trovare l’ispirazione e interpretarla in un modo più personale.

Oggi i fotografi fanno riferimenti chiari alla storia dell’arte, e anche la pubblicità a volte sceglie la stessa strada, così come alcuni account Instagram che usano dipinti classici per aggiungervi un tocco di modernità, con ironia e umorismo.

La fotografa americana Christy Lee crea fotografie mozzafiato di persone sott’acqua che vengono spesso paragonate a dipinti barocchi. La tecnica insolita dell’artista consiste nel manipolare la luce e il colore in un modo da catturare tutta la bellezza e la vulnerabilità dei suoi soggetti, con un chiaro riferimento ai migliori maestri della storia dell’arte.

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5. La prima estetica globale

Come mai alcuni bar e caffetterie sembrano uguali in tutto il mondo? Quartz News ha colto i segni di una prima estetica veramente globale nel minimalismo di lusso, fortemente influenzato dai social media, e che sta diffondendo una tendenza progettuale omogenea per gli interni dei luoghi in cui mangiamo, beviamo e passiamo il tempo.

Non sono solo le caffetterie ad essere modificate per essere più instagrammabili, ma è l’interior design in generale che ora considera questo tipo di fattore essenziale per attirare più clienti. È spaventoso pensare che i social media abbiano un ruolo nel plasmare il mondo fisico, ma sta accadendo proprio intorno a noi. E così i luoghi di tutto il mondo stanno iniziando a sembrare uguali.

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Lo specifico di questa tendenza è un’estetica molto raffinata, elegante e pulita. Questo look realizzato con materiali originali e grezzi si sta diffondendo rapidamente sui social media e sta conquistando il mondo con la sua sofisticata prospettiva di stile di vita.

6. L’aggiunta di diversi livelli di interazione

Nel 2018 abbiamo parlato di video e animazione, con strumenti come i template offerti da Crello per sfruttare al meglio i media più pop. La previsione per il prossimo anno è un’estensione di questa tendenza, con nuovi modi per noi di interagire con i contenuti. Ciò vale anche per il web design, in cui vengono aggiunti elementi interattivi per coinvolgere le persone con i contenuti visivi.

“L’arte interattiva ed esperienziale sta comparendo sempre più nelle mostre, e se ne parla sempre più. Anche il pubblico ne è attratto e tende a interagire con queste forme d’arte”, spiega FeiFan Zhang, artista e fotografo professionista.

A Sydney, in Australia, il Museo delle arti contemporanee consente ai visitatori di dare un nuovo nome al museo attraverso un’app, utilizzando sempre le iniziali MCA. Questo tipo di interazione coinvolge i visitatori e dimostra che anche le persone possono far parte concretamente del design.

Dare alle persone l’opportunità di interagire con i contenuti garantisce che ricordino il brand, il prodotto o la causa che vuoi sostenere.

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7. Il passaggio al design 3D

Sempre più designer stanno acquisendo nuovi strumenti e iniziano a padroneggiare nuove abilità per aggiungere elementi tridimensionali alle loro opere. Aggiungere questo tipo di profondità ai progetti crea un immediato interesse visivo e sfida la staticità del design grafico nel modo in cui lo conosciamo.

I design dei siti web si stanno rapidamente adattando per provare la prossima grande innovazione nella progettazione grafica. Anche i fotografi di foto stock oggi stanno sperimentando il design in 3D, mostrandoci elaborate opere d’arte sperimentali.

Facebook ha sorpreso tutti con il lancio delle foto 3D quest’anno. E ci sono molte implicazioni in questa nuova funzionalità, specialmente nell’applicazione alla progettazione grafica, alla pubblicità e alla condivisione di opere personali sui social media.

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8. Il minimalismo diventa filosofico

Se guardiamo all’unica tendenza che non si è mai estinta ma ha acquisito slancio nel corso degli ultimi anni, questa è il minimalismo. Tuttavia, la previsione per il 2019 è un minimalismo concettuale più profondo non solo nel web e nel design delle app, ma anche nel design del prodotto e nella fotografia.

“Non c’era carenza di foto minimaliste prima, ma ora tendono ad essere un po’ più concettuali. Fotografare qualcosa di carino non è abbastanza, è necessario creare una narrazione, per implicare un significato più profondo.

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Queste foto spesso assomigliano a una cornice di un film, in qualche modo sai che questa è solo una parte di una storia congelata nel tempo, con un inizio, uno svolgimento e una fine. Per esempio, non sono solo i fondi della tazzina del caffè. Sono le relazioni interrotte di qualcuno. O una crepa nella società”, ha spiegato Dina Belenko, artista e fotografa professionista.

Il minimalismo diventa, cioè, filosofico, nel senso che gli spettatori sono costretti a fermarsi e pensare, a riflettere e raggiungere conclusioni su scatti che sono spogliati della loro parte eclatante. Un’immagine minimalista non corrisponde alla noia, al contrario, l’aggiunta di elementi nuovi e inaspettati nella composizione ci mostra che il minimalismo è tutt’altro. Questo tipo di scelta stilistica è evidente con le opere di alcuni fotografi  intervistati sul blog di Depositphotos.

9. Un’ondata di coscienza ambientalista

Quest’anno 5 milioni di dollari di pubblicità del Super Bowl hanno spostato l’attenzione su questioni sociali e ambientali. I brand quindi iniziano a prendere posizione su argomenti importanti e, più che mai, le questioni ambientali sono in cima alla lista delle preoccupazioni.

“Le questioni ambientali – inquinamento, intervento umano sulla natura – saranno le principali tendenze visive nel 2019. Sui media siamo attualmente inondati di immagini di rifiuti di plastica. Sostenibilità, riciclo, biologia, vita sana in armonia e nel rispetto per la natura. Questi sono oggi argomenti di tendenza”, sostiene Edwin Butter, fotografo professionista.

Le cause ambientali sono sulla bocca dei politici di tutto il mondo, e incoraggiano a investire sull’argomento: sempre più elementi visivi rivelano il vero stato del mondo in cui viviamo. Queste immagini sono anche al centro delle news, perché è ora che tutti decidano di prendere una posizione sulle questioni globali. Gli studi iniziano a dimostrare che i consumatori preferiscono seguire i brand in base alle cause che sostengono, e questo è un punto da tenere in considerazione per ogni azienda.

Quest’ultima tendenza, che riguarda ciascuno di noi, ha due risvolti: le industrie possono diffondere un messaggio e i creativi hanno la capacità di guidarci in questo movimento e offrire soluzioni per il futuro sostenibile che tutti noi vogliamo.

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Individuare (e cogliere) le opportunità dei contenuti vocali nella tua strategia di Digital Marketing

Il futuro del marketing digitale sembra muoversi verso una direzione chiara e ben definita: catturare l’attenzione degli utenti e dei potenziali consumatori sussurrando spot promozionali direttamente nel padiglione auricolare.

Può sembra un’assurdità, ma probabilmente sarà lo scenario dei prossimi anni.

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Basta guardarsi intorno e le possibilità di colloquiare direttamente con la tecnologia che ci circonda per compiere le normali operazioni quotidiane sembrano moltiplicarsi. Pensiamo ad Alexa e a Siri, o all’assistente vocale di Google.

Tutte tecnologie accomunate da un solo obiettivo: ascoltarci per offrirci informazioni di cui oggi non potremmo farne a meno aumentando notevolmente la possibilità di fruire di contenuti digitali di vario genere.

Ma non è finita qui. I dati e l’interpretazione delle statistiche di questi ultimi mesi ci svelano una situazione chiara, inedita e colma di opportunità. 

Cosa dicono le statistiche

Gli ultimi dati statunitensi non fanno che confermare questa tendenza: trascorriamo (in media) 19 minuti al giorno a leggere email, messaggi di chat istantanea, testi d siti web e poco altro, ma le stesse statistiche evidenziano che in media consumiamo 6 ore al giorno in contenuti digitali.

Se ti stai chiedendo cosa facciamo il resto del tempo, la risposta è semplice: consumiamo file video e audio. Incredibile, non trovi? 

Tutto ciò evidenzia quanto questo genere di formati abbiano cambiato le nostre abitudini comunicative e quanto abbiano notevolmente trasformato il nostro approccio alla rete. 

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Anche le vendite dei dispositivi tech evidenziano che un vero e proprio cambiamento è in atto. Personal computer, laptop e dispositivi ibridi vengono acquistati sempre meno, in favore di nuove tecnologie mobile e di dispositivi come Google Home ed Echo di Amazon. 

Una rivoluzione appoggiata dai big

Una vera rivoluzione sottolineata anche da Apple, uno dei colossi del settore tech. L’azienda californiana difatti  ha annunciano per il primo trimestre del 2019 il lancio delle nuove AirPods e per il 2020 un totale restyling delle stesse, complete di tecnologie ancora inedite (come l’impermeabilità) compresa la cancellazione dei rumori di disturbo.

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Se inizialmente i dispositivi come gli AirPods vennero pesantemente criticati per il prezzo e una presunta scarsa utilità, oggi invece la situazione sembra notevolmente cambiata. 

Dopo la vendita di circa 16 milioni di pezzi nel corso del 2017, molte aziende hanno intuito le grandi potenzialità di uno strumento come le AirPods, presentando progetti similari a volte sin troppo vicine ai dispositivi di Cupertino. 

Le ultime analisi di mercato confermano che nei prossimi anni la richiesta di dispositivi simili crescerà notevolmente, appoggiate da una tendenza sempre più evidente, di usufruire quotidianamente di un gran numero di media video e audio. 

Quindi, in un futuro non troppo lontano non sarà così difficile parlare direttamente nell’orecchio del nostro target consigliando acquisti, informazioni e contenuti multimediali. 

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Consigli per una strategia di marketing efficace su Facebook che ogni brand dovrebbe conoscere nel 2019

Facebook ha completamente rivoluzionato il nostro modo di fare business, permettendo anche ai brand più piccoli di raggiungere potenzialmente milioni di persone, a cui parlare del proprio prodotto o servizio.

Tuttavia, quella di Facebook è una realtà in continuo cambiamento ed evoluzione: ecco quindi alcuni suggerimenti da tenere bene a mente per le vostre Facebook Strategy 2019.

1. Individua bene il target

Meglio pochi ma targetizzati! Qualche tempo fa bastava apporre un manifesto nel centro di una città per avere tutta l’audience desiderato (per quanto generalista questo pensiero potesse essere), o uno spot televisivo mandato in onda in una determinata fascia oraria, nella pausa pubblicitaria di un determinato programma, per un determinato numero di rotazioni al giorno, e parlare così auspicabilmente al target desiderato.

Negli ultimi anni, sempre di più, si è capito invece che strillare un messaggio in Piazza del Duomo o ipotizzare di conquistare l’attenzione di un millennial con uno spot pubblicitario ben piazzato su Sky, non sono più le soluzioni più efficaci.

Puntare sulla quantità e non sulla qualità dei contatti è un grave errore di valutazione, soprattutto sui social dove, sempre di più, i singoli messaggi di brand hanno lo stesso risalto di una goccia in un oceano.

Per dare davvero risonanza al nostro messaggio pubblicitario, bisogna definire un bacino di utenti ben preciso, seppur molto più circoscritto, al fine di parlare a un predeterminato numero di persone selezionate sulla base di età, localizzazione, interessi, ecc.

Magari nel breve periodo un ad di questo tipo non darà i risultati sperati, in termini di numeri, ma su lungo periodo vi aiuterà a costruire un’audience davvero engaged.

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2. Costruisci il dialogo

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Un contenuto che presenta un vasto numero di condivisioni, like e commenti stimola i nuovi utenti a interagire, a loro volta.

Sembra un’ovvietà, ma molto spesso i brand sottostimano l’importanza di creare contenuti che non siano auto-conclusivi (come spesso sono i post puramente di prodotto) ma che puntino a costruire un’identità – e di conseguenza una personalità ben precisa – con cui gli utenti possano dialogare.

Gli utenti preferiscono fare la conoscenza di un nuovo prodotto passando attraverso l’esperienza di altri utenti che lo hanno già provato. Pensiamo al successo delle recensioni e dell’influencer marketing: gli utenti storcono il naso quando leggono, ad esempio, che il brand X sostiene che il nuovo prodotto lanciato sul mercato è completamente biologico, ma se questa stessa informazione viene veicolata da un altro utente o dall’influencer di food bio, assume tutto un altro significato.

Per questo, anche quando creiamo un post di prodotto, cerchiamo sempre di dare massima importanza al dialogo con i consumatori (reali o potenziali), invitandoli a provarlo o chiedendogli un parere. Il dialogo stimola dialogo.

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3. Conosci (e osserva) i competitor

È bene tenere sempre monitorate le attività di comunicazione dei propri competitor, sia per osservare quello che stanno facendo o non stanno facendo, sia per differenziarsi da tutti gli attori che agiscono nel nostro stesso settore.

È consigliabile fare, periodicamente, delle analisi sui competitor e confrontare questi dati con i risultati ottenuti dalla nostra comunicazione. Il segreto per una strategia di comunicazione di successo sta nel non avere sempre la stessa strategia: bisogna essere flessibili, rimanere aggiornati sui nuovi trend, mettersi in gioco e, infine, differenziarsi.

Per farlo è fondamentale offrire contenuti di qualità, in linea con la nostra brand identity, coerente rispetto alla nostra content strategy e – soprattutto – interessanti per il nostro pubblico.

I video si confermano il formato più accattivante da sfruttare per ingaggiare gli utenti. Per creare video davvero coinvolgenti non è sempre necessario ricorrere a costose produzioni: il nostro smartphone e il ventaglio di tool offerto dalle varie app di editing è spesso tutto ciò che ci serve per creare dei video social native ad alto potenziale comunicativo.

Del resto, content is king: sono proprio i video più semplici e immediati quelli che permettono di massimizzare l’engagement.

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4. Impara dagli Analytics, investi in Ads

Facebook offre una serie di analytics che rappresentano un importante indice per misurare il successo e l’efficacia delle nostre campagne di comunicazione: è sempre importante monitorare questi dati per avere conferma che le nostre inserzioni performino al loro meglio e che la nostra comunicazione abbia davvero impatto sul target individuato.

Questi dati devono sempre guidarci, anche nel setting del budget per le Ads.

Ad esempio, Facebook dà la possibilità di avere una visione real time dell’effettiva performance di una particolare inserzione e, qualora i risultati siano lontani dai KPI previsti a inizio campagna, è possibile stopparla (per evitare di disperdere ulteriore budget) o modificarne alcuni parametri.

Un altro suggerimento prezioso è quello di creare diversi annunci, dai formati differenti – ad esempio un formato video e un page post link – e valutare quale, tra i due, funziona meglio: è consigliabile testare diverse soluzioni prima di definire quale sia la migliore per massimizzare l’efficacia della nostra campagna di comunicazione.

Infine, ricordate di essere sempre di evolvervi: non riciclate lo stesso tipo di contenuti troppo a lungo e sperimentate!

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Ninja Morning, il buongiorno di mercoledì 12 dicembre 2018

Cybersicurezza

Intesa UE sulla cybersicurezza, che prevede l’introduzione di etichette facoltative per certificare i prodotti cybersicuri come elettrodomestici o auto connesse, e un rafforzamento dell’Enisa in un’Agenzia Ue vera e propria per aiutare e coordinare gli stati membri nella loro lotta agli attacchi informatici. Il testo finale negoziato da Parlamento, Consiglio e Commissione Ue, dovrà ora ricevere l’ok formale sia da parte dei 28 che dall’Aula per essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale ed entrare in vigore così 20 giorni dopo.

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Amazon

Amazon Go, il supermercato senza casse né commessi, arriva anche in Europa. Sbarcherà a Londra. Secondo indiscrezioni del Telegraph, la società di Jeff Bezos sta cercando un grande spazio a Oxford Circus, il cuore commerciale della città.

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Vodafone

Vodafone ha acceso a Milano la prima rete 5G d’Italia. “Milano è la prima cittaà in Italia con una rete 5G e diventa a pieno titolo la capitale europea del 5G” ha dichiarato l’amministratore delegato di Vodafone Italia, Aldo Bisio. Il manager ha sottolineato che “in Europa non esiste una città tanto coperta quanto Milano, con il 5G che raggiunge l’80% della popolazione, vanta 120 siti installati e ha già attuato 31 dei 41 progetti presentati al Mise”. Entro un anno la copertura di Milano del 5G sarà totale.

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Fintech

Sono 11 milioni gli italiani che hanno provato almeno un servizio Fintech & Insurtech. Il 25% della popolazione fra i 18 e i 74 anni, in forte crescita rispetto ad un anno fa (+54%), quando la percentuale era il 16%. È quanto è emerso dall’indagine condotta dall’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano in collaborazione con Nielsen Italia.

Facebook

Facebook ha depositato una serie di brevetti con un obiettivo simile: prevedere dove andrà l’utente. Al social non basta più sapere dove ci troviamo quando siamo online: intende anticiparci e seguirci anche quando non stiamo navigando. Il brevetto Offline trajectories descrive un sistema che, grazie ai dati registrati con la geolocalizzazione, calcola “le probabilità” che un utente si sposti in un determinato luogo.

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In agenda oggi

GIOIN – Alle 16 Talent Garden Milano Calabiana ospita un nuovo incontro di GIOIN (Gasperini Italian Open Innovation Network) sul Fintech. Fra gli ospiti: Carlo Garuccio, Head of Strategy, Sisal Group. Monica Del Naja, Head of Digital Payments, BU Payments and Services, Sisal Group. Giacomo Mazzanti, Director Deloitte Consulting, FinTech Specialist. Savino Damico, Head of Fintech Ecosystem Management and Monitoring, Direzione Innovazione Intesa Sanpaolo. Alberto Fioravanti, Fondatore, Presidente e CTO Digital Magics. Layla Pavone, Consigliere Delegato e Chief Innovation Marketing e Communication Officer Digital Magics. Michele Novelli, Senior Advisor Digital Magics.

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Google sta per rilasciare un plugin per WordPress che integra Analytics, Search Console e AdSense
Site Kit di Google consente agli utenti di accedere alle informazioni in Search Console, Analytics, AdSense e PageSpeed Insights da WordPress

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Evacuato un edificio di Facebook a Menlo Park per allarme bomba

Un edificio di proprietà di Facebook nel campus di Menlo Park è stato evacuato martedì sera per la segnalazione di un possibile ordigno esplosivo.

Sede di Instagram e Facebook evacuata

La sede, che ospita sia impiegati di Instagram che di Facebook, è stata subito raggiunta dalla polizia di Menlo Park, che ha confermato su Twitter il lavoro della squadra di artificieri sul posto, che si è occupata anche di una ispezione dell’edificio. Non sarebbero però stati individuati esplosivi o pacchi sospetti durante l’operazione.

Da chi è arrivato l’allarme

La minaccia era stata inizialmente diffusa dall’unità Crime Stopper del Dipartimento di Polizia di New York, secondo un rapporto locale della NBC di San Francisco. Le forze dell’ordine di Menlo Park sono quindi state allertate, anche se non è stato considerato necessario evacuare la restante parte del campus oltre all’edificio di Facebook.

Il management di Facebook, per precauzione, aveva comunque richiesto l’evacuazione degli edifici nell’area circostante, ha riferito la polizia, che ha deciso di deviare il traffico intorno alla zona.

Le preoccupazioni per la sicurezza nei campus tecnologici nella Bay Area sono aumentate nell’ultimo anno, specialmente a seguito di una sparatoria nel campus YouTube di San Bruno ad aprile. Non è chiaro quante persone fossero presenti sul luogo di lavoro quando è arrivata la chiamata, nel tardo pomeriggio sulla costa occidentale.

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Google sta per rilasciare un plugin per WordPress che integra Analytics, Search Console e AdSense

Google ha presentato un nuovo plug-in per WordPress che offre informazioni dettagliate dagli strumenti di Google alla dashboard degli utenti.

“Gestire un sito web di successo può essere complicato. Editori e publisher dovrebbero avere facile accesso alle informazioni e ai dati che guidano la crescita del pubblico e dei ricavi. Ecco perché siamo lieti di annunciare Site Kit di Google, un plug-in open source gratuito che raccoglie informazioni approfondite dai prodotti Google essenziali per i siti WordPress”.

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Cosa fa Site Kit di Google

Site Kit di Google consente agli utenti di accedere alle informazioni in Search Console, Analytics, AdSense e PageSpeed Insights dal pannello di amministrazione di WordPress.

La comunicazione ufficiale di Google annuncia le novità così: “Con Site Kit installato, gli utenti di WordPress possono accedere alle informazioni unificate e alle funzionalità dei prodotti Google direttamente dal pannello di amministrazione di WordPress. Site Kit fornirà anche collegamenti diretti ai prodotti Google per report avanzati e funzionalità di configurazione del prodotto”.

Quando sarà disponibile

Google rilascerà Site Kit ai beta tester all’inizio del 2019. Chi è interessato al plug-in può registrarsi qui per provare la versione beta o per rimanere aggiornato sul rilascio.

Site Kit non aggiunge nulla di nuovo ai tool già disponibili negli strumenti di Google, ma rende la loro consultazione più semplice, integrandoli nella piattaforma maggiormente utilizzata al momento, WordPress appunto.

Il plug-in notificherà anche agli utenti quando hanno raggiunto gli obiettivi prefissati per pubblicazione e mostrando statistiche combinate per i post pubblicati più di recente.

Google prevede di espandere le funzionalità e le integrazioni di Site Kit in futuro sulla base del feedback dei beta tester.

Netflix mette nel presepe anche BoJack, Undici e Pablo Escobar

La tradizione partenopea del presepe si rianima anche quest’anno e così San Gregorio Armeno, la via famosa nel mondo per le statuine di Natale ispirate anche ai personaggi della contemporaneità è diventata protagonista del nuovo spot di Netflix Italia.

Il video, appena pubblicato sulle pagine social del colosso dello streaming, si intitola “Nel nostro presepe c’è posto per tutti”. I personaggi sono ovviamente tutti quelli delle serie TV più amate, che Netflix ci sfida a riconoscere guardando e riguardando lo spot.

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Un presepe che cambia

Diretto dal regista Francesco Lettieri, il video porta in scena un presepista della tradizione che completa gli ultimi dettagli delle sue statuine, lamentandosi del fatto di dover mettere al posto del bue e dell’asinello questi strani personaggi tanto amati dalla gente, perfino il boss.

Al posto della sacra famiglia e dei pastori, le statuine sono quelle di Pablo Escobar, Undici di Stranger Things, BoJack Horseman e così via.

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Alla fine del video la scritta “Le tradizioni cambiano” lascia libero il pubblico di aggiungere “Purtroppo” o “Per fortuna”, forse perché l’azienda è già consapevole dei pareri contrastanti che questo annuncio susciterà in rete, soprattutto dopo la bufera scoppiata nei giorni scorsi intorno alla spiacevole esposizione di Mussolini e Hitler in uno dei presepi della nota via di Napoli.

Intanto però il video è già stato visto oltre 100 mila volte.

E voi siete già riusciti a scovare gli altri personaggi delle serie di Netflix?

LG

LG s’inventa una macchina per fare la birra in casa (con le capsule)

Si chiama LG HomeBrew, è una macchina che usa un sistema di capsule tipo quelle del caffè, ma per la birra. Si, proprio la birra. Questo il dispositivo che ha progettato la multinazionale coreana e che porterà al prossimo CES di Las Vegas (a gennaio). E’ arrivato il tempo della birra fatta in casa? Fermi. Ci vogliono prima di tutto 2 settimane per la cotta (meno del tempo che serve a molti birrifici artigianali, dicono da LG). Poi. La produzione massima è di 5 litri. All’inizio ci saranno 5 tipi di capsule (ops birre): American Ipa, American Pale Ale, Stout inglese, Pilsner ceca e Witbier belga. La macchina promette anche di pulirsi da sola tutto da sola (usa acqua calda).

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Homebrewing che passione

“LG HomeBrew  – ha spiegato Song Dae-hyun, presidente di LG Electronics Home Appliance & Air Solution – è il culmine di anni di tecnologie sviluppate nel settore degli elettrodomestici e della purificazione dell’acqua. L’homebrewing è cresciuto ad un ritmo esplosivo, ma ci sono ancora molti amanti della birra che non hanno fatto il salto a causa della barriera all’ingresso e questi sono i consumatori che pensiamo saranno attratti da LG HomeBrew“.

LG

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Anche con lo smartphone

Poteva mancare la connessione della macchina con lo smartphone? LG HomeBrew, fanno sapere da Seoul, “automatizza l’intera procedura dalla fermentazione, dall’invecchiamento fino al servizio e alla pulizia. Un’app complementare gratuita (per dispositivi Android e iOS) consente poi agli utenti di verificare lo stato di HomeBrew in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo”.