ninja

La differenza (se c’è) tra Copywriter e UX Copywriter. Spiegata

Superata l’annosa questione ATL vs BTL, passando per il cross language, e arrivando finalmente ad una connotazione digital, la comunicazione è come la materia: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Una delle figure più implicate in questo cambiamento è proprio lui, l’impavido copywriter del terzo millennio, un personaggio che pensava bastasse saper scrivere per iniziare il mestiere.

LEGGI ANCHE: Le tre tipologie di Copywriter (e come stare alla larga dagli errori).

Ad un certo punto invece gli viene detto che deve sapere usare tutti i possibili tool digitali, che “c’è bisogno di un copy qui, dai tanto in 5 minuti ce la fai, magari gli viene chiesto anche di saper smanettare con le immagini.

differenza tra copywriter e ux copywriting

A me puoi dirlo: quante volte ti sei immaginato così?

E sempre lui, che fu spinto dall’ardore creativo ad appassionarsi alla materia, con la foto di Baudelaire come sfondo del desktop, quella di Ogilvy sullo smartphone (perché comunque lui sa che deve scrivere per vendere) e tutte le battute di Mad Men studiate con minuzia, da un momento all’altro si trova fiondato in un mondo dove “Tieni, un cesto di baci” (cit. da una delle prime puntate della sopra citata Mad Men) non basta più.

La differenza tra copy e ux copy

Mailchimp è un ottima reference per iniziare a renderti conto di come si faccia Ux Copywriting.

Sì, anche i Copywriter parlano di UX

Ma che c’è di nuovo, nuovissimo sul piatto, o per meglio dire sul tuo angolo di scrivania? Essere un copywriter esperto di UX, uno UX copywriter.

Calma. Il primo impulso sarà quello di andare su tre diversi motori di ricerca alla scoperta del nuovo corso, del nuovo libro o del nuovo webinar sulla materia. Forse possiamo fare un passo indietro e guardare alla questione dall’alto.

E la parte importante è quella di capire cosa sia la UX, in quel momento verrà messo tutto più a fuoco. Ma detto ciò, la domanda rimane:

Ma quindi non dovremmo tutti capire cosa sia la User Experience?

La risposta è sì, assolutamente sì, da sempre sì. Anche se abbiamo voluto trovare un nuovo nome, affidandoci sempre di più alla lingua di Albione, la verità è che chi scrive per la pubblicità – mi correggo – chi scrive e basta, ha sempre seguito delle regole di UX.

Il senso di lettura (quello che ad esempio cambia dall’italiano, all’arabo o al cinese) non è UX? Le metriche di un sonetto, una poesia o una canzone punk non seguono delle regole di User Experience?

LEGGI ANCHE: La differenza tra tattica e strategia nel Content Marketing, spiegata.

UX Copywriting: da un processo di pensiero alle parole giuste

Ma restringiamo pure il campo alla sola scrittura pubblicitaria: un copywriter non può scrivere senza tenere conto delle interazioni con i clienti, di come questi verranno a conoscenza (anche grazie alla sua favella) delle particolari e innovative caratteristiche di un prodotto e di come aiutarli a superare la naturale diffidenza iniziale che si ha di fronte al nuovo.

Siamo arrivati al collo dell’imbuto: superato l’ostacolo delle pure definizioni, quello che c’è da sapere è che il copywriting non è “solo scrivere due battute” è un vero e proprio processo di pensiero.

Cosa vuol dire ux copywriting?

Come per il design, la necessità è quella di anticipare bisogni, domande e fornire gli strumenti per combattere una paura. Un processo che predice e guida un comportamento, tracciando una mappa della conversazione che l’utente avrà tra sé e sé durante il suo viaggio all’interno di quello che è il mondo che gli stai raccontando.

Avere delle competenze di UX quindi è un imperativo, non solo una nuova specifica competenza da inserire come soft skill nel cv.

Lo leggiamo da sempre: noi creiamo emozioni, che a volte sono gioia, senso di sollievo, divertimento o addirittura costruiamo fiducia. Stiamo dando prova di come e perché sia giusto compiere questo passo, che sia comprare, sottoscrivere un abbonamento o iscriversi ad una newsletter.

LEGGI ANCHE: L’advertising è morto. Lunga vita al Branded Content!

E la fiducia si crea quando sei in grado di trasformare interazioni comuni in autentiche connessioni, usando il linguaggio giusto al momento giusto ma che sia specialmente un linguaggio umano.
No, non parliamo solo con gli spider di Google, stiamo parlando ad un essere umano. E la questione sta emergendo prepotentemente anche grazie al successo che stanno riscuotendo gli assistenti virtuali come Google Home e Alexa, che rispondono non più a query digitate su una tastiera ma a vere interazioni uomo-macchina…Ma qui stiamo andando fuori tema.

LEGGI ANCHE: Come utilizzare gli assistenti vocali nella tua strategia di Content Marketing.

Ma quindi come si impara la UX quando sei un copywriter?

Ci sono due modi: diventando tu stesso un cliente o parlando con chi cliente lo è già.

Differenze tra copywriter e ux copywriter

Art & Copy, il paradigma della coppia creativa

Qualche giorno fa credo di aver ascoltato alla domanda del secolo: “Ma voi lavorate ancora secondo la logica della coppia creativa?”. La domanda non era rivolta direttamente a me, quindi ho potuto fuggire facilmente la risposta, ma ha continuato a perseguitarmi. Cos’avrà voluto dire?

Scrivendo questo post aveva quindi senso aprire un task sul pensare al “Paradigma della coppia creativa”. Per come la vedo io, l’annosa battaglia tra art e copy è sempre quella, uno vuole imporre all’atro il proprio pensiero. Ma in questo specifico caso, il copy lo può fare solo nel momento in cui entra nel mondo della UX.

Ogni parola scritta prima che sia chiara e definita la customer journey, che sia identificato il cliente ideale e analizzato cosa gli attuali clienti (già paganti) hanno da dire, e tutti i touchpoint che si incontreranno prima, durante e dopo l’acquisto, è praticamente inutile.

differenza tra copywriting e ux copywriting

I designer già da molti anni ormai seguono questo metodo di pensiero, per questo è logico (dovrebbe essere logico) che le due figure lavorino insieme.

Prima di iniziare qualsiasi progetto, è bene mettere tutte le carte in tavola (o le tavole su carta…), dialogando con il designer e avendo chiaro il punto della situazione, per tre ragioni fondamentali:

1) Essere sicuri che stiamo entrambi ragionando sullo stesso punto.
2) Sviluppare un rapporto che ci aiuti poi nella gestione dei feedback e dei rework.
3) Assicurarsi la nostra influenza sulla progettazione, influenza che deriva dagli studi preventivi che abbiamo condotto ma nei panni del copy.

Non è raro che in questa “relazione” si insinui un intermediario ma, così facendo, è facile che certe informazioni vengano passate mediate, quindi meno fedeli all’originale. Tradotto, fateci parlare insieme.

Costruire un rapporto di fiducia con la UX

Se volessimo metterla su un piano più concreto, dove la crescita e le entrate guidano molte delle decisioni aziendali, l’unione tra copy e art dovrebbe essere un percorso il cui obiettivo principale è l’esperienza utente, il suo viaggio all’interno del prodotto e le emozioni che prova per arrivare a “concludere”.

I tuoi clienti potenziali non sono interessati ai tuoi obiettivi di crescita o di quanto fantasmagorica sia l’ultima feature che ha sviluppato, vogliono sapere – fin dall’inizio – perché dovrebbero investire il loro tempo e il loro denaro su di te.

Una precisazione doverosa: quando dico che i clienti prospect (o potenziali) non sono interessati alla nuova super caratteristica del prodotto, mi riferisco solo a loro, a quelli che non ti conoscono e devono essere ispirati, non ha tuoi clienti consolidati.

I prospect sono solo all’inizio del funnel di conversione, hanno bisogno prima di una panoramica più che una lista infinita di opzioni.

Discorso diverso quando invece devi progettare qualcosa per un cliente che già conosce il tuo prodotto e deve essere invogliato a sottoscrivere l’abbonamento alla nuova release, essere interessato alla versione “plus”, ad esempio.
Loro si trovano in un punto ben diverso del funnel.

Dobbiamo quindi sempre porci queste due domande:
A chi scrivo?
Se fossi in lui di cosa avrei bisogno?

Un esempio di copy per sopravvivere all’ansia da prestazione. Biteable

Nel panorama digitale sono tante le aziende che hanno fatto scuola: brand come Slack, Dropbox o Mailchimp ad esempio, sono buoni esempi da seguire di copy scritti per incontrare le esigenze dell’utente in ogni punto della journey.

Ma se anche tu sei un copy tutto fare, al quale non è escluso chiedano anche di realizzare dei brevi video, vorrei portarti ad esempio la journey di Biteable, che ha chiaramente compreso le esigenze dei loro clienti (tra cui sicuramente l’autore di questo contenuto e qualcuno di voi!). Questa sempre più stretta schiera di scrittori impavidi davanti ad un file word ma che indietreggiano timorosi quando si aprono capitoli come “editing” “video” .psd”.

Biteable consente di creare video di presentazione animati molto rapidamente: con pochi click cambi font, palette di colori e aggiungi anche una musica da library. Esportarli, scaricarli e condividerli sui social.

Tutto questo nella versione free.

Ma software a parte (per salvare i copy da annose situazioni ce ne sono in giro molti che sono d’aiuto)  la particolarità di Biteable è proprio lo studio del copy nella creazione del video, toccando in maniera encomiabile un touchpoint davvero molto caldo, la fase di renderizzzione.

Un copy come questo ti permette di seguire senza timore il processo

Se non sei un esperto sai che il tuo vero tallone d’achille, sono quei momenti che precedono la condivisione della tua opera prima.

Tu sai di non vivere bene la ruota della morte che gira per interminabili secondi prima di farti sapere se hai buttato la mattinata o meno.

Qui si vede l’opera magistrale di un designer e un copy che hanno pensato proprio a tutto: in questi momenti, invece della ruota che gira minacciosa, hanno scelto di accompagnare l’utente in target con piccoli copy che hanno uno straordinario effetto calmante.

Un po’ come quando vai dal dentista e lui ti spiega passo per passo quello che stai facendo, anche se tu non hai idea di cosa corrisponda il “32” per lui, e pensi solo alla corrispondenza sul menù dell’All You Can Eat all’angolo.

In questi passaggi possiamo vedere come il linguaggio sia chiaro, diretto, ti dice esattamente quello che stai per fare, facendoti sottointendere che ci vorrà qualche minuto per farlo.

Partendo dalla cta della pagina di atterraggio, dove leggiamo “Make a Video – it’s free”, quindi abbiamo la prima rassicurante conferma, al layout semplice, giocoso, seguito da poche domande preliminari guidate, dove sai benissimo che ti stanno profilando , ma lo fanno con simpatia e gentilezza, fino alla tanto attesa fase di costruzione, dove ti accompagnano raccontandoti tutto quello che sta succedendo in questa macchina infernale che è il computer.

In questo caso si potrebbe approfondire ulteriormente l’argomento, chiamando quello che usa Biteable “microcopy” ma la sostanza non cambia: chiamalo copywriting, chiamo ux copywriting o micropy, il punto è che raggiunge l’obiettivo di infrangere la barriera della paura innescando fiducia.

L’ultimo tocco di classe: la ruota si trasforma in un cuoricino che gira.

UX Writing, ovvero: ricorda, non scrivi per te stesso

Questo post inizia parlando dei wallpaper e degli screensaver con i nostri iconici ispiratori: abbandoniamo ogni velleità artistica per un momento e concentriamoci sulla prima funzione del copywriting. Dobbiamo scrivere per chi ci legge.

Dobbiamo essere lui, capire quello che vuole, dove vuole arrivare, come riesce a farlo. E studiare anche meglio quando non riesce a farlo e perché.

A volte basta solo una parola…

Bisogna dare grandissima importanza alla fase analitica iniziale, condurre interviste, leggere ogni recensione, vedere i profili cliente e parlare anche con un responsabile delle vendite. Testare in prima persona il prodotto e condividere il progetto del designer. Solo in questo modo puoi creare un linguaggio autentico che sia in grado di guidare l’utente nella sua esperienza, sistemando anche le aree critiche dove questa non è vissuta al meglio. E magari trovare anche un modo divertente per farlo.

LEGGI ANCHE: Dal DVD in abbonamento al binge watching, la strategia di Netflix spiegata in 6 tappe.

Non esiste la scrittura UX oriented, lo UX copywriter, o dei passaggi per saper guidare al meglio questa benedetta esperienza utente?

No, non stiamo dicendo questo.

Esistono delle Best Practice, esistono esempi più che validi dai quali prendere esempio, ma come prima cosa esiste il buon senso. E questo nasce quando sai che il progetto sul quale devi scrivere è relativo ad un’app e non a un billboard.
Quando non stai scrivendo un articolo bensì una caption.
Quindi dobbiamo continuare a studiare, seguire nuove regole che relative alle novità della comunicazione ma nessuna malattia rara da sconfiggere.

D’altra parte, “Cosa c’è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo”.

Huawei

Huawei vuole vendere 200 milioni di smartphone entro il 2018, anzi entro Natale

Huawei venderà 200 milioni di smartphone entro il 2018. Lo ha assicurato il Presidente della divisione Mobile He Gang nel corso della presentazione del Nova 4, cellulare top di gamma della compagnia: presto l’azienda supererà la soglia dei 200 milioni di smartphone spediti in tutto il 2018. Anzi, il traguardo verrà raggiunto entro Natale.

LEGGI ANCHE: Huawei, la ‘guerra’ Usa-Cina, l’arresto di Meng Wanzhou. Il punto

ninja

credits www.cnbc.com

Secondo produttore globale

Nel 2017 sono stati 153 milioni gli smartphone spediti, e i risultati attesi quest’anno sono un’ulteriore conferma dei passi avanti compiuti dalla società cinese sul mercato globale. Nel secondo e nel terzo trimestre, il marchio ha superato Apple come secondo produttore globale, mettendosi all’inseguimento di Samsung. Tra luglio e settembre Huawei avrebbe venduto 52 milioni di unità, con un crescita anno su anno del 32,9%. Samsung guida con 72,2 milioni di smartphone (+0,5%) e Apple segue con 46,9 milioni (in calo del 13,4%).

La guerra Cina-Usa

Le previsioni vengono mantenute nonostante le difficoltà politiche che si trova ad affrontare Huawei in questo periodo. L’ultimo caso riguarda l’arresto di Meng Wanzhou, direttrice finanziaria e figlia del fondatore e CEO di Huawei successivamente rilasciata su cauzione dietro il pagamento di 7,5 milioni di dollari. Tensioni commerciali che avrebbero finito per spingere ulteriormente le vendite. Diverse compagnie hanno invitato i propri dipendenti a comprare locale, penalizzando le concorrenti occidentali come Apple. Il fornitore di Huawei Menpad (che produce display LCD) ha diffidato i dipendenti dal comprare iPhone. Al contrario, i lavoratori riceveranno un contributo del 15% all’acquisto di dispositivi Huawei e ZTE.    

Oct8ne, una chat avanzata per migliorare le conversioni del tuo eCommerce

Uno degli aspetti più importanti quando si ha un negozio online è legato alla cura del cliente. La customer care è essenziale, infatti, per far sì che ci sia un ritorno degli utenti sulla pagina web.

L’installazione di una chat integrata nell’eCommerce può aiutare molto in questo compito, per assistere i clienti online in modo adeguato e accompagnarli passo passo verso l’acquisto. Bisogna però tenere presente che, se la chat non permette di offrire una risposta rapida ai dubbi dei clienti, non ha senso averla, ecco perché è importante scegliere la soluzione più adatta alle esigenze del proprio business.

Esistono molte soluzioni che offrono solo una semplice chat, ma in questo articolo vogliamo presentarti una chat più avanzata che ti aiuterà a migliorare le conversioni del tuo negozio online, rendendo l’esperienza di acquisto dei tuoi clienti ancora più simile a quella di uno store fisico.

Credits: Depositphotos #71004883

Come funziona la chat avanzata

Molti dei visitatori che navigano sul nostro sito web non trovano esattamente quello che stanno cercando e hanno bisogno di qualcuno che li aiuti in tempo reale per non sentirsi persi.

Il punto di forza di Oct8ne sta nel co-visore che permette a cliente e agente di comunicare e condividere immagini e video in tempo reale. In questo modo consigliare al cliente i prodotti che meglio si adattano alle sue esigenze diventa facile e veloce, permettendoti di agire come venditore e offrire all’utente altri prodotti di potenziale interesse e quindi aumentare il valore del carrello. In pratica è come avere un assistente alle vendite, ma online.

Il fatto che tanto il cliente quanto l’agente possano caricare immagini in tempo reale consente al cliente di spiegare in modo più semplice (con una foto per esempio) cosa sta cercando e all’agente di mostrare al cliente prodotti di suo potenziale interesse. Per esempio, se vuole delle scarpe da indossare con un abito specifico, il cliente può caricare la foto del vestito e l’agente può consigliare scarpe che si abbinano perfettamente con quel capo, proprio come il commesso di un negozio.

Al termine della conversazione il cliente avrà accesso a tutta la cronologia per poter cercare il prodotto e acquistarlo.

Scopri tutte le caratteristiche di Oct8ne e scegli subito il piano più adatto al tuo eCommerce >>

I vantaggi della chat avanzata

Rispetto ad una chat tradizionale, la chat avanzata con co-visore agevola la comunicazione e la vendita, quindi migliora i tassi di conversione dell’eCommerce perché:

  • permette attraverso il co-visore a utente e agente di comunicare e condividere immagini e video in tempo reale
  • aumenta il tasso di conversione
  • aumenta il valore di acquisto
  • riduce la percentuale di abbandono del carrello
  • migliora le funzionalità interattive con immagini, video e voce
  • aiuta a fidelizzare i clienti

La sua recente integrazione con Webtrekk (piattaforma di web analytics) permette, inoltre, di estendere alle interazioni del servizio clienti la visione del comportamento degli utenti sul tuo eCommerce, offrendo di conseguenza nuove opportunità di personalizzazione dell’offerta, e aumentando il volume delle vendite.

Come si installa e si personalizza Oct8ne

Questa chat avanzata può essere installata su qualsiasi piattaforma eCommerce o con un plugin o con un codice html.

Accedendo all’opzione di installazione, viene spiegato come installare la chat su piattaforme diverse (Prestashop, WordPress, Magento, Shopify …).

Nella sezione delle impostazioni è possibile personalizzare il co-visore e il widget della chat per adattarli ai propri colori aziendali, oltre a scegliere se si desidera che la chat sia visibile solo da computer o anche su dispositivi mobili.

È possibile personalizzare il messaggio che vogliamo mostrare all’utente quando gli agenti sono disponibili o meno e nella sezione Management e si possono registrare tutti i profili degli agenti che utilizzeranno la chat. Tra le opzioni, anche quella che permette ai clienti di valutare la qualità del servizio ricevuto.

Se una grande azienda vuole attivare la chat avanzata, è possibile creare diversi dipartimenti e i trigger consentono di programmare in che momento far aprire la chat in automatico, ad esempio, se l’utente si ferma più di due minuti su una pagina di prodotto specifica.

I costi

Grazie a questo strumento potrai migliorare il tasso di conversione del tuo negozio online e trasformare il servizio clienti in forza di vendita.

Con qualsiasi abbonamento, inoltre, Oct8ne mette a disposizione i propri specialisti di eCommerce per offrire formazione gratuita agli agenti, e aiutare ogni negozio online a incrementare le vendite. Ciascuno dei tre piani di abbonamento ha specifiche differenti, per adattarsi al meglio alle esigenze di ogni store virtuale.

Scopri tutte le caratteristiche di Oct8ne e scegli subito il piano più adatto al tuo eCommerce >>

Come convertire i like di Instagram in vendite per l’eCommerce. Segui la Free Masterclass

Qualche mese fa Instagram ha finalmente introdotto anche in Italia il tag Shopping, la funzionalità che permette ai 25 milioni di profili business di inserire link diretti al proprio eCommerce.

Instagram è uno dei social network più forti in termini di potenziale di branding e di marketing digitale. Con 16 milioni di utenti in Italia, il suo focus visual si presta non solo ai prodotti e servizi del lifestyle, ma ai settori merceologici più disparati.

Durante la Free Masterclass “Instagram per l’eCommerce – Come convertire i like in vendite online” , scopriremo insieme a Daniele Vietri, docente del Corso eCommerce Start, quali sono le potenzialità di Instagram e perché trasformarlo in un touchpoint di vendita e conversione è diventato fondamentale per chi lavora nella vendita online.

>> GUARDA ORA TUTTA LA FREE MASTERCLASS Instagram per l’eCommerce

Cosa imparerai durante la Free Masterclass

Come integrare in modo concreto questo social network all’interno della strategia eCommerce complessiva? Come creare con Instagram un funnel d’acquisto coinvolgente e immediato?

Durante la Free Masterclass imparerai strategie, strumenti e tecniche per trasformare i follower di Instagram in clienti eCommerce e scoprirai come:

  • migliorare la conversione di fan in clienti
  • ottimizzare il profilo del tuo brand su Instagram
  • attivare una nuova fonte di traffico per il tuo online shop

La Free Masterclass è online e gratuita, iscriviti ora per vederla subito o quando vuoi.

Ricapitoliamo:

FREE MASTERCLASS
Corso Online eCommerce Start

“Instagram per l’eCommerce”
con
Daniele Vietri

ISCRIVITI ALLA MASTERCLASS
E tieniti sempre aggiornato sui nostri corsi in programma!
Il team di Ninja Academy è sempre a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02/400.42.554 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Knowledge for Change!
BE NINJA

ninja

Anche Google progetta un nuovo campus da 1 miliardo, a New York

Un campus a New York, nel cuore della Grande Mela, al West Village di Manhattan, un investimento da 1 miliardo di dollari. Queste le coordinate dell’Hudson Square Campus, il nuovo progetto di Google, i cui dettagli sono stati annunciati stamattina da Ruth Porat, SVP e CFO di Google e Alphabet. La scorsa settimana Apple aveva annunciato di voler investire 1 miliardo di dollari per costruire un secondo campus ad Austin, in Texas. Pochi giorni fa Amazon ha annunciato che sarà proprio New York e il Nord Virginia ad ospitare la seconda e la terza sede di Amazon, o meglio, un’enorme sede divisa in due.

google

LEGGI ANCHE: Apple vuole farsi un nuovo campus da 1 miliardo di dollari (e non sarà l’unico)

Il trasloco entro il 2020

“Speriamo di iniziare a trasferirci nei due edifici di Hudson Street entro il 2020, e poi in quello al 550 Washington Street nel 2022 una volta completato l’edificio. Google Hudson Square sarà la sede principale per la nostra Organizzazione aziendale globale con sede a New York” ha spiegato Porat.

LEGGI ANCHE: Amazon sceglie New York e il Nord Virginia per la sua nuova sede

 

 

Indaco

Indaco Ventures cerca scale-up italiane su cui investire 10 milioni

Il fondo italiano di Venture Capitale Indaco Ventures I è alla ricerca delle migliori scale-up nazionali che abbiano avviato un percorso di espansione internazionale e che necessitino di un round di investimento da circa 10 milioni di euro. Per questo ha lanciato una call, in collaborazione con growITup, la piattaforma di Open Innovation creata da Cariplo Factory in collaborazione con Microsoft. “L’attività dei venture capital italiani è aumentata considerevolmente negli ultimi anni – ha spiegato Davide Turco, CEO di Indaco Venture – ma molto resta ancora da fare per raggiungere i livelli del resto d’Europa. L’obiettivo che ci poniamo con Indaco Ventures I è di colmare il gap esistente sul mercato italiano, effettuando round growth che altri VC italiani da soli non hanno le dimensioni per sostenere. L’obiettivo è dotare le scale-up italiane di mezzi sufficienti per competere con i migliori progetti internazionali ed attirare talenti di qualità”.

scale-up

Chi può candidarsi

Le scale-up candidabili dovranno essere aziende innovative, con un fatturato superiore al milione di euro e un tasso di crescita annuo dei ricavi non inferiore al 30%. Dovranno avere un percorso di internazionalizzazione già definito, oltre a puntare a diventare leader internazionale nel loro segmento di mercato nei prossimi 18-24 mesi. Sei i settori di riferimento: digitale, elettronica,  robotica, IoT, medtech & healthcare, nuovi materiali e cleantech.

Le selezioni

Ci si può candidare sul sito di growITup entro il primo trimestre del 2019. La selezione si svolgerà nel primo trimestre 2019: Indaco Ventures I e growITup inviteranno le scale-up selezionate ad un incontro di approfondimento sulla base di una prima valutazione delle proposte di investimento ricevute. A dicembre 2019 sarà comunicato l’esito della call.

natale

Natale in famiglia: il regalo più grande per gli italiani all’estero

C’è chi sotto l’albero di Natale vuole trovare l’oggetto dei desideri, che si tratti di un libro o l’ultimo modello di smartphone (33%), e c’è per chi (ed è il 46%) il regalo più bello è la possibilità di trascorrere il Natale in compagnia della famiglia o della persona amata. Non per tutti però è così semplice: per lavoro, studio o contingenze della vita sono migliaia gli italiani che vivono lontano da casa.

natale

Tanta voglia di casa

Ad accomunare il 70% dei nostri connazionali che vivono lontano è la voglia di tornare a casa almeno a Natale. Non importa da dove si parta, quante ore di volo si debbano affrontare, per quanto tempo si possa rimanere: l’importante è ritrovare il calore di casa, la tombolata improvvisata, il profumo di biscotti appena sfornati. E’ quanto risulta da un sondaggio realizzato in Italia da Volagratis.com tra 2.000 persone (nel periodo 18/05/2018 – 29/05/2018, l’analisi prende in considerazione le prenotazioni nel periodo compreso tra il 17 e il 24 dicembre 2018).

Verso la Sicilia

Volagratis.com ha analizzato i flussi degli italiani in viaggio per tornare a casa nei giorni subito precedenti al Natale. Oltre il 50% dei viaggiatori che ha effettuato prenotazioni verso l’Italia si sposta all’interno degli stessi confini nazionali: tra gli aeroporti presi d’assalto per i rientri spicca quello di Catania, con un quarto degli sbarchi nazionali, seguito da quelli di Milano (15%) e Roma (12%). Al quarto posto ritroviamo la Sicilia con Palermo (8%), mentre a chiudere la “Top 5” c’è Napoli (5%). Tra le rotte più gettonate si confermano quelle verso la Sicilia: Milano-Catania (23%) e Milano-Palermo (10%).

Dalla Gran Bretagna

Guardando invece i rientri dall’estero, sono soprattutto i fuori sede in Gran Bretagna ad avere bisogno di ritrovare il calore casalingo e il clima mediterraneo (20%), seguiti dagli italiani che si trovano in Spagna (13%) e Germania (10%). Il 9% degli italiani che si preparano per il rientro imbarcherà invece in Francia, mentre l’8% da un aeroporto dei Paesi Bassi.

ninja

Ninja Morning, il buongiorno di lunedì 17 dicembre 2018

Facebook

Nuova tegola su Facebook. Le foto di potenziali 6,8 milioni di utenti sono state pubblicate senza che questi abbiano dato un permesso, a causa di un bug. Lo ha reso noto Facebook. L’azienda di Zuckerberg ha spiegato nel dettaglio che alcune foto potrebbero essere finite nelle mani di app a cui è stata data l’autorizzazione di accedere alle immagini, ma questo prima che gli scatti fossero condivisi. Le app in questione sarebbero state in grado di fare questo perché il social network immagazina una copia delle fotografie che gli utenti non hanno ancora deciso di condividere nel loro profilo. Il bug all’origine del disguido avrebbe colpito per 12 giorni tra il 13 e il 25 settembre scorso e le app coinvolte sono oltre 1.500 prodotte da 876 sviluppatori.

ninja

YouTube

Da luglio a settembre YouTube ha rimosso 7,8 milioni di video e 224 milioni di commenti per violazione delle norme. Lo ha comunicato Google nel rapporto trimestrale sulla trasparenza. L’operazione di pulizia ha portato anche alla chiusura di 1,6 milioni di canali, dovuta a gravi illeciti o a violazione ripetuta delle regole. La chiusura ha determinato alla rimozione di tutti i video presenti su questi canali, che ammontano a circa 50 milioni.

ninja

Intelligenza Artificiale

Secondo il rapporto Ai Index, il primato delle ricerche scientifiche in campo di intelligenza artificiale, o quantomeno della pubblicazione di articoli sul tema, spetta all’Europa, anche se la Cina sta riguadagnando velocemente il terreno perduto. Per l’analisi però sono gli americani a pubblicare le ricerche più influenti. I dati sono stati ricavati dal database Scopus, che tiene traccia di oltre 30 mila pubblicazioni. Il 28% degli articoli pubblicati del 2017 proveniva dall’Europa, seguita dalla Cina (25%) e dagli Usa (17%).

Candy

La Commissione Europea ha approvato l’acquisizione della Candy da parte di Haier (Cina) ritenendo che la transazione non comporta problemi di concorrenza.

natale

Natale

Come ha rilevato l’analisi del Codacons, quest’anno più di 1 regalo di Natale su 3 (il 35% del totale) sarà acquistato online, ricorrendo a portali e siti specializzati nella vendita online. In testa alla classifica dei regali più acquistati ancora una volta si piazza il comparto dell’elettronica e hi-tech, con smartphone, tablet, PC, e piccoli elettrodomestici che conquistano il primato degli oggetti più presenti sotto l’albero. Al secondo posto si piazza l’abbigliamento, un classico dei regali di Natale che quest’anno ha potuto contare su promozioni e sconti in occasione del Black Friday sia nei negozi fisici che in quelli virtuali, offerte che hanno incrementato le vendite in tutto il comparto portando gli italiani ad anticipare i regali.

In agenda oggi

IL TITOLARE – Confcommercio presenta a Palermo la web serie contro l’illegalità Il Titolare. Intervengono all’oratorio dei SS. Elena e Costantino (Piazza della Vittoria 23 – nuova sede della Fondazione Federico II) tra gli altri, Anna Lapini, componente di Giunta Confcommercio nazionale e delegata per la legalità e la sicurezza, e Patrizia Di Dio, Presidente di Confcommercio Palermo.

Bruno Vespa.  Alla Link Campus University a Roma alle 19 (Via del Casale di San Pio V 44) presentazione di Rivoluzione di Bruno Vespa.

Week in Social: note vocali su Instagram e televendite su Facebook

Un’altra settimana con molti aggiornamenti dai mondo dei social media: alcune sono già state testate da molti utenti, altre, come spesso accade, sono solo anticipazioni. In tutto ciò non mancano le news, direttamente dalle piattaforme più note del web.

L’Antitrust contro Facebook

Ancora problemi in casa Facebook: arriva infatti una multa da ben 10 milioni di dollari. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha chiuso così l’istruttoria dello scorso aprile nei confronti di Facebook Ireland Ltd. e della sua controllante Facebook Inc. Ebbene sì, ancora una volta, entrambe le società Facebook sembrano aver violato il Codice del Consumo: per l’Autorità, l’azienda di Zuckerberg violerebbe gli articoli 21 e 22 del Codice del Consumo, ingannando i consumatori e inducendoli a registrarsi nella piattaforma senza però informarli adeguatamente e immediatamente.

… e arrivano le televendite in streaming?

Secondo voci di corridoio, Facebook starebbe sperimentando la nuova modalità televendita: una funzione che permetterà ai venditori di mostrare direttamente i propri prodotti in dirette video dal loro profilo. A queste saranno attivate notifiche per gli utenti e si potranno accettare prenotazioni e pagamenti attraverso la chat Messenger.

Per Luca La Mesa, docente del Social Media Live Program Ninja Academy:

“La priorità dei prossimi mesi dovrà essere trovare nuove modalità di monetizzazione per gli utenti business di facebook. Le televendite sembrano dare buoni risultati nei test grazie anche alla possibilità di fare domande in diretta. Credo inoltre che le funzionalità che maggiormente permetteranno la monetizzazione saranno i gruppi a pagamento e le ads nei video. Altre piattaforme, come ad esempio Twitter, stanno provando a migliorare le proprie performance proprio introducendo nuovi modo per far guadagnare i propri utenti business per cui sono sicuramente favorevole a tutti i test che vanno in questa direzione. Saranno poi gli utenti a dimostrare cosa è interessante e cosa invece è poco utile”.

Google si tinge di rosa (e compra una startup)

Nella traduzione di Translate, ora Google riesce a tradurre alcune parole sia al femminile che al maschile partendo dalla lingua inglese. La funzione, disponibile non per tutte lingue, abbraccia però l’italiano. Evviva!

Dalla traduzione al Sigmoid Labs: Google ha infatti acquisito la società dietro la celebre app di viaggi “Where is my Train”. In poche parole Big G sta provando a rafforzarsi in nuovi mercati. Facile pensare all’integrazione molto prossima di nuove funzionalità su Google Maps.

Instagram, note vocali e nuove funzionalità per gli Influencer

Instagram
Croce e delizia di Whatsapp e Messenger, adesso Instagram decide permette l’invio di note vocali. Non è un mistero che Instagram stia sempre di più raggruppando a sé tutte le caratteristiche degli altri social, un modo per concentrare maggiormente gli utenti sulla piattaforma. La domanda poi sorge spontanea: cosa dobbiamo aspettarci ancora?
Lo abbiamo chiesto a Luca La Mesa:
“Difficile dire se è una buona novità o meno. Tutto dipende da come verrà usata dagli utenti. Gli audio sono immediati e molto utili ma troppo spesso le persone non hanno il dono della sintesi ed il limite di 1 minuto aiuterà a contenere ed “educare” gli utenti meno pratici con questi strumenti”.
E, sempre Instagram, ha dato nuovi strumenti agli utenti “Vip”. Creator e influencer potranno infatti usufruire di alcune novità sui report e analisi social che, probabilmente, saranno poi estese a tutti nel 2019. La Mesa intravede in questa mossa un percorso per stanare i furbetti dei followers:
“Probabilmente la news più importante di questi giorni. Come approfondito nel Social Media LIVE Program il futuro dei social potrà solo essere nella qualità dei contenuti e nella certezza delle metriche. Il mercato degli influencer subira una pulizia di fondo riuscendo sempre di più a distinguere che hanno realmente un seguito da quelli che hanno usato tecniche poco corrette pur di crescere”.
ninja

7 cose da regalare a un Social Media Manager a Natale

Il 49% dei consumatori afferma di iniziare lo shopping natalizio nel mese di novembre, dopo però essersi informato sui propri acquisti nei mesi precedenti. Solo il 20% dei consumatori ammette di iniziare ad acquistare a ottobre mentre il 24% a dicembre, a ridosso del picco natalizio.

Bene, se anche voi fate parte di questo 24% allora questo post è per voi e noi siamo ancora in tempo per darvi preziosi consigli.

Un fratello, un cugino, l’amica del cuore, la sorella, il fidanzato, il figlio. Alzi la mano chi non ha nel proprio ristretto giro di conoscenze un Social Media Manager! È quello che in gruppo è il primo a far partire il selfie, è quello che “senza Stories come fai a raccontare un evento?”. È quello che dalla reach fa dipendere l’umore della giornata, è quello dal copy giusto e dalla foto ammiccante.

social media manager

Sappiamo benissimo che il periodo natalizio rappresenta per il nostro Social Media Manager un momento delicato e super intenso che richiede sforzi superiori alla norma. Ecco perché pensiamo che un bel regalo possa fare la differenza.

Oggi vogliamo parlarvi proprio di questo: dei migliori regali da fare ad un Social Media Manager a Natale. Ma per non sbagliare cerchiamo di capire chi è veramente un Social Media Manager e come riconoscerlo.

LEGGI ANCHE: Social media manager da evitare: come tenere alla larga i maniaci digitali

L’identikit del Social Media Manager

Gettonatissimo nell’ambiente creativo digital e aziendale, guardato con sospetto dall’area marketing, invidiato dall’area commerciale e studiato dalle HR, il Social Media Manager è colui che cura e gestisce la presenza di un progetto sui social network.

I canali possono essere quelli di un’azienda, di un libero professionista o di una realtà no profit. In poche ma importanti parole il SMM è un professionista (non un improvvisato o appassionato dei social) che lavora con i social, gestisce una o più piattaforme in base alle necessità.

Il suo punto di forza? La visione d’insieme che lo porta a mettere in piedi una strategy contenente obiettivi, azioni e risultati.

Senza mezzi termini è un mago dei social e a Natale dovete veramente sorprenderlo perché il suo animo creativo non vi perdonerà il classico pigiama o il profumo di una vita.

Ma andiamo con ordine e vediamo insieme qualche proposta tra l’originale e il funzionale che può fare al caso vostro!

1. Libri ed ebook

Troppo classico direte voi! Può essere, ma non parliamo di libri qualsiasi. Parliamo invece di testi ispirazionali, divertenti, ironici o legati alla professione che è sempre affamata di approfondimento.

Considerate che un Social Media Manager è iper-connesso, passa la maggior parte del sul tempo online a fissare lo schermo di un pc o di uno smartphone e ha spesso poco tempo da dedicare alla lettura di un buon libro. Quale occasione migliore se non quella delle feste natalizie, dove tra una notifica e l’altra, un cenone e l’altro, può sprofondare in un angolo nascosto della casa con il vostro apprezzatissimo regalo.

Social Media manager

LEGGI ANCHE: Tutti i libri di marketing (e dintorni) che non possono mancare nella tua libreria

2. Corsi e Masterclass

La formazione e l’aggiornamento per un Social Media Manager sono di vitale importanza. Le novità introdotte dai social sono all’ordine del giorno e spesso stare dietro alle attività operative e a tutte le nuove funzioni non è per niente semplice.

Ecco che un buon corso di aggiornamento in house o online può essere di grande aiuto. Un corso è troppo costoso? Che ne dite di una masterclass o un workshop sui temi di suo interesse? Siamo certi che apprezzerà!

social media manager

3. Le cuffie per concentrarsi

Siamo abituati a vederlo nel corso di eventi, destreggiarsi tra dirette Facebook e Stories di Instagram, o in brief mentre cerca di mettere d’accordo clienti e Account, ai convegni mentre mette in scena le sue abilità con il live twitting.

Ma il povero Social Media Manager ha bisogno anche di calma, tranquillità e concentrazione. È in questo momento che nascono le sue idee più creative.

Un bel paio di cuffie per isolarsi dal resto del mondo e concentrarsi meglio è quello che ci vuole. Mi raccomando siate creativi anche voi, un SMM ama distinguersi dalla massa. Le sue nuove cuffie devono essere bellissime!

LEGGI ANCHE: 4 skill essenziali per un Social Media Manager

social media manager

4. Le estensioni per lo smartphone

Chi si occupa di Social Media Marketing, si trova spesso a dover realizzare grafiche, video, foto da sé. Ma il SMM non è un grafico né un Video Maker. Per fortuna però è possibile realizzare un buon lavoro anche senza degli strumenti super professionali. Attenzione, non vogliamo dire che le figure professionali sopra citate siano sostituibili, ma semplicemente che i social riescono a rendere credibile e virale anche un contenuto realizzato con strumenti più dinamici e low budget.

Che ne direste quindi di regalare al vostro caro SMM una luce a LED? Oltre a poterla attaccare alla fotocamera, potrebbe anche inserirla sul supporto per smartphone e sul tripode (altro regalo super gradito).

Per girare i video potrebbe utilizzare le cuffie del suo smartphone e saranno sufficienti per avere una buona qualità audio. Ma se volesse girare video in esterna, quando c’e’ vento o rumori di fondo, dovrebbe utilizzare un microfono direzionale che voi gli avete regalato, per esempio.

LEGGI ANCHE: Se i protagonisti delle nostre serie TV preferite fossero Social Media Manager

5. L’abbonamento a Netflix

Che cosa c’entra starete pensando? “Non avrà neanche tempo per guardare Netflix!”. Quanto vi sbagliate!

Come avrete avuto modo di notare, molti dei contenuti social che compaiono nel vostro feed di Facebook fanno riferimento a famosissime serie tv targate Netflix.

Un Social Media Manager che si rispetti non può non conoscere le ultime tendenze! Vi sembra una scusa ben confezionata? In parte lo è, perché è che c’è sempre un buon motivo per rilassarsi guardando una bella serie tv! Apprezzerà sicuramente questo regalo.

LEGGI ANCHE: Netflix testa la funzione “rivedi scena” per i momenti epici di serie tv e show

6. Power bank originali

Dopo ore di dirette Facebook, Stories di Instagram e tweet di Twitter anche il più irriducibile degli smartphone cederà e questo è quello che proprio non può succedere.

A ogni tacchetta di batteria che scende il nostro SMM perde di vitalità. È per questo che spesso lo vediamo stipato in angoletti angusti e improbabili attaccato ad una presa elettrica neanche fosse una flebo di energizzante.

Voi potete aiutarlo. Come? Con una scorta di power bank potenti e super cool! La sopravvivenza del vostro caro Social Media manager è nelle vostre mani.

LEGGI ANCHE: 3 data skills fondamentali per il tuo futuro da Social Media Manager

7. Scalda bevande e porta pranzo

Molto spesso il pranzo è consumato in ufficio davanti al pc o in giro mentre si lavora sul campo, un’idea carina sarebbe quella di regalare al nostro SMM un porta pranzo, un termos per il caffè originale, unico e personalizzato. Le sue pause saranno sicuramente più cool!