Quello delle Risorse Umane è un mondo complesso e che necessita di un aggiornamento continuo. Il motivo? Semplice! Gli strumenti, le organizzazioni e le persone cambiano alla velocità della luce. I media digitali e le nuove tecnologie hanno impattato il tradizionale modo di attrarre e trattenere i talenti (ma non solo). A proposito, anche per l’HRM vale lo shift rivoluzionario portato dal Digital Darwinism, di cui avevamo parlato un paio di anni fa nell’articolo “La necessità di cambiare: la sfida del Digital Darwinism”.
Il Darwinismo Digitale può essere definito come quel processo evolutivo che rende gradualmente obsolete e poco competitive le aziende che non sono in grado di cogliere il mutamento e si verifica quando il comportamento del consumatore evolve, di pari passo con la tecnologia e la società, molto più rapidamente rispetto alla capacità di adattamento di un’azienda al cambiamento stesso.
Come riuscire a rimanere al passo, e continuare a creare quella talent organization da sempre sognata, ma raramente raggiunta come concreto progetto aziendale basato sull’attrazione, l’empowerment e lo sviluppo dei giusti talenti, di qualsiasi età?
A volte, vengono in aiuto (anche) i libri come preziose fonti di sapere e lifelong learning. Ecco allora tre opere recenti scritte da professionisti e studiosi di HRM innovativo indispensabili per chiunque operi nel mondo della Gestione delle Risorse Umane all’interno di aziende e altre organizzazioni. Si tratta di libri che congiungono discorsi e riflessioni sui media digitali e le nuove tecnologie e sul loro impatto in ambito HR. Non mi soffermo ulteriormente e svelo subito i titoli: #Social Recruiter, LinkedIn per Aziende e Professionistie HRevolution. Buona…lettura! 😀
1. #Social Recruiter
In che modo social network e piattaforme digitali impattano i processi di recruiting? Quale è il “salto evolutivo” più naturale per la professione del Recruiter? Risponde a questi e ad altri quesiti Social Recruiter. Strategie e Strumenti Digitali per i Professionisti HR, il recentissimo libro scritto da Anna Martini (Digital HR Manager & Personal Branding Strategist @ Gruppo Lavorint) e Silvia Zanella (Global Digital Communication @ The Adecco Group).
In cosa consiste, oggi, la selezione?Chi è e cosa fa il Social Recruiter? Sei sicuro che termini come SEO, blogging, gamification siano così distanti dal mondo del recruiting? Con questo libro, ti ricrederai 😉
2. HRevolution
Quali sono le leve HR (ma non solo) per stimolare la nascita della #socialorg (social organization)? Tanti paradigmi sono totalmente cambiati: servono nuovi patti tra persone e aziende come luoghi di lavoro, nuovi modi di lavorare, nuove modalità di formazione e apprendimento.
Se compariamo il nuovo HRevolution. HR Nell’Epoca della Social e Digital Organization a un qualsiasi libro legato ai temi del people management scritto solo anche pochi anni fa, ne capiamo la portata rivoluzionaria e di rottura. On top, l’autore Alessandro Donadio (HR Leader @ PWC) riesce ottimamente a integrare saperi – dalla scienza economica alla sociologia, passando per la fisica e le neuroscienze.
Dedicato a chiunque voglia capire quale sarà il futuro delle organizzazioni!
3. LinkedIn per Aziende e Professionisti
LinkedIn ad oggi si sta posizionando non solo come un semplice social network per il business, ma come un’azienda concorrente (anzi, leader) nell’ambito dei servizi dedicati al recruiting e all’attrazione di personale. Non conoscerlo a dovere e in profondità significa perdere una occasione fondamentale per capire le logiche del social networking!
Se ti ho messo timore, certamente LinkedIn per Aziende e Professionisti di Antonella Napolitano (Communications Manager @ CILD) e Francesca Parviero (Senior Partner @ BIGNAME) fa al caso tuo. Pubblicata a fine 2015, una delle specificità dell’opera è certamente quella di rivolgersi sia ai Job Seeker (candidati) che ai Recruiter, attraverso una divisione in sezioni che ne facilita la lettura e la segmentazione delle tematiche.
Social Recruiter, HRevolution, LinkedIn per Aziende e Professionisti: 3 libri pensati dai professionisti innovativi HR per i professionisti HR di oggi e domani.
Fammi sapere cosa ne pensi! 😀 #DigitalHRM
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/06/Depositphotos_71167559_s-2015.jpg295500Eufemia Scannapiecohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngEufemia Scannapieco2017-06-21 10:30:232017-06-21 10:56:40Digital HR: 3 libri per fare la differenza nel settore delle Risorse Umane
FreeJourn è tante cose: una bella parola, un’idea innovativa, un progetto interessante e un social network per l’editoria. Si tratta di un luogo in cui i lettori possono proporre a giornalisti freelance argomenti che potrebbero diventare progetti editoriali. Vincitore del bando per l’innovazione nell’editoria di Google (DNI fund), FreeJourn è un esempio di crowdfunding verticale dedicato a chi lavora nel campo dell’informazione.
Come funziona FreeJourn?
Al momento dell’iscrizione si può scegliere se entrare nella piattaforma come freelance, lettore, media partner o azienda. Ogni scelta è guidata da istruzioni spiegate attraverso un percorso che va dai 4 ai 6 punti.
L’intento di FreeJourn è quello di creare un filo diretto tra giornalisti freelance e lettori: i primi possono infatti scoprire quali sono le tematiche che i secondi vogliono approfondire. A vigilare sul risultato di questo dialogo ci sono gli editori, che hanno una sezione a parte, non visibile dagli utenti.
A proposito di sezioni, nella piattaforma ce ne sono tre: la prima è dedicata ai profili dei freelance, che sono rintracciabili attraverso un campo di ricerca e suddivisi in base ad area geografica e campi di competenza. La seconda è il cuore pulsante del social network e si tratta del crowdfunding ospitante i progetti dei reporter. Infine, nella terza sezione si trova FJmagazine, il portale dei risultati: qui sono infatti raccolti i progetti portati a termine.
Nobili obiettivi
“Build the journalism you want to read”
La frase che si legge nella homepage del sito spiega efficacemente l’intento alla base del progetto.
“Nell’era dei budget risicati, dei tagli agli uffici di corrispondenza e della deskizzazione delle redazioni, sentiamo la necessità di cambiare lo stato delle cose e far luce su una miriade di storie, nel nostro Paese e nel mondo, ancora da raccontare”.
Così, gli ideatori di FreeJourn spiegano cosa li abbia spinti a creare questa piattaforma social. Tra le righe appassionate si legge la voglia di cambiare un settore oppresso dal giogo del risparmio economico. Un retrogusto – amaro – che sembra impregnare oggi molti campi lavorativi.
In questo social network c’è voglia di fare, di proporre idee e, soprattutto, di condividerle attraverso quegli stessi mezzi che si fanno talvolta portavoce di una modernità ingombrante, che non lascia spazio al confronto tra persone. FreeJourn sembra voler scardinare le regole e prepara un pozzo cui tutti possano attingere: i professionisti si mettono a disposizione dei lettori e viceversa.
I lettori non sono più passivi ma anzi diventano fulcro di un ecosistema informativo dove una mano lava l’altra. I progetti realizzati stanno lì, alla portata di tutti, come trofei disposti sullo scaffale del soggiorno. FreeJourn annulla le distanze e mercola le idee.
Il risvolto sociale
“In un mondo viziato da sponsor e interessi incrociati, FreeJourn offre storie di prima mano, raccontate da reporter che lavorano sul campo, con un approccio non emergenziale e legato al singolo evento ma fondato su un’esperienza maturata in loco e su una conoscenza approfondita del contesto”.
Leggendo la presentazione di FreeJourn è difficile ignorare l’attacco, assai poco velato, che i suoi creatori rivolgono al Sistema. Si tratta di giornalisti professionisti e reporter che vogliono mettere a frutto le proprie competenze, figlie di duro lavoro e passione, e per farlo chiedono aiuto allo stesso pubblico fruitore di tale impegno.
Come Ninja Marketing, FreeJourn si occupa di diffondere conoscenza e condividere idee e questo non può che essere positivo.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/06/alla_scoperta_di_freejourn_il_social_network_per_giornalisti_freelance_copertina.jpg6551199Sara Pistiddahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngSara Pistidda2017-06-21 10:00:582017-06-21 17:15:51Alla scoperta di FreeJourn, il social network per giornalisti freelance
Giganti del retail tremate: Amazon Wardrobe è arrivato! Il camerino ora è casa tua, perché potrai provare gli abiti prima di comprarli.
Dopo l’acquisto di Whole Foods per quasi 14 miliardi di dollari della scorsa settimana, Amazon rilancia con un nuovo servizio.
Come funziona Amazon Wardrobe?
Il nuovo servizio di Amazon è in sperimentazione su un campione di utenti Prime, che ricevono direttamente a casa gli ultimi modelli delle collezioni presenti e decidono se e cosa acquistare.
Gli acquirenti selezionano tre o più capi e hanno 7 giorni di tempo per provare i capi, in tutta comodità, e pagare solo quello che decidono di tenere. Quello che non interessa, viene ritirato a casa o può essere spedito in un qualunque ufficio UPS.
Quanto costa Amazon Wardrobe?
Zero. Nessun costo aggiuntivo (all’abbonamento Prime) per un servizio che punta ad attaccare il mercato dei grandi magazzini con camerino. Ultimo baluardo della vendita fisica, i camerini degli spazi commerciali perdono la sua utilità, e forse diventano addirittura scomodi rispetto allo specchio e alle luci di casa.
Un milione di capi tra cui Calvin Klein e Hugo Boss
I capi arrivano in una scatola già predisposta per il reso e autosigillante, con una etichetta prepagata per la spedizione del reso. Al centro del servizio, milioni di capi di abbigliamento di molti brand presenti nei reparti dei negozi fisici, big o meno, tra cui Calvin Klein, Levi’s e Hugo Boss.
Più compri, più risparmi: questa la strategia adottata per far innamorare subito i tester del servizio.
Il nuovo plus di Amazon potrebbe rivelarsi una minaccia seria anche per i brand che investono su tecnologie eCommerce: secondo gli analisti di Cowen&Co, Amazon detronizzerà Macy’s nel mercato dell’abbigliamento statunitense e ipotizza un aumento della quota mercato dal 6,6% dello scorso anno al 16,2% entro il 2021.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/06/amazon_wardrobe.jpg357634Fabio Casciabancahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFabio Casciabanca2017-06-20 20:41:152017-06-21 13:21:39Amazon Wardrobe: prova a casa gratuitamente e poi decidi se comprare
I social media sono alla portata di tutti? Probabilmente la risposta è affermativa per un approccio di base, ma dove avviene il salto di qualità? Come si impara a gestire i social in modo professionale?
Per scoprire quali sono le sfide a cui un Social Media Manager deve rispondere ogni giorno, per capire come ci si forma e ci si aggiorna in questo settore e per avere qualche dettaglio in più sulla nuova esperienza didattica proposta di Ninja Academy, abbiamo fatto alcune domande a Luca La Mesa, Social Media Strategist e Top Teacher di Ninja Academy.
Luca, che ci accompagnerà con le sue lezioni e i suoi consigli nel nuovo ed esclusivoSocial Media LIVE Program, più che un semplice docente potrebbe essere definito un vero e proprio Maestro, per la passione e l’approfondimento con cui mette a disposizione di chi lo ascolta i suoi consigli e i trucchi del mestiere.
Anche per questo, il nuovo Programma specificamente creato per tutti coloro che gestiscono, direttamente o indirettamente, gli account social di un’impresa o di un progetto, è un’occasione imperdibile per continuare a crescere come professionisti.
Ma scopriamo di più, direttamente dalle parole di Luca La Mesa.
Quali sono le sfide che ogni giorno deve affrontare un Social Media Manager?
Iniziare a gestire i social media è facile. Gestirli professionalmente è molto più difficile e richiede impegno costante e aggiornamento continuo.
Una delle peculiarità che avevo intuito di questo mercato quando decisi di uscire da Unilever per intraprendere questo percorso era proprio la frequenza di aggiornamenti e novità che i social ci propongono. Avevo intuito che le strategie più avanzate si possono implementare solo se ci si impegna a ritagliarsi del tempo per aggiornarsi e fare continui test e analisi sui risultati.
Cosa fai per tenerti sempre aggiornato sulla disciplina?
Ho deciso di concentrami su pochi clienti, medio/grandi e continuativi, in modo da non essere sommerso dall’operatività quotidiana che si respira in molte altre realtà. “FOCUS is about saying NO”.
Negli ultimi anni mi sono impegnato a dedicare due ore al giorno allo studio e le campagne di maggior soddisfazione sono nate proprio studiando e sperimentando. Mi viene in mente la campagna #ConLeAzzurre che proposi a Francesca Piccinini che divenne la campagna più virale di twitter ad Ottobre 2014 (fonte: Blogmeter). Nasceva da un’intuizione, da un test fallimentare che avevo messo in piedi con Ciro Immobile (e la GEA) durante i Mondiali di calcio in Brasile.
Un semplice esperimento che è diventato un caso studio importante e che ci ha permesso di essere scoperti dal Coni con il quale in questi anni abbiamo gestito per tre volte consecutive gli Internazionali BNL d’Italia e insieme al quale abbiamo collaborato alla gestione social delle Olimpiadi di Rio per gli atleti azzurri (#ItaliaTeam).
La verità è che siamo sommersi di articoli e novità da varie fonti ma spesso ci limitiamo a leggerne solo i titoli e poche righe senza avere spesso tempo per approfondire o fare dei test reali sul campo.
Personalmente sono consapevole, allo stesso tempo, di avere grandissimi margini di miglioramento in altri ambiti al di fuori dei social, ma ho deciso di provare a focalizzarmi su un aspetto specifico per farlo al meglio. La focalizzazione nel nostro lavoro è fondamentale e diffido sempre un po’ di chi è in grado di fare tutto mantenendo la stessa qualità.
Come nasce l’idea del Social Media LIVE Program?
L’idea nasce durante le feste di Natale del 2016. Ho deciso di non partire per le vacanze e di prendermi del tempo per stare da solo e riflettere su come avrei potuto migliorarmi come professionista nei prossimi anni e come avrei potuto migliorare i corsi ai quali partecipo.
La risposta più personale su “come migliorarmi come professionista” è stata semplice e chiara: dedicando maggior tempo allo studio e ai test sul campo.
La risposta su come migliorare i corsi che seguo l’ho voluta analizzare in modo più scientifico. Ho fatto un questionario con qualche centinaio di studenti e ho avuto conferma della mia intuizione. Molte persone hanno dichiarato di essere molto contente del corso appena terminato, ma mi chiedevano cosa potevano fare subito dopo che gli permettesse di fare il famoso “salto di qualità”.
Credo che non esistano scorciatoie e nel nostro lavoro non ci sono “salti” di qualità ma solo piccoli passi che si possono fare tutti i giorni e che in poco tempo possono portarci molto in alto.
Ci fai un esempio di come sarà l’esperienza didattica del Program?
Il programma nasce per chi ha già le basi dei social media e vorrebbe avere in un unico luogo le migliori informazioni che non può non conoscere.
È adatto anche a chi ha poco tempo e che in un’ora di lezione video registrata e disponibile online troverà il meglio delle informazioni che deve sapere.
Per chi ha più tempo verranno pubblicati quotidianamente nel gruppo gli spunti più interessanti che potrò scoprire nel mio studio quotidiano.
Un esempio di lezione potrà essere composta di:
novità social
casi studio
analisi degli strumenti
domande della community
Per l’accesso è previsto un processo di selezione. Come sceglierai i partecipanti?
Domanda molto importante. Non sarà un corso per apprendere le basi dei social e verranno approvati coloro che già pianificano delle campagne e che abbiano una reale intenzione di aggiornarsi in maniera continuativa.
La community può essere un valore molto importante e saremo attenti a dare visibilità e ad affrontare i temi più interessanti e le domande che possono interessare la maggior parte dei partecipanti.
Abbiamo già ricevuto molte adesioni da importanti realtà e sarà veramente interessante vedere il confronto tra tanti professionisti.
Non vuole essere un corso esclusivo solo per chi ha competenze avanzate (avrebbe un prezzo molto diverso) ma per chi ha delle solide basi e vuole fare un percorso di costante crescita.
Anche per il pricing ho ragionato su un paragone forte: 6 mesi di aggiornamento ad un prezzo più basso di mezza giornata in aula! Sono sicuro che i selezionati avranno rapidamente indietro molto di più di quello che avranno pagato.
Come sono andati i primi mesi del 2017?
Il 2017 è già stato molto generoso con progetti importanti nel mondo della moda e dello sport.
L’emozione più grande è stata probabilmente l’attività social con Linkem durante l’ultima partita con la maglia della As Roma di Francesco Totti.
La più importante attività, non di lavoro ma di impatto sociale, che è nata insieme ad alcuni amici, è stata la richiesta di aiuto per comprare e distribuire delle coperte per coloro che vivono per strada nei giorni di grande freddo. Un’idea nata tra amici che, grazie ai social, siamo riusciti a far crescere molto velocemente fino ad arrivare, dopo solo sei giorni, a distribuire migliaia di coperta in sei città.
È proprio vero che i social, se usati bene e senza secondi fini, possono avere un grande effetto moltiplicatore. Inaspettatamente ci hanno chiamato, tramite il loro social media manager che ha notato l’attività, due calciatori della Juventus (Dybala) e del Torino (Iturbe) che hanno voluto unirsi a noi per dare un segnale forte del tipo: “Insieme si può fare, unitevi a noi!”. Anche in questo caso tutto è nato da un semplice test. Poteva funzionare o spegnersi dopo pochi minuti. Siamo riusciti a tenere alta l’attenzione e a impattare qualche migliaio di persone.
Spesso sono il primo a stupirmi di come possano accadere spontaneamente eventi di questi tipo ma dietro c’è molto studio, lavoro e propensione alla continua ricerca di metodi per fare sempre meglio.
Ad inizio anno ho ricevuto anche l’inaspettata nomina di Presidente della Procter&Gamble Alumni Italia con un mandato per i prossimi tre anni per replicare, con gli alumni della P&G, la bella community che siamo riusciti a realizzare con Singularity University. Un impegno e una responsabilità che porterò avanti al meglio delle mie possibilità.
Quali sfide social invece affronterai tu in questa seconda parte del 2017?
I progetti dei prossimi mesi continueranno ad essere nella moda con diversi importanti brand, nello sport grazie alle attività con Linkem a trigoria (AS Roma) e con un nuovo format internazionale che potremo raccontare solo nelle prossime settimane.
Il momento più emozionante sarà ad ottobre a Cincinnati dove sono stato convocato dalla P&G Alumni Global per un riconoscimento che mi rende molto orgoglioso. Hanno selezionato i “40 under 40” più meritevoli secondo i valori di P&G e ci sarà un momento di premiazione durante la loro conferenza annuale, al quale parteciperanno i CEO di alcune delle più importanti aziende (P&G, HP, BOEING) e speaker d’eccezione come Gary Vaynerchuck, CEO, VaynerMedia e Jonah Peretti, CEO, BuzzFeed.
Saranno sei mesi ricchi di emozioni ma sono sicuro che la maggior parte del tempo e del focus sarà nel lancio del Social Media LIVE Program e nella creazione di una community veramente unica nel suo genere. Se volete unirvi a noi… candidatevi ?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/06/lucalamesa_intervista2-scaled.jpg16492560Daria D'Acquistohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDaria D'Acquisto2017-06-20 14:57:302017-06-21 12:51:02Come affrontare le sfide quotidiane del Social Media Management
Verrà forse ricordata come l’edizione della ruota panoramica di Snapchat questo 63esimo Festival Internazionale della Creatività Cannes Lions o forse come l’edizione in cui i ninja sono stati più soddisfatti dei vincitori.
I primi leoni svelati infatti, sono tutte campagne di cui vi abbiamo abbondantemente parlato nell’ultimo anno qui e sui nostri canali social.
Vediamo insieme i vincitori annunciati ieri sera al Palais divisi per categorie.
Outdoor
Media & Publications / Grand Prix a TWITTER con una campagna sviluppata internamente di cui vi abbiamo parlato qui.
Use of Ambient Outdoor / Grand Prix per “Fearless Girl” dell’agenzia McCann NY per State Street Global Advisors.
Tra gli ori citiamo “Pass the Heinz” (Food) , IKEA: COOK THIS PAGE e THE CLICHÉ (HEINEKEN | PUBLICIS BRASIL).
Presidente di giuria quest’anno è Bruno Bertelli, il creativo pubblicitario italiano più premiato al mondo, qui in uno scatto sul palco.
Corporate Social Responsibility / Grand Prix per “BOOST YOUR VOICE” l’eccezionale campagna di 180LA per Boost Mobile che ha trasformato i propri centri in giro per gli States in cabine elettorali.
Tra gli ori troviamo di nuovo “Fearless Girl” e la famosissima campagna – diventata virale anche in Italia – ” Meet Graham” realizzata dall’agenzia CLEMENGER BBDO Melbourne per la TRANSPORT ACCIDENT COMMISSION VICTORIA.
Tra gli ori citiamo anche la campagna realizzata da Fred & Farid Paris “LIBÉ DES RÉFUGIÉS”:
Print & Publishing
Burger King, premiato al festival come Creative Marketer of the Year, vince il Gran Prix in questa categoria con la campagna – firmata DAVID – che punta a ricordare ai clienti l’impegno della catena di fast food nel servire cibi cotti con fiamma alla griglia.
Tra gli ori una campagna di cui vi abbiamo recentemente parlato firmata OGILVY BRASIL:
e ancora “Pass the Heinz”:
PR
Ancora un Grand Prix e un oro (Financial Products & Services) per “Fearless Girl” in buona compagnia con l’oro della campagna SPANISH LESSONS di ALMA DDB per Netflix. Plata o plomo?
Glass Lions
A questa categoria appartengono le campagne che producono creatività che riescono ad avviare un cambiamento del paradigma culturale che impatta positivamente sulla disparità di genere.
Dunque ovviamente il Grand Prix è andato a “Fearless Girl” ma anche un oro alla campagna della birra Tecate in Messico realizzata da NOMADES.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/06/Snapchat_cannes.jpg500850Massimo Sommellahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMassimo Sommella2017-06-20 10:02:222017-06-23 11:43:08Cannes Lions 2017: svelati i vincitori delle prime categorie
Gestire un canale social richiede tempo che purtroppo, non sempre, tutti hanno a disposizione. La creazione di contenuti validi, la loro condivisione e la massimizzazione della reach sono tutte attività time consuming che hanno bisogno di concentrazione, risorse e tempo da dedicare.
Ecco perché, negli ultimi anni, è aumentata esponenzialmente la popolarità e richiesta di strumenti di “Social Media Automation”, in grado di automatizzare alcune operazione e snellire così, dopo un iniziale processo di set-up, la lista delle attività quotidiane che spetterebbero altrimenti all’intervento diretto dei gestori delle pagine.
C’è un piccolo problema, però: il loro uso indiscriminato può portare danni invece che benefici.
Il primo rischio è quello di de-personalizzare un canale, quello dei social, che proprio sulla costruzione e poi il mantenimento delle relazioni basa la sua forza e la sua identità. Programmare qualsiasi post mesi prima, ripubblicarli più volte e lasciar fare tutto a uno strumento non basta e anzi, concorre a creare la sensazione di “falso” che nessun utente social vuole vivere.
I social infatti sono fatti di persone. Pensate se programmasse, in anticipo, tutte le frasi che direste al vostro partner per la prossima settimana, magari con un “Buongiorno, come stai?” ogni mattino. Il risultato, nemmeno a dire, sarebbe un disastro e probabilmente una gran bella crepa in una relazione.
Perché dovrebbe funzionare quindi nel mondo dei social? La fase di programmazione dei contenuti e di un calendario editoriale è sì fondamentale, ma nemmeno può considerarsi di per sé sufficiente. I contenuti infatti devono essere considerati alla stregua di piante: vanno curati, fatti crescere e, talvolta, anche potati e travasati.
Un articolo scritto a maggio potrebbe contenere informazioni non più aggiornate o valide a giugno, un’immagine che ha funzionato a fine mese potrebbe, invece, far fiasco poco dopo. E viceversa: più volte noi Ninja vi abbiamo consigliato come riutilizzare, con piccole modifiche, contenuti di valore può portare enormi benefici alla vostra strategia social. Anche considerando che, purtroppo, la “vita media” di un singolo post si assottiglia sempre più.
Esistono persino strumenti di automation che, raggiunto un certo tasso di engagement, “boostano” un post sponsorizzandolo con piccole somme per ottenere ancora più visibilità: va da sé che è un meccanismo che potrebbe portare anche spiacevoli inconvenienti. Come? Rendendo più evidente un post che ha magari alcuni commenti molto negativi o, peggio ancora, un contenuto diventato “popolare” per via di un epic fail.
Una cattiva automatizzazione di un canale può quindi trasformarsi in un vero incubo e, invece che agevolare la vita dei gestori, portare a un maggior carico di lavoro e pesanti effort da sostenere. Ma soprattutto ci sono sempre alcuni fattori impossibili da automatizzare: la reazione degli utenti e le risposte da fornirgli per garantire una solida e – si spera – duratura relazione con loro.
Ciò non vuol dire che gli strumenti di Social Media Automation debbano essere demonizzati. Anzi, se ben utilizzati, possono essere un valido aiuto per attività di routine o di gestione “light” come, ad esempio, i messaggi di benvenuto o fine lavori di un canale Twitter dedicato al customer care. O, sempre su Twitter, per dare più visibilità a breaking news o articoli di attualità, ripetendo nell’arco della giornata la frequenza di pubblicazione di un link alla notizia che vogliamo abbia più click. O ancora, per programmare eventi che sicuramente saranno da valorizzare nella vostra strategia social, quali anniversari o ricorrenze specifiche.
Insomma, vale il solito vecchio adagio: ogni strumento ha i propri punti di forza, ma l’abuso è sempre causa di problemi, spesso anche pericolosi. E soprattutto, bisogna sempre ricordare la ragione che ha reso così popolari social network: la possibilità di mettere in relazione persone. Prima ancora di considerarli come vetrine per prodotti e servizi, insomma, tenete sempre a mente che state proponendo i vostri contenuti ad esseri umani in carne e ossa.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/06/apps-phone_1940x900_33991.jpg9001940Giuseppe Colanerihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngGiuseppe Colaneri2017-06-20 10:00:082017-06-20 17:13:17I rischi della Social Media Automation
Lanciate praticamente un anno fa (era agosto 2016), le Instagram Stories sono ormai una componente importante, se non fondamentale, di Instagram. Stando ai dati diffusi dalla piattaforma, oltre 200 milioni di instagramer ad aprile 2017 hanno usano le Stories almeno una volta al giorno, a fronte degli oltre 400 milioni di persone che in tutto il mondo hanno condiviso contenuti su Instagram (dato di febbraio 2017). Questo strumento, se ben utilizzato all’interno della tua social media strategy, può aiutarti nel raggiungimento dei tuoi obiettivi di marketing e portare ottimi risultati al tuo brand.
Oltre 5 milioni di aziende di tutto il mondo raccontano già le proprie stories: tu sei tra queste? Se ancora non sfrutti al meglio le Instagram Stories, ecco tutti i consigli per farlo.
Crea una collezione
Instagram Stories è nato per raccogliere tutte le foto e i video che l’utente ritiene facciano parte di una narrazione: i contenuti condivisi per raccontare la propria Stories si eliminano automaticamente dopo 24h dalla sua pubblicazione. Proprio per la sua origine, questo strumento funziona molto meglio quando vengono caricati più momenti differenti, uno dopo l’altro, in modo da comporre una narrazione più lunga.
Questo avrà due vantaggi essenziali: il primo è che potrai beneficiare del potere dello storytelling per creare narrazioni memorabili e potenti dal punto di vista del marketing.
Il secondo vantaggio è che, avendo più momenti che si susseguono, uno dopo l’altro attraverso un collegamento narrativo, avrai maggior possibilità di mantenere l’attenzione dell’utente. Se ci sono invece tanti video o immagini scollegati tra loro si rischia di non agevolare l’utente a mantenere alta l’attenzione e favorirne la comprensione: passato dal primo contenuto al secondo, l’utente potrà perdere il filo logico e, come conseguenza, potrà decidere di interrompere la fruizione.
L’influencer e blogger italiana a_gipsy_in_the_kitchen, ad esempio, racconta la giornata del suo compleanno, dalla sveglia fino al momento in cui apre uno ad uno i regali ricevuti. La curiosità di vedere tutti e sei i capitoli, uno dopo l’altro, contribuirà al buon successo della condivisione.
Usa le feature creative a disposizione
Sono tante le novità che sono state annunciate per migliorare i contenuti e realizzare storie sempre più accattivanti e creative. Puoi inserire del testo, usare adesivi, icone, filtri, disegnare sulle immagini. Questo ti permetterà di far diventare il tuo contenuto più accattivante e interattivo, facendoti percepire più vicino al tuo utente. Utilizzando anche hashtag e menzioni, si potranno sfruttare le collaborazioni con altri brand o influencer!
Il marchio italiano Nevelo Kids è un esempio di utilizzo virtuoso di questa feature: il post per presentare il suo nuovo vestito handmade per bambina è ricco di adesivi e cuori disegnati a mano. Un modo per personalizzare ancor di più il contenuto.
Inserisci la Call to Action
Non dimenticarti che le Stories per il tuo marchio possono essere una reale risorsa di business e possono aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo di marketing. Per questo motivo è importante inserire al loro interno anche un invito all’azione. La creatività la fa sempre da padrone, puoi scegliere quale call to action inserire e come farlo. Ad esempio potresti suggerire dove l’utente può trovare il prodotto di cui spieghi l’utilizzo nelle stories, oppure puoi invitare gli utenti a generare del contenuto utilizzando l’hashtag di riferimento del marchio. Sbizzarrisciti, ma ricordati di essere molto chiaro nel far capire qual è l’azione da fare!
Utilizza le Instagram Analytics
Attraverso l’applicazione puoi avere accesso ad importanti dati sulla performance delle tue stories. Potrai vedere reach, impression, reply, exit, ovvero: il numero di persone raggiunte, quante hanno visto il tuo contenuto, quanti messaggi hai ricevuto durante il periodo di pubblicazione, quante persone hanno abbandonato prima della fine. Questi dati sono disponibili per le ultime 24h, per 7 e 14 giorni, quindi ricordati di salvarli, se vuoi mantenerli. Fanne buon uso per migliorare la tua strategia futura!
Solo per i profili Instagram verificati è possibile aggiungere alle proprie stories lo Swipe up link. Che cos’è? È un link che può essere inserito nel tuo contenuto, che permette di portare l’utente fuori dall’applicazione su una landing page creata ad hoc, oppure può essere una pagina specifica del tuo sito web. In molti casi l’invito Swipe Up è accompagnato da un testo. Ad esempio: “Swipe up to shop“. Nel caso di Club Med, vediamo il testo “scopri di più” sotto ad una domanda.
Usa le Instagram Stories Live
Esiste anche la possibilità di inserire nella propria strategia l’elemento live. All’interno delle stories puoi infatti iniziare un video in diretta. Verrà inviata una notifica ai follower che saranno allertati e incoraggiati a cliccare per vedere il video live. Questo può essere utile ad esempio durante gli eventi, per mostrare il dietro le quinte, il behind the scene.
Abbina le inserzioni a pagamento
Le Instagram Stories sono in continua crescita, sempre più utenti le utilizzano e vengono lanciate sempre più novità che le vedono protagoniste. È importante sottolineare che per ottimizzarle ancora di più, oltre a tutti i consigli che abbiamo visto fino ad ora, puoi inserire nella tua strategia le inserzioni a pagamento. Sono state infatti introdotte a marzo a livello globale le inserzioni a schermo intero all’interno delle Instagram Stories. Le inserzioni nelle storie consentono alla tua azienda di usare le opzioni di targetizzazione e copertura per creare pubblicità su misura per le persone che desideri raggiungere. Hanno il vantaggio di catturare l’attenzione dell’utente a schermo intero, a differenza dei post sponsorizzati su Instagram che con uno scroll si possono saltare.
Se non hai ancora utilizzato le Instagram Stories per il tuo marchio, non ti resta che iniziare e mettere in pratica tutti i consigli che ti abbiamo dato!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/06/instagram_stories_.jpg565848Michela Fenilihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMichela Fenili2017-06-20 09:30:352017-06-20 17:13:28Instagram Stories: tutti i consigli per sfruttarle al meglio
“Cosa succede se in una società fondata sul lavoro, proprio il lavoro viene a mancare?”
Questo si domandava Hannah Arendt qualche decennio fa.
Questo si stanno domandando i player che stanno attualmente guidando il cambiamento e ci riferiamo ovviamente alle Big Company che sono i soggetti principali della Digital Transformation di questi anni.
Le risposte che ci giungono dagli Stati Uniti sono però tutt’altro che univoche.
Se è vero che ci sono grandi imprenditori tech come Andreessen Horowitzconvinti che il mercato e la crescita delle competenze individuali saranno in grado di allocare le risorse umane in modo efficiente, una parte dei leader più visionari di questo settore – gruppo capitanato da Elon Musk – è dell’idea che le Intelligenze Artificiali e la robotizzazione del lavoro rappresentino una concreta minaccia per la tutela degli interessi lavorativi (e non solo, in realtà) del genere umano.
Bill Gates stesso ha destato scalpore qualche tempo fa quando ha proposto pubblicamente di tassare i robot. E lo ha proposto consapevole del fatto che la tassazione del lavoro dei robot sia in grado di generare introiti e prendere tempo al fine di strutturare una rivoluzione che negli States chiamano Basic Income e che l’acceleratore californiano Y-Combinator sta già testando nella West Coast, su più di un progetto pilota.
Insomma: un Reddito di Base, elargito a prescindere dal cumulo di altri introiti individuali, su cui persino il World Economic Forum ha proposto un’analisi di dettaglio in merito a sostenibilità economica, sociale e psicologica.
La resilienza umana al tempo del Reddito di Base
In questa sede ovviamente non abbiamo alcun interesse ad elencare argomentazioni politiche pro e contro il concetto di Reddito di Base, quindi ci limiteremo ad immaginare come potrebbe cambiare il nostro mindset con la sua introduzione.
Prima di tutto, con un Reddito di Base sicuro, verrebbe meno quella sensazione di spaesamento che si prova a perdere la certezza dello stipendio fisso a fine mese. Ma andiamo con ordine.
Qual è la prima sensazione di disagio che prova un lavoratore che si vede privato del suo lavoro quotidiano?
Il primo scoglio da superare è la crisi di astinenza da lavoro, o più precisamente da quella ripetitiva monotonia quotidiana – di cui solitamente ci si lamenta – scandita dal turno lavorativo. Si sa che uno dei meccanismi psicologici più forti è quello legato a una routine. Una routine, proprio perché sempre uguale nel tempo, rappresenta di per se stessa una certezza.
Bisogna spezzare la routine per superare questa crisi di astinenza da turno lavorativo.
Come tutte le crisi di astinenza anche questa è il prodotto di un bisogno indotto dall’esterno, perché non è naturale ripetere un’attività almeno otto ore al giorno per cinque volte alla settimana. Semplicemente siamo stati culturalmente abituati a pensarla così.
Con un Reddito di Base potremmo tornare ad essere padroni del nostro tempo ed essere spinti, per esempio, ad investire in formazione per essere pronti a rivestire il ruolo professionale che più ci è congeniale in uno specifico momento della vita (sempre guardando con attenzione alla richiesta di figure sul mercato ovviamente).
Probabilmente in quest’ottica anche la formazione universitaria potrebbe rivestire un ruolo diverso e invece di diventare un percorso di tre o cinque anni da compiere in una fascia di età precisa, potrebbe diventare una sorta di formazione on demand da accendere come si accende Spotify per la fruizione della musica.
Molto probabilmente ne gioverebbe moltissimo anche l’ingessato ambiente universitario più che mai avulso dai mindset e dalle tematiche di questa moderna Digital Transformation.
Ora questo non significa che dovremo diventare tutti schiavi della Gig Economy (economia del lavoretto) e ambire a lavorare solo ad intermittenza, ma questa prospettiva che abbiamo provato a tratteggiare insieme si muove nella direzione di dare un valore nuovo a ciò che troppo spesso riteniamo scontato: in primo luogo al nostro tempo, ma anche alla nostra aspirazione nei confronti di un lavoro e di una professionalità che corrisponda alle nostre qualità personali.
E tu, quanti lavori vorresti avere il tempo di imparare a fare in futuro?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/06/122836767-0744176f-83c3-4614-b443-0555c044d815.jpg533800Rikimaruhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngRikimaru2017-06-19 15:00:312017-06-20 17:14:42Reddito di Base: prospettive e novità dalla Silicon Valley
Hai bisogno anche oggi della tua carica di creatività per cominciare al meglio la settimana?
Come sempre, non potevamo deluderti, quindi ecco qui le campagne stampa dalla migliori agenzie di tutto il mondo selezionate dalla redazione di Ninja Marketing.
Anche questo lunedì si parte per un giro intorno al mondo a suon di pubblicità!
Vodafone – Coverage everywhere, sorry
In genere quando il nostro smartphone non prende questo è un grave problema, eppure ci sono momenti nei quali sarebbe davvero un bene non avere campo.
Con Vodafone, in ogni caso, non avrai più questo problema, perché ci sarà copertura ovunque – anche nei momenti meno opportuni!
Advertising Agency: Y&R, Team Red, Istanbul, Turkey
Executive Creative Director: Ayşe Aydın
Creative Directors: Erkan Kaya, Ilker Dağlı
Copywriter: Can Yildiz
Art Director: Ümit Aydın
Graphic Designer: Burak Kirpi
Photographer: Murat Suyür / Rpresenter
Retouch: Bee Istanbul
Don Satur – Yours, until opened
Il noto marchio argentino di snack dolci punta tutto sulla plasticità della resa artistica per comunicare un messaggio chiarissimo: gli snack Don Satur sono irresistibili! “Tuoi, finché non li hai aperti”, il claim ideato dall’agenzia David di Buenos Aires e adatto alle tre diverse situazioni: in ufficio, in spiaggia e a scuola.
Advertising Agency: David, Buenos Aires, Argentina
Executive Creative Directors: Joaquín Cubría, Ignacio Ferioli
Creative Director: Ignacio Coste
Copywriter: Daniel Arango Lopez
Art Director: Arthur Amorim
General Account Director: Emanuel Abeijón
Account Director: Lucila Castellani
Account Executive: Florencia Scrimaglia
Head of Production: Brenda Morrison Fell
Producer: Pefy Carr Rollitt
Illustrator: Emiliano Pereyra
Advertiser’s Supervisor: Jimena Martinez, Ezequiel Pezzuchi
Gentlemen – When you stop being your own protection, we will
Una campagna stampa tutta giocata sull’ironia quella di Gentlemen. Anche se ci sono persone che si comportano in modo tale da non aver probabilmente bisogno di contraccettivi, i condom Gentlemen ci sono quando servono.
Advertising Agency: Dhélet Y&R, Buenos Aires, Argentina
General Creative Director: Martin Nino Goldberg
Creative Directors: Federico Aubone, Benjamin Tornquist, Ivan Zimmerman
Art Director: Omar Barrantes
Copywriter: Eugenio Novas
Agency Producer: Fernando Costanza
Agency Photo Retoucher: Gastón Cardozo
Studio: Gemelos Photography
Citroën – So sorry copilots
La nuova Citroën C3 ha un sistema di GPS di navigazione integrato? Forse potrebbe non esserci più spazio per i copiloti…
E allora che fine fanno Robin o Chewbecca? La risposta l’ha ideata Havas.
Advertising Agency: Havas Worldwide, São Paulo, Brazil
Creative Director: Celio Salles
Art Directors: Raul Torres, Marco Panizza, Eric Fernando
Copywriter: Otavio Mastrogiuseppe
Illustrator: Igor Braulio
Bankia – We never agree
Domande a cui nessuno sa dare una risposta. Quelli di Don Chisciotte erano giganti o mulini a vento? È nato prima l’uovo o la gallina? Un consulente bancario digitale o uno reale?
Dato che nessuno è mai d’accordo su queste questioni, Bankia, istituto bancario spagnolo, mette a disposizione dei suoi clienti tutte le diverse possibilità, per restare sempre in contatto.
Advertising Agency: CLV, Madrid, Spain
Anche per questa settimana il nostro pieno di annunci stampa è terminato, ma vi aspettiamo alla prossima e naturalmente sulla nostra pagina Facebook 😉
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/06/vodafone-coverage-sorry-jump-594x400-12.jpg14812200Fabio Casciabancahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFabio Casciabanca2017-06-19 13:00:292018-03-03 00:18:29Vodafone, Gentlemen e Citroën: i migliori annunci stampa della settimana
Piccoli chatbox crescono… e diventano poeti. È il caso di Xiaoice, che tradotto suonerebbe come “Piccolo ghiaccio” o “Piccolo Bing”, il chatbox creato dalla divisione asiatica di Microsoft e presentato nel 2014 come la sorella minore di Cortana (l’assistente vocale di Microsoft). Un esperimento dell’azienda di Redmond nato dall’evoluzione di Xioa Na, la versione asiatica di Cortana nel mercato cinese, con l’obiettivo di renderla ancora più smart attingendo alle risorse di Bing per poter interagire con gli utenti in modo sempre più efficace simulando una vera e propria conversazione con un essere umano.
Ne ha fatta di strada, da allora, il piccolo bot di Microsoft: dalle conversazioni in servizi di messaggistica istantanea (come WeChat) che hanno conquistato il cuore di migliaia di teenagers asiatici fino a diventare il primo esemplare di intelligenza artificiale in grado di creare poesia. Una crescita notevole, costellata di successi, per il piccolo bot: nel 2015 diventa il primo esemplare di Intelligenza Artificiale ad assumere un ruolo attivo, incaricata delle previsioni meteorologiche, in un live show del mattino in una delle emittenti più popolari di Shanghai, iniziando così a creare i primi grattacapi ai professionisti dell’informazione. Oggi, invece, sono i poeti, gli scrittori e gli artisti a discutere della possibilità che l’intelligenza artificiale possa sostituire, nel prossimo futuro, l’estro creativo di un essere umano. Perché?
Xiaoice, l’Intelligenza Artificiale in versi
“Il primo volume di poesie scritto da un’intelligenza artificiale nella storia dell’umanità.”
Così la casa editrice di Pechino, Cheers Publishing, ha presentato la recente pubblicazione del libro che raccoglie i componimenti poetici di Xiaoice. Il social chatbox di Microsoft è stato in grado di scrivere più di 10000 poemi in 2760 ore, dai quali sono stati poi selezionate le 139 poesie inserite all’interno del volume in vendita, da maggio, nelle librerie cinesi dal titolo “Sunshine Misses Windows”.
Il libro, realizzato da Xiaoice, è composto da 10 capitoli, ognuno dei quali esplora diverse emozioni umane: dalla solitudine alla gioia. Curiosi di scoprire lo stile del piccolo bot?
Ecco i primi versi composti dall’Intelligenza Artificiale di Microsoft:
“Through the blur of tears, nothing is clear My life is art; Drifting clouds at dusk in the western sky, With my broken palms I pray.”
Per riuscire a comporre, Xiaoice ha fatto ricorso al talento degli artisti del passato, studiando tutti i versi e lo stile di ben 519 poeti dal 1920 fino ad oggi. Un’impresa possibile per un poeta in carne ed ossa? Forse sì, ma impiegando almeno un centinaio di anni di studio e preparazione. Xaioice ha già sperimentato il proprio estro creativo, prima della stampa di questo volume in libreria, pubblicando in diversi forum online alcuni dei suoi componimenti, celando la propria identità robotica con diversi alias e riscontrando un discreto successo, ovvero riuscendo a dissimulare la propria natura robotica alla maggioranza degli utenti.
“Ogni volta che guarda un’immagine, è ispirato e compone poesie. Il processo è sostanzialmente lo stesso per un poeta vero e proprio.”
Ecco quanto ha dichiarato ad un quotidiano locale l’editore del libro, Dong Huan, il quale specifica anche che l’opera di editing del volume non ha alterato le creazioni di Xiaoice, lasciando persino inalterati alcuni errori.
Le reazioni in Cina si sono polarizzate tra la schiera dei sostenitori, che vedono in questo primo volume l’inizio di una nuova era e di nuovo genere di poesia, e gli apocalittici che reputano invece l’Intelligenza Artificiale come un vero e proprio nemico dell’arte, secondo quanto affermato da Ding Shaoguo, uno dei poeti più affermati a Shangai.
Xiaoice rappresenta soltanto una parte del vasto progetto di sviluppo dei chatboxs avviato da Microsoft nel 2014 in Cina. Dal successo del bot cinese, utilizzato da 40 milioni di utenti, Microsoft si lancia anche sul mercato giapponese nel luglio del 2015 con il chatbox Rinna. Dopo il successo sul mercato asiatico, l’azienda di Redmond esporta la propria esperienza negli Stati Uniti con il chatbox Zo, provando a rendere possibili le interazioni tra utenti e intelligenza artificiale anche su piattaforme di largo consumo come Skype e Facebook Messenger.
L’obiettivo di Microsoft? Rendere gli assistenti virtuali come Cortana non soltanto sempre più efficienti, ma anche più empatici grazie alla capacità dei chatboxs di apprendere dalle conversazioni con gli esseri umani, rendendoli una parte attiva ed integrata della vita dell’essere umano. Ecco cosa ha dichiarato lo scorso dicembre Harry Shum, Vice Presidente esecutivo del gruppo di ricerca sull’Intelligenza Artificiale di Microsoft.
“Ci stiamo muovendo da un mondo in cui siamo noi a dover comprendere i computer ad un mondo nel quale saranno loro a comprenderci e a capire le nostre intenzioni, da un mondo meccano-centrico ad un mondo antropo-centrico.”
Dal completare task a comprendere le nostre emozioni, fino ad interagire con empatia ed ironia, emulando una conversazione vera e propria in linguaggio naturale: non è il futuro dei chatbox, è già realtà. L’intelligenza artificiale sostituirà l’essere umano? L’AI sarà in grado di riprodurre e superare l’estro creativo dell’essere umano?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/06/Robot-typing_.jpg532799Kamaehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKamae2017-06-19 11:00:482017-06-17 16:43:19Xiaoice, il poeta made in China: pubblicato il primo libro scritto da un’Intelligenza Artificiale
Vuoi fare Carriera nel Digital Business?
+100.000 professionisti e 500 grandi aziende hanno incrementato i loro Affari grazie a Ninja.
Non aspettare, entra subito e gratis nella Ninja Tribe per avere Daily Brief, Free Masterclass e l’accesso alla community di professionisti.