Keith Haring

“About Art”, la grande mostra di Keith Haring a Milano

È stata inaugurata al Palazzo Reale di Milano la mostra ‘About Art’ che fino al 18 giugno racconterà le opere del pittore e writer Keith Haring. L’esposizione, a cura di Gianni Mercurio, è promossa dal Comune di Milano, Palazzo Reale, Giunti Arte e 24 ORE Cultura. Una rassegna realizzata anche grazie alla collaborazione scientifica di Madeinart e al contributo della Keith Haring Foundation.

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Keith Haring fotografato da Ricky Powell nel 1986

A ventisette anni dalla scomparsa, Milano celebra Keith Haring con una rassegna di oltre 100 opere, molte di grandi dimensioni, alcune inedite e mai esposte in Italia, provenienti da collezioni pubbliche e private.

Molte le opere senza titolo in About Art volte a sottolineare quel carattere ‘indeterminato’ dell’arte capace di innescare tante interpretazioni diverse.

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Courtesy of Palazzo Reale

“Dipingo immagini che sono il risultato delle mie esplorazioni personali. Lascio ad altri il compito di decifrarle, di capirne simbolismi e implicazioni. Io sono solo il tramite”

Una rassegna, ricca di significati che pone i lavori di Keith Haring in dialogo con le sue principali fonti di ispirazione: dall’archeologia classica alle arti precolombiane, dalle figure archetipe delle religioni fino ad arrivare ai maestri del Novecento, quali Pollock, Picasso e Klee.

“Disegnare è fondamentalmente la stessa cosa dai tempi della preistoria. Unisce l’uomo e il mondo. Vive attraverso la magia”

Keith Haring

Keith Haring socialmente e politicamente impegnato

Tra le personalità più riconosciute dell’arte americana del dopoguerra, Keith Haring si fa portavoce dell’arte come espressione di una controcultura socialmente e politicamente impegnata. Opere dotate di una vena pop e realistica.

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Courtesy of Palazzo Reale

Suggestioni culturali che l’artista ha vissuto e assimilato al disagio esistenziale di quegli anni. Come nell’opera in cui è raffigurata la testa di Medusa. Una metafora incentrata sugli effetti che la tecnologia ha sulle persone: l’uso eccessivo della televisione porta alla pietrificazione, alla morte.

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La mostra ruota attorno a un nuovo assunto critico: la lettura retrospettiva dell’opera di Haring non è corretta se non è vista anche alla luce della storia delle arti che egli ha compreso e collocato al centro del suo lavoro, assimilandola fino a integrarla esplicitamente nei suoi dipinti e costruendo la parte più significativa della sua ricerca estetica.

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Le opere dell’artista americano si affiancano a quelle di autori di epoche diverse, a cui Haring si è ispirato e che ha reinterpretato con il suo stile unico e inconfondibile, in una sintesi narrativa di archetipi della tradizione classica, di arte tribale ed etnografica, di immaginario gotico o di cartoonism, di linguaggi del suo secolo e di escursioni nel futuro con l’impiego del computer in alcune sue ultime sperimentazioni.

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L’allestimento è denso di rimandi al contesto da cui l’artista traeva maggiormente la sua ispirazione. Un percorso emozionante che lo eleva a legenda della street art dalle sfumature pop. Un artista poliedrico che ha saputo interpretare il suo tempo in modo del tutto innovativo creando forme d’arte assolutamente originali e fuori dagli schemi.

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Keith Haring, Untitled (Andy Mouse), 1985.

uber, trasporti e droni

Taxi, Uber e droni: qual è il futuro della mobilità?

Nelle scorse settimane la città di Roma ha vissuto momenti di alta tensione, terminati poi al tavolo del Ministero dei Trasporti a seguito della protesta dei tassisti contro Uber e in generale contro gli NCC “irregolari”.

Con l’avvento delle tecnologie informatiche, che permettono di noleggiare auto per un’ora o di richiedere un autista a un costo variabile legato al flusso di traffico, il settore della mobilità è stato completamente rivoluzionato e questo ha creato diverse tensioni tra le varie categorie che popolano il settore.

droni e mobilità

fonte: Wikipedia

Il futuro sarà di Uber o dei droni?

Mentre in Italia, ma non solo, si parla della concorrenza di Uber ai tassisti, dall’altra parte del mondo – più precisamente in Asia – hanno creato un drone capace di ospitare una persona di circa 100 kg e di portarla a destinazione in modo automatico nel raggio di circa 50 Km, con un’autonomia di 25 minuti.

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EHang 184, questo il nome dell’invenzione cinese, è stato presentato al CES 2016 ed entrerà in servizio a Dubai dal prossimo luglio. Grazie all’ausilio della rete 4G e del GPS, permetterà all’utente di raggiungere l’altezza di 200 metri viaggiando alla velocità massima di 100 km/h in modo automatizzato.

Per il suo costo eccessivo (circa 200.000 dollari) il quadricottero non è un ovviamente alla portata di tutti; tuttavia, soluzioni di questo tipo rivoluzioneranno il settore della mobilità e accenderanno ancor di più il dibattito sulla legislazione a difesa di alcune professioni o categorie non appena i costi di accesso diventeranno più accessibili.

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Foursquare rilascia l’accesso al suo check-in intelligente

Foursquare ha subito una profonda trasformazione da quando nell’ormai lontano 2009 lancio il concetto di “check-in”: dopo l’abbandono dell’app da parte di molti utenti, nel maggio dello scorso anno, l’azienda, per rimettersi in gioco, ha raggiunto un accordo con Uber e ha firmato partnership con alcuni grandi brand come Nike e Starbucks.

Che cosa ha portato  questi brand a fare affidamento sulla tecnologia di localizzazione di Foursquare?

Per cominciare, ci sono più di 10 miliardi di check-in fatti da 50 milioni di utenti mensili di Foursquare, nonostante gli abbandoni di cui parlavamo sopra. Ma la vera “superpotenza” che la società di Dennis Crowley, CEO e fondatore dell’app, può offrire la scopriamo oggi con il lancio a terze parti di PilgrimSDK, il software che sta alla base del check-in intelligente di Foursquare.

 

Mentre il GPS tradizionale può vedere quando un telefono entra in un centro commerciale, la tecnologia Pilgrim di Foursquare è in grado di capire se il telefono si trova al secondo piano di questo centro commerciale e all’interno di un negozio.

“Viviamo oggi in un mondo in cui le persone stanno costruendo le cose in base alle coordinate offerte dal GPS,” ha commentato Crowley  a  Business Insider nel corso di una recente intervista su Pilgrim.

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Pilgrim si integra inoltre con i software di marketing automation come Urban Airship, Appboy, Localytics, mParticle e altri.

Utilizzando i dati provenienti da più di 1o miliardi di check-in effettuati in questi otto anni, Pilgrim ha permesso a Foursquare di comprendere informazioni importanti soprattutto riguardo le notifiche push: così, ad esempio, in futuro, un utente uscendo dalla hall di un albergo in una nuova città potrà ricevere una notifica dall’app dell’hotel che gli fornisce suggerimenti dei luoghi nelle vicinanze che potrebbero piacergli, come ad esempio lo studio di yoga più vicino (se è un praticante di questa disciplina) o un birrificio della zona (se è un amante della birra).

“Negli ultimi anni abbiamo sviluppato e perfezionato la tecnologia Pellegrino, e sappiamo in prima persona quanto sia potente; è il fondamento su cui siamo stati in grado di costruire il successo delle nostre applicazioni di consumo e le nostre soluzioni enterprise e dei media. Ora siamo entusiasti di condividere la magia di Foursquare all’esterno attraverso Pilgrim SDK “, ha dichiarato il presidente di Foursquare, Steven Rosenblatt. “C’è un intero mondo di milioni di applicazioni che potrebbero essere al servizio dei loro utenti con contenuti contestualmente più rilevanti, e siamo entusiasti se utilizzeranno Pilgrim SDK per essere in grado di raggiungere i propri utenti con il messaggio giusto al momento giusto e nel posto giusto “.

 

Rapporto Nielsen 2016: ecco l’andamento del mercato pubblicitario italiano

Il 2016 si conclude con un +3% per il mercato pubblicitario e si conferma l’andamento positivo per il terzo trimestre consecutivo. L’autunno si è confermato positivo, in linea con le tendenze dei mesi precedenti; il mese di dicembre si chiude con un +1,2%, non deludendo le previsioni di crescita. Se aggiungessimo a queste stime quella parte del web che al momento non è ancora monitorata, soprattutto search e social, il mese di dicembre si chiuderebbe con +3%.

Scopriamo insieme i trend e i numeri secondo il rapporto d’indagine di Nielsen.

L’andamento dei mezzi

8.221 milioni di euro è la cifra d’investimento totale per il 2016 e l’andamento complessivo segnala un maggior investimento medio per tutti i mezzi:  tv, stampa, internet, radio, direct mail e altri mezzi.

A seconda dei singoli mezzi, le percentuali variano molto:

  • TV cresce del 4% nel singolo mese di dicembre e chiude l’anno con un +5,4%
  • La stampa purtroppo resta negativa: nel mese delle feste quotidiani e periodici non sono stati i mezzi preferite su cui investire, scendendo rispettivamente del -8,4% e 9,3% per un calo complessivo nel 2016 del 6,7% e del 4%
  • Big up! Per la radio che nel mese di dicembre sale del 15% e conclude l’anno con un +2,3%

 

Andamento dei mezzi del mercato pubblicitario

Il mercato pubblicitario digitale

Al settore del digital advertising è riservato un investimento di ben  2.279 milioni di euro, con una fetta del mercato del 27%. Le tipologie in cui il mercato è suddiviso sono video, social, search, classified (inserzioni) e display.

In generale il mercato segna una crescita dell’8%, grazie soprattutto a social, search e video, ma calano gli investimenti per le categorie classified e display.

Quote del mercato pubblicitario italiano

Quali sono i settori in cui si investe di più?

Alimentari, automobili, distribuzione, telecomunicazioni, farmaceutici/sanitari, bevande/alcoolici, abbigliamento, media/editoria, cura della persona e articoli per l’igiene personale. Se il 2016 è anno segnato dalla crescita di un investimento medio per tutti i mezzi, in confronto al 2015 il mercato è stato spinto da un numero inferiore di aziende.

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Settori del mercato pubblicitario italiano

Una bella notizia anche per i settori automobilistico e telecomunicazioni, in passato cuori pulsanti del mercato,: dopo tre trimestri in negativo, fanno scorgere dei segnali di ripresa attestandosi rispettivamente +11,6% e 4,8%.

Per quanto riguarda invece i settori merceologici al dettaglio, le già citate sopra telecomunicazioni, la distribuzione (+11,2%) e i farmaceutici/sanitari (+7,7%), in negativo invece finanza (-14% e abbigliamento (-5,9%).Tra gli altri che contribuiscono alla crescita, si segnalano le buone performance anche da industria/edilizia (+38,4%), tempo libero (+16,9%) e abitazione (+6,3%).

Il settore del food è in testa con una quota del 69,4%, con una crescita di più di 7 milioni di euro rispetto al 2015.

In conclusione i segnali del mercato sono positivi e il 2017 inizia sotto dei buoni auspici, mentre le previsioni promettono un anno di consolidamento del settore.

Brand Experience e User Experience: due linguaggi diversi, un unico consumatore

“Quando c’è equilibrio tra funzionalità ed emozioni, l’una amplifica l’altra determinando il tuo successo”.

Appassionati del mondo digital e professionisti del settore, quante volte ti è capitato di dover analizzare singolarmente, Brand Experience e User Experience? Quante volte ti sei chiesto se l’una possa prescindere dall’altra?

Molto spesso accade che brand e UX non siano integrate tra loro, ma che viaggino su due binari totalmente differenti, con un approccio non del tutto corretto.

Pensa ad esempio ad una campagna emozionale, nuova e coinvolgente. Bene, ora proviamo ad inserirla all’interno di un eCommerce in cui il contenuto sviluppato dal brand non è in linea con il layout, l’esperienza è confusa, in consumatore non vede riflesso il messaggio di innovazione anche all’interno delle listing page.

Ora immagina una piattaforma completa, smart nell’utilizzo, facile da comprendere, in poche parole 100% user friendly: quale sarebbe la reazione di un consumatore se si trovasse davanti invece degli asset brand distonici, poveri e che non parlano lo stesso linguaggio del contenitore?

In entrambi gli esempi appare chiaro come non siano due diverse tipologie di esperienza, ma due facce della stessa medaglia.

Analizziamo insieme un’ipotetico customer journey all’interno del sito e il modo in cui User e Brand Experience possano aiutare la piattaforma a raggiungere il successo.

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Homepage

Brand Experience e User Experience: due linguaggi diversi, un unico consumatore

Brand Experience

La homepage è la prima vetrina del brand online. Diventa dunque fondamentale che vi sia contenuto un messaggio chiaro, indirizzato al target a cui puntiamo e quali sono le emozioni che vorremmo esprimere.

In questo caso il brand dovrà fornire i propri contenuti, tenendo sempre in considerazione come il consumatore interagirà con essi e come verranno percepiti all’interno del contenitore online (il sito web).

Non dimenticare mai che un’advertising offline è molto differente da un contenuto digitale online: sarebbe dunque opportuno investire su asset che parlino lo stesso linguaggio del canale online, in cui il prodotto sia chiaro, visibile, interattivo ed emozionale.

User Experience

In questo caso la homepage è, molto spesso, il punto di partenza del viaggio di acquisto del consumatore. In questa fase è fondamentale essere chiari ed avere bene a mente il percorso da far seguire per ottenere la conversione.

Poche call-to-action, chiare e concise contribuiscono a far affermare: “sì, è quello che sto cercando”.

Listing Page

Brand Experience e User Experience: due linguaggi diversi, un unico consumatore

Brand Experience

Non è corretto pensare che la parte più commerciale di un eCommerce non sia comunque toccata dal brand. Sebbene infatti l’obiettivo delle product listing page sia quello di far scoprire la gamma di prodotti disponibili, in questo caso il marketing avrà la possibilità di continuare a comunicare il messaggio, introdotto in precedenza, rafforzandolo con nuovi contenuti per tenere viva l’attenzione del consumatore.

User Experience

L’interattività è oggi una delle armi più importanti per migliorare la funzionalità e, dunque la percezione, del nostro potenziale consumatore.

Si può sia intraprendere la strada della semplicità, pensando a layout chiari puliti che garantiscano una semplice interazione, oppure strutturare esperienze più complesse attraverso video e gif. Un consumatore attivo sul nostro sito è un potenziale acquirente coinvolto, che interagisce e si sente il reale protagonista di un’esperienza.

Non dimenticare la SEO: ad oggi infatti Google indicizza in modo migliore siti con una usabilità all’avanguardia.

Product Page

Brand Experience e User Experience: due linguaggi diversi, un unico consumatore

Brand Experience

Il ruolo del marketing diventa chiave in questa fase per invogliare l’acquisto. Gli strumenti sono diversi e dipendono dalle tendenze e dai comportamenti del nostro target.

Ad esempio, per un consumatore più giovane, sarebbe un’opportunità mostrargli diversi contenuti pubblicati dagli influencer del momento per passare un messaggio di coolness.

Per un consumatore più maturo, diventa invece indispensabile dare un’idea di look e su come indossare in modo casual un determinato capo, oppure puntare sulle funzionalità e su quali benefit trarrà dall’acquisto del prodotto.

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User Experience

Nel caso della product page sono diversi e numerosi gli interventi attuabili. Il primo, più evidente, è disegnare una pagina prodotto che sia emozionante ma anche funzionale, fornendo in modo chiaro e facilmente reperibile le informazioni di cui un consumatore ha bisogno.

Inoltre ciò che fa la differenza, al giorno d’oggi, è la qualità del servizio; non è sufficiente comprare online ma anche l’esperienza fornita dalla conferma dell’ordine al suo arrivo, passando per il packaging, sono elementi piccoli ma determinanti per il consumatore.

Fondamentale dunque far coesistere questi due aspetti e… misurare, misurare e misurare! Perché solo così potrai crescere, testare e trovare nuove soluzioni vincenti.

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Un promettente debutto in borsa per Snap

È iniziato ieri lo scambio di azioni con simbolo SNAP al New York Stock Exchange. Lo scambio ha aperto ad un prezzo di 24 dollari per azione, ben il 40% in più rispetto al prezzo IPO di 17 dollari, annunciato solo ieri.

Nei primi trenta minuti di trading, sono state 100 milioni le azioni scambiate, divenendo così le azioni più attive del NYSE. In chiusura, il prezzo ha registrato il +47%, aggirandosi attorno ai 25 dollari per azione.

Snap

Il boom nonostante le perdite

Snapchat ha lanciato la sua app di messaggistica “a scomparsa” nel 2011 e in cinque anni ha gradualmente ampliato le sue funzionalità, aggiungendo effetti fotografici altamente tecnologici, storie temporanee e recentemente introducendo un prodotto hardware: gli Spectacles, trasformandosi da Snapchat in Snap Inc.

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Ciononostante, il core business rimane l’app di messaggistica, che tuttavia possiede un’audience molto inferiore rispetto a quelle dei rivali. Si tratta di 158 milioni di utenti giornalieri che appaiono veramente pochi in confronto a 1,23 miliardi di utenti giornalieri di Facebook.

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La crescita degli utilizzatori dell’app ha notevolmente rallentato, sopratutto dopo l’introduzione lo scorso anno delle Instagram Stories che imitano una delle feature più apprezzate di Snapchat, recentemente replicata anche su Facebook e Whatsapp.

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Evidentemente però, quella di Snap è stata la più consistente Ipo da quella di Alibaba del 2014, nonostante il freno posto dalle ingenti perdite registrate nell’ultimo anno: la società ha subito perdite per 515 milioni di dollari nel 2016 e 373 milioni nell’anno precedente.

Snap: cosa attendersi

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Gli investitori guardano molto attentamente al numero di utenti e a come sarà possibile guadagnare da ognuno di essi. Per questo, è molto probabile che la pressione per generare profitto aumenterà nei prossimi mesi e probabilmente si manifesterà in un maggiore interesse verso nuovi formati Ad, diversi da quelli al momento proposti per incrementare gli ingressi pubblicitari.

L’ultima campagna di Zara ha fatto infuriare molte persone sui social

La campagna pubblicitaria del debutto della linea “curvy” di Zara può essere tranquillamente definita un fallimento. Quali erano gli obiettivi del brand? Se tra questi c’era creare scompiglio e indignazione tra la propria audience, allora ci sono riusciti.

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L’headline dell’annuncio stampa recita “Love Your Curves”, un invito alle donne ad amarsi ed essere fiere delle proprie curve. Il problema però è nel visual: le modelle scelte sono infatti evidentemente tutto fuorché delle curvy.

L’annuncio non è piaciuto agli utenti dei social che hanno aspramente criticato la scelta delle modelle. Qualche anno fa in Italia esplose un caso simile per il brand Patrizia Pepe (leggi l’approfondimento qui).

Tra i tweet più seguiti troviamo quello di Muireann O’Connell, conduttrice radiofonica irlandese, che ha postato la foto della nuova campagna con un commento molto forte. Ad oggi il post ha totalizzato oltre 25,000 mi piace e 13,000 retweet.

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La stessa Muireann ha poi affermato che il problema non sono le modelle, la loro taglia o il fatto che siano chiaramente magre, ma i marketer che hanno lavorato a questa creatività.

In effetti come darle torto?Il “purché se ne parli“come vi abbiamo precedentemente detto non è la strada giusta per mantenere la propria brand reputation.

Altri tweet hanno ripreso il caso in maniera più o meno ironica.

 

Week in Social: dagli strumenti di Facebook contro i suicidi ai droni di Snapchat

Se siete arrivati fino qui è perché siete sopravvissuti alle Stories di Whatsapp e gli album di Instagram. Bene, mettetevi comodi perché non avete ancora visto nulla. Sempre più evidente la spinta di Facebook al sociale mentre Snapchat vola in Borsa e Twitter silenzia gli account anonimi. È venerdì, è Week in Social, la rubrica Ninja per rimanere sempre aggiornati su tutte le novità social della settimana appena trascorsa. Ma andiamo con ordine.

Facebook in campo per la prevenzione dei suicidi social

Impensabile fino a qualche anno fa, annunciato diverse volte ma mai veramente messo a punto in modo definitivo. Bene, ora la notizia è ufficiale. Facebook mette in campo uno strumento per prevenire e riconoscere fenomeni di suicidio e istigazione al suicidio sulla piattaforma social. Come lo fa? Sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale. Il nuovo sistema per aiutare le persone che dicono di volersi fare del male in streaming su Facebook Live è stato annunciato da Mark Zuckerberg in persona, in un post sul blog ufficiale di Facebook.

Facebook suicide

Vi state chiedendo come funziona? Presto detto. A quanto pare l’intelligenza artificiale verrà sfruttata per individuare schemi specifici e ricorrenti di comportamento sulla piattaforma che possano indicare l’intenzione di suicidarsi, consentendo dunque d’intervenire per tempo. Come? Contattando direttamente il soggetto in pericolo durante una diretta live per esempio. Ma non è tutto.

Alla persona in difficoltà verranno mostrati in maniera molto più evidente dei tasti per chiedere aiuto e la diretta live del video non verrà bloccata ma prolungata per consentire ad amici e familiari di poter essere raggiunti e poter nel caso intervenire tempestivamente.

Se quello del sistema “anti suicidio” sembra aver catturato maggiormente l’interesse di tutti, Facebook continua nel frattempo ad apportare continue modifiche alla piattaforma. Approda anche in Italia la funzione per gli effetti della fotocamera: le cornici potranno essere utilizzate su qualsiasi foto o video creato e condiviso dagli utenti attraverso la fotocamera del social network e le persone vicino al luogo di interesse vedranno queste cornici apparire nella loro fotocamera Facebook.

LEGGI ANCHE: Quanto vale veramente un “like”?

Facebook Reactions

Ma per non farci mancare niente, modifiche in atto anche al newsfeed. Prestate bene attenzione alle vostre reazioni ai post dei vostri amici su Facebook. A quanto pare infatti le alternative al pollice del Like avranno la priorità nel newsfeed di Facebook: l’azienda valuterà le reaction come indicatori più forti di ciò che la gente vuole veramente leggere o guardare, e di conseguenza anche il vostro newsfeed potrebbe mutare in base a questo tipo di preferenze.

Twitter e la censura degli account anonimi

Non solo la segnalazione dei tweet offensivi, il blocco di nuovi account molesti e la cancellazione di cinguettii abusivi o di bassa qualità, Twitter punta tutto sulla sicurezza e il benessere dei propri utenti. Come? Con la possibilità di silenziare gli account “ovetto”, quelli cioè sprovvisti di foto, spesso riconducibili ai bot. Sarà potenziata inoltre la funzione “mute”, che potrà essere usata dalla propria timeline, decidendo per quanto tempo lasciarla attiva.

Twitter cancella gli account anonimiYouTube si lancia nella tv social

Sapevamo che prima o poi sarebbe successo. YouTube si lancia nel vuoto e scommette tutto sulla tv. Mentre viene raggiunto il traguardo di 1 miliardo di ore di video viste orni giorno sulla piattaforma nel mondo, negli Stati Uniti viene lanciato il servizio YouTubeTV, un servizio live e on demand a 35 dollari. Gli abbonati avranno accesso a 40 canali, fra i quali USA, FX, Freeform, ESPN, Fox Sports e NBC Sports. Il servizio YouTubeTv si appoggerà ovviamente su internet invece che sul cavo o sul satellite, e sarà accessibile da ogni dispositivo.

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Snapchat tra droni e Wall Street

Spectacles, gli occhiali da sole lanciati da Snapchat che integrano una videocamera con cui girare video di 10 secondi da condividere sul social network sarebbero già un must have del passato. Ebbene si, Snap, la società cui fa capo l’applicazione Snapchat, starebbe lavorando allo sviluppo di un drone che potrebbe essere usato per scattare foto e girare video. In attesa di sviluppi Snapchat debutta in Borsa con un valore di 22,2 miliardi di dollari.

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Per questa settimana dal mondo social è tutto. L’appuntamento con Week in Social torna il prossimo venerdì!

Lead Generation: come raggiungere potenziali clienti su Twitter

La vostra azienda ha bisogno di raggiungere più utenti potenzialmente interessati al vostro business? Bene, è molto probabile che su Twitter già esistano persone che cercano il vostro prodotto. Ma come si possono scovare questi potenziali clienti?

Esistono diversi strumenti per pianificare e mettere in atto una strategia che vi permetta di allargare il vostro target.

Generare Lead con la ricerca avanzata di Twitter

La ricerca avanzata di Twitter vi permette di cercare commenti pertinenti in modo da poter entrare nella conversazione, intercettare l’utente e convertirlo in potenziale cliente. Pensate a tutte le opinioni e le diverse domande che il vostro pubblico può porsi e mettete in atto una ricerca avanzata su di loro costantemente in modo da poterli individuare.

Tutti i campi contenuti nella sezione ricerca per parole vi consentiranno diverse opzioni, come inserire solo alcune parole, parole specifiche, fare una ricerca per hashtag o inserire una frase esatta. In quest’ultimo caso la ricerca andrà a cercare tutti i tweet che contengono ciò che state cercando nell’esatto ordine che avete specificato.

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Una volta che avete trovato i tweet pertinenti non vi resta che interagire con i “twitteri”! Non limitatevi a mettere like o a retwittare, se volete essere davvero efficaci il modo migliore  di iniziare una conversazione è rispondendo direttamente al tweet.

IFTTT: La piattaforma che lavora per voi

Non avete troppo tempo per fare la ricerca dei tweet pertinenti? Bene, esiste una piattaforma che vi permetterà di risparmiare tempo automatizzando le vostre ricerche.
IFTTT è l’acronimo di “If This Then That”, ossia “Se (accade) questo, allora (fai) Quello”. Questa piattaforma vi permette di creare delle semplici sequenze di comandi, chiamate “recipe”, attivate da altri servizi web come Gmail, Facebook, Instagram e Pinterest.
Con questo servizio potrete ad esempio impostare una notifica di mail ogni volta che viene scritto un tweet contenente un particolare hashtag o delle parole chiave.

Per attivare il servizio  procedete a creare un account IFTTT e cliccare su ‘My Applet’ in cima alla pagina. Poi andate sul tasto ‘New Applet’ e da qui cliccate sulla scritta ‘this’ per installare l’azione che avvia l’automazione.

 

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Da qui vi si aprirà una nuova pagina dove potrete selezionare il servizio che intende utilizzare, in questo caso Twitter. Cliccate su ‘New Tweet from search’ e procedete scrivendo nella casella di testo ciò che state cercando (per esempio “social media manager su Roma”).

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Ora cliccate su ‘that’ per installare il risultato della vostra ricerca. Non vi resterà poi scegliere la casella della email tra i servizi e cliccare su ‘inviami una email’.

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Se volete ricevere una notifica ogni volta che viene trovato un tweet contenente le vostre parole chiave o frasi che avete inserito nella ricerca, spuntate la casella e il servizio sarà attivato.

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Attirare i clienti con gli annunci di Twitter

Potete usare gli annunci di Twitter per generare traffico sulla vostra landing page. Cercate di promuovere un’offerta che sia intrigante e in grado di attirare potenziali clienti.
Ma come si crea una campagna su Twitter?
In primo luogo, installate il vostro account con gli annunci di Twitter. Nella sezione laterale cliccate su ‘click verso il sito web o conversioni’ e poi su “crea campagna”.

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Pe impostare la campagna, iniziate col decidere il nome e il periodo in cui farla partire. Potete poi specificare se espandere la copertura dell’annuncio non solo su Twitter ma sulla Twitter Audience Platform.

Passate alla selezione del pubblico a cui rivolgervi specificando età, genere, paese; per essere ancora più efficaci potete poi affinare la ricerca indicando le parole chiave o gli interessi.

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Impostate il budget. Qui vi si presenteranno due opzioni: individuare un importo massimo giornaliero oppure un budget totale per l’intera campagna.

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Infine scrivete i tweet che volete promuovere: è fondamentale che racchiudano in 140 caratteri elementi in grado di indurre il vostro pubblico all’azione.
Per un’ulteriore personalizzazione, potete impostare le Website Card, ossia un formato pubblicitario efficace che consente agli utenti di visualizzare in anteprima un’immagine, un contesto correlato e un chiaro invito all’azione nella propria cronologia.

Inserendo il collegamento al vostro sito web potrete incrementare il traffico, aumentare gli acquisti online e incentivare azioni specifiche.

Non dimenticate poi di includere la “Conversion Tracking” nella vostra campagna, in modo da poter monitorare e misurare le azioni che si verificano al di fuori di Twitter, quali iscrizioni o acquisti.

Bene, ora la vostra campagna è pronta per essere lanciata!

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“Show, don’t tell” con i live video

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Ora che Periscope è integrata nella versione mobile di Twitter, la diretta è diventata più semplice ed efficace. Potrete dunque cogliere l’opportunità di utilizzare i live video per mostrare al pubblico la vostra offerta, anziché raccontargliela. Come si suol dire: “Show, don’t tell!”

In cosa consiste il vostro prodotto? Come va utilizzato? Mostrate tutto ciò che contribuisce a creare la fiducia del pubblico nei confronti della vostra offerta.

Sfruttate questo strumento per farvi conoscere e costruire relazioni.

E voi avete mai sperimentato uno di questi strumenti  per il vostro business? Raccontatecelo sulla pagina Facebook o sul gruppo Linkedin!

White in the city: Milano si tinge di bianco per il Fuorisalone 2017

In vista della 56 edizione del Salone del Mobile ancora una volta Milano apre alle porte al Fuorisalone e si prepara ad accogliere il popolo del design, in arrivo da tutto in mondo per scoprire le ultime novità del settore.

Nato da un’idea di Claudio Balestri, presidente di Oikos e del celebre designer Giulio Cappellini, White in the city è un itinerario che racconterà attraverso installazione e progetti le tante sfumature e sfaccettature del bianco, coinvolgendo alcuni dei luoghi più belli di Milano.

Cinque location d’eccezione – l’Accademia delle Belle Arti di Brera, la Pinacoteca di Brera, Palazzo Cusani, l’ex chiesa di San Carpoforo e Class Editori Space – diventeranno il palcoscenico che accoglierà le installazioni architettoniche di giovani designer e grandi firme dell’architettura internazionale tra cui Giulio Cappellini, direttore artistico di White in the city, Stefano Boeri, David Chipperfield, Daniel Liberskind, Aires Mateus Associando, Marco Piva, Patricia Urquiola, Studio Zaha Hadid, Jasper Morrison e molti altri.

Ecco in breve quali sono gli appuntamenti di questo circuito da non perdere durante la Design Week:

1. White Architecture – Pinacoteca di Brera

Il bianco, colore da sempre dominante dell’architettura, viene raccontato attraverso installazioni architettoniche di grandi nomi del design internazionale nel cortile d’onore della Pinacoteca di Brera. Textures e materiali diversi permetteranno di creare un gioco di chiari/scuri in bilico tra il materiale e l’immateriale, con sofisticate suggestioni ottenute con le più moderne tecnologie.

White in the city: Milano si tinge di bianco per il Fuorisalone 2017

2. White Luxury – Sala della Passione

La Sala della Passione di Brera si veste di bianco con l’installazione di Marco Piva che espone in maniera scenografica il tema del lusso in rapporto con il colore bianco nelle sue infinite declinazioni. Arredi e complementi, accessori di moda, prodotti per la “mise en place”, porcellane e ceramiche per creare un’emozione, un’esperienza immersiva nel lusso delle proposte selezionate dallo studio di progettazione che ha progettato anche l’Hotel Excelsior Gallia Milano.

3. White Beyond Blank – Accademia di Brera

White in the city collabora con l’Accademia di Belle Arti di Brera per realizzare un’esposizione nei corridoi tra i Gessi del Canova e le volte dell’ex collegio dei Gesuiti. Questo percorso di ricerca coinvolgerà gli studenti dell’istituto attraverso la creazione di prototipi di opere che illustrano una visione del “futuro bianco”, simbolo materiale e immateriale del ben-essere.

 White in the city: Milano si tinge di bianco per il Fuorisalone 2017

4. White Ben-Essere – ex chiesa di San Carpoforo

Il bianco sarà rappresentato in questa location con una spettacolare installazione, una grande parete che con tasselli di diverse dimensioni racconterà in un gioco di trame e sfumature l’enorme offerta di bianco Oikos. Non un semplice display, ma una vera e propria opera d’arte, un ben-essere per il nostro ambiente.

5. White on White – Palazzo Cusani

Importanti architetti e designer progetteranno installazioni per esprimere la loro interpretazione del bianco su bianco, inteso come essenzialità, idealizzazione e esplorazione dei volumi attraverso le ombre. Lo spazio attraverso un percorso che partirà dal piano terra fino a raggiungere il piano nobile permetterà al visitatore di attraversare un racconto interpretato dai diversi architetti in ambienti del vivere quotidiano – living, bagno, cucina, office oppure outdoor – con oggetti proposti dalle azione  e selezionati dagli architetti.

6. White Icons – Palazzo Cusani

Allestita al piano nobile e curata da Giulio Cappellini, White Icons è una mostra che vuole raccontare con un allestimento semplice ma suggestivo prodotti e materiali che sono diventati punti di riferimento e che si sono caratterizzati per l’uso del colore bianco.

White in the city: Milano si tinge di bianco per il Fuorisalone 2017

7. White Young Innovative – Class Editori Space

Un’insolito giardino ed un lift nel cuore di Milano diventano la cornice all’interno della quale giovani designer e progettisti affermati presenteranno oggetti bianchi e innovativi per il benessere degli ambienti. Non solo una mostra ma un luogo di incontro e dialogo dove designer e aziende possono interagire e scambiare idee.