Chissà dove cercano i ricchi, i miliardari, i famosi, la loro anima gemella? A quanto pare, su Tinder, proprio come ogni comune mortale!
È TechCrunch a rivelare, grazie ad una fonte anonima, l’esistenza di un Tinder segreto, una parte dell’app accessibile a pochi e che si chiama Tinder Select. Tinder Select è accessibile solo ad una vera e propria élite: eggià, i criteri di selezione sembrano soprattutto di tipo economico e dunque sono ben accetti imprenditori di alto livello, modelli, attori, celebrità, magnati e così continuando. Insomma, di sicuro il primo appuntamento non sarà al fast food più vicino…
Sembra che sia Tinder stessa a invitare gli utenti interessanti su Select, mentre solo alcuni di loro possono a loro volta invitare altri utenti. L’app sembra sfruttare un algoritmo simile a quello di Tinder Elo Score, che classifica gli utenti in base a migliaia di variabili: una sorta di indice di desiderabilità, che assegna un punteggio a ciascun utente, così da poter mettere in connessione solo soggetti ritenuti affini o associabili. L’algoritmo si alimenta dunque delle interazioni e attività che si effettuano quando si visualizzano le foto degli altri utenti.
Secondo le immagini mostrate da TechCrunch, Tinder Select differisce intanto per il colore di fondo che non è rosso, bensì blu: gli utenti prescelti possono scegliere di entrare ed uscire da Select spostando un cursore in alto. A tutti gli effetti dunque questi utenti si trovano sulla piattaforma generale di Tinder, ma possono rendersi visibili o meno agli altri utenti ed accedere a Select quando vogliono.
Non è la prima volta che sentiamo parlare di app dedicate solo a pochi esclusivi membri: tempo fa avete sentito parlare dell’app Raya che permette l’accesso solo a chi dimostra di avere un lavoro creativo o molti follower su Instagram?
Tinder Select sembra esistere già da circa 6 mesi, dunque il silenzio intorno ad essa non sembra una strategia per creare hype intorno all’app: sembra anzi che la società ci tenga a mantenere l’assoluta esclusività della piattaforma.
Al momento Tinder ha infatti declinato ogni commento a TechCrunch su Select: chissà se prima o poi scopriremo ce qualche coppia vip si è conosciuta proprio attraverso quest’app?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/tinder-segreta.jpg6861300Naokohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNaoko2017-03-10 18:27:132017-03-13 17:10:40Select, il Tinder segreto aperto solo a ricchi e vip
Il faro di Punta Palascìa, il muro di John Lennon a Praga, la ruota panoramica di Vienna…
Ci sono viaggiatori che li ammirano lasciando il cellulare in tasca e altri invece che non resistono alla voglia di immortalare questo momento, seguendo un po’ il motto: pics or it didn’t happen.
I social media hanno cambiato molteplici aspetti della vita quotidiana.
Pensa al modo in cui cerchi idee viaggio: fai ricerche nel web e sui social?
Se la risposta è sì, continua a leggere, ti potrebbe interessare.
Se la risposta è no, continua a leggere perché magari in futuro, ti potrebbe interessare!
“Pics or it didn’t happen”
Ecco come i social influiscono sul Marketing del turismo
La ricerca di informazioni sul Web è cambiata. L’89% dei Millennial prenota le vacanze seguendo suggerimenti postati dai coetanei. Da Instagram a TripAdvisor, trovare immagini o recensioni di un appartamento o albergo non è mai stato così semplice.
Il 97% della generazione Y condivide le proprie foto online, creando una community di peer-to-peer da cui trarre ispirazione. Alcuni tour operator ed albergatori hanno capito l’importanza dello user generated content, che a differenza dalle immagini da catalogo è autentico e originale.
Es ist nicht das, wonach es aussieht!Unsere Gäste haben Agatha Christie's Thriller in einem unserer Zimmer…
3. Le recensioni e i reclami al giorno d’oggi raramente arrivano per posta o per email. Più del 50% degli utenti che contattano un brand su Twitter, si aspettano una risposta. La percentuale sale al 75% quando si tratta di reclami. Per questo motivo l’assistenza clienti di compagnie aeree come American Airlines e JetBlue cerca di rispondere ai vari messaggi in maniera tempestiva.
We definitely care! Please DM the confirmation code and details so we can take a look. https://t.co/xSmyP7Lfyg
4. Le agenzie viaggi hanno digitalizzato i loro servizi per rimanere al passo con i tempi. Ancora oggi il 55% delle prenotazioni dei voli, il 73% dei pacchetti vacanze ed il 77% delle crociere sono effettuate da agenzie.
5. Tramite l’utilizzo degli hashtag, tag e check-in su Facebook è molto semplice seguire gli ospiti e interagire con loro sui social. Così facendo è possibile individuare Influencer o semplicemente trarre spunti da commenti e feedback.
Le novità nel Marketing del Turismo: Facebook City Guides e Google Local Guide
Facebook ha afferrato il potenziale del Marketing del turismo e ha lanciato Facebook City Guides, per ora disponibile solo per utenti iOS.
La nuova funzione raggruppa immagini, eventi, ristoranti e luoghi da visitare in un’unica pagina. Le informazioni riguardanti località ed eventi sono collegate alla propria lista di amici. In questo modo avremo suggerimenti personalizzati e potremo interagire con i nostri amici che hanno già frequentato un locale.
Google Local Guide, invece, passa la parola agli utenti, che completando informazioni sui luoghi di interesse possono accumulare punti, conquistando nuovi livelli di autorità come Local Guide e nuovi vantaggi.
Local Guides è una community internazionale di esploratori che condividono foto, rispondono a domande locali, aggiungono o correggono luoghi e scrivono recensioni su Google Maps. Milioni di persone si affidano a contributi come i tuoi per decidere dove andare e che cosa fare.
Fonte: Google Support
Mentre leggevi ti è venuta voglia di programmare una fuga al mare? Let’s go!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/smartphone-1283012_1920.jpg11511920Marina Nardonhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMarina Nardon2017-03-10 13:00:202017-03-10 16:49:30Social Media e Google per il Marketing del Turismo
È stato annunciato ieri sul forum ufficiale di Facebook, il roll-out di Messenger Day. Il funzionamento di questa nuova feature dell’app Messenger è simile alle Snapchat Stories, permetterà infatti di postare foto e video dal tuo profilo che scompariranno dopo 24 ore.
Una nuova riga in alto all’interno dell’app – iOS e Android – ti mostrerà gli ultimi aggiornamenti dei tuoi amici.
Condividi la tua giornata con i tuoi amici
Per differenziare questa nuova feature con le altre Stories, Facebook ha deciso di invitare gli utenti di Messenger a condividere il proprio “Day”, la propria giornata.
Come iniziare?
Innanzitutto dovrai aggiornare l’app alla sua ultima versione disponibile
Apri Messenger, e clicca sulla fotocamera evidenziata con il sole, attivando la fotocamera a schermo intero. Oppure in alternativa clicca il pulsante “Aggiungi la tua giornata” sopra la tua inbox
Scatta un veloce selfie o cattura una foto o un video su ciò che c’è attorno a te.
Potrai aggiungere effetti cliccando sull’icona della smile in altro a destra per aggiungerli alle tue foto e ai tuoi video. Puoi ovviamente aggiungere anche testo sulle immagini cliccando sull’icona “Aa”.
Una volta che hai la tua foto o il tuo video tocca la freccia nell’angolo in basso a destra. Potrai aggiungerle direttamente alla tua giornata, salvarle sul tuo telefono e/o inviarle ad un contatto specifico. Foto e video saranno visibili per 24 ore.
E voi cosa ne pensate?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/newsroom-cover-fb1.jpg7681024Massimo Sommellahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMassimo Sommella2017-03-10 12:50:102017-03-10 16:50:45Facebook lancia Messenger Day: ora le Stories sono davvero ovunque
Come fareste senza di loro ad essere in contatto con i compagni delle elementari ed augurare buon compleanno al cugino di terzo grado? Oppure come fareste a sapere dove sono e cosa fanno tutti i vostri amici?
In realtà l’effetto provocato dal loro utilizzo eccessivo è proprio l’esatto contrario: ci isoliamo ogni volta che passiamo del tempo sui social media, piuttosto che uscire e goderci la compagnia degli amici.
Parliamo di social media perché sono sicuramente i siti più utilizzati, ma in generale trascorrere troppo tempo online ha gli stessi risultati negativi.
Anche qui avevamo già detto quanto sia facile diventare dipendenti dallo smartphone e da internet.
Adesso abbiamo approfondito l’argomento riportando uno studio effettuato dal Professor Brian Primack dell’Università di Medicina di Pittsburgs su 1.787 adulti tra i 19 e i 32 anni: ne è risultato che chi utilizza i social media per più di due ore al giorno raddoppia la possibilità di soffrire di isolamento sociale e solitudine.
Ma spieghiamo più nel dettaglio su cosa sia basata questa ricerca: ad ogni persona è stato chiesto di definire il proprio livello di isolamento utilizzando la tecnica del Promis (Patient-Reported Outcomes Measurement Information System). Ne è risultata una connessione tra l’isolamento provato dai soggetti e l’utilizzo dei social media, pur avendo eliminando i vari fattori sociali e demografici che potevano influenzarne il risultato.
Il Professor Primark afferma che siamo “creature sociali“, ma è la società e lo stile di vita moderno che tende a farci isolare.
Quindi il dubbio è che non sia stato l’uso dei nuovi mezzi di comunicazione a provocare l’isolamento, ma sono le persone che si sentono più isolate ad avere la necessità di utilizzare i social media per uscirne. In ogni caso, il Professor Primack afferma che né i social media né il trascorrere troppo tempo online riescano ad aiutare i soggetti che soffrono di questo isolamento.
Siamo davvero arrivati al punto indicato da Einstein?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/People-on-phones-with-soc.jpg6711291Antonietta Pennacchiohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAntonietta Pennacchio2017-03-10 12:00:432017-03-10 16:41:50L'utilizzo di internet che provoca l'isolamento
Si, avete letto bene, stampare un video dal proprio telefono è possibile, ma come? Grazie alla Realtà Aumentata e a un supporto fisico è una cosa da pochi minuti e alla portata di tutti. Questo perché nell’ultimo anno la Realtà Aumentata ha avuto un grande sviluppo, facendo si che il suo utilizzo fosse al servizio di tutti e non di pochi eletti.
Realtà aumentata e entertainment
Prima di illustravi in concreto come è possibile fare tutto questo, analizziamo brevemente il contesto della realtà aumentata e il suo sviluppo nell’ultimo anno. Di realtà aumentata ultimamente si è parlato molto: numerosi sono i settori nella quale la si può applicare, dal settore medico all’automotive o al commerciale. Grande è stata la sua crescita a tal punto che il suo utilizzo ha conquistato sempre più utenti.
A conferma di ciò, anche, il numero di investitori che hanno deciso di supportare questa tecnologia: rispetto lo scorso anno gli investitori sono cresciuti del 300%, un dato impressionante considerando che il settore di riferimento è ancora agli esordi.
Nel settore entertainment l’esempio più famoso è quello di Pokémon Go con il successo, senza paragoni, che tutti conosciamo. In questo campo gli sbocchi sono molteplici, in quanto l’AR unisce le dinamiche digitali a quelle fisiche permettendo in modo semplice di catturare la curiosità degli utenti che non hanno bisogno di supporti specifici e tecnici per poterne usufruire.
LifePrint per stampare video
Grazie alla LifePrint, una stampante con Realtà Aumentata integrata e tramite l’applicazione dedicata è possibile stampare i propri video in pochi passi. La LifePrint è una stampante tascabile che si avvale di una tecnologia chiamata Hyperphotoche permette di far prendere vita alle proprio foto.
Funziona in questo modo: nel proprio iPhone si scarica l’app dedicata “LifePrint” si sceglie la foto o il video desiderato e la si stampa in un formato adesivo. La stampante, inoltre, non ha bisogno di inchiostro in quanto viene usata la pellicola ZINK (a basso impatto ambientale).
Nel caso in cui vogliate stampare un video dovrete selezionarlo decidendo il frame che apparirà come cover e basterà inquadrare la stampa con l’app dedicata e la foto comincerà ad animarsi. Quindi, stampare Live Photos da Snapchat, Instagram, Facebook, GoPro ecc è davvero facile e veloce. In realtà tramite l’applicazione si può fare molto di più, c’è un social network dedicato nel quale si possono condividere foto e video con i propri amici creando un contesto che integra perfettamente online e offline in 3 semplici passaggi:
1. Snap
2. Share
3. Print e Watch
È quindi subito intuibile come questa piccola stampante sfruttando la Realtà Aumentata possa animare i propri video in modo semplice e fruibile a tutti, facendo emergere come il mondo digital e quello offline siano sempre più vicini e interconnessi tra di loro.
Voi siete pronti a far prendere vita alle vostre foto?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/lifeprint-stampante-iphone.jpg8001200Silvia Senesehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngSilvia Senese2017-03-10 11:47:272017-03-13 18:00:19LifePrint, la stampante per iPhone che usa la realtà aumentata
Avete finalmente deciso di fare il grande passo con la vostra attività o siete presenti già da tempo nel meraviglioso mondo dei social network e state cercando un modo per rendere ufficiale e verificata la vostra presenza nel mare magnum di Facebook e non sapete come fare?
Tranquilli, grazie alla nostra ninja-guida, scoprirete in pochi e semplici passi come ottenere il badge di verifica (la fantomatica spunta grigia, per intenderci) per la pagina Facebook della vostra attività locale!
Verificare la propria pagina: quali sono i benefici?
Mentre la ormai celebre “spunta blu” sta ad indicare l’autenticità di un profilo di un Personaggio Pubblico o di un Brand Internazionale, la “spunta grigia” serve a confermare l’autenticità di luoghi e/oaziende specifici presenti in un luogo fisico.
Come potete notare, le pagine delle filiali locali o dei franchise di alcune multinazionali (in questo caso Starbucks) hanno la spunta grigia, a differenza alle pagine ufficiali nazionali dell’azienda in questione che presentano la spunta blu alla fine del nome.
Il vantaggio principale di ottenere il badge di verifica, è rappresentato dal dare una solida legittimazione alla pagina ufficiale della vostra azienda. Quindi, nel caso qualche malintenzionato provi a creare una copia della vostra Pagina, la mancanza del badge di verifica è sicuramente un primo segnale della genuinità della stessa. Ma oltre al discorso della legittimazione, verificare la Pagina significa anche:
Aumentare la credibilità della pagina del vostro business.
Gli utenti avranno la certezza di ricevere le informazioni riguardanti la vostra attività da un canale ufficiale e non da terzi.
Dare la certezza agli utenti di essersi rivolti nel posto giusto e nel canale giusto e quindi aumentare la credibilità del vostro Customer Service
La vostra pagina risulterà automaticamente tra i primi risultati nelle ricerche.
Ed ecco il badge di verifica grigio sulla Pagina di Ninja Academy
Verificare la propria pagina: step by step
Ma come si richiede nel concreto la verifica? Per primo, andate sulla vostra pagina e cliccate su Impostazioni – Generali e cercate la voce Verifica Pagina (n.b. la tipologia della vostra Pagina deve rientrare tra quelle delle imprese locali, potete modificarla andate nella tab Informazioni).
Una volta cliccato su Verifica della Pagina, vi troverete davanti questo risultato:
Continuate la procedura cliccando su Verifica questa Pagina, e vi uscirà questa schermata:
Cliccate su Inizia e seguite la procedura. Successivamente avrete a disposizioni due opzioni per verificare la pagina la prima è tramite numero telefonico: inserite il numero di telefono della vostra azienda e Facebook vi chiamerà indicandovi un codice di verifica da inserire nella finestra successiva.
Il secondo metodo è tramite la scansione di un documento intestato alla vostra azienda come indicato nel riquadro:
Una volta fatto tutto, se Facebook riterrà soddisfatte tutte le condizioni necessarie per la verifica della vostra Pagina, apparirà la spunta grigia al fianco del nome sulla home, ad esempio:
La spunta grigia darà sicuramente un tocco di professionalità alla pagina, ma è importante specificare che però non apparirà al fianco del nome in un commento, come accade per i profili verificati da spunta blu, per intenderci.
Semplice vero? Quindi se siete proprietari di un’impresa locale, non lasciatevi scappare questa ghiotta occasione di potenziare ancora di più l’influenza e l’importanza della vostra Pagina, grazie a questa guida potete fare tutto, da soli, in pochi minuti.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/Schermata-2017-03-10-alle-01.04.32.png6061236Francesco Pannullohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFrancesco Pannullo2017-03-10 10:30:582017-03-10 16:49:12Come verificare una pagina Facebook per un'impresa locale
Il Digital Marketing Manager è responsabile della progettazione e del lancio di campagne marketing che promuovono business, progetti ed aziende sul web.
Ma sei proprio sicuro di conoscere tutti gli aspetti di questa professione e di saper sfruttare al meglio tutte le potenzialità del web?
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Tieniti sempre aggiornato sui nostri corsi in programma!
Il team di Ninja Academy è sempre a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02/400.42.554 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Knowledge for Change!
BE NINJA.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/02/analytics.jpg7651280Anna Tartagliahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAnna Tartaglia2017-03-10 10:30:522017-03-10 16:48:57Il consumo nell'era digitale. Iscriviti alla Free Masterclass per #DigitalNinja
Venerdì, tempo di programmare il vostro weekend ma soprattutto tempo di #WeekInSocial, la rubrica che riassume tutto quello che è capitato durante la settimana nel magico mondo dei social network. Questa settimana il piatto è veramente ricco, quindi cominciamo subito a… riassumere.
Instagram: arrivano i geostickers
Snapchat è nuovamente fonte d’ispirazione per tutti i social network, quindi anche Instagram. La prossima “novità” sarà l’introduzione dei geosticker, ossia quelli che appaiono quando ci si trova in una località specifica. Al momento è possibile personalizzare le proprie stories con gli adesivi dedicati a New York e Giacarta.
Una novità non da poco riguarderà la navigabilità dei filtri: chi assisterà alla storia, avrà la possibilità di essere rimandato alla location page della città in questione – la pagina in cui vengono raggruppate tutte le foto che vi sono state scattate – semplicemente cliccando sull’adesivo.
L’obiettivo di Instagram è quello di offrire ai suoi utenti una geolocalizzazione più dettagliata, differenziata per città e quartieri: attualmente, per esempio, se ci si trova nel quartiere di Brooklyn si ha la possibilità di scegliere l’adesivo Bklyn.
Le Stories hanno rappresentato per Instagram un vero salto di qualità: non per niente, di recente sono state introdotte le inserzioni al loro interno.
Snapchat e la festa della Donna
Nel frattempo, in quel di Snapchat, abbiamo festeggiato la Festa della Donna attraverso maschere speciali – Lenses, per essere tecnici – sviluppate per l’occasione, che ritraggono i volti di tre donne celebri: la chimica e fisica Marie Curie, l’artista Frida Kahlo e Rosa Parks, attivista che, a suo modo, ha cambiato per sempre la storia dei diritti civili.
Frida Kahlo è considerata, a suo modo, una pioniera dei selfie, poiché “attraverso i suoi autoritratti raccontò una storia d’amore, di vita, di forza e di passione”, come sostiene la Frida Kahlo Corporation, che detiene i diritti d’immagine dell’artista messicana e ha collaborato nello sviluppo del filtro che ne riprende le fattezze. Il filtro dedicato a Rosa Parks è stato sviluppato con la collaborazione del Rosa and Raymond Parks Institute for Self Development e riprende anche una sua celebre citazione, che recita: You must never be fearful about what you are doing when it is right. Infine, il filtro dedicato alla scienziata Marie Curie è arricchito da strumenti scientifici. Una bella iniziativa per festeggiare: celebrando donne che hanno fatto la storia con tecnologie e linguaggi che ne scriveranno il prosieguo.
La creatura di Evan Spiegel e Bobby Murphy è da poco quotata in Borsa e ha tagliato i 500.000.000 di download, tuttavia rimane ancora dello scetticismo su quanto l’app sia entrata effettivamente a far parte del nostro social habitat quotidiano. Ciò non toglie che sia il social network più copiato del momento, e se l’imitazione è la più sincera forma di adulazione, essere emulati da un colosso come Facebook concede a Snapchat di darsi qualche aria.
WhatsApp: Stories a tempo determinato
Dopo Facebook e Instagram, anche WhatsApp ha preso parte alla corsa ai contenuti volatili, che si auto-distruggono dopo 24 ore. La nuova funzione “stato” di WhatsApp, infatti, consente di condividere contenuti a scadenzacon i propri contatti, con alcuni di questi o con una persona soltanto: del resto, siamo nell’epoca del tempo determinato.
Insomma: buone notizie per la nostra privacy e un altro passo mosso verso una società che punta sempre più all’effimerità e alla fuga dalle responsabilità delle proprie azioni – o stories. Ormai gli utenti hanno l’imbarazzo della scelta – forse troppo – e continuano a elaborare storie tutte uguali, per canali così diversi. Inutile dire che una volta che questo tipo di contenuti è approdato su Instagram e su Facebook, la maggior parte degli utenti – anche celebs – ha abbandonato Snapchat, che ha subito un calo del 40% in termini di utenti attivi.
Ora che l’app del fantasmino giallo non ha più nessun asset differenziante rispetto ai suoi competitor, dovrà per forza evolversi e forse Spiegel toglierà a Snapchat quell’ambigua veste da social network, che ha innovato il nostro modo di comunicare e per questo ha fatto tanto parlare di sé, è vero, ma ci ha già stancato, e si concentrerà su progetti più interessanti e avanguardistici come gli Spectacles.
Facebook: fra scandali e pulsante dislike
Questa settimana Facebook è stato al centro di una polemica non da poco: la BBC ha mosso un’indagine, dalla quale è risultato che Facebook non ha rimosso l’80% dei contenuti esplicitamente pedopornografici, accompagnati da commenti osceni, presenti sulla piattaforma. Fotografie rubate, gruppi e pagine in cui circolano immagini collegate ad abusi sui minori, ma anche i profili di cinque pedofili già riconosciuti e condannati in quanto tali. Tuttavia, quello che ha spiazzato davvero è stata la reazione di Facebook che, dopo aver chiesto alla testata di inviargli alcuni di questi materiali come supporto alla propria accusa, l’ha segnalata per l’invio degli stessi. Una mossa non solo discutibile dal punto di vista etico, ma che deve servire anche come campanello d’allarme.
Il fatto che il colosso della rete sia denunciato per la pubblicazione di materiali illegali e riesca ad aggirare l’ostacolo, uscendone indenne, deve farci riflettere. Mark qualcosa a sua discolpa, però, l’ha detta: ovvero, che Facebook ha eliminato tutto ciò che era contrario alle sue policy. Un’affermazione che suona molto ambigua ed è normale che ci lasci con l’amaro in bocca, in particolare perché arriva dalla piattaforma che, più di ogni altra, si è erta a garante della sicurezza dei bambini, si è promessa di migliorare il sistema di segnalazione di contenuti illeciti e porta avanti con fierezza – almeno fino ad oggi – questa lotta dal basso. Happy ending: la palla ora è passata nelle mani delle autorità.
Cambiamo argomento. Sembra che Zuckerberg abbia cambiato la sua posizione sull’introduzione del tanto agognato pollice all’ingiù. Il dislike, la reaction più attesa di sempre – il che la dice lunga su quanto le persone oggi sentano l’urgenza di poter esprimere la propria disapprovazione – potrebbe davvero arrivare su Facebook, partendo da Messenger. Gli utenti potranno aggiungere la propria reazione alle varie frasi della conversazione.
“Cerchiamo sempre nuove soluzioni per rendere Messenger più divertente e stimolante. Stiamo conducendo questo esperimento che permette agli utenti di esprimere meglio i propri sentimenti davanti ai messaggi”, sostiene Facebook.
C’è da dire che l’implementazione del tasto non mi piacecreerebbe, in particolare per le pagine dei brand, un po’ di maretta e alimenterebbe la polemica e il malcontento. D’altro canto, sarebbe possibile misurare davvero l’appagamento dei propri fan, e questi non si sentirebbero ingabbiati al bivio tra “apprezzami o taci”; ma la massima trasparenza non sempre paga, purtroppo. Qualcuno sostiene che le critiche aiutano a crescere, ma la realtà è che per crescere, oggi, tutti preferiscono acquistare fan.
Infine, un tema più idoneo alle vacanze che cominciano a far capolino sul calendario. Che Facebook sia un facilitatore è chiaro: sulla piattaforma ci riesce più semplice conoscere nuovi amici, fare la voce grossa, dare la propria opinione su argomenti di interesse pubblico, mostrarsi per ciò che si è (o quasi) – ora, sarà più semplice anche girare il mondo.
Tra i test che Facebook sta facendo in questi giorni, c’è anche la rivisitazione della pagine delle città, per renderle più tourist-oriented: con tips, recensioni, posti che meritano una visita, attrazioni e luoghi d’interesse, eventi e amici in loco, e consigli mirati per ogni utente, come il prezzo per mangiare in un determinato ristorante – insomma, la nuova frontiera delle guide turistiche è uno scacco matto a TripAdvisor. In questo modo, sarà possibile crearsi il proprio itinerario di viaggio, personalizzato sui propri gusti e sui consigli degli amici virtuali, sfruttando quel buffo meccanismo per il quale le persone sembrano più disposte a consigliare e guidare la scelta di amici s-conosciuti virtualmente, di quanto lo siano nella vita reale con i propri conoscenti in carne e ossa.
Settimana ricca, non trovate? In fondo, la vita del social media manager è così. Buon weekend a tutti e a venerdì prossimo!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/cover.png387738Alexia Altierihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAlexia Altieri2017-03-10 10:30:062017-03-10 12:22:13Week in social: Facebook tra pulsante dislike e scandali, WhatsApp alla conquista delle stories
Troneggiava così, la celebre citazione di Appio Claudio Cieco, al centro di una sala dell’auditorium vestito a festa per accogliere il meeting di un centinaio di agenti di vendita di una nota azienda. Non era puramente motivazionale la scelta di quella frase. Era il fil rouge di una riunione dove i professionisti arrivavano da tutta Italia per fare un bilancio dell’anno appena trascorso, ma soprattutto tracciare le linee di quello da poco iniziato.
Il mio intervento arrivava dopo quello di un collega che aveva ben rappresentato quale era lo scenario di un futuro, già presente, dei media digitali. Al passaggio del microfono, un effetto larsen, creò quel disturbo che solo delle parole meritevoli d’interesse avrebbero potuto attenuare. “L’uomo è artefice della propria storia”, recitava la mia prima slide. Sarebbe potuta essere anche l’ultima. Il legame tra sorte e storia era chiaro. Lo era meno quello con il mondo digitale, ma ancora per poco.
Esordii con una domanda:
“Che cosa i clienti apprezzano maggiormente di voi?”
Superati gli imbarazzi per chi dovesse alzare per primo la mano, poi le risposte si susseguirono una dopo l’altra. Erano naturalmente corrette le loro risposte e la sintesi di tutte loro si poteva racchiudere in un’unica parola: Fiducia.
Prima di tutto, fissare le basi del proprio racconto:
Essere se stessi;
Scegliere la propria voce;
Capire dove.
La prima non aveva bisogno di essere spiegata. La differenza tra essere una persona e costruire un personaggio era diventata chiara. Il racconto di sé, per essere efficace, non poteva che andare nella prima direzione. Anche il tone of voice era stato compreso. Ne avevano capito le diversità, ma soprattutto l’importanza. Sul capire dove avrebbero dovuto prestare un po’ d’attenzione. Far capire che il racconto deve essere strutturato sulla base del medium che lo ospiterà, richiede pratica e molta esercitazione.
Prima di arrivare alla conclusione era necessario far capire che esistono anche dei modelli per raccontare attraverso i media digitali la propria storia. Qui l’esempio non potevo che prenderlo da uno dei modelli che io e Francesco Gavatorta abbiamo inserito nel nostro recentissimo libro “#Personal Storytelling. Costruire narrazioni di Sé efficaci”.
Il modello ripreso da Christy Dena sul Transmedia Storytelling applicato al personal storytelling fa capire come funziona la narrazione del sé sui diversi media, dove nel franchise narrativo (nel nostro caso la persona) c’è una testualità centrale che ha più importanza e attorno ad essa una serie di testualità, su altri media, che diventano non periferici in termini di senso, ma “satelliti” per comprendere nella sua interezza la narrazione.
A questo punto l’attenzione in sala era totale e forse anche la consapevolezza. La consapevolezza che dopo quell’incontro ognuno dei presenti avrebbe potuto iniziare a raccontare la sua personale storia. Non rimaneva che ricordare alcune delle regole del personal storytelling:
Sii te stesso (non aveva più bisogno di essere commentato)
Non esagerare (l’esasperata ricerca dell’effetto wow non sempre premia… a differenza della semplicità)
Non uscire dalle regole (ogni media ha una sua “grammatica”, occorre rispettarla per sfruttarne al meglio le potenzialità)
Non rinnegare nulla (vale per le imprese, ma vale pure per le persone… non rinnegare mai, ma spiegare sempre)
Non aver paura di rinnovarti (la capacità di leggere quando un momento è passato e dobbiamo cambiare il modo e il canale con il quale ci raccontiamo)
Arrivò la slide finale con i miei personali ringraziamenti e contestualmente partì un applauso dalla sala. Era un applauso che rappresentava l’inizio di nuove storie. Le loro.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/rsz_fiducia1.jpg540960Ninja Guesthttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNinja Guest2017-03-10 10:00:012017-03-10 17:09:35L’uomo è artefice della propria storia (e questa storia passa attraverso i media digitali)
Quali sono i criteri in base ai quali Google decide qual è la risposta migliore alle domande che gli poniamo tutti i giorni? Si sa, Google non dà informazioni ufficiali in questo senso. Evidentemente si tratta di segreto industriale e, in quanto tale, non viene divulgato.
Ma per chi come me – e come te – si occupa di marketing digitale, conoscere i fattori di ranking, ovvero ciò che rende il nostro sito più appetibile a Google e quindi ai suoi utenti, è vitale.
Ma se non possiamo saperlo direttamente da Google, l’unico modo che ci resta è affidarci a chi fa ricerche e lo scopre per deduzione. Ed è quello che ho fatto anch’io prima di scrivere l’articolo che stai leggendo che è liberamente ispirato all’autorevolissimo Search Engine Journal.
Quest’ultimo ha elencato quelli che secondo gli esperti sono i 4 macro fattori di ranking del 2017. I fattori di ranking sono stati tratti dagli studi di tre importanti agenzie SEO internazionali, ovvero SearchMetrics, Backlinko e SEO PowerSuite. Non ti faccio attendere oltre, eccoli qui:
#1 Contenuti
I contenuti sono uno dei più importanti fattori di ranking in assoluto. Ma questa non è una novità…già da qualche anno si sa che un sito senza contenuti non ha ragione di esistere. Google è estremamente affamato di contenuti, perché sono questi che gli permettono di capire se il tuo sito è un possibile candidato per le domande degli utenti.
Tuttavia, mentre in passato si era soliti scrivere contenuti molto orientati alle keyword, oggi ciò che viene premiato è la rilevanza. Quindi l’ottimizzazione SEO è importante ma non come lo era qualche anno fa. Infatti, in base alle ricerche di SearchMetrics, solo il 53% delle pagine più posizionate e cercate hanno una keyword nel tag title. Inoltre pare che meno del 40% di quelle stesse pagine hanno un H1 ottimizzato con keyword.
Questo trend probabilmente continuerà a crescere durante il 2017 e vedremo che Google attribuirà sempre maggiore importanza ai contenuti che vanno in profondità negli argomenti, ovvero i cosiddetti in-depth content. Prova ne sia che le pagine meglio posizionate, in base agli studi di Backlinko, sono proprio quelle che hanno all’incirca 1900 parole.
#2 Backlink
I backlink, ovvero i link che il nostro sito riceve da siti esterni, rappresentano ancora un importantissimo fattore di ranking. Sono questi link che permettono a Google di capire quanto è popolare il nostro sito, quanto viene consigliato e come.
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La popolarità infatti, è un criterio di posizionamento che ha la sua ragion d’essere nel fatto che ogni link rappresenta un voto che gli altri danno ai nostri contenuti. Ogni voto ha tanto più peso quanto più autorevole è chi linka. Non basta! Chi ci linka deve avere contenuti necessariamente in tema con quelli che pubblichiamo noi, quindi deve esserci una specie di coerenza semantica, senza la quale il link vale poco o niente.
Come faccio quindi ad incentivare i link in ingresso di qualità? “Semplice”, basta investire nei contenuti che abbiamo illustrato nel paragrafo precedente. È chiaro che se scrivo contenuti unici e interessanti, se li promuovo attraverso i social network e li diffondo per bene, aumenterò notevolmente le chance che qualcuno possa leggerli, trovarli interessanti e linkarli.
#3 Esperienza utente su mobile
Nel corso del 2016 abbiamo assistito a un importante cambiamento negli algoritmi di indicizzazione di Google. Si è parlato infatti di mobile-first indexing, ovvero del fatto che Google dà maggiore importanza ai contenuti (e all’esperienza utente complessiva) mobile rispetto a quelli che si vedono su desktop.
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Questo cambiamento è dovuto al fatto che sempre più persone (più del 50%) si collegano e fanno ricerche da mobile rispetto a quelle che fanno lo stesso da desktop. Il consiglio che posso darti è quindi quello di realizzare il tuo sito web con un design di tipo responsive, in quanto è l’unico che ti garantisce la possibilità di avere gli stessi contenuti in entrambe le versioni.
Inoltre, non mettere online un sito, se prima non hai sistemato in modo completo la sua versione mobile. Diversamente questo verrà penalizzato o comunque non riceverà il posizionamento che merita.
Pensa che, secondo le ricerche dei tre brand sopra citati, i 100 domini più visibili su Google hanno una versione ottimizzata su dispositivi mobili come smartphone e tablet.
#4 Altri fattori tecnici
Esistono tanti altri fattori tecnici che possono incidere positivamente sul ranking e quindi sul posizionamento del tuo sito web. Ecco quelli forse più importanti:
HTTPS: SearchMetrics dice che il 45% dei siti più visibili su Google usano il protocollo sicuro HTTPS al posto dell’ormai vetusto http. D’altra parte è stata Google stessa a confermare che l’HTTPS è ormai un fattore di ranking. Il certificato di sicurezza SSL garantisce infatti che tutte le comunicazioni da e per il sito web sono criptate e quindi più sicure rispetto a quei siti che ne sono sprovvisti.
Titoli H1 e H2: sembra che la maggior parte dei siti analizzati da Backlinko abbiano sia un titolo H1 (il titolo dell’articolo o della pagina) che diversi titoli H2 che si riferiscono ai paragrafi della stessa pagina. Quindi fare uso di questi due semplici tag aumenta il ranking del sito perché aumenta la leggibilità delle singole pagine. Curare la SEO copywriting è fondamentale per il posizionamento di una pagina!
Anchor text: le parole o le frasi che usiamo per creare dei link all’interno dello stesso sito o verso siti terzi, hanno ancora una grande importanza in termini di ranking. Quindi il consiglio è quello di usare sempre “testi àncora” che siano descrittivi della pagina di atterraggio.
Conclusioni
Ho cercato di darti una panoramica abbastanza ampia di quelli che sono i fattori di ranking più importanti per il 2017. Ma per una trattazione più dettagliata e completa e per vedere esempi pratici e casi di successo, ti consiglio di iscriverti al Corso Online in Digital Strategy & Web Marketing dove sarò docente con un modulo SEO molto interessante. Ti aspetto! ?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/ranking_google.jpeg8781318Ninja Profhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNinja Prof2017-03-09 17:28:432017-03-15 13:00:14I fattori di ranking di Google nel 2017
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