Social network e Assicurazioni: tutto quello che c’è da sapere

Quello assicurativo è uno dei più grandi settori al mondo, per imponenza di fatturati e per numero di persone coinvolte, con aziende come Allianz e AXA che servono milioni di clienti in America, Europa e nel resto del globo. Dagli specialisti dei motori, alle compagnie di assicurazioni sulla vita, il mercato è ampio e altamente competitivo.

Le assicurazioni e i social network: tutto quello che c’è da sapere

Ma non sempre la percezione del pubblico nei confronti del settore insurance è positivo: le accuse sono molteplici, e spesso le compagnie si trovano a dover promuovere campagne concentrate più sulla costruzione di fiducia che sulle caratteristiche del servizio offerto. Per questo i social network giocano oggi un ruolo determinante per tale settore merceologico, dove clienti scontenti possono essere intercettati, rassicurati, ed è possibile costruire con loro un rapporto di fiducia duraturo.

I social media non sono soltanto uno strumento di customer service: offrono anche enormi potenzialità di promozione dei servizi, e una quantità importante di dati sul comportamento degli utenti, informazioni poi riutilizzabili al fine di migliorare le offerte delle compagnie.

Le assicurazioni e i social network: tutto quello che c’è da sapere

Ricerche statunitensi, come quella del 2014 targata Capgemini, indicano come ben 1/3 del giro d’affari delle compagnie assicurative sarà generato dai canali digitali nei prossimi cinque anni. Necessario, perciò, capire per tempo l’importanza dei social media nella costruzione di efficaci strategie di comunicazione.
Da un’analisi di Blogmeter dedicata al settore insurance, in Italia emergono Assicurazioni Generali e Reale Mutua come protagonisti assoluti su Facebook, mentre su Twitter i leader sono AXA e Unipol.

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Facebook

Su Facebook emerge l’ottima performance di Reale Mutua, con un engagement di pagina che sfiora la media dei 1500 utenti, grazie alle differenti campagne spesso virali, come “Realmente Protetti” che coinvolge la community con numerosi consigli sul quotidiano. Pubblicano in media un post al giorno, generalmente formato da un breve testo ed una immagine ad alta qualità. I “mi piace” alla pagina, non molti, sfiorano quota 14 mila.

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Pubblicato da Reale Mutua Assicurazioni su Giovedì 25 febbraio 2016

Si distinguono poi tre profili che fanno capo al Gruppo Generali: Genertel, Generali stessa e Europ Assistance. Il primo, ramo assicurativo online del gruppo, conquista gli utenti di Facebook con uno stile comunicativo ironico e divertente: con una pagina di oltre 50 mila “mi piace”, ed un engagement medio di circa 2 mila utenti, il numero di like, commenti e condivisioni è sempre elevato.

Cina: donna scappa con l’auto agganciata al carro attrezzi per evitare una multa. #speriamosiaassicurato

Pubblicato da Genertel su Giovedì 10 marzo 2016

Poi, al terzo posto, Generali, registrando un picco di interazioni con la notizia dei riconoscimenti ottenuti per la convenienza e l’assistenza ai clienti che la compagnia offre, durante il mese di gennaio. L’intento della pagina è chiaro: costruzione della fiducia con il cliente. Più di 80 mila “mi piace”, e un engagement medio di 2 mila utenti.

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Pubblicato da Generali Italia su Venerdì 11 marzo 2016

Infine, in quarta posizione, Europ Assistance grazie alle numerose iniziative realizzate dalla compagnia, puntando spesso sul healthcare e sul benessere psicofisico. Pagina con circa 45 mila “mi piace”, e in media mille utenti ingaggiati settimanalmente.

E’ importante svolgere l'attività fisica con le giuste energie, soprattutto se corri al mattino. Ecco il primo tip del…

Pubblicato da Europ Assistance su Giovedì 10 marzo 2016

Chiude la top five per engagement il brand UnipolSai Assicurazioni, che a dispetto dei quasi cento mila “mi piace” alla pagina, gli utenti coinvolti in media ogni settimana non superano i 2,5 mila.

Per quanto riguarda la crescita di fan delle pagine, si distinguono il marchio Aviva, Alleanza Assicurazioni (sempre Generali), e Genialloyd: fanalino di coda il duo Linear Assicurazioni e ConTe.it.

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Twitter

Il brand insurance con il maggior numero di interazioni su Twitter è l’account AXA Italia, che punta spesso sull’accoppiata hashtag-immagine e il payoff “ridefiniamo la protezione”. I tweet non sono moltissimi, poco più di mille, ma oltre alla promozione, AXA scommette sulla content curation, retweettando e diffondendo notizie sul mondo dell’innovazione e della tecnologia.

Anche i profili Unipol si distinguono su Twitter: specialmente Unipol Group PR (Press Room), primo per nuovi fan e terzo per engagement, ha segnato il proprio record di interazioni con la campagna #nessunodasolo, in particolar modo durante l’assemblea nazionale del gruppo del 21 gennaio.


A ruota, UnipolSai Corporate, secondo per engagement e terzo per nuovi fan (in totale poco più di 3 mila), con cui Unipol promuove tutte le iniziative aziendali, e UnipolSai Assicurazioni, quinto per crescita della fan base, che è il profilo interamente dedicato al mondo delle assicurazioni.

#VediamoPositivo, l’iniziativa concorsuale di Generali che mette in palio diversi premi, ha raccolto un ottimo consenso su Twitter, con menzioni, retweet e utilizzo del hashtag.

Segue Realmente Protetti (di Reale Mutua), quinto brand più coinvolgente di Twitter,  e il gruppo italiano Sace, che chiude la classifica.

Come avete potuto notare, cari ninja, i gruppi assicurativi hanno puntato sulla diversificazione e la promozione di diversi account, che denotano una grande attenzione da parte del mondo insurance nei confronti dei social network. Customer service, promozione, storytelling: non manca nulla.

Barilla

Barilla: il Social Restaurant e le strategie digital per essere leader nel food

Cosa ha in comune un piatto di carbonara con un cloud? Come possono convivere nello stesso spazio fisico un piatto di spaghetti e polpette e un sensore kinect? No, non siamo in preda ai deliri della fame, ma siamo davanti ad una vera e propria rivoluzione tutta in ambito food.

Di cosa stiamo parlando? Del nuovo Barilla Social Restaurant, inaugurato qualche settimana fa a Manhattan. Il terzo ristorante negli Stati Uniti ma di matrice tutta italiana, Il Social Restaurant si presenta ai propri cienti con un outfit tutto digital. A colpire l’attenzione dei clienti e dei passanti in Herald Square è infatti una grande vetrina digitale e interattiva dotata delle più avanzate tecnologie Microsoft.

Barilla

Coppia di fatto e tutt’altro che banale quella formata da un gigante della tecnologia, Microsoft e un veterano della tradizione culinaria made in Italy, Barilla. Ma come nelle più moderne love story ecco comparire il terzo – questa volta tutt’altro che incomodo – uno dei simboli della sharing economy nel settore turistico, TripAdvisor.

Quanto è importante, dunque, per i brand e le grandi aziende del food investire nel digitale e adottare un approccio social? Lo abbiamo chiesto per voi a Chiara Pisano, Marketing Head di Barilla Restaurants.

 

Barilla

 

Come è nata l’idea di realizzare un ristorante social e interattivo? E come rientra nella vostra più ampia strategia di marketing?

L’iniziativa si inserisce in un più grande ambito, quello della digital transformation della company Barilla. L’Azienda è consapevole che la digitalizzazione è diventata un obiettivo importante di per sé quanto gli obiettivi di business: per crescere è indispensabile mettere al centro i clienti e stabilire una conversazione costante con loro.

Questa esigenza è ancora più forte per i ristoranti, che si trovano in un contesto (USA) molto avanzato in termini tecnologi e che si rivolgono ad un target giovane. I nostri clienti sono soprattutto persone tra i 20 e i 45 anni. Crediamo che la tecnologia possa aiutarci ad offrire esperienze sempre più rilevanti e memorabili e che questo possa diventare un vero e proprio fattore di scelta dei ristoranti Barilla.

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Barilla insieme a partner come Microsoft e Tripadvisor. Che obiettivi volete raggiungere?

Microsoft è nostro partner strategico nel processo di digitalizzazione. Dal punto di vista tecnologico, la nuova vetrina impiega un sensore Kinect che raccoglie i movimenti delle persone difronte la vetrina e le trasmette ad un PC connesso a un proiettore a corto raggio. Da qui le immagini vengono inviate direttamente sulla vetrina e proiettate su una pellicola.

Grazie al cloud Microsoft Azure, invece vengono raccolti e veicolati i dati provenienti dai social network e programmati i contenuti che riguardano i piatti, i menù e le offerte contestualizzati alle differenti ore del giorno. I dati delle interazioni e degli utenti vengono raccolti e inviati dalla vetrina digitale al cloud per analizzare il risultato, in modo da misurare l’efficacia di questo nuovo modo di comunicare.
Abbiamo guardato a Tripadvisor perché crediamo che empatia e massima trasparenza siano cruciali per una strategia digitale di successo. Di qui l’idea di pubblicare sulle nostre vetrine le reviews di Tripdvisor.

Qual è il vostro approccio con i social media e con la community dei consumatori?

La comunicazione e il rapporto con la nostra community di consumatori e fan è gestita in buona parte in maniera digitale. Sin dall’apertura del primo ristorante di Radio City, abbiamo voluto parlare con il nostro pubblico ma soprattutto dar loro voce, attraverso i canali social, invitandoli ad esprimere il loro parere, in maniera diretta e senza filtro. Per questo abbiamo attivato account per essere sempre presenti laddove ci sono le conversazioni.

Barilla

L’edutainment è una buona componente della nostra comunicazione. Promuoviamo Brand, Location e Offerta sempre in chiave divertente, piacevole, consistente ma anche informativa, cercando di trasferire i valori propri della cultura Barilla e in generale Italiana per la Pasta e il mangiare sano, in un ambiente conviviale.

Un altro elemento a cui dedichiamo particolare attenzione è la localizzazione, valorizzando il contesto in cui operiamo e alla nostra integrazione con esso. Spesso infatti ci ritroviamo a dare spazio a quello che succede al di fuori dei nostri stessi ristoranti e/o a partecipare attivamente alla vita del territorio.

Quali strategie utilizzate per far crescere il brand in termini di engagement?

Abbiamo iniziato gradatamente a costruire awareness attorno al primo ristorante (NYC – Radio City) e dopo l’apertura delle nuove locations (Bryant Park e Herald Square), la nostra strategia è stata focalizzata sulla creazione di un brand sempre più strutturato e globale. Crediamo in una crescita organica.

Facebook e Instagram sono le nostre piattaforme principali per la distribuzione dei contenuti.

Barilla

Cerchiamo sempre di veicolare contenuti rilevanti per il target, alcuni esempi: nuovi prodotti, item stagionali, coupon promozionali, attività o eventi particolari previsti al ristorante. Un’attenzione particolare è rivolta a TripAdvisor, molto utilizzato dai turisti che visitano la City e a Yelp che rappresenta la piattaforma maggiormente fruita dai residenti.

Performance: per il web sono i dettagli a fare la differenza

Non sempre è sufficiente avere un sito originale e accattivante per avere successo; spesso è l’attenzione ai dettagli e le analisi che possono aiutarvi a ottenere il massimo dei risultati. Si parla di performance anche per i siti web: devono essere tenuti sempre e costantemente in allenamento e sotto controllo per migliorare e diventare funzionali e user-friendly.

La leggerezza che molti commettono è quello di fermarsi solo all’analisi del traffico web: sicuramente questo è un fattore importante, una condizione necessaria. Ma non sufficiente. Il traffico generato da un sito è collegato alla qualità dei contenuti creati e dalle performance tecniche.

Da dove partire dunque per capire se un progetto è effettivamente sulla strada giusta? I primi due punti chiave da tenere in mente sono: navigabilità e content.

Navigabilità

Performance: per il web sono i dettagli a fare la differenza

Il primo passo per il raggiungere il proprio obiettivo è valutare la navigabilità del sito. Le prime domande che è necessario porsi sono: riesco ad accedere facilmente ai contenuti? Le pagine sono veloci da analizzare? Quanti visitatori riesco ad avere nello stesso momento?

Questi sono i primi punti interrogativi cui dobbiamo cercare delle risposte.

Velocità

Performance: per il web sono i dettagli a fare la differenza

Il web non aspetta nessuno; è sempre impaziente e di fretta. Diventa fondamentale partire dall’analisi della rapidità del proprio sito web per capire se la performance è buona o ci sono margini di miglioramento.

La prima regola è quella di pensare cosa fareste voi qualora la pagina risultasse troppo lenta, se sapreste resistere o se invece esisterebbero delle alternative, magari meno valide ma sicuramente più veloci da consultare.

Stare al passo con i tempi vuol dire anche saper stare ai suoi ritmi.

Margine di errore

Quante volte è capitato di essere indirizzati su una pagina e che questa ci desse un errore. Il primo passo è capire quale sia la fonte e analizzarne i motivi. Un URL sbagliato, un errore 404 o un bug non sono sempre facili da riconoscere nell’immediato.

Un sistema efficace è quello di inserire all’interno del set up un alert, in modo da poter analizzare le ricorrenze e risolvere il problema.

Capacità

Performance: per il web sono i dettagli a fare la differenza

Il sito web è in grado di supportare, e sopportare, un picco elevato di visitatori? La condizione ideale sarebbe quella di avere un alto numero di visitatori con la migliore velocità possibile. Tuttavia si sa che spesso, in caso di picchi, le performance del nostro sito potrebbero essere rallentate.

Il segreto per ovviare a questo problema è quello di mettere in atto degli stress test, in modo da misurare la capacità effettiva, essere in grado di espanderla garantendo accessi maggiori e risultati migliori.

Content

Performance: per il web sono i dettagli a fare la differenza

Che mondo sarebbe senza contenuti? Sono fondamentali, rappresentano il cuore del nostro sito web, ma vanno sempre e costantemente tenuti sotto controllo.

Il più delle volte è la cura dei dettagli a garantire il successo di un’idea. I passi da fare sono solo due, ma davvero importanti per raggiungere l’obiettivo prefissato.

Spelling

Sempre leggere e poi anche rileggere. Il web, si sa, non perdona e se si vuole trasmettere qualità la prima azione da compiere è l’attenzione ai dettagli. Prima di pubblicare è necessario sempre mettere un occhio in più; errare è umano, ma a volte una piccola distrazione può essere sinonimo per gli utenti di poca cura. La performance di un sito dipende anche dal messaggio che viene trasmesso ai propri lettori.

Immagini

Performance: per il web sono i dettagli a fare la differenza

Le immagini sono la ciliegina sulla torta, il primo strumento per veicolare interesse e catturare l’attenzione. Cosa succederebbe se non fossero visibili? Alcuni utenti si interrogherebbero sulla funzionalità dei loro device, altri darebbero la colpa alla scarsa qualità della pagina che stanno visualizzando.

Fondamentale dunque controllare l’accessibilità e la visibilità dei contenuti: un’immagine visibile comunica all’utente un vantaggio e un messaggio in più.

Le performance non sono date solo dai numeri ma anche dalle parole e dall’attenzione e presenza attiva e costante.

Bisogna essere i primi a portare avanti le proprie idee, nel miglior modo e con il metodo più efficace possibile.

Healthcare Marketing, le migliori campagne pubblicitarie

Il marketing nel settore Healthcare ha di sicuro ancora molte sfide da affrontare, sia per la sensibilità degli argomenti trattati che per le caratteristiche di prodotti e servizi. Diventa ancora più importante in questo settore sviluppare una strategia digital specifica e valutare in anticipo tutte le possibili criticità che potranno coinvolgere il brand. 

Oggi vi proponiamo alcune campagne pubblicitarie Healthcare che hanno riscosso successo.

United Healthcare: We Dare You To…

Sanità e marketing cosa hanno in comune?

Una campagna vincente e pluripremiata: We Dare You To…
Con questa bellissima iniziativa la compagnia assicurativa United Healthcare ha incoraggiato tutti ad apportare, nella propria vita, un’abitudine salutare, da documentare sui social media. Questa campagna interattiva ha condotto non solo ad abitudini più sane, ma ha anche creato una comunità online interattiva legata al brand.

Il blog di Mayo Clinic

L’obiettivo del blog della Mayo Clinic è stato quello di unire tutti i pazienti del mondo in una comunità online globale. Il blog presenta storie da pazienti, familiari e personale della clinica di Mayo.

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Queste storie inevitabilmente incidono sulla reputazione della clinica e creano un vero e proprio rapporto di fiducia.

Nivea

Una campagna ideata da Nivea in Brasile per lottare contro i tumori alla pelle causati dal sole. Per insegnare ai bambini l’importanza di utilizzare la protezione solare, Nivea ha creato e regalato ai bambini una bambola che diventa rossa quando viene esposta al sole. La pelle delle bambole ritorna alla normalità quando viene applicata la protezione solare. La campagna, ovviamente, è stata raccontata a tutto il mondo grazie ad un video, che è diventato virale.

Arkansas Children’s Hospital: #100DeadliestDays

La campagna #100DeadliestDays è stata ideata per sensibilizzare al concetto di sicurezza. Tutte le foto ed i consigli per prevenire la morte di bambini e ragazzi sono stati condivisi sui social media, raggiungendo così il target con un messaggio volto ad una maggiore consapevolezza ed attenzione.

Carilion Clinic: #YESMAMM

YesMamm

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Più di quattro anni fa, al fine di aumentare la consapevolezza sul cancro al seno e la necessità di una diagnosi precoce, questa clinica ha dato inizio ad una campagna virale #YesMamm

L’hashtag è stato utilizzato in maniera strategica: se da un lato permetteva di avere risposte dirette su domande comuni in merito al cancro al seno, dall’altro si incoraggiavano le donne a prendere un appuntamento presso una sede della clinica. #YesMamm è un esempio perfetto del potere degli hashtag.

Banner Health

banner_health
Banner Health ha pensato di utilizzare proprio le infografiche per semplificare argomenti potenzialmente complicati o controversi, come il consumo di zucchero per bambini.

Leggere un articolo sanitario può essere molto complesso e noioso, proprio per questo si è scelto di comunicare attraverso le infografiche, che possono essere condivise su tutti i canali social, attirando così nuovi pazienti.

Anne Arundel’s Medical Center

Il concorso invitava i partecipanti a fare un selfie con un paio di baffi veri o falsi. Lo scopo era quello di sensibilizzare l’opinione pubblica per la salute degli uomini, nel mese di novembre (per il famoso movimento “Movember“) e coinvolgere anche chi non ha i baffi. L’iniziativa è stata un gran successo, in quanto oltre a divertire ha anche guidato il traffico verso la pagina web dell centro medico.

Healthcare Marketing, le migliori campagne pubblicitarie

 

E tu conosci qualche esempio di successo di healthcare marketing? Raccontacelo nei commenti!

Mobile Revolution, l'importanza del customer journey mapping

Mobile Revolution, l’importanza del customer journey mapping

Micro-momenti, rivoluzione mobile, social commerce. La chiave per la creazione del valore di business si sta sempre più concentrando sul valore per il cliente. Comprendere le esigenze e le preferenze dei consumatori, così come il loro comportamento durante il viaggio di acquisto, ossia il customer journey mapping, è ormai essenziale per costruire qualsiasi strategia di business.

È vero, i clienti acquistano prodotti e servizi, ma la gratificazione emotiva data dall’esperienza di avvicinamento all’acquisto diviene ogni giorno più importante, frutto degli stimoli visuali e più in generale di engagement a cui siamo sottoposti in ogni momento della giornata. La decisione di acquisto diventa sempre più connessa ad un momento individuale altamente emotivo, anche se gli elementi razionali, che ogni consumatore presume di applicare consciamente, celano quella dimensione emotiva.

Customer journey mapping: cos’è e perché usarlo

Mobile Revolution, l'importanza del customer journey mapping

La mappatura del percorso del cliente, meglio nota come costumer journey mapping, è un metodo molto efficace per avere traccia di tutti questi elementi. Naturalmente è un percorso facile da seguire solo se si utilizzano strumenti idonei a seguire il viaggio del consumatore.

Anche se queste mappe sono ormai ben presenti nelle pratiche di gestione della customer experience e dello user experience design, possono essere usate per stabilire obiettivi sempre più precisi, come l’assegnazione del budget per il marketing, il piano dei contenuti e l’ottimizzazione dei processi di conversione e di marketing online, solo per citare alcuni esempi.

Una mappa del percorso del cliente racconta la storia dell’esperienza del cliente dal contatto iniziale, attraverso il processo di coinvolgimento, fino all’acquisto o alla fidelizzazione.

Una customer journey map può concentrarsi su una particolare parte di questa storia o fornire una panoramica di tutta l’esperienza. Ciò che fa, in ogni caso, è identificare le interazioni fondamentali che il consumatore ha con il brand.

Nella costruzione di una strategia basata sul percorso di acquisto, dovrai porti nella posizione del cliente, assumendo il suo punto di vista e rendendolo centrale. Questo ti aiuterà ad evitare di perdere di vista la realtà e la sua esperienza concreta.

Generalmente quanto si parla di content marketing e di storytelling, si utilizzano due tipi di approccio: quello della content-centricity e quello della channel-centricity. In entrambi i casi il rischio è quello di perdere di vista la centralità del valore per il cliente. Contenuti male indirizzati perché autoreferenziali rispetto al prodotto o un utilizzo smodato dei canali social ma privo di contenuti utili e attrattivi per l’utente sono solo due degli errori che si commettono più comunemente.

Lavorando sul consumer journey mapping è invece possibile, tracciando il percorso che ha portato all’acquisto, comprendere in che modo contenuti e canali possono creare valore, corrispondendo così agli obiettivi aziendali.

Prima di iniziare: fai le domande giuste

Mobile Revolution, l'importanza del customer journey mapping

Inizia con un focus sulle questioni chiave e sugli elementi di cui hai bisogno, in modo da ottenere una mappa semplice degli obiettivi da raggiungere per il cliente. Il tuo obiettivo è quello di diventare più customer-centric e comprenderli meglio, per migliorarne l’esperienza online. Non è necessario conoscere qualsiasi passaggio del percorso di acquisto per fare questo. Ti basta porti degli obiettivi raggiungibili e ricavarne le domande giuste, sempre in relazione agli obiettivi di business e di brand.

Mappa l’esperienza che vuoi fornire, ma anche l’esperienza che il cliente si aspetta di ricevere.

Quasi sempre ci sarà un gap da colmare tra questi due aspetti.

Le emozioni e le esperienze sono fondamentali

Spesso, però, le mappe di percorso si concentrano troppo su obiettivi e touchpoint, oppure sono troppo focalizzate sul funnel. Bene, neanche questo è sufficiente per migliorare l’esperienza del cliente, che resta un momento caratterizzato da una componente emotiva non trascurabile.

Molte delle azioni che compiamo in modo consapevole e apparentemente logico o razionale, di fatto sono la reazione a processi emozionali e a modelli acquisiti. In questo senso una buona strategia di customer journey mapping va costruita commisurando obiettivi ed elementi emotivi.

Anche in questo senso le buyer personas sono elementi essenziali nella costruzione del marketing.

ADA, una piattaforma per costruire l’esperienza mobile del cliente

Mobile Revolution, l'importanza del customer journey mapping

The Box Company, startup pugliese leader nel digital mobile marketing che abbiamo già avuto occasione di conoscere su Ninja Marketing, ha recentemente presentato una innovativa suite integrata di soluzioni per il mobile engagement in un’unica piattaforma digitale.

La società guidata dall’ex presidente mondiale di Apple Marco Landi, ha acquisito la spagnola Digicompro SL ed è già presente in 14 Paesi con il 100% di aumento del fatturato, tanto da poter essere ormai considerata una società a tutti gli effetti e non più una startup.

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Per prevedere e soddisfare le esigenze di un customer journey complesso e articolato, The Box Company ha sviluppato una piattaforma multicanale in grado di aiutare brand, retailer, marketer e digital agency a ottenere performance di customer engagement personalizzando le esperienze di contatto degli utenti e aumentando di conseguenza  l’efficacia delle interazioni e dei contenuti che creano conversioni. Tutto in modo estremamente semplice e con pochi clic.

ADA, questo il nome della suite per il mobile marketing, permette di creare contenuti originali e personalizzati da mobile, diffonderli in tempo reale ai propri contatti e misurare con precisione il ritorno delle campagne, per guidare le successive scelte di comunicazione in base a dati accurati.

Il vero vantaggio sta nella possibilità di verificare in tempo reale le modifiche apportate ai nostri contenuti, eliminando inutili e laboriosi passaggi tra ufficio marketing e webmaster.

I principali strumenti per mappare il customer journey, dal mobile landing page al mobile storytelling e mobile-friendly email marketing, consentono di  analizzare le interazioni degli utenti e misurarle in ottica temporale attribuendo punteggi basati sul comportamento e sui dati acquisiti nelle diverse esperienze di contatto. Personalizzare i messaggi, lavorare sulla user experience e aumentare l’efficacia delle interazioni con il cliente attraverso il mobile, significa instaurare un rapporto costante con gli utenti, che oggi usano i propri device come primo strumento di contatto e di acquisto.

La crescita del mobile nelle preferenze dei consumatori è stata confermata anche dai dati dell’ultima rilevazione dell’Osservatorio Mobile Marketing & Service di novembre 2015, quando gli italiani presenti online sono stati 22,2 milioni: 18,4 milioni da device mobili e 12,2 milioni da desktop. Con un aumento anche del tempo trascorso online (1 ora e 58 minuti in media), con più del 70% di traffico generato da dispositivi mobili. Ben il 77% degli utenti mobile utilizza uno smartphone per effettuare decisioni di acquisto.

Se il trend del “Mobile-Only” richiede una strategia di marketing digitale aperta a nuove opportunità di interazione, anche il consumer journey mapping diventa uno strumento strategico per ogni azienda.

innovazioni-mobile-2016

5 innovazioni mobile non ancora sfruttate

Vi abbiamo già raccontato come riutilizzare il vostro vecchio smartphone, o come farci cose insolite, ma le potenzialità dei dispositivi mobile non smettono mai di sorprenderci. In questo articolo vi presentiamo 5 innovazioni mobile ancora poco sfruttate: idee che collegano il mondo mobile a quello analogico per le vostre nuove idee o iniziative di marketing.

Trasformare lo smartphone in un proiettore olografico

Con un po’ di plastica rigida, come quella delle copertine dei vecchi CD, qualsiasi mobile device può proiettare ologrammi 3d: presentare il vostro prodotto “da una nuova prospettiva” sarà davvero economico. Inoltre, se Pou ci ha insegnato qualcosa, è che il Tamagotchi è un giochino ancora apprezzato. Immaginate un e-pet olografico: farebbe impazzire adulti e bambini.

L’unico limite degli ologrammi è che, per essere visti correttamente, la fonte delle immagini deve essere posizionata all’altezza degli occhi dello spettatore.

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Controllare da remoto Pc e Smart TV

Perché acquistare una mini tastiera wireless per controllare da remoto i dispositivi multimediali di casa se abbiamo già uno smartphone? Se i vostri dispositivi domestici condividono lo stesso Wi-fi del vostro smartphone, avete la possibilità di mettere nel cassetto tutti i telecomandi: basta installare un’app sullo smartphone e una relativa interfaccia sui dispositivi da controllare.

Esistono molte app per il controllo remoto sullo store, ma quella che abbiamo trovato più completa è Unified Remote Plus, che è compatibile con la stragrande maggioranza di dispositivi e programmi e consente l’utilissimo mirror dello schermo sullo smartphone.

In futuro, questa tecnologia potrebbe aprire le porte a comandi e azioni remote tramite gestures.

Arricchire l’esperienza utente di un prodotto

C’era una volta l’Augmented Reality: l’ambiziosa possibilità di visualizzare informazioni aggiuntive integrate nella visione della realtà. Un utilizzo più semplice per arricchire l’esperienza di un utente consiste nelle compaion app: applicazioni mobile capaci di dare maggiori funzioni ad un prodotto, fornire informazioni per la manutenzione o arricchire il momento di utilizzo tramite la multimedialità.

Le companion app sono molto utilizzare nei videogiochi, ma danno il loro meglio con prodotti analogici: ecco l’esempio di World of Yo-Ho, un gioco da tavolo nato grazie al crowdfunding.

Sperimentare innovazioni rivolte ad un pubblico di nicchia

Quando si parla di smartphone e mobile si immagina sempre un pubblico giovane e dinamico eppure, con i loro mille sensori (come l’accelerometro e il gps), questi dispositivi possono essere dei veri salvavita per i più anziani.

Finora alcuni operatori, Brondi tra tutti, hanno proposto dei feature phone dedicati alla terza età; le caratteristiche degli smartphone, magari con un’interfaccia semplificata, potrebbero rappresentare il passo successivo per rinnovare i prodotti dedicati a questa nicchia. In questo campo, Fujitsu è stato un pioniere con il suo Stylistic S01.

Fare dello smartphone un diario dei propri viaggi ed eventi

D’accordo, esistono alternative valide come Evernote e Google Keep, ma si tratta di applicazioni ottimizzate per gestire note e appunti in cui non è possibile, ad esempio, organizzare in ordine cronologico o geografico i propri ricordi.

Journo è un vero e proprio diario di viaggio virtuale, con la possibilità di creare delle mappe dei propri viaggi, collocandovi delle tappe e aggiungendo a queste ultime note, foto e video. È poi possibile ordinare un diario stampato del proprio viaggio, costruito sulla base delle informazioni inserite nell’app.

Le grandi aziende, soprattutto quelle di abbigliamento giovanile e/o tecnico, dovrebbero interessarsi a questa tipologia di app: immaginate se, nel momento in cui il viaggiatore sta aggiornando il proprio diario, l’app suggerisse su richiesta dell’utente i migliori posti da visitare, l’abbigliamento ed i gadget suggeriti da acquistare, i cibi consigliati sulla base del tipo di vacanza, i voli disponibili. Le aziende incontrerebbero il proprio target in uno dei momenti più personali ed empatici.

L’ulteriore step di convergenza del mobile per innovare e fare marketing

Rifacendoci alla teoria della convergenza di Henry Jenkins, se in un primo stadio gli smartphone hanno costituito un’innovazione facendo convergere in un unico dispositivo funzioni tipiche di una moltitudine di dispositivi diversi (telefono, navigatore, consolle portatile, lettore mp3, fotocamera), adesso l’innovazione sta nel far convergere il mondo digitale con quello analogico per declinare i mobile device ad utilizzi sempre diversi ed arrivare al target di riferimento proprio nel momento in cui ha più bisogno di noi.

Dio è morto, Marx è morto e anche la reach organica si sente poco bene

Like, commenti e condivisioni. Ciascuna di queste rapide azioni non è fine a se stessa, ma influenza l’algoritmo di Facebook, aumentando le capacità del post di essere distribuito sul social.
Parliamo di reach, ossia la portata, il numero di persone “uniche” che vedono (e quindi possono interagire con) i tuoi contenuti. L’efficacia di penetrazione, per dirla in altri termini. Non tutti i “fan” della tua pagina vedranno il contenuto, e non tutti quelli che vedranno il contenuto sono fan della tua pagina.

Dio è morto, Marx è morto e la reach organica si sente poco bene

Ci sono tre tipologie di reach:
organica: quante persone sono state raggiunte dal tuo post, poiché fan della pagina;
a pagamento: dopo aver pubblicato un post, lo sponsorizzi, ossia utilizzi denaro come se fosse doping per aumentarne le prestazioni e quindi raggiungere più persone (scelte con lo strumento “crea audience”);
virale: il numero di persone che hanno visto il tuo post (o la tua pagina) menzionato in una storia pubblicata da un amico, oppure che hanno semplicemente ricevuto like e commenti da amici fan della tua pagina.

Dio è morto, Marx è morto e la reach organica si sente poco bene

La reach organica sta morendo?

Beh, sì, ma non per le ragioni che state pensando.  La reach organica “si sente poco bene” perché l’algoritmo di Facebook sta mutando a causa della base utenti che continua a crescere. Gli account aumentano, le pagine si moltiplicano, i gruppi pullulano. Come si fa ad aver tutto nella home? Bisogna sacrificare qualcosa.

LEGGI ANCHE: Facebook Business Manager: come configurarlo e cominciare a usarlo

Uno studio condotto da EdgeRank Checker ha evidenziato un calo del 9,4% della reach organica dei post su Facebook tra il febbraio 2012 e il marzo 2014.

Dio è morto, Marx è morto e la reach organica si sente poco bene

Un altro studio, del febbraio 2014, condotto da Social@Ogilvy ha riscontrato che le pagine con più di 500 mila like contemplano, in media, una percentuale di portata organica del 2%.
Inoltre, a partire da aprile 2014, il numero totale di pagine che piacciono ad ogni utente sono cresciute in media del 50%. Diventa così una guerra nel news feed, dove l’unica arma valida ed efficace si chiama “denaro”.

THANK YOU! We just reached 3 million Facebook Likes!

Pubblicato da Radio Disney su Giovedì 11 febbraio 2016

 

Corriamo ai ripari

Molti fattori influenzano la vostra portata organica, ma EdgeRank, il famigerato algoritmo di Facebook, gioca un ruolo primario. Facebook prende in considerazione centinaia di fattori personali nel determinare ciò che dev’essere mostrato agli utenti nel news feed.

Pensate ai vostri post come un gioco a punti: i like valgono 1, i commenti 3, le condivisioni 5. Banale sottolineare come il vostro obiettivo siano le condivisioni.
Le foto “funzionano meglio” dei link? Sì, è vero, per due ragioni: la prima è che Facebook non ha molta voglia di lasciarti “scappare all’esterno”, e la seconda è che gli utenti sono maggiormente propensi a guardare foto piuttosto che aprire link.
I post brevi funzionano meglio di quelli lunghi? A livello di algoritmo no, per nulla.

Inoltre, l’algoritmo tiene conto di fattori come l’oscuramento precedente di alcuni tipi di post o inserzioni da parte di un utente, delle persone (e quindi dei loro interessi) che si è scelto di smettere di seguire (perciò non compaiono più nella home), di priorità e/o di maggior interazione con alcune tipologie di pagine a discapito di altre.

Dio è morto, Marx è morto e la reach organica si sente poco bene

Cosa possiamo fare? Purtroppo non c’è una soluzione magica o un trucco di prestigio. Non sarai mai in grado di raggiungere ogni singolo fan con i tuoi aggiornamenti, ma è possibile ottimizzare la tua strategia di contenuti.

• Costruisci relazioni durature.
Non puoi pensare di pubblicare un post e poi scappare. Resta lì, invoglia a commentare, rispondi ai commenti ponendo altre domande o esortando a continuare la conversazione.

• Pubblica con un obiettivo.
Non si dovrebbe mai pubblicare un contenuto solo per il gusto di aggiornare la propria timeline (e questo vale per ogni social, non solo Facebook). Pubblicate con un obiettivo, condividete un messaggio, non soltanto un banale contenitore.

• Non gira tutto intorno a te.
Quando esci per la prima volta con una persona, sai bene che iniziando a parlare soltanto di te probabilmente non ci sarà un secondo appuntamento. Con Facebook è lo stesso: molti utenti vedono il tuo contenuto come se fosse il primo appuntamento insieme alla tua pagina. Meno promozione, più storie.

Non restate fermi: cambiate spesso il vostro piano editoriale. Facebook è in continuo movimento e cambiamento: coglietelo di sorpresa, sfuggite alla monotonia. Solo così riuscirete a dare ossigeno alla reach organica, che forse smetterà di sentirsi poco bene.

IPTV: la nuova frontiera della pirateria digitale

Negli ultimi anni, grazie al continuo miglioramento dell’infrastruttura di rete e delle evoluzioni tecnologiche che hanno coinvolto smartphone, tv e tablet, l’industria televisiva e cinematografica ha conosciuto una forte espansione per le trasmissioni tramite il sistema dell’IPTV.

Trasmissioni on-demand o live sono all’ordine del giorno per i maggiori broadcaster internazionali, e nel corso degli anni tutte le emittente televisive hanno sviluppato applicazioni con le quali è possibile guardare contenuti in mobilità: ne sono un esempio Sky Go e Premium Play.

Se da una parte i broadcaster hanno investito ingenti somme di denaro, di pari passo e in modo ancor più esponenziale anche la pirateria muove le sue pedine in questa scacchiera.

Si è passati dalle schede “bianche” presenti in molti salotti durante i primi anni 2000 al sistema del “card sharing che permette all’utente di vedere qualsiasi programma: si acquista online un apposito decoder (chiamato client) e lo si collega alla rete per scaricare i codici codificati che permettono la visione dei contenuti a pagamento. Ma perché si chiama card sharing? Si usa un abbonamento regolare per avere i codici di codifica e una volta trovati vengono distribuiti ai propri client attraverso la rete in modo tale che tutti possano usufruirne.

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L’evoluzione della rete e il lavoro dell’autorità giudiziaria stanno lentamente sradicando il sistema sopracitato, ma per via del più difficile contrasto sta prendendo piede il sistema del IPTV disponibile (in modo ovviamente illegale) anche su Smart Tv, tablet e smartphone tramite apposite applicazioni. Il software di decodifica dei codici criptati è così evoluto da permettere una visione senza nessuna interruzione durante la fruizione dei contenuti e una visione dei canali in HD tramite app open source disponibili in rete.

Se da una parte le aziende televisive tentano di offrire nuovi contenuti di qualità e premium in esclusiva ai propri abbonati ‘regolari’, dall’altra c’è un mondo parallelo che tenta di offrire servizi a una cifra spesso molto inferiore. In parallelo, il marketing illegale si fa garante di attirare nuovi clienti con ‘offerte’ annuali e la possibilità di pagare l’illecito tramite un pagamento non rintracciabile, come il Paysafecard.

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Week in social: Ninja Gong!, Facebook compra MSQRD, accordi per Snapchat

L’agenda segna che oggi è finalmente venerdì, ed oltre a leggere le news quotidiane tramite Ninja Gong(se ancora non ce l’avete scaricatela subito per non perdervi nemmeno una novità, dal mondo dei social e non solo), c’è il tradizionale riepilogo della settimana per non farci trovare impreparati durante le conversazioni sulle social news con gli amici nel weekend.

ninja gong

Compiangiamo la scomparsa dell’inventore dell’email, Ray Tomlinson, all’età di 74 anni, classificato come quarto tra i 150 innovatori del MIT, che con il format, da lui inventato, user @ host ha permesso di rivoluzionare la comunicazione moderna e tutte le nostre vite.

Facebook

Mister Zuckerberg ci sorprende con una nuova acquisizione. Dopo aver notato l’entusiasmo degli users per i filtri di Snapchat, ha infatti deciso di acquistare MSQRD, un app con funzioni similari, che permette di applicare simpatiche maschere sui volti grazie al riconoscimento facciale in 3d e che avevamo già trovato tra le prime posizioni nell’App Store di Apple qualche settimana fa. L’app rimarrà attiva separatamente mentre verrà integrata la funzione face-swapping in Facebook, ma possiamo anche aspettarci altre sorprese su Messenger, Whatsapp ed Instagram.

Mark ha diffuso la notizia con un breve video dove dà l’annuncio in versione Tony Stark di Ironman.

Taking a break from coding to welcome the MSQRD team to Facebook!

Posted by Mark Zuckerberg on Wednesday, 9 March 2016

Altra notizia che riguarda Menlo Park: Facebook ha sborsato 15.000 dollari per premiare Anand Prakash, un ricercatore che ha riportato la presenza di un bug nell’ambiente di test beta.facebook,com, usato dagli sviluppatori per testare le proprie API.  Il bug metteva a repentaglio la sicurezza dei dati: Anand ha riportato la cosa attraverso il servizio apposito e in circa dodici ore il problema è stato risolto. Otto giorni dopo, però, la bella sorpresa: il team di Facebook ha fatto la felice donazione a mr. Prakash, per ringraziarlo. Insomma, riferito, risolto e ricompensato!

Sempre questa settimana, ci sono state novità anche in ambito Facebook Locations: ma per questo, vi invitiamo a leggere il post apposito.

LEGGI ANCHE: Facebook Locations: novità in arrivo

Twitter

Settimana di gaffe quella che si è conclusa per gli utenti di Twitter.

È girata molto, ad esempio, quella dello scambio di persona tra la morte dello storico produttore dei Beatles, George Henry Martin ed il creatore della saga fantasy Game of Thrones; senza contare la distrazione di Federica Pellegrini, che per errore ha pubblicato il proprio numero di cellulare visibile a tutti.

A parte questo (che forse andrebbe meglio nella nostra rubrica Epic Win/Fail della settimana) Twitter sta svolgendo degli interventi volti a migliorare la funzione Moments, che permette di veicolare informazioni in tempo reale da parte degli editori reindirizzandoli ai loro siti web ed aumentandone così il pubblico e la visibilità.

La battaglia sul real time, anche con la definitiva consacrazione di Facebook Mentions, è ormai cominciata: e Twitter Moments vuole esserci!

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Snapchat

Portare gli Snapchatters dietro le quinte dei grandi eventi sportivi è il prossimo obbiettivo dell’app preferita dagli under 24, che da poco ha cominciato a prender piede anche in Italia: grazie all’accordo commerciale con Turner Sports, canale che segue NBA, baseball e golf.
Inoltre, viene potenziata la struttura in ambito ADV: Snapchat ha infatti firmato con Viacom un contratto pluriennale per la vendita degli spazi pubblicitari, ed un accordo editoriale con l’aggiunta di due canali alla sezione “Discover”.

Infine, una curiosità: è stato modificato il font. I più attenti noteranno che assomiglia a quello istituzionale utilizzato sulle piattaforme Android.

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LEGGI ANCHE: Snapchat: come creare geofiltri per gli eventi

Instagram

Instagram fa il contrario rispetto a WhatsApp (annuncio della scorsa settimana: entro la fine del 2016 l’app non sarà più disponibile per alcuni tipi di smartphone e sistemi operativi) e si apre ad altri mondi. È infatti disponibile anche per Windows 10, anche se presenta ancora qualche problema per gli utenti.

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GooglePlus

Ha annunciato “Google Create” un nuovo servizio che permetterà ad influencer e talenti in ogni campo di avere maggiore audience nel web, simile a YouTube’s Creator Academy e Local Guides in Google Maps. Basato sul concetto di community, Google Create offrirà agli utenti supporto nell’esprimere interessi e passioni attraverso contenuti tematici di qualità verificandone i loro profili.

week social

Per questa settimana Week in Social si conclude qui.
Appuntamento fissato a venerdì prossimo!

Ninja Social Oroscopo dall’11 al 17 Marzo

Cari pesimassimi del download, ben ritrovati all’oroscopo settimanale per i web lover che si è assentato per qualche settimana a causa di una clonazione analogica dell’astrologa!

Questa settimana assisteremo al passaggio di Venere, pianeta della predisposizione gentile verso tutto il creato, dall’analitico segno dell’Acquario al morbido segno dei Pesci.

L’Acquario quindi rimasto solo senza l’appoggio di nessun pianeta veloce vorrebbe tanto avere un amico robotico umanoide ma senza troppe richieste come Atlas… Una vita facile, insomma!   Anche la Vergine, notoriamente amante della tecnologia, punta a svitare i bulloni del robot della Boston Dynamics perché con Mercurio e Venere opposti non crede di riuscire ad intrattenere relazioni né conversazioni con alcun essere umano!

Il Toro torna finalmente giocoso e perditempo ed è felice che Facebook si sia comperata la app del momento, Msqrd. Lui ovviamente ha già provato tutte le facce possibili ma la sua preferita resta quella da disco. Anche il Capricorno si abbandona a qualche giornata di piacere che metta a tacere la stanchezza e il dubbio: al bivio di Heineken tra stadio o amici sceglie decisamente gli amici!

Lo stadio lo lascia all’Ariete il cui spirito di competizione non si dà pace nemmeno nel fine settimana: se non può correre lui per la vittoria metterà le sue energie di tifoso per incitare la sua squadra.

Parliamo adesso un pó di futuro: il Sagittario teme l’arrivo dell’estratto conto reputazionale come temeva anni fa la consegna delle pagelle. Questa settimana con Venere e Mercurio quadrati non riuscirà nemmeno a trovare una buona scusa per quel voto scarso in downloaded songs! I Gemelli sono felici di delegare ogni responsabilità e decisione a Neela, l’amica virtuale che ti fa fare la scelta giusta usando metodi persuasivi severi ma giusti.

Lo Scorpione sa che con Mercurio e Venere a favore la sua mente partorirà massime, pensieri, soluzioni che i più famosi cervelli di Palo Alto pagherebbero oro… Sarà quindi rassicurato questa settimana dal sapere che attraverso le tecnologie mindshare sui suoi pensieri sarà posto il sigillo di tutela del copyright. Anche sotto la doccia! Infine sempre dal futuro il Leone sfrutterà tutte le potenzialità di Zamazon e godrà nel veder scorrazzare decine di droni come gli inservienti di Buckinghum Palace perché lui che non ha tempo da perdere ama la rapidità del servizio.

I Pesci godono di questa esplosione di magica  e sconfinata creatività da invadere tutto lo spazio di storify. Inarrestabili, per nulla concreti ma tremendamente affascinanti i Pesci questa settimana avranno sempre la risposta pronta e la storia adatta. Infine la Bilancia irrequieta questa settimana potrebbe buttare un occhio alla classifica dei più ricchi del digitale secondo Forbes… Non si sa se in cerca di ispirazione o di marito!