Mariarita Costanza: dagli investimenti all'idea di InfoSmartCity [INTERVISTA]

"Il cittadino oggi è una persona dinamica, abituata a viaggiare e alla costante ricerca di servizi smart, fruibili in maniera veloce e semplice"

Federico Gambina

Web Editor & Social Media Specialist

Mariarita Costanza: dagli investimenti all'idea di InfoSmartCity [INTERVISTA]

Oggi esistono numerose applicazioni mobile di servizi innovativi per le smart city, che promettono il miglioramento della qualità della vita per quanti vivono la città attraverso il proprio smartphone. Il risultato, e basta guardare l’interfaccia utente del vostro smartphone, è che per essere perfetti “smart citizens” occorre scaricare un altissimo numero di app, a Milano ben 22 app e a Roma 15.

Per questo motivo Macnil Gruppo Zucchetti ha lanciato InfoSmartCity. L’App, scaricabile gratuitamente, è connessa ad oggi con oltre 30 città italiane per monitorare costantemente la situazione del traffico urbano, mostrare l’ubicazione dei principali siti turistici, parcheggi, farmacie di turno e molte altre informazioni a seconda dei comuni interessati.

Le informazioni su InfoSmartCity sono in continuo aggiornamento e l’obiettivo degli sviluppatori del Gruppo Zucchetti è quello di coprire presto tutti i comuni italiani che attraverso quest’app avranno la possibilità di inviare messaggi di pubblica utilità direttamente sullo smartphone dei cittadini, per segnalare situazioni di pericolo e avvisi della Protezione Civile.

Mariarita Costanza, direttore tecnico di Macnil Gruppo Zucchetti, è l’ideatrice dell’app InfoSmartCity nonché volto noto al pubblico televisivo per la partecipazione come investitrice alla prima edizione italiana del business format su Italia Uno. Abbiamo voluto contattarla per riceve maggiori informazioni sull’app e per capire cosa l’ha spinta ad ideare questo tipo di servizio.

Nel vostro comunicato stampa si legge: una per tutte, tutte per una. Si tratta indubbiamente di un miglioramento della fruibilità per gli utenti che vivono le città. Ma nella pratica, qual è stato l’input che ha dato vita a InfoSmartCity?

Mariarita Costanza: la Shark ideatrice dell'app InfoSmartCity

L’idea è nata da un progetto di ricerca finanziato dalla Regione Puglia con contributi della Comunità Europea, uno dei pochi esempi (ahimè!!) di finanziamenti utili a produrre servizi per il mercato e non prototipi chiusi nei cassetti.

Il progetto si chiama SEMINA, Sistemi Evoluti per la Mobilità Intelligente in Network Urbani Facili, l’utente finale è il Comune di Bari: si tratta di un’applicazione mobile in grado di fornire informazioni sul traffico urbano in tempo reale e di instaurare un canale di comunicazione tra la PA e il cittadino, canale diretto e soprattutto immediato.

In situazioni di emergenza dunque, uno strumento utile alla protezione civile per allertare tutti i cittadini in un solo colpo e in tempo reale.

Il progetto ha avuto un’eco importante e son cominciate ad arrivarci richieste da altri Comuni, da tutta Italia, anche dagli stessi baresi che nei loro viaggi di lavoro o di piacere (oggi si viaggia davvero tanto!!), sentivano la necessità di un’app Semina. Si trattava di creare tanti progetti Semina per ciascun Comune, 8000 app!.

Una regola ferrea da noi in azienda è quella della “riusabilità”, e quale occasione migliore per metterla in pratica. Abbiamo così una sola app per tutte le città che, in base alla localizzazione dell’utente (in realtà dello smartphone) si predispone sulla mappa della città in cui si trova, con la possibilità comunque di sceglierne un’altra da un elenco.

Nelle varie città abbiamo trovato diverse tipologie di informazioni utili all’utente, oltre a quelle di infomobilità, traffico, parcheggi, quelle relative ai trasporti, fermate e orari bus cittadini, taxi, car sharing, bike sharing, quelle relative alla sanità, farmacie, ospedali, veterinari e poi ancora informazioni relative al turismo, all’ambiente e tanto altro! Tutto ciò dal lato del cittadino, ma in realtà anche la PA ha diversi benefici dall’utilizzo di Infosmartcity: ha la possibilità di instaurare un canale diretto di comunicazione col cittadino, di gestirsi in autonomia (attraverso un portale web) i dati da visualizzare nell’app, caricarli, modificarli e aggiornarli.

Il mercato delle app è molto vasto e ricco di possibilità, ma gli utenti non sempre accettano di buon cuore le novità. Siamo curiosi, che tipo di riscontro avete ottenuto?

Infosmartcity è stata presentata in diversi eventi dove ha avuto riconoscimenti importanti: a SMAU Milano 2014 ha vinto il Premio Smart Communities. Sempre nello stesso anno all’Open Geo Data è stata premiata come migliore app dell’anno per la gestione di dati geografici aperti sia dinamici che statici, utili per rendere le città più intelligenti e vivibili.

Sono stati siglati diversi accordi con organizzazioni di eventi che, piuttosto che creare un’app specifica del singolo evento, hanno accolto l’invito di inserirsi all’interno di Infosmartcity come servizio offerto nella città dell’evento.

E’ il caso per esempio, per la città di Matera (capitale della cultura 2019) del Matera Ballon Festival, un evento itinerante (dall’08/10 all’11/10) focalizzato sul volo in mongolfiera, che presenta diversi appuntamenti in diverse zone del territorio materano. Tutti gli appuntamenti e gli eventi sono censiti all’interno di Infosmartcity e sono visualizzbili su mappa. Sono tutte conferme queste, del riscontro assolutamente positivo che Infosmartcity sta riscuotendo.

Offrite una copertura territoriale molto vasta. Pensate di allargare il servizio anche per le città europee?

Le tecnologie da noi utilizzate sono globali, sono fruibili davvero in tutto il mondo.

Il servizio offerto con Infosmartcity è utile in tutte le città, soprattutto nelle grandi città del mondo che offrono svariati servizi al cittadino, noi diamo lo strumento per integrare tutti i servizi in una sola app. Per usare una metafora, è una porta di accesso alla Smart City e a tutti i suoi servizi.

Per il momento stiamo completando la copertura delle città italiane, ma abbiamo già preso contatti con le principali città Europee. Essendo la MACNIL all’interno di un grande gruppo, il Gruppo Zucchetti, presente in 50 paesi del mondo, in realtà stiamo lavorando anche fuori Europa, abbiamo una forte presenza in Brasile.

La tua esperienza ti ha mostrato diverse idee di startup, alcune molto valide. Supponiamo, per un attimo, che sia tu a trovarti dal lato opposto dello studio televisivo, come convinceresti i tuoi colleghi ad investire sulla tua app?

Partirei sicuramente dal problema: il cittadino oggi è una persona dinamica, abituata a viaggiare e alla costante ricerca di servizi smart, fruibili in maniera veloce e semplice.

Se per cercare un parcheggio libero gli impongo di fare più di due click, lui abbandona la ricerca, se ha necessità di cercare la farmacia di turno, deve poterla trovare con due click.

Oggi per poter avere ciò, il cittadino che ama viaggiare dovrebbe scaricarsi 8.000 app, se prendiamo una media di 3 servizi offerti da ciascun comune (parcheggi, traffico, farmacie), arriviamo a 24.000 app! Il numero delle app sta aumentando a dismisura, solo nella città di Milano ci sono 17 app, a Roma ce ne sono 15, a Torino ce ne sono 12 e così via.

Passerei poi alla soluzione: Infosmartcity risolve questa dispersione, concentrando in una sola app i servizi di tutte le città, attraverso un’attività di integrazione di tutti i dati forniti dalle molteplici app presenti nelle varie città. Il cittadino che ama viaggiare, ma anche il cittadino smart che ama la sua città, deve scaricarsi una sola app (il resto dello spazio sullo smartphone può dedicarlo ad altro) e lì trova tutto ciò che gli serve in qualunque città si trovi.

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Poco tempo fa abbiamo posto questa domanda a Roberto Calculli, Ceo di The Box Company: La Puglia sembra essere al centro di un interesse particolare del fenomeno startup. Può essere il Sud la terra del rilancio per l’economia del paese? Qual è la tua opinione in merito?

Io sono convinta che il SUD può diventare il motore dell’intero paese. Quando siamo partiti avevamo l’obiettivo di vincere una sfida: creare a Gravina in Puglia, un paese prettamente agricolo, un’azienda di Information Technology.

A distanza di 15 anni, possiamo dire di aver vinto la sfida. Ma noi viviamo con le sfide e con l’obiettivo di superarle. Oggi ne abbiamo un’altra, più ambiziosa: creare nel nostro territorio un vero e proprio polo tecnologico. Non c’è scritto da nessuna parte che per lavorare in progetti all’avanguardia, altamente tecnologici devi trasferirti nella Silicon Valley.

Noi in Puglia, per esempio, facciamo continua ricerca nel mondo dell’Internet of Things, lavoriamo su sistemi di telecontrollo di defibrillatori mobili, su sistemi di telediabetologia, su sistemi di localizzazione flotte, sul digital mobile marketing, tutti temi che non è frequente trovare da queste parti e per i quali c’è necessità di confrontarsi con gli altri player a livello globale.

La nuova sfida è quella di fondare la “Murgia Valley”, un territorio con una storia, una cultura, con delle tradizioni, in cui ci sono tanti giovani del Politecnico e dell’università del sud Italia con una voglia matta di riscatto e nello stesso tempo di rimanere nella loro terra mettendosi in gioco. Stiamo prendendo una sede da 4.200 mq, ci arrivano oramai giornalmente curriculum da ogni parte del mondo, abbiamo scatenato una inversione di tendenza e questo ci piace molto. Continuiamo su questa strada nell’attesa di realizzare il sogno chiamato “Murgia Valley”.

Se lottate con i giga di memoria sui vostri smartphone alla ricerca dell’app più “leggera”, o con l’organizzazione della vostra interfaccia utente sempre più confusionaria, questa è l’app che fa per voi. La città andrebbe vissuta osservando le sue bellezze e non piegati sul collo alla ricerca delle app giusta e col volto perennemente illuminato da uno smartphone.