Cropped image of man’s hand scanning product through mobile phone
Già da tempo e in sempre più numerosi ambiti, l’attenzione si focalizza sulla responsabilità che hanno le imprese e i singoli individui nel combattere o alimentare determinate dinamiche, spesso negative, attraverso le loro scelte. Quando si parla di aziende, si fa riferimento a grandi decisioni, spesso a lungo termine che per questo comportano altrettante conseguenze umane e ambientali non ignorabili. Ma oltre alle multinazionali, in parte anche l’acquirente può dimostrare condivisione o opporsi ad alcuni principi con i propri acquisti.
Supporto alle scelte di fronte agli scaffali del supermercato non provengono solo da informazioni raccolte al di fuori del punto vendita, ma possono essere individuate anche nel momento stesso dell’acquisto grazie ad alcune app presenti sul proprio dispositivo, ecco alcuni suggerimenti.
Buycott: comprare e/o boicottare?
Già dal nome di questa app, un misto tra “buy” e “boycott”, sembra evidente l’intento che si prefigge: consumare e acquistare sono processi che danno all’individuo un potere a volte poco contemplato. Determinate azioni, ripetute quotidianamente e numericamente promettenti, possono fare la differenza. Tutto però parte dalla conoscenza, non solo della teoria ma anche delle azioni da compiere, sapendo di quali prodotti fare a meno perché non ne condividi i principi, e di quali invece abbracciare per poterti definire un consumatore più responsabile.
Attraverso Buycott, ma non solo, puoi tenerti sempre informato e agire nei tuoi acquisti con coscienza, venendo a scoprire, attraverso la scansione del codice a barre, se quel bene che stai per comprare è prodotto nel rispetto di determinati parametri come il rifiuto del lavoro minorile o l’immissione di agenti tossici nell’ambiente durante il processo produttivo. All’interno della app è possibile scoprire la posizione di determinate aziende e multinazionali sugli OGM, sulla sperimentazione sugli animali e così via.
Purtroppo l’app ha una limitata conoscenza di tutti i prodotti in commercio ma all’utente viene data la possibilità di inserire informazioni.
Si può scaricare gratuitamente dal Play Store e dall’App Store.
GoodGuide, per essere un “good costumer”
Senza per forza far riferimento al concetto del boicottare, esistono altre app che mettono a disposizione del consumatore una serie di indicatori per avere una visione più completa sul bene che si sta per acquistare. Una di queste è GoodGuide che si pone come obiettivo quello di restituire all’utente, sempre scansionando il codice a barre, un punteggio unico, risultato dell’analisi di 3 fattori: salute, ambiente e impatto sociale.
Ognuno di questi 3 elementi è stato valutato su una scala che va da 1 a 10 e il punteggio ottenuto da ogni singolo aspetto è visibile, in modo che, anche se il punteggio generale è alto, si può decidere dove orientare meglio le proprie scelte, se ad esempio si ha più a cuore la causa ambientale piuttosto che quella dell’impatto sociale. La app dispone di una galleria con più di 250.000 prodotti appartenenti a diverse categorie, dal food ai prodotti per la casa, fino al make up.
Se ti piace e vuoi provarla puoi scaricarla gratuitamente dall’App Store.
Shop Ethical! La tua guida al consumo
Ancora, sempre dalle informazioni ricevute dal codice a barre dei prodotti che stai per acquistare, potresti provare l’app Shop Ethical, a 3,68 euro per Android e 3,99 euro per iOS. Anche in questo caso si ha a disposizione una ampia libreria di prodotti di varie categorie delle quali sapere maggiori informazioni riguardo a inquinamento e rispetto dei diritti dei lavoratori.
Insomma, per essere un consumatore più consapevole non ci sono davvero più scuse!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kiyokohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKiyoko2015-10-02 17:00:322015-10-02 17:00:32Le app per essere un consumatore più responsabile
Il BEA 2015 (Best Event Awards) ha visto ieri sera la distribuzione di premi ai progetti e alle agenzie più creative che sul territorio italiano hanno portato un’aria di novità grazie ad ambient, mapping, guerrilla ed eventi.
Creatività è la parola chiave un po’ per tutti i protagonisti chiamati sul palco per i ringraziamenti di rito da un coinvolgente Marco Maccarini.
Ma vediamo un po’ quali tra i vincitori ci sono piaciuti di più:
1. Operazione #LavaMilano, Spencer&Lewis per Geberit
Quando un’azienda commette un errore sul web si grida all’epic fail, quando questo è pianificato e riesce a intrattenere, divertire e fare pure qualcosa di buono per la società allora si sale a testa alta sul palco del BEA per ritirare il premio come Miglior Evento Eco Sostenibile.
Diventato presto virale ha raccolto il consenso dei cittadini trasformando una campagna di buzz in un gesto concreto, fino all’impegno di Geberit di sostenere Retake Milano, un movimento spontaneo di cittadini che promuove il decoro urbano attraverso la pulizia di edifici degradati.
2. #Spazio Sky Darsena, Mec Access per Sky
Tre mesi di eventi non stop su una struttura galleggiante dal concept innovativo che richiama le galassie planetarie direttamente sull’acqua dei navigli milanesi alla neo ristrutturata Darsena.
Tra gli oltre 75 eventi ospitati, anche le anteprime di Jell’s Kitchen, Masterchef, Masterchef Junior e XFactor.
Con questo progetto l’agenzia Mec Access si porta a casa il premio come Miglior evento Instore.
3. #WhatAreYouFOR, Merlo per Smart
Un guerrilla decisamente riuscito con tanto di buzz spontaneo sui social così come sui media tradizionali quello messo in atto dalla Merlo per il lancio delle nuova Smart.
Le misteriose sfere bianche che per giorni hanno infestato Roma, Milano e Napoli hanno conquistato la giuria e il pubblico del BEA portandosi a casa il premio più ambito, il Best Event Award, ma anche il riconoscimento come Miglior Evento Integrato, Miglior Channel Strategy e Miglior Evento BtoC.
4. Cerimonia Expo, Filmmaster per Expo Milano
Un grande evento che si porta addosso una grande responsabilità: l’apertura di fronte al mondo di Expo e la presentazione in qualche modo dell’Italia davanti al mondo.
Filmmaster si è fatta onore con un palinsesto di tutto rispetto che ha visto, tre le altre cose, le immancabili Frecce Tricolori solcare i cieli della città meneghina, i bambini intonare una versione tutta rivista dell‘Inno alla vita e un susseguirsi di ospiti d’eccezione, tra cui lo stesso Papa Francesco attraverso una diretta streaming dal Vaticano. Questo progetto si è portato a casa i premi come Miglior Evento Pubblico, Miglior Expo Event e Best Execution.
5. Hearing Hands, Casta Diva per Samsung
Un progetto diventato in breve tempo virale sui social ma che a distanza di mesi è ancora in grado di far commuovere, il messaggio di Samsung è chiaro: vogliamo un mondo senza barriere e la candid messa in atto per raccontarlo è davvero in grado di toccarti dentro.
Hearing Hands è il progetto che presenta il nuovo servizio di customer care di Samsung dedicato ai non udenti che via webcam si prenderà cura di loro e delle loro esigenze abbattendo, appunto ogni barriera.
Il progetto di Casta Diva ha vinto i premi come Miglior Hybrid Event, Miglior Evento Low Budget e Miglior Effectiveness.
6. New 500 icon reloaded, La Buccia per Fca – brand Fiat
Un ascensore per un viaggio nel tempo verticale dove poter vedere le varie epoche in cui la piccola di casa Fiat si è fatta onore diventando la vera e propria icona di stile che tutt’ora è riconosciuta in tutto il mondo per il lancio della New Fiat 500.
Il progetto di La Buccia si è portato a casa il progetto come Miglior Evento BtoB.
7. Uefa Opening Cerimony, Filmmaster per UEFA
Una scenografia e una coreografia spettacolari in grado di stregare e coinvolgere con altrettanta emozione di quella che si sarebbe andata a vivere di lì a poco su quello stesso manto erboso.
In questo genere di eventi la perfezione è fondamentale per ottenere un risultato impeccabile come quella che Filmmaster ci ha regalato ed anche per questo vince il premio come Miglior Evento Sportivo.
8. Learn to Fly, Rockin’ 1000
Evento non in gara ma invitato di diritto sul palco del BEA 2015 a raccontare di come siano riusciti a raccogliere la passione di migliaia di Italiani per i Foo Fighters in un grande e spettacolare flash mob, sicuramente uno dei meglio riusciti di sempre.
Proprio ai ragazzi di Cesena di Rockin’1000 facciamo anche noi il nostro omaggio per l’ottimo lavoro svolto con tanta ammirazione per chi è riuscito a veder realizzarsi un sogno.
Come ogni anno il Bea si conferma un contenitore di qualità di creatività, stimoli e suggestioni di quello che è l’anno appena trascorso di cui far tesoro per quello che verrà. All’anno prossimo!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Nickyhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNicky2015-10-02 16:10:552015-10-02 16:10:55BEA 2015: gli otto eventi premiati che ci sono piaciuti di più
Il nuovo Google Chromecast, annunciato da Google il 29 settembre, insieme al nuovo Chromecast Audio, assicura di essere rivoluzionario, soprattutto per gli amanti del gaming. App ridisegnata, Full HD e funzionalità “Fast Play”, per rendere davvero smart i comuni televisori. Pare però che non si potrà acquistare su Amazon.
Il gigante dell’eCommerce ha infatti annunciato che smetterà di vendere Apple TV e Google Chromecast. La motivazione ufficiale è che i due device non sono compatibili con Prime Video, il servizio streaming di Amazon, ma è evidente che in questo modo Amazon potrebbe veder crescere le vendite del Fire TV Stick, il suo dispositivo a marchio.
Se vuoi acquistare un Chromecast da Amazon, affrettati. La novità infatti partirà il 29 ottobre e da quel momento i device per smart TV dei concorrenti non si potranno più comprare attraverso il portale di eCommerce più noto al mondo.
La decisione di Amazon sui TV streaming device
Secondo Bloomberg, Amazon avrebbe inviato una email ai propri venditori facendo sapere che nessun nuovo prodotto Apple TV o Chromecast sarebbe stato autorizzato e che i prodotti esistenti sarebbero stati rimossi a partire dal 29 ottobre.
Il portavoce di Amazon ha dichiarato a Mashable: “Negli ultimi tre anni, Prime Video è diventato una parte importante di Prime. Per noi è essenziale che i lettori multimediali per lo streaming interagiscano in maniera ottimale con Prime Video, per evitare confusione nei clienti. Roku, XBOX, PlayStation e Fire TV sono una ottima scelta in questo senso”.
Letto tra le righe, insomma, se Google o Apple pensano di mettere fuori Amazon dalla partita per la nuova TV, dovranno fare prima i conti con un mercato che passa sempre più attraverso la vendita online e in cui non si può evitare di fare i conti con il gigante dell’eCommerce.
Dunque, mentre da un lato si lavora con Alliance for Open Media su una nuova web tv, codificata, libera e fruibile da tutti gli utenti, che porti con sé anche i vantaggi di un servizio video ed audio con standard qualitativi elevati e declinabile per qualsiasi device e messaggio, dall’altro si studiano strategie per assicurarsi importanti quote di mercato.
Prime Video, Fire TV e diritti di distribuzione: la strategia video di Amazon
Amazon è a lavoro da quasi un decennio sullo streaming e sui prodotti video e negli ultimi quattro anni, il servizio di Instant Video è cresciuto in modo significativo. Amazon ha investito non solo in contenuti originali, ma anche nell’acquisto dei diritti di distribuzione per grandi serie tv e film.
Solo lo scorso anno, l’azienda ha lanciato la sua prima linea di dispositivi Fire TV per guardare i contenuti di Amazon e di altri servizi video online direttamente dalla televisione di casa.
Secondo i rumors anche Apple starebbe per lanciare un proprio servizio di abbonamento in streaming e anche se molti servizi di streaming, tra cui Netflix e Hulu, hanno trovato il successo nella possibilità di essere utilizzati con il maggior numero di dispositivi possibile, Amazon è stata intralciata in questa direzione.
Sebbene Amazon abbia un’app Prime Video per iOS, che supporta la Apple TV tramite AirPlay, a cui è stata recentemente aggiunta la possibilità di scaricare serie TV e film per la visualizzazione offline, con Google, il problema sembra essere più complesso. Le app di Amazon per lo streaming video, infatti, sono disponibili per Android, ma non non sono presenti nel Google Play Store.
Perfino per Amazon la decisione di non vendere più due dei più famosi dispositivi di streaming TV è una mossa azzardata. Ma come reagiranno Apple e Google alla notizia?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Daria D'Acquistohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDaria D'Acquisto2015-10-02 12:00:062015-10-02 12:00:06Fuori Apple TV e Google Chromecast da Amazon
La Ninja Digital Factory legata al Master Online in Web Marketing & Social Media Communication della Ninja Academy è il percorso premium che comprende 3 sessioni di incontro dal vivo. Ciò permette ai partecipanti di portare avanti il proprio project work di gruppo lavorando negli acceleratori TIM#WCAP di Milano e Roma, oltre che a distanza grazie alle tecnologie digitali di Project Management.
Per basare l’apprendimento su sfide concrete la Ninja Academy ha stretto una partnership didattica con Microsoft Italia: i partecipanti, infatti, si metteranno alla prova lavorando su 10 brief operativi incentrati sulle attività di Web Marketing che Microsoft Italia affronta nell’ambito del digital e del social.
Oggi abbiamo fatto quattro chiacchiere con Michaela Matichecchia, tutor dei guerrieri Ninja, insieme a Raffaele Pironti.
Anche quest’anno sarai impegnata come tutor della Factory di Ninja Academy. Cosa richiede il tuo ruolo e cosa ti aspetti dal brief ideato grazie alla partnership didattica con Microsoft?
La Ninja Factory è più di un’esperienza formativa, è una vera e propria esperienza lavorativa. Si lavora per un cliente, come Microsoft, per raggiungere obiettivi reali. Questo comporta affrontare diverse sfide: relazionarsi con un team di persone con cui non si è mai lavorato, presentare i brief in conference call o dal vivo ed essere in competizione con gli altri team.
Sfide che nelle realtà lavorative si affrontano quotidianamente e che spesso decretano il successo o l’insuccesso di un progetto.
Anche questo fa parte del learnig by doing brevettato con dovizia da Ninja Academy e monitorato con impegno dai tutor.
In questo senso il mio ruolo di tutor non si limita alla presentazione del brief e alla verifica del progetto svolto, ma devo mettere i partecipanti nelle condizioni di sperimentare e mettere in pratica le lezioni del master sbagliando liberamente, ma con la certezza che l’errore verrà rilevato puntualmente e che loro impareranno a riconoscerlo, a correggerlo e non rifarlo.
Ho già visto il brief ideati con Microsoft e posso dire solo … wow!
I brief sono puntuali, chiari e soprattutto estremamente reali. Chi dovrà svolgerli entrerà nell’universo Microsoft e avrà la possibilità di conoscerlo ed analizzarlo a fondo, per ideare una campagna di digital marketing di valore.
La Factory nasce per offrire ai partecipanti del Master in Web Marketing & Social Media Communication la possibilità di mettere in pratica le nozioni acquisite attraverso 10 prove. Quale sarà la maggiore sfida da affrontare?
Difficile dire quale sarà la sfida più avvincente. Realizzare campagne per il lancio di prodotti o iniziative, ideare una strategia di content marketing, elaborare proposte di UX redesign, Reputation Assessment tramite attività di Digital PR, saranno tutte sfide entusiasmanti e non vedo l’ora di vedere i progetti che i partecipanti realizzeranno.
La prova che a me piace di più è sempre la presentazione finale al cliente, dove si delinea una strategia integrata, multipiattaforma e multicanale.
Sei Web Project & Marketing Manager per Tourtools, agenzia web da te co-fondata. Quanto è importante al giorno d’oggi per un’azienda assumere risorse che, oltre a sapere, sappiano anche fare?
È vitale. Lo è sempre stato. Le aziende che investono sulle persone, lo fanno per la loro capacità di fare, che va intesa come capacità di tradurre un’idea in un progetto, avere l’attitudine a lavorare in team con serenità e collaborazione, affrontare con entusiasmo nuove sfide, prendere l’iniziativa per trovare soluzioni.
Queste attitudini sono proprie solo di chi, oltre a studiare, si è già confrontato con progetti concreti. In Tourtools abbiamo scelto di assumere persone con questa capacità di fare e sono le persone grazie alle quali stiamo crescendo come azienda. Non è stato facile trovarle. Per questo la Ninja Factory è una grande occasione di presentarsi alle aziende con una marcia in più ed una grande risorsa per le aziende che cercano persone capaci di fare la differenza.
Se sei interessato alla Ninja Digital Factory, iscriviti all’edizione di Roma (ultimi posti!), Milano è sold out!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Umekahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngUmeka2015-10-02 11:04:382015-10-02 11:04:38La Ninja Digital Factory secondo la tutor Michaela Matichecchia [INTERVISTA]
L'app Infosmartcity di Macnil Gruppo Zucchetti ideata dall'ing. Mariarita Costanza vuole concentrare in una sola app i servizi di tutte le città, attraverso un’attività di integrazione di tutti i dati forniti dalle molteplici app presenti nelle varie città.
Oggi esistono numerose applicazioni mobile di servizi innovativi per le smart city, che promettono il miglioramento della qualità della vita per quanti vivono la città attraverso il proprio smartphone. Il risultato, e basta guardare l’interfaccia utente del vostro smartphone, è che per essere perfetti “smart citizens” occorre scaricare un altissimo numero di app, a Milano ben 22 app e a Roma 15.
Per questo motivo Macnil Gruppo Zucchetti ha lanciato InfoSmartCity. L’App, scaricabile gratuitamente, è connessa ad oggi con oltre 30 città italiane per monitorare costantemente la situazione del traffico urbano, mostrare l’ubicazione dei principali siti turistici, parcheggi, farmacie di turno e molte altre informazioni a seconda dei comuni interessati.
Le informazioni su InfoSmartCity sono in continuo aggiornamento e l’obiettivo degli sviluppatori del Gruppo Zucchetti è quello di coprire presto tutti i comuni italiani che attraverso quest’app avranno la possibilità di inviare messaggi di pubblica utilità direttamente sullo smartphone dei cittadini, per segnalare situazioni di pericolo e avvisi della Protezione Civile.
Mariarita Costanza, direttore tecnico di Macnil Gruppo Zucchetti, è l’ideatrice dell’app InfoSmartCity nonché volto noto al pubblico televisivo per la partecipazione come investitrice alla prima edizione italiana del business format su Italia Uno. Abbiamo voluto contattarla per riceve maggiori informazioni sull’app e per capire cosa l’ha spinta ad ideare questo tipo di servizio.
Nel vostro comunicato stampa si legge: una per tutte, tutte per una. Si tratta indubbiamente di un miglioramento della fruibilità per gli utenti che vivono le città. Ma nella pratica, qual è stato l’input che ha dato vita a InfoSmartCity?
L’idea è nata da un progetto di ricerca finanziato dalla Regione Puglia con contributi della Comunità Europea, uno dei pochi esempi (ahimè!!) di finanziamenti utili a produrre servizi per il mercato e non prototipi chiusi nei cassetti.
Il progetto si chiama SEMINA, Sistemi Evoluti per la Mobilità Intelligente in Network Urbani Facili, l’utente finale è il Comune di Bari: si tratta di un’applicazione mobile in grado di fornire informazioni sul traffico urbano in tempo reale e di instaurare un canale di comunicazione tra la PA e il cittadino, canale diretto e soprattutto immediato.
In situazioni di emergenza dunque, uno strumento utile alla protezione civile per allertare tutti i cittadini in un solo colpo e in tempo reale.
Il progetto ha avuto un’eco importante e son cominciate ad arrivarci richieste da altri Comuni, da tutta Italia, anche dagli stessi baresi che nei loro viaggi di lavoro o di piacere (oggi si viaggia davvero tanto!!), sentivano la necessità di un’app Semina. Si trattava di creare tanti progetti Semina per ciascun Comune, 8000 app!.
Una regola ferrea da noi in azienda è quella della “riusabilità”, e quale occasione migliore per metterla in pratica. Abbiamo così una sola app per tutte le città che, in base alla localizzazione dell’utente (in realtà dello smartphone) si predispone sulla mappa della città in cui si trova, con la possibilità comunque di sceglierne un’altra da un elenco.
Nelle varie città abbiamo trovato diverse tipologie di informazioni utili all’utente, oltre a quelle di infomobilità, traffico, parcheggi, quelle relative ai trasporti, fermate e orari bus cittadini, taxi, car sharing, bike sharing, quelle relative alla sanità, farmacie, ospedali, veterinari e poi ancora informazioni relative al turismo, all’ambiente e tanto altro! Tutto ciò dal lato del cittadino, ma in realtà anche la PA ha diversi benefici dall’utilizzo di Infosmartcity: ha la possibilità di instaurare un canale diretto di comunicazione col cittadino, di gestirsi in autonomia (attraverso un portale web) i dati da visualizzare nell’app, caricarli, modificarli e aggiornarli.
Il mercato delle app è molto vasto e ricco di possibilità, ma gli utenti non sempre accettano di buon cuore le novità. Siamo curiosi, che tipo di riscontro avete ottenuto?
Infosmartcity è stata presentata in diversi eventi dove ha avuto riconoscimenti importanti: a SMAU Milano 2014 ha vinto il Premio Smart Communities. Sempre nello stesso anno all’Open Geo Data è stata premiata come migliore app dell’anno per la gestione di dati geografici aperti sia dinamici che statici, utili per rendere le città più intelligenti e vivibili.
Sono stati siglati diversi accordi con organizzazioni di eventi che, piuttosto che creare un’app specifica del singolo evento, hanno accolto l’invito di inserirsi all’interno di Infosmartcity come servizio offerto nella città dell’evento.
E’ il caso per esempio, per la città di Matera (capitale della cultura 2019) del Matera Ballon Festival, un evento itinerante (dall’08/10 all’11/10) focalizzato sul volo in mongolfiera, che presenta diversi appuntamenti in diverse zone del territorio materano. Tutti gli appuntamenti e gli eventi sono censiti all’interno di Infosmartcity e sono visualizzbili su mappa. Sono tutte conferme queste, del riscontro assolutamente positivo che Infosmartcity sta riscuotendo.
Offrite una copertura territoriale molto vasta. Pensate di allargare il servizio anche per le città europee?
Le tecnologie da noi utilizzate sono globali, sono fruibili davvero in tutto il mondo.
Il servizio offerto con Infosmartcity è utile in tutte le città, soprattutto nelle grandi città del mondo che offrono svariati servizi al cittadino, noi diamo lo strumento per integrare tutti i servizi in una sola app. Per usare una metafora, è una porta di accesso alla Smart City e a tutti i suoi servizi.
Per il momento stiamo completando la copertura delle città italiane, ma abbiamo già preso contatti con le principali città Europee. Essendo la MACNIL all’interno di un grande gruppo, il Gruppo Zucchetti, presente in 50 paesi del mondo, in realtà stiamo lavorando anche fuori Europa, abbiamo una forte presenza in Brasile.
La tua esperienza ti ha mostrato diverse idee di startup, alcune molto valide. Supponiamo, per un attimo, che sia tu a trovarti dal lato opposto dello studio televisivo, come convinceresti i tuoi colleghi ad investire sulla tua app?
Partirei sicuramente dal problema: il cittadino oggi è una persona dinamica, abituata a viaggiare e alla costante ricerca di servizi smart, fruibili in maniera veloce e semplice.
Se per cercare un parcheggio libero gli impongo di fare più di due click, lui abbandona la ricerca, se ha necessità di cercare la farmacia di turno, deve poterla trovare con due click.
Oggi per poter avere ciò, il cittadino che ama viaggiare dovrebbe scaricarsi 8.000 app, se prendiamo una media di 3 servizi offerti da ciascun comune (parcheggi, traffico, farmacie), arriviamo a 24.000 app! Il numero delle app sta aumentando a dismisura, solo nella città di Milano ci sono 17 app, a Roma ce ne sono 15, a Torino ce ne sono 12 e così via.
Passerei poi alla soluzione: Infosmartcity risolve questa dispersione, concentrando in una sola app i servizi di tutte le città, attraverso un’attività di integrazione di tutti i dati forniti dalle molteplici app presenti nelle varie città. Il cittadino che ama viaggiare, ma anche il cittadino smart che ama la sua città, deve scaricarsi una sola app (il resto dello spazio sullo smartphone può dedicarlo ad altro) e lì trova tutto ciò che gli serve in qualunque città si trovi.
Poco tempo fa abbiamo posto questa domanda a Roberto Calculli, Ceo di The Box Company: La Puglia sembra essere al centro di un interesse particolare del fenomeno startup. Può essere il Sud la terra del rilancio per l’economia del paese? Qual è la tua opinione in merito?
Io sono convinta che il SUD può diventare il motore dell’intero paese. Quando siamo partiti avevamo l’obiettivo di vincere una sfida: creare a Gravina in Puglia, un paese prettamente agricolo, un’azienda di Information Technology.
A distanza di 15 anni, possiamo dire di aver vinto la sfida. Ma noi viviamo con le sfide e con l’obiettivo di superarle. Oggi ne abbiamo un’altra, più ambiziosa: creare nel nostro territorio un vero e proprio polo tecnologico. Non c’è scritto da nessuna parte che per lavorare in progetti all’avanguardia, altamente tecnologici devi trasferirti nella Silicon Valley.
Noi in Puglia, per esempio, facciamo continua ricerca nel mondo dell’Internet of Things, lavoriamo su sistemi di telecontrollo di defibrillatori mobili, su sistemi di telediabetologia, su sistemi di localizzazione flotte, sul digital mobile marketing, tutti temi che non è frequente trovare da queste parti e per i quali c’è necessità di confrontarsi con gli altri player a livello globale.
La nuova sfida è quella di fondare la “Murgia Valley”, un territorio con una storia, una cultura, con delle tradizioni, in cui ci sono tanti giovani del Politecnico e dell’università del sud Italia con una voglia matta di riscatto e nello stesso tempo di rimanere nella loro terra mettendosi in gioco. Stiamo prendendo una sede da 4.200 mq, ci arrivano oramai giornalmente curriculum da ogni parte del mondo, abbiamo scatenato una inversione di tendenza e questo ci piace molto. Continuiamo su questa strada nell’attesa di realizzare il sogno chiamato “Murgia Valley”.
Se lottate con i giga di memoria sui vostri smartphone alla ricerca dell’app più “leggera”, o con l’organizzazione della vostra interfaccia utente sempre più confusionaria, questa è l’app che fa per voi. La città andrebbe vissuta osservando le sue bellezze e non piegati sul collo alla ricerca delle app giusta e col volto perennemente illuminato da uno smartphone.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Federico Gambinahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFederico Gambina2015-10-02 10:53:542016-04-21 16:16:18Mariarita Costanza: dagli investimenti all'idea di InfoSmartCity [INTERVISTA]
Sul fronte social è stata una settimana ricca di novità: le ultime vedono, fra le altre, Facebook con una nuovo foto profilo video dinamica e Twitter in procinto di “aumentare” il numero di caratteri dei tweet.
Queste però sono solo alcune delle news della settimana. Scopriamole tutte!
1.Facebook
Facebook sta ultimamente lavorando allo sviluppo di strumenti che permettano agli advertisers di raggiungere gli utenti con contenuti mobile significativi, e allo stesso tempo misurare in maniera efficace l’impatto delle campagne sviluppate per questi dispositivi.
La tv è sempre stata una delle piattaforme più funzionali per gli obiettivi di brand awareness; stando a quanto ci dimostra una ricerca condotta da Nielsen su commissione di Facebook, promuovere campagne televisive attraverso le video ads di Facebook, porterebbe a risultati maggiori.
Zuckerberg afferma: “Sappiamo che noi e la Tv ci completiamo a vicenda, per questo motivo, stiamo introducendo una nuova modalità che permetta agli advertisers di pianificare, acquistare, e misurare le video ads di Facebook, utilizzando come strumento di misurazione il Total Rating Point”.
Altra novità presentata sarebbe una nuova soluzione volta all’ottimizzazione della brand awareness con l’ obiettivo di aiutare gli inserzionisti a raggiungere il target di audience più incline a richiamare i loro annunci.
Essa tiene conto di due fattori primari: attenzione e reach. In seguito all’analisi di centinaia di campagne advertising, Facebook ha potuto constatare che più tempo le persone dedicano ad un’inserzione, maggiore saranno le probabilità che esse si ricordino il contenuto che hanno visualizzato.
Le novità però non finiscono qui: durante l’anno era stato già lanciato il Mobile Polling, in collaborazione con Nielsen lo stesso aiuterebbe i Brand Advertisers nella misurazione dell’impatto delle loro campagne advertising online.
Da pochi giorni è stata annunciata la partnership con Millward Brown Digital per ‘Brand Lift Insights for Facebook and Instagram’, permettendo così agli inserzionisti di gestire il Mobile Polling su entrambe le piattaforme.
La possibilità di svolgere sondaggi per le campagne pubblicitarie mobile permette agli inserzionisti di misurare l’efficacia della campagna nello stesso luogo in cui i messaggi promozionali sono stati consegnati, rendendo la misurazione più accurata e rappresentativa.
Lo scorso anno è stato lanciato il formato carousel, che mette a disposizione degli advertisers una creatività maggiore per presentare i loro prodotti all’interno del News Feed e veicolare azioni come ad esempio le installazioni di app e le visite ai siti web. Le Carousel ads, inoltre, si sono rivelate ottimi strumenti di storytelling per brand marketers e, oggi, annunciamo la possibilità di inserire video al formato carousel.
Notizia delle ultime ore riguarda invece una nuova opzione relativa alla foto profilo: secondo la fonteMashable, per la prima volta a partire dal 2004 l’immagine che ci rappresenta all’interno del social potrà essere anche un video. Si tratta di brevi clip di 7 secondi da visualizzare in loop.
Sarà poi possibile inserire una foto profilo temporanea e impostare una data di scadenza; una volta trascorso il periodo,la stessa scomparirà e ritornerà la vecchia foto precedente.
A migliorare sarà anche il layout, ora visivamente più impattante, con massima visibilità per foto e video ed una foto profilo centrata. Per il momento il test sui nuovi profili partirà con gli utenti californiani e britannici, mentre noi italiani dovremo attendere ancora qualche mese.
2.Twitter
Non è solamente Facebook ad essere il sovrano indiscusso della settimana per quanto riguarda le novità, Twitter infatti sta lavorando a dei tweet senza limiti. Si tratta della più grande rivoluzione da quando è stata lanciata la piattaforma nel 2006. Il Social Network sta infatti pensando di abbattere il muro dei 140 caratteri nei post.
Questa modifica sarebbe ben vista da Jack Dorsey, uno dei fondatori della Società che ricopre la funzione di amministratore delegato. Secondo indiscrezioni del sito americano Re/Code, Twitter starebbe dunque preparando un nuovo prodotto che consenta di superare i 140 caratteri. Lo stesso negli ultimi mesi era stato già superato da due funzioni interne: i retweet con commento e i messaggi diretti, quelli che gli utenti si scambiano privatamente e che sono contrassegnati dall’icona della bustina. Esistono applicazione come OneShot e TwitLonger che permettono di aggirare il limite, si tratta però di strumenti che rimandano all’esterno della piattaforma.
Twitter ha un urgente bisogno di riproporsi sul mercato, non solo per quanto riguarda gli aspetti economici ma anche per quanto riguarda la popolarità: a luglio gli utenti erano a quota 316 milioni, molto lontani dai numeri di Facebook e persino da quelli di Instagram che da pochi giorni ha raggiunto quota 400 milioni di utenti attivi mensili.
Per oggi è tutto, vi aspettiamo il prossimo venerdì con le ultime news dal mondo #ninjasocial!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Eleonora Crocioschihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngEleonora Crocioschi2015-10-02 10:20:222015-10-02 10:20:22Facebook punta la tv, Twitter supera i 140: le novità social media della settimana #NinjaSocial
“Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla”, così dice il personaggio di Novecento nel romanzo di Alessandro Baricco.
Avere una buona storia e qualcuno a cui raccontarla. Ma soprattutto, il saperla raccontare. Lo storytelling è oggigiorno una skill fondamentale. Nell’epoca dei social, dei video, della vita frenetica dove siamo tutti bombardati da informazioni, pubblicità, volantini, spam e offerte di ogni tipo, nulla attira la nostra attenzione più di una buona storia.
Un recente articolo di Harvard Business Review discute il tema dell’importanza dello storytelling, arrivando alla conclusione che qualunque sia il tuo settore o prodotto, lo storytelling è essenziale per far arrivare il tuo messaggio.
Ogni storia ha aspetti grandi e piccoli, e affinché la storia sia ben raccontata attraverso i diversi mezzi di comunicazione, entrambi gli aspetti hanno bisogno di essere enfatizzati ed il modo in cui inizi a raccontarla determina la percezione dei clienti di tutto il resto della storia.
Come ci spiega Anna Higgs, a capo del dipartimento digital di Film4, in una recente ricerca psicologica ha rivelato come la gente vuole abitare i mondi dei racconti a causa di come le storie funzionano nel cervello.
Proiettiamo sempre noi stessi in tutti i tipi di mondi raccontati (libri, film, e altri) per capirli. Ne consegue che maggiore è la capacità delle persone di proiettarsi in un mondo, maggiore è la loro comprensione ed attaccamento alla storia stessa.
Anna Higgs, prosegue spiegando come i loro progetti innovativi alla Film4 siano lavori guidati dalla storia e non dalla piattaforma di fruizione. Questo genera storie e dettagli raccontati attraverso più canali, ognuno con il proprio linguaggio, al fine di costruire un mondo intorno ai fatti raccontati ed un nuovo modo di creare relazioni con gli utenti, misurabili e quantificabili.
È una nuova era della comunicazione, con una nuova grammatica, dove le partnership tra i diversi attori in causa è importantissima:
“Abbiamo bisogno di continuare a provare cose nuove, ma dobbiamo cercare insieme in modo aperto ed esplorativo.”
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kaleidoskopiohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKaleidoskopio2015-10-02 09:30:302015-10-02 09:30:30Storytelling: skill fondamentale della nuova comunicazione
Lo ricordiamo tutti per il più famoso gelato a Renzi, ma Grom segna ora il suo vero successo aziendale, con l’acquisizione da parte di Unilever.
La multinazionale anglo-olandese, che già controlla i marchi Algida e Magnum, segna così un bel colpo per il rafforzamento del portafoglio di brand del gruppo nel settore dei gelati.
Grom, che oggi conta 67 negozi, con tre gelaterie a New York, una a Osaka, una a Malibu, una a Parigi e una a Tokyo, pare “resterà autonomo e continuerà a essere gestito da Federico Grom e Guido Martinetti dalla sede torinese”.
L’accordo con Unilever
I termini dell’accordo non sono ancora stati resi noti, ma Kevin Havelock, presidente del settore “refreshment” di Unilever, ha dichiarato che “facendo leva sulle economie di scala, Unilever favorirà l’accesso a nuovi mercati e aiuterà Grom a creare nuove opportunità di crescita”.
Lipton, Ben&Jerry’s, Santa Rosa, Calvé, Knorr, Axe sono solo alcuni dei marchi controllati da Unilever, un gigante del business da 48,4 miliardi di euro.
In una nota diffusa da Grom si precisa che “questa collaborazione rappresenta per Grom una straordinaria occasione per continuare il percorso virtuoso che ne ha caratterizzato la storia: partire dall’agricoltura e, scegliendo le migliori materie prime, valorizzare il gelato italiano di qualità portandolo nei più importanti mercati del mondo”.
L’azienda nata nel 2003 a Torino, che proprio lo scorso luglio aveva dovuto far fronte ad alcune polemiche sulla dicitura “artigianale” del proprio prodotto, perché il gelato non viene preparato nei punti vendita ma con miscele prodotte in un unico centro produttivo nel capoluogo piemontese, oggi può festeggiare un traguardo che le assicura enormi opportunità di crescita.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Fabio Casciabancahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFabio Casciabanca2015-10-01 19:42:222015-10-01 19:42:22Univeler compra GROM e il gelato come una volta diventa olandese
Le azioni di Nike a Wall Street hanno visto il maggior rialzo di sempre in un anno, dopo che il più grande produttore al mondo di articoli sportivi ha superato la quota di utili stimati nel primo trimestre, aiutata da prezzi più alti e da un minore carico fiscale.
L’utile è salito a 1,34 dollari per azione, ha fatto sapere la società in un comunicato la scorsa settimana.
Il CEO Mark Parker, che è stato scelto quest’anno come successore del co-fondatore di Nike, Phil Knight, come Presidente, ha ampliato l’offerta di abbigliamento donna e rafforzato le sue operazioni online.
La società ha anche visto crescere il suo margine di profitto lordo nell’ultimo trimestre, con l’aiuto di prezzi di vendita più elevati, e grazie ad una aliquota fiscale effettiva scesa al 18,4%, rispetto al 21,7% di un anno prima.
“C’è stata davvero una bella crescita” ha affermato Rob Plaza, analista di Key Private Bank. Gli investimenti che l’azienda ha fatto, riducendo la produzione e i costi di distribuzione, hanno permesso di far salire il titolo.
L’ascesa di Nike a Wall Street quest’anno
In totale il titolo Nike è cresciuto del 30% quest’anno.
Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno i ricavi sono cresciuti del 5% grazie all’ottimo andamento delle vendite in tutte le regioni, con un +9% in Nord America, +14% in Europa occidentale, +26% nei paesi dell’Est Europa, +30% in Cina, +35% in Giappone e +19% nei paesi emergenti.
Nike, che gode di una forte posizione di vantaggio competitivo all’interno del settore, è uno dei marchi più forti e riconoscibili al mondo, che beneficia soprattutto delle elevate economie di scala: la capacità di innovare il prodotto, le scelte di marketing e la strategia di vendita promettono di mantenere salda la leadership del gruppo americano anche per il futuro.
Gli analisti esprimono qualche dubbio solo in merito al peso crescente dello sportswear per il marchio. Rispetto al materiale sportivo, infatti, questo risente della componente fashion dei prodotti, il che potrebbe mettere a rischio i ricavi.
Il valore aggiunto che fa volare Nike
Anche la notizia che Nike, insieme a Starbucks, Walmart, Johnson & Johnson, Procter & Gamble, e Goldman Sachs, si sia impegnata a raggiungere l’obiettivo 100% rinnovabili per l’approvvigionamento di energia elettrica, durante la Settimana per il Clima di New York, porterà certamente valore positivo al brand.
Nike, simbolo della brand identity per antonomasia, continua la sua ascesa, anche a Wall Street, grazie ad un linguaggio sempre nuovo, focalizzato non solo sui prodotti ma soprattutto sulla comunicazione di uno stile di vita e sulla concezione dello sport.
E i timori degli analisti per il titolo, in fondo, sembrano non tenere conto di un altro dei punti di forza di Nike: nato come marchio di prodotti destinati alla corsa, il brand ha saputo differenziare la sua offerta, ponendo sul mercato mondiale prodotti nati sì per lo sport, ma che hanno poi assunto una destinazione d’uso più ampia.
Un brand che è divenuto un vero e proprio stile di vita, sempre al passo coi tempi e con l’innovazione, di cui l’app Nike+ Running è solo uno degli esempi.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Fabio Casciabancahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFabio Casciabanca2015-10-01 18:44:112015-11-25 15:42:36L'eterno successo di Nike a Wall Street (e non solo)
Ne avete sentito parlare, l’avete scaricato per seguire le celebrità d’oltreoceano e magari avete anche pensato che sarebbe grandioso poter utilizzare Snapchat in una strategia digitale, ma c’è qualcosa che non ti convince. Innanzitutto non preoccuparti: la popolare piattaforma di messaggistica istantanea è capace di mettere in discussione tutto quello che sapevamo sulle tecniche di pubblicazione dei contenuti. In compenso Snapchat può offrire opportunità che forse non immaginavi.
Snapchat ha cambiato le regole. O forse no?
La maggior parte dei social media utilizza la popolarità o la freschezza del contenuto per costruire la sezione notizie. Con Snapchat invece la pubblicazione è online per 24 ore e poi sparisce definitivamente, quindi è legittimo chiedersi se alla fine ne valga veramente la pena. Ma c’è anche da chiedersi: quanto dura un contenuto nelle nostre feed? Come sappiamo, più saranno le aziende presenti sui social media e meno durerà la vita di un post, la differenza è che Snapchat rende questo meccanismo una sua caratteristica esplicita.
Se questo ti sembra interessante, leggi questi quattro buoni motivi per iniziare ad utilizzare Snapchat nella tua strategia social.
1. È l’occasione per essere primi
Fra gli italiani a sbarcare su Snapchat in anticipo sugli altri troviamo Chiara Ferragni e il programma televisivo Xfactor, ma per adesso è un pianeta perlopiù inesplorato nonostante i cento milioni di utenti attivi ogni giorno. Considerando che lo spazio per i brand nelle nostre news feed è sempre più ridotto, iniziare a costruire la propria presenza su questa piattaforma può rappresentare un vantaggio rispetto ai competitor. Le attività poi possono essere integrate in altri social come ha fatto Sephora con il concorso che ha sfruttato gli screenshot di Snapchat e la visibilità globale di Instagram.
2. Vuoi l’attenzione vera delle persone
Se le storie pubblicate su Snapchat non possono essere disponibili che per un periodo limitato ciascuna di esse avrà dunque il 100% dell’attenzione da parte degli utenti. La modalità di visualizzazione a tutto schermo, introdotta recentemente anche da Facebook negli annunci immersive, elimina completamente il rumore di una news feed spesso sovraffollata. GrubHub, servizio per ordinare pasti a domicilio, ha utilizzato una serie di immagini che mostrano una pizza mentre viene mangiata fetta dopo fetta prima di rivelare il codice sconto nell’ultima foto.
3. Non c’è nessuna barriera con il tuo pubblico
Snapchat è innanzitutto una piattaforma di messaggistica istantanea e con questa caratteristica è davvero facile coinvolgere gli utenti che ci seguono dando loro l’importanza che meritano. Dove ad esempio ha sfruttato la possibilità di una rapporto personale mettendo a disposizione i consigli degli esperti a tutti coloro che hanno inviato il proprio snap durante l’annuale “Weekend dell’autostima” oppure chiedendo di esprimere la propria idea di bellezza completando alcune frasi proposte.
4. Puoi smettere di cercare l’approvazione
Anche se puoi controllare il numero di visualizzazioni e gli screenshot fatti al tuo snap, su Snapchat non ci sono like o condivisione, perciò puoi rilassarti e concentrarti su uno scambio produttivo piuttosto che la popolarità. Hai il permesso di sperimentare e sbagliare senza che ne rimanga una traccia indelebile. Gli strumenti creativi messi a disposizione, tra testo, disegno libero e emoticon, danno ai contenuti quel tocco di semplicità che caratterizza Snapchat. Tutti elementi che si allontano dai perfettissimi editing a cui siamo abituati, e che per questo richiedono una personalità senza paura di essere naif.
Hai mai pensato a Snapchat in questo modo? Condividi con noi le tue impressioni!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kinddarahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKinddara2015-10-01 18:20:312015-10-01 18:20:31Snapchat: quattro motivi per sceglierlo
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