Donna, uomo o… Facebook ti lascia scegliere il genere

Donna, uomo o… Facebook ti lascia scegliere il genere

(c) Facebook Diversity Fan Page

Nelle ultime ore Facebook ha rilasciato la possibilità di scegliere opzioni illimitate per l’identità di genere, aggiornando il campo nella sezione “genere” dei profili. Oltre a “maschio” e “femmina”, il social network ha deciso di lasciare agli utenti la possibilità di digitare ciò che preferiscono.

In passato, Facebook aveva già effettuato dei passi avanti per ciò che riguarda il campo genere, aggiungendo circa dieci opzioni attraverso un elenco predefinito, ma ora gli utenti potranno liberare la propria identità attraverso il genere che più si addice alla loro persona, oltre a scegliere il pronome con il quale Facebook potrà indicarti.

Donna, uomo o… Facebook ti lascia scegliere il genere

Anche per questo campo, è possibile controllare il pubblico con cui si desidera condividere l’informazione.

L’account ufficiale di Facebook Diversity ha inoltre dichiarato:

“Ci rendiamo conto che alcune persone affrontano sfide condividendo la loro vera identità di genere con gli altri, e questa impostazione dà alle persone la possibilità di esprimersi in modo autentico”

Come molte altre novità inserite da Facebook, anche questa è attualmente disponibile solo per gli utenti che utilizzano il social network in inglese US.

Che ne pensate della modifica? Può davvero essere un passo utile verso la lotta contro le discriminazioni di genere?

David Orban, sfide e opportunità di un mondo interconnesso [INTERVISTA]

David Orban mi ha sorpreso dicendomi che è necessario infondere un senso etico e morale alle intelligenze artificiali e instillandomi per la prima volta il dubbio della possibilità di un razzismo tecnologico.

Non che non avessi mai letto di Asimov e delle leggi sulla robotica, ma quella è fantascienza. O no?

A pensarci, l’uomo conosciuto al grande pubblico come il primo essere umano dotato di chip sottopelle per effettuare pagamenti Bitcoin, imprenditore, visionario, docente della Singularity University  in California, non poteva che stupirmi parlandomi di Network Society, delle opportunità delle monete matematiche per le economie dei paesi emergenti, illuminandomi, letteralmente, parola dopo parola. Si muove guidato dal motto “Qual è la domanda che dovrei fare?”.

La seconda edizione del Meet Magento Italy ci darà la possibilità di ascoltare direttamente dalla voce di David Orban i temi legati al suo keynote, in programma per il 5 marzo,  Networked Exponentials — Achieving More In A Hyperconnected World, per capire quali sono le sfide che le nuove tecnologie ci impongono e riuscire a superarle con successo. Oppure per spingerci a provarci subito, fallire il prima possibile se la strada non è giusta, per ricominciare.

Bitcoin, ecommerce, community, parole chiave del futuro, ma soprattutto del presente del commercio elettronico e dello sviluppo dei servizi correlati. Questi tra i tanti temi più o meno tecnici del grande evento dedicato al mondo del commercio elettronico che si svolgerà a Milano il 5 e il 6 marzo.

Come già detto, una ottima occasione per fare networking e un appuntamento irrinunciabile per gli operatori del settore ma anche per chi si avvicina con curiosità e interesse al mondo della vendita online, delle monete matematiche, dell’iperconnettività. E se tra gli speaker di livello internazionale compare anche David Orban, l’occasione è davvero imperdibile.

Ordinare una pizza, stamparla in 3D e pagarla con Bitcoin. L’iperconnettività è il presente o il futuro?

Le nuove opportunità che costruiamo fanno leva sulle infrastrutture già esistenti. Anche se Facebook non è stato il primo fra i social network, è riuscito ad imporsi come rete dominante anche per gli errori degli altri oltre che per il proprio valore. Il modo migliore di approcciarsi a questa struttura è rendersi conto che Facebook è una realtà e approfittarne lavorandoci sopra per costruire applicazioni correlate.

Analogamente, sapere che ci sono miliardi di cellulari nelle mani di persone su tutti i continenti e che questi diventeranno sempre più capaci, dotati di sensori, deve guidare la fantasia degli sviluppatori per realizzare prodotti e servizi moderni.

William Gibson, autore di storie di fantascienza ambientate nel presente,  ha scritto “Il futuro è già qui solo non è ancora uniformemente distribuito“. Possiamo dire che l’iperconnettività è già attorno a noi, anche se non tutti se ne rendono conto.

Le persone oggi hanno modo di cominciare a sperimentare le nuove tecnologie perché non ci sono più barriere particolari all’ingresso. Chiunque può, guidato dalla propria curiosità e dalle proprie passioni, avvicinarsi alle novità. L’immediatezza di queste esperienze e possibilità è allo stesso tempo esaltante e piena di sfaccettature.

Che differenza c’è tra Bitcoin e Linden dollars? Cosa è rimasto di Second Life nelle criptovalute attuali?

I mondi online, tra cui Second Life, hanno avuto una grande importanza nel preparare le persone a capire come lavorare insieme o divertirsi insieme superando le barriere geografiche, in un modo immersivo e sincrono.

La grande differenza tra le iniziative della prima generazione e quelle attuali consiste nella natura distribuita e decentralizzata delle architetture. Questo si riflette non solamente a livello dell’architettura economica, ma, in modo molto importante, anche relativamente alla comunicazione tra server e client. O, meglio ancora, le nuove generazioni tornano ad una visione originale che non faceva differenza tra le due categorie: si valorizzano i collegamenti P2P, peer-to-peer, da pari a pari.

Non è un caso che il fondatore di Second Life, Philip Rosedale, è andato avanti sulla strada realizzando la nuova piattaforma Hi Fidelity con un’architettura distribuita la cui moneta sarà Bitcoin o una moneta matematica da esso derivante. Proprio recentemente Hi Fidelity , che è in fase di test, ha ricevuto un finanziamento di 11 milioni di dollari.

Si sente dire che la rivoluzione Bitcoin partirà dai paesi meno legati alla finanza occidentale. Può essere la spinta per una effettiva accelerazione tecnologica dei territori meno sviluppati di Asia e Africa?

Nei paesi con reddito medio-alto le infrastrutture finanziarie, nonché quelle messe a disposizione dallo Stato, funzionano relativamente bene. Naturalmente si potrebbe obiettare che anche qui ci sono categorie di persone escluse dalle possibilità offerte da questi sistemi, soprattutto quelli più avanzati e completi. Tuttavia, raramente queste esclusioni sono sistemiche e di principio e risultano probabilmente superabili con una correzione relativamente modesta delle politiche sociali.

Nella quasi totalità dei paesi a reddito medio-basso, invece, i regolamenti internazionali imposti agli istituti finanziari escludono la possibilità alla maggioranza della popolazione di partecipare alla vita economica, anche con la semplice apertura di un conto bancario.

Di conseguenza, semplici operazioni essenziali come la registrazione della proprietà di un immobile, oppure la gestione dei documenti di identità, avvengono in modo estremamente farraginoso, spesso corrotto, oppure non sono affatto possibili.

In questo contesto, già oggi, le applicazioni delle monete matematiche rappresentano un’opportunità enorme di inclusione ed emancipazione per miliardi di persone, ma abbracciano un insieme molto più ampio di servizi: i cosiddetti contratti intelligenti, che vanno a porre le basi per nuove organizzazioni legali. Queste, esprimendo un grado di efficienza con cui gli Stati tradizionali non sapranno mai competere, formeranno il nucleo di un nuovo livello di organizzazione socioeconomica, che io chiamo la Network Society.

Qualche anticipazione per i lettori ninja sul keynote “Networked Exponentials — Achieving More In A Hyperconnected World”: quali sono le strategie per riuscire a fare leva sulle nuove ondate tecnologiche?

Quando la rapidità del cambiamento tecnologico non era così frenetica, era possibile presumere che una competenza acquisita potesse durare nell’arco di un’intera carriera. L’approccio di una specializzazione profonda era quello giusto.

Oggi è vero l’opposto: all’interno di un mondo dove le comunicazioni sono istantanee e, utilizzando semplici piattaforme a disposizione di tutti come LinkedIn, è possibile contattare chiunque, risulta molto più agevole ed è evolutivamente adatto un approccio che punti sulla fertilizzazione incrociata di molte specializzazioni, ricercando le eccellenze in ognuno.

Accettare i rischi di questo approccio significa una rapida valutazione dei tentativi per, eventualmente, dichiarare un fallimento altrettanto rapido. È essenziale perché solo le organizzazioni sufficientemente snelle e rapide, che daranno la possibilità alla persone più volenterose e produttive di avviarsi a queste sperimentazioni, potranno uscire vincenti dalle sfide che abbiamo di fronte.

Innovatori si nasce? Prima Second Life, ora il chip sottopelle per i pagamenti Bitcoin e in mezzo tanto altro. Cosa c’è nel futuro di David Orban?

Una delle sfide più importanti è quella di capire se ci sono limiti alla capacità di adattamento delle persone, di fronte ad ambienti sempre più diversi a cui abituarsi. Se, come è probabile, ognuno di noi prima o poi incontra il suo limite e, con l’allungarsi della vita media, le possibilità di espandere questo confine aumentano, dobbiamo valutare molto attentamente le conseguenze sociali che deriveranno da queste scelte.

Costruire una società tollerante che possa abbracciare sia coloro che vogliono continuare sulla strada della sperimentazione radicale di nuove tecnologie, sia coloro che invece, per ragioni personali oppure morali, non vogliono farlo, diventa essenziale. In particolare, la sfida di porre basi scientifiche al senso morale non è più rinunciabile: non solo perché il pianeta non potrà mai diventare una monocultura, e nemmeno vogliamo che lo diventi. Diverse culture e diversi approcci devono necessariamente imparare come convivere pacificamente.

L’aspetto forse ancora più importante è da individuare nel prossimo emergere di intelligenze artificiali, le cui azioni non saremo in grado di controllare del tutto. Dobbiamo quindi assicurarci che queste nuove menti siano infuse alla base di un senso etico e morale superiore, che non veda solamente i propri vantaggi nella pianificazione delle proprie azioni, ma che possa abbracciare quelli dell’umanità intera.

Tecnologia e lavoro, come sarà il nostro futuro

Il futuro è alle porte. Le tecnologie sono sempre più parte integrante dei nostri giorni e viene spontaneo domandarci quanto queste influenzeranno le nostre vite. Non è un caso che storicamente è proprio in base alle rivoluzioni tecnologiche che è cambiato il modo di lavorare.

Le rivoluzioni tecnologiche cambiano il nostro modo di lavorare

Inizialmente c’era l’artigiano, che lavorava su un paio di scarpe alla volta, mettendo in atto un processo di manodopera interamente dedicato ai propri prodotti. Poi c’è stato l’avvento della Rivoluzione Industriale, con i suoi pezzi standardizzati e processi ripetuti, che ha migliorato enormemente la produttività a discapito della varietà. In tempi più recenti, si sono affermati i processi intercambiabili, in cui si possono utilizzare le stesse persone e attrezzature per ottenere una maggiore varietà. Gli adattamenti, tuttavia, spesso avvengono lentamente e comportano non pochi problemi nella gestione dei grandi mutamenti tecnologici in ambito lavorativo.
Adesso siamo in piena fase di rivoluzione tecnologica, la domanda che sorge spontanea è: quali cambiamenti dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro in un mondo che diviene sempre più tecnologico?

Tecnologia e lavoro: quali cambiamenti dobbiamo aspettarci?

Molti di noi si aspettano un futuro lavorativo ricco di macchine sempre più abili nell’eseguire lavori al posto nostro. Un futuro poco roseo che prevede una progressiva disoccupazione, causa dello strapotere della tecnologia in grado di fare il nostro lavoro più velocemente.
Tuttavia non dobbiamo vedere il nostro futuro in maniera così negativa, ci sono nuovi correnti che ci illuminano su una nuova era d’imprenditorialità e che ci mostrano come i progressi tecnologici apriranno le porte a nuovi progetti lavorativi, a innovativi modi di vedere la forza lavoro e a nuove vie di business.

Tecnologia e lavoro: nascono nuove forme di business

Il futuro è adesso. E non a caso siamo di fronte a una grande crescita di piccole imprese e startup. Siamo di fronte a una quota crescente d’imprenditori individuali o piccoli gruppi tra le giovani generazioni, che decidono di tuffarsi sul mercato realizzando prodotti interessanti e innovativi, come i giovani autori di Hootsuite creata in Canada o realtà come la nostrana Waynaut.

LEGGI ANCHE: Waynaut, viaggiare in tutto il mondo con un click

Sembra sia giunto il tempo di scordare il vecchio sistema lavorativo, dove bisognava fare anni e anni di lavoro per poi andare in pensione. In futuro tutti questi principi saranno stravolti e il classico modo di vedere il lavoro potrebbe cambiare radicalmente.
Ad esempio se gli esseri umani avranno la possibilità di vivere più a lungo, soprattutto con una buona salute che li accompagni, diverrà lecito ripensare a una nuova organizzazione della nostra vita lavorativa. Non più quindi il classico stile di vita studio-lavoro-pensione ma qualcosa di più interessante, qualcosa di misto: del tipo che potremmo studiare e nel frattempo lavorare, mettere insieme passione e lavoro. Potremmo pensare ai nostri progetti lavorativi ma allo stesso tempo goderci liberamente le gioie e soddisfazioni personali. Potremmo infine andare in pensione ma non per questo mettere da parte il nostro lavoro facendo di esso un’ottima valvola di sfogo.

Tecnologia al potere. Nascono nuovi posti di lavoro

I robot non ruberanno i nostri posti di lavoro, non stiamo parlando di fantascienza, è possibile che nei prossimi anni vedremo la nascita di nuove possibilità di occupazione, come del resto già sta succedendo con i nuovi posti lavorativi all’interno dei canali social media.
Il mondo in questo momento sta vivendo una fase di transizione che balla tra grandi balzi tecnologici. Nuovissime ricerche sperimentali si stanno sviluppando, nel campo della biologia e dell’ingegneria molecolare, favorendo la possibilità della nascita di nuove industrie e innovative tecnologie.

Contemplare queste future possibilità, è importante perché aiuta a prepararci per i cambiamenti a venire e ci permette di plasmare il nostro futuro. Ad esempio, con tutti questi cambiamenti della tecnologia che influiranno sulle nostre vite, diverrà opportuno rivedere e ripensare molti sistemi sociali, come l’istruzione, l’economia e le reti di sicurezza sociale e dei sistemi pensionistici.
Con tali esigenze in mente, dovremmo cominciare concepire i sistemi che sosterranno questi cambiamenti globali e consentire loro di essere un miglioramento positivo per la nostra società e il nostro modo di lavorare.

7 leve di blogging per rendere più credibile il tuo messaggio digitale [GUEST POST]

Questo articolo è stato scritto da Alessio Beltrami, Consulente, autore del manuale “Come Vendere con il Blog Aziendale” e Founder di BlogAziendali.com.

Comunicare online per raggiungere nuovi potenziali clienti richiede un’attenzione sempre maggiore nel definire in modo preciso il messaggio (nel mare di informazioni del web diventare specifici e rilevanti è un obbligo) e la forma (aiutare il lettore a comprendere con il minimo sforzo è un altro pilastro indispensabile).

Messaggio e forma sono elementi chiave anche per il successo di un blog aziendale che si regge sui contenuti e sull’interesse che questi riescono a generare nei lettori.
Risolti questi due aspetti con una solida strategia di comunicazione e del copywriting mirato, restano ancora alcune questioni in sospeso.

Come rendere il tuo messaggio credibile?

Fare in modo che il lettore percepisca il tuo messaggio come credibile non dipende dal solo contenuto, esistono alcune scelte precise che possiamo e dobbiamo mettere in pratica se vogliamo fare in modo che il blog diventi realmente uno strumento di marketing per generare risultati.

Ne ho individuate alcune basandomi sulla mia esperienza diretta nella gestione di blog aziendali per imprese e professionisti.

LEGGI ANCHE: Alessio Beltrami: vi spiego come creare valore e vendere attraverso i blog aziendali [INTERVISTA]

Author Box

Semplice e indolore. Un Author box ti permette di ricordare a fine articolo chi è l’autore e di farlo in modo chiaro.
Un’ottima soluzione per rendere visibile e reale l’autore con un’immagine, poche parole che lo descrivono e i collegamenti ai suoi profili social.
Si presenta come un plugin da integrare al tema del tuo blog e ne esistono decine sia gratuiti che a pagamento. Aiutando il lettore a capire “chi sta parlando” gli permettiamo di raccogliere quegli elementi indispensabili per costruire un rapporto di fiducia.

Immagini originali

Accostare i tuoi contenuti a immagini già ampiamente utilizzate non è una buona idea. Nel gioco di percezioni che avviene nella testa del lettore un’immagine già vista etichetta il tuo contenuto come “già sentito” e questo gioca a tuo sfavore perché l’interesse aumenta quando si percepisce qualcosa di nuovo.

Già visto → Già sentito → Meno interesse

Dedica tempo e attenzione alla ricerca di immagini originali, pertinenti e di impatto. Aiuteranno il lettore a prestare maggiore attenzione anche ai tuoi contenuti.

3 soluzioni possibili sono:

  • immagini tue (impegnativo, ma decisamente un’ottima soluzione specialmente quando la natura dei tuoi prodotti e servizi può essere mostrata);
  • acquisti da banche immagini (selezionando con attenzione perché il “già visto” è dietro l’angolo);
  • immagini Creative Commons (anche qui dopo attenta ricerca).

Commenti aperti

Perché non abilitare i commenti? Il parere dei lettori non è importante oppure si teme che qualche lettore possa porre l’accento su qualche argomento sgradito? Il vero motivo in realtà conta poco, conta solo quello che penserà il lettore di fronte a un contenuto che non permette di lasciare un commento. Anche in questo caso il grado di fiducia si abbasserà perché non è certo sinonimo di trasparenza impedire ai lettori di commentare e questo non piace a chi ancora sa poco di noi e cerca di farsi un’idea sul nostro lavoro leggendo il nostro blog.

Condivisioni

Le condivisioni – e i plugin dedicati alla condivisione dei post – ti aiutano a lavorare su quello che Robert Cialdini ha definito il principio della riprova sociale. Secondo Robert Cialdini le persone solitamente considerano più validi i comportamenti e le scelte che vengono effettuati da un elevato numero di persone. Per questo la barra che permette di condividere i tuoi post con 1 click su diversi social media non solo stimola la condivisione (cosa importante), ma mostra agli altri lettori quante persone abbiano già condiviso il post in questione. Dimostra con i fatti l’apprezzamento che lo stesso contenuto ha già ottenuto da altri lettori influenzando così il comportanmento di chi legge il contenuto per la prima volta.
Ricerca il plugin più adatto per facilitare le condivisioni dei tuoi post sui social e tenerne traccia con il numero di condivisioni già effettuate. Anche qui troverai molti plugin sia gratuiti che a pagamento.

Rispondi ai commenti

Sembra una considerazione superflua? Per molti non è così scontato rispondere ai commenti e un blog aziendale che riceve commenti senza fornire alcuna risposta non lavora certo per accrescere la credibilità del suo messaggio. Di fronte a messaggi che non hanno mai ottenuto risposta non mi farò certo una buona idea e questo ancora una volta non contribuisce a rendere credibile il contenuto dell’articolo in questione.
Abilitare le notifiche dei commenti ti permette di essere avvertito in tempo reale quando qualcuno lascia un commento, è un’ottima soluzione per non farsi sfuggire nulla e rispondere in tempi ragionevoli.

Audio, Video e immagini

Sfruttare anche altre forme di contenuto oltre al semplice messaggio testuale aiuta sempre. Aiuta il lettore a percepire la tua comunicazione da più prospettive offrendo anche qualche elemento in più sull’autore nel caso in cui questi contributi lo espongano in prima persona. Penso all’integrazione di un video, di un podcast o di immagini. Audio, video e immagini forniscono più elementi al lettore che ancora non ti conosce per poter dire “sì, mi fido”, per questo sono importanti e preziosi per il tuo blog aziendale.
I video del tuo canale YouTube, le registrazioni audio di un podcast e immagini originali quando integrate in un post contribuiscono a rendere il semplice contenuto testuale più credibile. Più ti esponi, più ottieni fiducia e queste sono ottime soluzioni per esporsi.
A questo proposito ti segnalo un interessante approfondimento di Tom More su ProBlogger “Using Visual Content to Increase Blog Engagement”.

Leggibilità ed editing

Le scelte di impaginazione che influiscono sulla leggibilità dell’articolo sono vitali non solo per facilitare la lettura dello stesso articolo, ma per creare la percezione che quello che si sta per leggere sia qualcosa che merita attenzione. La leggibilità di un testo (ancor prima di averlo letto) può comunicare chiarezza o confusione. Sicurezza o pericolo.
In buona sostanza il colpo d’occhio su una nuova pagina web ci permette di capire se valga o meno la pena di essere letta.
Tutte le scelte che riguardano l’impaginazione di un post costitiscono quello che potremmo definire il packaging del tuo contenuto e un buon contenuto che offre una scarsa leggibilità difficilmente otterrà grandi riscontri perché un’impaginazione che non rende semplice la lettura, che presenta elementi di confusione, che non presenta una chiara gerarchia di titoli, sottotitoli e testo, comunicherà una cosa molto semplice al lettore: non leggermi, non credermi, non valgo 5 minuti del tuo tempo.

Investire tempo e risorse su questi 7 punti significa migliorare la tua comunicazione da subito grazie a una cornice pensata per ottenere l’attenzione (prima) e la fiducia (dopo) del lettore.
È per questo che ogni giorno aziende e professionisti producono contenuti, per ottenere attenzione e fiducia da parte di nuovi potenziali clienti.
Non lasciare che i tuoi contenuti vengano penalizzati, ma sfrutta invece nel tuo interesse questi semplici consigli.

Videogiochi e viral video: i format su YouTube

youtube videogame

Ebbene sì: oggi parliamo di videogiochi. Cosa c’entrano i viral video con i videogame? Molto più di quanto immaginate! Basta una semplice ricerca tra i trend di Youtube per scoprire che la maggior parte dei video più visti hanno a che fare con i videogame.

Il mondo dei videogame ha conquistato quello di Youtube modificandolo e creando una nuova community molto attiva ed appassionata. Sono nati nuovi format video, nuovi youtuber hanno assaporato la gloria e molti brand hanno cominciato a cavalcare l’onda.

LEGGI ANCHE: The dark side of YouTube, i canali che non vorresti vedere (ma lo farai)

In questo articolo cercheremo di sopravvivere all’insidioso dungeon di Youtube con la missione di scoprire ed analizzare i format video che gravitano attorno all’universo all’universo videoludico. Quindi armiamoci di spada, pozioni di mana e qualche vita in più e… iniziamo!

Favij, PewDiePie & Co: youtuber e videogiochi

C’è chi li ama e c’è chi li odia ma una cosa è certa: hanno un incredibile successo. Il fenomeno youtuber colpisce forte con i videogame e lo fa a suon di milioni di visualizzazioni.

In questo genere di video il videogame, nonostante sia al centro dell’attenzione, passa in secondo piano: il vero protagonista è il creatore del contenuto. C’è chi si mette sempre in mostra (leggi PewDiePie), chi ama lo stile comico, chi preferisce raccontare l’esperienza di gioco, chi preferisce un genere specifico… insomma chi più ne ha più ne metta!

Il segreto del loro successo? Sicuramente la semplicità: una videocamera, un microfono e un montaggio semplice e divertente. Secondo punto da non sottovalutare è il linguaggio: informale e divertente, comunicano direttamente con il loro pubblico. Ultimo punto la velocità di pubblicazione e l’elasticità dei contenuti che si allineano perfettamente all’universo dinamico e in continua evoluzione dei videogiochi.

Walkthroughs vs Recensioni

Addentriamoci in un ambiente più tecnico: le recensioni e i Walkthroughs. Tra le due tipologie di video ci sono molte similitudini e molto spesso vengono confusi, ma in realtà gli obiettivi sono totalmente diversi.

I video Walkthroughs sono l’anello di congiunzione tra le recensioni e gli youtuber. I video mostrano il videogame in azione e spiegano, in maniera dettagliata e precisa, le meccaniche di gioco. Qui il protagonista è il gioco che, però, non viene valutato ma spiegato.

Anche questi video hanno un grande successo in rete ed è semplice capire il perché: punto primo sono molto tecnici e precisi, fatti appositamente per far innamorare i veri appassionati. Secondo punto sono… utili! Quando si è bloccati ad un livello basta andare su Youtube e trovare un Walkthrough, ed ecco fatto.

Le recensioni, invece, sono delle vere e proprie… recensioni! Quando ero un ragazzino internet era ancora una “cosa” sconosciuta e l’unico modo per informarsi sui videogame erano le riviste. Ora c’è Youtube! Bastano pochi clic e si scopre quale gdr è meglio comprare e perché: semplice, alla portata di tutti e gratis. Bonus di fine livello: la possibilità di interagire immediatamente con i fan tramite i commenti al video.

Machinima: quando i videogiochi diventano film

Se avete giocato almeno una volta nella vostra vita ad Halo sapete di cosa stiamo parlando: i Machinima, infatti, sono nati proprio grazie al famosissimo sparatutto. Si tratta di film o cortometraggi realizzati sfruttando motore grafico, animazioni e ambientazioni di un videogame.

Il caso più famoso è la serie Red Vs Blue creata utilizzando esclusivamente il motore grafico di Halo. Un format che regala nuova vita ai videogame trasportandoli in un contesto nuovo (ma non troppo distante) come quello del film e del cortometraggio.

Il legame tra cinema e videogame si sta rafforzando sempre di più creando nuovi linguaggi e forme narrative. Il suo successo è decretato da un mix preciso di elementi:Serialità, spettacolarità ed intrattenimento.

Nessuno è perfetto, potere al Glitch!

Se è vero che non tutte le ciambelle escono con il buco è vero che non tutti i giochi escono senza errori! I glitch sono dei video che mostrano i bug più divertenti dei videogame: teste che spariscono, calciatori che si baciano, cavalli che sfidano la fisica e molte altre situazioni OMG!

Un format che diverte e piace molto al popolo dei gamer per l’effetto sorpresa che, in alcuni casi, crea un vero e proprio fenomeno virale con tanto di meme e leggende metropolitane.

I glitch piacciono così tanto ai gamer che un gruppo di folli, quanto bravi, Youtuber ha dedicato un video ai bug più divertenti (e snervanti):

Questo è solo uno dei tanti modi in cui i videogiochi vivono sul web, e sicuramente solo la tappa iniziale di un viaggio di ricerca che potrebbe essere lunghissimo! It’s dangerous to go alone!

Zelda gif

4 consigli per organizzare il contest perfetto su Instagram

Instagram contest

Nonostante Instagram sia uno dei social network col minor numero di funzioni dedicate alle campagne adv, dovete sapere che si tratta comunque di una delle piattaforme più efficienti quando si tratta di diffondere la filosofia e gli ideali di un brand. Le immagini, insieme a pochi altri ingredienti, possono essere uno dei più grandi strumenti di promozione, se sapete come usarle. Uno dei sistemi migliori per aumentare le interazioni nei confronti di un brand – soprattutto agli inizi della propria avventura social – è di organizzare concorsi e giveaway.

Perciò oggi vogliamo darvi 4 semplici consigli per lanciare un contest che aumenti la visibilità e l’engagement del vostro brand.

1 – Scegliete il tipo di contest

La bellezza di Instagram sta nel fatto che non contiene limitazioni quando si tratta di usarlo per scopi promozionali. Perciò potete essere creativi e decidere di lanciare un contest partendo da diverse idee.

Ecco le più semplici:

Like contest

Questo è il tipo di contest più facile da lanciare; basta chiedere agli utenti di mettere Mi Piace alla vostra foto per partecipare. Il beneficio principale di questo concorso è che parteciparvi è così semplice che l’engagement nei confronti del post aumenterà molto facilmente. E c’è anche un altro aspetto da prendere in considerazione: attraverso un alto tasso di apprezzamento la foto avrà maggiore possibilità di finire nella sezione “Scopri” e verrà vista da un maggior numero di utenti.

Invito a commentare

Invitare gli utenti a commentare una vostra foto si basa sullo stesso principio di cui vi abbiamo appena parlato. Se avete bisogno di ricevere un feedback su un vostro prodotto o offerta questo è il tipo di contest che fa per voi. A tutti piace l’idea di poter ricevere qualcosa in cambio di un piccolo contributo.

Contributo fotografico

In questo caso, per partecipare gli utenti devono postare una foto sul loro account personale e usare un hashtag specifico da voi designato (che vi aiuterà a trovare i partecipanti attraverso la ricerca). Per esempio potete chiedere ai vostri fan di postare selfie creativi che includano i vostri prodotti o punti vendita. Il brand statunitense Nasty Gal propone una sfida fotografica ogni settimana; in una di queste è stato proposto alle utenti di scattarsi un selfie con uno sconosciuto e di taggarlo con #StrangerSelfie.

I contest basati su un contributo fotografico non richiedono necessariamente che gli utenti carichino un contenuto personale. Potete anche spingere alla partecipazione chiedendo di ripostare una foto del vostro account; in questo modo potrete controllare il messaggio e la forma del contenuto che desiderate diffondere. Ripostare su Instagram è molto semplice, basta prendere uno screenshot o usare una delle app dedicate (es. Repost per iOS o Android). E ricordate che, anche in questo caso, dovete proporre un hashtag originale per tracciare le entry!

2 – Precisate le regole

Al contrario di altre piattaforme, (“ahem ahem, Facebook, coff coff”)  per Instagram non dovete studiare un manuale  di diritto quando si tratta di promozione. Vi basterà avere chiari due punti:

  • dovete sottolineare che la promozione/concorso non è sponsorizzata, amministrata o associata a Instagram,
  • non dovete usare la funzione di tag delle foto in maniera inadeguata, né invitare gli utenti a farlo.

Con queste poche limitazioni le regole dei vostri contest possono essere ampie e strutturate come più piace a voi. Semplicemente dovete fare attenzione che siano chiare.

Contest che richiedono un link, un commento, un tag o un repost (o una combinazione di questi) sono semplici e diretti. Vi basterà indicare il metodo per partecipare nella didascalia dell’immagine con cui proponete il concorso.

Ci sono però alcuni tipi di concorsi che richiedono più passaggi non altrettanto diretti e la cui partecipazione richiede più attenzione, soprattutto per quanto riguarda termini e condizioni. Per evitare di pubblicare un’immagine con una didascalia lunghissima, potete creare una pagina dedicata alle regole nel vostro sito-web e mettere il link nella descrizione del vostro profilo Instagram. In questo modo, durante tutto l’arco del concorso, vi basterà ricordare agli utenti che possono trovare ogni informazione aprendo il link nella descrizione.

3 – Scegliete un premio invitante

Come per ogni concorso social, lo scopo che volete porvi non è quello di ottenere follower in generale, ma di ottenere quelli giusti, quelli che costituiscono un valore aggiunto per il vostro brand. Il miglior modo per attirare i giusti follower è mettere in palio un premio che sia attinente ai loro interessi, e soprattutto relativo a ciò che offrite voi.

Regalare un iPhone o un iPad può attirare molta attenzione e fare molto rumore, ma quasi sicuramente i partecipanti non rientraranno nel vostro target. Sul lungo termine vi sarà molto più utile attirare utenti che hanno un vero interesse nel vostro brand, perciò offrite qualcosa che abbia direttamente a che fare con il vostro servizio o prodotto.

4 – Diffondete il verbo

Usare i giusti hashtag su Instagram è fondamentale poiché vi permette di tracciare facilmente i partecipanti. Ma è anche importante che voi per primi veniate trovati. A questo fine vi sarà utile completare i vostri post con hashtag come:

  • #instagramcontest
  • #instagramgiveaway
  • #contest
  • #giveaway
  • #concorso

Inoltre, solo perché state organizzando un concorso su Instagram, non significa che non possiate promuoverlo altrove. Anzi, è fondamentale annunciarlo su tutti i canali social sui quali siete attivi. Parlatene su Facebook, su Twitter, e chiedete ai partecipanti di invitare anche i loro amici.

Che ne pensate di questi consigli? Ne avete altri per noi? Fatecelo sapere nei commenti!

Le app per creare visual originali per la tua social media strategy

Come creare grafiche belle e originali direttamente da mobile

Quando è l’immagine a parlare, il più è fatto. Oggi ci troviamo ad essere fruitori ma allo stesso tempo generatori di contenuti e perciò abbiamo potuto provare personalmente che testi lunghi e articolati nella comunicazione odierna non possono più funzionare, la parola chiave oggi è sinteticità senza rinunciare alla qualità.

Un’esigenza che nasce dal contesto ma a volte anche imposta dai mezzi di cui ci serviamo per comunicare, si pensi ai famosi 140 caratteri da rispettare quando decidiamo di esprimere un pensiero su Twitter che si riducono a soli 95 se il tweet contiene immagine e link!

Insomma sarà esperienza comune per ogni social media manager sperimentare una certa fatica nell’essere chiari, diretti, interessanti ma allo stesso tempo concisi. Come sistema infallibile, è possibile ricorrere alle immagini e far parlare loro al posto nostro cosicché quello spazio occupato sappia massimizzare la potenzialità del post!

Oltre a tutto questo, il carpe diem è uno dei nuovi imperativi dell’attualità e allora vediamo alcune app per creare grafiche on the go indispensabili per ogni social media manager.

Over e l’immagine parla da sola

Nel caso in cui stiate pensando a come fare per rendervi più autentici che mai nei famigerati social network fotografici, alias Instagram e Pinterest, da oggi potrete utilizzare un’app pensata per l’aggiunta di testo alle foto con esclusive font che potranno rendere le vostre immagini più espressive che mai. Per condividere scatti davvero unici, in grado non solo di comunicare ma di farlo anche in maniera creativa, con Over avrete a disposizione tante possibilità per personalizzare le vostre foto e tutto questo dal vostro dispositivo mobile.

Come creare grafiche belle e originali direttamente da mobile

La facilità d’uso ne fa sicuramente un’app di successo ma la fantasia che lascia liberare non è da meno! Infatti con Over si potranno utilizzare diverse font e posizionarle a piacere nell’immagine, il testo potrà essere modificato per dimensione e colore in qualsiasi momento durante la fase di editing e sarà possibile acquistare ulteriori font grazie allo store interno e, per finire, condividere l’immagine sui principali social network oltre a salvarla nella galleria fotografica del nostro device.

Download per Android a 4,27€ e a 1,99€ per iOS.

Canva, il design è per tutti

Qualche volta creare grafiche semplici ma complete e anche belle da vedere e da condividere non è proprio alla portata di tutti. Esistono programmi che riescono a farci raggiungere risultati soddisfacenti, ma non senza pochi sforzi. Inoltre molto spesso tutto ciò è disponibile e fruibile al 100% soprattutto da desktop.

Con Canva invece, oltre che da Pc, è possibile realizzare delle bellissime immagini da Ipad con l’app gratuita per iOS, da fare e condividere direttamente da mobile.

Come creare grafiche belle e originali direttamente da mobile

Molto semplice da usare e ricco di contenuti per ogni occasione, Canva permette, soprattutto se si hanno le idee chiare, di creare belle grafiche in pochi istanti: già da subito è possibile scegliere il formato per la nostra immagine sia che si tratti di un post per tutti i differenti social network (ad esempio un’immagine quadrata per Instagram o rettangolare orientata orizzontalmente se si desidera lavorare per una copertina di Facebook o Twitter) e se non conoscete alla perfezione le misure necessarie non allarmatevi perché troverete tutto scritto!

Ma non solo, con Canva è anche possibile realizzare una brochure o un’immagine da inviare per email in pochi e semplici passi. All’interno della app sono disponibili gratuitamente milioni di immagini, layout, font e icone per ogni necessità o gusto, ma se non siete soddisfatti sarà possibile acquistarne altri anche soltanto con 1€.

Naturalmente non manca la possibilità di upload dei nostri contenuti e di editarli con diversi filtri e ulteriori tool fotografici come luminosità, saturazione, contrasto e molto altro.

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Download per iOS.

Adobe Photoshop Touch e Express

Come poteva mancare lo strumento principale del fotoritocco! Da poco venticinquenne, Photoshop è fruibile anche da mobile! Per chi sia già un esperto del programma e riesce a sfruttare tutte le sue potenzialità per le proprie grafiche potrà essere sempre pronto e recettivo a lavorare in movimento dal proprio dispositivo senza rinunciare a alta definizione e qualità dei contenuti.

Come creare grafiche belle e originali direttamente da mobile

Disponibile sia per iOS che per Android, ne esistono due tipi: Adobe Photoshop Express, gratuita, che consente di ritagliare, ruotare, applicare filtri, correzione automatica di contrasto, esposizione e bilanciamento del bianco, bordi e cornici per personalizzare ulteriormente le proprie idee; e Adobe Photoshop Touch della quale esistono due versioni, l’una per phone e l’altra per tablet/Ipad.

In tutti questi casi si tratta di versioni a pagamento con prezzi diversi a seconda del supporto: per Iphone e Ipod il prezzo è di 4,99€; per Ipad 9,99€; nel Play Store di Android la versione per tablet ha un costo di 7,99€ mentre per smartphone 4,49€.

Come creare grafiche belle e originali direttamente da mobile Perché la versione a pagamento? Per avere funzioni avanzate, quali la possibilità di migliorare le foto utilizzando le funzionalità classiche di Photoshop, quindi regolazioni tonali e cromatiche precise da applicare all’intera composizione, a un determinato livello o a un’area selezionata; usufruire di effetti di pittura, di pennelli filtro, aggiunta di tratti, ombre esterne, dissolvenze e altri effetti.

Esiste anche la possibilità di utilizzare la fotocamera del dispositivo per riempire un’area su un livello con l’esclusiva funzionalità Fotocamera e di lavorare su immagini ad alta risoluzione mantenendo la qualità al livello massimo poiché l’app supporta immagini fino a 12 megapixel.

Non manca la ricerca immagini di Google integrata, la possibilità di aprire i file con più livelli di Photoshop Touch in Photoshop CC, CS6 o CS5.1 e la funzionalità stampa in wireless con AirPrint. Download Adobe Photoshop Express per Android , iOS e Windows Phone. Download Adobe Photoshop Touch Phone per iOS e per Android.

Download Adobe Photoshop Touch per Ipad e tablet.

Astropad, l’Ipad diventa una tavoletta grafica

Per tutti gli appassionati del disegno a mano libera che necessita del supporto delle tecnologie digitali è arrivata Astropad, un’app per iOS che trasforma l’Ipad in una tavoletta grafica sincronizzata con il Mac, opera di due ex ingegneri Apple, Giovanni Donelli e Matt Ronge.

L’app funziona con i principali stilo già presenti sul mercato e garantisce un’elevata precisione riconoscendo il tratto in base alla pressione esercitata sulla superficie dell’Ipad, così da poter variare pen e tratto a piacere e raggiungere risultati di precisione al dettaglio.

La comunicazione tra mobile e desktop può avvenire in modalità wireless o USB mentre la sincronizzazione dei tratti tra i due è di 60 fotogrammi al secondo tale da rendere il ritardo quasi impercettibile grazie alla tecnologia proprietaria Liquid che trasforma l’Ipad alla pari di tavolette grafiche professionali.

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Con questa app diventa possibile dare la massima espressione della propria e personale creatività attraverso l’esperienza touch, quasi con la stessa libertà di disegnare su un foglio di carta! Perché quasi!? Sebbene Astropad sia gratuita per iOS, la versione client per Mac ha un prezzo di 49,99$ con un occhio di riguardo agli studenti che potranno averlo a 18€. Non manca anche la versione gratuita in prova per una settimana.

Download per Ipad.

Che ne pensate di queste app per creare grafiche on the go? Avete altre da suggerirci? Scrivetecelo nei commenti 🙂

Quanto ne sai di Video Marketing? Segui il Free Webinar della Ninja Academy

free webinar corso video marketing

Free Webinar Corso Video Marketing

“In futuro tutti saranno famosi per 15 minuti”, veniva detto anni fa, ma quanti minuti servono oggi per diventare celebri online? Probabilmente molti meno, a giudicare dal successo delle campagne realizzate su YouTube dai più grandi brand internazionali – come ad esempio il video di successo Volkswagen The Force.

Il 9 marzo insieme a Edoardo Scognamiglio, autore televisivo e docente del corso online in Video Marketing della Ninja Academy  parleremo proprio delle nuove strategie di video marketing, di quali competenze mettere in atto per diventare dei video marketer di professione e di come un video può diventare virale.

Il free webinar, appuntamento completamente gratuito, ci permetterà di introdurre il corso online che partirà ad aprile e che approfondirà il concetto di video come leva di marketing mix fondamentale per incrementare la notorietà di un brand, di fidelizzazione e di aumento di conversioni.

Iscriversi è molto semplice: basta cliccare su “Iscriviti, è gratis!” a questa pagina e, una volta completato il form di iscrizione, collegarsi il 9 marzo per l’appuntamento con Ninja Academy.

Per seguire il webinar e il corso anche sui social, vi aspettiamo all’hashtag #ninjavideo!

corso online in video markerting

 

Ricapitoliamo:

FREE WEBINAR Corso Online in Video Marketing
con Edoardo Scognamiglio
Lunedì 9 marzo, dalle ore 17 alle 18

ISCRIVITI AL FREE WEBINAR

E non dimenticare di dare un’occhiata ai nostri prossimi corsi in programma!

Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

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Jobyourlife chiude un nuovo round di finanziamento [INTERVISTA]

Andrea De Spirt Jobyourlife

A luglio avevamo incluso Andre de Spirt, ventiseienne fondatore della startup Jobyourlife, tra i founder dispensatori di consigli ai futuri imprenditori innovativi. 

Il suo consiglio in particolare era:

Ascoltate chi usa il vostro prodotto. Chi usa il vostro prodotto è l’unico che lo conosce veramente. Pensate al vostro pubblico come se fosse il vostro migliore amico. E non abbiate paura di cambiare, di fare il famoso pivot. Cambiare è coraggio, non debolezza.

A distanza di qualche mese, la startup che in molti definiscono come “Google dei CV” continua a crescere, attirando l’attenzione di investitori internazionali, in seguito ad un nuovo round di investimento da 600.000€.

La piattaforma di web recruiting che mette in contatto aziende e candidati in modo innovativo, focalizzando l’attenzione sulla geolocalizzazione dei profili, conta oggi 300 mila iscritti con una media di 1500 nuovi iscritti al giorno.

“Ascoltare i clienti e non avere paura di cambiare” qualche esempio di come questa strategia sia risultata vincente per Jobyourlife ?

Jobyourlife era partita come un social network sulle passioni, cambiato in corsa perchè le metriche non erano soddisfacenti. Non ci siamo affezionati all’idea iniziale, abbiamo seguito le richieste degli utenti.

Mentre il lato aziende, abbiamo costruito il servizio successivamente al lato utente, praticamente in collaborazione con le aziende, per riuscire a soddisfare al meglio le loro necessità. Ascoltando i clienti le metriche sono nettamente migliorante.

Un nuovo importante investimento, Jobyourlife supera i confini italiani. Da quali nazioni partirete e perché ?

Partiremo con la Spagna, mercato occupazionale simile all’Italia per poi arrivare nel Regno Unito. In pratica per l’utente sarà possibile aggiungere al proprio profilo la disponibilità a lavorare in Spagna, aggiungendo alla sezione localizzazione le nuove città lavorative.

LEGGI ANCHE: La dura vita di uno startupper raccontata dal fondatore di Jobyourlife

Mentre oltreoceano per merito di un tweet …

L’articolo di Forbes in cui siamo stati citati è stato inizialmente grazie alla risposta ad un tweet della giornalista Alison Coleman, a caccia di storie di giovani imprenditori italiani. Quest’esposizione mediatica ha attirato l’attenzione di diversi venture capital americani, interessati alle potenzialità del nostro modello. Nei prossimi mesi infatti ho in programma un roadtrip per incontrare gli investitori negli Stati Uniti.

Lato tecnologia invece, quali saranno le novità per gli utenti e per le aziende ?

Tra un mese lanceremo l’application Jobyourlife per iOS, che ci darà la possibilità di aprire il nostro sistema ad un enorme mercato utenti, che fino ad ora, in assenza di un’app, abbiamo trascurato.

Dal lato aziende invece stiamo per lanciare un plug in per la sezione “lavora con noi”, in grado di gestire le candidature spontanee attraverso la dashboard di Jobyourlife.

Come cambierà la vostra struttura pre e post investimento ?

jobyourlife team

jobyourlife team

Attualmente siamo un gruppo di 15 persone (20 tra qualche settimana), per poi arrivare a 30 in settembre. Ovviamente buona parte del nostro personale è stato scelto attraverso recruiting di iscritti a Jobyourlife.

Quindi quali sono le risorse che state cercando per completare il team ?

Le figure a supporto del customer care sono già state reclutate e chiuse, mentre siamo sempre alla ricerca di profili commerciali, e di un chief financial officer.

Per quanto riguarda le figure commerciali in particolare, avendo l’obiettivo di incrementare le aziende sottoscritte (ad oggi 700) saranno valutati positivamente i profili con esperienza pregressa nel commerciali e con conoscenza dei sistemi di recruiting.

Fare startup nella Capitale: i consigli dal TIM WCAP di Roma [INTERVISTA]

Luca Bertone

Dopo aver conosciuto la responsabile del TIM #WCAP di Milano, ora tocca a Roma e a Luca Bertone, responsabile della sede di Roma, chiudere il cerchio delle Ninja Social Factory, i percorsi Learning by Doing collegati al Master Online in Social Media Marketing che saranno ospitati all’interno degli acceleratori TIM #WCAP.

Com’è lanciare una startup da Roma?

L’ambiente romano è particolarmente stimolante per una startup. Roma è sede di numerose e importanti università, di istituti a carattere tecnologico che insieme ad altre realtà favoriscono concretamente un ecosistema nel quale è tangibile la possibilità di creare impresa.

Inoltre, grazie alle strutture messe a disposizione da Telecom Italia, il TIM #Wcap Accelerator di Roma sta diventando uno dei punti di riferimento del panorama dell’innovazione della capitale.

Naturalmente, il presente non è perfetto e questa non è la città d’utopia. Le startup hanno quindi a disposizione una grande città da migliorare, terreno ideale per lo sviluppo di progetti legati agli ambiti smartcity, green solutions, automotive. Si pensi, solo per fare un esempio, alle potenzialità che offre un sistema di trasporti pubblici che non è certo un modello di efficienza ma che muove quasi un miliardo di persone l’anno. Da questo punto di vista, Roma è un’opportunità e una sfida per chi vuole fare imprenditoria d’innovazione nel nostro Paese.

roma startup

Cosa caratterizza questa città rispetto ad altre in Italia in termini di innovazione e imprenditoria?

Come dice il grande scrittore Alberto Arbasino, se si può, è meglio risiedere nella capitale dello Stato in cui si vive. E’ una battuta, ma Roma è certamente un’enorme area metropolitana che ospita le più importanti istituzioni pubbliche nazionali, le sedi diplomatiche, musei e gallerie di rilevanza mondiale (le startup stanno scoprendo anche l’arte), istituti e accademie culturali internazionali.

Non da ultimo, Roma è anche sede di altre importanti realtà dell’innovazione che spingono ad alzare sempre il livello e a fare sempre meglio. Infine, ciò favorisce il frequente interscambio di esperienze e conoscenze che sono fondamentali per la crescita di un ecosistema veramente produttivo.

startup

Quali sono i plus del lavorare in un acceleratore?

TIM #Wcap Accelerator è prima di tutto un luogo in cui s’impara. Con metodi nuovi e sempre diversi, con modalità formali e più spesso informali, attraverso incontri con personalità dell’ecosistema, qui s’impara a fare impresa. Inoltre, non ci sono limiti: chi vive l’acceleratore entra in contatto con tutti i processi del fare impresa, ha uno sguardo sull’intera filiera. Gli startupper fanno un’esperienza che per ricchezza e intensità delle relazioni, per qualità e capacità di lavoro, non è semplice replicare altrove.

La frequentazione aperta non solo alle realtà imprenditoriali, ai neolaureati e ai giovani appassionati di tecnologia, ma anche alle istituzioni pubbliche e private, nazionali e internazionali, fa di TIM #Wcap Accelerator uno straordinario laboratorio dinamico, multiforme, sempre rinnovato. A ogni Call for Ideas, l’ambiente cambia. Immagina che ogni anno arrivano almeno 40 nuovi team di startup che significa centinaia di ragazzi, di innovatori di grande valore che vivono gli spazi dell’acceleratorie con determinazione, creatività e voglia di fare.

Quali sono i principali errori che una startup fa sui social media?

Per lanciare una startup e organizzarne coerentemente la comunicazione, servono prima di tutto una buona strategia e un buon piano editoriale. Accade spesso, per esempio, che una startup avvii una propria pagina Facebook e un account Twitter abbandonandoli poco dopo. Ecco, non c’è nulla di più deleterio della sciatteria rappresentata da un account “aggiornato” l’ultima volta un anno fa. Un potenziale cliente che si trova di fronte a fenomeni del genere li classifica come mancanza di accuratezza e quindi mancanza di affidabilità.

Se una startup ha il prodotto giusto e un team affiatato, raccontarne la storia sui social media e coinvolgere il pubblico dovrebbe risultare naturale (o comunque costituisce già un buon punto di partenza). Anche qui la parola chiave è concretezza. Dopo di che, bisogna scegliere i social network giusti e non delegare totalmente la comunicazione a realtà esterne alla startup. La comunicazione va fatta se non proprio tutta in house, almeno con una forte partecipazione interna. Infatti, gli startupper conoscono meglio di chiunque altro le caratteristiche e le pieghe del proprio prodotto e della propria impresa.