Gillette Body Razor, 100 anni di barba e capelli in stop motion [VIDEO]

Gillette Body Razor, 100 anni di barba e capelli in stop motion

Con “100 Years / Style / East London” abbiamo ripercorso la storia della moda; con KFC e il suo “Stairs“, quella degli ultimi decenni della società americana. Ora è la volta di Gillette, che ci propone un riepilogo velocissimo di 100 anni di stili in materia di barba e capelli.

100 Years of Hair” è il video pubblicato dal brand di proprietà di P&G per lanciare sul mercato il suo Gillette Body Razor. Uno stop motion fluido e ben costruito, in cui l’attore protagonista cambia diverse volte abiti e acconciatura accompagnandoci in un viaggio veloce e ritmato che parte con barba, baffetti e bombetta di inizio novecento e termina a petto nudo (e depilato, ovviamente ;-)).

Gillette Body Razor, 100 anni di barba e capelli in stop motion

Gillette Body Razor, 100 anni di barba e capelli in stop motion

Gillette Body Razor, 100 anni di barba e capelli in stop motion

Gillette Body Razor, 100 anni di barba e capelli in stop motion

Il concept è stato ideato dai creativi di Oh Yeah WoW, che avevamo già avuto modo di conoscere in occasione del post dedicato al video “Young” dei Paper Kites.

Credits:

Creative Director: Will Adam
Copywriter: Dominic Butler
Art director: Liam Riddler
Agency producer: Emma Fasson
Creative Agency: Grey London
Planner: Fiona Keyte
Business Director: Lyndsey Brown
Production company: Caviar Brussels
Director: Oh Yeah Wow
Editor: Helena Overlaet-Michiels
Producer: Geert De Wachter
DOP: Steven Frederick

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Il videogioco online free-to-play “Marvel Heroes 2015”, sviluppato dalla  software house americana Gazillion, poco più di un mese fa ha festeggiato il primo anniversario, rinnovandosi nei contenuti, tramite apposite patch, ed aggiungendo direttamente il “2015” al nome.
Appartiene al genere ibrido Action-RPG/MMO. Il progetto è diretto da David Brevik (storico direttore tecnico del leggendario Diablo).

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Ringraziamo NVIDIA Italia per averci inviato il notebook in modo che potessimo svolgere al meglio e in maniera davvero approfondita questo testing ufficiale.

35 i diversi eroi attualmente disponibili del mitico universo dei fumetti Marvel.

Specifiche del sistema Hardware utilizzato: MSI GE60 2PE Apache Pro

Il display è un Full HD di 15.6 pollici, 1920×1080 pixel, con retroilluminazione LED, anti-glare. Supporto garantito per il sistema di visualizzazione Matrix, permettendo il collegamento simultaneo del notebook a due schermi esterni utilizzando le connessioni HDMI 1.4 e VGA.
Il processore è un quad-core di 4a generazione Intel i7-4700HQ (che può raggiungere i 3.40 GHz con tecnologia Intel Turbo Boost).
La memoria conta su 16 GB RAM di tipo DDR3 (L).
La grafica è supportata da una NVIDIA GeForce GTX 860M con 2GB RAM di memoria video dedicata di tipo GDDR5.
La memoria d’archiviazione conta su 256 GB SSD (Super Raid) + 1 TB da 7200 rpm.
Il drive ottico è un masterizzatore DVD Super-Multi.
La connettività wireless supporta gli standard Bluetooth 4.0 e Wi-Fi 802.11 b/g/ n/ac.

Obiettivi del Testing Nvidia

La verifica di piena compatibilità con la versione attuale del gioco e con i suoi vari aggiornamenti.

La verifica di stabilità della specifica configurazione hardware utilizzata al massimo delle opzioni video consentite.

La verifica di piena funzionalità con le meccaniche del gameplay.

Impostazioni delle Opzioni Video

Il gioco presenta una visuale isometrica (con possibilità di effettuare gradualmente un apposito zoom) su grafica 3D che in queste ultime settimane abbiamo avuto modo di testare su diverse risoluzioni, settabili dal pannello delle opzioni video interno al gioco inclusi altri specifici parametri grafici:

Resolution : 1920×1080.
Vertical Sync : attivato
Dynamic Shadows : disattivate .
Fog Volumes : disattivate.

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia
Skeletal Mesh Quality : Low.
Static Mesh Quality : Low.
Dynamic Lights : Disattivate.
High-Quality Lights : Attivate.
Light Shafts : Attivate.
Particle Quality : Low.

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Particle Buffer Size : medium.
Particle Resize : High.
Particle Distortion : Attivato.
Power Decals : Attivato.
Allied Power Particles : Attivate.
Dynamic Quality Adjustment : Attivato.
Post-Process Bloom : Attivato.
Post-Process Depht of Field Effects : Attivato.
Post-Process Ambient Occlusion : Attivato.
Post-Process Motion Blur : Attivato.
Post-Process Distortion : Attivato.
Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Highly Detailed Client-Side Physics: Disattivato.

Queste in definitiva sono risultate essere le impostazioni ottimali per garantire 60 FPS stabili sulla nostra GeForce.

Individuazione di possibili problemi con Nvidia GeForce GTX 860M

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Abbiamo riscontrato un particolare problema prima dell’esecuzione del gioco, dal punto di vista video.
Assicurandoci sempre prima, dal Pannello di Controllo Nvidia, che la voce specifica del gioco selezionasse l’apposita GeForce dedicata.

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Ma nell’effettivo, facendo tasto destro del mouse sull’icona sul desktop del launcher, il gioco invece selezionava sempre come predefinito la grafica integrata; quindi ogni volta prima di giocare è sempre stato necessario selezionare manualmente l’apposita esecuzione.

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Giudizi sul gameplay

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Marvel Heroes 2015 a 1920×1080, in 16:9 a tutto schermo, è risultato graficamente molto curato e dettagliato, anche se non abbiamo potuto spremere al massimo le impostazioni; per farlo sarà necessario avere a disposizione una scheda video Nvidia decisamente più potente.
Con l’accortezza di non settare eccessivamente le impostazioni video, è risultato fluido e piacevole.

Le abilità (i “Powers”) si dividono, a secondo il personaggio, in tre rami principali; il tutto schematizzato in maniera davvero essenziale.
Ottima la varietà dei costumi opzionali per singolo eroe.

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Il gameplay è risultato coinvolgente e i 14 GB e mezzo del gioco si sentono nei fatti, davvero belli i modelli 3D dei personaggi.
Non ci si potrà annoiare se si apprezza veramente il mondo dei supereroi Marvel, gli avversari robotici e quel marasma generale tra effetti di fuoco, fulmini e laser.

In definitiva il gioco è interessante, in particolar modo se si è già appassionati di Spider-Man, Iron Man, Hulk, Wolverine, Thor e dei Fantastici 4.  🙂

I consigli di Prezi per costruire una startup di successo

La costruzione di una startup sul web è difficile, e lo è ancora di più se risiedi in un paese che non ha un grande mercato. A superare queste difficoltà è stato Prezi, che progetta e realizza software di presentazione – una presentazione basata su cloud e storytelling per la condivisione di idee su tela virtuale.

Prezi è un potente web-tool utile per realizzare innovative presentazioni secondo i principi dello zooming e dello storyboard, che lo differenziano molto dalle presentazioni statiche realizzabili con Powerpoint. È stata fondata nel 2009 a Budapest, in Ungheria e la parola ‘prezi’ è la forma breve ungherese di ‘presentazione’.

Un giornalista americano ha intervistato il co-fondatore di Prezi per TheNextWeb.com, Adam Somlai-Fischer, e noi l’abbiamo tradotta per voi.

Come si può costruire una startup di successo globale in un piccolo paese come l’Ungheria?

“Noi di Prezi abbiamo deciso di andare sul mercato internazionale subito dopo aver lanciato il nostro sito web. Ovviamente per una startup internet significava andare a San Francisco. Infatti se si vuole costruire un marchio globale, vi è attualmente un solo mercato che determinerà il vostro potenziale a lungo termine, gli Stati Uniti.
Nel caso di Prezi, la cultura delle presentazione negli Stati Uniti era più forte che in Europa. Questo ultimo è stato un mercato che abbiamo dovuto indirizzare se volevamo raggiungere la massa critica.

Mi riferisco al numero di utenti che parlano la stessa lingua, il numero di investitori con ambizioni globali e il numero di consulenti che possono aiutare a navigare in acque agitate per la costruzione di una società. Quindi, il mio consiglio è di andare lì, imparare, assorbire la conoscenza e costruire la vostra rete! Tuttavia da europeo non posso dirvi di evitare l’Europa, esistono grandi storie di successi europei con configurazioni transatlantiche, basti pensare a Skype, Spotify e SoundCloud. Detto questo, la realtà è – e probabilmente sarà per i prossimi decenni – che non importa dove si inizia, se sei un imprenditore che sta sognando di costruire un marchio globale, il mercato statunitense sarà la chiave per il successo o il fallimento”.

In poche parole, qual è la sua storia?

“Quando ho costruito il prototipo originale, la prima versione di Prezi, era un discreto successo. Poiché nessun editor di presentazioni era ancora disponibile sul mercato, ho iniziato a codificare ZUI per ogni presentazione. Peter Halacsy, il mio co-fondatore (allora professore presso l’Università di Tecnologia ed Economia) ha visto una delle mie presentazioni e gli piacquero molto, tanto che nel 2007 si avvicinò all’utilizzo del software. Dopo aver fatto la sua prima presentazione, ci siamo resi conto di ciò che avevamo tra le mani così abbiamo iniziato a lavorare insieme a qualcosa che tutti potevano utilizzare traendone molti benefici.

Ma nessuno dei due sapeva come dar vita ad una società, per questo ci siamo avvicinati a Peter Arvai. Peter mi ha convinto che l’unico modo per avere successo era quello di lasciare i nostri posti di lavoro e spendere il 100% delle nostre energie su Prezi. Dopo aver lavorato senza stipendio per quasi 18 mesi, abbiamo lanciato Prezi nell’aprile 2009 a Budapest e cinque mesi più tardi abbiamo stabilito il nostro ufficio di San Francisco”.

Prezi è già una società?

“Saremo sempre una startup. Che per noi è un fatto culturale. E questo lo affermiamo rispetto al modo in cui trattiamo i nostri clienti, facciamo del nostro meglio per essere completamente onesti con loro. Siamo felici quando la gente interagisce con noi con le loro idee. Ci piace quando si oppongono ponendoci nuove sfide con i loro approcci critici. Penso che questo svolga un ruolo cruciale nel nostro successo”.

Alcuni consigli per giovani start-up con budget limitati?

“Ecco alcuni suggerimenti utili:
1) Fare squadra. Hai bisogno di trovare persone che ti ispirino e si completino a vicenda. Le persone sono la chiave.
2) Pensare duro. Sostieni la tua idea grande e aggiungi originalità altrimenti non si vince, non si può competere con le grandi aziende se si fa lo stesso. Ma non preoccupatevi troppo, è importante dare spazio e tempo ai pensieri. Le buone idee hanno bisogno di tempo, iterazioni e maturazione.
3) Guardare la realtà: Le tue idee saranno importanti se avranno un senso e offriranno valore agli altri. Nulla di eclatante basta anche andare in un bar e parlare con la gente, fare dei test.
4) Non smettere di imparare. Se non si dispone di budget per 10 programmatori? 10 designer? 10 copywriter? Meglio apprendere le competenze più essenziali, ci sono grandi risorse on-line per farlo”.

Bootstrap, business angel, venture capitalist, qual è la sua opinione su questo?

“Quando abbiamo iniziato a lavorare su Prezi, la recessione aveva da poco colpito l’Europa, quindi per una startup che partiva dall’Ungheria sembrava impossibile ottenere qualsiasi finanziamento. Così abbiamo costruito il nostro prodotto con un budget ridotto, e abbiamo visto i primi soldi vendendo qualche presentazioni e la nostra tecnologia come un servizio. In poco tempo, la gente lo ha amato. Hanno parlato di noi su Twitter come “amore a primo utilizzo.” Quella notorietà ha fatto avvicinare il nostro primo partner VC, Christian Jepsen di Sunstone che ci ha aiutato molto”.

Eventuali suggerimenti su come conciliare la vita privata con il lavoro quando si esegue una startup globale?

“Penso che sia tutta una questione di messa a fuoco. È importante concentrarsi sul proprio lavoro, ma a Prezi siamo tutti appassionati, tutti i dipendenti, non solo noi fondatori, è importante infatti che siano tutti intrinsecamente motivati. Per questo il peso è equamente distribuito e non abbiamo fissato l’orario di lavoro. L’unica cosa che conta sono i risultati.

Sì, lavoriamo molto duro. Ma è possibile raggiungere un equilibrio con la vita privata ma questo equilibrio, è qualcosa che ogni individuo deve capire e sviluppare per se stesso”.

Lei ha visto migliaia di presentazioni, quali gli ingredienti della migliore presentazione?

“Al di là dei soliti consigli, penso che coinvolgere il pubblico, e creare un’esperienza di discussione funziona. I migliori presenters non sono solo buoni narratori ma usano anche punti di riferimento visivi per raccontare la loro storia. Gli esseri umani pensano visivamente. Forme ad esempio e poi li associano ad un significato.

Potete prepararvi, sì, è possibile pianificare quando dire cosa e come, anche, ma una volta sul palco, è il pubblico che definirà ciò che passa e ciò che viene dimenticato. Seguire i loro interessi, le risposte è la chiave”.

Progetti per il futuro?

“Prezi cambia con le persone. Sviluppa e condivide idee nuove in base ai feedback che riceve dagli utenti, la cui soddisfazione è l’unico vero obiettivo di ogni startup”.

La Battaglia delle Idee 2014: formazione, networking e startup battle [NINJA REPORT]

Anche quest’anno si è conclusa La Battaglia delle Idee, l’evento targato Ninja Marketing dedicato a startupper, innovatori e industry digitale.

Dopo il successo della prima edizione del 2012, svoltasi a Napoli, stavolta abbiamo invaso Salerno e occupato il Teatro Ghirelli, ex fabbrica di laterizi oggi luogo di cultura.

Tanti sono stati gli ospiti, tra relatori, coach e giurati, che hanno preso parte all’evento e hanno aiutato le startup in gara a prepararsi per lo scontro finale presentato dalla nostra madrina Kris Grove.

Non siete venuti e morite dalla voglia di sapere cosa è successo? Ecco il ninja report!

Giorno #1: idee contagiose, casi di successo e consigli di pitching.

 

Nella sala del teatro Ghirelli Mirko Pallera apre le danze parlando di idee contagiose. Lo seguono a ruota Diego Orzalesi, italian ambassador di Hootsuite; Adele Savarese che ci ha spiegato come progettare un’app addictive; Emanuela Zaccone, co-founder TOK.tv e Giancarlo Panico di FERPI.

Nel pomeriggio Matteo Stifanelli racconta la sua avventura con Airbnb; seguito da Vito Lo Russo, technical evangelist Microsoft; Alice Soru di Open Campus Tiscali; Antonio Prigiobbo, che con Gianluca Manca ha dato consigli di pitching alle startup e Roberto Zarriello di Resto al Sud ha entusiasmato la platea su casi di innovazione del Meridione.

Intanto, nella sala Ninja Academy, i relatori hanno illustrato tematiche come scenary analysis (Valentina Piccioli, Docebo); UX e UI (Andrea Giordano, Question Mark); event management (Elena Salzano, inCoerenze); modelli di business sostenibili (Lisa Sallusto, Fotolia); risorse umane (Francesco Serravalle, Virvelle); social media (Luigi Ferrara, Viralbeat); SEO (Fabio Di Gaetano, Argoserv); la storia del digital (Dionigi Faccenda, OVH); finanza (Roberto De Luca, Core Finance).

Dopo la formazione, è il momento per gli startupper di proporre last minute la loro idea. A fine giornata vengono selezionate le 16 startup finaliste che accedono alla battle:

Giorno #2: intelligenza artificiale, pitch battle e musica rap.

La tensione è palpabile: le 16 startup finaliste si preparano per la battle grazie all’aiuto dei coach Gianluca Manca, Enzo Notaristefano, Danila Autori e Enzo Calicchio, coordinati da Antonio Prigiobbo.

Continuano i seminari targati Ninja Marketing e Ninja Academy.

Nel teatro Ghirelli apre la giornata Enrico Quaroni di Rocket Fuel, main sponsor dell’evento, che racconta la sua storia e il lavoro del team italiano. A seguire, Filippo Giotto di Banca Mediolanum offre consigli di social media strategy per startup; Roberto Ascione di Razorfish Healthware parla di Disrupting Healtcare; l’investment manager Giovanni De Caro ci dice quali errori evitare con un VC e conclude Rebecca Zamperini, figlia di Marco “Funky Professor” a cui è dedicata la seconda edizione de La Battaglia delle Idee.

Per la Ninja Academy, Giulio Xhaet; Andrea Schiesaro di Mediainformer.it e Domenico Soriano di 56Cube.

Dopo la pausa pranzo, arriva finalmente il momento tanto atteso: Pitch Battle!

Mirko Pallera e Kris Grove salgono sul palco del teatro Ghirelli e i partecipanti cominciano a sfidarsi sui beat di DJ Uncino, proprio come in una jam di freestyle.

Il pubblico vota, battaglia dopo battaglia, pitch dopo pitch, fino ad arrivare ai due finalisti: Game Connect e Addoway. La scelta è ardua, ma alla fine la spuntano le tre ragazze pugliesi di Addoway, il sistema innovativo e collaborativo per pianificare uno spostamento. Dopo aver decretato i vincitori secondo la giuria popolare, è il momento di scoprire qual è il progetto più interessante secondo la giuria tecnica formata da Domenico Soriano, Cesare Pianese, Giovanni De Caro, Elena Salzano, Giuseppina Mele, Michele Petrone, Enrico Quaroni, Vito Flavio Lo Russo e Francesco Serravalle.

Il secondo vincitore è Volumeet, il social network che rivoluziona il mondo degli amanti della musica.

Tanti sono i premi messi in palio dai partner tecnici: prodotti, servizi e consulenza utili a far crescere le idee premiate e il trofeo realizzato con una stampante 3D dal fablab di Napoli.

Ora è il momento di festeggiare: il cortile del Teatro Ghirelli viene invaso da Francesco Paura, DJ Uncino e Funky Pushertz che ci fanno ballare.

Pentiti di non essere venuti? Non mancate l’anno prossimo!

Sziget Festival Video Contest: ecco il vincitore!

Sziget Festival Video Contest: ecco il vincitore!

Manca poco più di un mese all’evento musicale più atteso dell’estate: dall’11 al 18 agosto 2014 a Budapest si terrà la nuova edizione del Sziget Festival, che sarà filmato e documentato da uno di voi grazie al Video Contest organizzato da Ninja Marketing in collaborazione con L’Alternativa srl e Sziget Kft.

Le entries proposte sono state tante e davvero belle. Uno su tutti ha catturato la nostra attenzione e ci ha convinto di essere il videomaker perfetto per imprigionare la magia del Sziget Festival e racchiuderla in quello che sarà l’Aftermovie ufficiale dell’evento.

Il vincitore del Sziget Festival Video Contest è…

Complimenti vivissimi a Marco Santi!

Ricordiamo tutti i dettagli del premio per il vincitore:

  • 2 pass per il Festival
  • 2 biglietti bus per il viaggio dall’Italia, o un contributo economico di 150 €
  • 2 pass Alternativa Camping (il vincitore potrà quindi essere accompagnato da una persona)
  • la possibilità di utilizzare il backstage di Europe Stage per lavorare e lasciare custodita la propria attrezzatura
  • visibilità sulle piattaforme di Sziget Italia e quindi Facebook, Twitter, Youtube, newsletter e sito ufficiale; su quest’ultimo saranno pubblicati due articoli, per annunciare il vincitore e per presentare il video.

Auguriamo una bellissima esperienza professionale e personale a Marco e ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato e inviato le proprie entries: you rock guys! 😉

Ecouter Paris: ascolta Parigi con un clic

Ecouter Paris

credits Beboy/Fotolia.com

Come un carillon che racconta la città, una di quelle boîte à musique che si vendono sui bordi della Senna o a Place du Tertre, una cartina interattiva dei battiti di Parigi. Si chiama Écouter Paris ed è un mezzo diverso per scoprire la capitale, affidandosi alla sola dimensiona uditiva.

Ecouter Paris

Direttore d’orchestra di questa eccentrica rapsodia urbana è l’Atelier du Bruit, collettivo di creazione e ideazione di documentari multimediali, nato nel 2004, composto da Xavier Baudoin, Irène Berelowitch e Monica Fantini, con la collaborazione di Michel Créis, ingegnere del suono.

L’Atelier du Bruit è partito dalla carta del rumore fornita dal Comune di Parigi per costruire una sorta di partitura urbana che intreccia i suoni e le testimonianze di strade e quartieri.

La mappa è divisa in cinque sezioni, ad ognuna delle quali è abbinato un colore. È sufficiente cliccare su un bottoncino colorato per immergersi, almeno nell’immaginazione, nella Parigi di ogni giorno.

Ecouter Paris

Paysages, racconti urbani intrecciati a frequenze sonore, registrati senza ricorrere a interviste, con la sola voce della città; promenades, percorsi cittadini in compagnia di orecchie particolarmente acute e sensibili all’ambiente sonoro; témoignages, storie nate intorno alla memoria di un suono, vissute o sognate; instantanés, impressioni di Parigi, raccolte entrando in un caffè, infilandosi di fretta in un autobus, saltando su nella metro; autrefois, affacci sonori sulla Parigi di una volta, collezionati negli archivi cittadini.

Le registrazioni sono in presa diretta dalla strada, raccolte durante instancabili passeggiate e piccole inchieste. Si chiede agli abitanti di Parigi quali sono i rumori che sentono aperte le finestre o passeggiando nel proprio quartiere. In seguito, si lavora sul montaggio sonoro, firmando vere e proprie composizioni urbane.

Ecouter_Paris_4

L’Atelier du Bruit è all’opera per ricostruire anche la Parigi del passato, collocando testimonianze, registrazioni e voci, ritrovate negli archivi, nei quartieri dove sono state pronunciate.

Ecouter Paris

E questo non è il primo esperimento sonoro legato ai battiti di una città. La stessa Monica Fantini è stata la mente di “Écouter Venise”, variazione sul tema di gondole, maschere e canali, diffusa da France Culture a luglio 2010.

L’Atelier du Bruit invita, infine, viandanti e inguaribili promeneur a prendere spunto dai rumori della città e a scriverci sopra fantasiose partiture. Nella sezione “Page Blanche”, è sufficiente scegliere in quale arrondissement ambientare una storia e popolare Parigi di un altro racconto.

Tutti i suoni registrati possono essere allegati e inviati via mail, per condividere un ricordo, una vera e propria madeleine sonora, nell’era del digitale. È forse questo un antidoto alle immagini stereotipate che racchiudono le città come Parigi, abusate da mille sguardi, e una sfida al potere invasivo di un immaginario già venduto in cartolina, di foto in scatola, di ricordi già modellati.

Il film dell'estate sul turismo 3.0: Italia Senza Tempo [INTERVISTA]

Ci sono luoghi del nostro Paese dove il tempo sembra azzerato e i ritmi sono scanditi dal sorgere e calar del sole o dal passaggio delle stelle, posti che spesso andiamo a cerchiamo, pensiamo di raggiungere con aerei e invece sono a portata di mano, ma restano ancora molto poco conosciuti. Sono luoghi di un‘Italia senza tempo, che per essere scoperta chiede soltanto una buona dose di spirito di avventura, un paio di scarpe comode e tanta voglia di lasciarsi meravigliare.

Per me che sono nata in uno di questi posti viene facile immaginarli e parlarvene, e in ambito di marketing territoriale e promozione turistica l’ho fatto altre volte proponendo proprio la scoperta della mia terra d’origine, la Basilicata, meta perfetta per un Digital Diary internazionale, o per la possibilità di praticare un’avventura estrema sulla punta più alta d’Europa, questa volta invece protagonista di un vero e proprio film da vedere a puntate sul web.

Oggi vi porto in giro per questa Italia Senza Tempo.

Italia Senza Tempo: il marketing territoriale sviluppato offline che fa viaggiare online

Si tratta di un’idea di business turistico nata in un territorio di periferia, la Basilicata, appunto, da tre giovani lucani, Ilaria Navarra (responsabile della comunicazione), Angelo Chiacchio (designer e video maker), Walter Molfese (video maker ne timelapser) in collaborazione con artisti e musicisti, che formano insieme un team diffuso, transnazionale e che lavora anche a distanza. Il progetto è un foto-video racconto che vuole “catturare la bellezza dove il tempo non esiste”, iniziato nell’agosto del 2013 a 2000 metri di quota, sul Pollino, con 40 chili di attrezzatura fotografica e una settimana di tempo per produrre i primi cinque minuti di film.

Io e Ilaria abbiamo scambiato due chiacchiere per confrontarci sull’idea di Italia Senza Tempo e lei ha risposto così alle mie domande.

Com’è nato il progetto Italia Senza Tempo?

“Da una chiacchierata, in una sera di mezza estate, mettendo insieme varie idee e intenzioni. Ci siamo lanciati una sfida: raccontare l’Italia con altri occhi, altre tecniche e cavalcare l’onda della comunicazione online per promuovere quei luoghi che difficilmente entrano nei grossi circuiti della promozione territoriale e che sono nascosti e remoti spesso molto più nella nostra mente che nella realtà dei fatti. Nel progetto confluiscono esperienze e competenze professionali di natura diversa, le abbiamo messe insieme, ci siamo dati degli obiettivi, con passione e fatica li stiamo portando avanti”.

Perché ritrarre luoghi che hanno la qualificazione di essere “senza tempo”?

“Oggi siamo sempre tutti connessi, aggiornati e immersi in un flusso di immagini e contenuti generati da noi stessi, ognuno di noi viaggia, fotografa, condivide e nella foga poco ci si accorge di quanto veramente siano belli certi luoghi. Esistono angoli d’Italia dove sembra non solo che il tempo – inteso come convenzione inventata dall’uomo, come storia – si sia fermato, ma addirittura che non sia mai esistito.

La loro natura risulta così impeccabile che contrasta con la frenesia di oggi. C’è bisogno di riscoprire posti così e per farlo serve un occhio professionale e creativo che catturi ed elabori immagini di qualità che ci facciano accorgere della meraviglia che abbiamo intorno per promuoverla e tutelarla. Il viaggiatore va ispirato, e i cittadini di queste aree devono percepire la bellezza che hanno intorno, devono riscoprirne il valore, i luoghi vanno raccontati e noi ci stiamo provando. Non a caso l’osservazione più frequente che abbiamo ricevuto è: “in quale angolo del mondo si trova?”, come se la bellezza fosse sempre altrove“.

Qual è l’obiettivo del progetto? E quale impatto vi aspettate sul territorio della Basilicata?

“Con Italia Senza Tempo vogliamo catturare e mostrare tutta la bellezza del paesaggio italiano, un paesaggio che ha davvero molti volti ed è spesso così affascinante e lontano dai soliti cliché. L’idea è di far vedere che esistono luoghi incredibili che è possibile visitare con un breve tragitto in auto, in treno, in bici e naturalmente a piedi, luoghi che sono dietro l’angolo, vogliamo incentivare un turismo interno che guardi all’Italia e casa propria con nuovi occhi. Non sarebbe forse più interessante scoprire le coste della Sardegna prima di fuggire all’estero? E con molte ore in meno di viaggio, magari per uno short-break, un fine settimana.

La Basilicata è una regione che sta sperimentando molto nell’ambito della comunicazione turistica e territoriale in genere, ha creduto nel nostro progetto da subito ed i numeri le hanno dato ragione: il primo video realizzato nel Parco Nazionale del Pollino ha superato le 32.000 visualizzazioni in 6 mesi è stato condiviso da circuiti importanti come il National Geographic Italia. L’obiettivo è quello di rafforzare l’appeal della destinazione turistica che raccontiamo ed in particolare dei luoghi più remoti, delle aree interne, presso i potenziali viaggiatori e aumentare la consapevolezza di vivere in un luogo di rara bellezza presso le comunità locali”.

C’è un messaggio innovativo in termini di marketing territoriale che attraverso questo progetto viene rilevato?

“L’innovazione è essenzialmente nella scelta dei luoghi, poniamo l’attenzione su aree poco note ma ad alto potenziale e poi nella tecnica cinematografica utilizzata. Ci avventuriamo sul sentiero meno battuto e cerchiamo visioni di una natura incredibile, il timelapse ci permette di mostrare in pochi minuti fenomeni che in natura richiedono delle ore.
Attraverso le immagini ed i contenuti editoriali che realizziamo costruiamo un racconto, Angelo e Walter raccontano live l’esperienza del loro viaggio e così la consigliamo a quelli che vogliono dismettere ogni tipo di “connessione” per qualche giorno e fare un viaggio in un’Italia senza tempo. Con il nostro progetto guardiamo a quella nicchia crescente di turisti che ricerca luoghi autentici, spesso aree protette di cui l’Italia è piena, sono viaggiatori attenti che cercano prodotti di qualità, a cominciare dalla immagini”.

Mi ha particolarmente colpito l’utilizzo dell’hiperlapse per la raccolta delle immagini utilizzate nel film, inoltre so che il lavoro di post produzione è stato molto lungo: perché avete deciso di sviluppare i video proprio così?

“Effettivamente queste tecniche sono molto pesanti sia in termini di attrezzatura di produzione che di workflow di post-produzione. Ma a noi piacciono le sfide e quella di IST era di mostrare dei posti (quasi) inediti, in una veste inedita, caratterizzata soprattutto da un’alta qualità cinematografica.
La tecnica del timelapse permette di mostrare dei fenomeni naturali normalmente impercettibili e di farli vivere allo spettatore in un lasso di tempo ridotto rispetto al tempo reale. Tutto questo con una qualità fotografica altissima, capace di catturare anche i più piccoli dettagli e le più leggere sfumature di colori in condizioni di bassa luminosità. Ad esempio filmare il cielo stellato con una tecnica tradizionale è impossibile.

L’hyperlapse poi permette di ridurre la percezione dell’accelerazione del tempo tipica del timelapse con un movimento di macchina a velocità normale, creando così quell’effetto di atemporalità che immerge lo spettatore in un atmosfera più onirica che documentaristica“.

Siete presenti su molti canali di comunicazione social, oltre che su un blog: quale strumento vi sta aiutando di più nella diffusione del progetto? Quale ritieni sarà invece, nel lungo termine, lo strumento che vi porterà più visibilità e perché?

“Cerchiamo di presidiare più canali per far conoscere al meglio i nostri lavori, abbiamo fatto una scelta e al momento siamo presenti su Facebook con una fanpage, su Twitter e su Instagram.
Ognuno di questi social ci serve ad intercettare un particolare tipo di pubblico a seguirlo e indirizzarlo verso le destinazioni che promuoviamo. Instagram al momento ha un elevato potenziale e ci permette un racconto live per immagini dei luoghi che Angelo e Walter riprendono con le loro fotocamere. Una maggiore visibilità mi auguro possa venire dal nostro blog perché è li che si concentrano i contenuti principali del nostro racconto”.

Puoi lasciarci qualche anticipazione sulle prossime “puntate” del film?

“Questo mese di luglio uscirà Maratea Senza Tempo, il video su cui abbiamo lavorato dalla scorsa primavera.

Siamo dunque ancora a sud e dalle montagne siamo scesi al mare, ci siamo spostati nel Golfo di Policastro ai confini con il Cilento. La destinazione in questo caso è nota agli amanti del mare e delle coste del Mediterraneo, noi cerchiamo di raccontarla in maniera inedita perché negli anni è rimasta ancora naturale e selvaggia.
Stay tuned”.

Wall of Clash: la creatività è nei tweet per Converse

Wall of Clash Converse

Questo articolo è a cura di INWARD, osservatorio che svolge ricerca e sviluppo nell’ambito della creatività urbana (street art, urban design, graffiti), operando con un proprio modello di valorizzazione, attraverso attività di Ricerca e azioni di Sviluppo nei settori Pubblico, Privato, No profit e Internazionale

(di Francesca Cartolano)

Anche quest’anno Converse ha confermato il suo profondo legame con l’urban style grazie alla campagna “Wall of Clash”, ideata per la promozione della collezione primavera-estate 2014. Per l’occasione, la reinterpretazione, con tonalità camouflage e zebrate, dell’evergreen All Star Chuck ’70.

E allora perché non rendere energicamente ricche di colori e creatività anche le metropoli?

Partita lo scorso febbraio da Amsterdam, la campagna di street marketing ha unito il mondo in un immaginario percorso che ha attraversato l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa. Sono 16 le città interessate: Londra, Parigi, Barcellona, Madrid, Berlino, Praga, Varsavia, Zagabria, Belgrado, Atene, Beirut, Istanbul, Salonicco, El Cairo, Città del Capo, Johannesburg. In ognuna di queste città, importanti street artisti hanno riqualificato enormi e grigie facciate di edifici in nome della creatività urbana.

Questa è Londra: The Old Vinyl Factory, in precedenza sede della EMI e da tempo abbandonato, ospita ora il più grande murale della capitale del Regno Unito. Vari artisti coinvolti, tra cui Remi Rough e System.

A Madrid la session di live painting è stata tenuta da Okuda e Suso 33 che hanno ricoperto con i loro graffiti il Colegio Oficial de Arquitectos.

Colegio Oficial de Arquitectos

Nella Ville Lumière, gli street artisti Alëxone e Supakitch hanno impiegato due settimane per decorare gli interni e l’esterno di una abitazione storica nei pressi del Canal de l’Ourcq. Se nelle prossime settimane vi troverete nella capitale francese, fateci un salto! È aperta al pubblico fino ad Agosto.

I soggetti? Li hanno decisi gli utenti di twitter, indirizzando le opere d’arte attraverso l’hashtag #wallofclash.
Un solo tweet @Converse, esprimendo desideri, suggestioni, idee propositive. Una triangolazione, quella tra brand, consumer e creativi urbani, senza precedenti.

Wall of Clash be yourself

Il contributo di Berlino per Wall of Clash

La convergenza degli attori sociali metropolitani nella creazione di una maestosa opera d’arte collettiva e la crescita della brand awareness, nei toni audaci e unconventional di Converse. Tutto questo è il “muro di battaglia”.

muro battaglia amsterdam

Il "muro di battaglia", Amsterdam

La call to action è proseguita con il passaparola virale e con una serie di altri eventi di creatività urbana, che hanno coinvolto l’entusiasmo di street artisti emergenti in altre zone delle città interessate. Come in ogni passata occasione, Converse è riuscita nell’intento di ridistribuire valore alla sua comunità: questa volta lo ha fatto non solo arricchendo d’arte gli spazi urbani ma soprattutto grazie al coinvolgimento creativo e passionale di tutti gli amanti delle sneakers.

LikeAGirl: la campagna di Always contro gli stereotipi [VIRAL VIDEO]

“Run like a girl”: con questa richiesta inizia il video #LikeAGirl dell’azienda americana Always. Non solo, il filmato apre la campagna omonima sulla discriminazione di genere che sta avendo un notevole riscontro sui siti internet italiani e stranieri. Perché la campagna Always LikeAGirl è diventata un fenomeno virale?

La campagna #LikeAGirl

Always, brand americano di prodotti per l’igiene intima femminile, ha svolto una ricerca sugli stereotipi di genere che esistono nella nostra società, in particolar modo nel mondo femminile. Sembrerebbe che, nel passaggio tra l’età dell’infanzia alla pubertà, le ragazze subiscano un netto calo dell’autostima.

Cosa vuol dire fare le cose come una ragazza? Questa la domanda da cui parte la campagna che indaga sul perché “fare una cosa come una ragazza” acquisisce, con il tempo, una connotazione negativa. Le bambine, infatti, eseguono le azioni richieste al massimo delle loro capacità, senza stereotipi. I ragazzi e le ragazze adolescenti, invece, hanno interpretato uno stereotipo con mossette e voci squillanti.

Il video, che trovate alla fine dell’articolo, è stato realizzato dall’agenzia Leo Burnett e diretto dalla regista Lauren Greenfield. In appena una settimana, il video ha superato le 18 milioni di visualizzazioni su Youtube riscuotendo un notevole successo sia in Italia che nel resto del mondo superando i 15 mila commenti.

Perché #LikeAGirl è diventato viral

Alla base del video c’è una forte tensione sociale: la differenza tra i generi. Il classico e ancestrale scontro uomo vs donna, per intenderci. Una lotta di diritti, ruoli e condizione sociale che si ripercuote anche sul piano politico, sociale e culturale di tutto il mondo.

Cavalcando l’onda di molte campagne come, ad esempio, Dove Unilever o Verizon Wireless, anche Always punta sull’autostima femminile per la sua campagna marketing riuscendo a collezionare un viral di forte impatto che convince tutti… o no?

Criticità

Dopo il divertentissimo video First Moon Party realizzato con HelloFlo (di cui vi ha parlato Hana Kawa qui), Always cambia rotta e segue la strada del video sociale, ma qualcosa non convince. Possibile che tutte le bambine intervistate reagiscano con una forza di carattere e sicurezza spiazzante, mnetre tutte le ragazze sono succubi dello stereotipo maschilista?

In ogni caso il video è davvero ben fatto e la digital campaign molto ben organizzata, con un sito internet dedicato, un hashtag ufficiale e l’integrazione con tutti i social del brand.

Un ottimo lavoro quello di Always che ci fa riflette su un tema sempre attuale e necessario. Bravi.

Guarda La Battaglia delle Idee a distanza in diretta streaming!

Per i Ninja lontani da Salerno, ecco come seguire la Battle tra startup di domenica 6 luglio  a distanza! Il link sarà attivo a partire dalla mattina di domenica 6.

#BeNinja!