Facebook Paper, guida all'app del momento

facebook paper

Si tratta di una delle app più attese dagli utenti Italiani e, senza dubbio, una delle più interessanti rilasciate sullo store negli ultimi mesi: è Facebook Paper, l’ultima nata in casa Zuckerberg. Un’applicazione che porta in dote fruibilità, focus sui contenuti e la promessa del “giornale più personalizzato al mondo”.

La prima cosa che salta all’occhio in una prova “sul campo” è il design: Facebook Paper ha una grafica che si sposa perfettamente con lo stile di iOs7, e lo notiamo immediatamente nella fase di installazione.

Installazione e Set-up

Ci accoglie un breve video introduttivo a schermo pieno, ricco di immagini nitide che mostrano le funzioni principali dell’applicazione. Dopo, una voce guida ci conduce ad una veloce fase di set-up, terminata la quale siamo pronti a personalizzare il nostro Facebook Paper.

In questa prima fase possiamo scegliere di personalizzare i contenuti del nostro “giornale” scegliendo tra diverse categorie di notizie che, accanto a quelle del nostro news feed, andranno a popolare i contenuti fruibili.

“Tecnologia”, “Sport”, “Gossip”, sono solo alcune delle sezioni che è possibile inserire. Ovviamente, essendo l’applicazione disponibile solo negli USA, tutti i contenuti sono in lingua straniera: siamo curiosi di sapere quali fonti andranno a comporre queste sezioni nel nostro paese e come verrà fatta questa scelta editoriale molto delicata.

Paper

La schermata iniziale di Facebook Paper

Una volta personalizzati i contenuti, possiamo accedervi da una comoda schermata che si presenta divisa in due: la parte superiore è dedicata alle foto, che dominano la scena. Interessantissima la funzionalità che permette di visualizzare le immagini più grandi sfruttando l’accelerometro dell’iPhone. Direttamente in questa sezione sono poi accessibili le tre classiche icone di Facebook: richieste di amicizia, messaggi e notifiche.

Facebook

Il funzionamento dei messaggi, in Paper, sfrutta la stessa struttura grafica della precedente versione dell’applicazione di Facebook: le singole conversazioni sono in pop-up e possiamo chiuderle trascinandole verso il basso (l’attuale versione di Facebook ha collegato direttamente l’applicazione ufficiale a Facebook Messenger, lasciando questa funzionalità da parte).

Facebook Paper Chat

La parte inferiore, invece, è dedicata ai contenuti condivisi quali link, video o aggiornamenti di stato. Accedervi è semplicissimo: basta “trascinare” il contenuto in primo piano. Se si tratta di un link che conduce ad un sito esterno, questo verrà aperto con un simpatico effetto grafico che rievoca l’apertura di un “inserto” all’interno del quotidiano. Dalle opzioni è possibile selezionare anche l’“auto-play” per i video condivisi da YouTube e Vimeo.

Con un tocco verso il basso il contenuto verrà chiuso e torneremo al post originario. Da qui sarà possibile scorrere gli altri contenuti semplicemente swappando a destra o a sinistra. Interessantissima la funzione che consente, per ogni singolo contenuto, di essere ricondiviso con un solo click, condiviso in un nuovo post o addirittura salvato su Pocket per una lettura più comoda.

Facebook Paper

Mai come ora appare lampante il perché di tanta cura, da parte del team di Facebook, nell’elaborazione di un algoritmo che sia quanto più preciso possibile in merito ai nostri interessi. Facebook Paper è, infatti, una selezione di ciò che su Facebook amiamo di più. I nostri interessi a portata di click in ogni istante.

Creazione dei contenuti e nuove funzioni

Per quanto riguarda la creazione di contenuti, la scrittura dei post appare più accattivante (tanto lo spazio per scrivere e con poche frivolezze) e quando visualizziamo le interazioni c’è molto più “spazio” per i commenti, con i like che sono visibili con le immagini del profilo degli utenti che hanno espresso apprezzamento.

Facebook Paper Likes

Infine un giudizio estetico: Facebook Paper è davvero bella! Esteticamente gradevole, si sposa perfettamente nell’ambiente Apple ed è curata in ogni dettaglio (i giudizi rilasciati sullo store USA parlano da soli!).

Il rischio è certamente quello di una sovrapposizione tra Facebook Paper e l’applicazione classica. Infatti Paper consente l’accesso a tutte le funzioni dell’applicazione tradizionale, anzi ne aggiunge di inedite (come la funzione “leggi dopo” integrata con Pocket, Instapaper, Pinboard ed “Elenco di lettura Safari”) e rende tutto molto più omogeneo e funzionale per la struttura mobile.

Facebook Paper Save for Later

E’ verosimile che, una volta ottenuta la risposta positiva che ci si attende, Facebook lasci Paper come unica e sola app ufficiale accantonando l’attuale, ricca di bug e davvero poco gradevole una volta abituatisi a questa bella novità.

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Come installarla

Purtroppo al momento Facebook Paper è disponibile solo nell’Apple store USA, ma vi sveliamo un semplicissimo trucco per provarlo in anteprima: dalla pagina principale dell’Apple Store (sezione “Primo Piano”) premete sul tasto “ID Apple: ‘mail’“. Scegliete l’opzione “Visualizza ID Apple” e, una volta inserita la password, modificate la voce relativa al “Paese” selezionando “USA”. Il consiglio, in questa fase, è di eliminare i dettagli sulla modalità di pagamento (perché non riconosciuti sullo store americano) e che non vi serviranno in quanto l’app è, ovviamente, gratuita.

A questo punto non vi resta che provarla e farci sapere nei commenti cosa ne pensate!

Fashion marketing: diventare Digital Strategist e fare business online

A Marzo partirà il Corso online in Fashion Marketing targato Ninja Academy. I docenti Alessandro Calzolari e Chiara Dal Ben illustreranno come sviluppare competenze concrete nelle attività imprenditoriali, di marketing e di comunicazione, legate allo scenario attuale del fashion italiano ed internazionale, raggiungendo e coinvolgendo e-fashion shopper da tutto il mondo.

In particolare:

  • Come sta cambiando il marketing e la comunicazione per i brand e i professionisti nel fashion?
  • Quali sono le competenze di un Fashion Digital Strategist?
  • Come gestire la presenza sui social media in modo davvero efficace?
  • Come progettare una strategia di web advertising e digital pr conducendola attraverso gli strumenti migliori sul mercato?
  • Come affrontare la sfida della multicanalità nel fashion integrando store online-offline?
  • Come lanciare una startup e come consolidare o sviluppare business nei Paesi esteri, in particolare nelle economie emergenti?

Per l’occasione, ho avuto il piacere di incontrare direttamente Alessandro Calzolari e Chiara Dal Ben e ho rivolto loro qualche domanda. Ecco cosa hanno risposto…

Ciao Alessandro, ciao Chiara. Quali cambiamenti ha portato la digitalizzazione del mondo Fashion?

Alessandro: E’ stata una vera e propria rivoluzione. Non solo ha introdotto la democratizzazione della moda, che non è ancora totalmente compiuta e che trova ancora molte resistenze da parte degli addetti ai lavori, ma ha anche segnato un punto di svolta nel rapporto con i consumatori, i quali hanno assunto un ruolo attivo, cambiando tutte le dinamiche preesistenti.

Oggi dalla ricerca trend alla produzione, dalla commercializzazione alla comunicazione, è tutto sempre più “Web-Oriented” e “Consumer-Centric“. Basti pensare che ora i social media sono diventati la passerella più importante.

Chiara: Il settore moda in particolare viaggia attraverso l’immagine e l’immediatezza nel veicolare i messaggi. I blog in primo luogo e Instagram in questo momento sono i mezzi più immediati per arrivare all’utente finale.La sfida oggi è nel creare un’esperienza engaging e nel fare storytelling attorno ad un prodotto.

Da un lato viviamo il periodo delle sfilate 2.0 in cui istantaneamente le nuove collezioni vengono condivise sui social network, dall’altra parte abbiamo la tendenza social commerce, gli shoppable video, la wereable technology e gli acquisti da mobile, sempre più in voga sono le app in cui ci si dà consigli sugli acquisti e le app in cui il prodotto è contestualizzato da un “get the look” con l’immagine del blogger più cool del momento.

Quello che è certo è che i blogger sono diventati i veri influencer, nonché mezzi attraverso i quali i brand arrivano al consumatore finale.

Alessandro, quali sono le competenze di un Fashion Digital Strategist?

La multidisciplinarietà è un valore aggiunto per questa professionalità. Il Fashion Digital Strategist è una figura chiave nell’ideazione ed implementazione di progetti digitali e per questo, oltre a conoscere il settore fashion ed avere un elevato senso estetico, deve conoscere le dinamiche del mondo digital e dei social media, gli strumenti di misurazione delle performance, essere costantemente aggiornato sui nuovi trend tecnologici, avere capacità analitiche e doti di leadership.

Questo permetterà al Fashion Digital Strategist di lavorare sulle anticipazioni di mercato, ideare una strategia in linea con gli obiettivi dell’azienda e comunicarla in modo corretto ai componenti del team che la dovranno implementare.

Alessandro, quali consigli daresti a chi vuole creare una Fashion StarUp?

Createvi un team completo, multidisciplinare. E’ importante conoscere bene il mercato, ma non è il fattore che fa la differenza. Non lo è neppure l’idea! Ciò che fa la differenza è l’execution, cioè la capacità di rendere concreta l’idea e costruirvi intorno un’azienda.

Perciò bisogna scegliere attentamente i componenti del team che devono avere le competenze necessarie al vostro progetto ma anche lo spirito imprenditoriale, altrimenti non sono adatti a questo tipo di attività.
A livello individuale, il founder o Ceo deve avere competenze multidisciplinari, in modo da poter valutare correttamente i futuri componenti del team e di coordinare i lavori “traducendo” la vision nei vari linguaggi (tecnico, economico, marketing) dei collaboratori.
Inoltre deve crederci, crederci, crederci!

Chiara, chi è il Digital PR?

La figura del Digital PR ha competenze sia in campo PR che Social Media Marketing. Si occupa di costruire relazioni con i blogger e con i web influencer. Le Digital PR comprendono tutte quelle attività volte a creare conversazioni online e servono a costruire l’online reputation di un brand.

Tra le attività essenziali ci sono l’ascolto (capire chi parla del mio brand in rete), il monitoraggio e seeding. Il seeding costituisce l’essenza delle attività di Digital PR, ovvero la capacità di veicolare un messaggio (o prodotto) all’interno dei blog e dei social network e di creare conversazioni attorno ad un argomento.

Per poterlo fare è necessario conoscere alla perfezione il mondo dei blogger e gli influencer del settore moda, conoscerne le dinamiche e sapere qual’è l’approccio corretto.

Chiara, come il mondo del Fashion utilizza i social?

Lato utente il social network più usato nel settore moda è senza dubbio Instagram (forte del potere delle immagini) dove vengono veicolati i prodotti attraverso gli account di blogger e influencer. Proprio perché l’utente è attivo su Instagram, si stanno sviluppando attività mirate tra blogger e brand proprio su questo social network.

Il placement sui blogger è una delle attività fondamentali per un Digital PR che deve individuare e selezionare i blogger più adatti per ogni tipo di brand e di progetto.

Lato azienda si devono creare contenuti esperienziali (video, contest…) che siano esclusivi e dedicati ai social media. Ultimamente i brand di moda stanno scegliendo Pinterest o Instagram per lanciare in anteprima le immagini delle campagne ADV o nuovi contest, ad esempio.

Knowledge for change. Be Ninja!

La sdraio dell'Agnello: "Ti diamo una grande occasione"

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L’agnello è un animale mansueto di natura.

Ma questo lo sappiamo tutti. E’ un cucciolo, vuole crescere, è buono. Specialmente da mangiare.

Che succede se un agnello non cresce? Che succede se lo si mette in una gabbia stretta e non lo si fa sviluppare? Diventa un Pit Bull? Muore?

L’agnello che vi stiamo presentando ne ha viste di cotte e di crude nel mondo della comunicazione e non.

Ha visto blogger riciclare gli stessi contenuti, ha visto campagne copiate al sapor di coprofagia, ha visto, sentito, conosciuto la standardizzazione del processo creativo e produttivo piegarsi al volere e alle maniere del cliente, della direzione creativa, del budget, della moda del momento.

Ha visto abbastanza da diventare un vecchio caprone incazzato, vecchio senza esser vecchio tra l’altro.

L’agnello ora, un signor nessuno, ha anche la presunzione di venirlo a dire a voi, che ancora ci credete.

Perché è solo a chi ancora ci crede nel fare un buon lavoro che vuole parlare.

A prescindere dalle mode, dal fare i professionisti della comunicazione, dal fare gli splendidi nel bar splendido, dal leccare il culo al nuovo illuminato creativo di turno, dall’osannare l’ennesima campagna rivoluzionaria presa dagli annual del 1997.

Sedetevi anche voi, c’è posto qui sulla sdraio.

Ma è bene dirlo.

Staremo scomodi.

Statemi bene,

l’Agnello

10 startup italiane su cui tener gli occhi puntati nel 2014

L’ecosistema italiano delle startup, dopo una rapidissima evoluzione e proliferazione di nuove entità, è atteso al varco, per l’anno appena iniziato, da numerose aspettative. Alcune di queste parlano di concretezza e di conferme soprattutto per quelle imprese, alcune delle quali già note ai nostri lettori, che nel 2013 hanno attirato l’attenzione degli investitori e della stampa. Ve ne proponiamo dieci di esse in rassegna senza nessuna pretesa di esaustività.

Quag

Su Quag è possibile condividere, con chi ha i nostri stessi interessi, delle piccole e grandi questioni per imparare cose nuove o emergere come esperto.
Quag è oggi un “interest network” e si basa sull’algoritmo proprietario SBIG, search based interest graph, che mette in connessione gli utenti sulla base del proprio interesse (interest graph) invece che i propri “amici”(social graph). Dal suo primo rilascio ha già migliorato molto, e velocemente, la propria piattaforma iniziale e rumors ci dicono che presto uscirà una nuova versione, con nuove funzionalità. Intanto, con Quag-in, il plugin per i browser, il servizio si è posizionato in qualunque ricerca sul web (anche Amazon e eBay) permettendo interessanti dinamiche di social shopping e social commerce.
Il futuro del suo modello di business probabilmente sarà il CRM da parte delle aziende, dal momento che Quag permette di profilare network basati sull’interesse, settore merceologico, prodotto o brand specifici.

Bulsara

Anche di Bulsara Advertising si è parlato molto, soprattutto per l’intuizione alla base della loro offerta innovativa nel campo della comunicazione pubblicitaria: Bulsara Adv è considerata la società leader in Italia per la comunicazione non convenzionale all’interno di servizi igienici e ha chiuso un round di investimento da 350.000 euro, con l’ingresso nella società di due fondi, il Fondo Por Fesr I.3 della Regione Lazio per il Capitale di Rischio gestito da Filas e la holding LVenture Group S.p.a., e di alcuni business angel. L’obiettivo è raggiungere un livello di espansione nazionale entro due anni.

Medinaction

Presentata spesso come l’Uber dei medici, Medinaction si propone come servizio medico on-demand fruibile da mobile. Attualmente disponibile solo a Roma, l’aspettativa per il 2014 è che penetri in tutto il territorio nazionale: in questo modo diventerebbe senz’altro appetibile per eventuali finanziatori e compratori.
Attualmente la startup sta stringendo accordi con importanti nomi delle settore alberghiero in Italia, collabora con l’Associazione Startup Turismo, sta stringendo accordi con un grande tour operator greco e sta lavorando al grande progetto delle Olimpiadi di Rio 2016, affiancata dalla camera di commercio italo-brasiliana.

Younivocal

La soluzione offerta da Younivocal continuerà a far parlare di se anche in questo anno.
Questa startup offre infatti un sistema brevettato a livello internazionale in grado di garantire l’unicità dei prodotti, sottraendoli al mercato della contraffazione e del riciclaggio di beni rubati. Vincitrice di Changemakers for Expo Milano 2015, questo servizio potrebbe rivoluzionare il sistema dei controlli di contraffazione grazie all’uso di smartphone con tecnologia NFC. Non è poco, e noi scommettiamo sul suo successo. La prossima mission dell’internazionalizzazione, la presenza di investitori privati a supporto del progetto, i riconoscimenti ottenuti e il brevetto sull’unicità del prodotto depositato sono i motivi per cui crediamo che Younivocal sia pronta per i prossimi passi.

Rysto

Rysto si propone come il perfetto incontro tra la domanda e l’offerta, in un mercato del lavoro molto particolare, quello della ristorazione. Il successo di pubblico, ed il milione di dollari ottenuto dal fondo Principia SGR nel 2013, sono i due elementi principali per i quali l’aspettativa da startup è molto alta.

Timerepublik

Fondata da 50 piccoli investitori privati, Timerepublik è una banca del tempo che oggi punta naturalmente sull’aumento delle iscrizioni, circa diecimila a gennaio 2014: in questo anno di conferme ci si aspetta un servizio sempre più completo. Sono infatti le capacità degli iscritti, in crescita, ad offrire valore alla community che basa sulla filosofia del baratto del tempo la natura del suo business.

My Secret Dressing Room

Il sogno proibito di tutte le donne si realizza con My Secret Dressing Room.
Un guardaroba infinito sempre a disposizione tramite noleggio. Una formula che dona nuova vita ai capi firmati che non si indossano più, e che ha trovato successo in gran parte degli Stati Uniti. In Italia ci sono moltissimi servizi ispirati dalla stessa idea, ma non esiste ancora un leader di mercato, ecco perché le promesse di My Secret Dressing Room sembrano già molto credibili.

Ennova

Nata e premiata come migliore startup dell’anno passato, all’interno dell’incubatore del Politecnico di Torino I3P, Ennova sviluppa soluzioni per la gestione dei processi in mobilità da remoto, migliorando la user experience con un servizio di supporto e assistenza su misura.

Flazio

Una piattaforma di sviluppo web per creare siti in maniera semplice e veloce. Flazio permette di personalizzare il servizio con una moltitudine di moduli che soddisfano le più disparate esigenze. Le pagine create tramite questa applicazione (circa ottantamila quando stiamo per uscire) sono in continuo aumento. Ammonta inoltre a circa 400.000 € la cifra ricevuta dal fondo Ingenium a fine 2012.

GIPSTech


Vincitrice dei 40.000 euro messi in palio alla business competition di TechCrunch Italy, GIPSTech è una startup che propone una tecnologia di geolocalizzazione indoor, dove il GPS non funziona, tramite un sistema che registra segnali geomagnetici. La tecnologia innovativa di Gipstech può essere applicata in una grande varietà di campi ecco perché è molto probabile che emergerà come una delle migliori startup dell’anno.

Nella molteplicità di idee e settori coinvolti, possiamo riscontrare la creatività tipica del tessuto imprenditoriale italiano, che da qualche anno a questa parte, può contare sulle startup come leva di innovazione. Fare previsioni in merito al loro successo resta comunque difficile, se non impossibile. Voi su chi puntereste per questo 2014?

Twitter: come tornare al design precedente

Twitter: come modificare il nuovo design [HOW TO]

Twitter: come applicare il design dell'App

Credit DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images

Avete notato la nuova timeline del social media cinguettate? Il design è stato esteso pochi giorni fa a tutti gli utenti, però il restyling ha destato non poche polemiche. La critica maggiormente mossa è la presenza di troppo ‘bianco’ che dopo un po’ stanca la vista.

Se il nuovo design non vi soddisfa, come suggerito su The Next Web, potete optare per la soluzione proposta da Mark Otto. L’autore di Bookstrap ha, infatti, reso disponibile un codice che permette agli utenti di modificare da soli la timeline. La modifica consente di eliminare gran parte del bianco, il box “Chi seguire” e di riproporre in gran parte la soluzione grafica che il social adotta sull’applicazione iOS.

Prima

Twitter: come applicare il design dell'App

Dopo

Twitter: come applicare il design dell'App

How to

La procedura è molto semplice e la modifica non è permanente così che se cambiate idea potrete tornare indietro. Ecco gli step da seguire per trasformare il design della timeline:

  1. Scaricate dallo store di Chrome, Firefox o Safari l’estensione “User Styles”;
  2. Nelle impostazioni dell’estensione selezionate “Scrivi Nuovo Stile”;
  3. Copiate e incollate nel box il contenuto di questo file;
  4. Dal codice che avete copiato eliminate la riga 27 “background-image: none !important” altrimenti l’estensione nel procedere con la modifica non prenderà in considerazione l’impostazione della vostra immagine di sfondo;
  5. Modificate “Vale per tutto” in “Specifica”, selezionate “URL” e nel box digitate “https://twitter.com”, e successivamente “Aggiungi”;
  6. Nominate il nuovo stile con “Twitter “, cliccate su “Salva” e ALL DONE!

Così ogni volta che userete Twitter con il browser dove avete installato l’estensione visualizzerete l’home del social cinguettante con le vecchie impostazioni.

Eppure la nuova grafica era stata introdotta proprio per avvicinarsi ancora di più al design dell’app mobile: l’abbandono del colore nero e l’implementazione del bianco erano stati scelti proprio per favorire la visualizzazione dei contenuti. Un tentativo quindi in parte pare fallito visto le critiche e la soluzione di Otto.

L’annuncio ufficiale della modifica è avvenuto circa a metà gennaio e il conseguente rollout si è sviluppato nei giorni a seguire. Il design scelto dall’azienda californiana, secondo Web News, è tra quelli proposti nel corso del 2013 ad un ristretto gruppo di utenti. Le altre novità hanno riguardato la barra di navigazione, la dimensione dei pulsanti e alcune icone hanno subito una leggera modifica, come quella dei messaggi diretti. La home mette ora maggiormente in risalto i tweet dato che il blocco che contiene l’immagine del profilo, lo sfondo, i following e i follower è stato spostato nella colonna di sinistra.

L’aggiornamento ha introdotto anche la possibilità di personalizzare ancora di più il profilo modificando, tramite le impostazioni, l’accent color.

Twitter: come applicare il design dell'App
Un’ altra modifica riguarda la composizione dei messaggi: ora gli utenti possono scrivere i tweet senza usare la finestra popup, anche se si può optare per la vecchia modalità attraverso il pulsante “Nuovo tweet” in alto a destra e la scorciatoia da tastiera. Come sottolineato da Web News l’intento sembra essere quello di semplificare l’uso del social media invitando gli utenti a scrivere ancora più messaggi e trasformare i lurkers in tweeters.

E voi che ne pensate?  Forse è vero allora che, come recita un vecchio detto popolare, “Chi lascia il vecchio per il nuovo, sa cosa lascia ma non sa cosa trova!” e Twitter pare non voglia mai finire di stupirci!

Petizioni, zanzare e deodoranti: i migliori annunci stampa della settimana

Ben ritrovati cari Ninja! Oggi è lunedì, il giorno della creatività con la rassegna dei migliori annunci stampa presentati nei circuiti pubblicitari internazionali. Bando alla ciancie: via!

Amnesty International: Arrow/Boxing Glove/Ball

Un semplice gesto può innescare un processo complesso. In questa print per Amnesty International, che vuole presentare il servizio di petizioni on-line, si mette in scena un percorso che, attivato dalla firma della petizione on-line si dipana con strani meccanismi consequenziali.

Al termine del percorso di tutte le print c’è una figura che rappresenta il governo. Solo con l’innesco della firma on-line si potrà entrare in contatto con chi decide.

Advertising Agency: Atalah & Viveros, Valparaíso, Chile
Art Directors: Eduardo Viveros, Felipe Díaz, Alexander Rengifo
Copywriter: José Atalah
Illustrator: Vinicius Costa
Designers: Vinicius Costa, José Checa

Saurimo Department of Health: Crocodile/Lion

Lascia più di 5000 morti in tutta l’Angola, ma non è né il feroce leone né il pericolosissimo coccodrillo. In questa campagna si parla delle zanzare, portatrici della malaria, e dell‘insetticida che  promette di porre fine alla minaccia delle zanzare e altri insetti molesti.

Advertising Agency: Verbal Communication, Curitiba, Brazil
Creative Director: Cláudio Erwin
Creatives: Vinicius Natel de Camargo, Leandro Bonfim
Art Director: Vinicius Natel de Camargo
Copywriter: Leandro Bonfim

Smart: Smart candies


Non accettare mai e poi mai caramelle dagli sconosciuti. Allo stesso modo, in questa print, si consiglia di non comprare l’automobile Smart dagli sconosciuti (privati, autosaloni con auto usate); molto meglio recarsi al negozio ufficiale di Roma!

Singolare l’accordo tra il payoff del logo di Smart (Open your mind) e la caramella chiusa nel suo incarto: viene proprio la voglia di aprirla!

Advertising Agency: DLVBBDO, Rome, Italy
Creative Director: Sara Portello
Art Director: Stefania Cialone
Copywriter: Erminia Torre
Photographer: FM Photographers

Lusacell: Facebook/Twitter


La domanda di queste print è davvero inquietante: “Qual è l’ultima cosa che vuoi postare/twittare ?” Si tratta di una campagna di sensibilizzazione per la guida sicura patrocinata da una compagnia telefonica Messicana. Il visual è eloquente: i loghi sono modificati per evidenziare una strada e una croce che rappresenta la morte.
Ci associamo a questa campagna! Non usate il vostro smartphone mentre siete alla guida!

Advertising Agency: i Latina, Mexico City, Mexico
Creative Director: Ricardo Ramírez
Art Director: Oscar Peña
Copywriter: Mirelle Espinoza

Garnier: Hide yesterday, Surgeon/Job interview/Meet the parents

Tre scene esilaranti e tre eventi importanti: un colloquio di lavoro, il primo incontro con i genitori della fidanzata e una operazione medica.

Peccato che prima di questi appuntamenti cruciali i protagonisti si siano lasciati andare troppo ai vizi e ai divertimenti festaioli. Ma niente paura, il roll-on di Garnieir promette di nascondere i segni di ciò che hai fatto, che qui può essere  inteso anche come  le vecchie esperienze del protagonista.

Advertising Agency: Publicis, Zurich, Switzerland
Chief Creative Officer: Thomas Wildberger
Creative Director: Grischa Rubinick
Art Directors: Nicolas Vontobel, Bruce Roberts
Copywriter: Jan Krohn
Photographer: Vincent Dixon

Il design minimal-warm degli headquarters di Evernote

Questo è un articolo scritto appositamente per farvi invidia.
Per farvi lamentare dei vostri uffici.
No, non ho detto “dei vostri capi”, ho detto dei vostri uffici in quanto location fisicamente strutturate. Suvvia…

Chiudete gli occhi e immaginate il bureau design dei vostri sogni.

Se non ci riuscite, vi diamo qualche suggerimento noi, facendo un tour dentro gli headquarters di Evernote a Redwood City, in California.

Sì, stiamo parlando dell’app che molti di voi utilizzano in ambiente Apple, che vi ha permesso di ricordare ogni cosa attraverso la creazione di note di testo, foto, audio, link o ritagli di pagine web e che adesso è diventato un vero e proprio brand con una gamma di prodotti per “annotare” i momenti importanti della propria vita.

Lo studio O+A di San Francisco si è occupato del design: decorazione colorata, con un leitmotif “ligneo”.

All’entrata il visitatore è accolto da una gigantesca tagline (“Evernote. Remember everything”) sviluppata con un font vintage disegnato su un muro trasformato in lavagna: per l’occasione è stata chiamata la chalk artist Dana Tanamachi.
Oltre alla lavagna, per richiamare il brand è stata creata anche una testa di elefante, il logo Evernote, ricostruita in legno.

Tutto è molto naturale, semplice, lineare. Il legno scandisce ogni stanza sottolineando l’essenzialità di ogni idea, ogni spazio creativo e di relax lancia un messaggio di chiarezza.
Semplice come una materia prima, naturale come un gesto, immediato come il tap su un dispositivo touch.

Il concept di base è che il making of del processo costruttivo sia parte stessa dell’estetica. In un contesto pulito e moderno i materiali da costruzione possono assumere l’impatto di design delle finiture più pregiate.

Le superfici in compensato di abete, le texture e la grana dei materiali grezzi disegnano da soli i loro pattern.

La funzionalità è al centro di tutto, come la scala che connette quarto e quinto piano: è riempita di cuscini che la trasformano rendendola anche un’area di chillout.

Anche gli altri spazi informali (come d’altronde è informale tutto l’impianto), sono disseminati in maniera strategica, in mezzo a luoghi prettamente “operativi”.
Ne consegue che il risultato complessivo è un ambiente che favorisce interazioni “casuali” da cui possono scaturire impulsi creativi inaspettati.

Predominano i colori chiari, lo stile è minimalista ma caldo: muri bianchi e pastello si mescolano al marrone chiaro del legno. Inoltre, una componente determinante è giocata dalla luce, in gran parte naturale, che riempie l’ambiente.

Minimalismo caldo e naturalezza razionale sono le parole d’ordine per questo stile.
E a voi ninja employees, piace?
Vorreste un ufficio così?

Icons, la cultura moderna da Rodin ai Daft Punk [VIDEO]

Icons, la cultura moderna da Rodin ai Daft Punk [VIDEO]

Cos’hanno in comune Il Pensatore di Rodin, Forrest Gump, Mad Men, la Creazione di Adamo, Le Iene di Tarantino e i Daft Punk? Tutti sono icone culturali ed espressione massima della creatività umana, miti che oggi compaiono tutti assieme nel video “Icons” del Sunday Times.

Solo due attori in un’unica sequenza che, grazie all’utilizzo brillante di luci, costumi e scenografie, ci restituisce in pochi secondi qualche secolo di storia della cultura moderna.

Icons, da Rodin ai Daft Punk [VIDEO]

Icons, da Rodin ai Daft Punk [VIDEO]

Icons, da Rodin ai Daft Punk [VIDEO]

Icons, da Rodin ai Daft Punk [VIDEO]

Icons, da Rodin ai Daft Punk [VIDEO]

Sul sito del giornale leggiamo:

“Ruota tutto attorno a quelle iconiche immagini culturali che condividiamo nelle nostre bacheche e imprimiamo nelle nostre menti. Abbiamo tutti le nostre preferite. Heisenberg, Kraftwerk, e i poliziotti che si baciano di Banksy […] ma noi volevamo proporre un’istantanea di ciò che sta caratterizzando il 2014. I Daft Punk che vincono i premi più importanti ai Grammy, la stagione finale di Mad Men, e Tarantino che ora è su tutti i media. Queste persone, e il loro lavoro, hanno lasciato un marchio indelebile e probabilmente continueremo a parlare di loro anche tra 10, 20, 100 anni. Lo spot è un segno di rispetto a tutto questo.”

Per mostrare il making of del video che promuove l’inserto culturale del Sunday Times, è stato creato il sito ufficiale, tutto da esplorare.

Credits:

Agency: Grey London Exec.
Creative Director: Nils Leonard
Creative Director: Dave Monk
Creatives: Jonathan Rands
Creatives: Johan Leandersson
Agency Producer: Debbie Impett
Director: Us
Production Company: Academy Films
Executive Producer: Lizie Gower
Producer: Juliette Harris
DOP: Ben Fordesman
A&R Operator: Simon Wood
Art Director: Alison Dominitz
Hair & Make Up: Lu Hinton
Stylist: Rebecca Hale
Casting: Hammond & Cox
Editor: Dave Stevens (Assembly Rooms)
Post: Electric Theatre Collective
Grade: Aubrey Woodiwiss

Le 5 regole da tenere a mente per una landing page efficace

Le 5 regole da tenere a mente per una landing page efficace

Le 5 regole da tenere a mente per una landing page efficace

Avere una buona landing page è di fondamentale importanza. La pagina principale di atterraggio, nella quale l’utente arriva dopo aver cliccato su un link specifico o una pubblicità, è un ottimo strumento di marketing.

Cosa fare per creare una buona ed efficace landing page?

Cosa fondamentale è comunicare informazioni importanti al visitatore, spingerlo a compiere un’azione. Scopriamo alcune semplici regole da tenere a mente.

1. Il potere del titolo

Il titolo ha un’importanza grandissima, sia per le landing page che per qualunque altro tipo di testo web. Deve catturare l’attenzione, essere originale e rispettare comunque il contenuto della pagina.

Breve ed incisivo deve trasmettere con poche parole il contenuto del messaggio che contiene la vostra offerta.

2. Chiarezza e semplicità

Tutto nella fruizione dei contenuti deve essere chiaro e veloce. Importante sarà quindi dare particolare importanza alla formattazione del testo, per rendere la lettura quanto più possibile fluida e piacevole.

3. Immagini di alta qualità

Alla base di molte regole di psicologia, è stato dimostrato da diversi esperimenti come un’immagine, seguita da un testo, svolga un ruolo di importanza maggiore rispetto a che vi sia solo l’una o l’altra cosa.

Le immagini, soprattutto di qualità, rendono di maggiore impatto e riconoscibile il messaggio che volete trasmettere, senza contare che svolgono un ruolo di call to action, invitando l’utente a leggere il contenuto della landing page.

4. Condivisione sui canali social

Una buona landing page non può non avere i pulsanti relativi alla condivisione sui diversi canali social, che devono essere ben visibili affinché si sfrutti il prezioso meccanismo del passaparola.

5. Stile e posizione del form

Far compilare agli utenti un form di registrazione ricopre spesso l’obiettivo principale di ogni landing. Proprio per questo il form deve essere collocato in alto, tenendo conto della formattazione e del giusto design.

L’utente deve trovarlo facilmente ed è il focus attorno al quale devono ruotare tutte le altre informazioni, valutando attentamente quali campi sono da inserire e quali invece possono essere tralasciati.

Ringraziamenti

Ultimi, ma non per importanza, sono i ringraziamenti.

Quando l’utente finisce sulla vostra landing page e completa tutti i passaggi necessari per la registrazione, può essere una buona azione di marketing rimandarlo ad una pagina di ringraziamento che, non solo ha lo scopo di dire grazie per avervi scelto, ma anche di suggerire altre eventuali azioni, come visitare il vostro sito, la vostra fan page su Facebook, le altre offerte a disposizione e quant’altro.

Infine, ecco a voi un’infografica che mostra l’anatomia di una corretta landing page:

Le 5 regole da tenere a mente per una landing page efficace

Come promuovere il vostro fashion e-commerce con Polyvore

Promuovere il tuo fashion e-commerce con Polyvore2

Quando si parla della creazione di strategie per brand legati a settori più femminili, come il DIY, la moda e l’interior design, è inevitabile pensare all’integrazione di più social, come Facebook, Twitter, Instagram e Pinterest. Meno frequentemente, però, si sente parlare di un’altra piattaforma particolarmente indicata per la comunicazione sui prodotti fashion e per la promozione online. Si tratta di Polyvore, una comunità online attiva dal 2007 (proprio oggi festeggia 7 anni!) e strettamente legata al mondo della moda e dell’e-commerce.

Certo, come spesso accade per quei social lontani dai classici Facebook e Twitter, la community italiana è inferiore rispetto a quella straniera, ma questo potrebbe comunque aiutare il vostro brand a proporsi sul mercato estero andando dritto al cuore del vostro target: ragazze e donne appassionate alla moda e allo shopping, che sognano di giocare, ancora una volta, a “Gira la moda”.

Promuovere il tuo fashion e-commerce con Polyvore2

Polyvore permette infatti di creare delle tavole mixando prodotti e accessori provenienti da qualsiasi sito o shop online. A dimostrare il suo successo sono i numeri: gli oltre 20 milioni di utenti su Polyvore creano ogni mese 2,4 milioni di set che, per il 43%, vengono condivisi sui social network e sui blog e che generano, in media, acquisti di circa 220 dollari.

Ma come inserire Polyvore nella strategia di promozione del vostro e-commerce?

Inserite i vostri prodotti su Polyvore

Assicuratevi che i vostri articoli siano già presenti sulla piattaforma e, in caso contrario, inseriteli attraverso lo strumento “taglierina”. Se qualcuno prima di voi ha già inserito i prodotti, verificate che questi siano collegati al vostro brand o al vostro sito internet e, in caso contrario, inseriteli nuovamente!

Create i vostri set

Per aumentare la popolarità del vostro account e dei vostri prodotti, partecipate attivamente alla community creando i set più svariati. Potete sbizzarrirvi creando look con i vostri articoli, board legate alle tendenze di stagione, outfit da indossare in occasioni speciali o suggerimenti su come riprodurre i look delle star!

Partecipate ai gruppi e ai concorsi

I gruppi sono il modo migliore per comunicare con altri utenti e per farvi notare. In ogni gruppo è possibile condividere i propri set; cercate la community che più si lega al vostro prodotto e ai valori del vostro brand e cominciate a proporre le vostre board! Un altro modo per proporre agli utenti i vostri articoli è partecipare ai concorsi: mostrate i vostri set e votatene altri, costruirete così un vostro seguito affezionato!

Promuovere il tuo fashion e-commerce con Polyvore

Condividete i vostri set

Realizzate le vostre board e condividetele! Se usate Pinterest, sfruttatelo per mostrare le vostre creazioni: i set condivisi sul social delle immagini raggiungono circa 18 volte di più le persone rispetto a Facebook, generando circa il doppio del traffico.

Promuovete i vostri prodotti

Come ogni social che si rispetti, anche su Polyvore è possibile promuovere i propri prodotti attraverso delle ad native che compaiono nello stream degli utenti.

Promuovere il tuo fashion e-commerce con Polyvore

Commentate gli altri set

Come già scritto, è fondamentale partecipare alla community per farsi notare. Ad esempio, commentate i set, esprimete le vostre preferenze sulle board più interessanti, realizzate gli outfit utilizzando prodotti inseriti da altri. Come anche nelle amicizie offline, fare il primo passo complimentandosi sarà il modo migliore per iniziare a fare amicizia e raccogliere fan affezionati!

Voi avete mai utilizzato Polyvore nelle vostre strategie di social- commerce? Aspettiamo i vostri suggerimenti nei commenti!