Online video: come usarli per il settore fashion

Gli e-shopper aumentano vistosamente di anno in anno e, tra questi, più della metà acquistano in prevalenza articoli fashion. Di pari passo, la fruizione di video online cresce esponenzialmente.

Sulla base di questo scenario, i video online e il settore fashion hanno da stringere una fruttuosa alleanza: ma come possono muoversi in questa giungla informativa?

Prima di tutto c’è da specificare che lo strumento video si qualifica come motore di persuasione per eccellenza: fa rivivere le emozioni e le sensazioni di indossare quel determinato capo di abbigliamento, rinforza il valore del brand in oggetto e induce al processo d’acquisto grazie all’utilizzo delle call to action.

In secondo luogo, non vi sono regole generali di utilizzo dei video online, piuttosto esistono piccoli spunti da cui attingere, sempre tenendo ben presente il proprio obiettivo di riferimento, il target e il contesto in cui si lavora. Ad esempio, un video informativo che illustra i materiali adoperati durante il processo di lavorazione di un capo potrebbe essere di poco impatto per un brand di lusso, mentre potrebbe essere una strategia perfetta nel caso di un marchio che strizza l’occhio all’ecosostenibilità.

Condividere informazioni utili

Fornire informazioni può significare semplicemente illustrare il prodotto nei dettagli, in questo caso conoscere meglio un articolo porta a: acquisti maggiormente consapevoli, un conseguente assottigliamento del numero dei resi, e, infine, una relazione di maggiore fiducia tra il cliente e il brand.

In tal senso, un’altra delle soluzioni valide per far conoscere il brand è aiutare il cliente a trovare informazioni, magari contenuti utili che stuzzichino le sue fantasie e, sottovoce o meno, stimolino fidelizzazione.

L’How to wear the latest trends di boohoo.com si inserisce perfettamente in questo tipo di strategia video.

Conoscenza e costanza: punti di forza per il Business online

Uno dei grandi pregi dell’uso dei video online è la possibilità di analizzare il comportamento dei fruitori video in tempo reale. Il contenuto degli annunci video pubblicitari si rivela già su misura dello spettatore (in base alla sua navigazione): ciò a cui però un brand dovrebbe mirare è una flessibilità strategica, modulata sui dati reportistici della fruizione video.

Mettiamo il caso che la maggior parte degli utenti interrompano la visione nei primi 30 secondi, a video ancora non terminato. Conoscere le reazioni del “pubblico” mette il brand nelle condizioni di rimediare e ricorrere, nel prossimo video, a soluzioni come: riduzione a 15 secondi, revisione dello script, ecc.

Attraverso la pubblicazione costante dei contenuti video (almeno bisettimanale), è possibile analizzare e, conseguentemente, modificare il messaggio in base al modo in cui i potenziali clienti interagiscono con i contenuti, tenendo quindi conto dell’indice di visualizzazione medio, il tasso di abbandono, il tasso di risposta alle call to action, la provenienza geografica, ecc.

In tal modo è possibile approfondire la conoscenza dei potenziali clienti ed incrociare i dati con il sito e-commerce di riferimento e i punti vendita del brand sul territorio.

Personalizzare l’esperienza, creare fiducia ed umanizzare

Anziché caricare di un’inaudita spinta propulsiva il prodotto, è preferibile mostrare una grande disponibilità nel soddisfare le esigenze del cliente. La fiducia e l’umanizzazione sono quindi da considerarsi strumenti di engagement.

Nel momento in cui si progetta uno script ad hoc per il target di riferimento, mirato solo a vendere, il calo di attenzione è dietro l’angolo. Un tocco di originalità sarà più ampiamente apprezzato, garantendo un tasso di abbandono meno basso.

Cosa si può fare? Inviare video personalizzati di ringraziamento: anche un piccolo video di 5 secondi da parte del brand può far sentire speciale il cliente (grazie a Vine, Instagram, Keek, ecc.). È possibile inoltre mostrare l’emozione di un cliente che indossa il proprio articolo attraverso il video, presentare testimonianze video di chi lavora per il brand, o magari un personaggio famoso/fashion blogger/opinion leader compiaciuto.

L’evoluzione dello Shoppable Video

Tenuto conto di quanto descritto finora, c’è un tipo di video che, potenzialmente, potrebbe soddisfare tutte le suddette caratteristiche: lo shoppable video.

Un video commerciale interattivo, una sorta di product placement online, in cui gli utenti hanno la possibilità cliccare sui prodotti per conoscerli in dettaglio e acquisire altre informazioni, come per esempio il punto vendita più vicino, o acquistare direttamente il capo d’abbigliamento o l’accessorio fashion che compare nel filmato. La modalità di creazione si basa sullo stesso principio del video con le annotazioni di youtube.

Molti di questi video sono delle vere e proprie “fiction”, e la loro difficoltà sta nel far sì che il pubblico presti attenzione sia alla storia che ai prodotti pubblicizzati nel video. Due degli ultimi esempi sono lo shoppable video di Gucci e “The Gift” di Levi’s.

Fashion Marketing: il free webinar per diventare Fashion Digital Strategist [VIDEO]

A marzo 2014 i Ninja approdano nel mondo del fashion con il “Corso Online in Fashion Marketing: come diventare Fashion Digital Strategist e fare business online” (SCONTO Early Booking fino al 18 febbraio), progettato per fornire competenze specifiche nel settore che negli ultimi anni si sta imponendo come asset economico di prim’ordine.

Volete un assaggio (completamente gratuito) di ciò che vi aspetta? Perfetto, siete nel posto giusto! Mercoledì 12 febbraio si è svolto il free webinar di presentazione del corso, in cui il Ninja docente Alessandro Calzolari ha illustrato le tematiche e le case-history più significative del mondo del fashion. Inoltre, il free webinar è stato arricchito dalla presenza di un ospite d’eccezione: Jarvis Macchi. L’autore di “Lusso 2.0” ha raccontato come il mondo della moda sta affrontando la rivoluzione digitale.

Il free webinar di presentazione è stato un’occasione utile a presentare nel dettaglio i contenuti e gli obiettivi di questo corso, mostrando anche attraverso casi pratici come fare business online con il Fashion Marketing. Ve lo siete persi? Nessun problema! La Ninja Academy ha pensato anche a voi!  😎

Il Ninja Corso Online in Fashion Marketing ha lo scopo di sviluppare competenze concrete nelle attività imprenditoriali, di marketing e comunicazione, legate allo scenario attuale del fashion italiano e internazionale, raggiungendo e coinvolgendo e-fashion shopper da tutto il mondo.

  • Digital Fashion Update 2014: nuovi trend e opportunità in l’Italia e worldwide
  • Fashion e multicanalità: dagli store ai touch point dentro e fuori la rete
  • Content Creation & Content Curation: sviluppare post efficaci sui social media
  • Fashion Digital PR: coinvolgere gli influencer e i media in ambito fashion, moda e lifestyle
  • Gestire una Facebook Fanpage: community management, contest, giveaways
  • Twitter: comunicare il proprio fashion brand con una strategia 140 caratteri
  • Da Instagram a Pinterest, passando per Fancy
  • Fashion StartUp: linee guida e case study per chi vuole creare il proprio lavoro
  • Affiliation: come guadagnare attraverso la pubblicità in rete
  • Fashion e-commerce: trend, strategie di mercato e soluzioni Facebook Commerce
  • Mobile Marketing & Fashion
  • Social In-Store: tool digitali per ottimizzare lo store offline
  • Future Trend: Shoppable Video & Gamification
  • Fashion BRIC: sviluppare progetti fashion in Cina e nei paesi emergenti quali Brasile, Russia, India

Vantaggi del Corso Online

✔ Puoi seguire i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
✔ Question Time in diretta per esporre dubbi e domande e interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
✔ Attestato di partecipazione

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change.
BE NINJA.

Lego, San Valentino e Fiat 500: i migliori annunci stampa della settimana

Se siete amanti della creatività non potete fare a meno di dare un’occhiata ai migliori annunci stampa della settimana scelti con cura per voi da Ninja Marketing! Pronti al decollo? Via!

Lego: Parachutes/Computer/Fridge

La creatività fa perdonare tutto! I piccoli creativi qui ritratti a giocare con i loro mattoncini preferiti sembrano essersi dimenticati di cosa è ammesso e cosa è vietato fare in casa! L’osservatore è nei panni del genitore che coglie in “flagranza di disastro” i figli in vena creativa. Ben costruita: non si può far altro che farsi una risata!

Advertising Agency: Grey, Paris, France
Creative Directors: Thierry Astier
Copywriter: Jean-François Le Marec
Art Director: Laetitia Chrétien
Art Buyer: Catherine Jarno
Photographer: Franck Malthiery

Fiat 500: Scooter

D’impatto! La nuova Fiat 500 è qui presentata come uno scooter scintillante. Riusciamo a capire che è una 500 grazie al marchio sulla fiancata e grazie ai dettagli di design.

Questa campagna vuole mettere in luce il vantaggio competitivo del consumo ridotto di carburante, utilizzando un mezzo, lo scooter, che ha un più basso consumo rispetto ad un’automobile.

Advertising Agency: Drori Shlomi /BBDO , Tel-Aviv, Israel
Creative Director: Shahar Filer
Art Director: Tzahi Pitovsky
Copywriter: Moshe Geliss

The South Face: Women/Equality/Education

“Le parole sono importanti” dichiarava un regista italiano. Le parole hanno un valore, aggiungiamo noi.

Lo fa anche DDB Spagna con questa pubblicità che mostra, utilizzando l’escamotage dello Scarabeo, che valore hanno temi importanti come l’eguaglianza, la donna e l’educazione nel Sud del mondo

Advertising Agency: DDB, Spain
Executive Creative Director: José María Roca
Creative Director: Javier Meléndez
Art Director: Luis Di Lascio
Copywriter: Patri Pérez
Photographer: Agustín Amate

IKEA: Valentine’s Day Chairs

Fra i tanti brand che hanno approfittato della giornata di San Valentino per promuovere i propri prodotti, ce n’è uno che ha attirato decisamente la nostra attenzione: IKEA. Che ne dite?

Advertising Agency: BBH, Singapore

INITIALES P.P jewellery: Thieving magpies

Non consociamo bene la linea di gioielli che viene presentata in questa pubblicità, ma siamo sicuri che siano bellissimi visto il comportamento anomalo di queste gazze ladre, impazzite e furiose, che si affrettano a trovare i gioielli nascosti nell’appartamento semi distrutto dalla loro azione.

Da notare un dettaglio ironico che mira ad alleggerire la scena, certificandone la sua surrealtà: la fotografia vicino al letto ritrae una donna, sicuramente la padrona di casa, spaventata dall’azione che si sta svolgendo!

Advertising Agency: PONK, Paris, France
Creative Director: Franck Pralong
Art Director: Clémentine Damolini
Photographer: Ilario Magali

Piaciute le campagne? Alla prossima settimana con la nuova top 5 dei migliori annunci pubblicitari!

Linkedin acquista Bright per ricerche di lavoro più efficaci

Il social network professionale Linkedin punta a migliorare il suo servizio per connettere domanda e offerta di lavoro, e a tal proposito ha comprato proprio pochi giorni fa l’efficientissima Bright, start up altamente specializzata nel rintracciare nei curriculum gli elementi più adatti a determinati impieghi.
Un’operazione da 120 milioni di dollari che per il social network rappresenta la maggiore acquisizione da quando è nata.

Bright

Bright utilizza algoritmi per consigliare, a chi cerca lavoro, delle proposte di impiego pertinenti a qualifiche e proprie competenze.
Servirà in particolare a Linkedin e ai suoi milioni di iscritti, per migliorare l’incontro tra domanda e offerta lavorativa.

I dati trimestrali: fatturati, incrementi e previsioni

L’annuncio dell’acquisto è arrivato contemporaneamente alla pubblicazione dei dati trimestrali di Linkedin.

I ricavi sono cresciuti e hanno raggiunto 447 milioni di dollari. La compagnia ha annunciato che il fatturato nel primo trimestre 2014 si aggirerà fra i 455 e i 460 milioni di dollari, con un incremento del 40%.

Intel e le nuove strategie che uniscono moda e tecnologia

Intel e le nuove strategie che uniscono moda e tecnologia

Intel e le nuove strategie che uniscono moda e tecnologia

Photo Credits: Courtesy

In questo nuovo anno, fatto di cambiamenti e novità, continuano ad arrivare esempi di un fenomeno importante: la trasformazione dei dispositivi digitali in accessori di moda a tutti gli effetti.

La parola “wearable” è ormai sulla bocca di tutti: dopo il CES di Las Vegas tutte le più grandi aziende hanno scoperto le proprie carte (è notizia di qualche giorno fa l’arrivo a settembre 2014 dei Samsung Galaxy Glass). Scopriamo come Intel, grazie a collaborazioni dedicate, vuole integrare tecnologie e mondo della moda.

Intel e le nuove strategie che uniscono moda e tecnologia

Intel Corporation, in collaborazione con Barneys New York, il Council of Fashion Designers of America e Opening Ceremony, ha annunciato diversi progetti finalizzati a esplorare e portare sul mercato una tecnologia indossabile intelligente, volta ad incrementare il dialogo e la cooperazione tra i “due mondi” della moda e della tecnologia.

L’approccio di Intel per questa prossima evoluzione è quello di immaginare e creare dispositivi e piattaforme pronti per l’uso dei clienti che lavorano allo sviluppo di prodotti da indossare.

Ad esempio, le collaborazioni porteranno allo sviluppo di un braccialetto intelligente progettato da Opening Ceremony con tecnologia Intel e venduto, in esclusiva questo autunno, nei negozi Barneys.

Intel e le nuove strategie che uniscono moda e tecnologia

Con il Council of Fashion Designers, Intel unirà le forze per agevolare l’interazione tra i tecnici e gli stilisti di moda con l’obiettivo di promuovere l’innovazione nei dispositivi indossabili.

“Le collaborazioni che abbiamo annunciato sono indicative dell’approccio cooperativo e consapevole di Intel nei confronti del mercato dei dispositivi indossabili. La nostra visione, condivisa con i partner, è quella di accelerare l’innovazione nel campo delle tecnologie indossabili e creare prodotti che migliorino la vita delle persone e che queste desiderino di indossare” ha affermato Ayse Ildeniz, Vice President, Business Development and Strategy del New Devices Group di Intel.

Intel non ha rivelato gli investimenti in queste collaborazioni, ma Krzanich (Ceo Intel) ha detto che la società metterà in palio oltre 1,3 milioni di dollari in premi/concorsi.

Secondo Credit Suisse il mercato wearable è destinato ad esplodere nei prossimi anni raggiungendo un valore stimato tra i 30 e i 50 miliardi di dollari nei prossimi 3-5 anni.

Su sensori e chip innovativi si stanno basando le ultime applicazioni messe sul mercato che stanno creando un ecosistema di imprenditori disposti ad investire nel prossimo futuro.

Le chiavi del successo di questi dispositivi indossabili saranno:

– integrazione con vestiti/accessori
– prezzi non elevati
– estetica/design non ingombrante
– feature aggiuntive che permettano vantaggi concreti

Cosa ne pensano i lettori di Ninja Marketing delle tecnologie indossabili?

La rivoluzione dei Fab Lab invade anche le Marche

Iniziamo subito con una premessa. Dare i numeri di un movimento così recente, che sta trasformando l’industria manifatturiera e che conta ogni giorno nuovi aderenti è davvero difficile. Se si pensa che il primo Fab Lab italiano è nato nel 2011, l’ultimo arrivato qualche giorno fa a Tolentino, centro industriale delle Marche, tradizionalmente noto per la pelletteria, potrebbe già non essere il più recente nel giro di qualche settimana. La diffusione dei Fab Lab su tutto il territorio ricorda per certi versi l’evoluzione delle Startup 2.0 nostrane, che hanno saputo attecchire facendo leva sul potere della condivisione e della collaborazione in un mondo sempre più collegato.

Il Creaticity Fab Lab di Tolentino è il primo vero centro della costa Adriatica a rispondere alle linee guida dettate dal CBA (Center for Bits and Atoms) del MIT, con classificazione BAAA. Va ad aggiungersi a circa una ventina di realtà ufficialmente riconosciute in Italia dalla stessa organizzazione, e censite dalla Fab Foundation tramite il progetto FabLabs.io. Sono oltre 40 invece, i laboratori presenti sul nostro territorio, se aggiungiamo anche le realtà ancora non riconosciute dalla Fab Foundation, ma delle quali è possibile tenere traccia tramite le diverse attività di mappatura dal basso.

Creaticity Fab Lab

Approfittando della vicinanza con il nuovo Fab Lab, ho avuto modo di essere presente all’inaugurazione e di respirare un clima di innovazione e condivisione per certi versi rivoluzionario, in una zona nota per la forte vocazione artigianale. Le armi sfoderate da Paolo Isabettini (laureato in architettura e designer), Andrea Mattiacci (studente di ingegneria meccanica al Politecnico delle Marche e mano artigianale del gruppo) e Stefano Rita (ingegnere delle telecomunicazioni, con la passione per l’elettronica) d’altronde fanno leva proprio sugli spiriti assopiti di una generazione che sembra non trovare spazio nemmeno nella propria città. Tutti coetanei (classe 1985) e nati nella stessa Tolentino, hanno approfittato di un bando a favore dell’imprenditoria giovanile per costruire uno spazio aperto a disposizione della comunità.

Si chiama Creaticity ed è la bottega artigianale del terzo millennio, dove i sogni diventano progetti grazie alla collaborazione tra menti diverse, e i progetti diventano prototipi, magari da inserire nel sistema produttivo locale. Un laboratorio di 190 mq a libero uso di tutti gli associati (citizen) e delle loro guide operative (maker). Al suo interno è possibile trovare stampanti 3D, plotter, frese a controllo numerico, schede Arduino, un set fotografico, uno spazio espositivo, l’area brain-storming, la sartoria, lo spazio per le creazioni artigianali.

Oltre a mettere a disposizione le più svariate tecnologie, un Fab Lab rappresenta una potentissima fucina in grado di innescare una connessione tra comportamenti individuali e collettivi, una sorta di osmosi irrealizzabile nelle industrie di vecchio stampo. Per ripartire l’Italia deve puntare sul suo patrimonio manifatturiero, oltre che artistico-culturale, cercando di spostare la competizione su nuovi modelli dove sia in grado di valorizzare le sue competenze. La Fab Lab sembra poter incarnare questo ruolo di facilitatore di innovazione meglio di qualsiasi altro modello sinora sperimentato.

Parlando con i fondatori del progetto si capisce che le loro ambizioni valicano i confini geografici, e che il potenziale di diffusione di un nuovo modello produttivo di tipo collaborativo, risiede proprio nel DNA stesso dei Fab Lab. Un network di strutture in continua crescita nel mondo (oltre 260 Fab Lab attivi), che utilizza soltanto tecnologie open-source per scardinare gli standard delle grandi multinazionali. I fondi ottenuti da questo gruppo di ragazzi sarebbero potuti finire in una tradizionale attività imprenditoriale, invece sono stati destinati ad uno spazio condiviso, per tentare di dare un’opportunità a chiunque abbia un’idea innovativa.

“Stiamo cercando di creare uno stile di vita, non solo un punto fai da te.” – afferma Andrea Mattiacci, co-fondatore di Creaticity – “A Creaticity i maker sono le guide operative, i consulenti specializzati, i citizen sono gli utenti, gli abitanti di questa città creativa. Qui a partire da un’idea è possibile realizzare il progetto finito grazie alla tecnologia di ultima generazione, messa a libera disposizione degli utenti”. “Io ho studiato architettura alla Sapienza di Roma, poi ho partecipato ad un progetto dell’Unione Europea a Berlino” – spiega Paolo Isabettini, co-fondatore di Creaticity – “Quando mi chiedono perché sono tornato rispondo che l’ho fatto perché non accetto che non ci siano mezzi per chi ha talento. Voglio poter dare una possibilità anche ad altri giovani designer del mio paese, della mia regione, di questa parte di Italia sconosciuta a molti.”

Creaticity Fab Lab sarà uno spazio di creazione e condivisione per coloro che vogliono produrre i propri progetti con le proprie mani; dove saperi e tecnologia si incontrano e si animano. Una risposta all’appiattimento industriale che frena soprattutto i giovani designer, ma non solo. In questo modo il Fab Lab assume una specie di missione sociale, consegnando uno spazio aperto ai designer che vogliono produrre il loro prototipo da presentare alle aziende; ai fotografi in erba; ai curiosi di elettronica; agli artigiani che non posso permettersi capannoni e strumenti. Chi ha idee deve avere una possibilità, anche in un momento così difficile.

La Sdraio dell'Agnello: "Ti devi fare le ossa"

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=-eifPUvi7kA’]
Ti dicono che sei bravo. Te lo hanno sempre detto e tu lo hai sempre pensato.
Ti dicono che sei la marcia in più, la freschezza del settore, la scintilla impazzita.
Ti dicono che senza camicia sei più nel personaggio, poi ti fai un paio di tatuaggi, ti guardi due blog di trendsetting, ti ascolti gli Alt-J e entri nel casermone dove ci sono quelli che fanno i PUBBBBBLICITARI.

La verità è che sei carne da cannone. Che probabilmente finirai a fare il vigile urbano o il cassiere o il dj per arrangiare una un po’ di soldi. La verità è che le tue idee per le quali dovresti essere stato assunto sono solo un esercizio di stile.

La verità è che i passi avanti li fai se sai stare sotto “al mastro”, a prescindere da quale mastro sia, e che le tue qualità verranno spese per il nobile scopo di cercare di far quadrare il bilancio per pagare degli stipendi accordati nel 1996 a quelle stesse persone che ti chiedono di finalizzare l’estremo layout di un bambino con un biscotto in mano.

La verità è che se finisci a fare il “ragazzo che viaggia” e che tra quattro mesi torni al bar di papà a friggere le patatine comprate al Lidl hai avuto pure un po’ di culo.

Oppure fai una bella cover dei Vampire Weekend, la metti su youtube e preghi la madonna che qualche anima pia ti faccia un trilione di click per cavarti fuori dalla vendita di BOXDOCCIA.

E fidati, ti è anche andata bene. Ti sei fatto le ossa.
Stammi bene ciccio.
L’agnello.

Facebook: come pianificare campagne di social media marketing

Eccoci di nuovo qui, per parlare del Ninja Master Online in Social Media Marketing & Community Management, il primo master di specializzazione che affronta ogni singolo Social Media approfondendo gli aspetti distintivi e le peculiarità di ognuno, con i migliori esperti per le diverse piattaforme.

Nello scorso articolo abbiamo parlato del modulo  Social Enterprise con Stefano Besana. Oggi, invece, abbiamo incontrato  Lorenzo Viscanti e Valentina Rossetti, docenti di Facebook, per scoprire insieme il loro modulo nel dettaglio:

  • Fanpage: Content Strategy & Storytelling
  • Gruppi ed Eventi
  • Dinamiche di Digital PR
  • Facebook Advertising: soluzioni basic & advanced
  • Sweepstakes, Couponing e Contest Creativi
  • Facebook apps: modalità di utilizzo e best case

Inoltre, li ho intervistati per farmi svelare qualche informazione in più sul modulo. Ecco cosa mi hanno raccontato…

Prima di leggere la loro intervista, ne approfitto per ricordarvi che lo SCONTO Early Booking è valido entro il 4 marzo (oltre agli ulteriori sconti e bonus se avete già frequentato uno o più corsi Ninja Academy).

Ciao Lorenzo, ciao Valentina. Sappiamo bene cos’è Facebook e per quale scopo è stato creato da Mark Zuckerberg. Potreste dirci, invece, perché Facebook è utile come strumento di marketing?

Lorenzo: Se voi foste un prodotto, non vorreste farvi vedere nella piazza principale della vostra città? Facebook è questo, aziende e prodotti ci devono essere, tutto qui.

Il marketing digitale attraverso piattaforme sofisticate come quella offerta da Facebook offre la possibilità di fare investimenti i cui risultati si possono misurare. Più semplice e più efficace di ogni altro metodo che conosciamo. E’ un po’ vendere automobili e mettere un cartellone pubblicitario in una strada in cui passano soltanto persone che nei prossimi mesi cambieranno la loro macchina. Non male, no?

Valentina: Facebook è un utile strumento di marketing proprio perché Mark Zuckerberg è riuscito nel suo intento, ovvero rendere Facebook un mezzo di comunicazione globale. Metà della popolazione italiana è attiva sul mezzo. Questo significa un’enorme potenzialità per ogni azienda che voglia proporsi.

Quando parliamo di utenti in realtà intendiamo non solo i consumatori finali, ma anche i produttori e i venditori. Perciò Facebook diventa una piattaforma di promozione e relazione B2B e B2C. Io credo che questo social network sia ormai da considerare alla stregua di un “media tradizionale” come la TV, ma con maggiori potenzialità interattive.

Quali sono gli strumenti che Facebook mette a disposizione per la pianificazione di una campagna di marketing?

Lorenzo: La piattaforma di marketing di Facebook ha la caratteristica particolare di proporre azioni che sono estremamente misurabili, anche per chi ha una attività solo offline. I vantaggi sono innumerevoli.

Il plus maggiore che la piattaforma ci offre non sta però nell’advertising o negli strumenti di marketing, quanto nell’enorme database di informazioni sui consumatori che abbiamo a disposizione. Le possibilità di raggiungere il (futuro) consumatore sono tantissime.

Valentina: Facebook mette a disposizione diverse tipologie di Facebook Ads a seconda degli obiettivi di campagna. Il grande vantaggio rispetto ai media tradizionali è quello di poter definire chirurgicamente il proprio target obiettivo, sulla base degli interessi di questi.

Le tipologie di promozione variano a seconda degli obiettivi di campagna. Un investimento volto all’acquisizione di nuovi fan sarà differente da una campagna il cui obiettivo è l’aumento dell’ingaggio.

Per quanto riguarda la promozione più prettamente “commerciale”, Facebook ha introdotto le “Facebook offers” che consentono ai fan di accedere a sconti speciali e promozioni con un solo click.

Inoltre, con un investimento minimo di 40 euro, per almeno un mese è possibile avvalersi della consulenza di Facebook Italia per la pianificazione e gestione della propria campagna.

Lorenzo, quali sono le potenzialità dello gestire bene una fanpage, creare un evento virale o lanciare un contest molto creativo?

Una volta che abbiamo identificato grazie al social network il target dei nostri possibili clienti, ogni modalità di engagement nei loro confronti ci permette di aumentare la possibilità di concludere una ulteriore vendita. Senza dimenticare che Facebook è un ottimo canale anche per gestire i rapporti con chi è già nostro cliente o per mettere in piedi attività di supporto ed anche customer care.

Valentina, quanto è importante per un’azienda investire nelle Digital PR?

Le Digital PR sono uno strumento importante nella definizione di una buona strategia di comunicazione. In un panorama sempre più fitto di contenuti come quello digital, la comunicazione mirata e di qualità passa necessariamente anche attraverso le Digital PR.

Queste devono essere in grado di cogliere le opportunità con celerità ed efficacia, e comunicare utilizzando il linguaggio proprio del web, conoscendone opinion leader e luoghi d’interazione strategici.

NINJA MASTER ONLINE
749 € invece di 890 €

NINJA SOCIAL FACTORY
1.390 € invece di 1.590 €
L’iscrizione al Ninja Master Online è inclusa!

Solo fino al 4 marzo, affrettati i posti sono limitati!

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

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Il 30 aprile 2014 sarà La Notte del Lavoro Narrato

Il prossimo 30 aprile il lavoro va in scena perchè lo raccontiamo e ce lo facciamo raccontare. In moltissime città d’Italia, nelle scuole, nelle biblioteche e nelle piazze giovani (occupati e non), uomini, donne e anziani narreranno storie di lavoro.

Raccontando il lavoro, parlandone attraverso le parole dei protagonisti che ogni giorno portano avanti questo paese, si potranno accendere nuove opportunità, nuove relazioni e nuovi collegamenti.

Il racconto di un digital maker e quello di un artigiano potrebbero incontrarsi e generare nuove opportunità. Quante volte avete sentito vostro nonno o vostro padre parlarvi del lavoro che faceva da giovane? Quante volte osservando il lavoro che facciamo noi oggi ci hanno detto “quando lavoravo io.. ai miei tempi era diverso!”

In questo documentario potete vedere come è andata a finire l’anteprima della Notte del Lavoro Narrato, svoltasi nello scorso mese di luglio a Caselle in Pittari durante il #Campdigrano

Il Prossimo 30 aprile abbiamo un grande occasione, rendere questo racconto condiviso, portarlo dalle nostre case alle nostre piazze, alle nostre biblioteche ed istituzioni.

Uno dei promotori dell’iniziativa, Alessio Strazzullo, parlando dell’anteprima che si è svolta lo scorso luglio a Caselle in Pittari (Sa) dice:

“Sono stati davvero in tanti a leggere, a cantare, a raccontare storie di lavoro nel centro storico di questo piccolo grande paese cilentano, così tanti che non si può nominarli tutti, però almeno di Piera ed Elda e dei loro canti di lavoro vi devo dire, e delle storie narrate da Annamaria, Maria, Angelo, Lorenzo, Alberto, Marilena, Antonio, Jepis, Mauro, Rocco e da tante, tante, tante altre donne, e uomini, che è meglio che mi fermo qui. E saremo in tantissimi il 30 aprile quando l’evento prenderà vita in tutta Italia, in tanti luoghi diversi. Dalle 20:30 il paese comincerà a raccontare storie di lavoro, finché ne avrà voglia. Lo farà nelle case, nelle scuole, nelle biblioteche, e lo farà dopo aver organizzato insieme questo evento, frutto di un lavoro realmente condiviso e partecipato.”

Persone e Famiglie che apriranno le loro case ad amiche e amici per leggere, narrare, cantare storie di lavoro (le prime adesioni le trovate qua!)

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori della settimana

Ecco una nuova selezione di vivaci “stimoli creativi” nella nostra Top 10 Fumetti e illustrazioni, guardando agli artisti più interessanti nel panorama italiano e internazionale, per ispirarvi al meglio. Questa settimana con un’attenzione alle passioni e agli amori… è San Valentino!

Buona visione.

Top 10 fumetti e illustrazioni Maurizio Rosenzweig

Iniziamo con un’ispirazione a tema struggimento sentimental-amoroso: vi invito a sfogliare le tavole a fumetti di Maurizio Rosenzweig (ed. BD) che ci fa perdere tra i suoi affascinanti disegni nel mondo del suo alter ego d’inchiostro Davide Golia, l’uomo innamorato di tutte le donne.

Top 10 fumetti e illustrazioni Francois Amoretti

Farà battere parecchi cuori la “Burlesque Girrrl” di François Amoretti, ed. Panini Comics. Violetta è una bassista e una modella di lingerie, e alterna le sfilate ai concerti rock. Una giovane pin-up tatuata, con l’eleganza di una diva.

Top10 fumetti e illustrazioni Noelle Stevenson Nimona

“Nimona” è l’eroina ribelle creata da Noelle Stevenson, web comic in corso d’opera con la pubblicazione prevista per il 2015.

Top 10 fumetti e illustrazioni Alessandro Baronciani

Alessandro Baronciani ha realizzato questa illustrazione romantica e malinconica ispirandosi alla canzone dello storico gruppo rock Diaframma, dal titolo “L’odore delle rose”. Sarà la t-shirt ufficiale della band.

Top10 fumetti e illustrazioni Saga

La pluripremiata “Saga” di Brian K. Vaughan e Fiona Staples non è solo una delle più belle serie a fumetti di questi tempi ma anche una delle più appassionanti storie d’amore. Con questa illustrazione (cover del quindicesimo albo in Usa), Bao Publishing ha annunciato l’arrivo imminente del terzo volume ai primi di marzo.

Top 10 fumetti e illustrazioni Asa Grennvall

Amori violati invece sono il tema del lavoro di Åsa Grennvall dal titolo “7°Piano”, una toccante graphic novel sul tema della violenza di coppia, Hop edizioni.

Top 10 fumetti e illustrazioni Davide Garota

Non è un tema facile l’amore per il protagonista del graphic novel “Il fuoco non ha amici” di Davide Garota edito da Tunué, una storia che brucia dentro come una fiamma.

Top 10 fumetti e illustrazioni Gemma Correl

Gemma Correl ironizza con il suo stile inconfondibile – e l’immancabile cagnolino – sul San Valentino da single… in tutto relax.

Top_10_fumetti_e_illustrazioni_my-boyfriend-is-a-bastard

Divertente anche il nuovo pamphlet a fumetti in formato pocket in arrivo per Renbooks, dal titolo “My boyfriend is a bastard” di Luca de Santis e disegnato da Damiano Clemente.

Top 10 fumetti e illustrazioni Luisa Montaldo

Tenere e senza tempo le atmosfere delle illustrazioni di Luisa Montaldo, in mostra a Roma dal 15 febbraio al 18 marzo 2014 all’Hangar Tattoo Gallery di via dei Marsi, 65.

In chiusura vi ricordo come sempre che se siete dei giovani artisti e volete segnalarci i vostri lavori, basta commentare questo post con il link al vostro blog, Tumblr, sito o portfolio! Grazie mille a tutti quelli che l’hanno già fatto!

Alla prossima,
Odri