Umanizza il tuo e-commerce con contenuti personalizzati

La tecnologia sta trasformando gli imprenditori moderni impegnandoli a rimanere connessi sempre più alla loro attività al loro team e alla loro azienda. L’elenco che segue vi racconta qualcosa in più sugli strumenti più all’avanguardia che consentono agli innovatori di stare al passo con le tendenze.

Il motto è: “Offrire sempre più del previsto” (Larry Page) e i siti di e-commerce non fanno eccezione a questa legge di lavoro perché non basta soddisfare i soli requisiti di base. Elementi come la velocità del sito, la progettazione, il posizionamento, i prezzi, la categorizzazione e i SEO, sono di vitale importanza per l’efficienza e il successo.

Fortunatamente ci sono molti temi e strumenti che puntano al branding con messaggi personalizzati e contenuti creativi che superano i tecnicismi e guardano al consumatore da un’angolazione “umanizzata”.

Espandersi attraverso la voce degli utenti

Uno degli obiettivi principali sui canali social e nelle campagne e-mail, è fare amicizia con visitatori e clienti. Una strategia di cui si parla da anni, ma che viene applicata solo in minima parte.

L’idea generale è soddisfare i nostri utenti su tutti gli argomenti di interesse: dalle foto, ai contenuti umoristici, ai consigli. Ovviamente più la brand equity sarà ampia, più si stringerà il cerchio degli argomenti da trattare.

La magia delle strategie di marketing “umanizzato” avviene quando il messaggio ci influenza al punto da decidere di visitare un sito. Questa è la vera differenza tra spietata commercializzazione e propaganda rigorosa.

Ringraziare più volte

Prova a ordinare i classici stivali Timberland, riceverai un coupon dopo una settimana​​ che ti ringrazierà per il recente ordine. Inoltre , sarà incluso un codice per ricevere un paio di calzini in regalo.

Uno dei pochi marchi che ha inviato fisicamente biglietti di ringraziamento e ricompense.

Costruire amicizie

Parlare direttamente con un responsabile per un ritardo sulle consegne, può avere delle piacevoli ripercussioni se si tratta di Bodybuilding.com. Dopo aver risolto il problema a un cliente viene inviato un biglietto di ringraziamento direttamente dal responsabile, umanizzando una relazione che per consuetudine sarebbe rimasta ai margini della mera formalità.

Sia Timberland che Bodybuilding.com con i loro umanizzati follow-up hanno guadagnato la fiducia del cliente a lungo termine. Se si pensa a loro viene da pensare a qualità, servizio e amicizia.

Contenuti su misura

A cosa serve parlare a un pubblico che non ha interesse ad ascoltare cosa gli stiamo dicendo? Il senso del marketing sta proprio nella capacità di segmentare in maniera efficiente il mercato.

Quando si ricevono email mirate, la visita al sito è quasi ovvia e i contenuti su misura sono un requisito imprescindibile per portare tutta una serie di vantaggi, tra cui:

  • Miglioramento  dell’immagine del brand
  • Espansione del il valore aggiunto per i siti web
  • Aumento del tempo sul sito
  • Aumento delle visite e i contatti
  • Allargamento del gap di concorrenza
  • Diminuzione di costo e invadenza della pubblicità

Utilizzare Facebook per migliorare le possibilità di conversione

In termini di branding e pubblicità, Facebook è un modello esemplare perché entra nella vita e nelle abitudini dei nostri utenti per poi mostrare loro a cosa può servire. Noi inconsciamente pensiamo al marchio, ma consapevolmente godiamo dell’umorismo che ci viene proposto.

Le varie forme di contenuti creativi trasformano i negozi web in acuti portali, vivaci e coinvolgenti.Creare e pubblicare contenuti simili a quelli che un amico potrebbe postare, è la strategia più intelligente per Facebook .

Ricorda che non basta sfornare la stessa propaganda dei concorrenti, i contenuti pubblicati devono essere degni di condivisione e questo è possibile dalla determinazione del CLV (consumer lifetime value). Ci tocca quindi studiare per bene il mercato che abbiamo di fronte.

Internet of Things: a Roma il workshop dedicato agli oggetti intelligenti

Internet of Things: a Roma il workshop dedicato agli oggetti intelligenti

Internet of Things: a Roma il workshop dedicato agli oggetti intelligenti

Cosa vuol dire “Internet of Things”? Semplicemente oggetti connessi a Internet.

Gli oggetti più comuni che ci circondano cambiano e diventano più “intelligenti”. Un’evoluzione che consente alle cose di connettersi, inviare/scaricare informazioni, elaborarle e svolgere così in modo più efficiente la funzione per cui sono state create. Secondo una ricerca dell’osservatorio “Internet of Things” del Politecnico di Milano, nel 2013, in Italia, gli oggetti connessi tramite rete cellulare (esclusi computer, tablet e smartphone) erano 6 milioni. Il 20% in più rispetto all’anno precedente. Una crescita a doppia cifra che conferma un trend destinato a consolidarsi negli anni futuri.

Gli obiettivi del Corso

Conoscere le basi per la prototipazione di “oggetti intelligenti” è l’obiettivo del corso. La metodologia e l’approccio d’insegnamento sono quelli del “learn by doing”, acquisire conoscenze realizzando progetti concreti. La piattaforma hardware da cui partiremo sarà Arduino, un prodotto 100% made in Italy tra i più noti al mondo.

Fino a pochi anni fa, servivano conoscenze da ingegnere elettronico per costruire smart objects, ora con un’idea vincente, delle nozioni base di programmazione e un buon uso di internet, chiunque può sviluppare un prototipo innovativo che aspetta solo di essere lanciato sul mercato. I lavori che saranno sviluppati dai partecipanti del corso avranno visibilità in una sezione dedicata sul blog.

A chi si rivolge il Corso

Designer, architetti, artigiani, programmatori, creativi digitali, aspiranti makers o semplici appassionati che intendono apprendere le competenze necessarie allo sviluppo e alla creazione di oggetti interattivi. Un percorso formativo che non affronterà solo le specificità tecniche ma anche le problematiche inerenti al processo di produzione.

Quando e dove si svolge il Corso

Il corso si svolge il 17 e 18 maggio 2014 a Roma presso Corte, uno spazio di co-working nato per mettere a fattor comune competenze, professionalità e sensibilità diverse nei campi delle arti visive, del design e dell’architettura.

Internet of Things: a Roma il workshop dedicato agli oggetti intelligenti

Per ulteriori informazioni sul workshop “Internet of Things” (programma, location, docente, numero di partecipanti e costo) visitate il link dedicato.

Imran Amed, intervista al founder di The Business of Fashion

 

Imran Amed è un ex consulente di gestione che ha applicato le sue abilità analitiche ad un campo creativo, individuando una fetta di mercato nel settore della moda.

Così ha iniziato a scrivere per il grande, globale, potente business della moda su The Business of Fashion.

Oggi il suo sito è una risorsa e una fonte indispensabile di notizie e analisi sulla  moda, utile per creativi, dirigenti e imprenditori del settore. E ‘stato anche chiamato “The Economist of Fashion“, un nomignolo decisamente importante per una giovane pubblicazione avviata da qualcuno con nessuna precedente esperienza in un campo molto selettivo, che è già una comunità affiatata.

Abbiamo chiacchierato con Amed dal suo ufficio di Londra e abbiamo scoperto come la tecnologia sta cambiando la moda; il team di The Business of Fashion cura anche un magazine settimanale su Flipboard, con recap e news, e una rivista chiamata The Spotlight, che presenta i designer emergenti.

 

Entrando in un settore decisamente nuovo per te, cosa hai dovuto imparare in fretta?

Non sapevo molto sull’industria del fashion, ma mi è stato subito chiaro che in questo settore tutti conoscono tutti. Ho sfruttato ogni interazione come una grande opportunità per imparare. Da outsider ho cercato di applicare valori che considero essenziali e con i quali opero normalmente: mantenere le promesse, trattare tutti con rispetto, chiedere scusa quando si commette un errore.

Imran Amed, cos’è The Business of Fashion? In cosa sta cambiando il mondo della moda attraverso le nuove tecnologie?

Questa industria ha un prodotto “fisico”, non esiste una versione Mp3 di un abito o di una borsa, quindi l’impatto è stato meno significativo rispetto ad altri settori, quali l’industria della musica. Quello che è davvero cambiato non è il prodotto nelle sue caratteristiche, ma il modo in cui il consumatore scopre il prodotto, lo osserva, ne discute. Tutto questo si è davvero trasformato, così come le transazioni.

Una volta la moda e il suo mondo erano riservati ad una élite di persone, ora tutto il settore si rivolge al consumatore, che può guardare, commentare, discutere. Il fatto di poter acquistare una borsa da cinquemila dollari da uno smartphone e riceverla il giorno dopo a casa ha modificato drasticamente il mercato.

 

 

Quale strategia ritieni al passo dei tempi per il 2014?

L’ idea che le tecnologie mobili consentano ai consumatori di avere tutte le informazioni che desiderano su un prodotto nel palmo della mano, anche se fanno shopping in un negozio fisico. Devono poter valutare i prodotti disponibili,  confrontarne i prezzi negli altri store e anche online.

Questo tipo di consumatore connesso, con tutte le informazioni a portata di mano, impone ai brand di intensificare la presenza e l’osservazione sui social: quello che un utente vede su Instagram potrebbe poi volerlo acquistare in negozio oppure online. Il consumatore, nel decidere l’acquisto, sfrutta diversi canali di informazione, valutazione, confronto. È il consumatore multichannel, e la grande scommessa per le aziende sarà quella di connettersi a tutti questi canali.

Instagram sembra essere uno dei principali canali di scoperta per chiunque sia interessato alla moda. Quando Facebook è diventato così popolare, c’erano un sacco di persone che mi giurarono che non avrebbero mai utilizzato i social media. Questo fino a quando  è arrivato Instagram con la semplicità della user experience e la possibilità di commentare le foto. E ‘piuttosto notevole.

 

 

Come fa qualcuno con non molta esperienza tradizionale a diventare un blogger di spicco del mondo fashion? I produttori come stanno affrontando questo fenomeno?

La moda è un settore che comunica con parole e immagini ma anche con i testi, che è il modo più semplice per utilizzare un social media. Questi tipi di piattaforme hanno certamente fornito l’occasione ad individui precedentemente sconosciuti di mostrare il proprio punto di vista o il proprio talento, ed è stato sorprendente vedere persone che  tutto ad un tratto sono diventate molto più importanti degli “utenti esperti“. Non dobbiamo nemmeno più distinguere tra un blog di alto profilo e il mainstream dei media : sono tutti parte di un processo di moda, è solo un nuovo canale che l’industria ha a sua disposizione per dialogare con i consumatori .

Cosa ti piace leggere?

Io sono un consumatore piuttosto vorace di media , non solo di media del settore  moda, intendiamoci, ma di media del mondo della tecnologia e del business, e altre cose che mi interessano anche di tipo molto diverso.

La maggior parte dei contenuti mi arriva dalla mia pagina di Facebook, attraverso il mio feed Twitter o Flipboard. Seguo tutti da The Economist e Bloomberg BusinessWeek passando per V Magazine a Wired e TechCrunch.

 

 

Stare al passo con tutto sembra stressante. Come stacchi la spina?

Meditazione. Qualche anno fa ho frequentato un corso di meditazione piuttosto intenso e da allora è il mio approccio preferito per rilassarmi. E poi mi concedo le ferie, come tutti.

C’è una città che consideri speciale quando si parla di moda e street syle in particolare?

Montreal. E lì che ho preso il “virus” della moda, le persone esprimono la propria individualità anche attraverso il modo di vestire, in maniera davvero coraggiosa.

L'influencer Marketing ai tempi di Finder: la ricerca semplificata

Chiunque, grazie all’enorme quantità di contatti, persone e conversazioni che oggi popolano la rete può fare “influencer marketing“. La vera sfida è fare un buon influencer marketing.

I brand e le aziende leader del mercato hanno capito che l’influencer è una figura fondamentale all’interno delle dinamiche social, e non è un semplice “megafono” del messaggio promozionale. Anzi, lo trasforma, lo rende personale e gli consente di arrivare in maniera efficace e vincente ai destinatari giusti.

Ma l’influencer marketing ha bisogno di una pianificazione attenta, in cui nulla viene lasciato al caso. Per sfruttare l'”influenza” è necessario conoscere tutti gli aspetti dell’azione promozionale, coordinando prodotto, messaggio, target e caratteristiche dell’influencer scelto.

L’infografica in basso, proposta da Traackr e LEWIS PR, individua 5 step fondamentali per comprendere quanto importante sia la figura dell’influencer e quanto sia necessario calibrare bene le proprie mosse per individuare quello giusto per il proprio messaggio.

Dopo aver definito con precisione il proprio audience, infatti, è necessario non solo scoprire i giusti “influencer”, ma anche monitorarli attentamente per comprendere la loro risonanza rispetto al nostro messaggio e ai nostri obiettivi.

In un contesto in cui il flusso informativo e conversazionale è enorme ci viene in aiuto uno strumento potentissimo per l’influencer marketing: Finder. Nato dall’idea tutta Italiana di Buzzoole, Finder è un vero e proprio motore di ricerca in grado di trovare potenziali “influencer” per un brand, tra oltre 2 miliardi di utenti presenti sui social network.

Rappresenta una risorsa preziosa per brand ed agenzie nella fase più delicata del percorso di influencer marketing, ossia quella di ricerca e monitoraggio dei potenziali “ambasciatori” del messaggio da veicolare.

Il funzionamento di Finder è molto semplice: in una prima fase consente un’ampia ricerca per categoria (ad esempio cucina, moda, fotografia, turismo, ecc…), declinabile in ulteriori opzioni tramite la funzione di “ricerca avanzata” in cui è possibile anche specificare la lingua parlata dagli utenti da ricercare.

ricerca

A questo punto sarete i “registi” della vostra ricerca. Potrete eliminare i risultati non pertinenti ed estrarre un rapporto completo di tutti i risultati trovati con i parametri indicati.

Il report completo, estraibile anche in formato PDF ed Excel, vi consentirà di visualizzare ed interagire direttamente con i profili social degli “influencer” così individuati.

rapporto

Infine, per migliorare ulteriormente la pertinenza degli utenti trovati rispetto alle esigenze di brand, è presente un sistema di filtri che consente di selezionare gli influencer in base ad un numero massimo di seguaci (Max Follower), al sesso e al settore di competenza (con un livello di abilità riconosciuto dalla rete).

Ovviamente è anche presente un sistema di gestione dei “preferiti” per tenere sempre pronti i riferimenti degli influencer già trovati in precedenti ricerche.

filtri

Buzzoole propone uno sconto per il lancio di Finder del 40%. Basterà inserire il codice-sconto “vTlYgQMe2y“.

Individuare gli influencer giusti per la vostra campagna diventerà un gioco da ragazzi!

Ninja social oroscopo dal 10 aprile al 16 aprile

La settimana astrale parte in quarta per Pesci, Scorpione e Cancro grazie all’arrivo di Venere che li renderà pronti anche a grandi passi in amore. Acquario, Ariete e Gemelli avranno grandi soddisfazioni personali e ottimi riscontri nel lavoro, i Leone si sentiranno di nuovo sulla cresta dell’onda, non più snobbati da nessuno mentre Capricorno, Sagittario e Vergine sentiranno il bisogno impellente di nuovi stimoli, soprattutto per il  rapporto di coppia. Buona ripresa anche energetica per i Toro e decisioni da prendere per i Bilancia! Buona settimana!

15+ esilaranti fail pubblicitari

Esistono belle pubblicità e brutte pubblicità, pubblicità offensive o irritanti, ma ognuna di queste è stata concepita per suscitare un tipo di reazione in chi la osserva.

I pubblicitari cercano sempre di non commettere errori pianificando step by step ogni momento di una campagna, tuttavia ci sono elementi che è impossibile prevedere e a volte il caso e una serie di coincidenze portano delle pubblicità ad essere nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Qui sotto la più  divertente collana di fail pubblicitari, esempi di quando billboard o annunci stampa perdono il loro senso acquistandone un altro completamente diverso.

Alla fine è sempre colpa sua

La soddisfazione del cliente prima di tutto

Quando il contesto non aiuta

Le compagnie aeree sanno come ispirare fiducia

Really?

Invogliare il turismo, livello: Pro

Non esistono parole per descrivere questo

Per un bianco più bianco (o no)

Marketing applicato, male

Ok, questo è semplicemente divertente

Per forza! Con questi prezzi

Questo di sicuro non incrementerà le vendite

Nessuna pubblicità sarebbe stata efficace affianco ad un articolo del genere, ma questa sfiora l’assurdo

Oh mio dio, Barbie!

Conviene sempre averlo tra i contatti

Ops!

Commettere degli errori in fase di pianificazione non è difficile, esistono errori microscopici ed altri ben più visibili. Tuttavia neanche il migliore dei pubblicitari può avere successo con una campagna quando il caso decide di metterci lo zampino.

"It's what we do": gli orrori vissuti dalla polizia scozzese in spot al limite della paura

Sono pubblicità dirette, crudeli e realistiche che narrano situazioni ordinarie sfociate al limite del pericolo ed evidenziano l’aspetto emotivo della paura vissuta quotidianamente da persone comuni, con un unico super potere: il potere decisionale.

Dopo una “normale telefonata”, e durante il loro intervento, gli agenti devono scegliere la soluzione migliore, ma migliore per chi?

L’agenzia Tinker Taylor ha realizzato tre cortometraggi caratterizzati da una suspense che crea disagio, una lentezza degli avvenimenti che rispecchia i tempi della vita reale e per questo trascina nella vicenda.

L’obiettivo è proprio quello di immergere lo spettatore nella scena mostrandoci il protagonista, una figura ordinaria incastrata in un momento straordinario, in attimi in cui ogni singola azione è causa di serie conseguenze.

A supportare il feeling con la storia interviene la grafica con i dati personali degli agenti, i legami, la famiglia, dimostrazione di una vita comune portata al limite della paura.

La campagna è stata lanciata con l’hashtag #itswhatwedo, ovvero “è quello che facciamo”.

ATTENZIONE: Questi annunci contengono violenza e possono essere sconvolgenti.

8 plugin di WordPress per rendere il vostro sito sempre più social

WordPress è un’ottima piattaforma per gestire il nostro blog o sito web; dinamica, accessibile e, grazie alla sua diffusione, gode di una vasta community che l’arricchisce ogni giorno con utili plugin.

Una delle principali necessità che abbiamo è sicuramente quella di collegare il nostro blog con i nostri profili social e di facilitare agli altri la condivisione dei nostri contenuti. Oggi vi consigliamo 8 ottimi plugin che vi aiuteranno a raggiungere quest’obiettivo.

1 – Sociable

Sociable si autodichiara “il plugin WordPress per la condivisione in maggior crescita” e conta già 1,7 milioni di download. Dopo essere stato installato, Sociable crea un banner sul vostro sito che ricorda ai lettori di condividere il vostro contenuto.

Inoltre potrete personalizzare il pannello per la condivisione con opzioni per il testo, i colori e la lunghezza.

2 – Shareaholic

Con Shareaholic, oltre a poter implementare i bottoni per condividere i vostri post sui social, potrete anche aggiungere al vostro sito un widget che consiglia entry correlate. In questo modo i vostri lettori rimarranno sul vostro sito e le visualizzazioni aumenteranno. Inoltre vi offrirà utili statistiche per analizzare l’andamento dei post.

3 – Sharebar

Sharebar inserisce una barra verticale alla sinistra dei vostri post che contiene i bottoni per condividere sui social network più famosi. La barra è completamente personalizzabile e dinamica.

4 – Jetpack

Jetpack è stato creato dagli stessi sviluppatori di WordPress; potete quindi contare sulla stabilità del codice e sull‘integrazione con la piattaforma.

Jetpack offre numerosi strumenti dedicati ai social media. Uno dei più utili è sicuramente Publicize; associando al plugin i vostri account social, si occuperà di condividere automaticamente i nuovi post sulla vostra pagina o profilo.

5 – Floating Social Media Icon

Floating Social Media Icon vi permette di inserire una fila di icone fluttuanti per collegare il vostro sito ai vostri profili social. Ci sono diversi stili e dimensioni, in modo che possiate renderle il più possibile coerenti con la grafica del vostro sito.

6 – Tweet Old Post

Tweet Old Post vi aiuta ridare vita ai vostri contenuti più vecchi. Vi basterà associarlo al vostro profilo Twitter e questo condividerà automaticamente i vecchi post rispettando una programmazione impostata da voi.

Se volete, potete anche escludere alcuni post che non volete vengano condivisi di nuovo.

7 – Rel = Author Plugin

Google Authorship è uno strumento che ci permette di collegare il nostro profilo Google+ ai nostri post, in modo da risultarne autori. Con Rel = Author Plugin il collegamento verrà palesato sotto ogni post in quanto verrà aggiunto un box contenente la nostra descrizione e un link diretto al nostro profilo. In questo modo gli altri potranno anche contattarci più facilmente.

8 – Pinterest Pin It Button For Images

Se il vostro blog o sito ha molto contenuto visivo, una buona soluzione per aumentarne il traffico è diffondere quel contenuto anche su Pinterest. Con questo plugin i vostri lettori, al passaggio del mouse sulle immagini, troveranno il bottone “Pin It” che li aiuterà ad inserire il vostro contenuto in una delle loro griglie. In questo modo i vostri post, attraverso Pinterest, espanderanno il loro raggio.

Smart city e Smart people si incontrano al MUST [EVENTO]

A Milano si sente aria di Salone del Mobile già da qualche settimana. Prima sono spuntate le bandierine rosse in zona Brera, poi le vetrine in allestimento, tutti al lavoro per rendere Milano più bella. Magari anche più intelligente, o meglio, più smart ?

Il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci” (MUST), che negli ultimi anni ospitava il collettivo MOST guidato da Tom Dixon, ha cambiato completamente atmosfera per il 2014, dando spazio alla tecnologia firmata Wired Italia, da sabato 12 aprile alle ore 11, fino al giorno successivo.

Il fil rouge degli eventi in calendario tra Via San Vittore e Via Olona, sono le Smart Cities e le Smart People, che ben si ricollegano oltretutto al tema cittadino, nazionale, mondiale dell’EXPO (a cui Wired ha dedicato l’ultima copertina “hack the expo”).

Hack the Expo

L’evento prevede quattro momenti: talks, hackathon, laboratori per famiglie e serata dance, disponibili per l’accredito qui tramite Smappo

I personaggi che terranno i talk sono tanti e tutti davvero interessanti, 20 minuti ciascuno, si susseguiranno: Assaf Zamir, responsabile dell’innovazione della città di Tel Aviv; Saul Wurman, inventore del TED; Shawn O’Keefe, producer di SXSW Interactive e Head of SXSW Create; Keith Reilly, fondatore di Fabric Club London e Roberto Rosolin, art director FCL; Andrea Lissoni, curatore Hangar Bicocca e film curator della Tate Modern; Carlo Ratti, architetto di Future Food District a Expo 2015 e Michele Festuccia, SolutionLed Leder di Cisco Italia,Sergio Cavalieri, responsabile Scientifico del progetto Bergamo 2.035,Alberto Guijarro, tra i  creatori del Primavera Sound, Mattia Cavanna, Vice President Finmeccanica, Ora Ito, designer.

Si inizierà quindi con il responsabile innovazione della città di Tel Aviv, oramai consacrata come la Silicon Valley europea per finire con Ora Ito, designer da sempre protagonista durante il salone del mobile meneghino.

Non solo teoria però, ma tanta pratica, 24 ore di pratica. I fortunati che hanno fatto in tempo ad aggiudicarsi i biglietti per l’h-ack cities firmato H-FARM e WIRED dovranno lavorare sodo per dimostrare le proprie capacità. Le aziende presenti, Audi, ENEL e D-Share, daranno dei brief ai giovani marketing specialist, sviluppatori e designer che avranno 24 ore di tempo (notte compresa) per arrivare a presentare un MPV (minimun viable product) nella giornata successiva.

Come tutti gli h-ack organizzati da H-Farm, il valore aggiunto dell’esperienza è il confronto con grandi imprese, il dialogo con i decision maker aziendali e soprattutto la sfida di trovare nuove soluzioni per la gestione di problematiche aziendali. Evento fortemente consigliato visti i successi degli ultimi due h-ack tema wine e travel.

Il tema delle smart city e delle smart people riguarda tutti noi, tutte le età e tutte le competenze, perciò potrete seguite gli eventi anche con gli hashtag ufficiali #smartwired14 e #hackcity.

CheckBonus e Adidas testano gli iBeacons nei negozi di Milano

CheckBonus e Adidas testano gli iBeacon nei negozi di Milano

CheckBonus e Adidas testano gli iBeacons nei negozi di Milano

Dopo avervi introdotto la tecnologia iBeacon e un primo progetto CMS per gestire i dispositivi oggi parliamo di un esempio di utilizzo reale nei negozi Adidas di Milano.

CheckBonus (un’app per Smartphone che simula l’utilizzo di una Carta Fedeltà e consente di guadagnare punti ad ogni ingresso in un negozio partner) sta lanciando un progetto pilota per testare il nuovo meccanismo di engagement nel punto vendita tramite gli iBeacons.

L’iniziativa prevede l’inserimento degli ibeacons – dispositivi bluetooth LE – nei negozi Adidas di Milano e provincia con l’intenzione di veicolare promozioni in store alla clientela al momento dell’ingresso nel punto vendita. Lo scopo è quello di aumentare l’affluenza nei punti vendita, attraverso l’app CheckBonus e migliorare così i meccanismi di comunicazione tra consumatore e punto vendita.

Per il consumatore finale si tratta di un’esperienza completamente nuova di fare shopping. È sufficiente entrare negli store convenzionati e attivare l’app all’ingresso per accumulare punti e sbloccare le promozioni messe a disposizione dal retailer. Per il lancio nei negozi Adidas, sarà promossa la collezione di scarpe da running BOOST mettendo a disposizione degli utenti CheckBonus uno sconto sul secondo articolo, in caso di acquisto di una nuova scarpa.

Perché il meccanismo funzioni è necessario che all’interno dei negozi Adidas (i due negozi che aderiscono all’iniziativa sono quelli di Carugate e Busnago, rispettivamente nel centro commerciale Carosello e Globo) siano presenti i dispositivi bluetooth LE (iBeacon) in grado di comunicare con l’utente che ha istallato l’app CheckBonus.

Se per caso passate da quelle parti, fateci sapere se il test è andato a buon fine! 🙂