Sincronizzare i dati via cloud da iOS

A gennaio 2013 Google chiude il servizio di  Google Sync che permetteva ai possessori di device con OS targati Apple, Symbian e Windows Phone di sincronizzare la propria casella di posta elettronica con l’account di Google, dunque Gmail, il calendario e i contatti. Ora è necessario sincronizzare tutto attraverso i protocolli IMAP, CalDAV e CardDAV. Solo i possessori di un account Google Apps for Business possono ancora accedere al servizio di Google Sync.

Il servizio ha chiuso perché non era remunerativo: del resto molti posseggono uno smartphone o un tablet, ma pochi ancora conoscono l’importanza di sincronizzare i dati tra i diversi device, compresi quelli desktop.

Eppure tra le più grandi innovazioni degli ultimi anni nel settore mobile vi è il cloud (nuvola): la possibilità di consultare, condividere, sincronizzare dati fra diversi dispositivi ed in maniera totalmente automatica ha permesso di chiudere il cerchio della mobilità, finalmente completa.

Acquistando uno smartphone di ultima generazione o un tablet abbiamo finalmente la possibilità di usufruire di innumerevoli funzioni e benefici che queste tecnologie ci mettono a disposizione, per aumentare la nostra produttività o semplicemente per godere di un’esperienza di svago ed intrattenimento completa, e sicura.

I vostri dati sono la vostra carta d’identità

Avete presente la sensazione di frustrazione, smarrimento, impotenza e dispiacere che si prova quando si perde il portafogli?! Spesso poi non è per il contenuto in banconote: “Non è per i soldi” diciamo spesso, “ma sai tutti i documenti, le carte di credito, la patente, dovrò rifare tutto, perderci il tempo, ecc…“.

E se perdessimo o ci fosse rubato il nostro device?! Rubrica, agenda, messaggi, le foto delle vacanze, i video dei nipotini, le configurazioni, le nostre e-mail del lavoro, qui documenti che avevate solo li ecc… In confronto al portafogli è come perdere una casa, o un album di ricordi!!!

E pensare che Google e Apple mettono a nostra disposizione, da tempo, strumenti di salvaguardia dei dati e sincronizzazione: possiamo salvare i nostri dati sulla nuvola, così da svincolarli dal dispositivo stesso, che diventa sempre di più un semplice client, un terminale di consultazione e inserimento dati che, però, risiedono su server remoti e disponibili ovunque.

 Sistema aperto vs sistema chiuso

Google, con Sync permtte di accedere “gratuitamente” ad un gran numero di utilissimi servizi.

La forza di Google, sta nella integrazione fra i servizi che offre. Inoltre, il sistema Google è molto aperto e capace di integrarsi con una numero praticamente infinito di servizi.

Apple dalla sua, soprattutto con il lancio dei servizi iCloud, spinge sul sistema chiuso ma più “semplice” e capace di regalare all’utente un’esperienza finale d’uso al top.

Sincronizzazione e sicurezza

Scegliere di salvare i nostri dati nel nostro device senza sincronizzarli in remoto è come acquistare la cassaforte più tecnologica del mondo per proteggere i nostri beni e metterla in strada, aperta, con una freccia luminosa sopra con scritto: qui custodisco i miei beni! Inutile e per nulla sicuro!

Se salviamo i nostri contatti solo nella rubrica del telefono è come se mettessimo i nostri soldi, i nostri risparmi sotto al materasso… possono sembrare al sicuro ma non lo sono! Salvare la nostra rubrica in the cloud, tramite un servizio come iCloud ad esempio ci permette di “virtualizzare” i dati, come quando portiamo i nostri soldi in banca, e poi li spendiamo con le carte!

Apple, fedele alla sua filosofia, con iCloud porta la sincronizzazione ed il backup alla portata di tutti, veramente di tutti. Con pochi passaggi possiamo configurare i servizi e dormire sonni tranquilli, sfruttando la potenza della sincronizzazione per consultare i nostri dati sia in mobilità da iPhone ed iPad, sia da casa con Macbook o iMac, sia in viaggio sfruttando l’interfaccia browser di icloud.com.

Peccato che in questo sistema sia presente la limitazione di Apple e cioè l’impossibilità di relazionare i dati con altri servizi. Questa potrebbe sembrare una limitazione accettabile per i più ma così non è per un utenza media o avanzata, che necessità di integrazione, pochi vincoli, e libertà di movimento.

I suggerimenti per una facile sincronizzazione

Prendo spunto dalla mia personale esperienza: utilizzo da sempre Gmail e la sua rubrica per me è fondamentale. Averla sincronizzata con il mio iPhone ed iPad è d’obbligo, e utilizzando solo i servizi iCloud non sarebbe possibile. Troppo limitativo per me, e così per quelli della vecchia scuola, che non sono nati con un iPhone nelle mani ma che come primo telefono magari hanno avuto un Sony Ericsson di quelli colorati, con display ad una riga 😀

Eppure non disprezzo alcune funzionalità di iCloud di Apple che tengo comunque attivato e configurato e che mi permette, ad esempio, di avere sincronizzate le pagine aperte di Safari fra iPhone e iPad, le note, i promemoria, lo streaming di immagini ed il servizio Trova il mio iPhone in caso di smarrimento.

Personalmente, non utilizzo attualmente le funzionalità di iCloud per il backup, preferisco il classico backup su MacBook tramite iTunes, soprattutto ora che è possibile farlo via wifi. Indubbiamente però, per i più svogliati, un servizio come il backup over the air offerto da iCloud è qualcosa di unico ed insostituibile!

Una guida Ninja per utilizzare al meglio i vostri device

Prossimamente, in una serie di articoli, mostrerò come utilizzare e configurare correttamente i nostri dispositivi e riuscire a digitalizzare completamente la quotidianità tramite app di terzi e sfruttando le potenzialità del cloud, migliorando la produttività e la sicurezza dei nostri dati.

Stay Tuned!

Gamescom 2013 [EVENTO]

Gamescom 2013: novità e anticipazioni dall'evento dedicato ai videogiochi!

Gamescom 2013: novità e anticipazioni dall'evento dedicato ai videogiochi!

Oggi Mercoledì 21 Agosto ha preso ufficialmente il via Gamescom, la più importante manifestazione europea dell’industria videoludica nella città di Colonia, in Germania.

Il primo giorno sarà dedicato esclusivamente per la stampa e gli operatori commerciali, salvo un numero limitato d’ingressi nel pomeriggio per il pubblico.
Mentre da Giovedì 22 a Domenica 25 Agosto la manifestazione sarà aperta interamente al pubblico.

Gli orari per il pubblico: (Halls 6-10) saranno i seguenti.

  • Giovedì, 22 Agosto 2013, dalle 10:00 a.m. alle 8:00 p.m.
  • Venerdì, 23 Agosto 2013, dalle 10:00 a.m. alle 8:00 p.m.
  • Sabato, 24 Agosto 2013,  dalle 9:00 a.m. alle 8:00 p.m.
  • Domenica, 25 Agosto 2013, dalle 9:00 a.m. alle 6:00 p.m.

Eventi in programma

1) Gamescom campus 2013
Gamescom 2013 [EVENTO]

2) Gamescom event level 2013
Gamescom 2013 [EVENTO]

3) Gamescom cosplay village 2013
Gamescom 2013 [EVENTO]

4) Gamescom outdoor area 2013
Gamescom 2013 [EVENTO]

5) Gamescom festival 2013
Gamescom 2013 [EVENTO]
Già da ieri abbiamo registrato un congiunto strappo alla regola da parte di SonyElectronic Arts e Microsoft, che hanno pensato di organizzare lungo l’arco di tutta la giornata delle conferenze esclusive.

Sony ha finalmente annunciato la data di uscita per la PlayStation 4:  In Italia dal 29 novembre 2013! 🙂
Inoltre The PlayRoom, l’esperienza di realtà aumentata che coniuga l’innovativa telecamera PlayStation con il controller wireless DUALSHOCK 4 sarà pre-installata su ogni sistema PS4.

Annunciato anche il nuovo prezzo consigliato per la PS Vita (sarà di €199), mentre per la PS3 versione 12 GB sarà ridotto a €199.

Electronic Arts durante la sua conferenza ha pubblicato diversi trailer molto attesi:

Need for Speed Rivals – (Disponibile dal 21 Novembre 2013)

The Sims 4 – (Uscirà nel 2014)

Dragon Age: Inquisition – (Uscita prevista per l’autunno 2014)

Titanfall – (Disponibile dalla primavera 2014)

Battlefield 4 – (Disponibile dal 31 Ottobre 2013)

Anche Microsoft  non è stata da meno come volume di nuovi trailer:

FIFA 14 Ultimate Team – (Esclusiva Xbox)

Call of Duty: Ghosts – (Disponibile dal 5 Novembre 2013)

Kinect Sports Rivals – (Uscirà nel 2014)

Tom Clancy’s Splinter Cell: Blacklist – (In uscita domani 22 Agosto 2013)

World of Tanks – (versione Xbox 360)

Watch Dogs – (Disponibile in Europa dal 21 Novembre 2013)

Web Marketing: la parola a Miriam Bertoli, la lady del Digital Dream Team! [Ninja Master]

Nella rosa dei docenti del Ninja Master Online in Digital Strategy & Social Media Communication,  Miriam Bertoli, docente del modulo d’apertura del Master in Web Marketing, tiene alta la bandiera della leadership femminile nel panorama digital italiano.

 

Ho avuto il piacere di confrontarmi con lei riguardo alcuni temi che affronterà nel suo modulo. Buona lettura!

 Ciao Miriam, sul tuo bigliettino da visita c’è scritto “Marketing digitale, con garbo”. Cosa intendi con questa frase?

Dunque, l’aspetto che contraddistingue il mio lavoro è quello di affrontare i progetti con garbo, non con fuochi d’artificio, ma con misurata classe ed un focus sui risultati, sul valore che l’azienda cliente può ottenere dal marketing digitale. Piuttosto che urlare per attirare l’attenzione, cerco sempre di avvicinarmi a quello che faccio con aplomb, concretezza e pragmaticità.

Da quando ho cominciato a fare questo lavoro più di dieci anni fa gli strumenti del web marketing sono aumentati, le barriere all’accesso sono scese e quelle al successo si sono alzate. Competenze ed esperienza vera rimangono però le chiavi per buoni risultati.

Presenterai qualche case-history all’interno del tuo modulo? Se sì, potresti darci qualche anticipazione a riguardo?

E’ troppo presto per dare anticipazioni ai Ninja! Scherzi a parte, presenterò molti esempi e applicazioni, per far vedere che quando la teoria è ben applicata, la pratica funziona e porta risultati. Un piano di web marketing prevede un processo di lavoro con dei passaggi obbligati di analisi, progettazione, esecuzione e misurazione. Durante il Master vedremo come affrontare ogni passaggio per arrivare ad avere un bel piano di viaggio che guida tutte le attività di web marketing nel corso dei mesi e non perdersi navigando a vista.

 

Ultima domanda, prima di lasciarci. Web marketing, ieri ed oggi: cosa è cambiato? Come prepararsi alle sfide attuali e future?

Dipende da quanto lo vogliamo spostare indietro il nostro Ieri. Tante cose sono cambiate, abbiamo strumenti più potenti e più numerosi. Ma il vero cambiamento sono le persone online, sempre di più, sempre più attive e sempre più connesse da dispositivi diversi. Con questa premessa, il web marketing diventa chiaramente sempre più centrale per un’azienda. Se online ci sono le persone, l’azienda non può non affacciarsi, salutare, conversare, far vedere quello che ha da proporre, rispondere e così via.

Per prepararsi alle sfide attuali e future è importante dotarsi delle competenze giuste, sperimentare e misurare.

 

Grazie mille, Miriam! Ci vediamo online al Master Online in Digital Strategy & Social Media Communication! 😉

 

NINJA MASTER ONLINE IN DIGITAL STRATEGY & SOCIAL MEDIA COMMUNICATION

Knowledge for change! 

Be Ninja!

Il Volo dell'Angelo in Basilicata è marketing turistico, sportivo e rurale

Altre volte ho avuto il piacere di potervi parlare di iniziative della mia amata terra d’origine, la Basilicata, ed oggi l’occasione si mostra perfetta per farlo ancora.

Infatti per il tema del marketing turistico e della promozione del territorio, l’estate lucana non verrà ricordata soltanto come il tempo delle sagre “politicamente corrette” o della meta perfetta per un Digital Diary internazionale, ma anche per la possibilità di praticare uno sport estremo sulla punta più alta d’Europa.

Sto parlando del Volo dell’Angelo, un attrattore unico in Italia capace di richiamare viaggiatori, curiosi e appassionati da tutti i paesi europei, soprattutto giovani da Francia e Spagna, che non ha nulla a che vedere con bungee jumping, paracadutismo e affini.
È qualcosa di completamente diverso, ma inutile cercare troppe parole nel tentativo di descrivere questa esperienza: il mio consiglio spassionato è di provarla in prima persona o, per lo meno, venire ad osservarla direttamente (per decidere di volare!).

Scommettiamo che poi vorrete rifarlo? È capitato a tutti gli amici che ho portato lì.

Il Volo dell’Angelo in Basilicata è un’impresa strategica sotto molti punti di vista: non crea semplicemente business per se stessa, ma ha permesso, direttamente e indirettamente, la creazione di una logistica di commercializzazione di prodotti servizi affini e complementari al Volo, tale da poter dire che questa attività sia contemporaneamente anche marketing per il turismo, per le diverse attività sportive che si possono praticare sulle Piccole Dolomiti Lucane e per la conoscenza del territorio, rimasto in gran parte vergine rispetto alle opere di urbanizzazione e industrializzazione della provincia.

Mi è piaciuto approfondire questi temi con Nicola Valluzzi, amministratore unico della società consortile Volo dell’Angelo, il quale non si è risparmiato aprendoci dati e misurazioni sugli affari del Volo.

Quali valutazioni (economiche, turistiche, disposizione di fondi pubblici) sono state fatte quando si è deciso di investire in Basilicata con il progetto “Volo dell’Angelo”?

“L’idea del volo nasce e si alimenta agli inizi degli anni 2000 in coincidenza con l’avvio del ciclo di programmazione comunitario 2000-2006, che conteneva, tra le opportunità, la previsione di un apposito strumento di investimento rivolto a promuovere idee o iniziative di sviluppo turistico in un ambito comprensoriale.

I Comuni di Castelmezzano e Pietrapertosa, da anni, avevano intrapreso percorsi di valorizzazione turistica senza mai riuscire ad esaltare la capacità di comunicazione e l’attrattività di un paesaggio fantastico e di due borghi dall’architettura urbana esclusiva.

L’idea di accomunarne il destino e di collegarli materialmente con un “filo” attraverso un attrattore di nuova generazione capace di realizzare il sogno più antico dell’uomo ci sembrò straordinario.
E così con un ristretto nucleo di giovani amministratori locali dei due Comuni, vincendo ritrosie campanilistiche e superando consuetudinarie logiche di investimento pubblico infrastrutturale, decidemmo che il Volo dell’Angelo poteva cambiare la prospettiva di un territorio sconosciuto ma dalle straordinarie potenzialità.
Il progetto fu integralmente finanziato dall’Unione Europea per un milione di euro”.

Qual è l’utente target del Volo dell’Angelo?

“L’utente di riferimento ha un età compresa tra i diciotto e i quarantacinque anni, ma abbiamo avuto anche ultraottantenni temerari, senza particolari distinzioni tra uomini e donne e soprattutto di ogni nazionalità, continente e censo.
Senza esagerazioni, ma il Volo dell’Angelo è un fenomeno planetario.
Da quest’anno il volo in coppia apre l’esperienza a target diversi, per esempio genitori e figli insieme”.

Qual è stato l’impatto del Volo dell’Angelo sul territorio fino ad oggi? Cioè quanta occupazione è stata creata? Quanto turismo è stato rilanciato? Quali altre nuove opportunità lavorative sono nate secondariamente al Volo?

“L’impatto da questo punto di vista è stato sorprendente e superiore ad ogni aspettativa.
Il Volo dell’Angelo occupa per il periodo di apertura ventisette persone che a vario titolo sono preposte all’organizzazione, alla promozione, al funzionamento degli impianti ed alla gestione tecnica, fiscale e finanziaria dell’attrattore.

Le presenze sul territorio annualmente sono vicine alle centomila ricomprendendo nei numeri anche i periodi di chiusura dell’impianto.
Prima del 2007 nei due Comuni vi erano: due alberghi/ristoranti, due B&B, due agriturismi, due trattorie. Oggi a distanza di sei anni vi sono tre alberghi/ristoranti, un albergo diffuso a Pietrapertosa con 14 unità abitative, tre agriturismi, dieci bed and breakfast / affittacamere, quattro trattorie, due pizzerie al taglio, negozi di prodotti tipici e souvenir, oltre ad altre attività commerciali.

Molte persone sono indecise se volare o meno e la domanda più frequente è “ma sarà sicuro?”: quali norme garantiscono la sicurezza di questo sport?

“Non ci sono indecisioni da parte dell’utenza. Chi viene a volare conosce perfettamente il funzionamento degli impianti, le caratteristiche e l’assoluta sicurezza dell’esperienza. Il sistema è assoggettato ad una rigorosa e giornaliera verifica del protocollo di idoneità di imbracatura, carrelli e cavo. Tutto certificato e controllato da un ingegnere responsabile di esercizio dell’attrattore e da un tecnico responsabile della sicurezza”.

Che tipo di comunicazione è stata fatta per la promozione del Volo dell’Angelo?

“In realtà il principale strumento di promozione del Volo è stato il passaparola , la condivisione su You Tube dell’esperienza con centinaia e centinaia di video postati, la forza indeterminata dei social network e poi i giornali ed i principali periodici di costume e società nazionali ed internazionali, le grandi televisioni italiane e del resto del mondo che spontaneamente hanno raccontato in vario modo questo attrattore, l’emozione del volo e lo straordinario paesaggio delle Dolomiti Lucane.

Ed è proprio il contesto ambientale l’elemento veramente unico ed esclusivo di questa esperienza.
L’impianto era già stato realizzato sette anni prima in Francia senza aver avuto la stessa dirompente forza comunicativa ed eguale successo. Dopo il Volo dell’Angelo altri territori in Italia ed in Europa hanno provato o stanno provando ad emulare la stessa esperienza ma finora a nessuno è riuscita quella straordinaria combinazione tra l’emozione del volo a quattrocento metri dal suolo, nel punto massimo di profondità, e la visione dall’alto di un panorama irripetibile tra picchi d’arenaria, natura selvaggia e due paesi di pietra costruiti da mille anni nella roccia”.

Abbiamo notato che la gestione dell’informazione, delle prenotazioni del servizio al cliente negli anni è stata man mano completamente digitalizzata: è stato un passaggio ben accolto dall’utenza o vi sono state difficoltà?

“La gestione del sistema di acquisto dei biglietti e di prenotazione è stata sempre on line. Nel tempo il sistema informatico si è evoluto, ma l’idea che ogni singolo utente potesse scegliere il giorno e l’ora del volo si è rivelata vincente e gradita alla clientela.

Con una punta di orgoglio posso dire che il sito www.volodellangelo.com negli ultimi tre anni è stato visto da oltre 1.000.000 di visitatori unici, con oltre 4.000.000 di pagine aperte e con una redditività di circa 0,60 a visita, se commisurata al numero di biglietti acquistati on line nel triennio.
Un risultato difficilmente eguagliabile da altri eventi analoghi ed al di sopra di ogni originaria previsione”.

Quali sviluppi futuri dobbiamo attenderci dal Volo dell’Angelo?

“Il volo in coppia è stata una innovazione, in sei anni di esercizio oltre 65.000 voli eseguiti e nonostante l’attuale difficile crisi economica, la tendenza per l’anno in corso è in evidente crescita.

L’anno prossimo, sulle Dolomiti Lucane, sarà realizzata una via ferrata tra le più lunghe e le più suggestive d’Europa che come il Volo con un sistema di arrampicata accessibile a tutti, collegherà via roccia i due Comuni di Castelmezzano e Pietrapertosa. Un’opportunità aggiuntiva ed un attrazione in più per venire a visitare le Dolomiti Lucane”.

Io non aggiungerei altro a questo punto, se non un’ultima testimonianza dei miei amici che, quando mi hanno raggiunta lì, hanno detto di aver provato, per la prima volta nella loro vita, la famosa sindrome di Stendhal.

Second Life al Salerno in Fantasy [EVENTO]

Di Ivonne Citarella – Sociologa e Second Lifer

Quando mi è arrivata la telefonata di Giulio Iannece, direttore  del Salerno in Fantasy, chiedendomi se mi facesse piacere  partecipare al suddetto evento con Second Life non ho esitato ed ho immediatamente accettato e il motivo, per chi segue la mia rubrica qui sul Ninja, è ben noto.

Infatti sono ormai numerosi i miei articoli in cui racconto le potenzialità di questa piattaforma virtuale e quanto io spinga affinchè ci si avvicini ad essa, così come a tutte le altre piattaforme virtuali utili non solo per potenziare le proprie abilità di builders, scripters o sculpters, abilità note, ignote o sopite, ma anche e soprattutto per integrare i tradizionali percorsi didattici con quelli virtuali, con le loro validissime peculiarità.

Ed eccoci quindi, io e il gruppo Second Life in Fantasy, e con me sempre il Cnr, quasi pronti per questa splendida avventura con il Salerno in Fantasy, l’ambizioso ed intraprendente progetto ideato dalla Dreamcatcher, sviluppato in collaborazione con “Life in a click” e gemellato con il Play di Modena, che offrirà dal 28 al 31 agosto nella cornice salernitana un programma ricchissimo tra cui il nostro.

Cosa abbiamo organizzato noi di Second Life?

Bè, pensate ad un tour, ma non ad un tour normale ma uno virtuale, magari impersonando Gandalf o Harry Potter, Gollum, fate ed anche Elfi, vagando in lungo e in largo tra foreste e villaggi medievali, tra vulcani e paesaggi fantastici magari cavalcando un drago o una scopa volante, immersi nella leggenda di Tolkien o nel Game of Thrones, che dite? Vi piacerebbe ?

E che ne direste, poi, se a questi tours si alternassero percorsi ludico-didattici durante i quali ci si avvalesse della compagnia di Leonardo Da Vinci che ci mostrasse le sue invenzioni o si entrasse nella cellula animale o si giocasse con gli elementi di chimica, viaggiando  su navi antiche o assistendo a una mostra d’arte o ad un concerto live d’arpa di musica medievale o celtica?

Mi sembra un programma speciale, non trovate?

Bè che dire di più? Vi aspetto nel nostro stand per inventare, giocare, imparare e stupirsi!

Baby

The Walking Dead e Hyundai: progetta la tua auto anti-zombie!

Hyundai si è nuovamente lasciata affascinare dal mondo dell’horror e ha rinnovato la partneship con la serie Tv e a fumetti The Walking Dead: già un anno fa vi avevamo segnalato che la collaborazione tra la casa automobilistica e il creatore della serie, Robert Kirkman, aveva dato vita addirittura ad un prototipo di Elantra Coupe Zombie Survival Edition presentata all’edizione del Comic-Con di San Diego.

Fonte @Hyundaiundead.com

Fate un salto anche sul sito Hyundaiundead.com per saperne di più, qui invece il video:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=eUtEirZCw48′]

Quest’anno Hyundai vuole che siate voi a progettare il veicolo a prova di zombie che sarà esposto all’edizione del Comic-Con di ottobre a New York!

Ecco perché la casa automobilistica ha sviluppato l’applicazione The Walking Dead Chop Shop al momento disponibile solo per iOS (iPhone e iPad) che vi permetterà di scegliere tra tre modelli di Hyundai da personalizzare, la Elantra, la Veloster Turbo o la Santa Fe a cui potrete aggiungere carrozzerie e altri accessori per un totale di ben 300 pezzi disponibili.

Sul sito dell’app c’è già una galleria con più di 13.000 veicoli ideati dai fan, dai più costosi ai più aggressivi, dai più veloci a quelli con più possibilità di sopravvivenza.

The Walking Dead Chop Shop sarà un bel passatempo sotto l’ombrellone: in attesa del ritorno degli zombie in autunno e chissà, magari tra di voi ci sarà il fortunato progettista dell’auto che verrà esposta al Comic-Con…

E ricordate “Noi non uccidiamo mai chi è vivo!”

"The Drum Poster": l'advertising interattivo è realtà

"The Drum Poster": l'advertising interattivo è realtà

"The Drum Poster": l'advertising interattivo è realtà

E se anche i poster potessero “parlare”, avere un’interfaccia interattiva? La nuova frontiera dell’advertising potrebbe essere quella di rendere smart un elemento da sempre caratterizzato dalla staticità: i poster pubblicitari.

Dal team di Novalia arriva “The Drum Poster“, un manifesto dotato di sensibilità touch proprio come uno smartphone e che se toccato trasforma il disegno di una batteria… in un vero strumento musicale!

La tecnologia utilizzata funziona direttamente tramite il manifesto oppure collegandosi al vostro iPhone o iPad e facendo suonare la batteria in modalità wireless attraverso il dispositivo iOS.

Ma vi starete chiedendo, com’è possibile tutto questo? La stampa grafica del manifesto ha un retro realizzato con inchiostro conduttivo e sensori tattili. A questi è collegato un circuito elettronico che controlla la capacità di ciascuno dei sensori della batteria (in questo caso) ed è in grado di rilevare quando il cartellone-batteria è toccato, così, a seconda della tecnologia usata, si può giocare con i suoni direttamente dal manifesto oppure attraverso il proprio device.

"The Drum Poster": l'advertising interattivo è realtà

#WHATWILLYOUSWITCH? E’ la domanda che si è posta il team di Novalia alla quale ha risposto in maniera originale con questa innovativa tecnologia… che se volete potete sostenere su Kickstarter.com.

Con YouTube & co la tv diventa “All you can eat – and create”

Negli ultimi anni si è parlato di fenomeni di consumo attivo dei contenuti culturali, soprattutto televisivi, da parte degli utenti. L’ingresso di YouTube nel panorama mediale, nel 2005, ha dato un significativo slancio a questo processo. Da allora abbiamo visto migliaia di video user generated di ogni tipo, dai più banali a quelli più sofisticati.

Ma da quando il primo video è stato caricato su YouTube, il mondo dell’online video è stato completamente stravolto per dimensioni, qualità, sfera di influenza. Da contenitore esclusivo di user generated content, YouTube e le altre piattaforme si sono progressivamente trasformate in fornitori di PGC, ovvero professionaly generated content.

Esse sono diventate luogo privilegiato delle attività di ridefinizione dell’offerta e delle strategie di comunicazione di emittenti e brand, così come della condivisione di materiali di qualità anche da parte degli utenti, che hanno di fatto contribuito a creare nuovi modelli di contenuto o rimodellarne di vecchi.

Il palinsesto personalizzato dei servizi online

  • Facilità di accesso anche da mobile
  • Ampia disponibilità di materiale audiovisivo
  • Possibilità di “navigare” tra i contenuti secondo flussi logici personali
  • Predisposizione alla ri-elaborazione e condivisione dei contenuti

Secondo queste caratteristiche si presenta all’utente l’offerta di video online. Il grande vantaggio di questi servizi rispetto alla tv tradizionale è la possibilità che questi offrono di crearsi un palinsesto davvero personalizzato e di interagire con i contenuti, i suoi creatori e l’audience intera. Nonché di distribuire e remixare i contenuti massmediali presenti su quelle che sono di fatto grandi librerie online.

La struttura dello streaming online ha portato all’amplificazione del fenomeno di consumo detto “binge television“, ovvero la visione di diversi episodi di uno stesso programma in un breve lasso di tempo, a mò di maratona. Una visione compulsiva, che permette all’utente di navigare tra gli episodi e ridefinire il percorso di lettura.

Questo tipo di programmazione risponde ad un bisogno di consumo personale e ad un tempo collettivo di prodotti culturali. Che aprono il passo a fenomeni fandom sempre più articolati, come i “fanvids” o i “supercuts”.

Mashup, remix, supercut, gif, sono tutti fenomeni di rielaborazione critica dei contenuti che si sono riproposti recentemente sul web, ma che rispondono ad un’antica e diffusa pratica: “riutilizzare” cultura per crearne di nuova.

I supercuts

Il termine è stato coniato da Andy Baio nel 2008, definendoli “montaggi ossessivi-compulsivi di videoclips, che isolano meticolosamente ogni occorrenza di un singolo soggetto, normalmente cliches, frasi, e altri tropi”.

Il principio retorico che sta alla base dei supercuts è la ripetizione, procedimento linguistico “che produce una successione di membri uguali o solo leggermente variati nella forma, nella funzione sintattica o nel senso” (fonte Wikipedia)

Il singolo utente lavora dimostrando di avere grande conoscenza del prodotto mediale, e altresì volontà di spendere una fetta consistente del suo tempo libero per creare un nuovo contenuto, a tutti fruibile, a partire dalla disgregazione di un contenuto conosciuto e condiviso. Sono, in tutto e per tutto, una forma di analisi critica e/o creativa che a volte può fornire alla collettività nuovi spunti interpretativi del contenuto.

L'”amateur montatore” si applica in diversi settori socio-culturali, dalla televisione alla politica. Supercut.org è un sito dedicato alla documentazione del fenomeno, dove possiamo trovare la stragrande quantità dei supercuts diffusi in rete.

Ecco alcuni esempi, che spaziano dalla televisione al cinema, di supercuts e fanvids.

Conoscete altri esempi interessanti di rivisitazione di contenuti massmediali?

Perché Instagram stimola la depressione

Un recente studio ha mostrato che chi passa molto tempo su Facebook a guardare i post degli altri (soprattutto le foto) e condivide poco materiale personale può sviluppare più facilmente invidia e risentimento.
Ma cosa succede se applichiamo questi risultati ad un altro social, basato esclusivamente sulle foto, cioè Instagram?

La supremazia delle foto

Secondo la Dr.ssa Toma dell’University of Wisconsin–Madison “le foto (e i relativi mi piace e commenti) sono gli elementi di Facebook che influenzano di più l’autostima“; su Instagram, che è totalmente basato su questi tre elementi, l’effetto sull’autostima può essere ancora maggiore.

Guardo, valuto, invidio

Cosa succede alle persone quando vedono pochi like sulle proprie e migliaia su quelle di altre persone?
La foto ha un impatto emotivo più forte di un aggiornamento di status; se io guardo la foto di un’altra persona, la comparazione tra me e l’altro è immediata; questa valutazione può generare un sentimento di inferiorità e quindi di invidia.
Può anche attivarsi quella che Krasnova chiama la “spirale dell’invidia” con due “rivali” che postano foto sempre più belle e intriganti per vincere la competizione virtuale con l’altro.

Instagram: il tempo è zero

Quando vediamo una foto su Instagram ignoriamo che, forse, c’è voluto molto tempo per scattarla/selezionarla/migliorarla e non in tutte le foto la persona viene bene: vediamo solo il risultato finale.
Mentre quando siamo noi a postare una foto, che fatica a volte per trovarne una adeguata!
Questa discrepanza di percezione del tempo (“io ci metto tanto, gli altri essendo più belli/più felici di me ci mettono pochissimo”) può ulteriormente colpire la nostra autostima.

Aiuto, lo stalker!

Su Instagram la percezione di essere disturbati può essere maggiore: se su Facebook e Twitter condividiamo elementi testuali, articoli, link e riceviamo dei commenti, li percepiamo più “freddi”, proprio perché li vediamo riferiti al contenuto del post; su Instagram è più facile che il contenuto siamo noi, quindi la nostra reazione è più emotiva.
Chiedetelo alle vostre amiche: vi confermeranno che i commenti dei maschietti sulle loro instafoto sono percepiti come un tentativi di approccio (e a volte lo sono realmente ;))