15 aziende che stanno rivoluzionando lo shopping

Che il settore della distribuzione sia cambiato molto negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti. Con l’avvento dell’e-commerce il retail si è trovato di fronte alla possibilità di una radicale trasformazione. Gli scaffali digitali hanno acquisito stessa dignità degli scaffali fisici e la competizione si gioca su un terreno più ostico, seppur più affascinante. In questo contesto dinamico vi sono stati alcuni attori che non sono rimasti a guardare ed hanno cercato di proporre innovazioni di tipo disruptive per il settore.

Gli interrogativi principali riguardano la creazione di sinergie tra le attività offline e online. Il fine rimane quasi sempre lo stesso per tutti. Customizzare, velocizzare o aumentare l’esperienzialità del processo d’acquisto. Di seguito sono riportate 15 aziende che hanno cambiato/stanno cambiando l’intera esperienza dello shopping.

C&A


La catena d’abbigliamento olandese si è inventata in Brasile un geniale espediente per aumentare le vendite. Esporre sulle grucce i likes che i capi ricevono sulla official page di Facebook. Rendersi conto se un capo sia apprezzato o alla moda è fondamentale nella fase di pre-acquisto e C&A ha deciso di dare una mano agli indecisi.

Per un approfondimento l’articolo di Giuseppe Morcone aka Kensaku qui.

Hointer

Il Jeans shop di Seattle ha risolto il problema di molti uomini, che non amano passare le loro giornate tra vetrine e scaffali,  semplificando la loro esperienza d’acquisto. Tramite un codice QR applicato ad ogni jeans, il maschio smartphone-munito può scegliere la misura del modello che vuole provare. In maniera istantanea apparirà sul suo display il numero del camerino dove poter trovare i suoi jeans pronti per essere indossati ed eventualmente acquistati tramite un credit card reader. Bella mossa.  Dimostrazione che per vincere non è detto sia necessario solo aumentare un fattore.

Per un approfondimento l’articolo di Danilo di Capua aka Sakakibara qui.

Freshdirect

L’azienda fondata nel 2002 a New York è diventata il negozio di alimentari online più popolare, spedendo prodotti in tutto il mondo. Ed il suo impegno continua cercando di essere fedele al suo nome. La sfida è quella di mantenere sempre la freschezza dei propri prodotti, con quality freshness rating aggiornati giornalmente e magazzini con 7 differenti fasce climatiche.

Zara

Per quest’azienda le presentazioni non sono necessarie. Semplicemente l’impresa che ha stravolto il fashion retail. La strategia rivoluzionaria di Zara include un lead time bassissimo. Nel giro di due settimane il prodotto passa dalla fase di ideazione allo scaffale. Ciò permette alla più florida impresa spagnola di lanciare continuamente nuovo prodotti, rinnovando l’assortimento e quasi annullando gli stock di magazzino.

Per questo motivo quando ci troviamo in un negozio Zara c’è l’aspettativa di trovare sempre un nuovo capo mai visto prima. I diretti competitor nel raggruppamento strategico low-cost si sono dovuti adattare al modello Zara per non soccombere e anche colossi della fascia di prezzo più alta hanno visto i propri piedi pestati.

Per un approfondimento l’articolo di Mirko Ferrari aka Noritaka qui

Mark & Spencer

L’obiettivo per lall-in-one retailer inglese è di creare una catena di fornitori green. Il progetto è di incoraggiare i clienti a donare vecchi abiti e riutilizzare bottiglie di plastica riciclata per creare le sue future linee d’abbigliamento. Il vantaggio del first mover è dietro l’angolo.

Amazon

L’impresa che forse più di tutte ha cambiato in maniera irreversibile il modo di fare acquisti. One-stop shop della rete per antonomasia. Mai dormiente sugli allori, sta lavorando ad un modo per migliorare sempre di più il suo Same-Day Delivery Service.

Tale sistema è possibile solo grazie agli innumerevoli magazzini che l’impresa ha in tutto il mondo. E non è finita qui. Sembra che la creatura di Jeff Bezos, dopo l’apertura del suo primo negozio reale a Seattle, sia intenzionata seriamente al “brick and click”. Un percorso al contrario che conferma come il concetto del retail per Amazon sia in continuo divenire.

Victoria’s Secret

Il fashion show annuale con le più belle donne del pianeta o il product placement umano sono solo due idee di un enorme ventaglio di operazioni che il marketing mette a punto per pompare incassi da record nei 900 punti vendita della firm. Quando la crisi economica, in certi casi, è solo un miraggio.

Selfridges

La storica catena di grandi magazzini britannica si è data l’obiettivo di proporre un’esperienza di shopping tranquillo, eliminando gli innumerevoli stimoli che assalgono il consumatore. Con la campagna “No Noise” ha chiuso accordi con le aziende più importanti al mondo, le quali si sono impegnate nella produzione di edizioni limitate dei propri marchi senza logo. Incredibile ma vero. È prevista anche una Silence Room per riposare la mente tra un acquisto ed un altro.

Per un approfondimento l’articolo di Nunzia Falco Simeone aka Ayumi Kensei qui.

Walmart

Il più grande retailer del mondo non allenta la pressione, soprattutto dopo essere approdato nell’inesplorato campo dell’e-commerce. È stato concepito Walmart Labs per creare tecnologie distintive che catapulteranno l’azienda nel futuro. L’obiettivo è risolvere i problemi distributivi e comprendere al meglio le abitudini dei compratori tramite l’utilizzo di social media e crowdsourcing.

Per un approfondimento l’articolo di Massimiliano Brunelli aka Keshagura qui.

UPS

La società americana di trasporto e spedizioni internazionali consegna miliardi di pacchi ogni anno. Con l’aumentare degli ordini online, l’azienda si è sforzata di implementare armadietti“gopost” fuori dagli uffici postali. In questo modo i clienti possono ritirare i proprio pacchi in un posto sicuro, senza passare per nessun intermediario.

Pinterest

Il social network che prevede la condivisione di passioni e interessi degli utenti sembra essere nato apposta per contemplare una fase d’acquisto. Difatti, più di Facebook e Twitter, Pinterest avvantaggia i retailer che decidono di utilizzarlo come leva di engagement.

Per un approfondimento l’articolo di Monica Incerti aka Kamoni qui.

Apple

Il filosofo romantico Fichte parlerebbe di Streben. Sforzo incessante verso la perfezione. In una parola, Apple. Anche nel retail il gigante della Silicon Valley è un modello da seguire per tutti i concorrenti. I suoi store dal gusto minimalista di nuova ideazione cercano sempre di superare quelli precedenti in bellezza e unicità.

eBay

Tutti sanno in che modo eBay ha stravolto il retail in passato. Non tutti sono a conoscenza che la divisione PayPal sta cambiando il modo in cui le persone pagano per quello che comprano. Tra i numerosi programmi in implementazione vi è una recente innovazione che riguarda la collaborazione con McDonald’s France che permette ai clienti di pagare online in anticipo.

Ikea

Il gigante svedese mai domo ha pianificato l’entrata in India e il miglioramento degli standard di produzione e funzionalità invidiato da ogni concorrente. Questo spazio a disposizione è troppo poco per spiegare i cambiamenti che Ikea ha portato nel retail con l’applicazione del concetto di co-creazione del valore e del working consumer in modo impeccabile.

Fab

Definito l’IKEA del fashion,  ha conquistato 10 milioni di membri nei suoi primi 2 anni. Il suo successo deriva del formato social e l’obiettivo raggiunto di collegare l’alta moda alle masse.

Queste e molte altre imprese stanno cambiando il nostro modo di fare shopping. L’elenco è volutamente limitato a 15 primedonne. Ne conoscete altre?

 

Qual è il potenziale della Mobile Revolution per il tuo business? Quattro chiacchiere con Mauro Rubin [INTERVISTA]

JoinPad

JoinPad.net

Dal 25 marzo al 10 aprile arriva il Corso Online in Mobile Marketing: un breve ma intenso percorso di 10 ore per scoprire il potenziale della Mobile Revolution da applicare al proprio business.

L’evoluzione tecnologica degli ultimi 5 anni, insieme alla diffusione massiva di smartphone, ha generato un nuovo “ecosistema di servizi” che sta cambiando drasticamente il nostro modo di vivere. Comprendere questo nuovo mondo tecnologico è d’obbligo per chi vuole operare in questo settore e coglierne le opportunità presenti e future, in termini di evoluzione di prodotti, servizi e modelli di business.

Rivolto a tutti i professionisti e alle società che desiderano essere aggiornati su tecnologie emergenti e prossime tendenze, il corso sarà tenuto da Mauro Rubin, CEO di JoinPad ed esperto di Mobile Augmented Reality, con cui abbiamo voluto scambiare quattro chiacchiere per capire e carpire qualche anticipazione a riguardo.

Mauro Rubin

Ciao Mauro! Il 25 marzo comincerà il Corso Online in Mobile Marketing. Cosa impareranno i partecipanti?

I partecipanti del Corso Online impareranno ad identificare le tecnologie del momento e il loro potenziale di mercato, un vero viaggio nell’innovazione e nel mondo delle App che sta radicalmente cambiato il nostro modo di interagire con la realtà.

Farai riferimento a qualche case history? Se sì, puoi darci qualche anticipazione?

Certo che sì! Tratteremo diverse case history come gli Smart Glasses del progetto “Glass” di Google, “Groupon Now!” (couponing geolocalizzato), passeremo dall’innovativo servizio di Uber all’esperienza Augmented Reality di IKEA. Insomma, avremo modo di vedere l’evolversi di alcuni nuovi mercati e di analizzare i modelli di business di nuovi servizi mobile.

4 miliardi di persone possiedono un cellulare: un dato spaventosamente alto (e sempre più in crescita). Qual è il miglior consiglio per le aziende che vogliono operare in questo settore?

I servizi devono essere pensati per utenti in mobilità che operano su diverse piattaforme (smartphone, tablet, TV e laptop) con differenti modalità di interazione. Tali servizi devono essere costruiti non per l’utente ma “intorno all’utente” e spesso creando sinergie con altre società e mercati affini al settore dell’azienda.

Parliamo di Realtà Aumentata: cosa e qual è il suo potenziale?

La Realtà Aumentata è una tecnologia che permette di ottenere informazioni in tempo reale su qualsiasi oggetto o luogo semplicemente utilizzando la camera di uno smartphone o tablet. Questo periodo storico si sta rivelando molto importante per l’AR perchè si stanno sviluppando nuovi occhiali “smart” e lenti a contatto che permetteranno un’interazione nuova, che modificherà profondamente anche gli aspetti sociali, estendendo la capacità umana di apprendere.

Impossibile non chiedertelo. Quali sono le tue App preferite?

Paradossalmente le più utili: Twitter e Flipboard sono quelle che uso più spesso.

Quale invece la più stupefacente di tutte, quella che potrebbe letteralmente lasciarci a bocca aperta?

Onestamente non ho ancora trovato un’App che mi abbia stupito (purtroppo è una deformazione professionale – è sempre bello rimanere affascinati da un’App, è un po’ come tornare bambini) ma sono piuttosto fiducioso per il 2013.

Siamo vicini, molto vicini a qualcosa di nuovo!

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ENTRO IL 15 MARZO il costo dell’intero corso è di 199 € (anziché 249 €).

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Ti emozioni? Il vestito diventa trasparente!

Ti emozioni? Il vestito diventa trasparente!

Ti emozioni? Il vestito diventa trasparente!

Dall’Olanda arriva una linea di vestiti che unisce design creativo e hi-tech.

Il progetto INTIMACY verte sull’interazione tra corpo e tecnologia, in un originale connubio sviluppato dal designer Anouk Wipprecht per lo studio creativo Roosegaarde (gli stessi che hanno pensato il concept per “rinnovare” le autostrade).

Gli abiti della linea INTIMACY 2.0 sono realizzati in pelle e in una speciale pellicola opaca chiamata “e-smart”, che sostanzialmente è composta da alcune luci LED, tecnologia wireless e rame.
Il risultato? Vestiti dal design estremo che cambiano il livello di trasparenza in base al ritmo del battito cardiaco.

Ti annoi? Restano neri. Ti ecciti? Diventano trasparenti.
Il gioco del vedo non vedo, qui reinterpretato, si basa quindi sulle emozioni, le azioni e le sensazioni delle persone.
Lo “scopo” del progetto INTIMACY, giunto alla sua seconda edizione, è quello di esplorare come la fredda tecnologia si sposa con il caldo corpo umano.

Vestito trasparente se ti emozioniIl prossimo step dello Studio Roosegaarde è la creazione di un particolare vestito per soli uomini che diventerebbe trasparente al loro mentire. Quantomeno pericoloso!

Tapiture: un Pinterest al maschile sulla cresta dell'onda!

 

Vi avevamo parlato di quanto Pinterest avesse conquistato il gentil sesso, vi ricordate? Bene, ora parliamo di Tapiture il social per gentlement voyeristi!

La piattaforma nata dai fratelli John and Leo Resig, creatori del sito di intrattenimento basato sul fotoblogging The Chive, è pronta ad aprire le porte all’e-commerce. Fresca di rinnovamento layout grafico e adattamento alla nuova Facebook Graph Search ha conseguito risultati sorprendenti incrementando il traffico sulla piattaforma del 300% nell’ultimo periodo!   

Pinterest vs Tapiture

Pinterest è principalmente frequentato da un pubblico femminile che nelle apposite pinboard colleziona pin di moda, prodotti cosmetici (vogliamo parlare delle unghie in qualsiasi tonalità Pantone?), arte, gioielli fatti a mano e tutto quello che può essere contenuto nell’universo femminile, avete presente una cabina armadio infinita? Ecco, uguale!

Una nota: nella cabina armadio ovviamente c’è spazio anche per gli omini belli (non gli appendiabiti, quelli in carne ed ossa!).

L’idea di questo Social Network è molto semplice e si basa sull’utilizzo del tasto “Pin it” che è possibile inserire nella barra dei preferiti. Mentre state surfando in Rete, vi capita di vedere una cosa che vi aggrada,  grazie a questo tasto potete pinnarla all’interno di una della vostre board su Pinterest.

L’ordine è di casa qui, se volete essere seguite/i è necessario organizzare e rendere appetibili le board, sarà più semplice trovare altre persone che nutrono i vostri stessi interessi. Ricordandovi almeno dieci errori che non si dovrebbero commettere su Pinterest 

Su Tapiture, passiamo dal “pinning” al “tapping“, stessa cosa per il bottone che diventa Tap itUn layout grafico che si differenzia da Pinterest solo nel visual e non al livello di utilizzazione.

A livello di contenuti possiamo dire che oltre a paessaggi, animali, fitness, ci siano molte più immagini ritraenti donne (senza troppi veli), molte più auto e molti più meme umoristici. Insomma molte più cose appartenenti all’altro universo… Quello dei maschietti.  😉

Su Tapiture le donne sono una minoranza per quanto riguarda l’utenza, ma ciò non toglie che voi possiate trovarne!

Entrambi i social sono ottimi come vetrina di prodotto.  Il primo sposa la moda con le fashion board, il secondo strizza l’occhio a prodotti virili come possono essere le bevande alcoliche e non solo, come nel caso qui sotto! 😆

Let’s get tapping!

Se pensate che Tapiture faccia al caso vostro cosa  state aspettando?  Registrarsi è semplicissimo!

Per chi non volesse incorrere nell’ennesima password da ricordare, si può utilizzare il social login da Facebook o Twitter. Decidete in seguito se settare l’account in maniera tale da condividere i vostri movimenti anche sui social oppure se preferite mantenere la vostra privacy. Fatto?

Bene, ora basta scegliere le categorie d’interesse per iniziare a muoversi all’interno della piattaforma!

Nel caso vi sentiste soli inizialmente, potrete invitare i vostri amici di Facebook! 😉 A proposito di altre piattaforme, potete rimanere aggiornati sulle ultime news di Tapiture anche sulla pagina Facebook e sul profilo Twitter.

Pensate possa fare al caso vostro? Se l’avete provato raccontateci la vostra esperienza!   

'Cucire' un video con ago e filo: Favorite Place di Black Books [VIDEO]

La capacità di stupire non sempre passa dal’utilizzo di strumentazioni altamente tecnologiche o effetti speciali da blockbuster hollywoodiano. Questo video ne è la dimostrazione. Senza utilizzare nient’altro che gli strumenti del mestriere di un sarto e una buona quantità di scatti, Christophe Thockler, graphic designer e music video director freelance, ha realizzato il video di “Favorite Place” dei Black Books.

10 000 foto, 1 km di filo, 350 bobine di filo, 73000 punti di ricamo, 6 kg di scarti di tessuto e 100 aghi e spilli per cucire. Ecco la ricetta speciale della creatività di questo filmato che in soli 7 giorni ha raccolto quasi 100mila views su Vimeo, tutt’altro che sottovalutibili su questa piattaforma!

Qui trovate altri lavori di DeBrainkilla, nome d’arte del video director.

Panto'n'roll: i colori Pantone diventano canzoni

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Di che colore è un meme?
E se un meme fosse una canzone, quale sarebbe?

Il problema si risolve con due ingredienti: il design e una buona dose di viralità.
Infatti, il design meme del momento unisce colori, parole e canzoni in maniera non convenzionale.

Come? Il presupposto è semplice: la storia della musica è costellata di brani che nel titolo contengono il nome di un colore.

Quale occasione migliore per far diventare le celebri chips Pantone dei tasselli di canzoni universalmente conosciute? Lo studio creativo parigino Chic& Artistic ha lanciato Panto’n’roll, un originale meme declinato in tutte le tonalità possibili della musica.

Panto’n’roll è una serie di giochi di parole visivi creati con la semplice giustapposizione di un colore Pantone ad un typing suggestivo, con l’obiettivo di citare titoli di canzoni molto famose.
Utilizzati insieme, questi elementi alludono a una cultura pop ben salda e comune allo scenario collettivo, con rimandi ironici, freschi e che uniscono più elementi di design in quello che vuol essere un esercizio di content creation innovativo e virale.

Purple Rain, Blue Suede Shoes, Yellow Submarine sono solo alcuni esempi degli ossimori cromatico-musicali che si creano di volta in volta, suscitando allegria in maniera semplice, diretta e brillante.

E adesso tocca a voi: a quale chip Pantone abbinereste la canzone colorata che più amate?

LinkedIn attiva gli #hashtag e dice grazie ai suoi utenti per i traguardi raggiunti

Lo abbiamo affermato un paio di settimane fa quando vi abbiamo raccontato dell’introduzione di due nuove funzionalità per le pagine aziendali e lo riconfermiamo qui: LinkedIn, il business social network numero uno al mondo, non ci lascia certo dormire sugli allori!

Nonostante abbia da poco raggiunto il traguardo dei 200 milioni di utenti, il social network  non sembra volersi accontentare.  In continua evoluzione, rilascia con una certa continuità novità ed aggiornamenti, spesso senza grandi annunci ufficiali ma che non scappano agli occhi attenti di noi guerrieri ninja 😎 Pronti a scoprire di cosa si tratta? Vediamolo insieme.

Attivazione degli hashtag “#”

Ebbene sì, dopo Twitter, Pinterest e Instagram anche LinkedIn sembra aver ceduto al “fascino”, utilità ed efficacia del famoso simbolo del cancelletto “#, diventato ormai parte del vocabolario degli utenti del Web.

Sappiamo bene come l’idea alla base dell’utilizzo degli hashtag è quella di permettere al brand e ai contenuti dell’azienda di essere non solo diffusi e condivisi (con conseguente aumento di visibilità e buzz), ma anche facilmente scoperti e ritrovati.

In Hashtag marketing: come usare il cancelletto per creare brand buzz vi abbiamo mostrato l’importanza di far leva su questo strumento e come poter creare delle strategie di Hashtag Marketing ottimali. Ve lo siete dimenticati? Speriamo di no, perchè tutto ciò che abbiamo detto vale anche per LinkedIn.

L’uso degli hashtag non è solo all’ordine del giorno ma diventa una prassi fondamentale, in quanto permette la categorizzazione-ricerca-aggregazione di messaggi e discussioni. Il ‘#‘ posizionato davanti a determinate parole chiave fa si che tali parole siano automaticamente trasformate in link attivi portando alla creazione di comunità digitali raccolte intorno a un topic.

Dove inserire l’hashtag? Davanti alla parola chiave che ritenete importante, ogni volta che volete pubblicare una notizia, un’immagine, un video, un file nel box aggiornamento. Questa diventerà un link attivo cliccabile – riconoscibile anche per il colore che assume (azzurro chiaro) – con due funzioni principali:

  • categorizzare, aggregare e riordinare i contenuti che trattano quello specifico argomento
  • re-indirizzare l’utente che clicca su di essa alla pagina di LinkedIn Signal, lo strumento di LinkedIn che consente di vedere filtrati ( e a sua volta filtrare) gli aggiornamenti dei professionisti su LinkedIn che scelgono di rendere i loro aggiornamenti visibili a tutti.

Come per gli altri social network, anche nel caso di LinkedIn essere attivi e presenti negli aggiornamenti sfruttando questo nuovo servizio è certamente una strategia per ottenere visibilità e buzz, poter diventare degli influencer, dei punti di riferimento e perchè no, ottenere nuovi contatti e relazioni professionali 😉

Ringraziamenti personali per i traguardi raggiunti dal business social network

Un inizio anno, come si suol dire, veramente “con il botto” questo 2013 per LinkedIn. A gennaio l’annuncio sul blog ufficiale da parte di Deep Nishar del raggiungimento di 200 milioni di membri:

Abbiamo recentemente raggiunto un importante ed entustiasmante traguardo. LinkedIn conta ora oltre 200 milioni di membri come parte del nostro network, con una presenza in più di 200 paesi e territori.

A cui si è aggiunto, pochi giorni fa, l’annuncio da parte del Chief Financial Officer di LinkedIn Steve Sordello, degli ottimi risultati finanziari del social network per il quarto trimestre e l’ intero anno 2012: più 81% di ricavi nell’ultimo trimestre rispetto al 2011 e un più 86% per l’intero anno passando da $522.2 milioni a $972.3. Potete scoprire tutti i dettagli dei dati finanziari in questa presentazione sul blog ufficiale 😉

Fra tutti questi successi però, LinkedIn sembra non essersi dimenticato del fatto che è una società che si basa e vive grazie alle persone, ai suoi utenti che quotidianamente utilizzano, mantengono viva e, è proprio il caso di dirlo, accrescono la loro rete di relazioni. Proprio per questo il business social network ha deciso di ringraziare personalmente via mail gli utenti più influenti e di valore i cui profili hanno ricevuto più visite. Queste le parole di Ada Chen Rekhi, Product manager di LinkedIn, nell’annuncio ufficiale:

Abbiamo raggiunto questo traguardo grazie a tutti i nostri impagabili membri in tutto il mondo che utlizzano LinkedIn per collegarsi, imparare e trovare nuove opportunità. Da oggi, inizieremo ad inviare mail personali a tutti quelli che sono stati strumentali nell’aiutarci a raggiungere tale traguardo per riconoscere la loro parte nel nostro viaggio.

Se nei prossimi giorni, scorrendo fra le mail nella vostra casella di posta in arrivo, ne leggerete una con il seguente oggetto: ” Congratulazioni! Hai uno dei top _% profili più visitati di LinkedIn per il 2012.“, non preoccupatevi! E’ il ringraziamento di LinkedIn.

All’interno della mail troverete un link alla lettera del senior executive di LinkedIn Deep Nishar:

Ovviamente, in pieno spirito social, il social network invita i destinatari a condividere la notizia su Twitter attraverso un tweet pre-compilato 😉

 

A noi guerrieri Ninja, questa azione di LinkedIn è piaciuta molto perchè riconosce il valore e il “potere” degli utenti. Siamo però curiosi di scoprire la vostra opinione e se e chi ha già ricevuto la lettera 🙂 Fateci sapere!

Wrangler rivoluziona il concetto di sito vetrina

La traccia scelta come sottofondo, già da sola, spacca. Ma non è questo che stupisce del nuovo sito Wrangler, storico brand americano di denim.

Ciò che distingue la piattaforma sviluppata dallo studio Kokokaka per la nuova collezione primavera-estate 2013 è una user experience di impatto che punta tutto sull’interattività. Un tripudio di effetti di parallasse, animazioni asincrone e ambientazioni urban mozziafiato.

Un viaggio on the road nell’America più iconica alla scoperta dei denim-look della prossima stagione. Una gioia per gli occhi e un divertimento per il mouse.

La collezione maschile è presentata attraverso cinque ambientazioni che vanno a comporre un vero e proprio film interattivo.

La collezione femminile, invece, è presentata attraverso uno “zine format” ideato appositamente per il lancio degli innovativi jeans anticellulite della linea Denim Spa.

In fase di produzione dei capi, sul tessuto vengono vaporizzate micro-particelle di rosa canina, burro di karitè, caffeina e olio di frutto della passione; le particelle vengono poi attivate grazie al passaggio in uno speciale forno che prepara il denim a rilasciare le sostanze idratanti ogni volta che il jeans entra in contatto con la pelle. Le micro particelle, però, perdono efficacia dopo circa 6-8 lavaggi, ma è possibile “ricaricare” i jeans grazie allo spray fornito insieme all’acquisto .

Musa e testimonial della linea Denim Spa è la famosa figlia d’arte Lizzy Jagger.

Sul sito è stata implementata anche la guida alla vestibilità. Uno strumento interattivo che permette agli utenti di scorrere l’intera collezione e trovare l’outfit perfetto.

L’innovativo sito di Wrangler ha subito attirato l’attenzione degli esperti di settore, tanto da essere premiato dal Favourite Website Awards (FWA), “inspirational portal” di riferimento per gli appassionati di web design.

La prima (buona) impressione? Detective Shaft, zombie e i signori della guerra come archetipi

Le prime impressioni sono importanti, no?

Ebbene, tanto quanto per un’azienda sul mercato, lo stesso vale per un film al cinema. Oggi vorremmo sfruttare questo parallelo per lasciarvi alcuni spunti utili su come fare una prima buona impressione ed ottenere l’attenzione del nostro interlocutore.

Sin dalla sequenza dei titoli di testa, il film ha un’occasione per fare una buona prima impressione su di noi, gli spettatori.
Inoltre, una sequenza titoli ben congegnata introduce il pubblico al tono ed al tema del film con forte influenza sulla predisposizione positiva o negativa dello spettatore nella visione del resto del film: una grossa responsabilità direi.

Proviamo allora a fare un parallelo tra la comunicazione cinematografica e quella aziendale?
Seguitemi!

“Dawn of the Dead”, (2004)

Ogni volta che qualche cineasta si cimenta con il remake di un grande classico, a maggior ragione di un classico del genere zombie, corre il rischio di far infuriare gli adepti del genere in questione tanto quanto un’azienda che si cimenta in un campo che è di predominio riconosciuto di qualche altro brand.

Il regista Zack Snyder non scopiazza il suo predecessore George Romero, ma lo omaggia rendendo onore al capostipite ritracciandone una degna rivisitazione moderna, identificando sin dai titoli iniziali un chiaro riferimento al cedimento delle istituzioni politico-militari di fronte alla forza della Natura incontrollata (vista al microscopio delle cellule impazzite del virus “zombificante”) e della moltitudine popolare inferocita.

Parafrasando Picasso possiamo dire che il mediocre copia, il genio reinventa. Per potersi inserire in un mercato che apparentemente sembra già occupato, non si possono stravolgere sempre le regole sperando di avere un’idea geniale e azzerante: spesso è più creativo colui che sa ristrutturare una forma architettonica piuttosto che colui che rade tutto al suolo per poi ricostruire da capo. Rifacendoci all’archetypal marketing, l’archetipo che dobbiamo risvegliare nel nostro potenziale target di clienti è quello dell’artefice, del creatore. Come ha fatto Zack Snyder.

“Lord of War”, (2005)

La sequenza iniziale di Lord of War mette in campo tutte le cartucce in un colpo solo (permettetemi il metaforico gioco di parole).

Possiamo immaginare un’azienda che fa un “lavoro sporco”, ma che ne sa mostrare l’aspetto puramente costruttivo: la sequenza in cui ci viene mostrato tutto il lavoro di catena di montaggio che c’è dietro alla creazione della singola cartuccia per armi da fuoco.

D’altra parte questa stessa azienda non si nasconde dietro l’ipocrita affermazione che “un lavoro è pur sempre un lavoro” anche se si tratta di un lavoro sporco, ma ci fa vedere anche quale è il rischio che si può correre nel caso ci sia un abuso nell’utilizzo del suo prodotto. Cosa può creare più consenso attorno ad un’azienda se non la pratica della trasparenza?

“Shaft”, (1971)

Non nascondiamoci dietro un dito: un brand, un marchio, un’azienda deve essere cool. E per esserlo nessun archetipo ha maggior forza evocatrice rispetto a quello del ribelle, dell’anticonformista.. come Shaft.

Shaft ci viene presentato attraverso il panorama nel quale si muove, una colonna sonora che lo connota prima di vederlo, il suo abbigliamento, il suo primo piano, la sua camminata spavalda ed il suo atteggiamento sbruffone… e solo alla fine il suo lavoro, la sua professione per l’esattezza. Si tratta di un detective della polizia, anticonformista, cool ma sensibile ed umano.

Se sarete in grado di riassumere tutto quello che rappresenta Shaft nel vostro marchio, non ci saranno controstrategie alla vostra altezza. Ma vi sembra una cosa facile essere come Shaft?!?

(to be continued)

Le 8 pubblicità più romantiche di sempre


C’è una festa più odiata di San Valentino? Questo è il giorno in cui gli innamorati sfoggiano la loro relazione felice e i single hanno solo due possibilità: invidiarli, o fare finta di non invidiarli.

Questo è anche il periodo delle pubblicità di cioccolatini, gioielli, week-end romantici e qualsiasi cosa possa, anzi, debba essere acquistata per festeggiare il giorno degli innamorati.

Qualunque sia il vostro status al momento, ammirate le 8 pubblicità più romantiche di sempre.

#1 SAGAMI ORIGINAL “Love Distance”

Solitamente, le pubblicità dei preservativi seguono due direzioni: quella in cui si promuove l’attività associata al prodotto o quella in cui si evidenziano le conseguenze del mancato uso del prodotto (malattie sessualmente trasmissibili e bambini).
La marca giapponese Sagami ha optato per uno stile completamente diverso, raccontando una bellissima storia d’amore.

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#2 KFC “Love is forever”

Potrà sembrare strana l’associazione di amore e pollo fritto, ma Ogilvy Johannesburg ha fatto un ottimo lavoro nel raccontarci una storia d’amore, al contrario.

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#3 SAMSUNG “Work Trip”

Come mantenere viva la fiamma della passione in una relazione a lungo termine? Samsung e l’agenzia 72andSunny propongono alle mogli un metodo moderno. Basta avere un Galaxy SIII.

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#4 PUMA “Hard Chorus”

Una canzone d’amore è sempre una canzone d’amore, anche se cantata da dei tifosi di calcio come se fosse un coro da stadio. Puma e l’agenzia Droga5 hanno cercato di conciliare l’amore di un uomo per il calcio con il suo amore per il suo partner – arrivando al punto di pubblicare un white paper che fornisce una risposta scientifica alla domanda di chi gli uomini amano di più, i loro coniugi o la squadra del cuore.

Nel 2010, il brand e l’agenzia hanno creato la campagna di San Valentino con veri tifosi di calcio di tutto il mondo che cantano classiche canzoni d’amore. Ricordate la versione italiana?

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#5 REN “Love Clean Skin” (18+)

Se siete in presenza di bambini/colleghi/genitori potreste voler vedere questo video in un altro momento. Non che sia ‘hard’, anzi, l’atmosfera è molto bella e pura. E’ una celebrazione dell’atto dell’amore.

Love Clean Skin (18+) from REN Skincare on Vimeo.

#6 JOHN LEWIS “Journey”

Vi sfido a non amare profondamente questo spot. Un pupazzo di neve affronta un lungo viaggio per comprare un regalo alla sua amata ‘pupazza’ di neve.

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#7 STARBURST “Hello”

Una dichiarazione un po’ artistica, ma anche un po’ inquietante.

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#8 GOOGLE “Parisian Love”

Google racconta una storia d’amore attraverso il motore di ricerca.

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