Javier Peréz: creatività da scrivania su Instagram

Javier Perez, nato in Ecuador nel 1985, gestisce un profilo Instagram in grado di meravigliare con una pinzatrice oppure con un paio di forchette.

Abituati sempre più a stupirci per creazioni ai limiti della fantascienza, a rimanere colpiti solamente se qualcosa si mostra interattivo, provocatorio o rivoluzionario, abbiamo tutti un po’ perso la capacità di “pensare piccolo” che predicava Bill Bernbach (Think Small). Abbiamo cioè un po’ perso di vista l’idea che per colpire qualcuno, mandare un qualche messaggio e farsi apprezzare non sia sempre indispensabile alzare l’asticella dell’innovazione tecnologica, progettare costruzioni sempre più alte che ricordino un po’ una lotta a chi ce l’ha più lungo o rivoluzionare questo o quel campo.

Javier Perez ci ricorda che la creatività e la capacità di sorprendere stanno anche sulle nostre scrivanie nelle nostre cucine e non richiedono di eccellere in nessun tipo di arte.

La creatività è sufficiente.

La pagina Instagram di cintascotch, questo è il nome da cercare se volete seguirlo, dimostra come è sufficiente saper guardare le cose in maniera diversa da come le si guarda normalmente, uscire dagli schemi, un po’ come il gioco dei nove punti da unire con sole 4 linee (tratti non curvi) senza mai sollevare la penna dal foglio.

Cintascotch dimostra quindi come basta smettere di credere che un floppy e una memory card siano solo supporti di memoria, ma si possano pensare anche, per età e dimensioni, come padre e figlia.

Oppure ancora, smette di vedere una forbice come tale e la immagina come le gambe affusolate di una ballerina.

 

 

E la lista di “prospettive capovolte” continua:

 

 

Dopo questa selezione delle sue creazioni pubblicate, se vi siete resi conto che cose così le facevate anche voi da un bel po’, non c’è alcun problema. Con l’hashtag #javierperez potete postare le vostre creazioni su Instagram e provare a fare meglio di lui.

Creare un sito e guadagnare con l'advertising: intervista a Flazio

Flazio è una startup nata nel 2012. Si tratta di un site-builder, piattaforma web per creare un sito gratuitamente, senza mettere mano al codice, usufruendo di una grande varietà di template e componenti (tra cui il collegamento ai social network), senza necessitare dell’intervento di un esperto, ma potendo contare su un’assistenza personalizzata dal team, nel caso servisse.

A quale bisogno risponde Flazio?

Creare un sito: croce per l’utente inesperto, delizia per i web developer. Il web oggi chiama tutti. Che sia per esigenze di business o per personal branding, stare in rete e farlo con una “vetrina” professionale può essere non più una facoltà, bensì una necessità. Peccato che la rete non sia un universo di facile accesso per tutti e di fronte alla necessità di essere in internet e farlo bene, molti sono coloro che avvertono una sensazione di smarrimento e la domanda sorge spontanea: “Come creo il mio sito web?”.

Rivolgersi ad un programmatore può risultare dispendioso e non alla portata del proprio budget, oltre al fatto che occorre: attendere i tempi di realizzazione; richiedere servizi di terze parti (vedi per domini e hosting); andare incontro a numerose revisioni e accettare che il prodotto che si aveva in mente possa essere diverso dal risultato realizzato; sopportare i costi di manutenzione e dipendere da altri per gli aggiornamenti in itinere.

Sempre più utenti oggi preferiscono il “fai da te” ed i site-builder spopolano. Certamente ai più è noto WordPress, che certamente non assolve ai compiti di un Content Management System. Tante le proposte alternative in rete, ma tra offerte commerciali ingannevoli (i costi sommersi si insinuano dietro l’angolo) e componenti che mancano, capita di scovare tra i commenti degli utenti – disseminati su social network e forum – malcontento, imprecazioni e frustrazione per l’esperienza negativa maturata.

E poi l’advertising? i giganti dell’online adv trattengono circa il 30% dei ricavi sulla pubblicita’ che gira sul proprio sito, oltre alla contrattualistica che non semplifica la gestione dei guadagni da annunci e banner.

La soluzione arriva dalla startup: il valore aggiunto di Flazio

Flazio risponde al bisogno degli utenti offrendo trasparenza ed efficienza. L’utente più inesperto può entrare in rete con l’orgoglio di un sito internet di qualità che nasce proprio dalle sue mani.

Flavio ed Elisa Fazio sono i due ingegneri catanesi che hanno ideato e realizzato il software di Flazio, poi diventato startup. Prima Wind Business Factor, poi Mind The Bridge e la Silicon Valley, per continuare con Working Capital di Telecom Italia: tante le competition a cui Flazio ha partecipato, tanti i riconoscimenti ricevuti da un prodotto che ha convinto prima gli investor e poi il mercato.

Il perché lo chiediamo direttamente al founder e CTO, Flavio Fazio.

Flavio, è facile dire che una startup fornisce ciò di cui il mercato aveva bisogno. Qual è il valore aggiunto della user experience con Flazio? Spiegacelo nel dettaglio

Flavio:”Flazio rende disponibile all’utente cio’ che si aspetta su un sito li’ dove se lo aspetta. Il sistema di trascinamento degli elementi che andranno a comporre la pagina rende la costruzione del sito molto intuitiva, ogni elemento di immediata identificazione e le modifiche rapide. Non esistono funzioni nascoste, non esistono cavilli.

Aggiungo che la varieta’ nelle scelte grafiche e’ un plus. Non e’ facile usufruire di cosi’ tanti template grafici quanti quelli che offriamo con Flazio. Inoltre, se dalla versione Freemium si passa alla Premium i costi sono altamente competitivi, perche’ il nostro modello di business e’ stato concepito in modo da non gravare sul consumatore. Ancora, il supporto personalizzato che offriamo al cliente, con intervento tempestivo tramite un click in chat che non tutti offrono. L’utente non si sente abbandonato a se stesso nel costruire il suo sito, ma sa che il nostro team e’ dietro le quinte pronto ad intervenire alla prima richiesta di aiuto tecnico

L’advertising su un sito costruito con Flazio come funziona?

Flavio:”L’advertising e’ l’ultima novita’. Proprio in questi giorni abbiamo lanciato l’adv su Flazio senza ricorrere ai tradizionali circuiti. L’utente che crea il sito con noi puo’ anche guadagnare dai banner e gli annunci che girano sul sito collocandoli autonomamente nella pagina, senza passare attraverso agenzie. Noi tratteniamo solo il 10% sui ricavi pubblicitari e l’utente con i ricavi riesce a coprire i costi della piattaforma in versione premium e guadagnare; risparmia sulle commissioni, e salta tutti i passi burocratici. La nostra logica promuove il fai da te anche su questo fronte“.

Nuove feature aggiunte, insieme all’imminente lancio sul mercato internazionale: Flazio non si e’ fermato allo stato di startup, ma sta investendo molto sullo sviluppo e il marketing del prodotto per competere ad alti livelli. Il mercato risponde bene, significa che il settore aveva necessita’ di un prodotto nuovo, trasparente ed efficiente e sempre piu’ persone stanno prendendo consapevolezza dell’importanza di stare sul web.

Come creare un'app per una strategia di marketing vincente

Come creare un'app per una strategia di marketing vincente

Le app fanno ormai parte integrante delle strategie marketing dei brand più noti e non solo: un’app può aumentare l’interesse per il marchio e per i suoi prodotti o servizi ma può soprattutto generare un più significativo coinvolgimento da parte dei consumatori a favore della brand awareness.

Creare un’app per il proprio business significa prima di tutto integrare questa alla nostra strategia generale: anche per lo sviluppo di un’app sarà dunque necessario pensare obiettivi, KPI e soprattutto strumenti. Proprio di uno strumento per lo sviluppo di app vogliamo oggi parlarvi, GoodBarber, ma è necessaria qualche premessa per capire l’utilità di questo tool.

GoodBarber: l’appbuilder che pensa anche al design

Un’app è meglio di un qualsiasi spot televisivo o radiofonico, di un qualsiasi billboard per strada, di una pubblicità su un giornale: segue il potenziale cliente ovunque perché è nelle sue tasche.

Raggiungere un potenziale cliente ovunque esso sia non vuol dire averlo conquistato: non è una strategia pensare di creare un’app per il proprio brand o business solo perché il mercato lo richiede. Un’applicazione mobile per avere successo deve essere di valore per i propri utenti.

In una strategia orientata in questo senso due sono i punti fondamentali su cui lavorare: il content marketing e il design. Il design in particolare è il driver della tecnologia digitale: per questo motivo, un’interfaccia utente bella sarà sempre una vetrina di successo per la nostra applicazione.

Come creare un'app per una strategia di marketing vincente

Creare un’app non è alla portata di tutti ma non è neanche impossibile: oggi esistono strumenti molto validi per realizzare l’app del proprio brand senza impegnare un grosso budget. La maggior parte di questi tool si concentra esclusivamente sulle funzioni: il risultato sono app dal design piatto, non curato.

GoodBarber, la piattaforma web per creare app native per iOS e Android senza nessuna conoscenza di sviluppo, si distingue dal resto degli appbuilder esistenti sul web invece perché ha un occhio di riguardo per il design.

GoodBarber, che ha inaugurato il suo portale italiano quest’anno, è un CMS Mobile sviluppato da DuoApps, che nel giugno 2010, con il progetto di questa piattaforma vinse il concorso nazionale per la creazione di imprese innovative in Francia.

Unifica la tua presenza sul web

WordPress, TypePad, Instagram, WMaker, SoundCloud, Google Calendar, Facebook, Flickr, Twitter: con GoodBarber puoi raccogliere tutta la tua presenza sul web in un’unica app in modo semplice e immediato.

Devi solo connettere i servizi che già utilizzi e GoodBarber sincronizzerà automaticamente i contenuti nella tua app. Per WordPress in particolare esiste un plugin GoodBarber dedicato che recupera tutti gli elementi del tuo blog e li integra alla tua applicazione: anche i commenti effettuati dagli utenti nell’app vengono sincronizzati nella versione web.

GoodBarber offre inoltre un motore di ricerca integrato per la tua app, che ti permette di trovare anche contenuti precedenti alla creazione dell’app stessa.

Personalizzazione al 100 %

GoodBarber ti permette di organizzare la tua app come preferisci, aggiungendo moltissime sezioni: video, foto, musica, radio e video live, eventi e molto altro ancora. Il principio dietro alla piattaforma GoodBarber, che la rende diversa dagli altri appbuilder, è la consapevolezza che per creare un’app occorre pensare a strumenti e soluzioni uniche e orientate ai contenuti.

Propone dunque 9 modelli di navigazione che ti permettono di scegliere la modalità di navigazione più adatta ai contenuti della tua app. Puoi inoltre modellare la tua app in ogni dettaglio, dalle 350 icone create da Brankic ai 600 font da Google e hai a disposizione più di 50 modelli disponibili da cui prendere anche ispirazione e la possibilità di definire il design della tua app in ogni dettaglio. Le sezioni hanno una struttura specifica per il tipo di contenuto che andranno a custodire, rendendo l’interfaccia dell’app intuitiva e gradevole.

Il più recente aggiornamento 2.5 Salvador della piattaforma aggiunge inoltre tantissime novità dal punto di vista dello sviluppo dell’app: dal design flat in linea con le tendenze create dal nuovo iOS7 ad un CMS integrato che consente anche a chi non ha un sito web o un blog, di creare contenuti direttamente da GoodBarber.

E per esser sicuro del risultato, puoi scaricare un’app gemella sul tuo smartphone prima di pubblicarla sugli app store, così da avere un’idea precisa di quello che sarà il risultato finale.

Statistiche dettagliate e notifiche

Come creare un'app per una strategia di marketing vincente

Le statistiche sono il punto di forza di GoodBarber: con questa piattaforma non è soltanto possibile creare un’app bella e gradevole da navigare, ma soprattutto è possibile pensare il proprio mobile marketing in modo strategico.

Le statistiche di GoodBarber offrono un’analisi molto dettagliata delle caratteristiche sociali degli utenti: la città di provenienza, la lingua, la presenza nei social network e molto altro ancora. Grazie al CRM di GoodBarber puoi visualizzare oltre alle statistiche social sui tuoi utenti, anche quelle editoriali (ad es: “quale è il post più letto dai tuoi utenti?”) e quelle più generali, dal tipo di device da cui accedono i tuoi utenti al numero di download.

GoodBarber si avvale anche di servizi esterni come Flurry e Google Analytics, per offrire al cliente la possibilità di comunicare al meglio con i propri utenti e di fornire il miglior servizio possibile. Grazie alle statistiche social di GoodBarber è infatti possibile inviare notifiche diverse a seconda del target di utenti a cui ci si vuole rivolgere.

Dopo aver identificato le caratteristiche dei tuoi utenti, l’altro aspetto fondamentale per la tua strategia marketing è quella di fidelizzarli.

In quest’ottica quando si sceglie di creare un’app le notifiche hanno un ruolo molto importante. GoodBarber ti permette di inviare le notifiche a tutti gli utenti contemporaneamente oppure puoi personalizzarle a seconda della località, della lingua o del fuso orario dei vari utenti.

E sempre per differenziare la tua app dalle altre, grazie alle impostazioni avanzate, puoi caratterizzare le tue notifiche con una suoneria originale e renderle subito riconoscibili. E la piattaforma offre molte altre possibilità per le notifiche, come la possibilità di notifiche push automatiche.

Ora è inoltre possibile attivare o disattivare i commenti su ogni contenuto creato con il CMS integrato: la moderazione sui commenti può essere fatta prima che essi vengano visualizzati nell’app, o dopo la loro pubblicazione.

La tua app nativa per iOS e Android, in HTML5 per tutto il resto!

GoodBarber non permette solo di creare un’app nativa per iPhone e Android, ma offre anche la possibilità di realizzare una versione web, che potrà essere lanciata su gli altri dispositivi e sistemi operativi. Potrai offrire ai tuoi utenti una web app con tutte le funzionalità di un’app nativa: questo aumenterà la possibilità che questi scelgano anche di scaricare l’app nativa e dunque di fidelizzarli.

Puoi anche collegare un dominio a questa web app, se vuoi che diventi la versione mobile del tuo sito web. In questo modo la tua app sarà disponibile non soltanto per i device Apple e Android, ma per tutti i device che hanno una connessione internet.

Quanto costa?

Poco, pochissimo: il costo effettivo è di 16€ al mese per la versione standard, e 32€ al mese (con pagamento annuale) per quanto riguarda la versione che include statistiche, notifiche push e la possibilità di inserire dei vostri banner pubblicitari all’interno dell’app per iniziare a guadagnare direttamente da questa.

All’inizio però è possibile provare per 30 giorni gratuitamente, senza impegno: provate e fateci sapere!

Babbo Natale preferisce l’eCommerce

Anche quest’anno le previsioni per Natale non sono rosee, ma anche quest’anno, nonostante tutto, la corsa ai regali è una tradizione a cui non si rinuncia, come ci racconta la ricerca Getting to Know Your2013 Holiday Customers commissionata da Google a Ipsos MediaCT per identificare le intenzioni e modalità di acquisto dei regali di Natale 2013.

L’e-commerce traina una slitta di regali

Il cambiamento nelle abitudini di acquisto che vi abbiamo raccontato nel post E-Commerce o boutique? Gli italiani scelgono gli e-shop  è confermato anche per le compere di Natale. Internet è uno strumento irrinunciabile sin dalla fase di ricerca e valutazione di idee regalo per l’89% degli intervistati, ma c’è di più. Le ricerche online giocano un ruolo decisivo nella scelta del tipo di regalo da acquistare (77%), del brand (76%) e del rivenditore (76%). Risulta evidente come il web è una piattaforma che le aziende non possono trascurare per incrementare le vendite, soprattutto in questo periodo dell’anno. Non si fa riferimento esclusivamente ai brand dotati di siti e-commerce, in quanto la ricerca online di idee e informazioni spesso si conclude con l’acquisto offline, specie per alcune tipologie merceologiche: il 60% degli acquirenti di prodotti di abbigliamento e di bellezza, ad esempio, non rinuncia a recarsi nel punto vendita fisico, mentre per elettronica e giocattoli saranno preferiti gli e-store dalla metà dei consumatori.
La convenienza è uno dei motivi principali che fanno preferire l’e-commerce e, anche a Natale, gli e-shopper non si smentiscono: l’81% degli intervistati – soprattutto le donne- si dichiara particolarmente sensibile alle offerte anche per i regali di Natale e un’ampia fetta (76%) ammette di preferire gli acquisti che non prevedono spese di spedizione.

L’84% degli acquisti natalizi sarà cross-device

Siamo consumatori iperconnessi, sempre e ovunque. Anche per lo shopping natalizio 2013 navigheremo in mobilità grazie ai nostri smartphone: sono il 46% i possessori di smartphone che utilizzeranno i telefonini di ultima generazione per le compere di Natale, il 17% in più rispetto alle festività 2012.
Ma gli smartphone non verranno utilizzati solo per navigare in cerca di idee regalo, bensì saranno uno strumento di accesso ai siti e-commerce per 1 utilizzatore su 4 (il 21% in più rispetto al 2013). Data la natura multiscreen degli utenti, un tema a cui Google si sta dimostrando particolarmente sensibile è quello degli acquisti cross-device: si tratta della tendenza di iniziare l’acquisto da uno schermo (spesso quello dello smartphone) per poi terminarlo su un altro (ad esempio quello del pc) o addirittura offline. Si stima che a Natale l’84% degli acquisti seguirà questo flusso.

La corsa ai regali inizia a ottobre

Un dato molto interessante che si evince dalla ricerca concerne la data di avvio della corsa ai regali: il 28% degli acquirenti inizierà a cercare idee regalo a ottobre e il 50% a novembre, ma nonostante ciò il 41% dei consumatori non concluderà l’acquisto prima di metà dicembre o a ridosso di Natale (24%).

Quali sono i consigli di business da trarre dalla Ricerca?

Dare particolare importanza alla pubblicità e agli strumenti promozionali online (comunicando eventuali promozioni): è su Internet che inizia la ricerca e che si concretizza la scelta del tipo di regalo e del brand.
Non trascurare il mobile che si rivela un importante driver di crescita: prevedere l’aggiornamento o l’implementazione di siti mobile friendly e formati promozionali ad hoc per questo strumento.
– Iniziare a promuovere i propri prodotti con il dovuto anticipo: già da ottobre si apre la corsa ai regali di Natale.

Salerno Comicon 2013: tra fumetti, videogiochi e cinema d'animazione [EVENTO]

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Alessandro Rak

Fumetti, giochi, videogiochi e animazione protagonisti al Salerno Comicon. Belle mostre, eventi e incontri, come presenta il programma di questa terza edizione, vivranno nelle tre sedi del centro storico illuminato dalle Luci d’artista: Complesso Monumentale di Santa Sofia, Chiesa dell’Addolorata e Teatro Augusteo.

Salerno Comicon 2013 L'inverno di Diego

Tra gli ospiti ci sono anche i nomi di: Roberto Baldazzini, che presenta il suo ultimo graphic novel ambientato alla fine della seconda Guerra Mondiale: L’inverno di Diego – Le quattro stagioni della Resistenza, The Box Edizioni, i cui originali saranno anche in mostra nella chiesa del complesso di Santa Sofia.

Diavù con una mostra personale e la performance di disegno live, Pierz creatore di Ravioli Uèstern che ha recentemente pubblicato La Bibbia 2 con Davide La Rosa e Mirka Andolfo autrice di Sacro/Profano – web comic divertente e spensierato, approdato alla carta con le edizioni Dentiblù – con protagonista la coppia Damiano (un diavolo) e Angelina (un angelo), già tra best seller come albo unico allo scorso Lucca Comics and Games.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Mirka Andolfo

E poi Tito Faraci, sceneggiatore (Diabolik, Tex, Topolino…) che presenterà il suo ultimo libro Death Metal edito da Piemme, nel programma Salerno Off, Raffaele De Falco e Bruno Brindisi, che presenteranno il volume TEX – Fiumi di china italiana in deserti americani, ed. NPE e Alessandro Rak, quest’anno autore del manifesto del festival e protagonista di una mostra con i suoi lavori di illustrazione e animazione, tra cui l’ultimo lungometraggio L’arte della felicità.

Salerno Comicon 2013 Alessandro Rak

Tra gli eventi ricordiamo che il 29 novembre al Teatro Augusteo, nella rassegna sul cinema d’animazione a cura di GiFFONI film festival ci sarà una maratona dedicata al Capitan Harlock con la proiezione di Harlock Saga: L´Anello Dei Nibelunghi / L´Oro Del Reno (Atto 1/2/3) e un esclusivo inedito del nuovissimo Capitan Harlock 3D, il lungometraggio in computer grafica 3D della Toei Animation in uscita dal 1° gennaio 2014, distribuito da Lucky Red.

Salerno Comicon 2013 Harlock

Inoltre, per i tutti ninja appassionati di videogiochi e nuove tecnologie che saranno al Salerno Comicon, ricordiamo l’incontro dal titolo Videogames: 2014 – l’anno decisivo. Alla scoperta delle nuove tendenze tra mobile, console, social, cloud e smart tv venerdì 29 novembre alle 16:00 presso la Chiesa dell’Addolorata che vede tra i relatori Alfonso Amendola (docente Università di Salerno), Ludwig G. (fondatore 10th Art Studio), Andrea Postiglione (fondatore Mangatar), Gianpaolo Iglio (editor Gamerepublic) e il nostro Alex Giordano (fondatore Ninja Marketing).

Buon divertimento!

Quattro chiacchiere con Steve Wozniak, co-fondatore di Apple [INTERVISTA]

Di Leonardo Plebani – www.intervistedisuccesso.com

Qualche mese fa ho avuto l’occasione e l’onore di intervistare un uomo che ha contribuito a costruire il mondo in cui viviamo, essendo uno dei padri del personal computer.

Parlo di Steve Wozniak, fondatore di Apple insieme a Steve Jobs e Ronald Wayne nel 1976. E’ un inventore, ingegnere informatico e programmatore che negli anni ‘70 ha inventato da solo i computer Apple I ed Apple II, i quali hanno contribuito in modo decisivo alla rivoluzione dei microcomputer.

Quale credi sia l’abitudine che ti permette di raggiungere i migliori risultati nella vita?

“Buttarmi su cose che non ho mai fatto prima e cercare un buon modo per portarle a termine, da inventore, evitando di ricrearle attenendomi a come sono state già fatte. Spendere molto tempo a pensare a come fare le cose meglio di quanto qualsiasi altra persona farebbe. Principalmente, scrivere il libro da soli piuttosto che leggerlo“.

Quali sono state le tue più grandi difficoltà?

“Convincere il mondo che i computer erano per persone normali. Lasciare un’azienda che tutt’ora amo, Hewlett Packard. Costruire il nostro secondo successo…il Macintosh fu un fallimento e ci sono voluti anni per costruirlo, mentre con Apple è stato tutto più facile. Personalmente, non ho avuto difficoltà. Tutto quello che ho fatto l’ho fatto per me stesso e per divertimento. Quindi zero difficoltà, tutto è arrivato grazie alle mie competenze e alla fortuna”.

Potessi tornare indietro, che cosa faresti meglio e che cosa non faresti affatto?

“Non ragiono in questo modo. Ho riflettuto talmente tanto su ogni mia decisione che posso ripetermele in testa ricordando quali sono state le mie motivazioni e sapere di aver fatto le scelte giuste. Non vivo guardando indietro pensando al passato e rimpiangendo cose. Nella vita si può sorridere o aggrottare le sopracciglia, quindi perché crearsi dei motivi per preoccuparsi?

Cosa consiglieresti alle persone che vogliono seguire i tuoi passi?

“Non sono sicuro di quello che intendi. Fondare una società quasi per sbaglio? Sviluppare importanti e inusuali competenze ingegneristiche? Essere bravi in qualcosa che ad un certo punto si rivelerà estremamente importante? Creare un grande prodotto da solo? Non farsi influenzare o corrompere dal successo nel business? Preoccuparsi per le persone che hanno bisogno di qualche cosa? Difficile dire di che cosa si tratti”.

FitnessSHIRT, la t-shirt che monitora le funzioni vitali

FitnessSHIRT, la t-shirt che monitora le funzioni vitali

FitnessSHIRT, la t-shirt che monitora le funzioni vitali

FitnessSHIRT è la t-shirt concepita dal Fraunhofer Institute for Integrated Circuits IIS che permette la misurazione in tempo reale delle funzioni cardiache e respiratorie. È dotata di elettrodi integrati nel tessuto in grado di eseguire un elettrocardiogramma, mentre una cintura flessibile all’altezza del torace registra il movimento respiratorio. I dati vengono poi trasmessi via radio a una “sala di controllo” oppure salvati in una scheda di memoria e analizzati successivamente.

Nelle intenzione dell’Istituto, la t-shirt è ideale non solo per monitorare le funzioni vitali degli sportivi, ma anche per chi svolge attività a rischio come vigili del fuoco e squadre di salvataggio, in modo da garantire loro maggior sicurezza nelle situazioni più stressanti per il fisico. Inoltre, potrebbe essere utilizzata per pazienti in riabilitazione o anziani.
L’IIS ha stretto un accordo con la BitifEye Digital Test Solutions per combinare la FitnessSHIRT con Mentor Bike, “un nuovo tipo di dispositivo di allenamento che consiste in una bicicletta a pedalata assistita, uno smartphone e un sito di servizio per gli utenti”.

“La FitnessSHIRT può essere usata in vari modi – dice l’ingegnere Christian Hoffmann offre nuove soluzioni per la pratica sportiva, per la forma fisica e il tempo libero, così come per la medicina”.

Tutto fa pensare che la FitnessSHIRT possa avere un futuro, tant’è che gli ideatori sono alla ricerca di partnership per ulteriori sviluppi. Il dispositivo (presentato al Medica 2013 Trade Fair) non ha ancora ottenuto la conformità alla German Medical Product Law e alla direttiva EU 93/42/EEC.
In attesa che ottenga le certificazioni necessarie, restiamo in attesa dell’evoluzione del progetto.

E a voi? Vi incuriosisce la FitnessSHIRT?

Codemotion Milano 2013: il mondo dei coder aperto a tutti

Codemotion Milano 2013 il mondo dei coder aperto a tutti

Il 29 e il 30 novembre prossimi si svolgerà a Milano una nuova edizione del Codemotion, un evento tutto italiano che vede come tema centrale i linguaggi di programmazione, l’innovazione e le nuove tecnologie, mettendo in particolare risalto i nuovi trend che si stanno sviluppando nel panorama internazionale.

La manifestazione, dopo aver effettuato due interessanti trasferte a Berlino e a Madrid, torna in Italia nella speranza di ripetere l’enorme successo dell’edizione che ha avuto luogo a Roma lo scorso marzo.

Codemotion Milano 2013 il mondo dei coder aperto a tutti

Il format di Codemotion sta registrando infatti un notevole successo, basti pensare che all’edizione romana hanno partecipato più di 4.000 persone e hanno preso la parola ben 120 speaker internazionali.

Quest’anno sarà l’Università degli studi di Milano ad ospitare il Codemotion, una scelta non casuale e finalizzata a coinvolgere in maniera decisa gli studenti , visti come il vero motore dell’innovazione mondiale.
Anche in questa edizione inoltre, grazie al laboratorio di Coderdojo, molti bambini potranno venire a contatto con il mondo della programmazione.

Codemotion Milano 2013 il mondo dei coder aperto a tutti

Uno sguardo al programma del Codemotion Milano 2013

La due giorni organizzata da Codemotion sarà ricca di workshop, conferenze e laboratori pratici di programmazione.
La presenza di speaker stranieri appartenenti a società importanti come Facebook, Google, Soundcloud e Blackberry conferma la spiccata inclinazione internazionale della manifestazione e permette di portare ad un evento italiano conoscenze e know how di prima categoria.

Codemotion Milano 2013 il mondo dei coder aperto a tutti
I temi che verranno trattati durante le talk di questa edizione del Codemotion saranno principalmente i seguenti: big data, sviluppo web, sviluppo mobile, il fenomeno dei maker e lo sviluppo di applicazioni enterprise oriented.

I laboratori ed i workshop, come spesso accade in questo tipo di manifestazioni, si sovrappongono come orari e sarà quindi importante decidere a quali partecipare consultando prima il programma dell’evento.

Il Codemotion stimola l’incontro tra sviluppatori ed aziende

Codemotion non sarà solo un evento di networking, ma anche un’occasione per tutti coloro che cercano lavoro, o semplicemente un’opportunità di mettersi in gioco, collaborando con altre persone o società.

Codemotion Milano 2013 il mondo dei coder aperto a tutti
La presenza di aziende sponsor molto importanti quali Microsoft, Google, Blackberry, Intel e Oracle non conferisce solo blasone alla manifestazione, ma offre anche ai partecipanti la possibilità reale di consegnare direttamente il proprio curriculum alle società in questione.

Inoltre, all’interno di Codemotion Milano, Startupbusiness e Talent Garden, due importanti community italiane, organizzeranno Dev4startup, un evento nell’evento che cercherà di aiutare alcune aziende a trovare gli sviluppatori necessari per la creazione o il miglioramento del loro business.

Delle 15 startup innovative selezionate per partecipare a questa iniziativa, 8 avranno l’opportunità di promuoversi mediante un minidesk offerto dall’organizzazione e di pitchare, presentare in maniera molto sintetica il proprio business, in un’apposita sessione nel corso della conferenza, davanti a un pubblico costituito da sviluppatori e anche investitori. Le restanti 7 startup avranno comunque l’opportunità di fare uno speed pitch di 3 minuti.

 

Codemotion Milano 2013 il mondo dei coder aperto a tutti

Le aziende, presentandosi e promuovendosi,  potranno così attirare sviluppatori interessati ad una collaborazione e trovare le persone adatte alle loro necessità.

In seguito alla sempre maggior importanza che l’ICT ricopre all’interno delle imprese italiane, gli sviluppatori informatici sono diventati una delle figure professionali più ambite e ricercate; grazie a Dev4startup sarà possibile permettere a programmatori talentuosi di trovare opportunità di lavoro interessanti  e allo stesso tempo si aiuteranno business promettenti a trovare le collaborazioni necessarie per prendere il volo.

Codemotion 2013, un format vincente che guarda al futuro

Il Codemotion, ponendo un focus particolare verso un argomento tecnico come quello dei linguaggi di programmazione, può all’apparenza sembrare una manifestazione dedicata agli esperti del settore e molto specializzata, ma così non è.

Rendendo trasversale e accessibile il mondo del coding e affrontando argomenti interessanti come la rivoluzione dei maker o la costruzione di accessori intelligenti tramite Arduino, il Codemotion si rivela un evento adatto a tutti coloro che hanno semplicemente un forte interesse verso le nuove tecnologie e che vogliono venire a contatto con una realtà stimolante.

Codemotion Milano 2013 il mondo dei coder aperto a tutti
Il coinvolgimento di media partner importanti come Androidiani, Indigeni Digitali, Wired.it e la nostra Ninja Academy, assicura inoltre un’ampia visibilità all’evento incentivando anche la partecipazione di persone non necessariamente appartenenti al mondo della programmazione, rendendo quindi il networking  più profittevole e stimolante.

Data la crescente importanza strategica dei linguaggi di programmazione, la conoscenza di questi ultimi, anche solo di base, sta diventando un requisito sempre più rilevante per chiunque abbia a che fare con le nuove tecnologie. Questo concetto è stato confermato qualche settimana fa anche da Marienza Benedetti  in un suo articolo per Ninja Marketing.

La partecipazione al Codemotion può essere sicuramente un buon punto di partenza per cominciare a conoscere questo mondo divertente e originale.

Per partecipare è necessaria la prenotazione che è possibile effettuare comodamente online.

La casa dei social network: Twitter è un corridoio

Nella precedente puntata della casa dei social network, abbiamo parlato di Facebook come del soggiorno. Oggi, amici lettori, vogliamo parlare del corridoio: Twitter.

Una teoria che più volte abbiamo citato del collettivo Wu Ming descrive il sito di microblogging creato da Jack Dorsey come una realtà centrifuga, contrapposta a Facebook la cui tendenza è invece centripeta. Una distinzione non da poco: per forma e natura Twitter non contiene il contenuto in sé – se non i 140 caratteri del tweet medesimo – ma rimanda, il più delle volte, ad ambienti esterni al social network stesso.
Un approccio attuale anche oggi, nonostante oggi gli utenti siano più consapevoli delle ampie potenzialità degli spazi “ristretti” di Twitter: oggi si producono molti più tweet “ingaggianti” che invitano a rimanere nel social network perché belli a sé stanti. Contenuti in grado di sviluppare nuove conversazioni e incentivando così l’aspetto “dialogico”. Un utilizzo garantito dalla capacità di sintesi di chi scrive e dagli strumenti insiti nell’ambiente digitale: retweet, mention, oltre che indicizzazione dei contenuti attraverso trending topic e hashtag.

Twitter è un non luogo di scambio veloce e di confronto con, potenzialmente, tutti gli abitanti del web, oltre che di sinergia comunicativa perché tende a coagulare i pensieri degli users intorno ai topic in forme non strettamente esclusive come altri social nework o strumenti simili: si può twittare e andar via, forti del fatto che se il contenuto prodotto sarà di qualità rimarrà comunque visibile anche oltre la normale frammentazione che la timeline comporta (se siete su Twitter e seguite molti utenti, avrete ben presente il tempo di vita di un tweet sul wall generale: da pochi secondi a qualche minuto).

Per questo, immaginando dove collocarlo nella nostra immaginaria planimetria della casa dei social network, è venuto spontaneo identificarlo con una zona che unisca tutti gli ambienti andando a essere un collante anche con il web esterno alla social sfera (ciò che sta fuori dalla porta, insomma).

Twitter è unione, Twitter è incontro casuale fra abitanti che transitano in spazi diversi per ottenere performance specifiche e uniche, Twitter è contemporaneamente conversazione e indice di un database enorme: il web, appunto.

Come si parla in questo corridoio? Come in un grande “caos ordinato”, pieno di gente che va e che viene, che ci invita in altri spazi per avere maggiori informazioni o che, semplicemente, lasciano due battute e vanno via.

Si parla urlando con tono informale o teorizzando in maniera più educata, ma anche sussurrando quando si vuole dire qualcosa di privato (i direct message); chiedendo a uno e rispondendo all’altro, perché si può conversare con più persone contemporaneamente, dando uno sguardo anche a cosa capita fuori per rafforzare le nostre tesi; litigando e provando a smettere di parlarsi (defollowando e bloccando un utente), ricevendo comunque attraverso altri i messaggi del “nemico” (il retwitt); si parla con tempi ragionevolmente brevi, proprio perché il passaggio è continuo e una conversazione, dopo un certo periodo, fisiologicamente muore perché sommersa da altre.

Infine, Twitter sta sviluppando un linguaggio proprio, che come abbiamo detto prima sta formando una sorta di tendenza all’espressione che incentiva all’esplorazione di tecniche comunicative fino a pochi anni fa poco esplorate ed utilizzate, come appunto la sintesi estrema, la caducità temporale del contenuto (su questo, sta facendo scuola nel campo dell’interazione diretta utente-utente anche Snapchat) e il montaggio, la cui concretizzazione maggiore trova fondamento nel lancio di Vine, un social network figlio di Twitter molto affascinante per le sue potenzialità, ancora (purtroppo) poco esplorato in Italia ma molto apprezzato nel mondo anglosassone.

Twitter è sicuramente un non luogo che offre spazi sempre nuovi d’interpretazione e d’utilizzo, e che ancora deve probabilmente esprimere tutto il suo potenziale.

Ricapitolando: della nostra abitazione digitale abbiamo scoperto  il soggiorno, Facebook, e il corridoio, Twitter: quale sarà la prossima stanza?
Ce lo dirà Emanuela, nella nuova puntata della casa dei social network.

Continuate a seguirci, e diteci la vostra!

Nelle puntate precedenti:
1) La casa dei social network: spazi autentici o non luoghi digitali?
2) La casa dei social network: Facebook come un soggiorno