Al Fuori Salone di Milano l'evento Logotel (In)visible Innovation

 

Fuori salone, circuito Ventura Lambrate

Come accompagnare la trasformazione delle imprese nel contesto complesso di oggi? Con quali strumenti “far accadere il cambiamento”? E soprattutto: perché la vera innovazione, oggi, è quella “che non si vede”? A queste e ad altre domande si propone di rispondere l’evento Logotel (In)visible Innovation, previsto giovedì 11 aprile a partire dalle 15.30 nel Logoloft di via Ventura 15.

L’incontro è parte integrante del programma della mostra collettiva (In)visible Design100 storie dal futuro e oltre (9-14 aprile), con la quale Logotel “bissa” l’iniziativa Making Together per la Milano Design Week (il cosiddetto “Fuori Salone” del distretto Ventura Lambrate).

Il mondo del business e quello del (service) design saranno nuovamente a confronto per 3 ore di dialogo e di conversazione tra manager e imprenditori sui temi dell’innovazione invisibile: sistemi, processi, modelli organizzativi e soprattutto Persone al centro del futuro delle nostre aziende.

Chairman dell’evento il DG Nicola Favini; interverranno tra gli altri il Direttore Strategie e Risorse della Divisione Corporate Intesa Sanpaolo Andrea Faragalli Zenobi (già autore della Present Story Weconomy sul numero 1 dei Quaderni “Auto, Beta, Co” ), il professor Alberto De Toni dell’Università di Udine (tra i massimi esperti internazionali su argomenti di complessità e auto-organizzazione e anch’egli co-autore del primo Quaderno Weconomy ) e Laura Bartolini, Presidente Logotel.

Saranno inoltre presenti all’evento alcuni degli autori del nuovo Quaderno Making Weconomy per l’Impresa Collaborativa: un numero speciale (il quarto), legato a doppio filo al tema dell’innovazione invisibile attraverso il concetto di “Human (R)evolution”.

Il Quaderno sarà presentato in anteprima proprio nel corso dell’evento e sarà poi disponibile online (come di consueto in forma 100% free e condivisibile) nei giorni successivi

L’exhibition (In)visible Design – della quale si stanno già occupando portali web come leonardo.it o blog di settore come DesignerBlog – ha un sito dedicato all’indirizzo www.invisible-design.it dove è possibile scoprire di più sulle storie e i progetti in mostra.

La partecipazione all’evento sarà Giovedì 11 aprile a partire dalle 15.30 nel Logoloft di via Ventura 15. (In)visible Innovation è su invito.

Nasce Quag: ecco come il search engine diventa social!

Nasce Quag: ecco come il search engine diventa social!

Passione, sfrontatezza, innovazione: in Italia sappiamo ancora coltivare i talenti per generare idee che mettano a frutto queste qualità. Circa 20 sviluppatori, alle direttive di Luca Giorcelli e Mariano Pireddu, hanno realizzato Quag: il social search engine tutto italiano.

Quag è un neologismo nato dalla fusione tra query e tag: un innovativo servizio che permetterà agli utenti di aggiungere una componente social alle proprie ricerche. Lo spunto di Quag è davvero semplice eppure efficace: la ricerca può diventare uno strumento per connettere persone che condividono gli stessi interessi!

Il servizio offre la possibilità di avviare  una classica ricerca sui due motori più utilizzati al mondo, Google e Bing, per poi dare spazio alle domande. Quag, infatti, permette all’utente di contattare tutti coloro che hanno effettuato la stessa ricerca in modo tale da avere delucidazioni maggiori sulla risoluzione del proprio problema.
Nasce Quag: ecco come il search engine diventa social!

Gli “esperti” relativi ad una determinata ricerca vengono selezionati tramite due parametri fondamentali. Il primo è SBIG, ossia Search Based Interest Graph, un innovativo algoritmo che permette di categorizzare gli interessi degli utenti e raggrupparli. Il secondo è la “reputazione” di coloro a cui vengono effettuate le domande: in base a come rispondono e a quanto utili si rivelano le risposte gli verrà affidato un determinato rating che permetterà da subito di riconoscerne l’affidabilità.

Nasce Quag: ecco come il search engine diventa social!

Quag ha al suo interno un sistema di valutazione che fa crescere la reputazione dell’utente ogni volta che qualcuno giudica “utile” una domanda o una risposta pubblicata dallo stesso. Col crescere della propria reputazione, gli utenti potranno conquistare una serie di importanti vantaggi, primo fra tutti, una maggiore visibilità dei loro contenuti, ma potranno avere anche una gratificazione più grande, il fatto di essere considerati un punto di riferimento per ciò che sanno e per ciò che condividono in merito ad un determinato argomento.

Con Quag Internet si vive in maniera completa, facendo sentire utile ogni persona: in pieno stile collaborativo, si avrà il piacere di donare e ricevere conoscenza. Senza sottovalutare il fatto che Quag protegge la privacy in ogni fase dell’esperienza d’uso!

Nasce Quag: ecco come il search engine diventa social!
Ogni domanda effettuata comparirà nello stream degli utenti selezionati dall’algoritmo SBIG e li raggiungerà anche via mail in modo tale da assicurare una perfetta diffusione del quesito.
Per chi non è disposto a cambiare le abitudini di ricerca Quag ha implementato un interessante add-on per Google: scaricandolo ed installandolo si può utilizzare normalmente il motore di ricerca preferito e vedere subito quante persone hanno fatto la stessa ricerca.

Nasce Quag: ecco come il search engine diventa social!

Il sapere, oggi, è davvero prezioso e Quag sembra essere uno strumento utile per potenziare le ben note caratteristiche dei motori di ricerca, personalizzando e allargando la conoscenza dei propri utenti. Abbiamo tutti un patrimonio di vita vissuta che è prezioso per molte più persone di quanto possiamo immaginare.
Con Quag, finalmente, mettiamo il nostro viaggio a disposizione di chi in tutto il mondo, come noi, lo sta affrontando.

Ecco le foto dell’evento di presentazione di Quag!

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Humans of New York: un Tumblr per catturare l'unicità delle persone

Nell’attesa di questa Primavera, che tarda ad arrivare, ci gustiamo un Tumblr dai mille colori e sfaccettature: Humans of New York.

In una New York popolata da milioni di persone, alcuni soggetti catturano lo sguardo, calamitando l’attenzione nel bel mezzo della caoticità della Grande Mela.

Perché non allargare lo sguardo e far vedere al mondo intero l’unicità degli esseri umani? Questa dev’essere stata la domanda principale che ha portato il fotografo Brandon Stanton a intraprendere questo progetto ambizioso.

Dopo aver perso il lavoro a Chicago il giovane fotografo decide di trasferirsi a New York e di dedicarsi a un censimento fotografico della città. Arrivato a contenere 10.000 ritratti, ciò che aveva in mente agli inizi del 2010 cambia completamente. Prende una strada alternativa che mira alla celebrazione della vita, piuttosto che a geolocalizzare i singoli individui immortalati nelle differenti aree della metropoli.

Con “strada alternativa” possiamo introdurre il concetto di street photography che ha come obiettivo attimi di vita quotidiana, congela le abitudini della società in uno scatto realista fatto nel posto giusto al momento giusto.

Ebbene sì, ogni giorno Brandon si alza e percorre le strade, cammina nei parchi e nei vicoli alla scoperte di nuove storie da raccontare attraverso i suoi scatti.

Da una semplice domanda “Ehi scusa posso farti una foto?” nasce il primo contatto con il soggetto. Se la risposta è sì, per lui è fatta, senza stare ad arrabattarsi sulla naturalezza o meno dello scatto (cruccio di molti fotografi professionisti), con il coinvolgimento delle diverse persone, immortala storie che subito dopo posta su Tumblr e Facebook di Humans of New York. 

Se dovessimo monitorare il livello di engagement sulla pagina Facebook il risultato farebbe morire di invidia molti social mediamedia manager 😆

Contenuti impeccabili accompagnati a short description, o comunque messaggi empatici, riescono a coinvolgere e a interessare gli utenti scatenando in loro la voglia di commentare come solo le migliori call to action possono fare!

(Siete fidanzati o solo amici?-  In realtà questa è proprio una bella domanda  :-D)

Secondo Brandon tutti noi abbiamo la necessità di sentirci importanti… Perché in fondo tutti noi abbiamo il bisogno di sapere che c’è un posto nel mondo in cui possiamo sentirci liberi di esprimere noi stessi. Alcuni hanno bisogno di spazi ampi, altri invece si sentono a proprio agio in spazi ristretti, in ogni caso ognuno ha bisogno del proprio spazio.

Il 15 ottobre 2103 uscirà un libro dal titolo, non di certo inaspettato, “Humans of New York” che raccoglierà le fotografie scattate in questi anni.

Nel frattempo “HONY” si sta espandendo, grazie all’utilizzo dei Social Network, comprendendo anche altre città del mondo. Per esempio Humans of Dublin di Ruth Guest, Humans of Rotterdam, il giovane Humans of Japan, e nientepopodimeno che Humans of Rome! E ancora Humans of Sidney, Humans of Algeria

Vi lasciamo alla ricerca delle altre pagine “Humans of” e diteci quali preferite 😉

WWF 'deforesta' un campo da calcio in Brasile [VIDEO]

Di deforestazione ed emergenza climatica sentiamo parlare molto spesso, eppure la responsabilizzazione mondiale è ancora lungi dall’essere ottenuta. La svolta green rimane uno degli obiettivi più importanti di WWF, che per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica ha scelto di utilizzare uno dei luoghi verdi più famosi del mondo: un campo da calcio brasiliano.

L’idea è quella di rendere reale e tangibile il tragico scenario che interessa le foreste brasiliane: come recita il copy, in questo Paese ogni 4 minuti viene disboscata un’area equivalente ad un campo da calcio.

Grey Brasil ha dunque ideato questo ambient per WWF, cancellando a schermo l’erba del campo da gioco durante una partita della nazionale femminile, trasformandolo in un’arida distesa di terra.

L’effetto speciale incuriosisce in modo originale lo spettatore, sfruttando peraltro un momento di svago in cui la mente è con più probabilità disponibile ad aprirsi all’ascolto su tematiche sociali. Peccato forse non aver scelto un contesto un contesto con ancora più ampia visibilità. Ma a ben pensarci, nessuno vorrebbe mai risvegliare l’animo distruttore del tifoso disturbato.

Puzzle Keyboard, la tastiera che si smonta e si rimonta

Puzzle Keyboard, la tastiera che si smonta e si rimonta
In tempo di crisi si cerca di risparmiare in ogni modo: sul cibo, sulle vacanze, sui vestiti. Di certo non ci aspettavamo che qualcuno pensasse a risparmiare sulla tastiera del pc!

No, non è una battuta: il designer Wan Fu Chun ha inventato infatti la puzzle keyboard. Perché avere una tastiera piena di funzioni che non si usano mai? Ecco dunque la possibilità di creare uno strumento adeguato alle proprie esigenze. Togli qui, unisci là: adattarla all’utilizzo per i dispositivi mobili o semplicemente per avere una maggiore praticità. La puzzle keyboard è un oggetto che potrebbe riportarci ai tempi dell’infanzia e delle costruzioni con il Lego.

Puzzle Keyboard, la tastiera che si smonta e si rimonta

Si tratta di un’idea tutt’altro che bislacca,  tant’è che è valsa a Wan Fu Chun il Red Dot Award 2012 per il design.

Pronti a costruire la vostra tastiera personalizzata? Vietato scrivere parolacce con le lettere, ovviamente…

CMC 2013: la 18° Conferenza Internazionale sulla Comunicazione Aziendale e sul Marketing

Per tutti gli appassionati, simpatizzanti e curiosi di marketing ecco un evento davvero imperdibile! Si terrà l’11 e il 12 Aprile 2013, presso l’Università di Salerno, la 18° edizione della “International Conference on Corporate and Marketing Communication”.

La conferenza tratterà i temi più attuali del marketing, come l’instabilità dei mercati e le nuove sfide di comunicazione per le imprese. Si affronteranno inoltre i problemi riguardanti lo scetticismo dei consumatori nei confronti di imprese e società.

In risposta ad un ambiente così turbolento e in continua evoluzione, professionisti ed accademici cercheranno di elaborare nuove strategie, modelli, sistemi e pratiche per far sì che la comunicazione si evolva insieme ai continui mutamenti del marketing.

In particolare, il focus del CMC 2013, riguarderà gli scenari del passato, presente e futuro della sostenibilità aziendale e della comunicazione responsabile. Questa conferenza rappresenta un crocevia per docenti e ricercatori,  nonché per professionisti, che cercano di promuovere la conoscenza e le nuove tendenze nel campo del marketing.

Tra i vari interventi, inoltre, da sottolineare la partecipazione di Philip J. Kitchen  dell’ESC di Rennes, decano del marketing e grande innovatore in materia, e di Don E. Schultz della Northwestern University, USA.

Insomma, un’occasione davvero imperdibile di partecipare a un evento che si preannuncia molto interessante e coinvolgente. Se avete l’opportunità di partecipare non fatevela scappare.

Qui le informazioni utili sull’evento e come partecipare.

Smartphone e gadget: un aiuto in ogni occasione


Con oltre 2 miliardi di Internet users nel mondo, avere uno smartphone ormai è quasi scontato. Non è scontato sapere che ci sono gadget che possono salvarci la vita chiamandoci un taxi post serata alcolica. O altri che possono capire le nostre emozioni e “abbracciarci”, musicalmente parlando.

Ovviamente i concept di nuovi prodotti sono infiniti… ma vediamone alcuni che possono essere prossimi al lancio!

Alcohoot

Se “don’t drink and drive” è un motto opinabile per molti giovani e meno giovani, non lo è per Alcohoot. Si tratta infatti di un piccolo dispositivo da collegare allo smartphone tramite l’ingresso audio che analizzerà rapidamente e in mobilità il vostro tasso alcolico.

L’app dedicata analizzerà il vostro tasso alcolemico e combinato con età, sesso, peso e altezza vi suggerirà di chiamare un taxi (localizzando la stazione taxi più vicina con il gps del telefono) o chiamare un amico (cercando tra i frequent number composti) o suggerirvi di mangiare qualcosa nel ristorante più vicino. Alcohoot è ancora un prototipo, ma l’azienda conta di lanciarlo al più presto, a un prezzo di 99$.

Eidos Audio & Vision

Il mondo è un luogo rumoroso e visivamente limitante. Ed Eidos ha una soluzione per questo! Sono due i dispositivi che potrebbero potenziare i nostri sensi: Audio e Vision.

Eidos Audio non è un’altra cuffia “noise-canceling”. Ci permette infatti di interagire e selezionare i suoni che ci circondano! Con i suoi 3 canali audio possiamo azzerare i rumori di sottofondo, oppure selezionare quale suono vogliamo ascoltare (solo la voce della persona al nostro fianco, oppure solo la batteria ad un concerto).

Smartphone e gadget: un aiuto in ogni occasione

Eidos Vision invece è il dispositivo che ci permetterà di aggiungere effetti visivi o goderci uno spettacolo in un modo che va oltre la vista “tradizionale”. Grazie a cam, time-lapse e focus selezionabile, ci aiuterà nella visione di eventi sportivi, spettacoli e concerti offrendo effetti a dir poco sorprendenti.

Smartphone e gadget: un aiuto in ogni occasione

Entrambi i concept possono però avere applicazioni sulla sfera della salute piuttosto rilevanti: aiutare a focalizzare gli oggetti migliorando la vista, oppure azzerare il sottofondo di una classe chiassosa per permettere al bambino con problemi di concentrazione a focalizzarsi.

Mico Headphone

Se non sapete che brano o playlist scegliere, lasciate pure il compito a Mico. Queste cuffie analizzeranno le vostre onde cerebrali, e in base al vostro mood vi proporranno del blues, pop, disco music e altro! Interessante la possibile partecipazione al progetto di Spotify, che permetterebbe all’utente un bacino di milioni di brani (e non 100 come previsto inizialmente da Mico).

Google lancia un nuovo tool per il mobile marketing

Full Value of MobileI sogni dei marketer di tutto il mondo sono diventati realtà. Poche settimane fa, infatti, Google ha presentato Full Value of Mobile, un nuovo tool grazie al quale è possibile calcolare il ritorno d’investimento (ROI) del mobile marketing.

In Italia 20 milioni di persone possiedono uno smartphone e il 73% lo usa per navigare su Internet (fonte IPSOS). Tanto basterebbe a convincere un’azienda ad investire in pubblicità sui nuovi dispositivi. Spesso, però, motivo di esitazione è l’impossibilità di tracciare chiaramente le conversioni e misurare adeguatamente i risultati dei propri investimenti.

La catena di operazioni funzionali alla scelta d’acquisto che le persone compiono su uno smartphone è ampia e spesso non chiaramente identificabile: si va dal semplice contatto telefonico al download di un’app, dal controllo della direzione di marcia verso un negozio alla ricerca di informazioni su un prodotto che, magari, verrà acquistato su un altro device. Questa continuità senza discrimine tra online/offline è l’incubo di ogni marketer preso, come giusto che sia, dall’esigenza di tracciare e misurare ogni cosa. Con Full Value of Mobile, Google corre in salvo degli inserzionisti, offrendo loro uno strumento per comprendere a fondo l’impatto che l’investimento sul mobile ha all’interno di una strategia di marketing più ampia.

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Il tool incrocia i dati Adwords con quelli della versione mobile del sito restituendo il valore totale, il valore per click e il ROI complessivo del mobile. Queste metriche sono decisive per quantificare infine il costo di acquisizione medio dell’investimento sui dispositivi mobili.

Accanto al tool di calcolo, Big G offre una serie di video che illustrano ogni percorso di conversione possibile nell’ambito mobile, case history –come quella di Adidas – che mettono in luce le strategie mobile di successo e altri suggerimenti per l’utilizzo del tool di analisi.

Jason Spero, Head of Global Mobile Sales & Strategy di Google ha dichiarato che Full Value of Mobile è adatto a tutte le imprese: “dalla più piccola alla più grande, è utile sia ad una società Fortune 500 sia ad una piccola impresa.”

Facebook e sport: il caso Varano Lake Triathlon

Seguendo un po’ i canali televisivi e le dirette sportive ci si accorge subito del peso maggiore che assumono alcuni sport come il calcio rispetto ad altri definiti “minori” ma che, a nostro avviso meritano l’attenzione giusta e, in certi casi, sono molto più interessanti di una partita di calcio 🙂

Secondo alcuni dati del 2006 relativi alle ore di trasmissione televisive dei vari sport, il calcio da solo occupa circa il 31,5% di ore trasmesse, un’enormità se si pensa che al secondo posto il ciclismo ne occupa solo il 13,5%, per non parlare di sport come il volley (da anni alla ribalta con squadra maschile e femminile) che occupa il 2,8% o il rugby 2,5% (fonte Comunicazione e Marketing delle imprese sportive, di Alessandro Prunesti).

La domanda a questo punto è: come dare spazio ai cosiddetti sport minori? Come possono gli stessi farsi notare al grande pubblico? Qui in aiuto arrivano i social media e in particolare Facebook. Per chi si occupa di sport e marketing sportivo, sicuramente Facebook (come altri social media) può essere una vera e propria fonte di vita, ecco perchè sempre più sport e/o eventi cercano spazio e attenzione attraverso questi mezzi, ma come?

Prendiamo il caso del Varano Lake Triathlon, un evento di triathlon organizzato per la prima volta nel 2012 sullo splendido lago di Varano – in provincia di Foggia – sul Gargano, organizzato dall’ASD Varano Lake, i quali si sono trovati a affrontare una sfida molto difficile: come far conoscere e rendere famoso uno sport come il triathlon, in una terra dove il triathlon non è mai stato praticato/conosciuto? Facile a dirsi, molto difficile a farsi.

Gli organizzatori hanno deciso di puntare particolare attenzione sui social media, nello specifico Facebook, pianificando un’intensa campagna pubblicitaria dell’evento, principalmente tramite Facebook ads, oltre a post che hanno avuto un livello di engagement sempre crescente nella nicchia dei triathleti e degli appassionati di sport.

Giusto per dare un’idea, molti degli eventi di triathlon in Italia, tra i più famosi e con diversi anni alle spalle, non raggiungono i 600 fan sulle proprie pagine, questo a causa dei budget risicati e della scarsa propensione a investire in campagne facebook o altri social media, mentre la pagina del Varano Lake Triathlon già a maggio 2012 raggiungeva i 400 fan e a fine settembre superava i 700.
L’idea di base è proprio quella di far conoscere gli sport minori non attraverso i media classici ma utilizzando sempre più i social network, così come accaduto per il VLT nel 2012.

Certo il numero fan non è tutto, bisogna analizzare diversi fattori e chi si occupa di social media marketing lo sa, ma sicuramente il punto di partenza non è male, considerando che solo da un anno si sta lavorando a questo evento.
Non stiamo parlando di sport largamente praticati, così come non stiamo parlando di aziende che ogni anno investono decine di migliaia di euro, se non milioni di euro, per campagna social, però va sicuramente evidenziato come progetti del genere possono anche essere presi da esempio, considerando i budget non elevati e il contesto in cui ci si confronta.

Vedere eventi sportivi come triathlon, rugby, badminton, kitesurf ecc… attraverso i social può essere un modo in più anche per farli conoscere ai tanti che ogni giorni frequentano Facebook e che, molto probabilmente, conoscono poco queste pratiche sportive.

Che siano i social i canali giusti per portare alla ribalta gli sport minori?

Facebook: chiamate gratuite anche in Italia

Al colosso di Palo Alto il mercato mobile fa sempre più gola ed è per questo che sta introducendo numerose novità che si promettono di migliorare questo aspetto del social network.

Con il nuovo NewsFeed le differenze tra desktop e mobile sono ormai ridotte all’osso e con la presentazione di Facebook Home, l’azienda spera di cambiare in maniera radicale l’esperienza social in mobilità.

L’evento di Menlo Park, però, ha messo in ombra un’altra novità che interessa direttamente noi italiani e che è silenziosamente comparsa sui nostri telefoni.

A gennaio era stata annunciata la possibilità di effettuare chiamate gratuite tra gli utenti usando l’app Facebook Messenger per Android e iOS.
L’azienda di Zuckerberg ha sfruttato il suolo americano e canadese per testare questa nuova feature e per osservare l’appeal sugli iscritti.

Questo interessante servizio é disponibile da pochi giorni anche in Italia (e in Germania, Francia e Spagna) e l’applicazione ha iniziato ad offrire la possibilità di effettuare chiamate verso gli amici.

Una volta aperta una conversazione su Messenger, vi basterà toccare la i in alto a destra e, tra le varie possibilità, ci sarà chiama gratis. Le chiamate funzionano sfruttando il VoIP sotto copertura 3G o WiFi.


Facebook sta iniziando ad offrire nuovi servizi non strettamente legati alla partecipazione sul social network. Questo ci ricorda molto la strada intrapresa da Google per ottenere un numero sempre maggiore di utenti e per investire il grosso capitale generato.

Chissà se questa nuova funzionalità riuscirà, se non a spodestare, almeno a dar filo da torcere a leader affermati come Skype o Viber.