Back of a web page, il retro dei siti web

Stiamo sempre davanti allo schermo

Cito una frase che tutti ci saremo sentiti dire almeno una volta nella vita dai nostri genitori, consorti, amici, parenti, fidanzati e così via: “Stai sempre davanti al pc!”

E già che ci siamo cito anche la nostra altrettanto usuale risposta: “Certo, se mi metto dietro non vedo niente!”

Vi sconvolgerà sapere che in realtà potreste sbagliarvi.

Proviamo a guardare da dietro

Vi sbagliate, almeno secondo l’Art Director Jeff Lam e la Copywriter Josephine Yatar, che hanno deciso di lanciare il progetto Back of a Web Page: con un account Tumblr hanno inserito varie illustrazioni in cui immaginavano di guardare dietro le quinte di una pagina web, e scoprire in un certo senso il loro funzionamento. Ci sono delle trovate veramente geniali e molto divertenti!

Ecco una semplice carrellata, si commentano da sole:

Google

Creativity-online.com

Flickr

Youtube

Apple

Twitter

Facebook

Vi confesso che le mie preferite sono quelle di Youtube ed Apple, le vostre quali sono invece?

Movistar Imagenio e la vera energia del calcio [VIRAL VIDEO]

Se avete avuto l’occasione di assistere ad una partita di calcio, in uno stadio, sapete benissimo che durante il match è impossibile rimanere fermi: ogni istante viene vissuto con passione insieme alla propria squadra del cuore con salti, cori e coreografie.
L’intuizione di Movistar Imagenio, la nota compagnia telefonica spagnola, è partita proprio da questa considerazione.

In uno degli stadi più grandi di Spagna sono stati installate delle placche elettriche a terra, in corrispondenza di ogni sedile. Ogni salto del tifoso o ogni sua semplice pressione sulla placca ha generato un impulso elettrico, quindi un flusso di energia. Questo flusso è stato utilizzato per alimentare un maxi schermo collocato in uno dei paesini sperduti dell’entroterra iberico, dove gli abitanti hanno potuto guardare la partita e condividere le emozioni con le persone nello stadio: una condivisione di emozioni e di energia tutto grazie a una partita di calcio. Questa è la vera forza di questo sport!

Yellow e McCann Erickson regalano un coupon all'amico più triste su Facebook

Sempre più spesso il mondo delle agenzie pubblicitarie si trova a ideare campagne pensate in modo specifico per Facebook. Il popolare social network, infatti, non è più solo un veicolo di informazioni, ma può diventare il “core media” per i brand che vogliono promuovere in modo creativo e interattivo i propri prodotti.

Facebook Studio è veramente una riserva preziosa di ottime case histories e oggi vogliamo parlarvi di una campagna ideata dalla McCann Erickson di Tel Aviv (vedi anche “Il gioco dell’oca di McCann Erikson per scovare nuovi talenti“) per il brand Yellow, la più importante catena di negozi a basso prezzo in Israele, in occasione del lancio di una propria linea di prodotti, Yellow Fun to Go. L’idea creativa è stata quella di attuare per la prima volta la segmentazione attraverso lo stato emotivo del target.

E’ stata creata un’applicazione per iPhone integrata con la pagina Facebook con un algoritmo in grado di scansionare gli status degli amici, ordinandoli per gradi di tristezza, fino ad individuare l’amico con lo status più triste. Your Saddest Friend, questo il nome scelto per l’applicazione, inviava una notifica e un coupon sul cellulare del più triste, che avrebbe, così, ricevuto gratis uno dei nuovi prodotti di Yellow Fun to Go.  In questo modo si poteva riuscire a strappare un sorriso all’amico più triste 🙂

“Facebook ha un’ampia penetrazione in Israele ” dice Nir Refuah, VP Creative di McCann Erickson, “su 7 milioni di abitanti, più di 3 milioni e mezzo usano abitualmente il social network. La facilità con cui le persone si sono abituate  ad accedere alle diverse applicazioni collegate con Facebook, utilizzando lo stesso login, fa sì che questo social network venga preferito nella realizzazione di una campagna online, proprio perché permette di raccogliere per ogni utente il nome, gli amici, le preferenze, etc.”

Alla domanda sul perchè sia stato scelto Facebook come media principale, Nir risponde con una sua bella definizione personale di fan page “La fan page è la zona di conversazione con i clienti dei brand. È un mix di CRM, di attività sociali, di benefit del prodotto e di campagne creative, come Your Saddest Friend.” Ecco perchè un brand non può più permettersi di restare fuori da Facebook.

La campagna ha generato un enorme buzz in Israele e nel resto del mondo. L’applicazione, infatti, nonostante il budget ridotto, ha avuto 50.000 download solo nella prima settimana di lancio della campagna.

Come sempre, i limiti agli usi creativi di Facebook, anche per il mondo del business, sono solo quelli della fantasia e, a volte, anche della lingua: l’app, infatti, è solo in ebraico.

L'evoluzione dell'hair styling sta tutta in un gel [VIRAL VIDEO]

Venti look diversi, venti personaggi famosi e icone di stile (chi più chi meno…de gustibus!  😉 ). Sono i soggetti scelti da Garnier, reinterpretati da un unico attore, per lo spot del suo nuovo gel. L’abile montaggio permette una continuità visiva tra i diversi personaggi davvero fluida, che metaforicamente si traduce in uno dei messaggi più tradizionali delle pubblicità di questo settore: con il nostro gel puoi fare tutto, ed essere chiunque tu voglia.

Certo è che questo video ha raggiunto già tante visualizzazioni, e in pochi giorni. Merito forse del concept, sì. C’è chi si diverte a riconoscere i personaggi mostrati. Ma possiamo ipotizzare che l’iniziativa collegata abbia un certo peso: se l’ultimo soggetto del video è mostrato in penombra, non è solo per richiamare idealmente il consumatore, ma è anche per coinvolgere direttamente gli utenti, che infatti collegandosi al canale Youtube dedicato possono personalizzare il video con le immagini dei propri amici, tramite Facebook!

L'eredità di Osama Bin Laden in pubblicità: le campagne stampa più recenti

Quel che resta di Osama

La notizia della morte di Bin Laden ci ha colti tutti di sorpresa lunedì mattina.

Giornali, tv e testate on-line hanno subito fatto a gara a dare per primi l’ultimissimo aggiornamento, tanto che per ore nei social media è parso che non si parlasse d’altro (5106 twitter, cifra record, in un minuto durante l’annuncio di Barack Obama).

Ma la figura del leader islamico Osama Bin Laden ha sempre attratto la massima attenzione dei media, sin dalle sue prime apparizioni video.

E anche l’advertising in questi anni ha abbondantemente utilizzato la sua immagini per promuovere qualsiasi tipo di prodotto.

Creative bits ci propone una gallery da tutto il mondo.

Doc Morris Pharmacies

Liquid Paper

La Diaria

Halls

DHL

ADESF

Arno

NRDC

Opovo

Cannes Lions

Dogotel

Beta

Nalaid Eggs

Land Rover

Kindersnoetjies

Paint Park

Humo

Precision Laser

Sammy 400

Samsung

Unimed

TheTerrorist

Webmail Estadao

Green Marketing: Parigi lancia un sito dedicato alle eco-azioni

Il comune di Parigi ha recentemente lanciato il nuovo sito Acteurs du Paris durable, uno spazio per cittadini consapevoli ed impegnati per una città più verde e sostenibile.

Questa iniziativa istituzionale di cittadinanza 2.0 mira a dare visibilità a delle “eco-azioni” raccontate sul sito dalla comunità cittadina per responsabilizzare e dare consigli utili per ridurre al minimo il proprio impatto ecologico sul territorio.

Alcuni esempi di eco-azioni sono: ridurre le spese di riscaldamento tramite accordi con gli altri inquilini, oppure, migliorare la qualità dell’aria all’interno degli immobili.

Il sito permette a ogni “attore” di creare un proprio profilo e in seguito di passare all’azione sia seguendo i consigli del sito e riproducendo una delle eco-azioni già messe in pratica da altri membri; oppure proporre una nuova eco-azione; ed infine di commentare le proprie esperienze e quelle degli altri membri della comunità. Le eco azioni sono di fatto un repertorio di consigli e storie di responsabilità ambientale divise per quartiere e per tipo di azione (trasloco, trasporto, lavoro, alimentazione, ecc…) e sono in seguito giudicate da una équipe responsabile del progetto che le annota secondo diversi criteri (impatto, replicabilità, riuscita, soddisfazione …).

Tutte le azioni sono catalogate in pratiche schede e redatte proprio per poter essere replicate. Questo è infatti l’obiettivo del sito: non creare semplicemente una comunità di cittadini riunita intorno a un tema e interesse comune, ma fornire a tutta la cittadinanza esempi pratici per passare dalla rete all’azione tramite un crescente coinvolgimento collettivo.

Qualche giorno dopo il lancio alla fine di aprile, il sito conta un centinaio di iscritti e una ventina di eco-azioni pronte per essere replicate.

E’ tutto, ma nei prossimi giorni ci saranno altri articoli dedicati al Green Marketing. Nel frattempo chi volesse iscriversi subito al corso, approfittando anche del prezzo scontato (disponibile fino al 10 maggio), può scaricare qui il pdf con il programma e tutti i dettagli del corso (compreso il modulo di iscrizione). E’ anche possibile iscriversi online!

Per ogni ulteriore informazione potete contattare Francesca e Ilaria all’indirizzo info [@] ninjacademy.it o allo 02 899 26 128.

Trova l'intruso (dal 5 maggio su Ninja Marketing!)

Trova l'intruso

 

Oppure prova a pensare alla ricchezza della diversità.

 

Un altro indizio. Conoscete le tecniche ninja?

I Ninja si addentrano nell’arte della guerriglia, del mimetismo e dell’attacco improvviso, con l’obiettivo di ottenere il massimo dei risultati con il minimo di risorse.

Tratto da Filosofia su Ninjamarketing.

Fare impresa: a Milano nasce la prima Startup School! Siete Pronti?

Fare impresa: a Milano nasce la prima Startup School! Siete Pronti?In effetti, all’idea di una scuola di startup, il mio ex professore di gestione d’impresa potrebbe anche impazzire. L’imprenditorialità non si apprende, imprenditori lo si è.

Eppure ecco nascere in Italia una startup school pronta ad illuminare la strada di chi, vuole ma non sa come o di chi semplicemente vorrebbe tentare di fare i primi passi all’interno del mondo delle startup internet oriented.

In effetti nessun percorso di studio accademico crea imprenditori. Alcuni dei più grandi internet guru non sono nemmeno laureati. Altri, dalle conoscenze informatiche pregresse, all’Università non ci sono nemmeno arrivati. Avere un’idea, però, è una cosa. Renderla reale, fruibile, vendibile è poi altra.

Allora questa scuola dove vuole inserirsi?

Leggendo le informazioni sul sito, la startup school ha diversi obiettivi. In primis quello di creare una rete di conoscenze tra gli “studenti” e chi, invece, è già imprenditore. Ci sono nomi importanti, dal co-fondatore di Youtube, Chan, ad uno dei 3 fondatori di Airbnb, Nathan Blecharczyk, startup americana che vi ho presentato in “Pernottare a New York, Berlino, Roma? Airbnb ti trova un posto dove stare” e per la quale, devo ammettere, ho un profondo debole.

Anche i nomi italiani sono imponenti, ed è quindi, di sicuro, un modo nuovo per conoscere gente che in questo campo, lastricato di difficoltà, ce l’ha fatta.

L’attività scolastica avverrà in due mesi intensi, in cui si promette di mettere da parte la teoria, ma di apprendere dai casi portati in classe dagli imprenditori. Sul sito è comunque consultabile il piano di studi creato per la prima scuola startup.

La scuola nasce da una iniziativa di Augmendy, una società che organizza il festival della Rete/Social Media Week, infatti, a conclusione della stessa c’è la possibilità di partecipare all’e-festival che si terrà dal 19 al 23 settembre a Milano. In collaborazione con Ateneo Impresa e British Council, essa avrà un prezzo di 3.500 euro per i due mesi di scuola e prevede un numero chiuso di partecipanti. Chi arriva prima si iscrive, ma dovrà poi sostenere un colloquio motivazionale con la direzione didattica.

Chi fosse interessato qui trova tutte le informazioni relative all’iscrizione alla startup school, e se mai uno dei nostri ninja lettori decida di parteciparvi… ci faccia sapere come è andata!