Viral Parking per Mercedes

Bel virale di Mercedes per promuovere il nuovo sistema di parcheggio assistito PARKTRONIC.

Il furgone si accosta alle due auto in sosta, ma quando la telecamera si alza si vede che…è già parcheggiato, senza dover fare la manovra!

limite: la fisicità del luogo. Che succede quando questo concetto si evolve e viaggia oltre i confini geografici e concreti? Nasce l'hashmobbing. Come ben suggerisce Nicholas Carr sul suo blog: "Dimenticate i flashmobs. La novità è l'hashmob". I primi sfruttano la rete per "reclutare" gente che partecipi alle azioni: non dimentichiamo, infatti, le oltre 13000 persone raggruppate via Facebook che il 9 febbraio scorso alla Liverpool Street Station di Londra hanno partecipato ad una vera e propria Silent Disco costringendo il terminal ad una chiusura di oltre 90 minuti. Gli hashmobs hanno un indice di viralità ancora più elevato: non solo la notizia si diffonde sulla rete, ma è l'azione stessa ad avervi luogo, grazie a Twitter, generando così ulteriore buzz intorno all'evento che può avere anche una durata piuttosto lunga. '>

Hashmobbing e wedding running: gli utenti come esperti di marketing

Hashmobbing e wedding running: gli utenti come esperti di marketing

In principio erano i flashmobs: azioni lampo, che riunivano un gran numero di persone in luoghi pubblici per poco tempo, rompendo gli schemi della routine quotidiana con azioni inconsuete e spettacolari. Curiosità dei presenti, eco mediatica, alti livelli di viralità in rete per i video di questi insoliti eventi.

C’era un solo limite: la fisicità del luogo.
Che succede quando questo concetto si evolve e viaggia oltre i confini geografici e concreti? Nasce l’hashmobbing.

Come ben suggerisce Nicholas Carr sul suo blog: “Dimenticate i flashmobs. La novità è l’hashmob”.

I primi sfruttano la rete per “reclutare” gente che partecipi alle azioni: non dimentichiamo, infatti, le oltre 13000 persone raggruppate via Facebook che il 9 febbraio scorso alla Liverpool Street Station di Londra hanno partecipato ad una vera e propria Silent Disco costringendo il terminal ad una chiusura di oltre 90 minuti.

Gli hashmobs hanno un indice di viralità ancora più elevato: non solo la notizia si diffonde sulla rete, ma è l’azione stessa ad avervi luogo, grazie a Twitter, generando così ulteriore buzz intorno all’evento che può avere anche una durata piuttosto lunga.

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User Generated T-Shirts

User Generated T-Shirts

Non è facile descrivere in poche parole che cosa sia Zuzù Factory. Non solo una Community ma un negozio online con design originali, un modo per condividere idee e per guadagnare dalla propria fantasia. Il tutto basato su uno dei maggiori mezzi di comunicazione dei giorni nostri, la t-shirt. Nata ad ottobre da un’idea di tre amici il portale in pochi mesi ha più di 3700 iscritti, numeri che aumentano costantemente ogni giorno .

Su Zuzù Factory è possibile acquistare t-shirt con design molto particolari, anzi unici. Questo perchè i modelli vengono creati dagli utenti stessi, i quali partecipano a concorsi bisettimanali dai quali possono ricevere un compenso di 800 euro potendo inserire, se lo desiderano, la propria firma in tutti i 500 esemplari stampati. In caso di ristampa il designer continuerà a percepire un euro ogni t-shirt venduta. Tutti gli utenti del sito possono esprimere il loro voto insieme ai voti dati dalla giuria tecnica, composta da utenti che hanno avuto almeno un design in contest, con la certezza che verrà prodotto il design più popolare e ben realizzato.

Design originali, creativi, strani, ricercati e non. I designers che partecipano ai contest, provengono da ogni parte d’Italia e non, dando vita a soluzioni grafiche sempre nuove ed al passo con i tempi. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le taglie. Le magliette, rigorosamente Made in Italy, sono in vendita a prezzi molto contenuti, tra i 10 e i 18 euro, a seconda del modello.

Infine c’è la possibilità di accumulare punti, denominati Zuzus. Invitando i propri amici ad iscriversi alla Community . Tali punti potranno essere utilizzati per ricevere una delle T-shirt vendute nello shop online.

Inoltre, se non si è degli ottimi grafici, ma si ha un’ idea su una realizzazione di una t-shirt, Zuzù Factory potrebbe premiarla. Infatti si potrà inviare un’idea scritta o disegnata per la realizzazione di una grafica. Se tale idea risulterà essere valida, sarà elaborata dal Team Zuzù Factory e parteciperà al Contest. In caso di vittoria riceverai un premio di 200 euro.

Il sito inoltre offre ai grafici la sezione “Critica design” dove possono essere inviati senza filtri il proprio design per essere giudicato dalla Community modificandolo fino a 5 versioni prima dell’invio definitivo.

La Zuzù Factory vuole dar vita ad un sistema praticamente unico in Italia, cercando di dare voce ai tanti amanti e professionisti della grafica, producendo designs unici poichè non decise da un unico designer o azienda ma perchè scelte dalla gente per la gente. Anche varia società
dell’ abbigliamento ed organizzazioni varie si stanno interessando a questo nuovo sistema e a questo modo nuovo di fare abbigliamento, infatti sono al via anche trattative per concorsi grafici a tema su richiesta.

Designers e utenti sono una costante fonte d’ispirazione, e tanti sono i progetti trasversali che possono coinvolgere una piattaforma interattiva come questa. E’ un “work in progress” in cui contests e produzione si alternano come frutto di un trafficatissimo crocevia di idee e creatività.

Maggio 2009 – Exibart.design. Rivoluzione Permanente

Maggio 2009 - Exibart.design. Rivoluzione Permanente Da alcuni anni molte aziende adottano strategie di “marketing non convenzionale”. Ne parliamo con Alex Giordano e Mirko Pallera, che nel 2000 hanno dato vita a NinjaMarketing, il primo osservatorio italiano di azioni di marketing alternativo…

Come i guerrieri ninja, anche voi utilizzate tecniche non convenzionali per ottenere il massimo del risultato con il minimo di risorse. Potete descrivere una vostra azione?

No! La risposta è secca perché il difficile del nostro mestiere è dato proprio dal fatto di non poter reiterare all’infinito schemi predefiniti. Questa è stata una chimera di tutto il sistema industriale televisivo, noi navighiamo verso rotte diverse. Non è un caso che al di là dei narcisismi linguistici (nel nostro libro abbiamo recensito centinaia di nuovi marketing: dal buzz marketing al guerrilla marketing, dal wom arketing all’ignorance marketing…) abbiamo introdotto in Italia il concetto di non convenzionale, che ha in sé il seme della rivoluzione continua e permanente: quello che oggi non è convenzionale, domani lo sarà, quindi…

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In vetrina si gioca a golf…

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Pubblichiamo con piacere il link di Pasquale de Simone, consulente di marketing e comunicazione, che per pubblicizzare un evento sportivo nella sua città ha deciso per la prima volta di uscire fuori dagli schemi della comunicazione tradizionale, ed allestire in un negozio di articoli sportivi una vetrina…animata!

Rispondiamo soddisfatti ai suoi ringraziamenti, per i consigli e gli stimoli creativi che con il nostro lavoro gli abbiamo dato, con un grande in bocca al lupo!

E-book or not E-book?

e-book_or_not_e-book11Al contrario del mio collega ninja Pandemazio Kuranosuke, che ha commentato il mio ultimo post sulla free press e i quotidiani on line al motto di “internet non si può leggere sul cesso”, non mi verrà mai molto difficile rinunciare a “leggere un giornale seduti sul trono di porcellana” nonostante comprenda e sono vicina al nostro Pandemazio 🙂

Ciò che mi risulterebbe davvero impossibile accettare, sarebbe dover rinunciare ai vecchi tradizionali libri, rigorosamente in edizione economica ovviamente 😉

E come recita lo slogan di una carta di credito oramai usato e abusato, recarmi in una libreria, perdermi tra mille titoli, copertine, storie e poi sceglierne una da regalare o da leggere durante un viaggio in treno o in spiaggia, segnare le pagine da rileggere e sentire l’odore della carta, per me non ha prezzo!

Il mercato degli e-book però, per il prezzo e la facilità di acquisto, sta crescendo sempre di più, soprattutto negli USA e tra i giovani, e in molti sostengono che il 2009 sarà un anno fondamentale per i libri elettronici.

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Animazione d'autore per Nike

Spesso si sente dire che oggi le migliori forme di espressione audiovisiva sono quelle espresse dalla pubblicità.

Il video che vi presentiamo corrobora indubbiamente questa teoria. Si tratta infatti di un piccolo gioiello di animazione realizzato da James Jarvis.

L’illustratore britannico, che è anche nella Top 50 dei corridori di Cross Country, ha ideato questo cortometraggio animato nel quale mostra la corsa di una figura iconica dalla “testa a patata” . Il tutto è molto poetico ed emozionale, mentre il brand Nike praticamente non compare, se non  nei ringraziamenti finali.

Non c’è che dire, davvero un bellissimo esempio di pubblicità non intrusiva!

visto su creativesocialblog

Direct Marketing e altre azioni Non-Convenzionale anti-"pancetta"

Il mondo delle palestre, come già ne avevamo discusso qualche mese fa, si sta avvicinando al marketing non-convezionale.

In particolare oggi parleremo di Fuk Luk Sau, un centro fitness italiano con sede in diverse città.

La bella stagione è ormai arrivata, e Fuk Luk Sau ha pensato bene di ricordarlo anche a quei giovani professioni, sempre seduti dietro le scrivanie dei loro uffici.

Ha scelto un particolare Direct Marketing (per la visione completa clicca qui) per comunicare i nuovi sistemi di dimagrimento utilizzati dai loro centri benessere: una fetta di pancetta sottovuoto appiccicata all’invito per una seduta omaggio.

Già in passato questo centro benessere aveva utilizzato tecniche non-convenzionali, come ad esempio l’azione di Guerrilla Marketing realizzata in occasione del Natale 2007:

Una automobile completamente ricoperta da promocard adesive contenenti un ingresso omaggio.

Sono state distribuite 5.000 cards con scritto “Vuoi allenarti in tempi brevi con risultati fantastici? Questo post-it vale una seduta omaggio”.

La stagione della prova costume si sta avvicinando, chissà quali altre sorprese ci attendono….

La libertà secondo Linux

All’utente che ha realizzato questo video, successivamente caricato sul canale YouTube della Linux Foundation, sono bastati 51 secondi per spiegare il concetto di libertà portato avanti dal sistema operativo Open Source.

A voi basterà meno di un minuto per convincervi a provarlo?