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A che servono tanti followers quando puoi portarli su un social tutto tuo? Il caso Taylor Swift

Il futuro del personal branding per le star è nei social media personali? Cosa cambia con l'arrivo di The Swift Life, sia lato utenti che, soprattutto, di business

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Taylor Swift ha qualcosa di “pretty awesome” per tutti i suoi fan, e non si tratta di un nuovo singolo, un’anteprima di un video, una data inaspettata. Anzi, in qualche modo si tratta della somma di tutte queste cose, più la possibilità di avere un contatto diretto e speciale con lei: insomma, stanca dei social media, Taylor, insieme a Glu Mobile, ha deciso di crearne uno tutto suo. Benvenuti in Swift Life.

La nuova frontiera dei social personali

Che cosa succede su un social media creato per una star e a lei dedicato? Innanzitutto si può interagire con lei attraverso contenuti esclusivi, cosa di cui il video stesso di presentazione da un assaggio. Nel video promozionale, infatti, è la stessa Taylor che annuncia la grande news attraverso un selfie-video in bianco e nero, dando da subito l’idea di intimità esclusiva.

Inoltre, gli iscritti a Swift Life, portando interagire tra di loro condividendo contenuti personali, come su qualunque social, avendo però la speranza effettiva che Taylor possa notarli, commentare, interessarsi a loro. E ovviamente potranno esprimere tutta la loro gamma di emozioni attraverso esclusive “Taymojis“, le emoticons personalizzate.

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Molti se lo aspettavano

Ma cosa vuol dire tutto questo in termini di business? Non è una mossa che arriva inaspettata, ma preparata da una serie di gesti che andavano nella stessa direzione. In particolare la pop star  si è rivelata molto attenta nel connettere in modo anche diretto con i fan, commentando i loro feed o presentandosi in modo inaspettato nei loro live stream.

E Nick Ear, CEO di Glu Mobile, ha appunto raccontato di come “il risultato ottenuto [sia] un ambiente social in cui Taylor e i suoi fan possono comunicare meglio, esprimendosi in una community interattiva”.

Questo nuovo legame tra la star e i comuni mortali può tuttavia portare a nuove possibilità di business, anche se le specifiche dell’app Swift Life, in questo campo, non sono ancora state indicate. È possibile e probabile, però, che gli iscritti al social possano avere accesso per primi a biglietti per i concerti, a gadget limitati, possibilità di ordinare per primi un album. Infinite nuove possibilità in un  mondo tutto Swift.

Some real tough questions I had for Olivia.

Un post condiviso da Taylor Swift (@taylorswift) in data: 7 Set 2017 alle ore 08:05 PDT

Del resto Taylor Swift non è la prima star a scegliere la via dell’indipendenza rispetto a quella dell’allontanamento dai social media. Il precursore dei precursori è Jay-Z, che nel 2015, per non doversi piegare a Spotify, ha lanciato Tidal, il primo servizio di streaming musicale posseduto da un artista e che ha da subito usato come asso nella manica la possibilità di avere accesso a materiale esclusivo in anteprima,  come “Lemonade” di Beyoncé.

Taylor Swift insomma non è sola, e anzi potrebbe aver inaugurato un nuovo modo di vivere la relazione con il proprio VIP preferito. Certo, possedere un social network non è da tutti: ma se pensiamo che ci sono attori di Hollywood che hanno un Boeing 747 in giardino, perché non credere che presto ognuno si possa realizzare il proprio ambiente digitale esclusivo?