Social Beats by Viralbeat

Second screen e serie TV: un’analisi su Gomorra e Game of Thrones

Le tematiche più dibattute e i personaggi più citati: le serie TV a confronto su Twitter

Rosaria Toriello

Content Marketing Manager for Viralbeat

Quest’articolo fa parte della serie Social Beats by Viralbeat, una rubrica di case study, ricerche e approfondimenti per insider del marketing digitale.

Delle serie TV c’è chi proprio non riesce a farne a meno. Se siete tra quelli che rischiano di fare le 3 di notte per guardare più puntate possibile (di seguito e tutte di un fiato) della vostra serie preferita, potete ben definirvi series addicted affetti da binge watching.

La possibilità di restare incollati allo schermo TV, facendo vere e proprie “maratone”, è il sintomo più evidente di una mania, altamente contagiosa. I fan delle serie, e in generale gli spettatori degli show televisivi, non  limitandosi al solo schermo TV, hanno innescato un fenomeno social dirompente, che ha in parte modificato le abitudini di fruizione del mezzo televisivo: il second screen.

La navigazione su internet e l’interazione sui social network, attraverso lo schermo del PC o dello smartphone, durante la visione della TV, sono diventati ormai una routine. Gli utenti, attraverso i social media, hanno la possibilità di accedere ad un flusso di contenuti e di conversazioni più ampio, di condividere le proprie opinioni con altre persone, sentendosi parte di una visione “globale” della serie o dello show preferito.

second_screen

Un recente studio commissionato da Facebook all’agenzia di ricerche di mercato Millward Brown, ha esplorato i cambiamenti del comportamento degli americani mentre guardano la TV, in prima serata, cercando di comprendere quali implicazioni possano scaturire per i marketer.

Spesso le persone accedono ai propri dispositivi mentre guardano la TV per “sentirsi collegati”: il 75% degli intervistati si definisce multi-tasking durante la visione di uno spettacolo e il 33% riferisce di usare i social media per comunicare con amici e familiari live.

Se Facebook detiene il primato di social network più consultato dagli utenti durante la fruizione della TV, Twitter, come piattaforma di micro-blogging  resta, più di qualsiasi altro social la più utilizzata per commentare in real time e divulgare breaking news.

Secondo i dati di Global Web Index ben 1 utente Twitter su 5 commenta live, guardando la TV (contro il 12% degli utenti di Facebook).

Il fenomeno del second screen vale tanto per gli show quanto per le serie TV ed è particolarmente evidente su Twitter (in primis per la caratteristiche del media). Non è raro, infatti, trovare nei trending topic hashtag legati alle serie TV, chiacchierati e divulgati da ampie community di fan.

Una ricerca su Gomorra e Game of Thrones

Noi di Viralbeat, volendo esplorare ulteriormente le nuove dinamiche di fruizione della TV e il boom social delle serie, abbiamo condotto una particolare ricerca netnografica sui tweet degli spettatori di due delle serie più amate dagli italiani: Gomorra e Game of Thrones.

Abbiamo circoscritto l’analisi ad un periodo temporale di circa 10 giorni: quelli in cui sono andate in onda la quinta puntata di Game of Thrones e la settima e l’ottava di Gomorra, rilevando le diverse pratiche di twitting dei due pubblici delle serie, la loro composizione, di cosa discutono su Twitter tra critiche, giudizi positivi e parodie, e quali sono i personaggi delle serie più citati nei tweet.

La content analysis è stata svolta su un totale di 3.032 tweet con metodologia qualitativa.
Dall’analisi sono emersi numerosi argomenti di discussione che abbiamo sintetizzato in 8 cluster discorsivi.

Tematiche_SerieTV

Personaggi e trama sono i temi complessivamente più discussi delle due serie TV.

Focalizzandoci sul discorso online che ruota intorno a Gomorra scopriamo che la tematica più dibattuta riguarda la relazione tra la serie TV e la vita reale nei quartieri (o più in generale nella città di Napoli) narrata da Saviano. La rappresentazione della realtà e l’ambientazione di Gomorra sono oggetto di discussione costante. Le posizioni tendono a polarizzarsi tra due estremi: c’è chi pensa che la serie dia un’immagine troppo negativa di Napoli e si finisca di alimentare luoghi comuni e stereotipi (c’è anche ci ipotizza che la visione della serie possa, addirittura, generare comportamenti emulativi da parte degli spettatori) e chi, invece, pensa che non ci siano particolari criticità legate al territorio e alla messa in scena della criminalità.

I riferimenti alla vita reale sono, invece, completamente liminali nel discorso su Game of Thrones. Spesso, con ironia si compara l’attuale situazione politica e sociale italiana all’universo della serie o si scherza sulla somiglianza fisica tra i personaggi degli episodi e le personalità di spicco della politica, ad esempio.

L’elemento centrale nel discorso su Game of Thrones è proprio l’ironia: nei tweet abbiamo rilevato numerose parodie che riguardano tanto l’aspetto narrativo quanto quello più tecnico della serie (come la regia o la fotografia).

Nel discorso su Gomorra abbiamo rilevato molte opinioni generiche: gli utenti esprimono semplici giudizi di gradimento o all’opposto dichiarano di non preferire la serie, senza specificare le motivazioni. Questa tipologia di opinioni non si rileva tanto nel discorso su Game of Thrones, a riprova del fatto che gli appassionati della serie esprimono commenti molto più puntuali e contestualizzati e risultano, per questo, maggiormente edotti sulle dinamiche televisive e cinematografiche, utilizzando nei commenti un linguaggio più tecnico rispetto al pubblico di Gomorra.

Il tema degli Spoiler è molto ampio per Game of Thrones, complice la visione in streaming della puntata con sottotitoli, prima che venga trasmessa o resa disponibile in italiano (pratica che per Gomorra non avviene).

Un elemento che abbiamo rilevato frequentemente nei tweet sulle due serie, ed è connesso a molti dei temi che abbiamo discusso sopra, è il linguaggio: il dialetto napoletano di Gomorra e la trasposizione italiana di Game of Thrones.

Con ironia, molti spettatori di Gomorra si cimentano in espressioni dialettali apprese dalla serie e alcuni utenti dichiarano di sforzarsi a guardare le puntate senza sottotitoli, perché ritengono che la serie si gusti al meglio in “lingua originale”. I progressi fatti con la lingua napoletana vengono spesso condivisi con i propri follower.

Il linguaggio è, invece, la principale fonte di negatività presente in Game of Thrones, talvolta espressa con ironia o, più spesso, esplicitata direttamente (forse, questo rappresenta l’unico elemento in cui si riscontra tanta avversione esplicita).

Nei tweet estratti non abbiamo solo indagato i temi più discussi delle due serie, ma ovviamente ci siamo focalizzati anche sui personaggi più citati e abbiamo stilato le TOP 10 di Gomorra e Game of Thrones.

Nel nostro periodo d’analisi, il discorso relativo a Game of Thrones è denso di riferimenti ai personaggi della serie, mentre è meno centrato sui personaggi quello relativo a Gomorra.

>>> SCOPRI LA CLASSIFICA DEI PERSONAGGI PIU’ CITATI DI GOMORRA E GAME OF THRONES – Leggi l’analisi sul blog Viralbeat

GomorraVSGoT_AnalisiTwitter

AVVERTENZA: se siete indietro con le puntate delle serie mettetevi prima in pari, perché troverete degli spoiler, inevitabili per la nostra analisi.

Fan avvisati, mezzi salvati!