7 lezioni di leadership dalle serie tv

Da Rick Grimes a Don Draper: i capi migliori della televisione

leadership dalle serie tv Come si riconosce un vero leader? Dalla sua empatia, dalle sue capacità di problem solving o dalla sua attitudine ad ascoltare il proprio team? Cercando di definire le skill di un perfetto leader, mi sono venuti in mente alcuni protagonisti delle serie tv. Chi meglio di loro, che affrontano apocalissi zombie e avventure rocambolesche, può insegnarci come guidare un team?

SPOILER ALERT: Attenzione, questo articolo potrebbe contenere spoiler su Lost, The Walking Dead, Sons of Anarchy, Breaking Bad, Game of Thrones, House of Cards e Mad Men.

“Questa non è una democrazia”

Rick Grimes, The Walking Dead

Un leader ha il dovere di fare ciò che ritiene sia meglio per il team, quindi deve sapere quando è il momento di affrontare le avversità, prendere una decisione e farla rispettare. I risultati tangibili e misurabili del suo operato sono l’unica prova di cui ha bisogno per essere ascoltato.

Se hai guadagnato la fiducia dei tuoi collaboratori nel corso del tempo, la decisione, seppur non condivisa, sarà accettata.

Derek Stanzma, autore di Leadership: How to Lead Effectively, Efficiently, and Vocally in a Way People Will Follow, lo spiega in poche e semplici, ma efficaci parole: “Stai calmo, abbi fiducia in te stesso e va’ a prendere qualche decisione”.

“Se non riusciamo a vivere insieme, moriremo da soli”

Jack Shepard, Lost

Quando ti schianti su un’isola deserta, la cosa peggiore che ti possa capitare è quella di avere a che fare anche con dei compagni d’avventura con poco spirito di squadra. Un buon leader sa che la forza del gruppo sta nella coesione del gruppo, perché solo insieme è possibile sconfiggere mostri di fumo nelle foresta e competitor con gli artigli affilati.

Inoltre, ricorda che se fai parte di una squadra, il tuo successo personale contribuirà al gioco di squadra, perché se fai bene imposti uno standard che gli altri vorranno raggiungere. Spingendo te stesso a fare meglio, contribuisci a motivare gli altri.

Nel suo famoso TED Talk del 2009, Simon Sinek chiudeva il suo intervento dicendo “Ci sono i leader, e poi ci sono coloro che guidano (those who lead): un leader è colui che ottiene una posizione di potere o autorità, ma solo i leader sanno ispirarci. Seguiamo coloro che ci guidano non perché dobbiamo, ma perché lo vogliamo“.

“Non è facile essere il re”

Jax Teller, Sons of Anarchy

Essere il capo è tutt’altro che semplice. Ci sono decisioni facili da prendere, e altre che ti tengono sveglio di notte. A volte un leader deve fare cose che non vorrebbe per il bene della comunità.

Non vuol dire che tu debba andare in giro ad uccidere i tuoi competitor, anzi. In alcuni casi il team diventa una vera e propria famiglia: quanto sei disposto a sacrificare te stesso, il tuo tempo, i tuoi interessi per il suo bene? Dovrai prendere decisioni che influenzeranno la tua vita e quella degli altri. L’effetto può essere positivo o negativo e, in entrambi i casi, è necessario che tu sia preparato.

Il successo di un’azienda dipende dalla forza delle sue tribù ed è determinato dalla cultura tribale che può essere stabilita solo da un leader forte e consapevole. Nel bestseller Tribal Leadership: Leveraging Natural Groups to Build a Thriving OrganizationDave Logan e John King hanno identificato 5 stadi della cultura aziendale/tribale, partendo da un ambiente ostile fino ad una totale accettazione delle cultura tribale da parte dei suoi membri. Pensa a quale stadio puoi collocare la tua tribù e a come, in quanto capo, puoi migliorare la cultura aziendale.

“Di’ il mio nome”

Walter White/Heisenberg, Breaking Bad

Un buon leader deve essere considerato tale non solo dai propri dipendenti, ma anche all’esterno. La reputazione è tutto nel business e se non vieni preso sul serio dentro e fuori la tua azienda non otterrai mai il rispetto che cerchi.

Come si conquista una buona reputazione se non attraverso il proprio lavoro? Se c’è una cosa di cui Walter White è fiero è il suo prodotto, per il quale non è mai giunto a compromessi. Ma attento, questo non vuol dire le tue azioni possano essere guidate dal tuo ego.

Per costruire la tua leadership reputation puoi fare riferimento a quattro elementi chiave:
– le tue idee,
– cosa ti definisce in quanto leader,
– come guidi il tuo team,
– a cosa e a chi è rivolta la tua leadership.

“Immacolati! Uccidete i padroni, uccidere i soldati, uccidete ogni uomo che tiene una frusta, ma non fate del male a nessun bambino. Togliete le catene ad ogni schiavo che vedete”

Daenerys Targaryen, Game of Thrones

Game Of Thrones s03e04 Daenerys Targaryens… di folledecoca

Immagina di arrivare in una nuova azienda e di trattare il tuo nuovo team con disprezzo e arroganza. La tua vita da leader durerebbe molto poco. Il nuovo capo può farsi rispettare anche con le buone, dimostrando di essere migliore dei suoi predecessori e ricompensando il proprio team per gli sforzi fatti.

Attenzione però: non imporre troppo presto cambiamenti che potrebbero destabilizzare il team, ricorda che quello nuovo sei tu e che per questo dovresti tu andare incontro alla squadra.

Secondo Michael Watkins, docente della Harvard business school ed esperto in leadership e management, per un nuovo leader i primi 90 giorni sono cruciali poiché una piccola azione sbagliata può avere ripercussioni nel lungo periodo. Hai poco tempo per provare di essere un asset per l’azienda, dimostrare di aver meritato il ruolo da leader e allo stesso tempo aiutare i tuoi collaboratori in questa fase di transizione.

Sei un nuovo leader? Prendi ad esempio questo template basato sugli insegnamenti di Watkins (e creato da J.D. Meier, Director of Digital Business Transformation, Microsoft Enterprise Strategy).

insegnamenti di Watkins

“Un leone non chiede il permesso prima di mangiare una zebra”

Frank Underwood, House of Cards

Ammettiamolo, un leader deve essere anche un burattinaio che sappia tirare i fili giusti. Non si tratta solo di manipolare, ma di conoscere le persone in modo tale da indirizzarli sulla strada che lui ha scelto per loro.

L’attenzione di Frank ai dettagli, compresi nomi, compleanni, mogli, distretti, hobby, è un potente risorsa. Underwood eccelle nell’individuare i punti di forza e di debolezza delle persone di cui si circonda, e sfrutta questa capacità per motivare e ottenere il meglio (o il peggio, a seconda dei casi) dalle persone.

Il trucco sta nel trattare tutti con rispetto e dignità e non varcare la soglia tra leader e tiranno o anche i più irriducibili dei sostenitori possono diventare dei nemici.

Non dimenticare, inoltre, che “la leadership si costruisce giorno dopo giorno, non ogni giorno“, per citare John C. Maxwell: ognuno ha il potenziale per diventare un leader, ma solo chi è abbastanza perseverante lo diventa.

In uno studio, citato nel libro The 21 Irrefutable Laws of Leadership, ed effettuato prendendo in considerazione 90 leader, è stata individuato che ciò che distingue i leader dai follower è la capacità di sviluppare e migliorare le competenze. I leader di successo non smettono mai di migliorarsi, applicare auto-disciplina e perseveranza.

“Vuoi rispetto? Esci e prenditelo da sola”

Don Draper, Mad Men

Un leader deve soprattutto saper ispirare e spingere il proprio team a dare sempre il meglio. Potrà essere duro a volte, ma lo farà solo per il bene dei suoi dipendenti, per aiutarli a responsabilizzarsi. Incoraggia la crescita personale della sua squadra e lascia i membri del team liberi di camminare sulle proprie gambe, quando sono pronti.

Diceva Theodore Roosevelt: “Il miglior dirigente è colui che ha il buon senso di portare le persone a fare quello che lui vuole che facciano, e avere abbastanza autocontrollo dal trattenersi dall’immischiarsi“.

Un buon mentore non ha paura di sfidare i propri collaboratori ed essere duro quando necessario, ma non esagerare troppo: ricorda che anche i tuoi dipendenti provano emozioni!