Instagram: quali possibilità per il mercato Italia? [INTERVISTA]

L'Italia ha moltissimo potenziale su Instagram. Nicola Pasianot ci spiega come sfruttarlo al meglio.

Una ricerca condotta da MonItaly, il progetto di monitoraggio del country branding dell’Italia sulla stampa e sul web realizzato dal Body and Society Lab per Intesa Sanpaolo, ha dimostrato come l’Italia sia il paese più taggato su Instagram.
Per cercare di capire meglio i motivi di questo fenomeno, abbiamo intervistato Nicola Pasianot, founder di Instagramers Italia.

Nella ricerca viene suggerito che l’alto numero di tag sia dovuto a ragioni di turismo, qualità del cibo, ruolo della moda e così via. Quale di questi settori è risultato il vincente?

Immagine: MonItaly

Questa ricerca fornisce degli ottimi insights che supportano molte interpretazioni sull’utilizzo di Instagram in Italia.
In primo luogo il nostro Paese si conferma una delle realtà più attive a livello di sharing e quindi di ispirazione sia per chi ci abita sia per chi lo visita e, di conseguenza, utilizza tag per diffondere i propri scatti.
Personalmente credo che a vincere sia proprio la cultura italiana, con tutto quello che vi ruota intorno, in termini di turismo e di patrimonio artistico. È evidente come una crescente qualità della proposta italiana contribuisce, anche sui social, a dare una fotografia del Made in Italy che coinvolge veramente le persone.

Quali possono essere le implicazioni per i brand e i settori economici in generale? Esiste la possibilità e la volontà di sfruttare questi dati così positivi? Qualcuno lo sta già facendo?

Le possibilità esistono e finalmente i brand, supportati dalle agenzie creative e nello specifico da una corretta strategia social, hanno compreso che Instagram non è un canale come gli altri. Apre possibilità che vanno percorse, anche con un certo coraggio. Limitarsi a pensare che sia solo un nuovo canale da gestire come gli altri penalizza notevolmente i risultati. Facendo questo lavoro sono convinto che il problema spesso non sia attribuibile ai brand ma proprio alle strategie proposte dalle agenzie. Non vuole essere una critica ma uno spunto di riflessione anche sul fatto che dietro a un brand esiste sempre un’agenzia.
Mi capita di realizzare strategie per brand in ogni ambito, dall’automotive al beauty, dalle onlus alle fondazioni, settori completamente differenti che richiedono strategie specifiche per ogni tipo di attivazione e target.
Per fare un esempio semplice: utilizzare lo stesso contenuto di un post Facebook per condividere una foto su Instagram è riduttivo e non porta vantaggi. Forse semplifica il lavoro di agenzia ma penalizza la comunicazione del brand.

Per quanto riguarda lo studio delle regioni la Sicilia è la regione più taggata, in particolare da utenti di lingua russa. A tuo parere la Sicilia valorizzerà maggiormente i servizi per questo target?

Questi segnali vanno colti e, soprattutto, incentivati. In Italia molte regioni ma anche enti locali e istituzioni, ormai hanno compreso come l’utilizzo di questo canale per raccontare la propria realtà porti un vantaggio enorme nel coinvolgere e far scoprire il territorio e le sue aree meno conosciute. Le community italiane di Instagramers Italia portano avanti in autonomia questi temi da anni e l’attività di sensibilizzazione e diffusione anche verso le istituzioni ha portato degli ottimi risultati, come evidenziato dal report.
Un esempio, secondo me tra i più virtuosi in Italia, è la Puglia che da tempo valorizza la propria offerta in modo veramente social, creando periodicamente attività con gli instagramers, grazie alle quali le ricadute in termini di reach e visibilità sono senza dubbio efficaci nell’ispirare le persone in cerca di una meta. Utilizzare i tag nelle varianti internazionali può solo supportare una comunicazione più smart e in linea con le abitudini dei nostri destinatari.

Quanti dei tag sono realizzati da italiani? Potrebbe esserci correlazione con l’uso e l’acquisto considerevoli degli smartphone da parte degli italiani?

Spesso si utilizzano troppi tag perdendo il focus su quanto effettivamente si dovrebbe mettere in luce.
Abbiamo bisogno di formazione, siamo entusiasti per il nuovo modello di smartphone appena scartato dalla confezione e poi non sappiamo usarlo. Il nostro ruolo, soprattutto se founder di community e specialisti digital è rendere consapevoli le persone delle potenzialità del device che vive 24 ore con noi e insegnare a utilizzarlo al meglio, in modo creativo e responsabile.
Ho appena tenuto un’Igers Academy ad una classe di terza Liceo e il successo è stato tale che l’amministrazione scolastica sta valutando seriamente se di introdurre dal prossimo anno un vero e proprio corso per gli studenti. Anche questa è cultura. Finalmente.

Infine, si organizzerà un nuovo Instagramer Day? Se sì, quando?

Come igers stiamo organizzando da tempo quello che sarà un evento veramente unico a livello internazionale. Quest’anno l’appuntamento è all’EXPO a Milano, il 26/27/28 giugno. Sarà il primo Instameet Intercontinentale mai fatto e sarà l’occasione per dimostrare, non solo su Instagram, la portata di iniziative di questo tipo che muovono persone da un lato all’altro del pianeta. Essere partner di Expo è stato un risultato di cui siamo orgogliosi e potete scoprire tutti i numerosi appuntamenti sul sito web, sui nostri canali ufficiali social e su instagramersitalia.it

Scritto da

Valeria Castelli

Classe 1992, da sempre appassionata di letteratura, di comunicazione e di scrittura. Laureata in Economia e Marketing, curiosa, chiacchierona e sempre alla ricerca di qualcosa di ... continua

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