HeforShe, quando a volere la parità dei sessi sono gli uomini

La campagna di Publicis Dallas per UN Women che sta facendo riflettere

Lui per Lei, ma a me piace di più HeforShe, è la campagna realizzata da UN Women che ha come protagonisti gli uomini, che dicono la loro contro le discriminazioni di genere.

Se stai leggendo questo post e sei una donna, staccati un secondo dal carrello di Zalando, ferma il primo essere umano di sesso maschile che vedi e digli di fare una cosa per te. Se stai leggendo questo post e sei un uomo, rifletti, attiva la videocamera del tuo smartphone e carica il tuo video.

Quest’articolo potrebbe urtare la tua sensibilità, nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore, potrebbe lasciarti del tutto indifferente. E allora torneremo tutte a tirare la sfoglia, ad avere paura di rimanere incinte e a prendere per sempre 1.180 euro nette al mese, vita natural durante.

Che al 64% delle donne al mondo sia negato l’accesso all’istruzione è triste, ma noto. Che 800 donne al giorno perdano la vita per dare al mondo il proprio figlio, quando ci sono app in grado di segnalarti quando è più giusto concepire è triste ed angosciante.

Che le signore guadagnino almeno un 30% in meno rispetto ai propri colleghi uomini a parità di mansioni, è risaputo ed è inammissibile. Che ai colloqui di lavoro si chieda loro, indelicatamente, se per caso hanno intenzione di proliferare, senza tenere conto della storia della persona, è indiscutibilmente inaccettabile.

Sul sito HeForShe.org, UN Women le cita proprie tutte queste situazioni imbarazzanti e ridicole e le raccoglie a favore di una campagna finalizzata a solleticare le coscienze maschili di padri, fratelli, nonni, zii, fidanzati, mariti, amanti affinché contrastino, a loro modo, queste disuguaglianze di genere che sono all’ordine del giorno.

HeForShe: Sono un uomo e voglio partecipare!

A realizzare l’insolita campagna è Publicis Dallas. L’idea è semplice: basta mettersi davanti ad una videocamera, dire due parole a favore della parità dei sessi tra uomini e donne e caricare il proprio video su Youtube. Conditio sine qua non per partecipare: essere maschietti.

Gli uomini a corto di idee possono sempre ispirarsi a qualche volto noto, che senza troppe esitazioni ha prestato la proprio immagine a HeForShe. Uno su tutti, Matt Damon. Menzionerei anche Patrick Stewart e il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Kimoon. Guardare per credere!

Perché HeforShe è diversa dalle altre?

Di campagne, più o meno filo-femministe a sostegno delle donne che hanno come protagoniste proprio loro, ce ne sono a gogò. Il punto di forza dell’idea HeforShe sta, come sostiene Brad Roseberry, Creative Chief Officer di Publicis Dallas, nell’aver cambiato prospettiva: ora a parlare sono gli uomini.
Perché proprio loro e non le donne a promuovere una campagna che condanna la discriminazione tra i due sessi? Per un semplice motivo: è inutile urlare per ottenere qualche diritto in più e inimicarsi gli uomini. Meglio cercare fra loro qualche alleato, se influente, meglio.

CREDITS
Client: UN Women
Agency: Publicis Dallas
Executive Creative Director: Brad Roseberry
Creative Director: Natalie Lavery
Copywriter: Jacob Latchem
Art Directors: Alex Pierce, Joshua Tovar
Producers: Lori Wallace, Desiree Townsend
Web Developers: Alex Pierce, Eric Taylor, Dennis Covington, Jason Awbry
Designers: Alex Pierce, Joshua Tovar
Account Directors: Susan Scott, Whitney Sprague
Editing Company: Republic Edit
Editor: Andy McGee
Producer: Jacklyn Sandoval Roman

 

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Scritto da

Emanuela Goldoni

Nasce nel cuore dell'Emilia, a Mirandola, per intenderci, la città del filosofo Pico della Mirandola. Per metà è partenopea, ma di mediterraneo ha preso solo il senso ... continua

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